Disney d’Autore 5 – Casty

28 LUG 2020
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La collana Panini Tesori Made in Italy, nata da una costola di Tesori Disney International, è stata varata nel 2017 ed è durata lo spazio di dieci volumi, sei dei quali dedicati a Giorgio Cavazzano e i restanti a Massimo De Vita. I volumi, brossurati come i “cugini” International, contavano 196 pagine ed erano caratterizzati da una veste grafica accattivante, dalla presenza di ricchi redazionali – curati dal mitologico Luca Boschi – e da una selezione di storie più o meno celebri: il tutto al prezzo di 6,90€. L’idea di più miniserie di volumi compatti dedicati a grandi Maestri del fumetto Disney italiano è tanto buona che, a partire dall’undicesimo volume, l’editore ha deciso di operare un brusco restyling della collana: numerazione azzerata, volumi raccolti a due a due, non più brossurati ma cartonati, storie suddivise secondo criteri tematici.

Dopo Silvia Ziche e Paolo Mottura, a marzo 2020 è venuto il turno di Andrea Castellan in arte Casty, del quale in questo Disney D’Autore dal titolo Misteri a Topolinia viene proposta una selezione una selezione di avventure “casalinghe” di Topolino & compagni, tutte rigorosamente autoconclusive – se si esclude la non determinante presenza di Topesio in Topolino e qualcosa nel buio. A parte questa, posizionata per ultima, il lettore troverà altre quattro storie scritte e disegnate da Casty e pubblicate su Topolino nell’arco dell’ultimo decennio.   

Con l’ovvio limite imposto dall’aver scelto solo storie sulla trentina di pagine, principio che ha ovviamente tenuto fuori dal volume i cosiddetti “kolossal” castyani, le avventure proposte sono autentici gioielli e non mancano i capolavori.

Topolino e la rivolta delle didascalie è una meravigliosa avventura meta-fumettistica del 2011 in cui l’autore gradiscano immagina Topolino e Pippo braccati, in una Topolinia onirica, da didascalie viventi e senzienti; la storia scorre piacevolmente sui binari dell’assurdo già parzialmente esplorati nella Jellamolecola, peraltro citata in queste pagine, con un Pippo mai così nerd impegnato a fare da Virgilio in una città irreale, popolata da consapevoli stereotipi. Uno spunto classico (la fantasmagorica soffitta) diventa l’occasione per ragionare elegantemente sugli automatismi e gli escamotage che caratterizzano certa cattiva scrittura.

Casty, Faccini e lo strano potere di Flip

Casty, Faccini e lo strano potere di Flip

Topolino e il cappotto da 1 dollaro è una favola natalizia che parte da uno spunto per così dire “alla Dino Buzzati”, un cappotto le cui tasche magiche producono denaro, per esplorare i temi dell’avidità e dell’empatia per il prossimo. Topolino viene in possesso del suddetto cappotto e cerca di renderlo al legittimo proprietario; nel fare ciò incontra la miseria di un quartiere malfamato di Topolinia e viene braccato dal solito Pietro Gambadilegno. Il precedente possessore del cappotto stregato, tale Ezekieles, richiama nel nome l’ingordigia del celebre Lupo Cattivo delle favole, mentre al personaggio della povera Jazmin è affidata una morale finale che in qualche modo rovescia l’atroce pessimismo de La giacca stregata, racconto del 1966 basato su un’idea simile.

Topolino e il dottor Tick-Tock ricade nel felicissimo filone castyano di Eta Beta, personaggio caduto in declino e da lui recuperato con esiti quasi sempre brillanti. I due amici, accompagnati dal fedele gangarone Flip, per l’occasione dotato di una nuova abilità (la capacità di percepire le onde radio) si ritrovano coinvolti in una vicenda inquietante legata all’avidità umana e allo sconvolgimento delle leggi di natura. La presenza di Gambadilegno come villain brillante e del tutto privo di scrupoli costituisce un vero e proprio maschio di fabbrica per Castellan, data l’intenzione dichiarata di restaurarne l’aura di pericolosità e di potenza.

Nonostante la propria natura celebrativa, Topolino e il sorprendente 3000 è una storia gradevole e avvincente, in cui Casty gioca ancora una volta a sconvolgere la quotidianità introducendovi l’elemento del bizzarro e dell’inquietante.

