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Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale
 - Aperto da Atius, Martedì 27 Apr 2021, 17:11:50
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Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 645)

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 645) Ultima modifica: Giovedì 26 Mar 2026, 00:08:22 di Cornelius

    Citazione di: Vito65 il Mercoledì 25 Mar 2026, 23:16:37A me piace seguire i diari di Paperone giovane, e penso che sia anche interessante il nuovo capitolo inedito della saga di Mc Paperin.

    Idem. Sicuramente sono i pezzi forti (per quanto brevi) di questo primo Almanacco dell'anno. La terza delle 4 inedite (tutte egmontiane tranne la one page olandese di Carlo Gentina) vede Topolino con il look da 'merchandising' è già questo non pone a favore.

    La maggior parte delle altre storie è alla seconda o terza ristampa come quella dell'indomabile' Amelia disegnata da Luciano Gatto (possibile non si sappia lo scrittore?) o del doppio Pinocchio di Strobl e Hubbard (sono curioso di vedere soprattutto quest'ultimo, per quanto il genere di storie non mi entusiasmi).

    Ritroviamo il Topolino di Guido Martina e Sergio Asteriti in una 'Fantastica avventura' dei primi anni '80 (seconda ristampa dopo 40 anni) e lo Zio Paperone di Daniel Branca in una breve Caccia al Decino (8 tavole), sempre dei primi '80 (non conosco soggettista e sceneggiatore)
    _____________________________________________________________________________________

    La card allegata di Topolino è la quinta e ultima della serie (decima, considerando le altre 5 con Paperino) che raffigura Mickey in un vago titolo 'dagli anni '80 in poi' con quel look 'merchandising' di cui dicevo prima. Le precedenti vedevano il topo nei look anni 1920 (i primi corti), anni '30 (i primi fumetti), anni '40 (stranamente simile a quest'ultima) e anni '50 (l'unica in cui Topolino è 'veramente' vestito)

    Anche quelle con Paperino non è che brillino in posture variegate (le ultime due sono quasi un 'copincolla', tipo la terza e la quinta di Topolino) per cui questa doppia serie di 5 cards dedicata alle 'trasformazioni' di Mickey e Donald nel corso di un secolo sembra contraddire il suo stesso tema, non tanto nei primi decenni quanto negli ultimi che sono presentati in maniera vaga e approssimativa, tenendo conto più del merchandising internazionale che delle scuole di fumetto europee.

                                               


    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 646)

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 646)

    Citazione di: Cornelius il Giovedì 26 Mar 2026, 00:00:23La maggior parte delle altre storie è alla seconda o terza ristampa come quella dell'indomabile' Amelia disegnata da Luciano Gatto (possibile non si sappia lo scrittore?)

    Qui veniva attribuita a Martina.

    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 647)

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 647)

    Personalmente felicissimo che torni una storia lunga di Topolino inedita, per di più di Byron Erickson che mi piace molto. Prenderò il numero, mi incuriosisce.
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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 648)

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 648) Ultima modifica: Lunedì 30 Mar 2026, 20:26:27 di FL0YD

    Citazione di: rebusX il Giovedì 26 Mar 2026, 09:50:05
    Citazione di: Cornelius il Giovedì 26 Mar 2026, 00:00:23La maggior parte delle altre storie è alla seconda o terza ristampa come quella dell'indomabile' Amelia disegnata da Luciano Gatto (possibile non si sappia lo scrittore?)
    Qui veniva attribuita a Martina.
    Credo che il problema sia che, se da un lato il nostro SpecialMongo non ha dubbi sulla paternità della sceneggiatura (credo a partire da un'analisi stilistica della storia), dall'altro non ci sia nessuna "prova" in tal senso per poterne fare un'attribuzione ufficiale.

    Comunque sia, devo ancora leggere questo volume, ma non mi dispiace affatto una ristampa di questa storia (dopo così tanto tempo), così come la presenza di un'inedita di MacPaperin (anche se immagino che saremo lontani anni luce dagli episodi storici incentrati su qusto personaggio) e di un'altra puntata della saga del Diario di Paperone. Infine, anche se con una storia di una sola pagina, a me i disegni di Gentina aprono sempre il cuore  :-X

    (non so perché, invece, le storie danesi con Topolino in braghe corte mi disturbano sempre un po'... a differenza di quando capita di trovarlo in questa mise nelle storie italiane, perché in questi casi di solito c'è una precisa ragione narrativa che richiama meglio suggestioni gottfredsoniane)

    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 649)

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 649)

    Citazione di: FL0YD il Lunedì 30 Mar 2026, 20:23:05Credo che il problema sia che, se da un lato il nostro SpecialMongo non ha dubbi sulla paternità della sceneggiatura (credo a partire da un'analisi stilistica della storia), dall'altro non ci sia nessuna "prova" in tal senso per poterne fare un'attribuzione ufficiale.

    Esatto, infatti se leggi bene anch'io ho scritto che "è stata attribuita" a Martina, non che è sua.
    È un peccato, ma del resto sono migliaia le opere d'arte di cui non si conosce con certezza l'autore, ma delle quali c'è una certa concordanza di vedute sulla paternità. Però, in genere, sono molto più vecchie di questa.

