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Gap generazionale, gusti personali: ma che senso ha allora confrontarsi?

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doppio segreto
Gran Mogol
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  • Topolino primo amore che non si scorda mai
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    quote author=MarioCX link=topic=16894.msg570338#msg570338 date=1588167830]
    Non ho dato 5 stelle (che è il massimo) a questo numero, perché allora a numeri come questi:


    https://inducks.org/issue.php?c=it%2FTL++789


    https://inducks.org/issue.php?c=it%2FTL++800


    Quante ne dovrei dare?
    Così...pescandone due a caso degli "anni belli" senza troppa attenzione.

    Io invece, pescando a caso nei numeri degli ultimi tre anni, non ne trovo per niente di così belli. Fare raffronti qualitativi con numeri di cinquant'anni fa credo abbia poco senso, perlomeno nell'ottica della recensione settimanale.


    Se poi si allarga il discorso agli interi 70 anni di storia del settimanale, lì bisogna poi andare molto sul soggettivo (e inevitabilmente anche sull'aspetto nostalgico e dei gusti personali, che chiaramente incidono molto quando si tratta di gradire o meno una determinata cosa).
    Per dire, per quel che mi riguarda i due numeri che tu hai citato per me sono dimenticabili: su 7 storie 5 sono brevi straniere abbastanza insulse (disegnate anche con un tratto che tutto è tranne che accattivante) e solo 2 su 7 sono storie degne di nota. Quindi io leggendo un numero così oggi non darei più di 3 stelle, se le storie principali fossero dei capolavori, altrimenti neanche quelle. Ed è esattamente quello che faccio quando incontro, ancora oggi numeri con la struttura portante su una o due storie e il resto riempitive più o meno dimenticabili.
    Questo invece è un numero che mi ha lasciato pienamente soddisfatta. Se non do 5 stelle qui, allora davvero non saprei a chi darle.
    Ah beh...se le uscite degli ultimi tre anni sono peggiori di questo numero, allora capisco il vostro entusiasmo.
    Quantomeno nel topo di 50 anni fa, assurdità veramente brutte come quella del "trasformista" non era neppure pensabile ci potessero essere.


    Poi se a questo 3361 dai 5 stelle e dai un tre stelle ad un topo (definito "dimenticabile") che ha un Martina/Scarpa in apertura e un Cimino/Cavazzano in chiusura (ed entrambe non di produzione minore) più qualche storiella americana quantomeno non assurda e pulitamente disegnata (migliore comunque dell'analoga storia "Miao" di questo numero), non so proprio più che dire.
    Ma infatti non c'è molto da dire, basta ricordarsi che le opinioni e i gusti sono belli proprio perchè vari.
    Se poi ti aspetti che le recensioni e le opinioni degli altri debbano per forza incontrare il tuo gusto personale, beh, lì non so proprio più che dire io.
    Però se si inizia a teorizzare il relativismo spinto della serie "i gusti sono gusti e non si discutono" allora si possono anche chiudere i forum di discussione.
    Se tra Mozart e Jovanotti è solo una questione di gusti, allora perché esiste la critica?
    Se uno Schifano e un mio scarabocchio hanno la stessa valenza artistica cosa ne parliamo a fare?


    In realtà, la percezione soggettiva va nutrita ed alimentata in un continuo processo di arricchimento degli strumenti di giudizio.
    Se io pensassi di avere gli stessi strumenti di Sgarbi per giudicare un dipinto sarei un presuntuoso, perché quel tipo di percezione non l'ho mai alimentata e quindi non sono in grado di discettarne con quella "ragion veduta" che in tal campo mi manca.


    Però, e questo non me lo toglie dalla testa nessuno, ho abbastanza letture alle spalle per potermi premettere di dire forte e chiaro che una storia come quella del "trasformista" è una sonora bruttura.
    Darei un 3 al primo, giusto per Paperinik e Cimino (il resto è inguardabile e irricordabile, a partire dalla copertina!), e 2 al secondo (ed è pure generoso)!


    Non esistono gli "anni belli", non sono mai esistiti! MAI!


    Per inciso, a me i disegni di Casty piacciono tantissimo, ma dire che Mangiatordi e Faccini sono "brutture alla Lostaffa", francamente, va ben oltre il giudizio de gustibus: è una vaccata vera e propria!
    Beh, anch'io ho abbastanza letture sulle spalle per potermi permettere di dire forte e chiaro che le storielle intermedie dei due topolini che hai citato sono delle sonore brutture.
    Come la mettiamo, allora, in questo caso? 


    Davvero, non capisco il voler per forza considerare oggettivi i gusti.
    La mettiamo che, per quanto non siano memorabili quelle antiche storielle sicuramente puerili, hanno almeno il merito di non avere un disegno caotico e chiassoso come quelle attuali che proprio da fastidio alla vista.


    Non esistono gli "anni belli", non sono mai esistiti! MAI!


    Perbacco che affermazione col petto in fuori che si direbbe non ammettere repliche...
    Certo che ci sono le "Golden Age", nella nona arte come in tutte le altre.
    Forse vent'anni fa avrei scritto anch'io le stesse cose di MarioCX perché se c'è una cosa che abbiamo in comune è l'ammirazione per le sceneggiature e i disegni degli autori fra i '60 e i '70 (chiamati non a caso "Anni d'Argento" nel nostro volumone 'Topolino Tremila' che includeva il periodo 1963-1978). 
    E anche riguardo le brevi americane, molte avevano una particolare ironia che poteva renderle delle piccole perle, non dimenticando che nei '60 e '70 hanno dato vita a tanti nuovi personaggi paperopolesi (e ambienti lavorativi come il Papersera) adottati subito o dopo un po' di tempo dagli autori italiani e che sono ancor oggi fra i protagonisti principali del fumetto Disney del nostro paese.
    Io proporrei anche il voto: nessuna stellina - voto che, ne sono consapevole, utilizzerei solo io ;D - con la dicitura: Ma che fine avete fatto! :'( :alien1:
    Sicuramente un Topo un po' sottotono, ma nessuna stella é un po' esagerato dal mio punto di vista :o :D
    Ho riportato qui buona parte della discussione nata in seno alla critica del Topolino n. 3361, quello che ritengo utile ai fini di una elucubrazione che è maturata in me e che mi porta ad affermare che, se gli assi portanti di un confronto in una discussione che riguarda un prodotto dell'Arte, è confinato ai gusti personali o al gap generazionale che spacca di netto le opinioni, questo confronto è assolutamente inutile e non ha alcun senso continuarlo.


    Chi scrive critica non può e non deve mai giustificare le sue opinioni e scelte in base a criteri legati ai propri gusti personali o di carattere nostalgico; al contrario chi decide di fare il critico deve cercare di avere una visione più larga possibile di ciò che fu, è stato ed è lo stato dell'Arte e, in base a tutto ciò, saper mettere a nudo quello che a suo avviso è migliore e ciò che è peggiore, motivandolo con dati di fatto, naturalmente assolutamente opinabili come tutto, ma non certamente in base a sentimenti propri.
    Affermare poi che nell'ambito di un'Arte - qualunque essa sia - non ci siano dei periodi più belli e dei periodi più brutti è un'assoluta falsità, smentibile con una facilità impressionante.


