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Topolino 3424 - Recensione di Davide Del Gusto

Relatability. Tutto sommato, se si dovesse individuare un termine specifico per descrivere il nuovo corso bertaniano di Topolino – rimanendo per di più al passo con un certo tipo di lessico altrimenti intraducibile –, sarebbe proprio questo. Molte volte, anche qui sul Papersera, è stato fatto notare come il progetto di legare le storie di Topi e Paperi al più ampio contesto attuale, trovando così un riscontro ancor più diretto con il target di riferimento della rivista, sia la stella polare dell’attuale Direzione. Target, del resto, è l’altro anglicismo che meglio identifica il Topolino degli ultimi anni, mese più mese meno. Fatta questa necessaria premessa, è sempre più evidente come il “totem del core target” sia da prendere in considerazione come primo fattore per la fruizione delle storie: dolersi, come talvolta accade, di alcuni contenuti troppo… giovanili non è l’approccio più corretto da utilizzare nei confronti di fumetti che poggiano scientemente sulla possibilità di immedesimazione dei lettori più piccoli nelle avventure dei personaggi Disney degli attuali anni Venti. Le avventure proposte su Topolino 3424 corrispondono esattamente e forse più che in passato a tutto ciò. Anzi, sembra che questo albo sia quello con più storie a tema teen in assoluto: ben quattro su sei, volendo includere anche il brevissimo e dimenticabilissimo raccontino notturno di Panini e Amendola. Forse è un caso, dato che già dal prossimo numero saranno di nuovo gli adulti a riprendere saldamente possesso delle pagine del giornale, da Bum Bum a Paperoga passando per Gambadilegno, Trudy e Sgrinfia. Se di semplice coincidenza trattasi, certamente è indicativa della grande attenzione a tematiche in qualche modo più familiari e quotidiane per la platea di giovani lettori. La grande attesa L’assortimento, per quanto possa essere ritenuto troppo “targhettizzato”, è in realtà molto vario e mostra nel modo migliore possibile una gran varietà di approcci autoriali alla materia. Archiviata nel numero scorso la scalata al successo calcistico del 313 FC raccontata con criterio e passione da Nucci e Intini, sul 3424 sono le vicende musicali di Qua e dei Bumpers ad arrivare al traguardo. In Cornelius Day, infatti, Giorgio Salati e Nico Picone conducono il lettore alla meta paperopolese dopo aver presentato nuovi luoghi, contesti e abitanti di varie altre zone del Calisota. All’ombra di una statua di Cornelius Coot addobbata a festa, i nodi di questo piccolo romanzo di formazione vengono a sciogliersi, risollevando proprio in occasione del finale una lunghissima storia a puntate. In particolare, anche all’interno di una logica di (ri)costruzione delle relazioni tra i personaggi in nome della suddetta relatability, è il rapporto tra Paperino e Qua a rinsaldarsi dopo quanto accaduto nel quarto episodio. È un modo, nemmeno troppo velato, di ricollegarsi anche a Buona fortuna Qua di Gagnor e Sciarrone, nella quale però il tema dell’iniziale incomunicabilità tra zio e nipote si riallineava in maniera molto meno problematica alla capacità da parte di Paperino di capire e interpretare i pensieri del giovane paperotto. Sostanzialmente avviene la stessa cosa anche in questo caso, ed è effettivamente il risultato migliore raggiunto dalla storia di Salati, in particolar modo in una sequenza risolutiva che si svolge durante l’ultimo concerto dei Bumpers. Per il resto, gli aspetti più intimistici, che vanno avanti per pagine e pagine anche nell’epilogo, sono il centro di gravità permanente di una sceneggiatura volta alla ricerca di una rappresentazione più profonda dell’animo dei protagonisti, sconfinando però a volte in un eccesso di malinconia di maniera. Colpo di scena! Un plauso va a Picone che, rispetto agli esordi in cui la mimesi dello stile intiniano si rilevava probabilmente limitante per la sua sensibilità artistica, sembra aver trovato la giusta dimensione in cui spaziare. Al di là della recitazione dei personaggi, è notevole la costruzione delle tavole, alternando con criterio ampie scene panoramiche a sequenze di puro dialogo. Ad alzare di più il tiro e a colpire nel segno è invece Roberto Gagnor con un episodio autoconclusivo di Area 15, Ray e il grande esperimento, cui è dedicata anche la copertina. Il dato macroscopico più evidente, in questo caso, è l’intitolazione a una delle giovani new entry dell’ultimo anno, presente del resto anche nel tour di Musicalisota: un modo ulteriore di arricchire il cast con elementi più che interessanti capaci di condividere la scena con gli standard character senza arrivare a rubarla e tenerla per sé. C’è aria di crisi Diciamo subito le cose come stanno: Gagnor confeziona una delle storie migliori della sua produzione. Giocando sempre sulla questione della relatability, Qua e Ray sono due preadolescenti perfettamente credibili nelle loro emozioni, relazioni, ansie, aspettative, rinunce, silenzi, rivalità. In sole venti tavole si sviluppa una vicenda molto semplice dal punto di vista della trama, ma al contempo la tematica dell’amicizia è trattata con delicatezza e senza retorica, spesso e volentieri vuota e fine a sé stessa. Il ruolo di mentore e di “zio ad honorem” occupato stavolta da Archimede è necessario a far svoltare e rinsaldare il rapporto tra i due paperotti, e la stessa handbike non è altro che un pretesto narrativo: contrariamente a quanto si potrebbe immaginare anche solo guardando la copertina, infatti, non c’è in ballo l’ennesimo trofeo all’interno di una qualche competizione