Topolino 3380

09 SET 2020
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Complice l’annullamento in tutta Italia delle fiere del fumetto, in questo 2020 così segnato dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19, la redazione di Topolino ha sicuramente dovuto nel corso dell’anno rivedere i propri piani di pubblicazione delle tradizionali uscite abbinate a tali eventi.

Le tre copie di Topolino 3380: edicola (sinistra), fumetteria (centro), online (destra)
Le tre versioni di Topolino 3380: edicola (sinistra), fumetteria (centro), online (destra)

Così, se in primavera hanno comunque visto la luce le variant inizialmente previste per Cartoomics e Romics (a differenza di quella del Comicon, annunciata e mai realizzata), ecco oggi la comparsa di ben due versioni alternative di questo numero settembrino, una delle quali messa in vendita esclusivamente online attraverso il sito paninicomics.it. In questo caso non ci sono ricorrenze particolari da celebrare, resta probabilmente l’intento di catturare ugualmente l’attenzione del lettore occasionale e di non far abbassare la guardia all’appassionato collezionista.

All’interno, si parte con Zio Paperone e il business itinerante (Palazzi, Sarda/Cavazzano), una sfida affaristica che impegna lo Zione e Rockerduck in località esotiche, nettamente distinte dai due tempi che contraddistinguono la storia. Gli scenari tratteggiati da Cavazzano sorreggono un’avventura in cui sembra mancare quel tocco necessario di originalità che ravvivi un impianto fin troppo classico.

La meravigliosa aurora boreale di Giorgio Cavazzano
Ci pensano Paperino e Paperone a esprimere la dovuta meraviglia!

A seguire, il secondo capitolo ambientato nel college di Paperbridge, Il lato oscuro (Gervasio), prosegue lungo la linea tracciata sette giorni fa. L’autore non svela chiaramente l’identità dei protagonisti, lasciando quindi un margine di ambiguità volto a incuriosire il lettore, ma comincia a mostrare gli effetti provocati dall’interazione fra i personaggi, in attesa di ulteriori sviluppi futuri.

L’atmosfera si fa decisamente più leggera nel nuovo episodio della serie Pippospot, Non tutte le vacanze riescono col buco (Coppola), una lettura divertente che riporta per qualche istante la mente all’estate di cui stiamo vivendo ormai gli ultimi scampoli.

Paperino e il castello con tranello (Halas, Rota/Rota) è invece una sorta di comica parodia di Frankenstein, dove però nemmeno i disegni di Rota, peraltro adattati nel ridotto formato del libretto come sempre accade per le storie di importazione danese, riescono a migliorare un risultato finale alquanto modesto.

In chiusura, ritorna la saga urbana di Fast Track Mickey (Sciarrone), che ha visto Topolino calarsi nel mondo delle corse automobilistiche clandestine: dopo la lunga preparazione osservata nelle scorse puntate, si arriva ad una conclusione che giunge quasi inaspettata. La risoluzione dell’indagine, al termine di un atteso e concitato inseguimento, non appaga forse le aspettative ingenerate fino a questo momento, lasciando l’impressione di non aver sfruttato fino in fondo tutto il potenziale lasciato intravedere. Il finale lascia comunque aperta la porta ad una ripresa di characters e setting di quest’avventura e sarebbe davvero un peccato non procedere in questa direzione.

L’inseguimento di Topolino nel cantiere

Al di là dunque della sua confezione speciale sopra illustrata, Topolino 3380 si caratterizza quindi per un contenuto piuttosto ordinario, pur presentando storie dal buon livello medio. Fra i redazionali, segnaliamo infine il consueto fotoreportage del Direttore, stavolta dalle cascate sudamericane del fiume Iguazù, e l’annuncio della prosecuzione a oltranza della testata Cronache dal Papersera.

Autore dell'articolo: Kim Don-Ling

Sabaudo di nascita, romano d'adozione e veneto per amore, leggo fumetti da quando ero bambino e non ho ancora smesso! I miei preferiti: Tex, Asterix, Lucky Luke, Corto Maltese, Mafalda… ma Topolino resta il compagno di viaggio più fedele, una passione che mi ha portato a conoscere il Papersera (e a incontrare tanti amici e una splendida sposa) lungo tutto lo stivale italiano. Il mio idolo disneyano di sempre è Romano Scarpa, ma non posso dimenticare l'emozione del mio primo raduno, nel quale ho avuto la fortuna di incontrare due miti come Don Rosa e Carlo Chendi.