    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 650)

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 650) Ultima modifica: Lunedì 6 Apr 2026, 18:14:08 di Cornelius

    In genere i soggetti americani del Disney Studio Program venivano sempre un po' 'rivisti' dagli autori italiani che scrivevano delle sceneggiature più in linea con il gusto del pubblico di casa nostra. Riguardo l"Indomabile domatrice" (storia di apertura di questo 26° Almanacco di marzo) ciò non è avvenuto: Luciano Gatto si è 'limitato' a illustrare il soggetto che vede la firma generica dello Studio americano e nei fatti la cosa è evidente.

    Non tanto per l'ubicazione di Amelia che dal castello nei boschi poco fuori Paperopoli (tipico dei soggetti americani per il mercato interno) viene trasferita in un altro antico maniero sopra una scogliera oceanica; e neanche per la compagnia di due corvi anziché uno (Gennarino non era contemplato dagli autori yankee)

    La cosa strana e bizzarra è che la strega, prendendo il posto di una domatrice circense, non si preoccupa di assumerne le sembianze ma rimane con il suo aspetto, non destando le perplessità del proprietario del circo che pure la dovrebbe conoscere e neanche quelle di Paperino e Paperoga (reporters del Papersera) oltre che dello zione che addirittura gli chiede chi sia.

    Adesso capisco come mai questa storia non sia stata più ripubblicata da quel lontano 1973 in cui apparve nell'Almanacco di giugno. Marco Travaglini sembra orgoglioso di averla ristampata per la prima volta (con tavole stranamente quasi tutte in bianco e nero) ma sinceramente, a parte le illustrazioni di Luciano Gatto, altri lati positivi non ne trovo.
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    Nel nuovo Diario di Paperone, sempre antecedente al Klondike (e dunque del periodo 1880-1896) è introdotto uno zio ricercatore di Pico, tal Marsilio De' Paperis (che in originale è chiamato Wolfang, ricordando le origini austriache del professore). Questi condurrà lo zione in Africa (facendogli posticipare il viaggio in Australia) ma non si accenna ad alcuna parentela che pure era evidenziata nelle prime storie degli anni '60. Nel caso potrebbe trattarsi di quella parentela 'acquisita'  con il matrimonio fra Pico e Matilda, sorella di Paperone, ipotizzata da Don Rosa. "Il mostro dell'Alto Nilo" è diviso in due parti e la seconda arriverà con il 27° numero di giugno.
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    La storia che inizialmente mi aveva fatto storcere il naso per il look di Topolino, simile a quello degli anni '30 ma riprodotto per il merchandising internazionale dei '90, è quella che poi mi ha sorpreso di più: non solo per la sceneggiatura (che è comunque di Byron Erikson) ma soprattutto per il personaggio di Katarina Kodorofsky, una gatta spia molto atletica e sensuale che fa il suo debutto in Italia (dopo quasi vent'anni) e che coinvolge Topolino quasi quanto farà Kay K con Paperino poco tempo dopo.

    Dopo "Nelle grinfie del gatto" Erikson la ripropone in "Catch As Catch Can", storia del 2010 che probabilmente arriverà in uno dei prossimi Almanacchi. Peccato che in Egmont non si sia insistito su questo personaggio che avrebbe arricchito notevolmente le storie gialle di Topolino, in un rapporto magari ambiguo riguardo la loro collaborazione (già naturalmente 'ostica' essendo quella fra un topo e una gatta), così come è stato a volte quello fra Kay K e Paperino in Double Duck.

                                                                             



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    A me nel complesso questo numero è piaciuto molto e continuo a ritenere questo Almanacco un'ottima testata.
    Il redazionale che introduce le due storie di Pinocchio non avrebbe dovuto stare, però, PRIMA delle due storie anziché dopo, praticamente in chiusura di albo?!

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 653)

    Non l'ho ancora letto ma, dai titoli, direi che l'idea del "computer musicista" sia molto attuale...

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 654)

    Sì, in effetti è impressionante per quanto sia attuale. Dal punto di vista della tematica, la storia sembra scritta adesso sebbene lo stile sia invece evidentemente datato.

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 655)

    Biancaneve e l'isola del castigo è alla terza ristampa in 60 anni! Personalmente non l'ho mai letta ma per chi è interessato non me la farei scappare!
    Sembra interessante anche il resto dell' indice.

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 656)

    Citazione di: paolobar il Sabato 27 Giu 2026, 12:58:26indice del numero del 27 giugno 2026
    L'indice riporta, a pagina 99, "Il papero aureo-Caccia al decino", ma in realtà la one page pubblicata a pagina 99 è "Lavoro aureo". Chissà se i credits sono gli stessi.

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    Citazione di: Vito65 il Giovedì  2 Lug 2026, 20:43:31L'indice riporta, a pagina 99, "Il papero aureo-Caccia al decino", ma in realtà la one page pubblicata a pagina 99 è "Lavoro aureo". Chissà se i credits sono gli stessi.
    Direi che i disegni sono certamente di Gentina; mi sembra ragionevole che sia suo anche il testo.

