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Topolino Fuoriserie 3 - PK: Danger Dome - Recensione di Manuel Crispo

Gilda Policastro una volta ha scritto: «La critica mostra ma non dimostra». E così, in un’epoca in cui ogni opera dell’ingegno umano sembra essere destinata ineluttabilmente a qualche forma di processo pubblico più o meno ragionato, non è inutile considerare come non esista formula chimica o procedimento alchemico in grado di dimostrare che i difetti percepiti in una determinata storia siano realmente tali. Il giudizio critico si basa su una serie di convenzioni estetiche storicamente determinate. Un incompreso Marcel Proust, snobbato dagli intellettuali del tempo, si abbassò a pubblicare la Recherche a proprie spese. Se Roberto Gagnor, sceneggiatore torinese classe 1977, sia un novello Proust, solo il tempo saprà dircelo. Famoso per aver dotato Brigitta di un alter-ego supereroistico e per parodie come Quacklight e Topolino e il ritorno alla Dolce Vita, complici anche gli studi effettuati in campo cinematografico, lo stile di Gagnor si è sempre distinto per un umorismo “televisivo”, eroicomico e carnevalesco, ricco di citazioni, antifrasi e modi di dire mutuati da certa serialità teen alla CW: a prima vista non proprio l’ideale per l’ennesimo re-start di PK, personaggio che negli anni Novanta fu al centro di una piccola rivoluzione in termini di linguaggio fumettistico in casa Disney Italia. In questi mesi di polemiche furibonde, innescatesi in seguito alla pubblicazione del primo episodio di questo nuovo rilancio pikappico, Un nuovo eroe, si sono spesi fiumi di parole nel tentativo di definire una formula, un ingrediente magico che circoscriva l’essenza di PK. C’è stato chi ha parlato di serietà e di grandi temi; chi di comprimari dalla grande profondità psicologica; chi di rottura della gabbia disneyana, con vignette allungate moderne e inquietanti; chi ha giustamente puntato i riflettori sul maestoso worldbuilding, sulla pianificazione certosina, sulla sapiente integrazione delle citazioni (un esempio per tutti, il lungo rifacimento presente in Terremoto di Francesco Artibani della famosa tavola di Steve Canyon analizzata da Umberto Eco nel suo saggio Apocalittici e integrati) all’interno del narrato. Hanno tutti ragione. Ineluttabilmente, non esiste distillatore in grado di separare l’essenziale dall’accessorio nella complessa formula estetico-narrativa del vecchio PK. Certo molti lettori, nel corso della miniserie PKNE pubblicata sulle pagine di Topolino fra il 2014 e il 2018, hanno lamentato la mancanza di un certo “qualcosa”. Tanti, me compreso, hanno invocato maggiore indipendenza editoriale rispetto al settimanale, e questa indipendenza è arrivata nel 2019 con Un nuovo eroe, primo di una serie di cartonati alla francese da una cinquantina di pagine l’uno. Di PK, evroniani e larvali comprimari Un nuovo eroe non ha avuto l’accoglienza critica che forse i suoi autori si attendevano. A farne le spese è stato soprattutto Alberto Lavoradori, già colonna portante del vecchio PKNA, i cui disegni insolitamente poco curati hanno attirato critiche feroci – a tratti davvero eccessive. Molti lettori delusi, stuzzicati anche dal cambio di disegnatore in corsa, attendevano il seguito della vicenda per poter fare un primo (ineluttabile) bilancio sulla nuova miniserie pikappica. Il seguito si intitola Danger Dome ed è stato pubblicato nel maggio di quest’anno avaro di fiere, in una specie di ovattato silenzio mediatico. Come già il suo predecessore, questo nuovo volume vanta una copertina realizzata da Andrea Freccero e Max Monteduro, interessante nel tratto e nel colore ma sempre stranamente fuori posto, statica, nella quale la tempoliziotta Lyla Lay occupa incomprensibilmente uno spazio di rilievo. Ai disegni della storia la new entry Roberto Vian, artista mestrino classe 1965 che ha raccolto il testimone del veterano Lavoradori mostrando un tratto e una sensibilità compositiva che non avrebbero sfigurato sulle pagine del