    L'Arte del fumetto è nata praticamente in contemporanea all'Arte del Cinema; il nostro fumetto in questione è invece è nato nel 1930 con le strisce giornaliere dedicate a Topolino. In Italia è arrivato nel 1932 e questo, penso, fa del fumetto Disney e di Topolino in particolare, il fumetto più longevo nella nostra nazione.
    Nella sua lunga storia ha conosciuto vari alti e bassi ma, pur in quell'ambito della crisi generale del fumetto, sarebbe miope non riconoscere che grava su di lui da ormai quasi trent'anni, un declino che lo rende peculiare verso le altre testate.
    Queste cose, per altro con ben più spessore rispetto a quello che posso fare io, furono già messe in luce in un libro che al Papersera dovrebbe essere ben conosciuto, visto che Andrea Tosti quando scrisse nel 2010 Topolino e il fumetto Disney italiano. Storia, fasti, declino e nuove prospettive fece molti riferimenti che lo riguardavano.
    Il libro di Tosti si ferma, ovviamente, ai primi anni della gestione della De Poli che, rispetto ad ormai un lungo passato di decadimento di storie e contenuti redazionali, faceva ben sperare che forse le cose sarebbero potute cambiare e, non per nulla, nell'ambito di questo cambiamento egli metteva in luce la figura preponderante di Casty.
    Oggi, noi sappiamo come è andata a finire quella speranza: un periodo di grande rimonta contenutistico e, poi, di nuovo il declino che coincide con la Disney italia che si disinteressa completamente del suo fumetto e lo cede alla Panini. Oggi siamo in era Bertani e lascio ad ognuno di voi il giudizio che crede meglio.


    Cinque stelle ad un volume è il massimo dei voti che è concesso e la definizione recita: "da acquistare senza esitazioni!" Francamente non è una buona definizione finale anche perché già il quattro stelle esorta a comprarlo senza pentimento, dunque è sostanzialmente una ripetizione leggermente più incisiva della precedente.
    Il massimo dei voti, in realtà, dovrebbe sancire il CAPOLAVORO e cioè quel qualcosa che fa sì che quel volumetto è, nei suoi contenuti, cosa assai rara e di altissimo livello e, questo, non tanto nel corso dell'anno o, tutt'al più degli ultimi 3 o 4 anni ma, viceversa, nell'intero arco della sua produzione editoriale.
    Degli ormai 3362 numeri, quelli che meritano il massimo dei voti si potranno contare, forse, probabilmente ... entro i 100 volumi e, nessuno di questi 100, può essere annoverato negli ultimi tempi.
    Sempre fra quei 3362 numeri ce ne sono molti di più a 4 stelle, cosa assai rara però anche quella, in questi ultimi anni. La maggioranza dei numeri viaggia sulle tre stelle ma, se questa maggioranza c'è lo deve soprattutto ai prodotti del passato più o meno remoto e più meno recente perché, oggi come oggi, il contenuto di Topolino viaggia in special modo sulle due stelle e spesso anche solo una.


    Tutto sbagliato quello che ho scritto? Tutto legato ad un discorso di carattere nostalgico? Tutto legato ai miei gusti personali? SmBho2


    Decidetelo voi! 8)


    Ma mentre lo fate domandatevi anche perché alla stra-grandissima maggioranza dei bambini o ragazzi a cui Topolino è dedicato non frega assolutamente nulla di lui. (E non mi si risponda per favore che è tutto dovuto al fatto che leggono poco e niente).


    E domandatevi però soprattutto, perché molti di quegli adulti più o meno giovani o più o meno vecchi che compravano e leggevano Topolino ora non lo fanno più o, nel migliore dei casi, lo comprano sempre di più saltuariamente.


    Penso che a leggere Topolino fra gli adulti ormai, rimangano solo quelli a cui Topolino piace così - e qui è veramente solo una questione di gusti - e quelli come me che, nonostante le batoste che prendo quasi ogni volta che lo leggo, continuo a comprarlo testardamente perché mi lega a lui un affetto indicibile e mi piace tanto farmi del male.





    Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

    *

    tang laoya
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      quelli come me che, nonostante le batoste che prendo quasi ogni volta che lo leggo, continuo a comprarlo testardamente perché mi lega a lui un affetto indicibile e mi piace tanto farmi del male.

      Nostalgico malpancismo masochista, diagnosi ricorrente che riscontro sovente sui più svariati temi in spazi reali e virtuali, soprattutto da esponenti della mezza età avanzata (fra cui si annovera anche il sottoscritto); nulla di preoccupante quindi.
      « Ultima modifica: Domenica 3 Mag 2020, 09:44:51 da tang laoya »
      Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

        Personalmente credo che quando si è tanto legati a qualcosa affettivamente (in questo caso Topolino) sia sempre molto difficile dare giudizi obiettivi. Per quel che mi riguarda, sono cresciuto con la "famigerata" gestione Muci a cui accompagnavo Topolino anni '80 di Capello e devo dire che da piccolo spesso e volentieri preferivo i numeri recenti a quelli vecchi, trovandomi infastidito dalle varie storie di Diaz. Poi smisi di leggere diventando adolescente per riprendere la lettura con il n. 3000. Inizialmente preso dall'entusiasmo continuai di fatto a godermi le storie senza badare troppo alla qualità, sebbene chiaramente avessi sempre riconosciuto e apprezzato le storie più elaborate; in seguito iniziai a essere molto più critico, avendo iniziato ad approcciarmi sempre più a storie di alto spessore ( vedasi il magico trio Dimensione Delta, Unghia di Kalì e Collana Chirikawa). Da allora devo ammettere di non tollerare più storie semplici e ho spesso difficoltà anche a rileggere i numeri muciani della mia infanzia a cui tanto ero legato. Attualmente non sono molto attratto dal Topolino di Bertani e non saprei dire bene il perché; la sensazione mia è che ci siano storie senz'altro ben scritte ma in linea di massima estremamente lineari. Manca un po' quel senso di ambizione, di voler fare qualcosa di epico ( vedasi Casty nell'era de Poli), sebbene non possa dire che le storie attuali siano brutte, anzi spesso presunte storie epiche del passato erano in realtà di scarsa qualità.
        In definitiva, credo che di numeri brutti ce ne siano stati sia nel passato che nel presente. Quello che è cambiato senz'altro negli anni è il modo di fare storie e chiaramente ognuno può apprezzare più un modo di fare storie piuttosto che un altro: alcuni come me preferiranno le storie di stampo epico, altri quelle più lineari e urbane, altri quelle più dure e "scorrette" degli anni '50.
        Luca Giacalone

          Chi scrive critica non può e non deve mai giustificare le sue opinioni e scelte in base a criteri legati ai propri gusti personali o di carattere nostalgico; al contrario chi decide di fare il critico deve cercare di avere una visione più larga possibile di ciò che fu, è stato ed è lo stato dell'Arte e, in base a tutto ciò, saper mettere a nudo quello che a suo avviso è migliore e ciò che è peggiore, motivandolo con dati di fatto, naturalmente assolutamente opinabili come tutto, ma non certamente in base a sentimenti propri.
          Mah, io sono un po' scettico sulla critica in generale, in qualsiasi campo dell'intrattenimento...
          Se trovo qualcuno più esperto di me, che magari mi spiega alcune cose e me ne fa notare altre a cui io non ho fatto caso, va bene; ma il critico "classico", che è tanto bravo, tanto esperto e tanto preparato, che mi dice che una cosa mi deve piacere perché è bella, anzi, me lo impone!, oppure, al contrario, mi fa sentire un idiota perché mi piace una cosa che non deve piacermi, francamente mi dà un po' fastidio!

          Voglio dire una cosa: tempo fa, prima di conoscere il Papersera (anzi, prima che esistesse), mi ero un po' montato la testa, e mi ero auto-convinto di essere un grande esperto di fumetto Disney! Di conseguenza, mi ero messo a leggere Topolino con "spirito critico", cercando la "filologia", cercando i "meccanismi narrativi", anche guardando l'intreccio, gli eventuali errori, ecc... insomma, un imbecille! ;D
          Fatto sta, che con questo comportamento mi ero perso il gusto della lettura! Me ne sono reso conto quando mi è capitato di leggere con lo stesso spirito una storia del passato, unanimemente considerata una delle migliori di sempre (non dirò quale!), e anche lì ho trovato "meccanismi narrativi" così così, "incongruenze" palesi... roba da pazzi!
          Fortunatamente, ho aperto gli occhi, e da allora cerco di leggere molto più spensieratamente, e ci ho guadagnato tantissimo!
          Questo, per dire che essere esperti va bene, ma non solo non è necessario, ma in certi casi può essere anche controproducente!

