Topolino 3391

20 NOV 2020
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Il progetto di Marco Gervasio con la saga di Fantomius è senza dubbio ambizioso nel suo tentativo di creare un solido universo narrativo a sé stante dipanato su diverse storie interconnesse tra loro. Il suo merito maggiore, forse, è aver usato il trucco del ladro gentiluomo per riproporre al pubblico moderno le atmosfere del Paperinik delle origini, il diabolico vendicatore di Martina che da troppo tempo aveva completamente lasciato il passo a un semplice vigilante mascherato al servizio della giustizia.

Sull’onda del successo di questa serie è di un anno fa la decisione di affidare a Gervasio l’intera gestione del personaggio di Paperinik sul settimanale, con l’obiettivo di creare una maggiore coerenza narrativa e una continuity, nei limiti del possibile, con le avventure originali del Professore. Si inserisce in questo filone la storia di apertura di questo numero, il primo episodio di Caccia a Paperinik, con Davide Cesarello alle matite. La storia, come le altre successive al “reboot” dell’eroe mascherato, si pone in stretto collegamento con una delle avventure classiche di Paperinik: La bella addormentata.

Zio Paperone cerca infatti di acquistare per la seconda volta il quadro che era stato motore della vicenda originale, ma le cose vanno storte e a farne le spese è proprio Paperino, dal momento che il dipinto è stato (di nuovo!) rubato dal museo che lo custodiva: un innocente Paperinik rimane incastrato come colpevole. Le premesse della storia sono interessanti: lo spunto di Paperinik ricercato dalla polizia non è certo del tutto inedito ma è un tema che da tempo manca sul settimanale e che rende più delicata, e potenzialmente più avvincente, la gestione da parte di Paperino della sua doppia identità.

Anche i riferimenti a Martina assumono un ruolo più secondario rispetto ad altre avventure dello stesso ciclo diventando così funzionali alla storia, senza che avvenga il contrario come in certe occasioni nel passato. Si attende dunque ora la prossima puntata, in cui sarà interessante osservare come e se Paperino riuscirà a gestire in sinergia le sue due identità, messe l’una contro l’altra dalle circostanze.

Chi ha incastrato Paperinik?

Troviamo a seguire la seconda puntata di Sir Topleton e la sfida al Grande Bianco. Continua in questo numero la riproposizione in salsa Disney della spedizione di Ernest Shackleton, che nel 1914 si era posto come obiettivo l’attraversamento dell’Antartide, seguendo sempre in maniera piuttosto fedele i reali avvenimenti storici. La vicenda viene presentata da Sergio Cabella come una serrata sequenza di eventi, talvolta separati da una significativa distanza temporale, dando quasi la sensazione di leggere degli estratti di un diario di bordo. Questa struttura fa sì che la trama cada a tratti in secondo piano, rendendo veri protagonisti della vicenda i paesaggi e le sensazioni. Magistrali le meravigliose illustrazioni di Paolo Mottura, il cui tratto si adatta benissimo alla rappresentazione di ambienti e situazioni estreme come possono essere quelle delle esplorazioni polari. Il secondo episodio copre il duro inverno affrontato dall’equipaggio, la partenza via mare al disgelo sulle scialuppe e il finale approdo a Elephant Island. La prossima settimana scopriremo come i nostri marinai saranno riusciti ad affrontare le insidie del viaggio, forse per loro meno congeniale, sulla terraferma. Come nell’episodio precedente, sono assenti redazionali di accompagnamento sulla vera storia dell’Endurance: un vero peccato, visto che sicuramente avrebbero impreziosito l’esperienza di lettura.

Le meravigliose atmosfere antartiche catturate da Mottura

Le meravigliose atmosfere antartiche catturate da Mottura

Tra le brevi ritroviamo un nuovo episodio di X-Music, una serie che si sta dimostrando un buon compromesso per portare i VIP su Topolino in maniera non troppo invasiva, relegandoli a storie che, senza particolari pretese, cercano di strappare un sorriso facendo allo stesso tempo da vetrina ai personaggi paperizzati in questione.

Pippo e il buon uso del sovrappiù elettrico, di Giorgio Fontana e Gianfranco Florio lascia poco a lettura ultimata, se non un po’ di confusione sul funzionamento della corrente elettrica a Topolinia, mentre Paperino fotografo espressivista, sceneggiata da Paul Halas, è un’ottima breve dal sapore classico, rafforzata dalla presenza di Marco Rota ai disegni. Fa strano ritrovare così spesso il suo tratto su un Topolino che tanto ha puntato sul “ringiovanimento” dello stile, ma si tratta di un’eccezione più che benvenuta.

Topolino e l’avventura della Minni alata, con Roberto Gagnor ai testi e Valerio Held ai disegni, rappresenta un nuovo episodio de La storia dell’arte di Topolino, sicuramente non uno dei più riusciti. Il furto dell’opera da parte di Gambadilegno e Trudy diventa il pretesto per una lezione di storia da parte di un ologramma sulle vicissitudini della statua stessa. L’episodio presenta gli anacronismi e la commistione di eventi passati e futuri tipici di tante storie di Gagnor, che però stonano particolarmente in una storia che avrebbe lo scopo principale di essere educativa. Ad una versione romanzata di eventi reali se ne affiancano altri completamente fittizi, ponendo il lettore in difficoltà nel distinguere la realtà dalla fantasia.

Conclude il numero una piacevole sorpresa, Paperoga e il sonnambulismo risolutore, di Giulio D’Antona e Carlo Limido. Si tratta di una storia che fornisce uno spaccato di vita urbana paperopolese e che ricorda molto nella struttura le brevi degli anni Novanta. A spiccare è una buona caratterizzazione di Paperoga, con la sua iperattività e incapacità di mantenere la concentrazione troppo a lungo su uno stesso progetto.

Nel complesso, Topolino 3391 è un buon numero, nella media dell’ultimo periodo. Sebbene non brilli certo per le brevi, troviamo un promettente inizio della nuova storia a puntate di Paperinik e un’ottima continuazione de La sfida al Grande Bianco, che da sole meritano di considerare l’acquisto dell’albo nell’attesa, tra una settimana, della loro continuazione.

Autore dell'articolo: Simone Devoto

Ricercatore in fisica con la passione dei giochi da tavolo e dei fumetti, uso da tempo il Papersera come contatto con altri appassionati della nona arte. Svezzato con il mondo Disney, che rimane il mio principale punto di riferimento, ho presto ampliato i miei orizzonti a diversi universi fumettistici, con un particolare occhio di riguardo per il fumetto franco-belga.