vecchio PKNA. La vicenda, ancora una volta suddivisa in due tempi, riparte da PK e l’alieno insettoide Derrick in fuga dalla macchina qui rinominata Danger Dome, veicolo cingolato debitore del celebre Tarkus che dal 1971 campeggia sulla copertina dell’omonimo disco degli Emerson, Lake & Palmer. Non ci è dato sapere quando il malvagio evroniano rinnegato Tuiroon si sia intrufolato nel Danger Dome dato che sul finale di Un nuovo eroe si trovava a bordo di una astronave dal riconoscibile design evroniano. Veniamo informati che il Danger Dome è di fatto un veicolo privato appartenente allo stesso Tuiroon, il che collima poco (per ciò che sappiamo del popolo evroniano) con il suo aspetto da “armadillo corazzato”. Perdersi PK e Derrick vengono catturati dai Decimator, fuggono, si avvicinano emotivamente, mentre Lyla, un insolito Uno in versione “crapa fluttuante” e i membri dei cosiddetti PKorps si lanciano nei deserti del pianeta Shikaar per salvare l’eroe dalla furia di Tuiroon. Fra una scazzottata e una corsa su zoomorfiche motociclette corazzate, Gagnor e Vian ci trasportano in un’avventura frenetica che presenta due degli errori di scrittura tipici degli sceneggiatori alle prime armi: un profluvio di situazioni e personaggi poco approfonditi compressi in uno spazio esiguo (il che rende indecifrabili molti passaggi della vicenda, complici anche le numerose incongruenze fra questo episodio e il precedente) e allo stesso tempo una macro-trama semplicistica e banale, che nella sua essenza ricorda in più punti cose già viste e sperimentate. Il cliffhanger con cui si conclude questo quarto tempo della saga di Gagnor è sufficiente a far tremare i polsi di ogni Pker che nutra ancora un briciolo di amore per questo bistrattato universo narrativo. Tante le domande che questo volume lascia senza risposta. Perché Tuiroon viaggia su una base mobile a forma di roditore terrestre? Che fine fanno i vestiti di Derrick quando si trasforma in larva, e a che serviva regredire per colpire il Decimator? Perché mai, su una base evroniana, dovrebbe esserci una sala chiamata Makgupheen? Quando mai i veicoli evroniani hanno avuto le ruote? Da quando Uno è in grado di trasportarsi fisicamente ovunque voglia? Che cosa accade esattamente nella cella anti-evasione? Cosa esattamente fa esplodere PK alla fine dello scontro con Tuiroon? Quand’è che Lyla ha cominciato a parlare come una galeotta appena uscita da un regime di carcere duro? Interrogato in merito alle evidenti dissonanze stilistiche fra il suo PK e quello che tutti i Pkers hanno imparato a conoscere nell’arco di più di vent’anni, Roberto Gagnor ha fornito un blocco di motivazioni oscillanti fra la legittima ricerca di una propria voce autoriale e un malcelato disinteresse per il worldbuilding pikappico. Danger Dome appare costruita su un misto di automatismi di scrittura, comprimari dalla profondità del cartone e battute “alla Marvel” che sovente finiscono col cedere all’assertività per colmare buchi narrativi generati dallo scarso spazio e da una cattiva gestione vettoriale della pagina. Le pur belle tavole di Vian si trovano spesso a soffocare, compresse fra i mille avvenimenti che lo sceneggiatore torinese si è imposto di infilare a forza in una avventura che ineluttabilmente finisce col collassare sotto il peso di un’architettura insicura. Fra una vignetta e l’altra si aprono vasti crateri di senso. Il frenetico storytelling gagnoriano si ribella a tal punto al concetto di sequenzialità dell’azione che in più momenti sembra di trovarsi di fronte una sorta di proto-fumetto, un fortunato superstite dell’epoca di Will Eisner. Gagnor ha affermato di essersi ispirato, per la sua storia di fughe e inseguimenti, ai film americani “alla Mad Max”, dimenticando forse che quei film problematizzavano la violenza e l’istinto di sopravvivenza dell’uomo. A me appare evidente come Danger Dome non problematizzi alcunché, e non esponga nulla se non il proprio carnascialesco vuoto di idee e di cuore. Ma non posso dimostrarvelo.

