Topolino 3385

13 OTT 2020
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Preannunciate già da alcune settimane, ritornano le avventure del Capitano Nemo, introdotte dalla bella copertina di Francesco D’Ippolito.

La copertina dedicata all’Isola dei misteri del Capitano Nemo

In Naufragio, primo capitolo della storia, Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio ci accompagnano questa volta sull’Isola dei misteri, dove facciamo la conoscenza di due intrepide quanto tenaci esploratrici, Minni e Paperina (accompagnate dal buon vecchio Pluto). Il ritmo è incalzante e rispecchia alla perfezione la determinazione delle protagoniste davanti alle difficoltà. Non resta che aspettare di leggere il prosieguo.

Non sembra invece fare passi in avanti Gli italici paperi (Venerus/Baccinelli). In Paperopulum troviamo sostanzialmente la stessa struttura della prima puntata, con gli stessi difetti: è una passerella continua di personaggi e battute fini a sé stesse ma con poca sostanza. In verità questo aspetto potrebbe essere giustificabile in virtù di una puntata introduttiva in un “nuovo universo”, ma così non può essere per gli episodi successivi, che senza mordente non riescono a tenere alta l’attenzione del lettore. Un peccato, perché invece l’aspetto grafico è eccellente.

Qui, Quo, Qua e l’orologio della sapienza (Mazzoleni/Ferracina) ci riporta finalmente nella quotidianità di Paperopoli. Riprendendo i personaggi di Newton e del preside Schnauzer, la storia ci fa assistere alla scelta e alla preparazione dei nipotini al quizzone scolastico, il cui ambito premio farebbe comodo alla scuola. C’è chi si prepara coscienziosamente e chi prova scorciatoie… fino al momento in cui tocca contare solo su sé stessi. Una lettura simpatica e piacevole, se si mette da parte la figura del direttore che, come nell’episodio di esordio, viene dipinto come un sadico aguzzino con l’unico obiettivo di cogliere in fallo i suoi studenti.

Dopo due dimenticabili brevi di Gabriele Panini, una con Rock Sassi e Manetta (disegni di Fabio Pochet) e l’altra con Paperino e Paperoga (disegni di Maurizio Amendola), i fari vengono puntati su Topolino 2.0, storia scritta ben dodici anni fa da Tito Faraci e disegnata da Claudio Sciarrone, qui al suo periodo di esordio con la tavoletta grafica.

Lo stile è quello a cui Faraci ha abituato, il soggetto sembra abbastanza interessante, ma a livello di ritmo di narrazione e di cliffhanger (anche qui!) ritengo che vari molto a seconda dei gusti personali. Per quanto riguarda invece l’aspetto grafico, si diceva poc’anzi del periodo degli esordi sciarroniani al digitale… e si vede. Gli effetti (olo)grafici vengono direttamente dagli anni Duemila, con colorazioni accese e scritte ed effetti alla WordArt. Anche alcune posture lasciano un po’ spiazzati: Topolino, ad esempio, sembra avere in diverse vignette un collo alquanto snodabile. Resta comunque molta curiosità per gli episodi successivi.

A livello di redazionali, invece, non si può non citare il focus sulla recente scoperta dedicata al grande pittore Raffaello (anticipata per caso nella storia di Bruno Enna dedicata a Paperello Sanzio di qualche mese fa). Non è la prima volta che il mondo Disney anticipa in qualche modo la realtà, e la cosa non può che far piacere. Inoltre, un reportage sulle isole più sperdute del mondo, con annessa intervista agli autori della storia di Nemo e un articolo sulla musica K-pop.

Autore dell'articolo: Valentina Corsi

Ho imparato a leggere a 4 anni con Topolino e non l'ho più abbandonato. È stata anzi la molla che mi ha portato a scoprire l'amore per la lettura, in tutte le sue declinazioni. Dalle strip dei Peanuts ai Bonelli (sono una texiana incallita), ad Asterix, ai romanzi e a molte altre declinazioni, la lettura è sempre stata una mia compagna fissa. Sono sul Papersera dal 2006, oltre che alla moderazione del forum collaboro alla gestione della pagina Facebook, mi occupo delle recensioni settimanali di Topolino e, tempo permettendo, contribuisco a supportare le varie iniziative dell'Associazione, sia attraverso lo schermo, sia dal vivo in occasione di fiere e raduni.