La già citata Topolino e qualcosa nel buio chiude opportunamente il volume. Considerabile come una delle opere più ambiziose di Castellan, questa storia ha qualche punto di contatto con un dimenticato film del 2010, Vanishing on 7th street, con l’aggiunta di un escamotage sì cinematografico ma assente dalla pellicola di Brad Anderson: lo stile found footage, forse inedito, certamente rarissimo nel mondo della nona arte. La luminosa idea della Cappippo-camera si fonde felicemente con la vicenda dei Bugabù, aggiungendo sapore a una vicenda che, per ovvie ragioni, non può mai spingersi fino agli estremi di Vanishing.

La formidabile Cappippo-camera

A farla da padrone in queste storie di ambientazione topoliniana è certamente il grande legame che unisce Topolino alla propria famiglia acquisita: Minni, Orazio e Clarabella, Eta Beta e soprattutto l’amico di sempre Pippo che, lungi dall’essere uno svanito con la testa fra le nuvole, è per Casty un principe del pensiero laterale, un’autentica guida in un mondo sempre più oscuro e bizzarro. La caratteristica commistione di uncanny e umorismo/satira che oggi possiamo e dobbiamo dire precisamente castyana spicca in modo esemplare in queste cinque avventure in cui i riferimenti a Scarpa e a Gottfredson si sprecano.

Oltre alle storie il volume presenta un discreto apparato redazionale: in una prefazione di ben cinque pagine Luca Boschi ci introduce l’autore raccontando i suoi esordi nel mondo del fumetto Disney, spiegando i suoi trascorsi professionali e analizzando i tratti salienti di uno stile che ne ha fatto in breve tempo uno degli autori più amati di Topolino. Ogni storia è preceduta da uno scritto dello stesso Boschi e da un brevissimo commento dell’autore.

Hon-Ki-Ton torna tra i materiali extra del volume

Hon-Ki-Ton torna tra i materiali extra del volume

In aggiunta troviamo storyboard, bozzetti e gustose one-page di cui una da considerarsi “seguito” di Topolino e Bip-Bip alle sorgenti mongole, capolavoro di Romano Scarpa. I contenuti aggiuntivi comunicano poco di realmente nuovo, ma sono stati comunque molto apprezzati per l’attenzione dimostrata nei confronti di opere di non comune complessità e ambizione.   

Dal punto di vista materiale questo quinto Disney D’Autore è compatto, copertinato con un cartoncino molto leggero (al punto che il volume pesa solo centocinquanta grammi in più di un normale Tesori Made in Italy) e conta 198 pagine per 14,90€ – 19,90 per chi lo abbia acquistato con il pratico ed elegante cofanetto. Facendo parte di una collana, risulta difficile esprimere un parere sul singolo volume; ogni confronto su grafica rinnovata e nuova prezzatura rispetto ai precedenti Tesori risulta purtroppo impietoso. Spiace anche considerare come la selezione operata dall’autore stesso, al netto della qualità media elevatissima, sia insufficiente a coprire i temi fondamentali dell’opera castyana, mancando ad esempio l’amore per la natura che ritroviamo in capolavori come Il mondo di Tutor o La valle del Picchio Gigante.  

Luci e ombre per una pubblicazione di buona qualità ma di prezzatura elevata, non sufficientemente ricca di contenuti per poter essere definita di pregio, e la cui pur piacevolissima lettura non ha fatto altro che stuzzicare l’avvertita necessità di una ristampa più ragionata e completa per quello che è ormai a tutti gli effetti un grande Maestro Disney moderno. L’indice del prossimo volume, infine, che dovrebbe contenere solo storie ambientate fuori Topolinia, ha già tradito questo proposito proponendo Topolino e gli incontenibili Squee e Atomino, Topolino e l’elemento Qualsivoglia. Ma di questo parleremo se e quando riusciremo a stringerlo fra le mani.

Autore dell'articolo: Manuel Crispo

Medico con la passione per la scrittura, pker di vecchia data, come tanti ho iniziato a leggere con Topolino. Col tempo ho divorato voracemente manga, manhwa, historietas, BD e tutto ciò che è targato Sergio Bonelli, ma l'incredibile mondo Disney resta il mio primo amore.