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Topolino Fuoriserie 2 - PK Danger Dome di Roberto Gagnor e Roberto Vian

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V
Dittatore di Saturno
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    Be', questo è un altro discorso: è un parere critico, e ci sta, eccome. L'avevi solo espresso in un modo (o forse l'ho letto io così) che lasciava intendere che mettessi i personaggi "a c... di cane". E dato che alcuni danno per scontato che io scriva in questo modo, e che così non è, la cosa chiaramente non mi lascia indifferente.
    Però, seriamente: grazie a te per il confronto!

    Per risponderti: il mio piano si gioca su più storie. Quindi i PK Corps avranno un ruolo eccome! È vero che qui sono meno in risalto, ma, di nuovo: la mia idea è di portarli in primo piano nei prossimi numeri.

    Il mio commento "a c... di cane" si riferiva dal minuto 27.18 della live, in cui Vian ci dice che "il risultato ottenuto alla fine, non lo si conosceva all'inizio". A me ha dato l'idea di una certa confusione, che secondo me si riflette nella storia, piuttosto confusionaria a mio parere.

    Vedremo la continuazione, ma con il materiale che ho al momento questi sono i miei dubbi.
    Quando hai capito che è tutto uno scherzo, essere Il Comico è l'unica cosa sensata.
    Watchmen, Alan Moore and Dave Gibbons

    Disney Compendium Floyd Gottfredson: http://www.ilsollazzo.com/c/disney/lista/fumetti-gottfredson

    Il mio mercatino: https://www.papersera.net/forum/index.php/topic,6635.0.html

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    Flash X
    Cugino di Alf

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      Premessa: questo post non c'entra nulla con la discussione che si è venuta a creare tra Gagnor e gli utenti. In realtà non so neanche se sia il topic più adatto, quindi nel caso in cui fossi totalmente fuori topic, scusatemi: il fatto è che volevo mettere il post in una sorta di PK discussione generale, ma ho visto che c'è PKNA discussione generale, PK2 discussione generale e PKNE discussione generale e ciò che voglio dire non ne riguarda una in specifico.
      In sostanza ho 2 perplessità sul lasso di tempo passato tra PK2 e PKNE (tra l'altro può essere che già siano state affrontate in dei topic, però io non lo so):
      1) Che fine ha fatto il lavoro di "polizia" di Paperino nella sua vita privata e che fine ha fatto Lyo? Questa cosa a partire da Potere e Potenza non viene spiegata...;
      2) Com'è possibile che in più di 10 anni (e il tempo è preciso nella saga di PK, come giustamente ha fatto notare Obermeister) Qui Quo e Qua non siano cresciuti, ma sono sempre dei bambini/adolescenti? So che ovviamente i personaggi Disney non crescono mai, ma è comunque bizzarro che mi viene specificato che sia passato così tanto tempo e poi le età non tornano. La soluzione secondo me non sarebbe stata quella di far crescere i nipotini (sarebbe insensato e nessuno lo vorrebbe), ma non specificare qual è stato quel lasso di tempo.
      Queste sono delle mie osservazioni, anche se forse può sembrare un po' tardi porle, considerando che ora come ora ci ritroviamo in tutt'altra epoca di PK, con le nuove storie di Gagnor.
      « Ultima modifica: Lunedì 18 Mag 2020, 18:10:32 da Flash X »

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      el_pikappa
      Diabolico Vendicatore