cittadina. Si sposano molto bene con i testi i disegni (e le ombreggiature digitali) di Libero Ermetti, un giovane autore da tenere sempre più d’occhio per la spiccata capacità artistica con la quale riesce a rendere vivissimi e credibili i personaggi. Inoltre, Ermetti dona in questa occasione quel pizzico di apprezzabile virtuosismo in più nella sequenza in flashback sul passato di Archimede, specialmente nella caratterizzazione vintage di alcune comparse. I riferimenti grafici che mandano in brodo di giuggiole noi vecchiacci Ciò che comunque continuano a dimostrare le vicende, autoconclusive o meno, legate al ciclo di Area 15 è l’effettiva fecondità dell’idea di un club attorno al quale ruotano personaggi storici e nuovi coprotagonisti del cosmo paperopolese. La serie, inaugurata nel 2020, naviga con una certa sicurezza su una rotta che alterna strizzate d’occhio al mondo nerd – probabilmente un po’ più anagraficamente cresciuto rispetto ai nipotini e ai loro amici – a storie sull’amicizia più pura. In tal senso i giovani lettori possono contare su un’attenzione calibrata nei loro confronti da parte di autori che sembra sappiano trattare certi argomenti. E non era così scontato fino a poco tempo fa, quando sembrava bastasse un noioso riferimento al “Papernet” di turno per far finta di aver capito il proprio target. Una diversa sensibilità arriva naturalmente con l’ennesimo episodio di Young Donald Duck, che cerca di parlare a un pubblico più trasversale da un punto di vista geografico: le storie di questa serie, tutte pensate in origine per il mercato internazionale, presentano di conseguenza uno stile di scrittura sensibilmente differente rispetto alla media abituale di Topolino. È il caso di Quando il preside è in vacanza, di Chantal Pericoli e Marco Mazzarello. Ciò che continua a non tornare del tutto è l’effetto di straniamento nel vedere gli standard character in ruoli – forse – non adatti al loro spirito, piegandoli alle esigenze di trama. Scambiarsi di ruolo… vera avanguardia? Certo, Paperino, Topolino & Co. sono stati giovanissimi come i nipotini e li abbiamo visti più di una volta muoversi bambini o ragazzini nel loro passato, ma il contesto fortemente attualizzante in cui sono calati li rende quasi fuori posto rispetto a ciò che si va a raccontare, senza riuscire a sfruttare fino in fondo le loro enormi potenzialità (a differenza della notevole sperimentazione proposta nella quasi omonima collana di romans graphiques editi da Hachette). È prevalentemente una questione di setting stabilito a priori in fase di studio della serie, non della qualità delle singole storie. In questo senso, infatti, l’episodio confezionato da Pericoli è abbastanza buono nell’economia più generale di Young Donald Duck, presentando delle scenette abbastanza gradevoli. Resta però uno scarto incolmabile con le “nostrane” e più genuine Area 15 e Calisota Summer Cup o con la stessa Musicalisota. Il discorso sulla relatability riguarda anche i genitori dei lettori! Molto più tradizionale è invece la vicenda in due parti Tip & Tap e l’invasione dei droni, di Pietro Zemelo e Luca Usai. Non vengono proposti discorsi preadolescenziali e non si fa di certo introspezione; si sceglie piuttosto di puntare sulla commedia disneyana più classica, legando il tutto alla sponsorizzazione del gadget estivo allegato a Topolino dal numero 3425, il Topodrone. Per certi aspetti sembra di essere tornati al 2011, quando sul giornale la tecnologia più in voga del momento diventava il pretesto per mettere in moto l’azione dei personaggi. Rispetto all’iPap, però, un piccolo drone è di sicuro più accessibile e forse più desiderabile dal solito core target, e la prima parte della storia con Tip & Tap scritta da Zemelo è al momento utile a far salire curiosità e hype per l’oggetto in questione. Non rimane che l’avventura mystery posta in apertura dell’albo. Va infatti in scena la prima puntata dell’epilogo(?) della saga di Mister Vertigo, personaggio “comparso” sulle pagine del settimanale all’incirca un anno fa. In Topolino e il principe della menzogna, Marco Nucci si riallaccia al finale della precedente Ombra di Mister Vertigo facendo interagire maggiormente il protagonista con Orson Kane, l’editore dal nome più parlante che sia mai esistito. La vicenda che prende avvio con Il mistero delle Mousinger sembra al momento costruita sugli stilemi più rodati e classici del giallo topolinesco, forte di una campagna pubblicitaria sufficientemente martellante legata a un concorso a premi: coinvolgere i lettori nella soluzione dell’enigma sembra essere al momento lo scopo principale dell’“operazione Vertigo”. Le premesse da cui si parte in questo caso sono abbastanza semplici: sette macchine da scrivere difettose, sette acquirenti che se le sono aggiudicate all’asta in passato, sette (o più) potenziali sospettati tra i quali potrebbe esserci proprio l’evanescente e imprendibile villain. Il tutto è portato avanti dall’ormai solita monomania ossessiva di Topolino per questo antagonista e per lo stato di angoscia collettiva nel quale Vertigo riesce, di quando in quando, a trascinare l’intera Topolinia. Per il resto si segnala l’introduzione di Eta Beta e Flip nella serie e, se l’esperienza insegna qualcosa, il loro coinvolgimento sarà in qualche modo più che risolutivo. La lunga cavalcata verso la conclusione(?) del dossier Vertigo procederà ancora per altri tre numeri, alternando ai disegni Ottavio Panaro, che è forse più sul pezzo rispetto ad altre sue prove recenti, e Fabrizio Petrossi, il primo autore coinvolto nell’ambizioso progetto di Bertani e Nucci.

