Tesori International

10 FEB 2021

Introduzione

I gialli di Floyd Gottfredson

Nell’ottobre 2013 Panini Comics divenne ufficialmente il nuovo editore di fumetti Disney nel nostro Paese, dopo oltre vent’anni di controllo da parte di The Walt Disney Company Italia.

L’azienda modenese cominciò ben presto a mettere mano al settore collezionisti, ripartendo da zero. Chiuse Disney Anni d’Oro e lanciò volumi cartonati di pregio (Topolino Limited De Luxe Edition), una nuova ristampa di Carl Barks (Uack!) e un contenitore di storie del passato in grande formato (I Migliori Anni Disney). Iniziative interessanti, per quanto sempre debitrici di testate già esistite.

Quando nella primavera del 2016 venne lanciato Tesori Disney International, non sembrò esserci aria di novità: fin dal titolo, si strizzava l’occhio alla famigerata collana Tesori Disney (che invece non aveva nulla a che fare con Tesori, cinque volumi dedicati a Carl Barks; per altre similitudini, consigliamo questo articolo dello Spazio Disney di Andrea Bramini), e anche l’idea di fondo era simile.

Come vedremo, purtroppo, anche la conclusione non sarà molto diversa.

Storia

Per il Comicon di Napoli 2016 uno degli ospiti più attesi fu Don Rosa. Il celebre autore americano venne festeggiato con una nuova edizione della sua Saga di Paperon de’ Paperoni, con i colori e i testi un po’ più rispettosi dell’edizione originale. La redazione decise di usare questo capolavoro a fumetti come primo numero della neonata Tesori Disney International (da ora in poi TSI). La brutta crasi italo-inglese del nome della testata aveva come scopo quello di pubblicare grandi storie di autori stranieri, ma fin da subito, per gli appassionati, il tema apparve quanto mai ristretto e con poca forza: quei grandi autori sono pochi (Barks, Gottfredson e lo stesso Don Rosa), mentre gli altri hanno una produzione dalla qualità altalenante, e non tale da poter reggere un’intera collana.

Promozione della testata: chiara, descrittiva, ricca di informazioni

Il primo numero, realizzato anche in versione variant, si rivelò un successo grazie anche alla presenza di Don Rosa a Napoli, e così il secondo, contenente le appendici alla Saga non più ristampate da anni. In poco tempo la tiratura di entrambi i volumi andò esaurita e venne pubblicata una ristampa (con un nuovo prezzo di 7,90€) in cofanetto con litografia inclusa.

Ma che cosa accadde dopo la spinta iniziale dovuta all’autore americano? Vediamo innanzitutto una panoramica dei titoli.

  1. La Saga di Paperon de’ Paperoni – Don Rosa (maggio 2016)
  2. La Saga continua – Don Rosa (luglio 2016)
  3. I primi gialli di Topolino – Floyd Gottfredson (agosto 2016)
  4. Paperino American Style e i grandi autori made in USA – Barks, Murry, Rosa (novembre 2016)
  5. L’esplosivo Paperoga! – Dick Kinney e Al Hubbard (gennaio 2017)
  6. Macchia Nera contro tutti! – Bob Ogle e Paul Murry (marzo 2017)
  7. 15 Paperavventure – Carl Barks e Daan Jippes (aprile 2017)
  8. Topo Cinema Fumetto – autori vari (giugno 2017)
  9. Buon compleanno, Eta Beta! – Bill Walsh e Floyd Gottfredson (agosto 2017)
  10. La saga di Mac Paperin – Marco Rota (ottobre 2017)
  11. Ducktales & Carl Barks (dicembre 2017)
  12. I grandi autori italiani Disney nel mondo 1: Marco Rota – Il leggendario Zio Paperone (febbraio 2018)
  13. I grandi autori italiani Disney nel mondo 2: Romano Scarpa – Topi & Paperi on the road (aprile 2018)
  14. I grandi autori italiani Disney nel mondo 3: Romano Scarpa – Topi & Paperi in mille avventure (giugno 2018)
  15. I grandi autori italiani Disney nel mondo 4: Giorgio Cavazzano – Avventure vicine e lontane (agosto 2018)

Come si vede, la testata propose una grande varietà di autori ma, in poco più di due anni, modificò la sua policy, per poi chiudere i battenti nell’agosto 2018.

Il formato utilizzato fu quello tipico di Zio Paperone, dei Maestri Disney o di Disney Anni d’Oro, utile per contenere storie a quattro strisce.

Il prezzo rimase sempre di 6,90€, con una periodicità bimestrale (anche se non del tutto regolare, con alcune impreviste anticipazioni). La carta utilizzata era leggera e ruvida; nei primi undici volumi le copertine furono arricchite da due alette, che presentavano gli autori coinvolti con una piccola biografia e una sommaria descrizione dei contenuti.

La copertina presentava la testata, con effetto dorato, leggermente inclinata (dove la “s” di Tesori era rappresentata da un eloquente “$”) e il titolo in una banda bianca. Tra le due scritte, l’immagine di copertina, riciclata dalle storie pubblicate o da altre illustrazioni: nessun disegno inedito. Molto elegante la presenza della firma dell’autore coinvolto, a dare una sorta di “approvazione”. Infine, di sfondo comparivano vignette delle storie pubblicate all’interno.

