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Che libro c'è sul comodino?
 - Aperto da Marci, Sabato 11 Apr 2009, 10:43:09
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Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1665)

Sachiel
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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1665)

    Ho appeno concluso la lettura de "Il fantasma di Canterville" di Oscar Wilde: nonostante la sua brevità sicuramente risulta essere una storia parecchio divertente e memorabile, oltre che esemplificativa, non soltanto perchè aiuta a interpretare la visione che la società britannica aveva dei suoi "cugini" al di là del'oceano nel Nuovo Mondo, ma anche perché chiarisce inequivocabilmente che alcuni espedienti narrativi erano considerati obsoleti già ben oltre un secolo fa!
    Si ricordò dei bambini dei bei vecchi tempi andati, e li vedeva correre per quei giardini mentre la Terra tranquilla girava come sempre attorno al mondo. Ma quelli adulti non erano più quei bambini: erano loro, tutto il contrario, e molto di più.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1666)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1666)

    Terminata la lettura de "La metamorfosi" di Kafka (dopo aver fra l'altro recuperato la fiaba di "Amore e Psiche", racconto presente nell'opera di Apuleio omonima a quella kafkiana), mi sento prevedere da un profondo senso d'angoscia: il disprezzo per quanto è diverso e anomalo non impregna soltanto la nostra società che, ipocritamente, piuttosto che ammettere la gioia suscitata dalla contemplazione di un futuro in cui tutti gli individui siano perfettamente omologati l'uno all'altro, sostiene la diversità culturale in nome del liberal-globalismo, ma anche la civiltà del Vecchio Mondo, nella civilissima Europa che si faceva portatrice di valori (la solidarietà, la famiglia) in teoria molto apprezzati e per questo largamente propugnati, ma che in pratica non trovavano riscontro con la realtà. Il racconto dello scrittore boemo è, infatti, a mio avviso definibile come una perfetta parabola dell'egoismo dell'essere umano, un racconto che mette in luce tutte le discrepanze e le incoerenze della civilità non soltanto a lui contemporanea, ma anche quella moderna: è emblematico che il protagonista Gregor sia elogiato dai familiari finché risulta essere utile loro per il lauto stipendio che si affatica a guadagnare per sostentarli, e che dopo che egli perde ogni utilità sul piano economico a seguito della metamorfosi si rallegrino dinanzi alla vista del suo corpo senza vita, che giace sullo sporco pavimento in cui è stato lasciato a marcire.
    Si ricordò dei bambini dei bei vecchi tempi andati, e li vedeva correre per quei giardini mentre la Terra tranquilla girava come sempre attorno al mondo. Ma quelli adulti non erano più quei bambini: erano loro, tutto il contrario, e molto di più.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1667)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1667)

    Da un paio di giorni ho concluso per la prima volta "Se questo è un uomo": non per fare retorica spicciola, ma credo che questo libro non possa essere sintetizzato a parole, è un'esperienza che merita di essere vissuta appieno.


    Dopo c'è anche "Il barone rampante" di Calvino, che è un ottimo romanzo di formazione, a tratti commovente, e mi sono proposto di recuperare gli altri due libri della "Trilogia degli antenati".
    Si ricordò dei bambini dei bei vecchi tempi andati, e li vedeva correre per quei giardini mentre la Terra tranquilla girava come sempre attorno al mondo. Ma quelli adulti non erano più quei bambini: erano loro, tutto il contrario, e molto di più.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1668)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1668)

    Citazione di: Sachiel il Giovedì  3 Apr 2025, 20:50:15
    Dopo c'è anche "Il barone rampante" di Calvino, che è un ottimo romanzo di formazione, a tratti commovente, e mi sono proposto di recuperare gli altri due libri della "Trilogia degli antenati".

    ottima scelta, non resterai deluso

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1669)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1669)

    Citazione di: paolobar il Giovedì  3 Apr 2025, 23:34:41
    Citazione di: Sachiel il Giovedì  3 Apr 2025, 20:50:15
    Dopo c'è anche "Il barone rampante" di Calvino, che è un ottimo romanzo di formazione, a tratti commovente, e mi sono proposto di recuperare gli altri due libri della "Trilogia degli antenati".

    ottima scelta, non resterai deluso

    Ne sono convinto, lo stile neo-realista dell'autore impregnato di atmosfera fiabesca mi affascina molto.
    Si ricordò dei bambini dei bei vecchi tempi andati, e li vedeva correre per quei giardini mentre la Terra tranquilla girava come sempre attorno al mondo. Ma quelli adulti non erano più quei bambini: erano loro, tutto il contrario, e molto di più.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1670)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1670)

    Luigi Natoli, "I Beati Paoli".

    Buon romanzo storico e d'avventura, molto più godibile di tante pappardelle spacciate per capolavori.