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Topolino 3424

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Samu
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    Topolino 3424
    Mercoledì 7 Lug 2021, 19:10:32
    Sommario

    Topolino e il Principe della menzogna - Il Mistero delle Mousinger (Primo episodio) (Soggetto e sceneggiatura di Marco Nucci; Disegni di Ottavio Panaro)

    Musicalisota - Cornelius Day (Sesto episodio) (Soggetto e sceneggiatura di Giorgio Salati; Disegni di Nico Picone)

    Tip & Tap e l'invasione dei droni (Primo episodio) (Soggetto e sceneggiatura di Pietro B. Zemelo; Disegni di Luca Usai)

    Area 15 - Ray e il grande esperimento (Soggetto e sceneggiatura di Roberto Gagnor; Disegni di Libero Ermetti)

    Topolinia by night - Questione di Esperienza (Soggetto e sceneggiatura di Gabriele Panini; Disegni di Maurizio Amendola)

    Young Donald Duck - Quando il preside va in vacanza (Soggetto e sceneggiatura di Chantal Pericoli; Disegni di Marco Mazzarello)

    Copertina (Disegno di Andrea Freccero; Colori di Andrea Cagol):

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    Samu
    Ombronauta

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      Re:Topolino 3424
      Risposta #1: Venerdì 9 Lug 2021, 23:25:16
      Il numero di questa settimana, nel complesso, l'ho trovato piacevole.

      Il 3424 si apre con la prima puntata di quella che dovrebbe rappresentare la saga conclusiva incentrata sul personaggio di Mister Vertigo, Il Principe della menzogna.
      La storia, a mio avviso, scorre bene e coinvolge due personaggi che non mi aspettavo sarebbero stati presenti ma che mi ha fatto piacere ritrovare perché penso che possano aggiungere una nota di colore in più ad una vicenda che, personalmente, mi intriga e che mi lascia molto curioso riguardo ai suoi sviluppi.

      Le due storie successive vedono entrambe protagonista il personaggio di Qua.
      La prima costituisce l'ultimo episodio di Musicalisota, il tour estivo dei Bumpers che si chiude proprio nella città di Paperopoli.
      Devo dire che i due episodi precedenti della serie non mi avevano chissà quanto entusiasmato e li ho trovati meno coinvolgenti dei primi due.
      Quest'ultima puntata invece si è rivelata piacevole, soprattutto per il rapporto che emerge tra Paperino e Qua, con il primo che dimostra di voler sostenere il proprio nipotino e di ricucire quel piccolo strappo che si era creato al termine del terzo episodio.
      Molto carine anche le vignette che mostrano la commozione di Buff, l'organizzatore del Tour dei Bumpers, e che sente di aver condiviso una bella esperienza, quasi da protagonista, al fianco di alcuni ragazzi inesperti ma desiderosi di esprimere la propria passione per la musica e di crescere come gruppo.

