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Topolino Fuoriserie 3 - PK: Danger Dome - Recensione di Manuel Crispo

Gilda Policastro una volta ha scritto: «La critica mostra ma non dimostra». E così, in un’epoca in cui ogni opera dell’ingegno umano sembra essere destinata ineluttabilmente a qualche forma di processo pubblico più o meno ragionato, non è inutile considerare come non esista formula chimica o procedimento alchemico in grado di dimostrare che i difetti percepiti in una determinata storia siano realmente tali. Il giudizio critico si basa su una serie di convenzioni estetiche storicamente determinate. Un incompreso Marcel Proust, snobbato dagli intellettuali del tempo, si abbassò a pubblicare la Recherche a proprie spese. Se Roberto Gagnor, sceneggiatore torinese classe 1977, sia un novello Proust, solo il tempo saprà dircelo. Famoso per aver dotato Brigitta di un alter-ego supereroistico e per parodie come Quacklight e Topolino e il ritorno alla Dolce Vita, complici anche gli studi effettuati in campo cinematografico, lo stile di Gagnor si è sempre distinto per un umorismo “televisivo”, eroicomico e carnevalesco, ricco di citazioni, antifrasi e modi di dire mutuati da certa serialità teen alla CW: a prima vista non proprio l’ideale per l’ennesimo re-start di PK, personaggio che negli anni Novanta fu al centro di una piccola rivoluzione in termini di linguaggio fumettistico in casa Disney Italia. In questi mesi di polemiche furibonde, innescatesi in seguito alla pubblicazione del primo episodio di questo nuovo rilancio pikappico, Un nuovo eroe, si sono spesi fiumi di parole nel tentativo di definire una formula, un ingrediente magico che circoscriva l’essenza di PK. C’è stato chi ha parlato di serietà e di grandi temi; chi di comprimari dalla grande profondità psicologica; chi di rottura della gabbia disneyana, con vignette allungate moderne e inquietanti; chi ha giustamente puntato i riflettori sul maestoso worldbuilding, sulla pianificazione certosina, sulla sapiente integrazione delle citazioni (un esempio per tutti, il lungo rifacimento presente in Terremoto di Francesco Artibani della famosa tavola di Steve Canyon analizzata da Umberto Eco nel suo saggio Apocalittici e integrati) all’interno del narrato. Hanno tutti ragione. Ineluttabilmente, non esiste distillatore in grado di separare l’essenziale dall’accessorio nella complessa formula estetico-narrativa del vecchio PK. Certo molti lettori, nel corso della miniserie PKNE pubblicata sulle pagine di Topolino fra il 2014 e il 2018, hanno lamentato la mancanza di un certo “qualcosa”. Tanti, me compreso, hanno invocato maggiore indipendenza editoriale rispetto al settimanale, e questa indipendenza è arrivata nel 2019 con Un nuovo eroe, primo di una serie di cartonati alla francese da una cinquantina di pagine l’uno. Di PK, evroniani e larvali comprimari Un nuovo eroe non ha avuto l’accoglienza critica che forse i suoi autori si attendevano. A farne le spese è stato soprattutto Alberto Lavoradori, già colonna portante del vecchio PKNA, i cui disegni insolitamente poco curati hanno attirato critiche feroci – a tratti davvero eccessive. Molti lettori delusi, stuzzicati anche dal cambio di disegnatore in corsa, attendevano il seguito della vicenda per poter fare un primo (ineluttabile) bilancio sulla nuova miniserie pikappica. Il seguito si intitola Danger Dome ed è stato pubblicato nel maggio di quest’anno avaro di fiere, in una specie di ovattato silenzio mediatico. Come già il suo predecessore, questo nuovo volume vanta una copertina realizzata da Andrea Freccero e Max Monteduro, interessante nel tratto e nel colore ma sempre stranamente fuori posto, statica, nella quale la tempoliziotta Lyla Lay occupa incomprensibilmente uno spazio di rilievo. Ai disegni della storia la new entry Roberto Vian, artista mestrino classe 1965 che ha raccolto il testimone del veterano Lavoradori mostrando un tratto e una sensibilità compositiva che non avrebbero sfigurato sulle pagine del