    Un po' troppo lungo ma mai prolisso, a fianco del protagonista nell'ombra Coriolano della Floresta il libro vede un coacervo di bastardi e carognacce d'ogni risma ruotare attorno al simpatico attaccabrighe dal cuore d'oro Blasco da Castiglione, che passa da un intrigo all'altro.

    Peccato che i Beati Paoli del titolo siano più un pretesto che veri protagonisti, e troppo al di fuori di tutta l'azione finale.

    Ben più che leggibile, però, anche rispetto a romanzi ben più blasonati dalla critica, nonostante un uso quantomeno discutibile della punteggiatura.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1671)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1671)

    Citazione di: Sachiel il Giovedì  3 Apr 2025, 20:50:15
    Da un paio di giorni ho concluso per la prima volta "Se questo è un uomo": non per fare retorica spicciola, ma credo che questo libro non possa essere sintetizzato a parole, è un'esperienza che merita di essere vissuta appieno.

    Concordo, a tratti mi è quasi parso di star leggendo un romanzo distopico ambientato in un futuro indefinito. Agghiacciante pensare che tutto ciò sia accaduto davvero.
    O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1672)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1672)

    Citazione di: Atius il Venerdì  4 Apr 2025, 15:37:32
    Citazione di: Sachiel il Giovedì  3 Apr 2025, 20:50:15
    Da un paio di giorni ho concluso per la prima volta "Se questo è un uomo": non per fare retorica spicciola, ma credo che questo libro non possa essere sintetizzato a parole, è un'esperienza che merita di essere vissuta appieno.

    Concordo, a tratti mi è quasi parso di star leggendo un romanzo distopico ambientato in un futuro indefinito. Agghiacciante pensare che tutto ciò sia accaduto davvero.

    Sono dell'idea che le pagine del capitolo finale del libro, "Gli ultimi dieci giorni", siano alcune fra le più aberranti mai scritte nella storia.

    Pur avendo messo un pò da parte i fumetti Disney ultimamente (ma li continuo ad acquistare accumolandoli sulla mia scrivania nell'attesa che mi colga lo stimolo di riprenderli in mano), ho continuato a leggere altri titoli molto famosi: "Peter Pan", il cui omonimo protagonista mi ha sempre affascinato fin da bambino guardando il film animato del 2002, "Alice nel paese delle Meravglie"(con anneso "Attraverso lo Specchio"), "La coscienza di Zeno" (inquietantemente profetiche le ultime righe di Svevo riguardo l'ordigno che distruggerà la Terra, che mi ha ricordato il finale del "nostro" Mistero dell'Uomo nuvola), "Le vite dei Cesari" che data la sua grande osticità sto terminando a rilento, da grande appassionato della storia Romana (Roma Caput Mundi!) e infine "Le 120 giornate di Sodoma" del marchese de Sade; riguardo a quest'ultimo titolo, ho preferito il film dei '70 di Pasolini, dato che nell'adattamento cinematografico italiano la tortura fisica e psicologica è asservita a trasmettere dei ben determinati messaggi, anche se c'è poco di che lamentarsi dato che l'opera di de Sade appartiene comunque ad un ben determinato genere letterario il cui scopo non é quello di dare insegnamenti al lettore, sebbene in verità anche nel libro siano presenti delle riflessioni molto affascinanti riguardo alla natura del piacere, mentre però in Pasolini tale indagine è incentrata più che altro su quella della forza... infatti "l'unica vera anarchia è quella del potere"... e sante parole!

    Si ricordò dei bambini dei bei vecchi tempi andati, e li vedeva correre per quei giardini mentre la Terra tranquilla girava come sempre attorno al mondo. Ma quelli adulti non erano più quei bambini: erano loro, tutto il contrario, e molto di più.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1673)

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    Citazione di: Sachiel il Martedì  6 Mag 2025, 18:13:05"La coscienza di Zeno" (inquietantemente profetiche le ultime righe di Svevo riguardo l'ordigno che distruggerà la Terra
    A me non è piaciuta per niente quella conclusione, perchè l'ho trovata totalmente campata in aria, interamente avulsa da tutta la narrazione precedente.

    Restando in tema di profezie, ho divorato in pochi giorni Abissi d'acciaio. Mi ha colpito l'enorme errore predittivo: infatti secondo l'autore, la popolazione mondiale avrebbe raggiunto quota 8.000.000.000 da lì a 3000 anni. Nella realtà, ne sono bastati 70.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1674)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1674)

    Citazione di: Maximilian il Domenica 11 Mag 2025, 22:00:17
    Citazione di: Sachiel il Martedì  6 Mag 2025, 18:13:05"La coscienza di Zeno" (inquietantemente profetiche le ultime righe di Svevo riguardo l'ordigno che distruggerà la Terra
    A me non è piaciuta per niente quella conclusione, perchè l'ho trovata totalmente campata in aria, interamente avulsa da tutta la narrazione precedente.