      Molto gradevole poi la nuova storia di Area 15 e che vede protagonista, oltre ai personaggi di Qua e di Ray, anche il simpatico Archimede.
      La storia si svolge quasi interamente sotto una pioggia battente che ben descrive il tormentato stato d'animo di Ray, deluso e amareggiato da quello che considera l'ennesimo fallimento nella sua aspirante carriera di fumettista.
      Questo sentimento di amarezza lo porterà a dubitare delle sue stesse capacità creative, quando invece Qua sarà pronto, con fermezza e decisione, a dimostrare la stima e la fiducia che prova nei suoi confronti e che verrà rafforzata dall'intervento dello stesso Archimede.
      La storia mi è piaciuta proprio per il tema che tratta, per quella fiducia in sé stessi che a volte può vacillare e che è importante recuperare per esprimere al meglio il proprio valore e la propria abilità.
      Dal punto di vista grafico poi, posso dire che apprezzo davvero tanto lo stile di Libero Ermetti, dinamico, pulito e che, secondo me, riesce ad esprimere con una grande naturalezza i sentimenti e gli stati d'animo provati dai personaggi, tanto da renderli vividi e quasi "umani".

      Per quanto riguarda il resto, ho trovato carina la storia di Zemelo (anche se, durante la lettura, ho avuto la forte sensazione che fosse stata interrotta di netto per consentirne la divisione in due puntate) mentre le ultime due storie, sinceramente, non mi hanno detto granché.

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      Atius
      Gran Mogol

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        Re:Topolino 3424
        Risposta #2: Sabato 10 Lug 2021, 10:08:38
        Ma Ermetti quanto è migliorato? Alcune scene, specie quelle sotto la pioggia, sono spettacolari.
        O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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        Gladstone
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          Topolino 3424
          Risposta #3: Domenica 11 Lug 2021, 18:44:43
          Recensione Topolino 3424


           Relatability. Tutto sommato, se si dovesse individuare un termine specifico per descrivere il nuovo corso bertaniano di Topolino – rimanendo per di più al passo con un certo tipo di lessico altrimenti intraducibile –, sarebbe proprio questo. Molte volte, anche qui sul Papersera, è stato fatto notare come il progetto di legare le storie di Topi e Paperi al più ampio contesto attuale, trovando così un riscontro ancor più diretto con il target di riferimento della rivista, sia la stella polare dell’attuale Direzione.

           Target, del resto, è l’altro anglicismo che meglio identifica il Topolino degli ultimi anni, mese più mese meno. Fatta questa necessaria premessa, è sempre più evidente come il “totem del core target” sia da prendere in considerazione come primo fattore per la fruizione delle storie: dolersi, come talvolta accade, di alcuni contenuti troppo… giovanili non è l’approccio più corretto da utilizzare nei confronti di fumetti che poggiano scientemente sulla possibilità di immedesimazione dei lettori più piccoli nelle avventure dei personaggi Disney degli attuali anni Venti.

           Le avventure proposte su Topolino 3424 corrispondono esattamente e forse più che in passato a tutto ciò. Anzi, sembra che questo albo sia quello con più storie a tema teen in assoluto: ben quattro su sei, volendo includere anche il brevissimo e dimenticabilissimo raccontino notturno di Panini e Amendola. Forse è un caso, dato che già dal prossimo numero saranno di nuovo gli adulti a riprendere saldamente possesso delle pagine del giornale, da Bum Bum a Paperoga passando per Gambadilegno, Trudy e Sgrinfia. Se di semplice coincidenza trattasi, certamente è indicativa della grande attenzione a tematiche in qualche modo più familiari e quotidiane per la platea di giovani lettori.

           
          La grande attesa

           L’assortimento, per quanto possa essere ritenuto troppo “targhettizzato”, è in realtà molto vario e mostra nel modo migliore possibile una gran varietà di approcci autoriali alla materia.

           Archiviata nel numero scorso la scalata al successo calcistico del 313 FC raccontata con criterio e passione da Nucci e Intini, sul 3424 sono le vicende musicali di Qua e dei Bumpers ad arrivare al traguardo. In Cornelius Day, infatti, Giorgio Salati e Nico Picone conducono il lettore alla meta paperopolese dopo aver presentato nuovi luoghi, contesti e abitanti di varie altre zone del Calisota.

           All’ombra di una statua di Cornelius Coot addobbata a festa, i nodi di questo piccolo romanzo di formazione vengono a sciogliersi, risollevando proprio in occasione del finale una lunghissima storia a puntate. In particolare, anche all’interno di una logica di (ri)costruzione delle relazioni tra i personaggi in nome della suddetta relatability, è il rapporto tra Paperino e Qua a rinsaldarsi dopo quanto accaduto nel quarto episodio.

           È un modo, nemmeno troppo velato, di ricollegarsi anche a Buona fortuna Qua di Gagnor e Sciarrone, nella quale però il tema dell’iniziale incomunicabilità tra zio e nipote si riallineava in maniera molto meno problematica alla capacità da parte di Paperino di capire e interpretare i pensieri del giovane paperotto.

