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Topolino 3414 - Recensione di Gianni Santarelli

Numero discreto che si apre con la prima puntata di Mi chiamo Paperinik, il nuovo capitolo delle avventure scritte da Marco Gervasio con cui l’autore romano continua il suo recupero delle atmosfere del Paperinik martiniano. Sebbene infatti permanga a tutti gli effetti la visione del personaggio come supereroe cittadino, in questa occasione il papero mascherato è ancora una volta chiamato all’azione per motivazioni personali, dovendo difendere la propria immagine da chi cerca di sporcarla. L’intreccio appare coinvolgente mostrando, tra le altre cose, quanto ondivago possa essere l’umore delle folle stuzzicate dai social network, anche se il nemico in azione, il miliardario Red Duckan, non ha esattamente il fascino di un villain di primo piano. Per quanto “stancanti” in numero così elevato, i continui rimandi a storie del passato sia recente che (molto) remoto si rendono necessari, dato che l’autore richiama diversi episodi per arrivare a creare una continuity che inglobi il maggior numero di avventure possibili. Una riserva la esprimo infine sui disegni di Cesarello e in particolare sul character design dei personaggi, non sempre accattivante. Per il resto non ci resta che aspettare di vedere come evolverà la storia nelle puntate successive. La seconda parte di Area 15: La combo perfetta perde un po’ della freschezza della precedente. Stavolta le continue insicurezze di Quo, costantemente spronato dagli amici e catechizzato dallo zio, appesantiscono la lettura, anche se immagino sia voluto per cercare o provocare l’empatia con il lettore di riferimento. Il lettore più anziano invece non dovrebbe essere sorpreso né dalla troppa sicurezza di Rockerduck, né da un Paperone che, a dispetto di quanto visto in precedenza, sembra mostrare una perfetta padronanza della situazione, come se sapesse o avesse già previsto cosa accadrà. Insomma, tutto sembra andare spedito in una direzione fin troppo nota, con lo schianto del primo e il trionfo a sorpresa del secondo con il contributo dei suoi giovani partner. La speranza è che Sciarrone ci sorprenda con qualcosa di più originale: i coetanei di Quo non ne hanno forse bisogno, i miei ne sarebbero invece felici. Dall’editoriale, invece, apprendo dei 90 anni di Pluto e della volontà del Direttore di festeggiarli. L’idea alla base della doppia storia Topolino/Pluto e il trionfo della macchia nelle intenzioni era anche interessante: raccontare una vicenda prima dal punto di vista di Topolino, poi ripercorrerla guardandola con gli occhi di Pluto. Il problema è che, come a volte succede, è l’apparente mancanza di cura ad emergere prepotentemente. Sorvolando sul fatto che la storia in sé è davvero poca cosa, “ripercorrere gli stessi eventi, guardandoli con gli occhi di Pluto” vuol dire qualcosa di diverso rispetto al riproporre pedissequamente quasi tutte le stesse tavole limitandosi ad aggiungere i balloon dei pensieri del cane. A sinistra la versione di Topolino, a destra quella di Pluto… ed è quasi tutta così! Il tutto dà l’impressione, quindi, non di un qualcosa di progettato con attenzione ma piuttosto realizzato in fretta, al risparmio, contando forse su un effetto “novità” che non è neanche tale: esattamente tredici mesi fa, ad esempio, Paperino e Paperoga in: Una notte al deposito presentava un’idea simile ma costruita in maniera ben diversa e molto più efficace. Pollice verso quindi per tutta l’operazione, che non spicca né per l’idea, né per la storia – troppo elementare -, né per la resa grafica di alcuni personaggi. Il numero è completato da altre due storie. La prima, Zio Paperone e l’albergo senza stelle, di Pier Giuseppe Giunta e Mattia Surroz, si presenta come una classica storia del filone Paperone vs Rockerduck ma si chiude piuttosto in fretta (11 tavole appena), prima ancora che la rivalità tra i due deflagri come di consueto. La breve di X-Mickey è invece solo una raccolta di gag unite insieme. Per la parte redazionale, oltre a uno speciale su Pluto, anche un articolo su Lorenzo Musetti, giovane e promettente tennista, e un’intervista a Enrico Dalla Rosa, personaggio radiofonico

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Topolino 3415

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Cornelius Coot
Imperatore della Calidornia

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    Re:Topolino 3415
    Risposta #30: Martedì 18 Mag 2021, 22:17:37
    Macchia Nera e l'inarrestabile Ombra
    Letta la storia che ha suscitato qualche perplessità circa le frequentazioni di Macchia devo dire che il personaggio ne esce più che bene, sia nel rapporto con il subalterno Sgrinfia sia in quello con la cagnetta Ombra che alla fine viene considerata una sua 'pari grado'. Marco Nucci approfondisce brillantemente il Phantom, facendocelo vedere in uno dei suoi covi segreti (in realtà una villa circolare - dove ammiriamo diversi quadri di famiglia - che si affaccia su una ampia vallata) raggiunto tramite un piccolo aereo vintage (il Blot 66). Molti i look sfoggiati da Macchia: dal classico mantello nero all'elegante vestaglia da casa bordeaux, da una tenuta casual con tanto di bandana viola a pois ad un'altra sportiva con maglione a collo alto beige fantasia (senza dimenticare la tenuta carceraria grigia, sebbene indossata per poco). Nel rapporto con la cagnetta Macchia passa da una iniziale indifferenza (e insofferenza) ad un costante e crescente interesse per le particolari caratteristiche di Ombra. I due saranno sempre più uniti, in un finale sotto certi aspetti sorprendente.
    Mi chiamo Paperinik   (seconda parte)
    Le questioni nate nella prima parte vengono risolte nella seconda, dove il vendicatore va oltre le previsioni creando una nuova situazione legalmente ingarbugliata che sicuramente vedremo svilupparsi nelle prossime storie. Paperone ci tiene a precisare che la sua spingarda è più un cimelio che una pericolosa arma mentre Gastone ha una sorta di innamoramento per Paperinik, vantandosi col cugino di essergli più amico di lui. Marco Gervasio ha trovato modo di riprendere le vecchie atmosfere con nuovi personaggi fissi che creano nuovi interessanti problemi al papero mascherato. Lo stesso influencer Quack Dellas potrebbe tornare a collaborare con Duckan, ai suoi danni. Davide Cesarello illustra il tutto con risultati alterni: a volte convincenti, altre volte meno, con disegni quasi da fanzine.
    Paperino e il caos in giardino
    Breve piuttosto elaborata dove gli alieni sono aspettati ma, per fortuna, non si vedono, pur arrivando. Marco Rota si è così liberato da noiose illustrazioni verdognole.
    Quando Pippo... ripara lo steccato
    Le gentili matite di Giorgio DiVita illustrano una simpatica quanto caratteristica e folle quotidianità pippesca.
    Area 15 - La Combo perfetta    (Episodio 3)
    Molto 'tecnica' e anche eccessivamente colorata questa opera in tre parti di Claudio Sciarrone. Sicuramente interessante il rapporto tra zione e Quo, rivisto e corretto dall'autore, sebbene abbia messo un po' in disparte i nuovi amici dell'Area. La sfida con Rockerduck è su un campo forse più familiare al pivello che alla vecchia tuba. Ammirevoli le espressioni dei personaggi, quasi da animazione. Però il contesto non mi ha mai preso, sicuramente per una questione generazionale che invece, spero, avrà attirato molti giovani lettori.
    « Ultima modifica: Martedì 18 Mag 2021, 22:34:16 da Cornelius Coot »

     

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