          Affermare poi che nell'ambito di un'Arte - qualunque essa sia - non ci siano dei periodi più belli e dei periodi più brutti è un'assoluta falsità, smentibile con una facilità impressionante.
          Affermare che nel fumetto Disney ci sia stato UN periodo bello (non si sa poi quale!), e il resto non vale niente, è una falsità talmente eclatante che anche cercare di smentirla è offensivo! ;D

          Poi, come dici anche tu, ci sono stati alti e bassi, ma è normale! E questi alti e bassi, magari, possono esserci anche in due topolini consecutivi!
          Inoltre, ognuno di noi ha il suo periodo preferito, ma dipende dai gusti ed è una cosa ancora più normale!
          Affermare che oggettivamente ci sia stato UN periodo d'oro dove tutto era bello, non sta né in cielo né in terra...

          Nella sua lunga storia ha conosciuto vari alti e bassi ma, pur in quell'ambito della crisi generale del fumetto, sarebbe miope non riconoscere che grava su di lui da ormai quasi trent'anni, un declino che lo rende peculiare verso le altre testate.
          Quello che succede da circa trent'anni sono varie cose:
          1) è cresciuta la piaga del "policamente corretto"
          2) si è consolidato il concetto dei (mai abbastanza maledetti!) target
          3) sono aumentati i gentiluomini pronti a fare causa per ogni stupidaggine, e, soprattutto, gli avvocati che quelle cause gliele fanno vincere!
          4) si sono diffusi i Pedagogisti e gli Educatori, che dicono che i bambini vanno educati in un certo modo, e guai a fare diversamente! E, soprattutto, si sono diffusi i genitori che gli danno retta!
          5) Come ciliegina sulla torta, adesso ci sono anche i social, che amplificano tutto ciò e con i quali chiunque abbia una corbelleria da dire trova sempre un seguito!

          Possiamo farci qualcosa, noi, in tutto questo? Purtroppo, credo proprio di no; anzi, sarà sempre peggio...
          E' una cosa che riguarda solo il fumetto Disney? Assolutamente no! Anzi, magari riguardasse solo l'intrattenimento...
          Sono peggiorati di conseguenza i fumetti Disney? Sicuramente sì, ma più che altro per due motivi che mi stanno sullo stomaco: 1) non vedremo mai storie potenzialmente valide, ma che sono state bloccate a vari stadi di lavorazione per questi motivi, e 2) forse ancora peggio, quelle pubblicate non sono le storie "originali" concepite dagli autori, ma sono riviste, rimaneggiate, edulcorate, addirittura in qualche caso ridisegnate!

          Quanto alla qualità in senso assoluto, invece, non sono d'accordo che le limitazioni influiscano più di tanto: se una storia è brutta, non basta un pistola in più in mano ad un personaggio per migliorarla e, viceversa, se una storia è bella lo è in ogni caso, anche se nessuno spara! ;)


          (continua...)
          « Ultima modifica: Domenica 3 Mag 2020, 22:27:24 da Dippy Dawg »
          Io son nomato Pippo e son poeta
          Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
          Verso un'oscura e dolorosa meta

            (segue...)


            Il massimo dei voti, in realtà, dovrebbe sancire il CAPOLAVORO e cioè quel qualcosa che fa sì che quel volumetto è, nei suoi contenuti, cosa assai rara e di altissimo livello e, questo, non tanto nel corso dell'anno o, tutt'al più degli ultimi 3 o 4 anni ma, viceversa, nell'intero arco della sua produzione editoriale.
            Degli ormai 3362 numeri, quelli che meritano il massimo dei voti si potranno contare, forse, probabilmente ... entro i 100 volumi e, nessuno di questi 100, può essere annoverato negli ultimi tempi.
            Negli ultimi giorni, ho pensato anch'io a questo problema: come fare ad avere un criterio obiettivo* di voto che valga per tutti i numeri, senza dare giudizi "di pancia"?

            Io ho pensato ad una formula che dovrebbe essere abbastanza veritiera, perché tiene conto di ogni singola storia (più facile da votare singolarmente la storia, piuttosto che tutto l'albo), e del valore della singola storia all'interno dell'albo...

            La formula è questa: (3a + 2b + c) / (3x + 2y + z)

            a: totale dei voti assegnati alle storie lunghe (o "importanti")
            b: totale dei voti assegnati alle storie brevi/riempitive
            c: totale dei voti assegnati alle storie da una pagina (compreso il "Che aria tira a...")
            x: numero delle storie lunghe
            y: numero delle storie brevi
            z: numero delle storie da una pagina

            Se il risultato di questa formula è:
            > 4,2, allora il numero si merita 5 stelle
            > 3,4 e <= 4,2 : 4 stelle
            > 2,6 e <= 3,4 : 3 stelle
            > 1,8 e <= 2,6 : 2 stelle
            <= 1,8 : 1 stella

            Detta così sembra difficile, ma con un semplice foglio excel si fa in un attimo! (anzi, adesso me lo faccio...)

            Si può aggiungere anche un punto di "bonus" ad una storia, nel caso sia particolarmente importante (per esempio, il ritorno di Atomino), oppure un punto di bonus a tutto l'albo per, ad esempio, una copertina particolarmente bella, una rubrica particolarmente riuscita, ecc...

            Per fare un esempio, ho preso gli ultimi due numeri:
            3361: (3*18 + 2*7 + 9) / (3*4 + 2*2 + 2) = 4,28  --> 5 stelle
            3362: (3*13 + 3*10 + 9) / (3*4 + 3*3 + 2) = 3,4  --> 3 stelle

            Io, d'ora in poi, userò questa formula per dare le stellette!
            (Sì, decisamente PRDQP! ;D )

            * chiarisco il concetto di "obiettivo": è inteso esclusivamente a livello personale, cioè per uniformare i PROPRI giudizi da una volta all'altra! Se qualcuno vorrà ispirarsi a quello che ho scritto, potrà benissimo modificare i coefficienti, variare i limiti per considerare una storia come "breve", dare più importanza alla copertina, ecc... l'importante è mantenere una coerenza con se stessi!
            Io son nomato Pippo e son poeta
            Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
            Verso un'oscura e dolorosa meta

              Dimenticavo...

              Ma mentre lo fate domandatevi anche perché alla stra-grandissima maggioranza dei bambini o ragazzi a cui Topolino è dedicato non frega assolutamente nulla di lui. (E non mi si risponda per favore che è tutto dovuto al fatto che leggono poco e niente).
              Non lo so, non conosco la maggioranza dei bambini di oggi, e neanche una minoranza...

              Posso dire che una bambina che ho conosciuto a Disneyland 2 mesi fa i fumetti non li legge proprio perché... non li capisce! Non riesce a seguire la sequenza delle vignette! :o
              Eppure, da quel poco che ho visto, è una bambina sveglia e intelligente...

              E domandatevi però soprattutto, perché molti di quegli adulti più o meno giovani o più o meno vecchi che compravano e leggevano Topolino ora non lo fanno più o, nel migliore dei casi, lo comprano sempre di più saltuariamente.
              Perché non gli piacciono?
              Perché i fumetti Disney non fanno per loro?
              Perché quand'erano piccoli erano "obbligati" a leggerli, ma adesso non gli piacciono più? E non intendo quelli di oggi, ma i fumetti Disney in assoluto?
              Non è mica detto che quello che facevamo una volta ci debba piacere ancora...
              Per dire, io sono cresciuto anche con Geppo, che mi sembrava un fumetto bellissimo! Ma mi è capitato un albo tra le mani dopo vent'anni e sono rimasto allibito da quanto... non era più bello!

              Spesso è proprio la nostalgia che conta: uno si ricorda dei bei fumetti, ma magari si ricorda al massimo una ventina di storie, e pensa che erano tutte così! E invece no!
              Quindi, non sono le storie di oggi che sono brutte: lo erano anche allora, però 1) se le leggeva lo stesso, 2) crescendo, non fanno più per lui; solo che, quelle che ha letto da piccolo vanno ancora bene, perché sono "quelle"!, mentre quelle di oggi, non essendo "quelle", non vanno più bene...