           Sostanzialmente avviene la stessa cosa anche in questo caso, ed è effettivamente il risultato migliore raggiunto dalla storia di Salati, in particolar modo in una sequenza risolutiva che si svolge durante l’ultimo concerto dei Bumpers. Per il resto, gli aspetti più intimistici, che vanno avanti per pagine e pagine anche nell’epilogo, sono il centro di gravità permanente di una sceneggiatura volta alla ricerca di una rappresentazione più profonda dell’animo dei protagonisti, sconfinando però a volte in un eccesso di malinconia di maniera.

           
          Colpo di scena!

           Un plauso va a Picone che, rispetto agli esordi in cui la mimesi dello stile intiniano si rilevava probabilmente limitante per la sua sensibilità artistica, sembra aver trovato la giusta dimensione in cui spaziare. Al di là della recitazione dei personaggi, è notevole la costruzione delle tavole, alternando con criterio ampie scene panoramiche a sequenze di puro dialogo.

           Ad alzare di più il tiro e a colpire nel segno è invece Roberto Gagnor con un episodio autoconclusivo di Area 15, Ray e il grande esperimento, cui è dedicata anche la copertina. Il dato macroscopico più evidente, in questo caso, è l’intitolazione a una delle giovani new entry dell’ultimo anno, presente del resto anche nel tour di Musicalisota: un modo ulteriore di arricchire il cast con elementi più che interessanti capaci di condividere la scena con gli standard character senza arrivare a rubarla e tenerla per sé.

           
          C’è aria di crisi

           Diciamo subito le cose come stanno: Gagnor confeziona una delle storie migliori della sua produzione. Giocando sempre sulla questione della relatability, Qua e Ray sono due preadolescenti perfettamente credibili nelle loro emozioni, relazioni, ansie, aspettative, rinunce, silenzi, rivalità. In sole venti tavole si sviluppa una vicenda molto semplice dal punto di vista della trama, ma al contempo la tematica dell’amicizia è trattata con delicatezza e senza retorica, spesso e volentieri vuota e fine a sé stessa.

           Il ruolo di mentore e di “zio ad honorem” occupato stavolta da Archimede è necessario a far svoltare e rinsaldare il rapporto tra i due paperotti, e la stessa handbike non è altro che un pretesto narrativo: contrariamente a quanto si potrebbe immaginare anche solo guardando la copertina, infatti, non c’è in ballo l’ennesimo trofeo all’interno di una qualche competizione cittadina.

           Si sposano molto bene con i testi i disegni (e le ombreggiature digitali) di Libero Ermetti, un giovane autore da tenere sempre più d’occhio per la spiccata capacità artistica con la quale riesce a rendere vivissimi e credibili i personaggi. Inoltre, Ermetti dona in questa occasione quel pizzico di apprezzabile virtuosismo in più nella sequenza in flashback sul passato di Archimede, specialmente nella caratterizzazione vintage di alcune comparse.

           
          I riferimenti grafici che mandano in brodo di giuggiole noi vecchiacci

           Ciò che comunque continuano a dimostrare le vicende, autoconclusive o meno, legate al ciclo di Area 15 è l’effettiva fecondità dell’idea di un club attorno al quale ruotano personaggi storici e nuovi coprotagonisti del cosmo paperopolese. La serie, inaugurata nel 2020, naviga con una certa sicurezza su una rotta che alterna strizzate d’occhio al mondo nerd – probabilmente un po’ più anagraficamente cresciuto rispetto ai nipotini e ai loro amici – a storie sull’amicizia più pura. In tal senso i giovani lettori possono contare su un’attenzione calibrata nei loro confronti da parte di autori che sembra sappiano trattare certi argomenti. E non era così scontato fino a poco tempo fa, quando sembrava bastasse un noioso riferimento al “Papernet” di turno per far finta di aver capito il proprio target.

           Una diversa sensibilità arriva naturalmente con l’ennesimo episodio di Young Donald Duck, che cerca di parlare a un pubblico più trasversale da un punto di vista geografico: le storie di questa serie, tutte pensate in origine per il mercato internazionale, presentano di conseguenza uno stile di scrittura sensibilmente differente rispetto alla media abituale di Topolino. È il caso di Quando il preside è in vacanza, di Chantal Pericoli e Marco Mazzarello. Ciò che continua a non tornare del tutto è l’effetto di straniamento nel vedere gli standard character in ruoli – forse – non adatti al loro spirito, piegandoli alle esigenze di trama.

           
          Scambiarsi di ruolo… vera avanguardia?

