In genere i soggetti americani del Disney Studio Program venivano sempre un po' 'rivisti' dagli autori italiani che scrivevano delle sceneggiature più in linea con il gusto del pubblico di casa nostra. Riguardo l"Indomabile domatrice" (storia di apertura di questo 26° Almanacco di marzo) ciò non è avvenuto: Luciano Gatto si è 'limitato' a illustrare il soggetto che vede la firma generica dello Studio americano e nei fatti la cosa è evidente.
Non tanto per l'ubicazione di Amelia che dal castello nei boschi poco fuori Paperopoli (tipico dei soggetti americani per il mercato interno) viene trasferita in un altro antico maniero sopra una scogliera oceanica; e neanche per la compagnia di due corvi anziché uno (Gennarino non era contemplato dagli autori yankee)
La cosa strana e bizzarra è che la strega, prendendo il posto di una domatrice circense, non si preoccupa di assumerne le sembianze ma rimane con il suo aspetto, non destando le perplessità del proprietario del circo che pure la dovrebbe conoscere e neanche quelle di Paperino e Paperoga (reporters del Papersera) oltre che dello zione che addirittura gli chiede chi sia.
Adesso capisco come mai questa storia non sia stata più ripubblicata da quel lontano 1973 in cui apparve nell'Almanacco di giugno. Marco Travaglini sembra orgoglioso di averla ristampata per la prima volta (con tavole stranamente quasi tutte in bianco e nero) ma sinceramente, a parte le illustrazioni di Luciano Gatto, altri lati positivi non ne trovo.
_______________________________________________________________________________________Nel nuovo Diario di Paperone, sempre antecedente al Klondike (e dunque del periodo 1880-1896) è introdotto uno zio ricercatore di Pico, tal Marsilio De' Paperis (che in originale è chiamato Wolfang, ricordando le origini austriache del professore). Questi condurrà lo zione in Africa (facendogli posticipare il viaggio in Australia) ma non si accenna ad alcuna parentela che pure era evidenziata nelle prime storie degli anni '60. Nel caso potrebbe trattarsi di quella parentela 'acquisita' con il matrimonio fra Pico e Matilda, sorella di Paperone, ipotizzata da Don Rosa. "Il mostro dell'Alto Nilo" è diviso in due parti e la seconda arriverà con il 27° numero di giugno.
_______________________________________________________________________________________La storia che inizialmente mi aveva fatto storcere il naso per il look di Topolino, simile a quello degli anni '30 ma riprodotto per il merchandising internazionale dei '90, è quella che poi mi ha sorpreso di più: non solo per la sceneggiatura (che è comunque di Byron Erikson) ma soprattutto per il personaggio di Katarina Kodorofsky, una gatta spia molto atletica e sensuale che fa il suo debutto in Italia (dopo quasi vent'anni) e che coinvolge Topolino quasi quanto farà Kay K con Paperino poco tempo dopo.
Dopo "Nelle grinfie del gatto" Erikson la ripropone in "Catch As Catch Can", storia del 2010 che probabilmente arriverà in uno dei prossimi Almanacchi. Peccato che in Egmont non si sia insistito su questo personaggio che avrebbe arricchito notevolmente le storie gialle di Topolino, in un rapporto magari ambiguo riguardo la loro collaborazione (già naturalmente 'ostica' essendo quella fra un topo e una gatta), così come è stato a volte quello fra Kay K e Paperino in Double Duck.