              Niente di strano!

              Penso che a leggere Topolino fra gli adulti ormai, rimangano solo quelli a cui Topolino piace così - e qui è veramente solo una questione di gusti - e quelli come me che, nonostante le batoste che prendo quasi ogni volta che lo leggo, continuo a comprarlo testardamente perché mi lega a lui un affetto indicibile e mi piace tanto farmi del male.
              Dipende anche da uno cosa si aspetta...
              Forse bisognerebbe ricalibrare le proprie aspettative, invece di chiedere la luna (e non mi riferisco a te in particolare, ma più in generale a chi fa questi discorsi)...

              A te piace Macchia Nera, giusto?
              Be', a mio personale parere, le storie che l'hanno avuto protagonista e che (sempre a mio parere) l'hanno interpretato nel modo "giusto", sono solo quattro! 4!
              Che devo fare? Rifiutare tutte le altre?
              No!
              Me le leggo lo stesso, ben sapendo che non è il mio personaggio "ideale", e, anzi, approfittandone per vederne un'interpretazione diversa da quella che darei io; se poi la storia è bella (o anche particolarmente bella, come Darkenblot!), chissenefrega, me la godo così com'è!

              Comunque, come ripeto ancora una volta, al netto di censure e roba del genere, Topolino è sempre stato così com'è oggi; anzi, come disegni lo preferisco di gran lunga oggi rispetto a n anni fa, e le cosiddette riempitive di oggi sono mediamente molto migliori rispetto alle riempitive che sono toccate a me quand'ero piccolo (prima metà anni '80: Studio Diaz! ??? )...
              « Ultima modifica: Domenica 3 Mag 2020, 22:30:39 da Dippy Dawg »
              Io son nomato Pippo e son poeta
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                Io non mi sento le forze di Dippy (di cui condivido abbondantemente il pensiero) per lanciarmi nell'ennesima tirata sui gusti personali, sul si stava meglio quando si stava peggio, e sulle presunte età dell'oro; come Donna Elvira ormai anch'io devo aver perduto la prudenza e lascio ad altri crogiolarsi nel proprio brodo nostalgico. Vorrei oggi sottolineare solo un concetto, che per quanto mi riguarda, continua a ricorrere nel mondo del fumetto disneiano italiano contemporaneo: CONSAPEVOLEZZA.
                Non vi e' mai stata tanta consapevolezza quanto oggi, e a trecentosessanta gradi: sceneggiatori, disegnatori, FINALMENTE riconosciuti nel pieno delle loro capacita', della loro autorialità individuale, convivono maestri consacrati e giovani leve nel Topolino nel rispetto della loro spiccata personalità ed e' dato al lettore il piacere e il privilegio di meditare e di condividere questa conoscenza. E non solo a livello di qualità delle storie e dei disegni (mai MEDIAMENTE tanto belli come oggi, in contrapposizione allo schizofrenico andamento di picchi e vallate qualitative dei tanto lodati numeri del tempo che fu), dicevo vi e' un livello ulteriore di consapevolezza della rivista Topolino nella sua interezza: un direttore artistico che cerca di armonizzare con assoluta discrezione (questo si puo' evincere anche dalle parole di Casty) le tendenze individuali dei vari autori per farne un insieme ancor più omogeneo, un direttore che spinge i suoi editoriali a una stretta connessione con il mondo reale che vuole vedere riflesso nel suo giornale, pur senza snaturarne le dinamiche originali. Ho ascoltato con estremo piacere l'intervista di Fisbio a Nucci: in quale altro momento della storia del Topolino si poteva dare un autore tanto giovane che parla con estremo rispetto dei suoi riferimenti disneiani, dei suoi maestri, e traccia (ancora una volta con consapevolezza estrema), il punto da cui intende muovere per proseguire poi in un proprio percorso specifico? E che cosa dire del pubblico di oggi che, grazie all’ampio ecosistema creato da riviste specializzate, forum online, fiere, canali youtube, non e’ mai stato tanto (si, lo dico di nuovo) CONSAPEVOLE di ciò che legge e di metterlo in prospettiva?
                Non scomoderò il tanto lodato numero con la castiana di due settimane fa, per lodare ANCHE il corso attuale del Topo, ma si prenda l’ultimo numero in edicola, abbiamo Palladio, abbiamo Raffaello, abbiamo calembour godibilissimi di Pico, l’ironia di Faccini, un recupero delle Marmotte…e se di ciò non godi, di che goder tu suoli?
                « Ultima modifica: Lunedì 4 Mag 2020, 09:42:34 da tang laoya »
                Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

                *

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                  Confesso che leggendo sia Dippy che Tang mi è sorto il dubbio di non essere stato ben compreso e che, dunque, con ogni probabilità non mi sono saputo spiegare bene.
                  Il titolo del topic è una domanda che mi sono posto e che ho posto a chiunque abbia voglia di rispondere ed è dovuta ad una discussione che è nata nell'ambito dell'analisi del numero 3361 di Topolino e che non ha come centro
                  Io non mi sento le forze di Dippy (di cui condivido abbondantemente il pensiero) per lanciarmi nell'ennesima tirata sui gusti personali, sul si stava meglio quando si stava peggio, e sulle presunte età dell'oro; 

                  questa questione ma se abbia un senso continuare a discutere in un forum se i presupposti sono solo i gusti personali dettati, se non sempre, quasi sempre, da un gap generazionale.

                  Per tanto sono abbastanza sicuro di non aver mai sostenuto cose simili
                  Affermare che nel fumetto Disney ci sia stato UN periodo bello (non si sa poi quale!), e il resto non vale niente, è una falsità talmente eclatante che anche cercare di smentirla è offensivo!

                  anche perché non la penso assolutamente così. Ho in testa sicuramente un periodo che ritengo il migliore - ne ho già parlato non qui ma in altro ambito - ma questo non vuol dire affatto che il resto non valga niente.


                  Ma provo ancora di più a fare un po' di chiarezza su come la penso toccando alcuni dei temi da voi posti.


                  Mah, io sono un po' scettico sulla critica in generale, in qualsiasi campo dell'intrattenimento... Se trovo qualcuno più esperto di me, che magari mi spiega alcune cose e me ne fa notare altre a cui io non ho fatto caso, va bene; ma il critico "classico", che è tanto bravo, tanto esperto e tanto preparato, che mi dice che una cosa mi deve piacere perché è bella, anzi, me lo impone!, oppure, al contrario, mi fa sentire un idiota perché mi piace una cosa che non deve piacermi, francamente mi dà un po' fastidio!

                  Il ruolo di un critico non è certo quello di fare sentire qualcuno intelligente perché gli da retta e qualcun altro idiota perché fa di testa sua e, tanto meno, il ruolo di un critico è quello di imporre di vedere, leggere ... qualcosa piuttosto che un'altra. Il compito di un critico è quella di dare un'idea di base di un'opera artistica. C'è chi non farebbe nulla senza prima aver letto il suo critico preferito e c'è chi ignora completamente qualsiasi critica e sceglie in base ai propri canoni. Fra i due estremi, come sempre, ci sono varie vie di mezzo.


                  Questo per quanto riguarda la critica in generale!


