Topolino Extra 1 – Foglie Rosse

21 DIC 2020
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A poco più di due anni dall’insediamento di Alex Bertani alla direzione di Topolino, questo 2020 ha portato una serie di importanti novità fortemente volute dal Direttore per quanto riguarda il parco testate: Topolino Fuoriserie prima e Topolino Gold poi hanno fatto da contraltare al tramonto delle serie “per collezionisti” varate dalla precedente gestione De Poli (anche se la Definitive Collection e la Legendary Collection continueranno ad essere pubblicate fino al completamento delle saghe ancora in corso), segnando l’inizio di una nuova stagione editoriale.

A completare questo passaggio di consegne abbiamo anche Topolino Extra, nuova testata di un certo peso inaugurata quest’anno, che si pone come quella più in continuità con il passato: se da un lato infatti riprende la cartonatura delle Limited De Luxe (seppur con un formato più piccolo e pratico), dall’altro ripropone le migliori serie e cicli usciti in tempi recenti sul settimanale, come da intenzioni, almeno iniziali, della già citata Definitive Collection.

È così che in questo primo volume trova spazio la riedizione di Foglie Rosse di Claudio Sciarrone, uscita in quattro puntate su Topolino 3336-3339 lo scorso anno, vero e proprio simbolo del tentativo di valorizzare i personaggi più giovani del cast Disney – Tip e Tap, in questo caso – intrapreso dalla Direzione Bertani con esiti più o meno riusciti. La storia di Sciarrone rientra sicuramente fra gli esempi virtuosi: la trama non è del tutto originale (si rifà chiaramente, e per stessa ammissione dell’autore, ai teen movies degli anni Ottanta e a serie TV più recenti come Stranger Things), ma si tratta comunque di un prodotto decisamente fresco per gli standard di Topolino, capace di intrattenere e appassionare grazie anche ad un’ottima caratterizzazione dei personaggi.

Storyboard sciarroniano

Storyboard sciarroniano

Tip, Tap e i loro amici (che qui compaiono per la prima volta) sono ragazzini estremamente realistici, caratterizzati da una grande naturalezza sia nei gesti sia nei dialoghi e negli scambi di battute. I disegni rimangono forse la parte meno convincente della storia: laddove certe tavole sono effettivamente valorizzate dal passaggio ad un formato più grande, altri elementi non sembrano del tutto riusciti, in particolare per quanto riguarda alcune espressioni dei personaggi. Molto apprezzabile invece il lavoro di color correction effettuato da Sciarrone appositamente per questa ristampa, che ci dona una versione di Foglie Rosse con atmosfere cromaticamente più accentuate e graficamente più godibili rispetto a quanto pubblicato a suo tempo sul settimanale.

Ma la parte più lodevole del tomo è senza dubbio il corposo apparato critico che fa da contorno alla storia: una ventina di pagine suddivise fra l’editoriale del Direttore (dove viene ribadito il piano editoriale della testata), varie prove di copertina, alcuni confronti fra vignette della versione originale e della versione corretta, un paio di pagine di storyboard e, infine, una lunga e dettagliata intervista a Sciarrone e Bertani. Quest’ultima è senza dubbio uno dei piatti forti del volume: non si tratta infatti soltanto del racconto della genesi della storia e del processo creativo, ma rappresenta un manifesto della nuova gestione.

Il Topolino di Bertani, stando a quanto affermato dal Direttore, vuole esplorare strade nuove e trovare un modo diverso di scrivere i personaggi Disney, diventando un settimanale moderno capace di attirare nuovi lettori senza, allo stesso tempo, snaturarsi. In quest’ottica di conquista di un pubblico più giovane può essere inquadrato anche l’aumento delle storie a puntate, come sottolineato sempre da Bertani nell’intervista: in un’epoca in cui la serialità ha preso il sopravvento nei gusti del pubblico, Topolino dimostra di sapersi adattare offrendo storie dalla narrazione generalmente più complessa, senza svilire il ruolo e il coinvolgimento dei lettori. In tal senso non si può non citare direttamente la risposta di Sciarrone alla domanda su come sia riuscito a scrivere dei personaggi così vivaci senza cadere in un’eccessiva stereotipizzazione: «Quando li ho scelti [Tip & Tap, ndr] come protagonisti non volevo che fossero di tendenza ma che si comportassero in modo moderno senza mettere l’evidenziatore su come agiscono i “supergiovani”. Mi spiego: i ragazzi di oggi hanno l’abitudine di videochiamarsi, ma non lo sottolineano, è una cosa naturale. Ho evitato le parti didascaliche, quello che accade viene spiegato direttamente con il disegno e l’azione».

In conclusione, un’intervista densa ed esplicativa, segnale di una cura editoriale notevole, degna di questa edizione cartonata costruita ad hoc per occupare un ruolo di spicco tra le testate Disney. Topolino Extra parte quindi sotto i migliori auspici, con un volume che fa tesoro degli errori commessi in precedenza in altre testate “per collezionisti” e si dimostra capace di correggere il tiro, a partire proprio dalla chiarezza relativa al piano editoriale. L’augurio è che i prossimi numeri possano collocarsi sul medesimo ottimo livello del primo, per permette a questa collana di confermarsi come papabile punta di diamante della rinnovata edicola disneyana.

Prove di copertina

Autore dell'articolo: Alberto Brenna