Gli unici due volumi ristampati, con cofanetto e litografia (peraltro, un’immagine riciclata dalla copertina variant del primo numero)

In sintesi, si trattò di una testata per collezionisti con un prezzo abbastanza economico, con carta leggera e un generale basso profilo. Il problema era la sua ricerca di ambivalenza: da un lato TSI volle presentare ad un vasto pubblico autori stranieri di rilievo, dall’altro strizzò l’occhio ai collezionisti e ai lettori affezionati con piccoli inediti nell’apparato editoriale. Purtroppo, però, il risultato finale fu spesso sotto le aspettative.

Già il numero sui gialli di Gottfredson presentò parecchi problemi: bassa resa tipografica, cattivo rimontaggio delle strisce, alcune pagine inedite ristampate in inglese con dei colori decisamente erronei dall’effetto psichedelico (Basettoni con il volto verdolino). Anche il quarto numero – una brillante antologia dedicata alle storie americane di Paperino – mostrò i primi segnali di debolezza: erano tutte storie ampiamente ristampate e sicuramente già presenti nella collezione di un appassionato. Il pur valido lavoro critico di Luca Boschi e Alberto Becattini non bastò per rendere la testata interessante ai lettori di vecchia data.

L’assenza di storie inedite fu uno dei sostanziali motivi della rapida chiusura di TSI: il volume dedicato a Daan Jippes fu un grande riciclo di storie comparse su Zio Paperone, testata imprescindibile per qualunque collezionista. Incapace di soddisfare una certa fetta di lettori, e non riuscendo, purtroppo, ad avvicinare il vasto pubblico, nonostante una combinazione qualità/prezzo buona, TSI arrivò ad una mesta chiusura.

Alcune scelte editoriali risultano ancora oggi piuttosto strane: il sesto numero presentò le storie di Macchia Nera di Paul Murry, in cui il personaggio è stravolto e costretto a ruoli di macchietta, mentre il quinto volume, con le storie di Paperoga della geniale coppia Kinney & Hubbard, non mantenne le promesse dell’integralità, oltre a proporre un patchwork di formati diversi per storie che avrebbero avuto bisogno di maggiore uniformità (tutte a quattro strisce).

La testata non poté salvarsi con il bel numero dedicato all’Eta Beta di Bill Walsh, oppure con la curata antologia dedicata ai fumetti tratti dall’animazione. Solo il decimo numero, che pubblicò per la prima volta in un volume unico, e finalmente con la presenza di due inedite, le storie di Mac Paperin di Marco Rota, risultò davvero soddisfacente per tutti.

Troppo tardi, perché l’undicesimo volume fu l’inizio della fine. Le pagine, da 228/244 che erano, diventarono 196, e anche i redazionali diminuirono drasticamente. Il tema poi fu l’ennesimo riciclo di storie di Barks senza neanche riproporre con completezza tutti i soggetti serviti per alcune puntate della serie animata DuckTales, fresca di reboot in TV.

Sembrava ormai la fine della testata, e invece venne fatto un ultimo tentativo di rilancio.

Il terzo volume del vano tentativo di resuscitare la testata

Il colpo di coda finale fu articolato in soli quattro numeri: la numerazione ripartì da 1, senza più copertine con le alette e con un nuovo torrenziale sottotitolo (I grandi autori italiani Disney nel mondo). Una sorta di resa, perché la testata si riprometteva di magnificare gli autori stranieri, per poi fare il giro e presentare gli autori italiani.

Ovviamente, fu solo una conclusione distillata in una lenta agonia, visto il tema piuttosto ristretto. Tornò Marco Rota con altre storie prodotte per il mercato danese (tutte nuovamente riciclate da Zio Paperone), per passare ad una doppietta dedicata a Romano Scarpa. Due numeri ben fatti, con la presenza di tutte le storie perdute e ritrovate degli anni Ottanta ma, a soli tre anni dalla conclusione dell’omnia allegata al Corriere della Sera, non fu certo qualcosa di nuovo. La testata finì, nella debolezza più totale, con un numero dedicato ad alcune storie di Giorgio Cavazzano per il mercato estero. I lettori rimasti dovettero essere ormai ben pochi, se si va a vedere anche solo il decrescente numero di commenti sul forum del Papersera.

Riportiamo il laconico, e beffardo, messaggio redazionale lasciato nell’ultimo numero: «Caro lettore, la collana dedicata ai Grandi Maestri International e italiani del fumetto Disney, come preventivato [sic!], conclude con questa uscita il suo ciclo. In questi 15 numeri abbiamo proposto solo alcuni tra i più amati e apprezzati autori che hanno, negli anni, contribuito a rendere grande il fumetto targato Disney, stiamo pertanto studiando nuovi formati per offrirvi altre proposte che valorizzino meglio il nostro grande patrimonio storico. Speriamo che continuiate a seguirci con la fedeltà e la passione che avete dimostrato finora».

Conclusioni

Con quindici numeri, TSI si rivelò una sostanziale delusione, una grande fiera del riciclo. Purtroppo, la debolezza insita nella testata fu proprio l’intenzione di non proporre nessun contenuto nuovo. La speranza di attirare nuovi lettori solo con un prezzo di accesso sostenibile fallì miseramente. Comunque Panini non si perse d’animo e, nel marzo 2017, lanciò una nuova collana dal nome simile e dall’intento speculare per presentare i migliori autori Disney italiani. Formato, nome, font della testata, furono praticamente gli stessi: nacque Tesori Made in Italy.

Nonostante tutto, TSI resta comunque una testata coraggiosa, ultima a proporre ogni due mesi un tema diverso, a volte con estrema audacia. Ma l’assenza di un piano coerente e di storie inedite ne hanno segnato, fin da subito, la rapida conclusione.

Si ringraziano per l’aiuto iconografico Roberto “Pacuvio” Fabbricatore ed Enrico Iacolare.

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.