                  Venendo allo specifico, il Papersera ha persone che settimanalmente, non so se a turno o meno, in nome del sito fanno una critica del settimanale. Poi ce ne sono tante altre che nel topic indicato, a loro nome, dicono la loro. Se i secondi possono permettersi di farlo in base ai loro gusti personali, chi critica nel nome del Papersera dovrebbe mantenere una linea più distaccata dai propri sentimenti - e soprattutto mai giustificasi o trincerarsi dietro ad essi - che cerchi, nei limiti delle capacità personali ovviamente, di avere uno sguardo più analitico e scientifico verso l'oggetto di critica. In altre parole che faccia il "critico" o almeno qualcosa che gli assomigli, altrimenti tanto vale che scriva direttamente nel topic e che la critica in nome del Papersera non esisti più.
                  Quello che succede da circa trent'anni sono varie cose: 1) è cresciuta la piaga del "policamente corretto" 2) si è consolidato il concetto dei (mai abbastanza maledetti!) target 3) sono aumentati i gentiluomini pronti a fare causa per ogni stupidaggine, e, soprattutto, gli avvocati che quelle cause gliele fanno vincere! 4) si sono diffusi i Pedagogisti e gli Educatori, che dicono che i bambini vanno educati in un certo modo, e guai a fare diversamente! E, soprattutto, si sono diffusi i genitori che gli danno retta! 5) Come ciliegina sulla torta, adesso ci sono anche i social, che amplificano tutto ciò e con i quali chiunque abbia una corbelleria da dire trova sempre un seguito! Possiamo farci qualcosa, noi, in tutto questo? Purtroppo, credo proprio di no; anzi, sarà sempre peggio... E' una cosa che riguarda solo il fumetto Disney? Assolutamente no! Anzi, magari riguardasse solo l'intrattenimento... Sono peggiorati di conseguenza i fumetti Disney? Sicuramente sì, ma più che altro per due motivi che mi stanno sullo stomaco: 1) non vedremo mai storie potenzialmente valide, ma che sono state bloccate a vari stadi di lavorazione per questi motivi, e 2) forse ancora peggio, quelle pubblicate non sono le storie "originali" concepite dagli autori, ma sono riviste, rimaneggiate, edulcorate, addirittura in qualche caso ridisegnate! Quanto alla qualità in senso assoluto, invece, non sono d'accordo che le limitazioni influiscano più di tanto: se una storia è brutta, non basta un pistola in più in mano ad un personaggio per migliorarla e, viceversa, se una storia è bella lo è in ogni caso, anche se nessuno spara! ;) 

                  Io penso che le cose siano molto ma ... molto più complesse e che ridurre tutte le responsabilità delle censure - che non sono certo, fra l'altro, iniziate trent'anni fa - a fattori esterni alla logica Disney, riguardando soprattutto, genitori pedagogisti educatori, avvocati ... sia molto sbagliato.


                  Poi se qualcuno un giorno vorrà parlare anche di questo io sono pronto a fare la mia parte.


                  Per quanto riguarda la pistola poi ... non so? vogliamo metterci anche il sigaro, gli alcolici, riferimenti sessuali, personaggi travestiti, canne da pesca ecc ecc. ecc.?


                  Per continuare ad usare una metafora tanto cara all'amico Luciano che saluto e che, sono sicuro, mi sta leggendo scossando la testa, mi viene da dirti questo:


                  le storie che c'erano sul Topolino fino ad un certo punto erano come un piatto di Lasagne alla Bolognese


                  un po' alla volta si sono trasformate e


                  ora sono come un piatto di Lasagne alla Bolognese vegane.


                  Sempre lasagne sono ma ...


                  Quindi caro Dippy, insisti pure come vuoi
                  Comunque, come ripeto ancora una volta, al netto di censure e roba del genere, Topolino è sempre stato così com'è oggi; anzi, come disegni lo preferisco di gran lunga oggi rispetto a n anni fa, e le cosiddette riempitive di oggi sono mediamente molto migliori rispetto alle riempitive che sono toccate a me quand'ero piccolo (prima metà anni '80: Studio Diaz! ??? )...

                  ma direi che non è proprio più la stessa cosa!


                  Per quanto poi riguarda le riempitive di oggi e di ieri hanno certo in comune un fatto: sono in linea di massima scadenti e a volte anche molto scadenti e, in alcuni casi carine.
                  Però è innegabile una cosa che ha già messo bene in luce l'amico Cornelius Cott: quelle dello studio Disney - erano quelle più che altro in auge allora - hanno saputo dare il la a dei filoni che ancora oggi furoreggiano sul Topolino, le brevi dei nostri tempi saranno invece completamente dimenticate dopo la prima lettura, se uno riesce a leggerle, naturalmente.
                  In qualsiasi Arte non ha importanza solo ciò che è bello ma è anche assai importante ciò che crea i presupposti per il materiale di domani.
                  I Vorrei oggi sottolineare solo un concetto, che per quanto mi riguarda, continua a ricorrere nel mondo del fumetto disneiano italiano contemporaneo: CONSAPEVOLEZZA. Non vi e' mai stata tanta consapevolezza quanto oggi, e a trecentosessanta gradi: sceneggiatori, disegnatori, FINALMENTE riconosciuti nel pieno delle loro capacita', della loro autorialità individuale, convivono maestri consacrati e giovani leve nel Topolino nel rispetto della loro spiccata personalità ed e' dato al lettore il piacere e il privilegio di meditare e di condividere questa conoscenza. E non solo a livello di qualità delle storie e dei disegni (mai MEDIAMENTE tanto belli come oggi, in contrapposizione allo schizofrenico andamento di picchi e vallate qualitative dei tanto lodati numeri del tempo che fu), dicevo vi e' un livello ulteriore di consapevolezza della rivista Topolino nella sua interezza: un direttore artistico che cerca di armonizzare con assoluta discrezione (questo si puo' evincere anche dalle parole di Casty) le tendenze individuali dei vari autori per farne un insieme ancor più omogeneo, un direttore che spinge i suoi editoriali a una stretta connessione con il mondo reale che vuole vedere riflesso nel suo giornale, pur senza snaturarne le dinamiche originali. Ho ascoltato con estremo piacere l'intervista di Fisbio a Nucci: in quale altro momento della storia del Topolino si poteva dare un autore tanto giovane che parla con estremo rispetto dei suoi riferimenti disneiani, dei suoi maestri, e traccia (ancora una volta con consapevolezza estrema), il punto da cui intende muovere per proseguire poi in un proprio percorso specifico? E che cosa dire del pubblico di oggi che, grazie all’ampio ecosistema creato da riviste specializzate, forum online, fiere, canali youtube, non e’ mai stato tanto (si, lo dico di nuovo) CONSAPEVOLE di ciò che legge e di metterlo in prospettiva? Non scomoderò il tanto lodato numero con la castiana di due settimane fa, per lodare ANCHE il corso attuale del Topo, ma si prenda l’ultimo numero in edicola, abbiamo Palladio, abbiamo Raffaello, abbiamo calembour godibilissimi di Pico, l’ironia di Faccini, un recupero delle Marmotte…e se di ciò non godi, di che goder tu suoli?

                  E vengo all'amico Tang!


                  Da sempre non sono uno che mette al primo posto i disegni nel giudicare le storie. Anzi, ho sempre pensato e detto che fra una bella storia disegnata male e una brutta storia disegnata bene, non ho alcun dubbio su ciò che sceglierei. Poi, è ovvio, se tutte e due le cose ci sono, tanto meglio.
                  Io non penso che sia sufficiente - almeno per me non lo è - mettere in una storia Raffaello, parlare di Palladio - tralascio poi le Marmotte per carità di chi vuoi tu -per far sì che una storia sia interessante e, soprattutto, bella. E, sarei della stessa opinione se ci fosse Beethoven, cui cade il 250° anniversario dalla nascita e che il Covid 19 ha fregato completamente.


                  Tu chiedi di cosa si può godere se non di questo?


                  Ehh, ragazzo mio, che posso risponderti?


                  E' abbastanza chiaro che le storie dell'odierno Topolino che a voi fanno godere e a me no, non sono più quelle che io vorrei leggere nel mio settimanale che, fra le altre cose, porta il nome di Topolino e che, quasi sempre, è completamente privo di rispetto nei suoi confronti, maltrattandolo malamente e villanamente.


                  Tu hai diagnosticato, caro Dottor Tang, che io soffro di malpiancismo e, non c'è dubbio: la diagnosi è esatta. Forse solo dopo un grave attacco di dissenteria, deciderò di rompere il cordone ombelicale che mi tiene stretto al giornalino.