vecchio PKNA. La vicenda, ancora una volta suddivisa in due tempi, riparte da PK e l’alieno insettoide Derrick in fuga dalla macchina qui rinominata Danger Dome, veicolo cingolato debitore del celebre Tarkus che dal 1971 campeggia sulla copertina dell’omonimo disco degli Emerson, Lake & Palmer. Non ci è dato sapere quando il malvagio evroniano rinnegato Tuiroon si sia intrufolato nel Danger Dome dato che sul finale di Un nuovo eroe si trovava a bordo di una astronave dal riconoscibile design evroniano. Veniamo informati che il Danger Dome è di fatto un veicolo privato appartenente allo stesso Tuiroon, il che collima poco (per ciò che sappiamo del popolo evroniano) con il suo aspetto da “armadillo corazzato”. Perdersi PK e Derrick vengono catturati dai Decimator, fuggono, si avvicinano emotivamente, mentre Lyla, un insolito Uno in versione “crapa fluttuante” e i membri dei cosiddetti PKorps si lanciano nei deserti del pianeta Shikaar per salvare l’eroe dalla furia di Tuiroon. Fra una scazzottata e una corsa su zoomorfiche motociclette corazzate, Gagnor e Vian ci trasportano in un’avventura frenetica che presenta due degli errori di scrittura tipici degli sceneggiatori alle prime armi: un profluvio di situazioni e personaggi poco approfonditi compressi in uno spazio esiguo (il che rende indecifrabili molti passaggi della vicenda, complici anche le numerose incongruenze fra questo episodio e il precedente) e allo stesso tempo una macro-trama semplicistica e banale, che nella sua essenza ricorda in più punti cose già viste e sperimentate. Il cliffhanger con cui si conclude questo quarto tempo della saga di Gagnor è sufficiente a far tremare i polsi di ogni Pker che nutra ancora un briciolo di amore per questo bistrattato universo narrativo. Tante le domande che questo volume lascia senza risposta. Perché Tuiroon viaggia su una base mobile a forma di roditore terrestre? Che fine fanno i vestiti di Derrick quando si trasforma in larva, e a che serviva regredire per colpire il Decimator? Perché mai, su una base evroniana, dovrebbe esserci una sala chiamata Makgupheen? Quando mai i veicoli evroniani hanno avuto le ruote? Da quando Uno è in grado di trasportarsi fisicamente ovunque voglia? Che cosa accade esattamente nella cella anti-evasione? Cosa esattamente fa esplodere PK alla fine dello scontro con Tuiroon? Quand’è che Lyla ha cominciato a parlare come una galeotta appena uscita da un regime di carcere duro? Interrogato in merito alle evidenti dissonanze stilistiche fra il suo PK e quello che tutti i Pkers hanno imparato a conoscere nell’arco di più di vent’anni, Roberto Gagnor ha fornito un blocco di motivazioni oscillanti fra la legittima ricerca di una propria voce autoriale e un malcelato disinteresse per il worldbuilding pikappico. Danger Dome appare costruita su un misto di automatismi di scrittura, comprimari dalla profondità del cartone e battute “alla Marvel” che sovente finiscono col cedere all’assertività per colmare buchi narrativi generati dallo scarso spazio e da una cattiva gestione vettoriale della pagina. Le pur belle tavole di Vian si trovano spesso a soffocare, compresse fra i mille avvenimenti che lo sceneggiatore torinese si è imposto di infilare a forza in una avventura che ineluttabilmente finisce col collassare sotto il peso di un’architettura insicura. Fra una vignetta e l’altra si aprono vasti crateri di senso. Il frenetico storytelling gagnoriano si ribella a tal punto al concetto di sequenzialità dell’azione che in più momenti sembra di trovarsi di fronte una sorta di proto-fumetto, un fortunato superstite dell’epoca di Will Eisner. Gagnor ha affermato di essersi ispirato, per la sua storia di fughe e inseguimenti, ai film americani “alla Mad Max”, dimenticando forse che quei film problematizzavano la violenza e l’istinto di sopravvivenza dell’uomo. A me appare evidente come Danger Dome non problematizzi alcunché, e non esponga nulla se non il proprio carnascialesco vuoto di idee e di cuore. Ma non posso dimostrarvelo.