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        Preferisco le storie più terrene e psicologiche di PK, quelle meno fantascientifiche, infatti PK2 per me era oro [...]
        PS: Uno vola lontano dalla Ducklair Tower? Tragedia, interruzione della continuity, non canon? In PKNA30, "Fase due", Uno trasferisce il proprio io in un razzetto per avvicinarsi ad un'astronave evroniana nello spazio aperto; "PK - Potere e Potenza", Everett riattiva Uno in qualche angolo sperduto dell'universo, di certo non sulla Terra; "PK - Il marchio di Moldrock", Uno e Everett atterrano sulla Terra, Uno nella sua palla, nessuna spiegazione; senza contare Uno che si sgancia dalla Tower per fondersi con Due e risiedere per sempre in Odin. A volte è stato raccontato nei minimi dettagli, altre volte hanno lasciato a noi l'interpretazione della meccanica. Ma non è la prima volta che accade. Senza contare che la serie di PK è forse l'unica che tiene conto dell'avanzare del tempo, nel ciclo di Artibani ci sono un sacco di riferimenti al tempo che è passato da PK2. E' anche possibile che, con una rinata inventiva e il passare del tempo, Everett abbia fatto in modo che Uno se ne stia per conto proprio, vada e venga dalla Ducklair Tower, che abbia spettri di connessione più estesi. No?  ;)

        ORO per i mie occhi

          Preferisco le storie più terrene e psicologiche di PK, quelle meno fantascientifiche, infatti PK2 per me era oro [...]
          PS: Uno vola lontano dalla Ducklair Tower? Tragedia, interruzione della continuity, non canon? In PKNA30, "Fase due", Uno trasferisce il proprio io in un razzetto per avvicinarsi ad un'astronave evroniana nello spazio aperto; "PK - Potere e Potenza", Everett riattiva Uno in qualche angolo sperduto dell'universo, di certo non sulla Terra; "PK - Il marchio di Moldrock", Uno e Everett atterrano sulla Terra, Uno nella sua palla, nessuna spiegazione; senza contare Uno che si sgancia dalla Tower per fondersi con Due e risiedere per sempre in Odin. A volte è stato raccontato nei minimi dettagli, altre volte hanno lasciato a noi l'interpretazione della meccanica. Ma non è la prima volta che accade.
          ORO per i mie occhi
          Mi sa che hai frainteso un tantino il problema che stiamo lamentando: non è il semplice fatto che Uno si muove, ma il COME questo viene allestito. Fase Due è esattamente l'esempio giusto per far capire come si sarebbe dovuto fare e di cosa stiamo parlando. Dare una spiegazione di come in quel caso riesce a farlo, (il razzetto, di cui tra l'altro erano anche narrate le caratteristiche e funzionamenti nella rubrica di tecnobubbole abitualmente inserita a fine storia), integrare l'espediente narrativo nella trama ed evitare così di rompere le regole stabilite, sono appunto le cose che quella storia fa e questa run no. Se fosse stata scritta come UNE e DD, avrebbe probabilmente avuto Uno che si teletrasporta randomicamente nell'astronave evroniana o magari fluttua nella sua bolla nello spazio per arrivarci.
          Infatti è proprio il fatto che i vari momenti elencati esistono e sono parte fondamentale i pk il motivo per cui i fan se la sono presa tanto a sto giro per "il canon rotto" e l'hanno usato come simbolo del problema generale che affligge le storie in generale.
          « Ultima modifica: Lunedì 18 Mag 2020, 19:18:46 da Franz Manuzzi »

            Vorrei a tal proposito fare un esperimento: guardiamo la situazione dalla prospettiva inversa, facciamo che in questo "nuovo pk" le spiegazioni scientifiche, le "tecnobubbole" e il verosimilismo degli espedienti narrativi tecnologici e logistici sono effettivamente meno prioritari e non importanti ai fini della narrazione, stiamo al gioco. Leggiamo queste storie, poi andiamo a riprenderci i vecchi numeri di PKNA, PK2 etc. A questo punto la loro rilettura diventa un'esperienza ridicola: l'ossessivo soffermarsi sugli elementi fantascientifici e le loro spiegazioni, la verosimilità che appesantisce la narrazione e la ancora a cavilli e limitazioni che ora abbiamo scoperto essere inutili: è totalmente assurdo che in queste situazioni i personaggi abbiano difficoltà con il connettersi a luoghi lontani, le limitazioni dei loro strumenti, le logistiche di trasporto, su cui tra l'altro si basano così tante trame, visto che, a quanto pare, potrebbero semplicemente teletrasportarsi nello spaziotempo come, dove e quando vogliono e tutte queste cose non hanno mai avuto valore ne per la narrazione ne per il tono del fumetto.
            « Ultima modifica: Lunedì 18 Mag 2020, 20:10:32 da Franz Manuzzi »