           Certo, Paperino, Topolino & Co. sono stati giovanissimi come i nipotini e li abbiamo visti più di una volta muoversi bambini o ragazzini nel loro passato, ma il contesto fortemente attualizzante in cui sono calati li rende quasi fuori posto rispetto a ciò che si va a raccontare, senza riuscire a sfruttare fino in fondo le loro enormi potenzialità (a differenza della notevole sperimentazione proposta nella quasi omonima collana di romans graphiques editi da Hachette).

           È prevalentemente una questione di setting stabilito a priori in fase di studio della serie, non della qualità delle singole storie. In questo senso, infatti, l’episodio confezionato da Pericoli è abbastanza buono nell’economia più generale di Young Donald Duck, presentando delle scenette abbastanza gradevoli. Resta però uno scarto incolmabile con le “nostrane” e più genuine Area 15 e Calisota Summer Cup o con la stessa Musicalisota.

           
          Il discorso sulla relatability riguarda anche i genitori dei lettori!

          Molto più tradizionale è invece la vicenda in due parti Tip & Tap e l’invasione dei droni, di Pietro Zemelo e Luca Usai. Non vengono proposti discorsi preadolescenziali e non si fa di certo introspezione; si sceglie piuttosto di puntare sulla commedia disneyana più classica, legando il tutto alla sponsorizzazione del gadget estivo allegato a Topolino dal numero 3425, il Topodrone.

           Per certi aspetti sembra di essere tornati al 2011, quando sul giornale la tecnologia più in voga del momento diventava il pretesto per mettere in moto l’azione dei personaggi. Rispetto all’iPap, però, un piccolo drone è di sicuro più accessibile e forse più desiderabile dal solito core target, e la prima parte della storia con Tip & Tap scritta da Zemelo è al momento utile a far salire curiosità e hype per l’oggetto in questione.

           Non rimane che l’avventura mystery posta in apertura dell’albo. Va infatti in scena la prima puntata dell’epilogo(?) della saga di Mister Vertigo, personaggio “comparso” sulle pagine del settimanale all’incirca un anno fa. In Topolino e il principe della menzogna, Marco Nucci si riallaccia al finale della precedente Ombra di Mister Vertigo facendo interagire maggiormente il protagonista con Orson Kane, l’editore dal nome più parlante che sia mai esistito.

           La vicenda che prende avvio con Il mistero delle Mousinger sembra al momento costruita sugli stilemi più rodati e classici del giallo topolinesco, forte di una campagna pubblicitaria sufficientemente martellante legata a un concorso a premi: coinvolgere i lettori nella soluzione dell’enigma sembra essere al momento lo scopo principale dell’“operazione Vertigo”. Le premesse da cui si parte in questo caso sono abbastanza semplici: sette macchine da scrivere difettose, sette acquirenti che se le sono aggiudicate all’asta in passato, sette (o più) potenziali sospettati tra i quali potrebbe esserci proprio l’evanescente e imprendibile villain.

           Il tutto è portato avanti dall’ormai solita monomania ossessiva di Topolino per questo antagonista e per lo stato di angoscia collettiva nel quale Vertigo riesce, di quando in quando, a trascinare l’intera Topolinia. Per il resto si segnala l’introduzione di Eta Beta e Flip nella serie e, se l’esperienza insegna qualcosa, il loro coinvolgimento sarà in qualche modo più che risolutivo. La lunga cavalcata verso la conclusione(?) del dossier Vertigo procederà ancora per altri tre numeri, alternando ai disegni Ottavio Panaro, che è forse più sul pezzo rispetto ad altre sue prove recenti, e Fabrizio Petrossi, il primo autore coinvolto nell’ambizioso progetto di Bertani e Nucci.

           


          Voto del recensore: 3/5
          Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
          https://www.papersera.net/wp/2021/07/11/topolino-3424/


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            Re:Topolino 3424
            Risposta #4: Martedì 13 Lug 2021, 10:37:33
            Ma perchè Gagnor quando sceneggia PK sembra dimenticarsi le basi su come trattare i personaggi? Le sue storie sul topo mi danno sempre un senso di grande naturalezza da parte del cast da lui gestito che in PK non si vede per niente. Davvero un peccato, eppure le capacità per scrivere storie d'impatto anche dal punto di vista emotivo ci sono.
            « Ultima modifica: Martedì 13 Lug 2021, 13:41:10 da ArtoriasTheAbyssWalker »

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              Re:Topolino 3424
              Risposta #5: Martedì 13 Lug 2021, 11:29:01
              Ok che il numero nuovo sta per uscire,ma ci sono soltanto due recensioni questa settimana? :surprised:
              Non è che sia un segno che rimanga poco da dire? O siete tutti in vacanza? ;D
              Io ancora non lo ho letto,ma segnalo che per l'ennesima volta hanno sbagliato a scrivere la pagina della soluzione del tipo enigma

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              Luxor
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                Re:Topolino 3424
                Risposta #6: Martedì 13 Lug 2021, 12:59:18
                Ma perchè Gagnor quando sceneggia PK è un cane mentre per il resto sembra cavarsela più che bene? ???

