Topolino 3390

15 NOV 2020
Voti del fascicolo: Recensore: Medio: (16 voti) Esegui il login per votare!

Surclassato negli annali di storia da Scott e Amundsen, che il Polo Sud lo raggiunsero mentre lui fallì più volte nel tentativo, Ernest Shackleton si è comunque guadagnato un posto di prestigio nella storia della navigazione e delle esplorazioni riuscendo, dopo la sfortunata spedizione della nave Endurance, a sopravvivere in condizioni disumane, percorrendo centinaia e centinaia di miglia, anche a piedi per lunghi tratti, conducendo in salvo prima una parte dei componenti dell’equipaggio e recuperando poi tutti gli altri, senza nessuna perdita.

A questo formidabile uomo di mare, meno conosciuto dal grande pubblico di altri più celebrati, Sergio Cabella e Paolo Mottura dedicano un’avventura in tre parti che ripercorre gli avvenimenti della sua più celebre, per quanto infausta, impresa: Sir Topleton e la sfida al Grande Bianco.

Tra i ghiacci è una buona prima puntata che trasmette bene il senso di epicità ma anche di pericolo incombente legati a quelle avventure, grazie anche alle tavole del disegnatore torinese che sappiamo essere, non a caso, appassionato di navigazione.

L’unico appunto da fare è che, per una migliore fruibilità, sarebbero stati utili dei riferimenti in più o all’interno dell’episodio o in forma di redazionali. Invece nulla, solo la classica e abbastanza superflua pagina di presentazione di quasi ogni storia, come consuetudine da un po’. Forse verranno pubblicati nel prossimo numero, ma la loro corretta collocazione sarebbe stata in questo.

La potenza della Natura

La potenza della Natura

La panchina ispiratrice è la prima di una serie di storie del ciclo intitolato Pianeta Paperone ideato da Vito Stabile. È una storia leggera e divertente, che ricorda le ten-pager di Barks, e i disegni di Marco Rota accentuano questa similitudine, anche se continuo ad essere perplesso sulla qualità complessiva degli ultimi lavori del disegnatore milanese.

Su Topolino le origini mi sono già espresso in passato e la nuova puntata ospitata in questo albo non ha nulla che possa contribuire a farmi cambiare o rivedere la mia precedente opinione. Per il lettore di vecchia data è semplicemente materiale apocrifo e non basta certo richiamare il classico Mickey’s Trailer per darsi una parvenza di credibilità. Al lettore nuovo resta invece un avventura insipida che vorrebbe focalizzarsi sui problemi del passaggio dall’adolescenza all’età adulta, sull’amicizia, sulle scelte professionali future ma… ehi! Che figata! Siamo finiti con un gommone su un albero! Non riesco ancora a capire il senso di questo progetto dopo ben sei storie…

Per fortuna va un po’ meglio con l’episodio di Storia Papera che chiude il fascicolo, scritto da Augusto Macchetto e disegnato da Valerio Held. L’età di mezzo è meno dirompente di altri della stessa serie anche perché in questo caso i classici battibecchi tra Pico e Paperoga sono messi da parte per lasciare la scena ai protagonisti delle vicende narrate. Comunque provvede a fare un po’ di chiarezza sul Medioevo aiutando a inquadrare questo periodo storico in un’ottica più corretta e meno oscurantista. Qualche nozione, qualche curiosità, qualche timida risata e si può chiudere l’albo serenamente.

A completare il tutto, un’intervista a Manuel Agnelli, giudice di X-Factor e un lancio in grande stile (ben sei pagine) per la nuova avventura di Paperinik che inizia nel prossimo numero firmata da Marco Gervasio e Davide Cesarello

Autore dell'articolo: Gianni Santarelli

Abruzzese, ingegnere elettronico riconvertito in quel che serve al momento. Il mio rapporto con i fumetti segue tutta la trafila: comincio a cinque anni con le buste risparmio della Bianconi (sovvenzionato da mia zia), poi Disney, i supereroi Corno, i Bonelli (praticamente tutti, anche se abbandonati man mano). Verso i 18 anni scopro le riviste della Comic Art, leggo "Stray toaster" di Sienkiewicz e inizio un giro del mondo fumettistico che ancora non termina. Fumetto franco-belga, argentino, americano, autori celebri e sconosciuti, tutto finisce nella mia biblioteca, molto aspetta ancora di essere letto, nel frattempo dilapido una fortuna. Su due cose sono profondamente ignorante: i supereroi "classici" (ad eccezione di Batman, per cui ho una venerazione, non leggo una storia dell'uomo ragno & c. dagli anni 80) e il fumetto giapponese. Per il Papersera, con il nick "piccolobush", collaboro all'annuale premio, scrivo qualche articolo quando necessario e mi occupo, con puntuale ritardo, del settimanale "Topolino"