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Topolino Fuoriserie 2 - PK Danger Dome di Roberto Gagnor e Roberto Vian

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    Io avevo un po' paura che il continuo accento sulla questione Uno avrebbe causato questa percezione di "nerdino ossessionato da un punto messo al posto di una virgola", come se nel vecchio pk non sia mai successo nulla del genere (anzi!). Il motivo per cui si tira in ballo spesso la sfera fluttuante non è perchè sia questa da sola chissà quale tragedia; ci sono post di decine di righe su questo stesso forum che affrontano e giudicano la storia in base ad ogni suo aspetto ed elemento, ignorarli è un tantinello errato, ed è OVVIO che non si affossa un intero arco narrativo solo per un particolarino così, sennò il 90% dei fumetti sul mercato non si salverebbe. Ma perchè è un esempio di un problema esteso appunto all'intero impianto narrativo, è solo un simbolo così come se ne sarebbero potuti trovare molti altri in altre pagine, cosa che effettivamente è stata fatta in parecchi discorsi che mi è capitato di leggere.

    Inoltre mi dispiace che tu abbia preso male il mio post di prima, stavo proprio cercando di dire che il problema non sei tu.
    « Ultima modifica: Lunedì 18 Mag 2020, 11:21:24 da Franz Manuzzi »

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      Il dubbio che però viene a me è che se, su 88 tavole di storia, l'UNICA cosa su cui vogliate discutere sia Uno, è che un po' di capricciosità ci sia. O meglio: un disperato attaccarsi a UNA cosa invece di leggere il resto, per giustificare una posizione "non è il MIO PK" che magari potrebbe anche essere ragionata diversamente, al netto della nostalgia e dell'idea che ognuno di voi ha di PK nella sua testa.

      Ringrazio Roberto per il confronto aperto e cordiale. Spero entro fine giornata di scrivere una piccola recensione della storia.
      Riguardo a questo punto, pero, discordo. Ieri, nella live da Fisbio, avevo sollevato un mio parere personale riguardo alle due storie: inserire, malamente, cosi tanti personaggi nuovi, che non riescono ad avere modo di farsi ricordare, la trovo una scelta sbagliata. A parte Hellenoir e Tuiroon, le altre figure sono ombre impalpabili, senza particolari caratterische, se non sbobbare in giro. Ovviamente, mi baso su 88 tavole, come potrei fare diversamente?

      Questo parere, opinabile ma legittimo, ieri e stato catalogato come malignita. Quindi, non penso che ci si impunti solo su "dettagli" tecnici.

      Spero di essere smentito nella prossima storia, in cui i vari personaggi potrebbero entrare nell'empireo della saga di PK. Ma ad oggi, con questo materiale di mia conoscenza, stentano a farsi ricordare.
      Quando hai capito che è tutto uno scherzo, essere Il Comico è l'unica cosa sensata.
      Watchmen, Alan Moore and Dave Gibbons

      Disney Compendium Don Rosa: http://www.ilsollazzo.com/c/disney/lista/fumetti-donrosa

      Il mio mercatino: http://www.papersera.net/forum/index.php/topic,6635.0.html

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        Il discorso di Uno non è un dettaglio.

        Giusto ora mi segnalano una vignetta in cui Uno sembra spari scariche energetiche dalla sua bolla...

        Gagnor, è come se, in un film degli Avengers, inserito nella saga, Spider Man volasse invece che arrampicarsi con le ragnatele. Non credo sarebbe definibile un dettaglio, ma andrebbe a svilire e smentire il personaggio.

        Io credo che, nel caso lei non abbia dato peso a questi comportamenti di Uno, ci sia una profonda discrasia tra Pk e come lei intende Pk. Preciso: non come i fan intendono Pk, perché non siamo in cerca di cose vecchie, ma siamo avidi sempre di novità. Ma di novità coerenti con Pk.
        ...poche ragazze da quelle parti...

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          Be', questo è un altro discorso: è un parere critico, e ci sta, eccome. L'avevi solo espresso in un modo (o forse l'ho letto io così) che lasciava intendere che mettessi i personaggi "a c... di cane". E dato che alcuni danno per scontato che io scriva in questo modo, e che così non è, la cosa chiaramente non mi lascia indifferente.
          Però, seriamente: grazie a te per il confronto!

          Per risponderti: il mio piano si gioca su più storie. Quindi i PK Corps avranno un ruolo eccome! È vero che qui sono meno in risalto, ma, di nuovo: la mia idea è di portarli in primo piano nei prossimi numeri.

