I Miti Mondadori 142 – Zio Paperone: dollari & pepite

15 APR 2020

In questa rubrica abbiamo già accennato al ruolo “defilato” ma importante che Mondadori aveva negli anni Novanta, quando pur non essendo più licenziataria dei diritti di pubblicazione del fumetto Disney in Italia aveva deroga di pubblicare alcune raccolte a tema – spesso con selezioni di storie molto buone – all’interno di sue collane da libreria, in particolare I Miti, SuperMiti e Oscar Bestsellers.

Queste edizioni furono per me una delle principali fonti di lettura disneyana da piccolo a parte Topolino, perché quando accompagnavo i miei genitori per la spesa in ipermercati provvisti di un reparto libri e mi cadeva l’occhio su un titolo disneyano di queste pubblicazioni, molto spesso li convincevo a comprarmelo.

Zio Paperone Dollari & Pepite

La copertina del volume

Non fu il caso di Zio Paperone: dollari & pepite (1999), che mi venne invece regalato da uno dei miei migliori amici ai tempi delle scuole elementari. A questo proposito, piccolo aneddoto personale: questi volumi avevano il prezzo in bella mostra sulla cover, dentro un bollino dorato in basso a destra, e il mio amico pensò bene di tagliarlo via per celare l’importo, mutilandolo e portando negli anni alla formazione di piccole “orecchie” delle prime pagine, prive di quell’angolino della copertina che le avrebbe protette!

A parte ciò, l’albetto ha mantenuto una sua integrità complessiva; e per fortuna, dato che vi sono molto affezionato. Mi piacquero praticamente tutte le storie contenute, nessuna esclusa, perché rappresentavano benissimo gli aspetti che più amavo del personaggio di Paperone: l’avventura, le cacce al tesoro, gli scontri con i Bassotti e le grandi idee per proteggere il proprio denaro.

E in effetti la selezione operata fu di tutto rispetto, con un parterre di autori che racchiudeva il meglio dei Disney italiani tramite alcune delle loro storie migliori o particolarmente rappresentative.

Era ben presente Rodolfo Cimino con Le montagne trasparenti e La fiamma fredda, due avventure perfettamente aderenti alla poetica dell’indimenticato sceneggiatore, entrambe disegnate da Giorgio Cavazzano nei primi anni Settanta e ricche di elementi tipici quali improbabili mezzi di locomozione, leggende potenzialmente arricchenti, viaggi in posti fantasiosi, saggi di popoli lontani e così via.

Altro protagonista era Romano Scarpa con ben tre storie: Braccato speciale come esempio di divertente schermaglia tra Paperone e Brigitta, La battaglia dei colossi per rappresentare uno scontro con i Bassotti dallo spirito molto barksiano e L’acqua quietante a simboleggiare la grande avventura corale, che l’autore avrebbe sviluppato anche successivamente.

Una scena d'effetto...

Una scena d’effetto…

Tra le restanti proposte, spiccavano Il matrimonio di Zio Paperone realizzata da Massimo De Vita, che rimetteva in scena Brigitta in una delle vicende più interessanti con la bionda papera, la folle Lo scherzo cinese di Luciano Bottaro, fedele alla propria inclinazione naif e surreale, e I dollari surgelati, una classica storia di Giorgio Pezzin piacevolmente disegnata dal tratto elegante di Giovan Battista Carpi.

In generale si trattava di storie degli anni Sessanta e Settanta, con due uniche eccezioni in allora molto recenti (le uniche due che infatti già conoscevo dai Topi originali): Il grande S.B.I.R.C.I.A. e Zio Paperone supereroe, del 1995 e 1996, diverse dalle altre fin dal tratto moderno e cinetico di Lucio Leoni e Lara Molinari. Entrambe sceneggiate dal veterano Fabio Michelini, risultavano al contempo classiche e fresche, in special modo la prima delle due, movimentata e ricca di gag simpatiche.

Un essential reading di alcuni dei migliori esempi di narrativa paperoniana realizzati da autori nostrani, che pescava a piene mani da due decenni cardine per quanto riguardava la produzione di Topolino, e nobilitato da una copertina color argento con al centro il volto di Paperone (raffigurato ottimamente da Carlo Limido) all’interno di una dorata Numero Uno.

Mi formò molto, in materia disneyana: mi offrì una solida base di conoscenza su Zio Paperone e mi spinse a individuare le caratteristiche dei fumettisti presenti e a saperle rintracciare in altre loro opere.

Autore dell'articolo: Andrea Bramini

Andrea Bramini, detto Bramo, nasce a Codogno nel 1988. Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su Watchmen. Ha avuto esperienze professionali nell'ambito delle pubbliche relazioni e come segretario. Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, le graphic novel autoriali e alcune serie Bonelli e affini. Scrive di queste passioni su alcuni forum tematici e principalmente per il sito di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, nel quale ricopre la carica di caporedattore.