                  Chissà?
                  « Ultima modifica: Lunedì 4 Mag 2020, 23:45:34 da doppio segreto »
                  Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                  *

                  tang laoya
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                    A fronte della mole di aspetti positivi del fumetto disneiano contemporaneo, dalla complessità dell’approccio di un vasto gruppo di professionisti e di lettori mai così avveduti, alla stratificazione semiologica di un medium che riesce a dialogare alla pari con altre manifestazioni artistiche e finanche con vari aspetti della realtà, nel leggere per l’ennesima volta del sigaro di Manetta (trito tòpos del Topo) quale silloge ed epitome di tutti i mali del globo e infallibile indizio dell’imminente avvento della Parusia e dell’Anticristo, mi trovo istintivamente, come altri avrebbe detto, a mettere mano alla pistol...ops a mettere mano...alla mano con pollice e indice alzati.

                    Fuor d’iperbole, capisco tutte le riserve dei passatisti, ne incontro a ogni piè sospinto nei teatri fra amanti d’opera, fra tifosi di calcio, fra sostenitori della politica o dell’economia di un tempo, fra nostalgici dell’epoca pre-conciliare, e tuttavia mi sorge costante l’impressione che si perdano il bello dell’hic et nunc, dell’oggi, e che in forza di questa incapacità di godersi i frutti del tempo presente, tentino di sottrarli, o quantomeno di sminuirli anche agli occhi di chi invece tende ad apprezzarli.

                    Senza giudizio, senza rancore DoppioSegreto, accomunati come siamo dalla passione disneiana e da quella beethoveniana.
                    « Ultima modifica: Martedì 5 Mag 2020, 07:06:14 da tang laoya »
                    Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

                      una precisazione le critiche che leggi non sono a nome di  papersera ma opinioni personali esattamente come quelle nel forum.

                        Per tanto sono abbastanza sicuro di non aver mai sostenuto cose simili
                        Affermare che nel fumetto Disney ci sia stato UN periodo bello (non si sa poi quale!), e il resto non vale niente, è una falsità talmente eclatante che anche cercare di smentirla è offensivo!
                        anche perché non la penso assolutamente così. Ho in testa sicuramente un periodo che ritengo il migliore - ne ho già parlato non qui ma in altro ambito - ma questo non vuol dire affatto che il resto non valga niente.
                        Infatti non mi riferivo a te (dopo ho anche scritto "... come dici anche tu, ci sono stati alti e bassi..."), ma ai tanti che lo pensano davvero... e ce ne sono!

                        Venendo allo specifico, il Papersera ha persone che settimanalmente, non so se a turno o meno, in nome del sito fanno una critica del settimanale. Poi ce ne sono tante altre che nel topic indicato, a loro nome, dicono la loro. Se i secondi possono permettersi di farlo in base ai loro gusti personali, chi critica nel nome del Papersera dovrebbe mantenere una linea più distaccata dai propri sentimenti - e soprattutto mai giustificasi o trincerarsi dietro ad essi - che cerchi, nei limiti delle capacità personali ovviamente, di avere uno sguardo più analitico e scientifico verso l'oggetto di critica. In altre parole che faccia il "critico" o almeno qualcosa che gli assomigli, altrimenti tanto vale che scriva direttamente nel topic e che la critica in nome del Papersera non esisti più.
                        Ah, be', questo è un argomento che in passato ha già fatto morti e feriti, sul forum e altrove!

                        E' vero: la recensione dei vari numeri è fatta da persone che firmano il loro pezzo, ma, a tutti gli effetti, è la recensione ufficiale del Papersera...
                        Da una parte, sono pienamente d'accordo con te! Dall'altra, non mi sento di gettare la croce addosso agli amici che impegnano parte del loro tempo libero per fare una cosa per tutti, comunque non facile (infatti, io neanche ci provo!)...

                        Invece, aggiungo una cosa: a me, ha dato un enorme fastidio la stroncatura della storia "Paperinik, tutto cominciò così", fatta a suo tempo a nome ufficiale del Papersera, in un modo francamente imbarazzante, da gente che non ha neanche provato a mantenere una linea più distaccata dai propri sentimenti!
                        Sulle recensioni posso chiudere un occhio, ma quello, sicuramente, non andava bene!

                        Io penso che le cose siano molto ma ... molto più complesse e che ridurre tutte le responsabilità delle censure - che non sono certo, fra l'altro, iniziate trent'anni fa - a fattori esterni alla logica Disney, riguardando soprattutto, genitori pedagogisti educatori, avvocati ... sia molto sbagliato. 
                        Io, invece, penso che il punto sia esattamente questo!
                        Pazienza, opinioni diverse...

                        Per quanto riguarda la pistola poi ... non so? vogliamo metterci anche il sigaro, gli alcolici, riferimenti sessuali, personaggi travestiti, canne da pesca ecc ecc. ecc.?
                        ...
                        Quindi caro Dippy, insisti pure come vuoi
                        Comunque, come ripeto ancora una volta, al netto di censure e roba del genere, Topolino è sempre stato così com'è oggi; anzi, come disegni lo preferisco di gran lunga oggi rispetto a n anni fa, e le cosiddette riempitive di oggi sono mediamente molto migliori rispetto alle riempitive che sono toccate a me quand'ero piccolo (prima metà anni '80: Studio Diaz! ??? )...

                        ma direi che non è proprio più la stessa cosa!
                        Boh, che ti devo dire?
                        Le pistole e tutto il resto danno fastidio anche a me, ma, come ripeto, non sono decisive per la bellezza o meno di una storia; quindi, insisto eccome riguardo alla qualità!...
                        Aggiungo che io, le tipiche martiniane/dalmassiane dei "bei tempi andati", dove tutti i personaggi si volevano un male dell'anima, e dove finiva sempre male per Paperino qualsiasi cosa facesse, non le ho mai sopportate! E lì di situazioni ben oltre i limiti ce n'erano!
                        Quindi, se proprio vogliamo guardare i cambiamenti, in alcuni casi le cose sono cambiate anche in meglio!

                        Per quanto poi riguarda le riempitive di oggi e di ieri hanno certo in comune un fatto: sono in linea di massima scadenti e a volte anche molto scadenti e, in alcuni casi carine.
                        Però è innegabile una cosa che ha già messo bene in luce l'amico Cornelius Cott: quelle dello studio Disney - erano quelle più che altro in auge allora - hanno saputo dare il la a dei filoni che ancora oggi furoreggiano sul Topolino, le brevi dei nostri tempi saranno invece completamente dimenticate dopo la prima lettura, se uno riesce a leggerle, naturalmente.
                        In qualsiasi Arte non ha importanza solo ciò che è bello ma è anche assai importante ciò che crea i presupposti per il materiale di domani.
                        Su questo, posso darti ragione, anche se, forse, è solo una questione di tempi: chiaramente, una parte di quello che è venuto prima ha influenza su quello che viene dopo, magari anche in modo riveduto e corretto (ad esempio, penso a Moby Duck e alle Storie della Baia)...


                        A fronte della mole di aspetti positivi del fumetto disneiano contemporaneo, dalla complessità dell’approccio di un vasto gruppo di professionisti e di lettori mai così avveduti, alla stratificazione semiologica di un medium che riesce a dialogare alla pari con altre manifestazioni artistiche e finanche con vari aspetti della realtà, nel leggere per l’ennesima volta del sigaro di Manetta (trito tòpos del Topo) quale silloge ed epitome di tutti i mali del globo e infallibile indizio dell’imminente avvento della Parusia e dell’Anticristo, mi trovo istintivamente, come altri avrebbe detto, a mettere mano alla pistol...ops a mettere mano...alla mano con pollice e indice alzati.

