Grazie alla meritoria iniziativa di rendere disponibili in versione Kindle gli albi di PKNA (al momento i primi dieci numeri) a prezzi più che ragionevoli, sto rispolverando questo grande ciclo (di cui non sono ne appassionato ne conoscitore ma che ho sempre leggiucchiato con gusto), e nel primo numero mi sono reso conto di quanta importanza sia data alla manipolazione delle informazioni e dei media e di come nessuno ne esca veramente pulito, ne fra i "buoni" ne fra i "cattivi":
-Angus all'inizio avrebbe per le mani un vero caso, la sparizione di Van Beck, ma è lo stesso direttore dell'emittente a impedirgli di proseguire nell'indagine perché teme una fuoriuscita degli sponsor dalla rete;
-lo stesso Fangus poi ovviamente si trasforma nell'epitome di tutto il cattivo giornalismo dedicandosi al complottismo a tempo pieno e alla fabbricazione di fake news;
-nel finale Paperinik si arroga il diritto di decidere che cosa sia bene che il pubblico sappia e che cosa vada mantenuto nascosto: "credo che per voi sia molto meglio non saperlo..,", "nella realtà certe cose devono restare segrete, per non scatenare il panico".
Sicuramente diversi i fini e i moventi e tuttavia segna un capitolo oscuro per la trasparenza dell'informazione nella società paperopolese.
Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!