Topolino Super De Luxe Edition 12 – Angus Tales e Trip’s Strip – Storie brevi dal mondo di PK

23 AGO 2020
Voti del fascicolo: Recensore: Medio: (4 voti) Esegui il login per votare!

Uno dei fiori all’occhiello della testata PKNA – Paperinik New Adventures erano le storie brevi. Non sempre per i soggetti, ma per le sperimentazioni grafiche e narrative che prendevano possesso di otto tavole e travolgevano il lettore con nuove idee.

La prima ad uscire fu Angus Tales, dedicata al cinico e scorretto cronista Angus Fangus, che in origine si sarebbe dovuto chiamare Owen McMurduck. L’autrice Paola Mulazzi scrive il primo episodio della serie, una sorta di pilota. Compare già tutto: i colori seppiati, gli sfondi appena accennati, un tono noir ma non troppo, la voce narrante del protagonista, il mondo torbido del giornalismo investigativo.

La prima storia ha anche un certo sapore malinconico, non più replicato con l’arrivo ai testi di Tito Faraci. Le storie diventano irresistibilmente comiche, con un Angus ben deciso a portare a casa il risultato, nonostante il palesarsi di situazioni al limite del grottesco. Qui compare l’eterno tormentone di Baldo l’Allegro Castoro, ma soprattutto la presenza di una sequenza geniale: parliamo di Rumori di fondo, in cui vignette mute portano il lettore a replicare le movenze dei personaggi. Questo notevole valore aggiunto è dato da Silvia Ziche, cui bastano pochi tratti di matita per rendere chiare le emozioni dei protagonisti.

Il ballo di Angus

Più ordinata dal punto di vista produttivo risulta Trip’s Strip, con Ziche ai disegni e Bruno Enna ai testi. Si tratta di una serie ancora più geniale: l’idea è di rappresentare i fumetti che Trip, il figlio del Razziatore, realizza in un intermezzo di PKNA 34. Lo sfondo è un classico foglio a quadretti, compaiono tantissimi segni di matita colorata, moltissimi oggetti o edifici appaiono appena accennati, il tutto per dare veridicità all’operazione. Enna poi realizza delle trame decisamente beffarde, in cui il bambino appare insicuro e complessato, travolto da una lunga serie di fisime e paranoie. Lo scrittore sardo ha affermato di essersi ispirato alla geniale striscia Calvin and Hobbes di Bill Watterson, e non si tratta di un paragone azzardato. Ad aggiungere agilità alle vicende compare la dida, ovvero la didascalia, con la quale Trip parla.

Si tratta, in sintesi, di ottimo materiale a fumetti: divertente, spigliato, credibile. Peccato però che l’edizione sia un po’ eccessiva ed estemporanea per queste storie. La Super De Luxe ha un formato enorme e di non semplice maneggiabilità. I contenuti speciali sono risicati, a parte tre interventi degli sceneggiatori. Bella la copertina inedita. Il voto complessivo considera questa edizione un po’ esagerata: fosse stata in Limited De Luxe, magari includendo in futuro le altre serie di brevi di PKNA, sarebbe stata un’operazione molto intrigante. Così, invece, appare un volume un po’ pretenzioso e dal pubblico molto ristretto.

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.