                        Fuor d’iperbole, capisco tutte le riserve dei passatisti, ne incontro a ogni piè sospinto nei teatri fra amanti d’opera, fra tifosi di calcio, fra sostenitori della politica o dell’economia di un tempo, fra nostalgici dell’epoca pre-conciliare, e tuttavia mi sorge costante l’impressione che si perdano il bello dell’hic et nunc, dell’oggi, e che in forza di questa incapacità di godersi i frutti del tempo presente, tentino di sottrarli, o quantomeno di sminuirli anche agli occhi di chi invece tende ad apprezzarli.
                        Clap, clap, clap! :)
                        Io son nomato Pippo e son poeta
                        Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                        Verso un'oscura e dolorosa meta

                        *

                        Cornelius Coot
                        Imperatore della Calidornia
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                          Ho riportato qui buona parte della discussione nata in seno alla critica del Topolino n. 3361, quello che ritengo utile ai fini di una elucubrazione che è maturata in me e che mi porta ad affermare che, se gli assi portanti di un confronto in una discussione che riguarda un prodotto dell'Arte, è confinato ai gusti personali o al gap generazionale che spacca di netto le opinioni, questo confronto è assolutamente inutile e non ha alcun senso continuarlo.

                          Chi scrive critica non può e non deve mai giustificare le sue opinioni e scelte in base a criteri legati ai propri gusti personali o di carattere nostalgico; al contrario chi decide di fare il critico deve cercare di avere una visione più larga possibile di ciò che fu, è stato ed è lo stato dell'Arte e, in base a tutto ciò, saper mettere a nudo quello che a suo avviso è migliore e ciò che è peggiore, motivandolo con dati di fatto, naturalmente assolutamente opinabili come tutto, ma non certamente in base a sentimenti propri. Affermare poi che nell'ambito di un'Arte - qualunque essa sia - non ci siano dei periodi più belli e dei periodi più brutti è un'assoluta falsità, smentibile con una facilità impressionante.
                          Nei commenti come nei giudizi  e nei confronti non sempre la distinzione tra visioni il più larghe possibili e gusti personali/gap generazionale è facilmente praticabile. Anche in persone che hanno letto molto del fumetto Disney i secondi potrebbero prevalere sulle prime, magari inconsciamente, senza accorgercene.
                          Più difficile avvenga il contrario, come auspicherebbe Doppio Segreto.

                          Anche perché un po' tutti noi abbiamo dei 'vuoti narrativi': un lettore maturo può aver conosciuto Gottfredson, Barks, Scarpa e Martina ma poi non aver mai letto Pezzin, DeVita, Marconi e Don Rosa. Un lettore giovane conoscerà benissimo Artibani, Casty, i Turks e Faraci, aver recuperato i primi maestri ma aver saltato la generazione 'di mezzo'. I donrosiani dei '90 saranno arrivati a Barks (inevitabilmente) ma snobbato il fumetto italiano. Ognuno di noi (o la maggior parte di noi), al di là dell'età anagrafica, ha delle 'falle' e queste contribuiscono a non poter aver una visione d'insieme così estesa al punto da poter dare giudizi estremamente oggettivi sull'operato di certi autori e di certi periodi.

                          Con questo non voglio rassegnarmi agli 'eserciti contrapposti' ma dico che la strada per una maggior reciproca comprensione non è naturale ma subisce i freni della relativa conoscenza come della relativa ignoranza. E' comunque importante sottolineare questa situazione, come fatto da Doppio Segreto. Anche perché allentare un poco le proprie convinzioni e cercare di comprendere i giudizi degli altri è sicuramente salutare per tutti, sia per i vecchi che non sempre comprendono il presente disneyano a fumetti che per i giovani che, forse con meno inflessibilità, non apprezzano sufficientemente Martina o Cimino. 

                          Probabile che poi ognuno resti della sua idea ma l'importante è non alzare muri. E lo dice uno che lo ha fatto negli anni 80/90 rimpiangendo i 60/70 e non i 30/40/50 perché all'epoca li conoscevo poco e li giudicavo non all'altezza dei decenni successivi. Giudizio che ho in gran parte rovesciato (ovviamente, soprattutto per le storie americane). In un ipotetico forum del Papersera del 1980 avrei giudicato Barks 'noioso' e i suoi disegni brutti. Per fortuna le cose cambiano ma solo con la conoscenza e in questi ultimi anni ho cominciato ad apprezzare qualcosa degli '80 (tipo diverse storie di Bordini e del secondo Cimino) che prima rinnegavo quasi in toto, salvando solo l'ultimo Martina, Carpi e Scarpa (che non è poco per dare comunque lustro ad un decennio). Però lo Studio Diaz con i relativi disegnatori, quello proprio no!  :))

                          « Ultima modifica: Mercoledì 6 Mag 2020, 14:07:25 da Cornelius Coot »

                            Per continuare ad usare una metafora tanto cara all'amico Luciano che saluto e che, sono sicuro, mi sta leggendo scossando la testa,
                            Eccomi presente ! Saluti anche da parte mia !
                            Ti assicuro che non sto scuotendo la testa ma, restando in tema di censure, sto caricando pistole e fucili pronto alla battaglia  C:-)
                            Ho letto attentamente tutto il topic e mi sono preso tempo per elaborare e rispondere.
                            Sinceramente non ho intenzione di citare stralci di messaggi, tutti belli e carichi di argomenti, perchè la mia idea è molto più semplice.
                            Capisco l'invito a giudizi più distaccati e che possano risultare imparziali e bilanciati. È una richiesta sacrosanta !
                            Ma come detto da Dippy Dawg come si può giudicare un'opera allo stesso modo per una vita intera ?
                            È ovvio che con il passare del tempo, degli anni, delle "mode" i gusti di tutti variano e ci portano a giudicare le cose in modo diverso.
                            Cosa dovremmo fare quindi per avere tutti numeri giudicati sugli stessi dettami ? Riprendere tutto in mano ogni 5/10 anni e rigiudicare tutto con i canoni attuali ?
                            È una operazione troppo complicata !
                            Sono d'accordo che non si possa essere troppo "leggeri" nei giudizi ma quale sarebbe la soluzione ?
                            Tu hai diagnosticato, caro Dottor Tang, che io soffro di malpiancismo e, non c'è dubbio: la diagnosi è esatta
                            Il malpancismo.....
                            È una piega (o piaga ?  :)) ) che affligge ogni epoca e tutti i campi della vita.
                            E cosa dovremmo fare allora ?
                            - Non guardo più il calcio perché si sono persi i valori, l'attaccamento alle bandiere ed in Italia non ci sono più i fuoriclasse degli anni '80/'90
                            - Non seguo più la politica perchè i politici di oggi non sono all' altezza di Berlinguer, di Leone, di Pertini ed allora mi escludo dalla vita sociale e critica del paese
                            - I fumetti non sono più gli stessi e sono troppo indirizzati ai bambini e con milioni di censure
                            - I film non li guardo più perché ormai si sono perse le trame reali e tutto viene costruito al computer...
                            - Ecc...
                            - Ecc...
                            - Ecc...
                            Ma, allora, che dobbiamo fare ?
                            Possiamo sempre restare ancorati ai "tempi d'oro" (qualora li inquadrassimo con effettiva certezza..) ?
                            Io dico semplicemente la mia per come la vivo....
                            Leggo le storie e le affronto con leggerezza e spensieratezza. Questo non significa che non mi pongo il problema della critica e della comprensione. Semplicemente cerco di fare quello per cui mi rivolgo ad un medium come il fumetto : cerco di divertirmi e rilassarmi. Che poi quelle tavole mi sappiano commuovere, arrabbiare, gridare allo scandalo, far combattere allora significa che quelle storie hanno raggiunto l'obiettivo superiore di tale medium : mi hanno arricchito.
                            Alle volte, e non voglio sembrare vuoto o prosaico, leggo opinioni e giudizi che chiamano in ballo argomenti e temi che mi "distolgono" dalla spensieratezza legata ai fumetti. È ovvio che se leggo commenti belli e carichi di introspezione come quello di Alby nel Topolino di Casty, li leggo e mi sento felice di condividere le chiacchiere con tutti voi. Ma quando invece si "fissano" troppo su cose che poco hanno a che spartire con il fumetto Disney allora....
                            Doppiosegreto, anche se non sono all'altezza di farlo, ti lascio un umile consiglio. O almeno come affronto io, oggigiorno, il fumetto.
                            Leggo Topolino settimanale e i periodici Disney e cerco di divertirmi. Che non significa semplicemente ridere ma passare bei momenti.
                            Se trovo storie come quella di Casty, come quella di Salvagnini ed altre allora passo ad un livello di soddisfazione superiore.
                            Ma, qualora non trovo le "emozioni" che desidero trovare in quel dato momento, chiudo il Topo e mi leggo ad esempio "Il lungo Halloween di Batman" e lì ritrovo ciò che desidero.
                            D'altronde il fumetto, anche per noi appassionati disneyani, non si limita solo ai Topi ed ai Paperi.
                            Ma c'è un mondo vasto che aspetta solo di accoglierci  :D
                            Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

                            *

                            doppio segreto
                            Gran Mogol
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                              Va bene cari ragazzi direi che, almeno per quello che mi riguarda, il discorso volge al termine.