          Intanto, ne approfitto per copiare qui una cosa che ho scritto su FB stamattina, e che riguarda DANGER DOME.

          In una precisa vignetta io e Roberto abbiamo inserito un messaggio. Bisogna ragionarci su. Bisogna arrivarci. Ma c'è un messaggio. Che dice una cosa MOLTO precisa su dove stia andando la nostra storia.

          Vediamo se lo trovate.
          E soprattutto, vediamo se capite cosa dice.
          Buona caccia! :-)

            @prezio: se Spiderman vola, io prima di tutto mi chiedo perché. Poi penso che l'autore me lo spiegherà, e avrò pazienza.
            Magari c'è un motivo. Ma in questo caso vedo la cosa come MOLTO meno "drammatica" e "dirompente" di quanto la vediate voi.

            Dovrete farvene una ragione.

            Quanto alla discrasia, sicuramente c'è: tra l'idea che i fan hanno di PK e quella che ho io.
            "Novità coerenti con PK" vuol dire, sorry, "cose che somigliano anche a quelle vecchie".
            Non è questo ciò che voglio fare. Il mio lavoro è (anche) mettere idee, suggestioni, cose che poi spiegherò.

            E darvi qualcosa di nuovo.

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              La ringrazio per la risposta.

              Riguardo Uno rimarco che la "preoccupazione" è che non sembri lui. Così come Lyla non sembri lei. Non hanno comportamenti coerenti con i loro personaggi.

              Non c'è alcuna paura nel leggere cose nuove: Pk si è costantemente rinnovato (pensiamo a Pk2); il dubbio che ci attanaglia è che, per ora, non sembra di leggere Pk. Non ci sono stroncature in sé sulla storia, perché, come dissi mesi fa, si tratta di una bella avventura di Paperinik. Perfetta per il mensile... Ma non per Pk.

              È come se lei andasse al cinema a vedere un film di Nolan, regista che ha affrontato vari generi: non sarebbe deluso se ci fossero novità (in fondo Interstellar racconta una storia diversa da Batman), ma lo sarebbe se il film le sembrasse, più che di Nolan, un'opera di Tarantino. Bella, per carità, ma da Nolan io mi aspetto Nolan.

              E il paragone non è, me lo conceda, tra un autore e l'altro: ma tra il rispettare, o meno, le caratteristiche proprie di ciò che scriviamo. Sarebbe come se, nei "Tesori di serie b", Brigitta fosse innamorata di Filo e Filo stesso diventasse ricco e generoso. Senza spiegazione alcuna... Magari le storie sarebbero funzionali comunque, ma rispetterebbero il background dei personaggi e, soprattutto, le altre trame appartenenti al medesimo filone?

              I nostri dubbi, mi permetto di scrivere a nome di molti, sono questi; non certo affrontare nuove strade o un Pk disperso nello spazio e nel tempo e non comodo nella DT.
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                Mi spiace, ma non la penso così.

                Per come la vedo io, non è uno snaturare il personaggio: è portargli qualcosa di nuovo - spiegabile poi, o anche no - che gli dà più possibilità. Secondo me ti stai perdendo in questioni "meccaniche". Ma abbiamo capito di non essere d'accordo su questa cosa: per te sono fondamentali, per me no. Punto.

                E qui non stiamo parlando di un film, ma di una serie.
                Per farti un esempio: abbiamo visto uno 007 biondo (Craig), giovane, più vecchio, rogue agent o quasi, sottoposto a reboot.
                Lo 007 di Goldfinger e quello di Skyfall hanno delle differenze. Ma sono sempre 007. Q è diventato giovane, vecchio, John Cleese... :-)

                Però mi rendo conto che non siamo d'accordo: e va benissimo così.
                Il mio unico invito è di continuare a leggere queste storie, e di farlo magari sfrondando il campo da "quello che abbiamo in testa su PK".
                Buon PK, in ogni caso! :-)




                  Mi spiace, ma non la penso così.

                  Per come la vedo io, non è uno snaturare il personaggio: è portargli qualcosa di nuovo - spiegabile poi, o anche no - che gli dà più possibilità. Secondo me ti stai perdendo in questioni "meccaniche". Ma abbiamo capito di non essere d'accordo su questa cosa: per te sono fondamentali, per me no. Punto.

