Topolino Fuoriserie 3 – PK: Ur-Evron

08 APR 2021
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Dopo l’avvio zoppicante di Un nuovo eroe e il disastroso Danger Dome, la trama di Roberto Gagnor per questo nuovo PK continua, in qualche modo. Le 44 tavole di Topolino Fuoriserie permettono la suddivisione della storia principale in due ulteriori capitoli da 22 pagine (replicando il formato americano). Questa divisione non impatta particolarmente la storia, ma certo non sfrutta completamente lo spazio concesso.

Nell’Anteprima pubblicata da Panini si annunciava una collaborazione al volume da parte di Alessandro Sisti, uno dei creatori di PKNA. La persona da cui la maggior parte delle storyline nacquero – prima fra tutte quella dei viaggi nel tempo – si inserisce in questa faticosa nuova run. Seppur non accreditato formalmente nel colophon, la sua presenza forse ha permesso di correggere qualche approssimazione nella costruzione della mitologia evroniana, alleggerendo qualche dialogo. In particolare, la seconda parte risulta più scorrevole e più coinvolgente.

Dialoghi raccapriccianti

Passiamo alla storia, dunque. Paperinik si ritrova catapultato nel passato e incontra Ur-Evron, un barbarico guerriero che combatte contro dei proto-Evroniani. Li seguiamo in combattimento contro la Spora-Alfa, ovvero una sorta di Evroniano vegetale gigante. Non siamo molto sicuri di questi dettagli perché, tra il poco spazio a disposizione, l’assenza totale di editoriali e approfondimenti e una generale confusione grafica (su cui torneremo dopo), nulla risulta davvero chiaro.

Ciò che è evidente è una pesante retorica in dialoghi terribilmente fuori posto. Frasi come «Supera la paura che ti attanaglia… e dimostra il coraggio che sgorga da te!», oppure «L’universo è immenso, il tempo è infinito, ma ci sono cose in confronto alle quali appaiono minuscoli!», sono più adatte ad una sigla di Giorgio Vanni o ai messaggi dei Baci Perugina. Le lotte sono infarcite di lunghe sentenze accusatorie che mal si adattano a momenti di tensione. Per fortuna, i sedicenti PkCorps compaiono pochissimo e, a parte un paio di tavole, non vediamo molto il “cuoco odoroso” e i suoi amici.

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Esempio di vignetta non particolarmente suggestiva

La seconda parte, in cui tutto si ripete, propone un twist temporale, incluso di paradosso, interessante. Il finale soprattutto, con Paperinik di ritorno in uno scenario allucinato, sembra promettente (anche se abbiamo già visto questa atmosfera in Potere e Potenza e Universo PK).

I disegni di Roberto Vian sono sicuramente affascinanti, dato il loro barocchismo. Gli ampli panorami mostrano orizzonti incontaminati, in cui luci, planetoidi e raggi arricchiscono la scena, ma non aiutano certo la comprensione. Gli sfondi sono talmente eterei da risultare quasi incomprensibili, e poco credibili. A ciò si aggiungono vignette mute di primi piani che però non sono capaci di suggerire l’emozione che si vorrebbe trasmettere. Le scene di lotta poi sono davvero forzate e statiche, appesantite da dialoghi inadatti. Infine, il cambiamento di carattere di Paperinik apportato dai Galaxy Gate – oggetti responsabili di qualsiasi cosa – non risulta per niente convincente o temibile.

Rispetto al secondo volume c’è sicuramente un miglioramento. Abbiamo una storia definita e uno sviluppo potenzialmente coinvolgente. Ma è abbastanza dopo la spesa di 30 euro e un anno di attesa? Probabilmente no. In compenso, l’ottima copertina di un Celoni ispirato, la presenza nascosta di Sisti e una probabile minor tiratura hanno polverizzato le copie dell’albo, al momento recuperabile in canali paralleli a prezzi elevati.

L’espressione di Paperinik assomiglia alla nostra arrivati alla conclusione del terzo volume

Con il quarto volume – I giorni di Evron, uscito a marzo 2021; lo recensiremo a breve – avremo la coppia Sisti/Pastrovicchio e forse una maggior coesione narrativa. Per ora, la serie si assesta sotto la sufficienza, in perenne balia sempre del successivo episodio, che possa riscattare il tutto. Il problema di fondo è che tutte le vicende risultano forzate, incomprensibili e poco accattivanti. Non siamo portati ad essere interessati ai futuri svolgimenti, e il cattivo della serie, Tuiroon, risulta totalmente incolore.

Se neanche la storia ci crede, come possiamo farlo noi lettori?

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.