                              Prima però vorrei dare un mio pensiero a tutti.
                              A fronte della mole di aspetti positivi del fumetto disneiano contemporaneo, dalla complessità dell’approccio di un vasto gruppo di professionisti e di lettori mai così avveduti, alla stratificazione semiologica di un medium che riesce a dialogare alla pari con altre manifestazioni artistiche e finanche con vari aspetti della realtà, nel leggere per l’ennesima volta del sigaro di Manetta (trito tòpos del Topo) quale silloge ed epitome di tutti i mali del globo e infallibile indizio dell’imminente avvento della Parusia e dell’Anticristo, mi trovo istintivamente, come altri avrebbe detto, a mettere mano alla pistol...ops a mettere mano...alla mano con pollice e indice alzati. Fuor d’iperbole, capisco tutte le riserve dei passatisti, ne incontro a ogni piè sospinto nei teatri fra amanti d’opera, fra tifosi di calcio, fra sostenitori della politica o dell’economia di un tempo, fra nostalgici dell’epoca pre-conciliare, e tuttavia mi sorge costante l’impressione che si perdano il bello dell’hic et nunc, dell’oggi, e che in forza di questa incapacità di godersi i frutti del tempo presente, tentino di sottrarli, o quantomeno di sminuirli anche agli occhi di chi invece tende ad apprezzarli. Senza giudizio, senza rancore DoppioSegreto, accomunati come siamo dalla passione disneiana e da quella beethoveniana.

                              Senza rancore e senza giudizio, rimanendo comunque accomunato a te dalla passione disneyana e da quella beethoveniane - e chissà? forse ancora altro! - mi permetto di farti solo un piccolo appunto: nelle discussioni, nei confronti, non è mai un buon segno quello di etichettare la persona che non la pensa come te. Quando si arriva ad etichettare l'avversario - chiamiamolo così -  si denota un certo nervosismo nei suoi confronti, un desiderio di farlo tacere e, il volerlo sminuire con un epiteto avente questa funzione, come può essere quello di essere un passatista, serve, da un lato a non prendere in considerazione che possa avere almeno una ragione e, dall'altro, ad allontanare il dubbio che le sue parole potrebbero mettere nelle tue assolute certezze. :)
                              una precisazione le critiche che leggi non sono a nome di  papersera ma opinioni personali esattamente come quelle nel forum.

                              Se la critica settimanale che a turno  viene fatta dalle stesse persone non è a nome del Papersera che senso ha mettere due distinti voti, uno del recensore - così viene definito - ed un altro che è il risultato per eccesso della media fra i vari voti dati al libretto dagli altri? SmBho2
                              Io penso che le cose siano molto ma ... molto più complesse e che ridurre tutte le responsabilità delle censure - che non sono certo, fra l'altro, iniziate trent'anni fa - a fattori esterni alla logica Disney, riguardando soprattutto, genitori pedagogisti educatori, avvocati ... sia molto sbagliato. 
                              Io, invece, penso che il punto sia esattamente questo! Pazienza, opinioni diverse...

                              Se me lo concedi, sempre che tu non l'abbia già letto, ti consigliere di leggere il libro di cui parlo nel mio intervento iniziale. Lì ti potrai fare un'idea abbastanza precisa di come sono nate molte censure e, soprattutto, da chi veramente sono state ispirate. Non costa molto ed è molto istruttivo. Se lo leggerai e se vorrai, magari ne riparleremo di questo argomento. :)  Ovviamente il libro mi permetto di consigliarlo a chiunque non l'abbia letto. 8)
                              Nei commenti come nei giudizi  e nei confronti non sempre la distinzione tra visioni il più larghe possibili e gusti personali/gap generazionale è facilmente praticabile. Anche in persone che hanno letto molto del fumetto Disney i secondi potrebbero prevalere sui primi, magari inconsciamente, senza accorgercene. Più difficile avvenga il contrario, come auspicherebbe Doppio Segreto. Anche perché un po' tutti noi  ecc. :))

                              Caro Cornelius tu sei una perla di saggezza, sei l'esatto ponte fra una generazione e l'altra! ;) :D
                              Ma, allora, che dobbiamo fare ? Possiamo sempre restare ancorati ai "tempi d'oro" (qualora li inquadrassimo con effettiva certezza..) ? Io dico semplicemente la mia per come la vivo.... Leggo le storie e le affronto con leggerezza e spensieratezza.  Doppiosegreto, anche se non sono all'altezza di farlo, ti lascio un umile consiglio. O almeno come affronto io, oggigiorno, il fumetto. Leggo Topolino settimanale e i periodici Disney e cerco di divertirmi. Che non significa semplicemente ridere ma passare bei momenti. Se trovo storie come quella di Casty, come quella di Salvagnini ed altre allora passo ad un livello di soddisfazione superiore. Ma, qualora non trovo le "emozioni" che desidero trovare in quel dato momento, chiudo il Topo e mi leggo ad esempio "Il lungo Halloween di Batman" e lì ritrovo ciò che desidero. D'altronde il fumetto, anche per noi appassionati disneyani, non si limita solo ai Topi ed ai Paperi. Ma c'è un mondo vasto che aspetta solo di accoglierci  :D

                              Caro Luciano, non sto scherzando: confesso che ti invidio e che invidio le persone come te! Se questo è lo spirito che hai in tutte le cose della tua vita, la vita è fatta per te! Ti ringrazio del consiglio anche se so che non lo metterò in pratica perché il mio carattere non me lo consente su questo come su tutto ... ma tu, dai retta al nonno, mantieniti così! :) SmOld
                              Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                                Io penso che le cose siano molto ma ... molto più complesse e che ridurre tutte le responsabilità delle censure - che non sono certo, fra l'altro, iniziate trent'anni fa - a fattori esterni alla logica Disney, riguardando soprattutto, genitori pedagogisti educatori, avvocati ... sia molto sbagliato. 
                                Io, invece, penso che il punto sia esattamente questo! Pazienza, opinioni diverse...
                                Se me lo concedi, sempre che tu non l'abbia già letto, ti consigliere di leggere il libro di cui parlo nel mio intervento iniziale. Lì ti potrai fare un'idea abbastanza precisa di come sono nate molte censure e, soprattutto, da chi veramente sono state ispirate. Non costa molto ed è molto istruttivo. Se lo leggerai e se vorrai, magari ne riparleremo di questo argomento. :)  Ovviamente il libro mi permetto di consigliarlo a chiunque non l'abbia letto. 8)
                                Ehm... devo ammettere che non solo ce l'ho, ma l'ho pure letto... solo che non me lo ricordo per niente! ???
                                Ho una vaga reminescenza che non ero d'accordo con alcune conclusioni dell'autore, e forse si tratta proprio di tutto questo discorso...
                                Vabbe', quando avrò tempo, mi toccherà rileggerlo! ;)
                                Io son nomato Pippo e son poeta
                                Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                                Verso un'oscura e dolorosa meta

                                 

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