                  E qui non stiamo parlando di un film, ma di una serie.
                  Per farti un esempio: abbiamo visto uno 007 biondo (Craig), giovane, più vecchio, rogue agent o quasi, sottoposto a reboot.
                  Lo 007 di Goldfinger e quello di Skyfall hanno delle differenze. Ma sono sempre 007. Q è diventato giovane, vecchio, John Cleese... :-)
                  Ma appunto, lo sta dicendo anche lei: sono personaggi diversi.
                  Non c'è alcuna paura nel leggere cose nuove: Pk si è costantemente rinnovato (pensiamo a Pk2); il dubbio che ci attanaglia è che, per ora, non sembra di leggere Pk. Non ci sono stroncature in sé sulla storia, perché, come dissi mesi fa, si tratta di una bella avventura di Paperinik. Perfetta per il mensile... Ma non per Pk.

                  È come se lei andasse al cinema a vedere un film di Nolan, regista che ha affrontato vari generi: non sarebbe deluso se ci fossero novità (in fondo Interstellar racconta una storia diversa da Batman), ma lo sarebbe se il film le sembrasse, più che di Nolan, un'opera di Tarantino. Bella, per carità, ma da Nolan io mi aspetto Nolan.
                  Era appunto quello che intendevo col post della "risorsa", ed è tutta lì la questione: non si sta dicendo che è brutto, ma che non è adatto.
                  « Ultima modifica: Lunedì 18 Mag 2020, 12:23:28 da Franz Manuzzi »

                    Leggendo questo confronto fra lettori ed Autore, mi vengono da fare alcune considerazioni. Le posizioni in campo mi sembra che siano queste: da un lato i lettori lamentano la differenza fra questa saga e il "caro vecchio PK", dall'altra l'autore rivendica il proprio diritto a dare una lettura originale di questo mondo. Ora, io sono su di una posizione intermedia: la saga mi sta piacendo ed, in particolare, ho trovato Danger Dome molto divertente, ma dall'altro non ho ritrovato quella "vibrazione" che mi aveva fatto amare le precedenti "stagioni". Ricordo, però, la reazione negativa di quasi tutta la community dei Pkers quando uscì PK2, al punto che quella serie chiuse solo dopo 18 numeri e fu, per molto tempo, la fine di PK. Oggi PK2 viene ricordata come una serie geniale ma incompresa perchè troppo "avanti"... Ecco, chiedo di non fare lo stesso errore. Diamo fiducia a Gagnor e vediamo dove vuole portarci. Magari non ci piacerà comunque,magari scopriremo, alla fine del viaggio, che il piano era fantastico e bastava pazientare. "Diamo tempo al tempo" (cit.)  ;).

                    *

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                      Stiamo travisando il punto, Paolo.

                      Nessuno vuole il vecchio Pk. Semplicemente, queste storie non hanno alcuna caratteristica che solitamente ritroviamo in Pk. Ma non si parla di personaggi o ambientazioni, quanto di priorità.

                      Le priorità in Pk sono:

                      - caratterizzazione dei personaggi;
                      - dilemmi morali;
                      - tecnobubbole;
                      - coinvolgimento emotivo.

                      Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma per 100 numeri queste sono le caratteristiche di Pk, che mancano PER ORA nella serie di Gagnor.
                      ...poche ragazze da quelle parti...

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                        @Sommo Zotnam: esatto, fortunatamente a scrivere PK non ci sei tu. ;-)
                        Non so quale sia il tuo lavoro, ma se venissi, poniamo, in un tuo negozio o ufficio a dirti che non sei in grado di coordinarti, senza alcuna idea del lavoro che fai, cosa diresti? Sarebbe come minimo un giudizio affrettato e senza basi reali, no? E giustamente tu la prenderesti male.
                        Ecco, questo è il genere di giudizio che hai dato.

                        "Fortunatamente" non è detto: non sa come scriverei una storia, mentre io so come scrive lei :)

                        Il paragone è sbagliato, comunque. Se un pizzaiolo fa una pizza mal fatta (e non perché "nuova e con ingredienti diversi", proprio perché fatta male), il cliente che l'ha comprata e mangiata (per ben due volte: la prima gli aveva dato il beneficio del dubbio) ha tutto il diritto di giudicare il prodotto parlandone con i suoi amici ghiotti di pizza ed esprimendo perplessità e preoccupazione al pensiero che quel pizzaiolo possa supervisionare tutte le pizzerie del quartiere.

