Topolino 3405

26 FEB 2021
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La prima apparizione di Gastone Paperone risale a ben settantatré anni fa: nel 1948 faceva infatti il suo esordio nella ten-pager barksiana Wintertime Wager, tradotta in Italia come Paperino lingualingua. Molto tempo è passato da allora, e diverse generazioni di scuole e di autori si sono cimentate con il personaggio nel passare degli anni. In particolare, questa settimana possiamo trovare in edicola un numero in cui Gastone fa veramente la parte del leone. La bellissima copertina di Andrea Freccero ci introduce infatti alla storia di apertura: la prima puntata di Gastone e la solitudine del quadrifoglio, con i testi del prolifico Marco Nucci e i disegni di Stefano Zanchi.

La storia cerca di dare un taglio inedito al cugino di Paperino, presentandocelo come un personaggio solo che merita la nostra empatia. La sua eccessiva buona sorte lo rende infatti, suo malgrado, inviso ad amici e parenti, che fanno di tutto per scansarlo ed evitare la sua compagnia. La sera del suo compleanno è l’occasione di questa epifania per Gastone che, in poche tavole molto evocative, comprende la situazione e, improvvisamente, decide di cambiare vita e di ripartire da zero nella piccola cittadina di Farmtown. Un’ottima sceneggiatura da parte di Nucci e i meravigliosi disegni di Zanchi ci accompagnano dunque a fare la conoscenza con un nuovo Gastone, che cambia nome e stile di vita pur rimanendo, in fondo, riconoscibile nelle caratteristiche che abbiamo appreso nelle altre storie (a parte una propensione – e una gioia – per il lavoro che pare a tratti… out of character) e appare, per una volta, spontaneo e genuinamente felice. Questo idillio del nostro novello Mattia Pascal viene rotto nel finale della storia, che ci mantiene col fiato sospeso fino alla prossima settimana, quando potremo finalmente leggere la seconda parte.

Il giudizio sulla storia è dunque, per il momento, ottimo; più critico è tuttavia il contesto all’interno della quale la storia stessa si colloca. Gastone nasce infatti come antagonista e contraltare di Paperino: mentre quest’ultimo doveva infatti lottare tutti i giorni per farsi largo nel mondo, suo cugino otteneva tutto quello che gli serviva (e anche di più!) completamente senza sforzo, e con un fare continuamente arrogante. La sua stessa origine è quella di un personaggio fatto per essere odiato, e per far empatizzare ancora di più i lettori con Paperino, simbolo dell’uomo comune.

Piove su Paperopoli e su Gastone…

L’interpretazione di Nucci di questa settimana, per quanto ottima, si inserisce nel filone di una rilettura in chiave positiva di Gastone che va avanti ormai da svariati anni (basti pensare, per citare un caso abbastanza recente, a Un giorno da Gastone di Roberto Gagnor e Marco Mazzarello) e che cerca di mostrarcelo non come un personaggio detestabile, ma degno di immedesimazione. Una rilettura che è anche benvenuta come eccezione, ma spaventa un po’ come regola, dal momento che rischia di buttare via quello che, narrativamente, può essere un ottimo motore per le vicende, soprattutto in uno scenario come quello attuale, dove é sempre più difficile trovare dei veri e propri villain tra le pagine di Topolino.

Ci stiamo insomma tanto assuefacendo al Gastone “alternativo” da perdere di vista quello delle origini. È comunque necessario segnalare come la storia in edicola questa settimana si distingua da tante altre collocate in questo stesso filone per freschezza e abilità di scrittura, portando facilmente a mettere da parte questo genere di riserve e a godersi completamente la lettura.

Una meravigliosa biblioteca

I testi di Marco Nucci continuano a accompagnarci anche nella seconda storia dell’albo, affiancati dalle matite di Libero Ermetti per Area 15: Il Mistero di Alistair Black. Si tratta della seconda parte dell’avventura iniziata la settimana scorsa con Retrogaming! e che unisce, come promesso dal cliffhanger al termine di Cosplay alla riscossa!, l’inventivo Newton Pitagorico, che abbiamo imparato a conoscere in tante storie brevi recenti dello stesso autore, ai personaggi di Area 15. Si tratta di un ottimo accostamento, che porta le due principali saghe incentrate sui giovani paperopolesi, e sicuramente tra le più riuscite tra quelle inaugurate sotto la direzione Bertani, a sovrapporsi con successo. La storia, impreziosita dai disegni di Ermetti, presenta interessanti sviluppi, si colloca all’interno della continuity delle due saghe già citate e vi contribuisce con l’introduzione di nuovi personaggi. All’episodio precedente, incentrato sui cabinati, se ne contrappone ora uno il cui focus sono i fumetti riuscendo senza dubbio a rappresentare la passione per questo medium che muove diverse generazioni di personaggi… e di lettori.

Dopo una divertente breve di Roberto Moscato e Lucio Leoni, Pippo e il parente pedante, che riesce a strappare qualche risata con la presentazione dell’improbabile Posidippo, abbiamo le due storie di Pietro Zemelo dedicate al Festival di Sanremo… o meglio, Sanromolo: La Promessa, con i disegni di Alessandro Perina, e Puntualmente in Ritardo, disegnata da Federico Franzò. I commenti su queste storie sono simili a quelli fatti, a suo tempo, per le storie dedicate a X-Music. Si tratta di brevi riempitive per lo più poco ispirate il cui scopo principale è offrire una vetrina alla paperizzazione di diversi VIP e all’evento stesso. Storie probabilmente poco interessanti per il lettore regolare ma che costituiscono un ottimo compromesso per avere le celebrità su Topolino.

A concludere il numero un nuovo episodio di Topolino le origini, Lezioni di volo, con i testi di Danilo Deninotti e i disegni di Carlo Limido. Si tratta di una storia di qualità medio-alta se paragonata alle altre della stessa serie: sicuramente non memorabile ma anche un po’ più interessante del solito e, soprattutto, più rispettosa dei “lettori di vecchia data” non andando a stravolgere eventi o personaggi in maniera troppo marcata.

Topolino 3405 è sicuramente un buon numero: la autoconclusive non spiccano particolarmente, ma il secondo episodio di Area 15 non delude le aspettative e il primo de La solitudine del quadrifoglio è riuscito a convincere anche l’autore di questa recensione che, bisogna ammetterlo, era partito piuttosto prevenuto. Attendiamo dunque con curiosità la seconda parte sul prossimo numero che, con l’entrata nel vivo del Festival di Sanremo, sarà più chiaramente a predominanza musicale.



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Autore dell'articolo: Simone Devoto

Ricercatore in fisica con la passione dei giochi da tavolo e dei fumetti, uso da tempo il Papersera come contatto con altri appassionati della nona arte. Svezzato con il mondo Disney, che rimane il mio principale punto di riferimento, ho presto ampliato i miei orizzonti a diversi universi fumettistici, con un particolare occhio di riguardo per il fumetto franco-belga.