    Mi ha lasciato un po' perplesso un commento nell'editoriale (immagino di Marco Travaglini) che introduce la storia di Biancaneve. La quadrupla iniziale e' descritta con le parole "in un contesto e in una postura dallo stile vittoriano" e non capisco la motivazione dell'aggettivo che ho sottolineato. Non voglio polemizzare, ma riesco al massimo ad ammettere che la scena puo' corrispondere a come il medioevo veniva immaginato e rappresentato dagli artisti vittoriani. Il curatore ha poi scritto, sempre riferendosi a quella vignetta, "Un'immagine che sembra il ritratto di una famiglia reale del XIX secolo", cosa che fa a botte con ogni ritratto di sovrani (e rispettive famiglie) dell'epoca in questione che io abbia presente (in particolare, crederei che gia' nel 1837, quando Vittoria ascese al trono, gli arcolai fossero ormai obsoleti, ma su questo potrei sbagliarmi).
    Soprattutto, non capisco perche' far riferimento alla regina Vittoria ed al XIX secolo per una fiaba (la Biancaneve del film di Disney e tutti i fumetti che la scuola italiana ne ha derivato) di ambientazione (pseudo-)medievale. In questo caso, i costumi disegnati da De Vita senior mi sembrano generalmente basati su quelli di Basso Medioevo e Rinascimento, diciamo secoli XIV-XVI (con l'eccezione dell'uomo che vende la nave ai nani, che collocherei nel XVIII secolo).

    Tra l'altro, l'aggettivo "vittoriano" era stato recentemente usato a sproposito anche introducendo l'ultima storia di Top de Tops (che viene descritto come "vittoriano" quando la storia e' chiaramente ambientata non prima degli anni '20 del XX secolo - per intenderci, la tomba di Tutankhamon fu scoperta nel 1922 e la regina Vittoria mori' nel 1901). Al momento non ho sottomano il numero di Topolino in questione; a memoria, l'aggettivo erroneo appariva nella prima tavola della storia e ricordo che mi ero chiesto se quel testo fosse dovuto a Pezzin o fosse stato interpolato dalla redazione.

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    Citazione di: ML-IHJCM il Sabato 18 Lug 2026, 01:38:06ma riesco al massimo ad ammettere che la scena puo' corrispondere a come il medioevo veniva immaginato e rappresentato dagli artisti vittoriani.
    Mi trovo d'accordo con questo assunto, in particolare perché l'immaginario evocato, almeno in questa tavola, è sicuramente quello dei preraffaelliti, corrente sviluppatasi quasi interamente in epoca vittoriana; la vignetta specifica sembra trovare la sua ispirazione nel quadro I Am Half-Sick of Shadows, Said the Lady of Shalott di John William Waterhouse, come pare evincersi dall'arcolaio e dalla bifora, ma anche dalla posa della fanciulla e dagli sbuffi delle maniche.
    È vero che il quadro è del 1915, ma lo stile che vi si respira è indubbiamente quello dei decenni precedenti, del pieno rigoglio preraffaellita.
    Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 659)

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    Re: Almanacco Topolino (Panini 2021) - Discussione Generale (# 659) Ultima modifica: Sabato 1 Ago 2026, 11:29:32 di MB

    I tre nipotini e la giornata del tempo perduto (Martina/Cavazzano): Ottima! La migliore dell'albo. Sceneggiata dal grande Martina e disegnata da Cavazzano (il miglior disegnatore in assuluto) nel suo miglior periodo! È forse l'unica Martiniana avente come protagonisti Qui, Quo e Qua;
    Topolino e il computer musicista (Damianovich/Motta): Ottima! I disegni sono molto fluidi (quanto di tutto ciò è da attribuire alle chine di Fedeli?);
    I diari di Paperone: Le vie dei nostri padri (Korhonen): Beh, con 30 pagine sarebbe uscita una storia molto più bella (ma è un errore oppure l'hanno fatto a posta che Von Drake in alcune vignette rimane in inglese?);
    Topolino e il mistero mostruoso (?/Murry): Orrenda, sia nei testi che nei disegni;
    Qui, Quo e Qua e la fine della scuola (Gilbert/Vicar): Pessima, preferisco di gran lunga il Vicar anni '70;
    Zio Paperone - Colpi di fortuna (Søndergaard/Branca): Molto divertente, stupendi i disegni, anche se confesso che forse non l'avrei apprezzata molto se mi fossi reso subito conto
    Spoiler
    di ciò che avrebbe potuto causare prendere una moneta senza vedere bene in un borsellino contenente la numero uno
    [chiudi]
    . Ma mi ha dato fastidio che secondo la storia nel 1996 Amelia e Gastone non si fossero mai visti, come è possibile?! Nota: i testi sono tradotti dalla localizzazione statunitense;
    Lavoro agile (Gentina): Divertente;
    Biancaneve e l'isola del castigo (P. Carpi/P. L. De Vita): Buona, mi son piaciuti Grimilde (MOLTO), gli sfondi, i colori, le comparse e i Sette Nani, ma Biancaneve Pier Lorenzo proprio non sapeva disegnarla!
    Daje Pink Donny