                        *

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                          A questo punto, devo dire che non sono contento della scelta editoriale di dirottare Pk su una testata apposita: non va bene leggere una storia a puntate ad intervalli di tre/quattro/cinque mesi di distanza tra ogni puntata/episodio. Avrei preferito la pubblicazione su Topolino: nell'arco di un mese avremmo letto l'intera storia e fatto tutti i commenti con cognizione di causa.
                          Sulla ri-formazione di un Pk Team, mi sembra un'ottima cosa: è in ogni caso positivo che un gruppo di autori si confronti su un orizzonte, uno scenario comune, e che poi ciascuno, in autonomia ma in modo coerente allo scenario di fondo, sviluppi un proprio arco narrativo.

                          *

                          Obermeister
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                            Buongiorno a tutti.
                            Leggo da anni il forum e non mi ero mai espresso, ma oggi ho creato un profilo proprio per dare sostegno al signor Gagnor (e ad altri artisti che potrebbero aver vissuto o vivere in futuro un'esperienza simile).
                            Ho recuperato tutta la discussione sull'ultima storia, Danger Dome, dopo aver ovviamente recuperato la storia stessa.

                            Non si può innanzitutto non essere d'accordo con chi dica che c'è stato un pessimo servizio pubblicitario legato a questa storia. La pagina facebook di PK è inattiva da mesi, quella di Topolino non ne ha parlato e, sulle stesse pagine di Topolino, non c'è il ben che minimo segno di una nuova avventura di PK nella sua nuova testata. Sono abbonato al giornalino dal 2002 e penso di poter dire che mai ho visto un disinteresse simile per altre testate della stessa casa. Ai tempi vedevo pubblicizzati PK e le Witch, adesso, aprendo gli ultimi numeri per avere conferma delle mie parole, sono pubblicizzati Paperinik, Paperino, Archimede genio ribelle, Zio Paperone, ma nessun riferimento a Danger Dome! Non riesco a spiegarmi il motivo, e ovviamente non posso entrare nelle questioni di quali pubblicità debbano andare sulla testata presumo principale della Disney Italia, perché non ne sono in grado, ma secondo me è un grave torto verso la testata che coinvolge noi parte "più adulta" che legge Topolino.

                            E vorrei anche lamentarmi del formato cartonato di 50 pagine, senza editoriali, ad un prezzo abbastanza fuori dal mercato odierno (giustificato forse dalla copertina cartonata, della quale però si può anche fare a meno). Ma ho visto essere spunti già trattati con la precedente storia di PK e di WOM.

                            Qui vorrei concentrarmi sulla storia.
                            Innanzitutto un plauso personale a Vian, che, parere personalissimo, ha risollevato molto la storia rispetto a Lavoradori. Purtroppo il MIO più grande problema con "Un nuovo eroe" sono stati i disegni. Ma d'altronde, in PKNA, se c'era Guerrini alle matite, non riusciva a piacermi la storia, anche se riuscivo a riconoscerne una buona scrittura.