              Buonasera a tutti, irrompo nell'accesa discussione per segnalarvi un segreto della storia di cui non ho letto da nessuna parte: é possibile decifrare le "iscrizioni arcaiche" di pagina 5 e 19, metto la soluzione che ho trovato sotto spoiler per chi volesse arrivarci da solo:
              Spoiler: mostra
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              SPAZIO
               TEMPO
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              O   F
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              Pagina 19:
              LERA DI EVRON STA
              ARRIVANDO

                Oh... bravo! :-)

                *

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                  Buonasera a tutti, irrompo nell'accesa discussione per segnalarvi un segreto della storia di cui non ho letto da nessuna parte: é possibile decifrare le "iscrizioni arcaiche" di pagina 5 e 19, metto la soluzione che ho trovato sotto spoiler per chi volesse arrivarci da solo:
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                  LERA DI EVRON STA
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                  Grazie mille per lo sbattimento di aver tradotto per noi! Mi permetto allora di estrapolare un comodo alfabeto Evrongagnorvian / Italiano, che allego.

                  Arrivati a questo punto, dopo aver fatto girare qualche ingranaggio ipotizzo che:
                  - il mega stego-niano di pietra che va a trovare Tuiroon nella tavola iniziale, sia un suo antenato lontano di un ceppo/razza "prototipale" degli evroniani che noi conosciamo
                  - questa razza viene dal "modello" alfa delle spore evroniane
                  - tale razza non andando a genio ad Evron è stata bandita, motivando il livore di Tuiroon nei confronti del popolo viola
                  - Tuiroon pian piano sta mutando nel ceppo originale, dato che inizia a parlare dal corpo del soldato (segno che lo ha "inglobato" a se?) etc etc

                  In tutto questo ovviamente mi sfugge il coinvolgimento del preistorico "papero bianco molto umano e poco alieno" Ur-Evron. Vedremo.
                  « Ultima modifica: Lunedì 18 Mag 2020, 21:19:04 da Kraven »
                  "Puoi scommerci stupido soldatino. Lui è stato geneticamente creato per cacciare..."

                  *

                  Vito65
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                    1) Che fine ha fatto il lavoro di "polizia" di Paperino nella sua vita privata e che fine ha fatto Lyo? Questa cosa a partire da Potere e Potenza non viene spiegata...;
                    2) Com'è possibile che in più di 10 anni (e il tempo è preciso nella saga di PK, come giustamente ha fatto notare Obermeister) Qui Quo e Qua non siano cresciuti, ma sono sempre dei bambini/adolescenti? So che ovviamente i personaggi Disney non crescono mai, ma è comunque bizzarro che mi viene specificato che sia passato così tanto tempo e poi le età non tornano. La soluzione secondo me non sarebbe stata quella di far crescere i nipotini (sarebbe insensato e nessuno lo vorrebbe), ma non specificare qual è stato quel lasso di tempo.
                    Queste sono delle mie osservazioni, anche se forse può sembrare un po' tardi porle, considerando che ora come ora ci ritroviamo in tutt'altra epoca di PK, con le nuove storie di Gagnor.
                    1) Come hai notato, questi particolari non sono stati presi in considerazione. Possiamo solo pensare che Paperino non abbia mantenuto l'impiego presso la Star Cop. Riguardo a Lyo, è un personaggio che è stato abbandonato. Peccato, aveva un suo perchè. Probabilmente al di fuori dell'ambientazione di Pk2, dove fungeva da spalla per Pk (una specie di Archimede Pitagorico), non avrebbe avuto una sua collocazione: in Potere e potenza infatti, Pk viene affiancato da una nuova evolutissima Intelligenza Artificiale, e si creano le premesse per il ritorno di Uno, quindi un assistente dalle caratteristiche così "artigianali" non avrebbe avuto senso.
                    2) Qui, quo e qua sono gli unici personaggi per i quali è estremamente evidente che il tempo non passa: addirittura, se hai letto TimeCrime, avrai notato, in maniera ancor più palese, che il Pk del XX secolo e il Paperino del XXI secolo ne parlano considerandoli entrambi bambini/adolescenti: addirittura, dopo venti anni, sarebbero ancora in età da gita scolastica! E poi, se si considera il finale della stessa storia, dopo Paperino e nipotini vengono ripresentati cinquant'anni prima, a Villa Rosa...