                Quante volte ve lo dobbiamo dire che la critica è sempre consentita, e ci mancherebbe, ma non gli insulti?

                Questo commento squalifica più te che l'autore al quale è rivolto, sei vivamente pregato di correggere il tiro perchè parliamo sempre di persone che lavorano e il lavoro merita rispetto, anche se non dovesse incontrare i nostri gusti!
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                  Re:Topolino 3424
                  Risposta #7: Martedì 13 Lug 2021, 13:42:45
                  Ma perchè Gagnor quando sceneggia PK è un cane mentre per il resto sembra cavarsela più che bene? ???

                  Quante volte ve lo dobbiamo dire che la critica è sempre consentita, e ci mancherebbe, ma non gli insulti?

                  Questo commento squalifica più te che l'autore al quale è rivolto, sei vivamente pregato di correggere il tiro perchè parliamo sempre di persone che lavorano e il lavoro merita rispetto, anche se non dovesse incontrare i nostri gusti!
                  Ho cercato di correggere il tiro esprimendo l'osservazione in maniera più garbata e mi scuso se i toni sono sembrati eccessivi SmGhost

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                    Re:Topolino 3424
                    Risposta #8: Domenica 18 Lug 2021, 17:30:08
                    Il mistero delle mousinger   (primo episodio)
                    Dopo un buon prologo convince anche il primo episodio di questa che dovrebbe essere la storia definitiva sull'identità di Mister Vertigo. Non che, una volta svelato, questo personaggio non possa continuare a 'tormentare' Topolinia come accade da decenni per altri 'cattivi'. Dipenderà dalla personalità del misterioso villain e anche dal suo aspetto fisico che, nel caso, arriveranno alla fine di questa serie. Magari qualche pagina prima, tanto per valutare se, per Nucci, sia il caso di continuare oppure finirla qui. Ambienti e personaggi interessanti (sebbene vagamente ripetitivi, anche nelle matite di un comunque bravo Ottavio Panaro) come lo è l'arrivo di Eta Beta e Flip che sicuramente avranno un ruolo determinante in questo lungo giallo.
                    MusiCalisota - Cornelius Day
                    Finisce (finalmente!) questo lungo tour dove sono sicuramente accadute diverse cose ma che, in sostanza, non sono state chissà che. Amicizia, unione, forza, perseveranza, problemi, crisi e affetti familiari sono venuti fuori senza creare però un particolare pathos. Forse più interessanti i vari luoghi geografici del Calisota, ben illustrati da un Picone in evoluzione. Questo tour musicale è stato anche un modo per visualizzare meglio lo stato dei paperi, dalle nevose montagne del nord agli assolati deserti del sud. Non do mai voti ma sento di sintetizzare il tutto con un 6,5/7- (voto che spesso prendevo alle superiori)  :))
                    Tip & Tap e l'invasione dei droni
                    Eta Beta fa addirittura il bis con i nipotini di Mickey, allegato al drone-gadget che poco mi interessa (risparmiandomi l'ennesimo allungamento dell'abbonamento) come questa storia che lo riguarda.
                    Ray e il grande esperimento
                    Prima storia titolata al nuovo amico di QQQ, un paperotto sicuramente interessante e da approfondire. Bello il suo rapporto con Qua 'monitorato' da  un grande Archimede che parla dei suoi difficili inizi (l'inventore ricorda di quando, da giovane, arrivò a Paperopoli non specificando il suo luogo di origine). Bravo Gagnor e bravo anche Ermetti: senza le sue tavole plumbee questa storia non avrebbe raggiunto certe atmosfere e il suo tratto mi ricorda, a volte, il miglior Don Rosa (come da immagini postate da Gladstone).
                    Topolinia by Night - Questione di esperienza
                    Sgrinfia prende in mano le redini della situazione, non più sottoposto a Gamba o a Macchia ma 'libero' di comandare su un nuovo ladruncolo che inizialmente credevo fosse il vecchio compare Ciccia. Non ricordo il rapporto tra i due (mi sembra 'alla pari' e comunque entrambi subalterni a Pietro) ma una riproposizione della coppia non sarebbe male.
                    YDD - Quando il preside va in vacanza
                    Chantal Pericoli ci parla dell'uguaglianza e dell'importanza dei diversi ruoli delle persone lavoranti in una scuola: dal preside ai prof fino ai bidelli e agli studenti. Tutti hanno un loro ruolo importante per far girare bene una complicata macchina, senza doversi sentire inferiori o meno importanti (od essere trattati da tali). Argomento sicuramente importante inserito in una serie che non mi convince per come è ambientata: i moderni strumenti di comunicazione fanno si che i giovanissimi Mickey, Donald & Co. sembrano essere degli attuali coetanei dei loro nipotini, in una confusione temporale inevitabile. PP8, tra i tanti pregi che aveva, mostrava un generico passato senza cellulari e smartphone e questo passato, pur non riconducibile ad un periodo preciso, dava comunque il senso del tempo che passa. Qui il tempo sembra cristallizzato al presente dove uno Young Donald potrebbe incontrare Quo e uno Young Mickey Tip.
                    Topo-Enigma
                    Non ho mai commentato queste one page a fumetti inserite nelle pagine dei Giochi dove però ho notato una certa classicità dei disegni che sembrano provenire dalla Egmont. In questo episodio Topolino è sicuro che il colpevole sia Jack Sgrinfia (allarmando un preoccupato Basettoni) dando al villain pure un nome proprio. Cosa curiosa come sono stato incuriosito dalla soluzione di questo mini-giallo che viene segnalata a pagina 162 dove però c'è un'altra one page con Ciccio e Nonna Papera (A tutto Calcio di Carlo Panaro e Zanchi). Il mistero (non solo quello di Mister Vertigo) continua...  :surprised:
                    « Ultima modifica: Domenica 18 Lug 2021, 22:12:10 da Cornelius Coot »