                            Ma ora, come da intenti iniziali del post, vorrei spezzare una lancia in favore di Gagnor.
                            Trovo sacrosanta la sua volontà di voler portare PK fuori dalla sua comfort zone, e di affiancarlo a personaggi inediti. E non pretendo che l'autore mi spieghi, appena incontrati, tutti i loro retroscena ed i modi di agire ed interagire. Se vorrà, potrà spiegarmeli in futuro, altrimenti rimarranno personaggi un po' piatti, di contorno, come ce ne sono stati molti altri anche nelle storie dei grandi fasti del passato. Vorrei far presente che, appena comparsi, Everett era uno scienziato impazzito e Camera9 una figurina sullo sfondo; solo dando tempo e spazio agli autori, si sono riusciti a creare i loro incredibili personaggi. Per chiudere, questi nuovi alleati mi ricordano molto gli alieni incontrati in PKNA25, "Fuoco incrociato": ognun per sé e poi si riuniscono tutti solo la bandiera di PK, storie appena abbozzate, stereotipici. Nessuno li ha mai più tirati fuori. E' stato un problema? Non mi sembra. Quindi, personalmente sperando che verranno arricchiti in futuro, starebbero bene anche come semplici comparse di queste 2 storie.
                            Leggo poi un sacco di messaggi che accostano questo ciclo di storie a "PK - Pikappa". La trovo una lettura un po' superficiale (scusate, non voglio accusare nessuno di esserlo, vorrei solo portare all'attenzione qualche punto): in "PK - Pikappa", l'intero universo era su un altro piano, con avventure spaziali, puerili, autoconclusive e che non portavano a nulla più; qui ci vedo tutt'altro intento, quale la proposizione di nuovi personaggi che possano andare ad accostarsi a quelli già iconici nel mondo di PK (vedasi l'incontro/scontro tra Lyla e Hellenoire), l'espansione dell'universo con mondi e situazioni non ancora esplorate e un collegamento forte con il passato a fine storia,
                            Spoiler: mostra
                            ovvero quella che pare dovrà essere una narrazione dell'origine di Evron (ci si può scrivere di tutto, dalla Evron ancora pianeta fisso, ai vicini Ergoniani, al loro alvearismo descritto nella, più o meno recente, "Cronaca di un ritorno").
                            E queste soluzioni le apprezzo e omaggio anche a discapito della mia stessa preferenza, perché io avrei lasciato stare gli Evroniani dopo il ciclo di Artibani-Pastrovicchio. In ogni caso, vedo un accostamento a "PK - Pikappa" solo perché la storia è collocata in un pianeta sconosciuto e troviamo i PK-corps, che, per ora, sembrano molto i Guardiani della galassia di frittoliana memoria, mentre trovo che ci sia molto di più.
                            Ma poi, anche fosse che lo stile di scrittura e sceneggiatura di Gagnor non vi piace, c'è bisogno di andare a scrivere che queste storie sono ignobili, che l'autore non è adatto a scrivere su questa testata, che questa avventura non rispetta lo stile di PK? PK è tantissime cose! Forse si è un po' ingigantito il mito, ma anche nella cara e vecchia PKNA c'erano storie illustri e storie minori. O, per meglio dire, dato che non trovo Gagnor uno sceneggiatore minore, storie che incontravano il nostro favore e storie che non vedevamo l'ora finissero! Io non mandavo giù Urk, la PBI, e addirittura molte storie della guai-se-ne-parli-male Xadhoom. Aspettavo l'albo successivo e mi beavo di quello. Per carità, è giusto creare discussione attorno alla storia, qui si fa questo, ed è bello così, ma secondo me bisogna un attimo ricontestualizzare l'universo di cui si sta parlando.

                            Poi, se devo mettere sul piatto le mie sensazioni, questo paio di storie non è tra le mie preferite di PK. Preferisco le storie più terrene e psicologiche di PK, quelle meno fantascientifiche, infatti PK2 per me era oro, ma capisco che, essendo una commistione di artisti, le storie cambiano molto anche di registro tra loro. I personaggi mi hanno intrattenuto per quello che potevano fare finora, ho apprezzato Hellenoire nella storia precedente e Derrick in questa, con i suoi espedienti "trasformistici" e il, seppur frettoloso, cambio di intenti. Tuiroon (ti vedo signor Gagnor che usi il piemontese, ti vedo  8) ) per ora è il personaggio che più mi interessa venga sviluppato, soprattutto dopo le prime 2 meravigliose tavole di questo volume. Ci sono un sacco di elementi che attualmente non mi dicono nulla, ma che potrebbero essere sviluppati in futuro, quindi confido nell'operato di Gagnor e di chi si affiancherà a lui alle matite.

                            Una domanda al signor Gagnor, che ho visto molto attivo e che sta rispondendo a tutti in modo molto educato, nel caso volesse risolvere questo mio quesito:
                            Spoiler: mostra
                            pagina 35 (sì, cito esattamente pagina e vignette, ma d'altronde c'è la quarantena, zero ragazze da queste parti), uno disattiva le sbarre. PK non dice nulla. L'evroniano dice "Gasp!". Vignetta dopo, PK interviene con "Io no... ma lui sì!", con Ed che salta addosso al nemico.
                            Non ho proprio capito il passaggio tra la seconda e la terza vignetta, è la cosa che più mi fa storcere il naso dell'intero albo. E' come se PK stesse rispondendo a un "TU non puoi fare nulla", che però nessuno gli ha rivolto. L'unica spiegazione che riesco a darmi è che sia stata tagliata una parte, e poi il balloon di PK è rimasto immutato forse per una svista. E' per caso così? Grazie nel caso dovesse rispondermi.
                            E grazie comunque per le storie che sta scrivendo per noi, che, checché se ne dica, trovo in linea con lo stile pikappico e che non vedo l'ora di vedere dove andranno a parare!

