Topolino 3400

22 GEN 2021
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La direzione di Alex Bertani ha da sempre avuto una particolare attenzione per le serie e le storie a puntate, che non solo agevolano il racconto di avventure di più ampio respiro, ma riescono anche a ottenere più facilmente la fidelizzazione del lettore. Topolino 3400 è un ottimo esempio di questa nuova rotta: in poche pagine si possono trovare il primo episodio di una nuova serie con i nipotini, la continuazione dell’ultima avventura di Fantomius e l’anticipazione, come in una sorta di teaser trailer, del ritorno di Area 15, a partire da Topolino 3404.

Il posto d’onore è però riservato al primo episodio di Qui Quo Qua in: Viaggio nel micromondo, in apertura del numero e con tanto di copertina dedicata di Francesco D’Ippolito. In questa nuova avventura in più puntate Sergio Cabella mette i nipotini in una situazione spinosa: miniaturizzati alle dimensioni di un insetto, si trovano a farsi largo in quella natura apparentemente innocua che “sorvoliamo” tutti i giorni ma che, a scale più piccole, nasconde non poche insidie.

Il tema non è completamente inedito, ed è stato usato in passato sia per fini prettamente didattici e didascalici, come nella “saga dei cloroplasti” di Fabio Michelini, sia per costruire interessanti avventure giocando con un’interpretazione inedita di elementi familiari, come in Zio Paperone e il riduttore atomico di Carl Barks o nella più recente Topolino e i mostri in giardino di Casty. Si tratta comunque di un concetto interessante, che può trasformare in un’avventura una passeggiata nel giardino davanti casa e che permette al lettore di soffermarsi su un mondo affascinante che spesso viene dato per scontato nella vita di tutti i giorni.

La piccola statura porta a vedere ambienti familiari con un occhio diverso

La piccola statura porta a vedere ambienti familiari con un occhio diverso

Nonostante le premesse, è tuttavia spiacevole constatare come, per lo meno in questa prima puntata, la storia di Cabella manchi il bersaglio, in una sorta di crisi di identità in cui sono assenti sia la trama robusta di una storia avventurosa sia l’intento didascalico. Le decisioni di Qui, Quo e Qua che fanno da motore alla vicenda sono infatti, nella maggioranza dei casi, piuttosto ingenue e hanno lo scopo principale di fornire una vetrina per diversi habitat e insetti: questo sarebbe più facile da accettare se fosse funzionale a un preciso scopo educativo della storia, ma per ora si risolve di fatto semplicemente in un pretesto per le (pur belle) illustrazioni di Giampaolo Soldati.

Numerosi passaggi risultano piuttosto infantili (come la scena in cui i nipotini cercano di raccontare le loro avventure a un gruppo di onischi) e il linguaggio a tratti forzatamente giovanile di Qui, Quo e Qua sembra rispecchiare ciò che un adulto si aspetta dal mondo dei ragazzi più che uno spaccato credibile di quest’ultimo. Attendiamo dunque il secondo episodio la prossima settimana, nella speranza che questa prima puntata sia servita solo a costruire l’ambientazione e a dare contesto.

Le scorribande di Fantomius nel nostro presente continuano invece in Furto nel futuro. I fan del ladro gentiluomo apprezzeranno sicuramente come questa storia contribuisca allo sviluppo della continuity tra le storie di Marco Gervasio, fornendo l’occasione di un apprendistato di Paperino con Fantomius, quasi in una sorta di prequel a Paperinik, tutto cominciò così. Lo scotto da pagare per questi collegamenti con altre storie del “Gervasioverso” è una trama che, a tratti, deve rallentare e diventare più retorica e riflessiva del necessario nel suo accompagnare il lettore nei pensieri di Lord Quackett, riuscendo comunque a coinvolgerlo e a fargli attendere con curiosità il prossimo episodio, nel quale il ladro gentiluomo si troverà a fare i conti con un distopico passato causato dagli errori commessi nella storia di questa settimana.

L’incontro tra due vendicatori

Paperino, Billy e il blunevoso svolazzatore e Disastri in cantiere sono le due brevi che occupano la parte centrale del numero e – vale in entrambi i casi – non riescono a distinguersi in modo particolare. La seconda, come le altre storie del duo formato da Gabriele Panini e Maurizio Amendola, rappresenta poco più di un “Ciak allungato”; l’avventura di Paperino e Billy, invece, firmata dall’esordiente Davide Aicardi e da Giampaolo Soldati, presenta una parte centrale muta e con ritmo serrato che quasi ricorda i corti d’animazione, ma che non riesce comunque a rimanere memorabile.

A chiudere il numero troviamo La macchia invisibile, parodia de L’uomo invisibile di H.G. Wells. La trama scritta da Matteo Venerus presenta numerosi passaggi forzati nel tentativo di condensare in troppo poco spazio una storia che probabilmente avrebbe avuto bisogno di maggior respiro risultando, nel complesso, piuttosto debole. Si ottiene quindi un’avventura che vorrebbe richiamare le stesse atmosfere della “Trilogia dell’orrore” di Bruno Enna e Fabio Celoni ma che, pur con i buoni disegni di Francesco D’Ippolito, non riesce ad avvicinarsi a quel livello. 

L’uomo invisibile cerca vendetta…

Nel complesso, il numero di Topolino di questa settimana è inferiore alla media di questi ultimi mesi. La storia migliore è senza dubbio la seconda puntata de L’inizio e la fine, mentre quella di copertina delude al momento le aspettative e le altre non riescono a brillare in modo particolare. Topolino 3401 vedrà la continuazione sia della saga di Fantomius che dell’avventura dei nipotini miniaturizzati, ma soprattutto il gradito ritorno della serie Topolino giramondo di Beppe Zironi. 



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Autore dell'articolo: Simone Devoto

Ricercatore in fisica con la passione dei giochi da tavolo e dei fumetti, uso da tempo il Papersera come contatto con altri appassionati della nona arte. Svezzato con il mondo Disney, che rimane il mio principale punto di riferimento, ho presto ampliato i miei orizzonti a diversi universi fumettistici, con un particolare occhio di riguardo per il fumetto franco-belga.