    Secondo me invece era ben contestualizzata, perchè Zeno nel suo delirio auto-giustificatorio arriva a definire la vita stessa come inquinata alla radice, così che l'uomo, animale malato, si rivelerà artefice della sua stessa distruzione.
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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1675)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1675)

    In queste ultime giornate ho finito due libri in verità abbastanza brevi: il primo è "Breve storia del fascismo" di De Felice, piccola opera molto preziosa per un novellino come me, che risparmia la solita noiosa pappardella che banalizza la storia come uno scontro fra il bene e il male che ci viene fatta sorbire quotidianamente, mentre il secondo è "La rivolta dei santi maledetti" di Malaparte, preziosissima e commovente testimonianza della Grande Guerra che a mio parere dovrebbe esser fatta leggere per obbligo in tutte le scuole, soprattutto in questo periodo storico in cui le pagine di questo nostro grande scrittore sono più che mai attuali.
    Si ricordò dei bambini dei bei vecchi tempi andati, e li vedeva correre per quei giardini mentre la Terra tranquilla girava come sempre attorno al mondo. Ma quelli adulti non erano più quei bambini: erano loro, tutto il contrario, e molto di più.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1676)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1676)

    Non l'ho ancora finito ma ho iniziato questo bel romanzo che è "il Gattopardo", libro che già avevo messo sott'occhio a marzo/aprile per dopo rimandarne la lettura in estate, con mio grandissimo disappunto una volta lette le tracce di maturità della prova d'italiano.

    Sono anche soddisfatto dell'acquisto di altri due bel volumotti, un meraviglioso "Tutto Kafka", mattone di quasi un chilo a prezzo irrinunciabile, e un libro secondo me molto interessante che pubblica e approfondisce i Manifesti rivolti agli intellettuali fascisti e antifascisti di Gentile e Croce, che rappresentano argomenti che mi interessano particolarmente.
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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1677)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1677)

    Dato che in questi giorni ho fatto con la mia famiglia un lungo viaggio in macchina, ne ho approfittato per finire due libricini che tenevo sulla scrivania da qualche settimana, "Elogio della follia" di Erasmo da Rotterdam, che è un testo straordinariamente irriverente (e, perchè no, anche divertente) per essere stato scritto in epoca Rinascimentale, e "Memorie dal sottosuolo" di Dostoevskij che, attraverso il monologo e i ricordi nella seconda parte dell'anonimo protagonista, riesce ad imprimere un devastante senso di angoscia e disagio nel lettore, che penso possa ritrovarsi in qualcuna delle tendenze dell'archetipo di uomo preso in esame dall'autore russo: ad essere distaccate dal protagonista del racconto, per quanto egli possa essere ignobile, credo siano soltanto persone caratterizzate da una spiccata capacità di integrazione sociale che, quindi, proprio per questo, risultano essere a parer mio anche soggetti molto meno interessanti da studiare.
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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1678)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1678)

    Ho amato profondamente Memorie dal Sottosuolo; non è celebre quanto i  suoi classici, ma io lo ho trovato davvero efficace e suggestivo, ha destato in me una viva impressione. Elogio della Follia lo lesse un mio compagno di scuola quando aveva quattordici anni, intelletto precoce come me. Conosco molto bene la figura di Erasmo, come è ovvio che sia, ma non mi sono mai trovato a leggere quella sua opera.
    Perché di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile.

    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1679)

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    Re:Che libro c'è sul comodino? (# 1679)

    Citazione di: Hero of Sky il Domenica 31 Ago 2025, 07:25:35
    Ho amato profondamente Memorie dal Sottosuolo; non è celebre quanto i  suoi classici, ma io lo ho trovato davvero efficace e suggestivo, ha destato in me una viva impressione. Elogio della Follia lo lesse un mio compagno di scuola quando aveva quattordici anni, intelletto precoce come me. Conosco molto bene la figura di Erasmo, come è ovvio che sia, ma non mi sono mai trovato a leggere quella sua opera.

    Per quanto può contare la mia opinione ti consiglio di recuperalo, è un testo davvero non banale.

    Di Dostoevskij ho giusto l'altro ieri anche finito "Il giocatore", la cui trama si dilunga attraverso una serie di escamotage che davvero non mi sarei aspettato leggendo la sinossi dell'opera.

    Ma io in questi tempi, nel mio tremendo conformismo, mi sto appassionando di letteratura russa, voglio recuperare qualcosa anche di Tolstoj e di Bulgakov: le opere maggiori, come "Guerra e Pace" o "I fratelli Karamazov" mi mettono troppo in soggezione, sono consapevole di non avere la statura intelettuale per aprezzarli.
    Si ricordò dei bambini dei bei vecchi tempi andati, e li vedeva correre per quei giardini mentre la Terra tranquilla girava come sempre attorno al mondo. Ma quelli adulti non erano più quei bambini: erano loro, tutto il contrario, e molto di più.