A mio parere l'errore fondamentale dei curatori di questa testata così rimpianta è stato escludere a un certo punto lo stesso Barks, semplicemente perché erano state riproposte tutte le storie uscite sui primi 14 numeri e sui 3 Speciali Paperino. Questo insieme alla scelta di ospitare sul mensile regolarmente anche storie con personaggi che non fanno parte dell'universo dei paperi (e purtroppo spesso anche storie papere non ispirate a Barks) ha portato alla disaffezione dei lettori, vissuta personalmente anche da me, e a un diffuso abbandono. Dopo il n.200 si è avuto un netto miglioramento, ma ormai le vendite erano crollate e purtroppo si è dovuto chiudere.
Magari non sarebbe arrivata fino a oggi, ma sono convinto che, se intorno al numero 150 si fossero riprese le più belle storie di Barks pubblicate tra il numero 15 e il 69 (molte delle quali non si vedevano in edicola da più di 10 anni), ricolorate e riletterate rispetto alla prima versione uscita su ZP esattamente come avvenuto per quelle uscite sui numeri Mondadori, affiancandole a storie filobarksiane nordeuropee e a storie americane e italiane attentamente selezionate, a quest'ora magari avremmo l'omnia di Barks con colorazione e lettering uniformi, traduzioni migliori, molte storie estere in più che forse non arriveranno mai da noi (basti pensare ad autori come Block e Gulbransson, solo per fare un esempio) e una testata che sarebbe durata più a lungo e ancor più prestigiosa. Si tratta pressappoco della politica che ha consentito a Picsou Magazine, il corrispondente mensile francese, di essere in edicola ancora oggi.