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                      Re:Topolino 3424
                      Risposta #9: Martedì 20 Lug 2021, 08:33:46
                      Ma quanto sono fatte bene le scene dei paesaggi di Libero Ermetti? Bravo!
                      Sappiate che tutte le cose sono così: un miraggio, un castello di nubi... Nulla è come appare  -  Buddha

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                        Re:Topolino 3424
                        Risposta #10: Mercoledì 21 Lug 2021, 00:14:13
                        Bello il suo rapporto con Qua 'monitorato' da  un grande Archimede che parla dei suoi difficili inizi (l'inventore ricorda di quando, da giovane, arrivò a Paperopoli non specificando il suo luogo di origine). Bravo Gagnor e bravo anche Ermetti: senza le sue tavole plumbee questa storia non avrebbe raggiunto certe atmosfere e il suo tratto mi ricorda, a volte, il miglior Don Rosa (come da immagini postate da Gladstone).
                        Ma come Don Rosa?

                        Cosa curiosa come sono stato incuriosito dalla soluzione di questo mini-giallo che viene segnalata a pagina 162 dove però c'è un'altra one page con Ciccio e Nonna Papera (A tutto Calcio di Carlo Panaro e Zanchi). Il mistero (non solo quello di Mister Vertigo) continua...  :surprised:
                        Il mistero è risolto a pag 159. Probabilmente non hanno più modificato il numero di pagina indicato nel primo dei quiz, mi pare che anche quello della settimana scorsa si trovasse alla pagina sbagliata.

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                          Re:Topolino 3424
                          Risposta #11: Mercoledì 21 Lug 2021, 10:42:47
                          La grande notizia è che questi mini - quiz vengono dalla Francia, paese la cui produzione in Italia è poco seguita, a parte il recente arrivo dei cartonati Glenat. Ottima cosa, chissà che non arrivi qualcosa di più da Oltralpe.

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                            Re:Topolino 3424
                            Risposta #12: Mercoledì 21 Lug 2021, 13:30:18
                            Ma come Don Rosa?
                            Magari non nella sua generalità però se guardi la quadrupla postata da Gladstone soprattutto Ray mi ricorda il tratto di Don Rosa. Anche i paesaggi piuttosto 'rocciosi' mi ricordano certe matite un po' 'ruvide' del Don.
                            « Ultima modifica: Mercoledì 21 Lug 2021, 20:04:51 da Cornelius Coot »

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                              Re:Topolino 3424
                              Risposta #13: Sabato 24 Lug 2021, 14:26:02
                              Con ritardo come sempre finisco solo ora il numero in oggetto e la 'delusione' mi spinge a commentare, cosa che faccio davvero poco solitamente.

                              Non pretendo di rappresentare un campione statistico valido, anzi....ho 47 anni figuriamoci, però la linea Young devo ribadire non riesco a digerirla. Il presente numero è davvero troppo infarcito di storie di questo tipo e fatico pure a digerire la morale che sembra essere il fine massimo di alcune storie.
                              Musicalisota e Area 15 sembrano davvero il manuale di come l adolescente può affrontare i problemi della vita  e le trovo esageratamente  "educative" come se la storia fosse a servizio della 'lezione'.

                              Ognuno ha le sue preferenze e queste sono le mie per cui in un numero del genere anche la storia di mr vertigo svetta a tal punto da 'sembrare' una perla (cosa che non posso dire non avendo concluso la saga).
                              Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                               

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