                            PS: Uno vola lontano dalla Ducklair Tower? Tragedia, interruzione della continuity, non canon? In PKNA30, "Fase due", Uno trasferisce il proprio io in un razzetto per avvicinarsi ad un'astronave evroniana nello spazio aperto; "PK - Potere e Potenza", Everett riattiva Uno in qualche angolo sperduto dell'universo, di certo non sulla Terra; "PK - Il marchio di Moldrock", Uno e Everett atterrano sulla Terra, Uno nella sua palla, nessuna spiegazione; senza contare Uno che si sgancia dalla Tower per fondersi con Due e risiedere per sempre in Odin. A volte è stato raccontato nei minimi dettagli, altre volte hanno lasciato a noi l'interpretazione della meccanica. Ma non è la prima volta che accade. Senza contare che la serie di PK è forse l'unica che tiene conto dell'avanzare del tempo, nel ciclo di Artibani ci sono un sacco di riferimenti al tempo che è passato da PK2. E' anche possibile che, con una rinata inventiva e il passare del tempo, Everett abbia fatto in modo che Uno se ne stia per conto proprio, vada e venga dalla Ducklair Tower, che abbia spettri di connessione più estesi. No?  ;)

                              @Obermeister: ciao e grazie! Apprezzo il tuo ragionamento e i tuoi complimenti, ma soprattutto la tua fiducia. Che non deluderò.

                              Sì, a pag. 35 il balloon del Decimator doveva dire "GASP! N-non farmi del male!", così poi la battuta di PK aveva senso: piccolo errore.
                              Grazie anche per aver capito che Tuiroon è una parola piemontese, che più o meno si traduce in "grosso vortice": "tuiru" per noi valsusini è un "giramento", inteso come tormento, intestinale o meno. Pensando al Porphyoloon di Sisti, mi è venuto naturale metterci un po' anche del mio, di dialetto! :-)


                                Piccola premessa, parlo da fan di vecchia data, e per vecchia data intendo dal lontano 1996, sono cresciuto con PK, ho amato PK alla follia e ancora oggi alla ormai veneranda età di 32 anni mi ritrovo a correre in edicola con la stessa foga di quando andavo alle elementari. Sono tutto fuorché un esperto di fumetti (a parte PK ho sempre e solo letto Topolino), però ci tenevo comunque a dare un feedback perché tengo davvero a questa testata.

                                Prima cosa, la reperibilità del fumetto, capisco il discorso COVID ma anche "Un Nuovo Eroe" ho dovuto esplicitamente ordinarlo in edicola (non con poca difficoltà).

                                Seconda cosa, marketing, la pagine Facebook di PK non posta più niente da mesi, un post per annunciare l'uscita del nuovo fumetto mi sembrava davvero il minimo sindacale, è normale che viene a mancare fiducia (come ho visto in diversi post) quando dobbiamo venire a conoscenza del nuovo numero per vie traverse. C'era più comunicazione da e verso la redazione venti anni fa, non è concepibile una cosa del genere nel 2020. La totale assenza di rubriche nel nuovo PK poteva essere parzialmente soppiantata da post con curiosità e interazioni sui social network, un bel hashtag #pocheragazzedaquelleparti per capirci. Che poi a giudicare dai post precedenti la redazione fa anche live su canali Youtube etc, non sarebbe male pubblicizzare la cosa sulla pagina ufficiale, davvero non stiamo parlando di chissà quale sforzo, non serve una persona dedicata, se c'è la volontà basta un minimo sforzo di chiunque, chiunque all'interno della redazione.

                                Forse sarò vecchio io ormai ma faccio davvero fatica a seguire la storia, a tratti ho trovato la nuova serie confusionaria, non solo dal punto di vista della storia ma anche delle tavole stesse.

                                Mi trovo d'accordo con quanti hanno notato la deriva quasi "fantasy" che ha preso la serie, sta venendo a mancare quel velo di plausibilità che rendeva speciale PKNA.

                                Ultima cosa, chiedo (da profano), se la continuity è la stessa perché si è deciso di partire con una nuova serie anziché continuare con PKNE?

                                 

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