                      Mi sono sempre fatto anch'io domande su Lyo e sulla Star Cop. Non mi rassegno a lasciar cadere. Magari un giorno qualche autore, vecchio o nuovo che sia, ce lo raccontera'. Anche perche' a Lyo erano legati alcuni misteri mai svelati.

                        Mi sa che hai frainteso un tantino il problema che stiamo lamentando: non è il semplice fatto che Uno si muove, ma il COME questo viene allestito. Fase Due è esattamente l'esempio giusto per far capire come si sarebbe dovuto fare e di cosa stiamo parlando. Dare una spiegazione di come in quel caso riesce a farlo, (il razzetto, di cui tra l'altro erano anche narrate le caratteristiche e funzionamenti nella rubrica di tecnobubbole abitualmente inserita a fine storia), integrare l'espediente narrativo nella trama ed evitare così di rompere le regole stabilite, sono appunto le cose che quella storia fa e questa run no.
                        Mi dispiace contraddirti, ma sono andato a riprendere l'albo ieri per parlarne correttamente, e ho ricontrollato ora. In "Fase due", proprio all'interno della storia, non viene spiegato nulla di come Uno riesca a trasferirsi nel razzetto. Vengono poi spese due pagine scritte fitte fitte nella rubrica apposita per descriverci tutte le varie funzionalità. Ma davvero la colpa di ciò quindi è da imputarsi allo sceneggiatore della storia? Per come la vedo io, Sisti allora e Gagnor oggi avevano bisogno di spostare Uno, e l'hanno fatto senza spiegare niente all'interno della propria storia. Poi l'albo che conteneva le storie di PK allora era un qualcosa di magico, conteneva storia principale, secondaria, posta, inserti, rubriche... Oggi ci ritroviamo ad avere un cartonatino con la sola storia e basta. Ma non credo proprio che Gagnor abbia potere decisionale in questo! E cosa dovrebbe fare lui quindi? Opzione 1: Spiegazione super dettagliata all'interno della storia; si tolgono vignette che possono essere usate diversamente (e già l'azione è molto frenetica!) e si sospende la narrazione. Opzione 2: tecnobubbola sbrigativa; avrebbe secondo me fatto peggio dell'opzione 3. Opzione 3: lascia perdere la questione, qualcuno non lo noterà e quindi ok, qualcuno lo noterà e potrà darsi una spiegazione.
                        Poi la smetto di fare l'avvocato di Gagnor (a meno che non voglia iniziare a finanziarmi  8) ), ma quando qualcosa ci stride in una storia, pensiamo anche a quali erano le altre opzioni di sceneggiatura che si sarebbero potute tirare in ballo e se erano applicabili.
                        Poi oh, sarò io, ma, quando ho visto Uno svolazzare nella palla, la prima cosa che la mia mente ha pensato è che fosse tornato dall'esilio di Everett di molto potenziato, e quindi sono passato avanti senza starci a ripensare.

                        é possibile decifrare le "iscrizioni arcaiche" di pagina 5 e 19
                        :minishock: Come hai fatto a tradurle?? Mi sono perso qualcosa io??

                        1) Che fine ha fatto il lavoro di "polizia" di Paperino nella sua vita privata e che fine ha fatto Lyo? Questa cosa a partire da Potere e Potenza non viene spiegata...;
                        2) Com'è possibile che in più di 10 anni (e il tempo è preciso nella saga di PK, come giustamente ha fatto notare Obermeister) Qui Quo e Qua non siano cresciuti, ma sono sempre dei bambini/adolescenti? So che ovviamente i personaggi Disney non crescono mai, ma è comunque bizzarro che mi viene specificato che sia passato così tanto tempo e poi le età non tornano. La soluzione secondo me non sarebbe stata quella di far crescere i nipotini (sarebbe insensato e nessuno lo vorrebbe), ma non specificare qual è stato quel lasso di tempo.
                        Anche a me manca Lyo  :( Spero che qualcuno lo riprenda in storie successive!
                        Per quanto riguarda l'età dei personaggi Disney invece, lì bisogna mettere in atto una sospensione dell'incredulità fuori misura, senza la quale però non si potrebbe godere di nessun fumetto che si protrae così a lungo nel tempo, che siano Disney, Marvel, DC o simili. Secondo me ha affrontato molto bene l'argomento Artibani in "Timecrime", come già esposto da Vito65: la storia finisce con
                        Spoiler: mostra
                        lo scudo Extransformer che finisce nel XX secolo, proprio quando Paperino e nipoti stanno per visitare Villa Rosa, e viene ritrovato da Jay J, Head H e Gizmo visibilmente più giovani rispetto alle storie attuali di DD.
                        Abbiamo così dei personaggi chiaramente invecchiati nel tempo che si affiancano ai personaggi principali, immutabili, della Disney. Artibani, e Mottura alle matite, sono riusciti con quelle due tavole a passare il messaggio che tutto questo è un grande gioco, cercare una "soluzione" in ciò non porta da nessuna parte e ci si può anche scherzare sopra!
                        « Ultima modifica: Martedì 19 Mag 2020, 12:28:01 da Obermeister »

                          @Obermeister, una piccola correzione: Danger Dome viene pubblicizzato a pagina 71 di Topolino 3364. Niente da dire sullo scarso marketing in altri lidi, ma sul settimanale viene pubblicizzato come gli altri albi, forse ti è sfuggita quella pagina.

                          Per quanto riguarda il resto del tuo discorso sono totalmente d'accordo.
                          Sarebbe proprio il colmo se la più alta forma di tecnologia del pianeta Terra e non solo non trovasse il modo per migliorarsi e potenziarsi!
                          If you can dream it, you can do it.

                            Mi sa che hai frainteso un tantino il problema che stiamo lamentando: non è il semplice fatto che Uno si muove, ma il COME questo viene allestito. Fase Due è esattamente l'esempio giusto per far capire come si sarebbe dovuto fare e di cosa stiamo parlando. Dare una spiegazione di come in quel caso riesce a farlo, (il razzetto, di cui tra l'altro erano anche narrate le caratteristiche e funzionamenti nella rubrica di tecnobubbole abitualmente inserita a fine storia), integrare l'espediente narrativo nella trama ed evitare così di rompere le regole stabilite, sono appunto le cose che quella storia fa e questa run no.
                            Mi dispiace contraddirti, ma sono andato a riprendere l'albo ieri per parlarne correttamente, e ho ricontrollato ora. In "Fase due", proprio all'interno della storia, non viene spiegato nulla di come Uno riesca a trasferirsi nel razzetto.
                            Guarda che QUELLA era la spiegazione. Il razzetto.
                            Ma ripeto, è solo un esempio come tanti, non è l'unico caso. Possiamo anche tornare a UNE e chiederci come fa Uno, che in PKNA 1 consuma le sue risorse al massimo facendo una fatica incredibile per connettersi solo a Venere all'interno del nostro sistema solare, a "setacciare lo spazio-tempo" dell'universo tutto anche attraverso le epoche come se nulla fosse. O come faccia il segnale dell'extransformer a viaggiare per il tempo e per lo spazio .
                            « Ultima modifica: Martedì 19 Mag 2020, 14:31:02 da Franz Manuzzi »

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                            Kraven
                            Evroniano
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                              In "Fase due", proprio all'interno della storia, non viene spiegato nulla di come Uno riesca a trasferirsi nel razzetto. Vengono poi spese due pagine scritte fitte fitte nella rubrica apposita per descriverci tutte le varie funzionalità. Per come la vedo io, Sisti allora e Gagnor oggi avevano bisogno di spostare Uno, e l'hanno fatto senza spiegare niente all'interno della propria storia.
                              Ti fermo subito. In FASE DUE non c'è stato nessuno spieghino perchè vedi con i tuoi occhi tramite poche vignette la sequenza:
                              1) Pagina 46. UNO dice "inizio la procedura di trasferimento" e parte per lo spazio sul razzo (quindi è facilissimo dedurre che contenga dei banchi di memoria!).
                              2) Pagina 47. PK torna alla DT e Uno non è più lì ad accoglierlo.
                              4) Pagina 60: Uno dice che tornerà sulla Terra sfruttando i ripetitori delle varie astronavi Evroniane in orbita, indicando chiaramente a Due "Io so dove trovare banchi di memoria pronti a ricevere la mia intera personalità" (ovvero la Ducklair Tower).

                              E non servono le pagine extra in questo caso, è la storia stessa che ti mostra chiaramente che Uno per muoversi nello spazio debba portarsi appresso dei banchi di memoria o sfruttare una serie di rimbalzi tra altre apparecchiature, per giungere comunque al fine ultimo di trovare abbastanza memoria da contenerlo.

                              Sisti ha aggirato il problema con tre vignette di numero, e stessa cosa si sarebbe potuta fare ora. Non servono 2 pagine di redazionali, o 2 pagine di storia "rubata".

                              E vi dirò, la cosa più facile in assoluto avrebbe richiesto per me un paio di vignette al massimo:
                              PK: "Uno ma come hai fatto a teletrasportarti qui? credevo non ti potessi muovere dalla DT!"
                              Lyla tira fuori una simil-pennetta usb e replica: "il tuo sferico amico è stato solo parzialmente caricato in questo mio supporto del 23°secolo. tanto ci bastava per avere sul campo un altro illustre sintetico a darci una mano!"

                              Uno è una intelligenza artificiale che proietta la sua immagine o dentro una bolla di vetro, oppure tridimensionalmente (vedi sempre FASE DUE quando esce dalla cornetta del telefono di Paperino, sfruttando la fibra ottica). NON è una sfera di energia che va a zonzo per la galassia. Ripeto, posso accettare (come scritto poco sopra) che abbia caricato una sub-routine di sè in un accrocchio sempre in mano a Lyla, e quella che vediamo è sempre una proiezione olografica.

                              Il punto della critica di tutti i vecchi mantelli è che OK una naturale evoluzione tecnologica, ma questa deve essere coerente e che non cancelli storie passate. Gagnor in live ha detto che quelle storie belle rimangono, ma LE PARTI E IL TUTTO invece continua ad essere calpestata per una bazzecola del genere semplicemente perchè NON SPIEGATA (o mostrata come scritto poco sopra).

                              Certo poi vedo a pagina 38 che addirittura spara raggi fotonici dalla bolla, per colpire un Decimator..  :ill:


                              Citazione da: Obermeister
                              :minishock: Come hai fatto a tradurle?? Mi sono perso qualcosa io??
                              Le vocali A E I O sono il simbolo di Evron orientato verso i punti cardinali nord sud ovest ed est. Penso che poi il resto sia stato trovato a intuito anche verificando le lettere doppie etc etc etc. Ottimo lavoro.(certo ora mia viene da chiedermi.. e la U come l'avrebbero fatta? a Nord-est? ahah)
                              "Puoi scommerci stupido soldatino. Lui è stato geneticamente creato per cacciare..."

                                :minishock: Come hai fatto a tradurle?? Mi sono perso qualcosa io??

                                In questo caso la strategia vincente é stata identificare i simboli che potessero essere vocali sapendo che in italiano sono le lettere più frequenti e che la maggior parte delle parole termina con una di esse, il passo decisivo é stato indovinare una parola nel testo cifrato che probabilmente terminava con una consonante.
                                « Ultima modifica: Martedì 19 Mag 2020, 13:53:23 da Mr. Verne »

                                 

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