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Topolino ieri e oggi

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    Topolino ieri e oggi
    Martedì 13 Lug 2021, 20:28:59
    Sulla scia dell'interessante articolo di Nicola: https://www.papersera.net/wp/2021/07/13/topolino-ieri-e-oggi-prima-parte/
    E in vista del prossimo articolo di Bramo, apro il topic dove discutere della differenza tra il Topolino di ieri e quello di oggi. Che cosa è cambiato? Perchè i lettori sono diminuiti? La qualita è peggiorata o è il pubblico ad essere cambiato?

    Questo è il posto giusto per parlarne :)
    Quando hai capito che è tutto uno scherzo, essere Il Comico è l'unica cosa sensata.
    Watchmen, Alan Moore and Dave Gibbons

    Disney Compendium Floyd Gottfredson: http://www.ilsollazzo.com/c/disney/lista/fumetti-gottfredson

    Il mio mercatino: https://www.papersera.net/forum/index.php/topic,6635.0.html

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    Topaccio
    Evroniano
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      Re:Topolino ieri e oggi
      Risposta #1: Martedì 13 Lug 2021, 21:42:32
      Faccio i complimenti all'autore dell'articolo perchè lo ritengo molto veritiero e conforme anche alla realtà di come stanno andando le cose.
      Tutto corretto perchè realmente Topolino ha perso quel "tatto" nei confronti del lettore che aveva prima.
      Ora è tutto un "compra questo gadget con questa testata , l'altro pezzo nell'altra" o "vuoi il gadget completo? Allunga l'abbonamento! (prima di panini lo potevi allungare id pochi di pochi mesi e avere los tesso il gadget ora parliamo di un intero anno e io da abbonato ci posso cascare " una volta sola)

      Condivido anche il discorso sugli articoli e le storie, che prima erano un ventaglio per tutte le età mentre ora tutta robetta per bambini/ragazzini, compreso , ma sono gusti, i vari reboot che negli ultimi mesi hanno fato sui vari personaggi (Parlo di tutte le storie con Topolino &co che vanno a scuola, all'università e poi intraprendono storie da zero).

      Su una cosa però voglio contraddire l'articolo, e l'autore spero non si offenda: Non concordo con il pezzo , cito testualmente, "A differenza degli altri albi a fumetti (sia umoristici che realistici) Topolino è l’unico a non essere dedicato ad un singolo personaggio o contesto ed è per questo,"
      Ricordo all'autore che allo stato attuale, tranne piccole pietre miliari come il ormai defunto "corriere dei piccoli", in Italia esiste ancora una testata concorrenziale a Topolino : IL Giornalino.

      Questa testata, e chi sta scrivendo è tuttora abbonato, ha da sempre fatto concorrenza diretta a Topolino ed è cosi andata pari passo che anch'essa ha ridotto col tempo parte della qualità interna, puntando quindi solo su fasce di età minori . (Hanno abbandonato tutti i vecchi autori e ora pubblicano storie ed argomenti che non riescono ad quella maturità tale da colpire noi gente matura).
      Giusto per precisare la cosa perchè io tengo molto a Topolino ma sono cresciuto per tanti anni con "il Giornalino" e li ho sempre trovati alla pari .

      Concludo dicendo che vorrei anche porre una riflessione finale. Visto che sia il Giornalino che Topolino , per quanto siano ancora in stampa, ormai si indirizzano ai giovanissimi: Sarà che questa riduzione dei lettori sia dovuta al fatto che sempre meno giovani leggono fumetti perchè hanno la testa agli smartphone?

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      micchi
      Evroniano
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        Re:Topolino ieri e oggi
        Risposta #2: Mercoledì 14 Lug 2021, 20:30:53
        Su una cosa però voglio contraddire l'articolo, e l'autore spero non si offenda: Non concordo con il pezzo , cito testualmente, "A differenza degli altri albi a fumetti (sia umoristici che realistici) Topolino è l’unico a non essere dedicato ad un singolo personaggio o contesto ed è per questo,"
        Certo che no, ci mancherebbe! anzi, mi fa piacere che -per il resto  :) - non sono il solo a pensarla così...

        Ricordo all'autore che allo stato attuale, tranne piccole pietre miliari come il ormai defunto "corriere dei piccoli", in Italia esiste ancora una testata concorrenziale a Topolino : IL Giornalino.
        E' vero, e ce n'erano anche altre come il Monello, l'Intrepido, Linus o Skorpio (che scopro ora essere ancora in edicola) ma anche Comic Art o l'Eternauta (anche se non troppo "per ragazzi"), ma tutte queste, a differenza di Topolino, non sono dedicate ad uno specifico "universo" sono dei contenitori di storie a fumetti dalla diversa provenienza, come se fossero delle antologie. Mi dirai che era proprio ciò che volevo evidenziare quando ho fatto il confronto con le testate bonelliane ed è vero anche questo  :) ciò che volevo dire era che, secondo me, chi compra un fumetto è perché apprezza il genere di storie che propone (che gran scoperta  ;D ) quindi come fare per cercare di interessare più persone possibile? con qualcosa che "non sia" la storia a fumetti ma qualcos'altro di trasversale. Ora non so il Giornalino che, confesso, non ho mai letto, ma nel Corriere dei Piccoli non mi pare di ricordare altro di significativo oltre alle storie e le altre riviste che ho citato avevano un riferimento generazionale più definito.

        In Topolino, invece, rubriche come il Corrierino della Musica, Vi parla Nicolò Carosio, Salvator Gotta risponde a..., i grandi amici di Topolino, ma anche i quiz/indovinelli/curiosità erano senza età e potevano interessare chiunque: Topolino era come un settimanale "generico" che si acquistava per la famiglia, tipo un quotidiano od un'altra rivista e non era destinato esclusivamente ai più piccoli. Questa, secondo me, è stata la differenza fondamentale con le altre pubblicazioni a fumetti e che si è persa nel corso degli anni: diventando come tutti gli altri fumetti, solo con storie destinate ad uno specifico pubblico era inevitabile l'abbandono di chi non si è più riconosciuto in quel genere...

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        MarioCX
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          Re:Topolino ieri e oggi
          Risposta #3: Mercoledì 14 Lug 2021, 20:49:39
          Il Topolino degli anni sessanta e primi settanta era una bellissima rivista con bellissime storie che potevano intrigare lettori di tutte le età perché erano molto spesso drammatiche, filosofiche, ironiche e talvolta malinconiche.

          Il Topolino degli ultimi decenni è una chiassosa accozzaglia di stereotipi puerilistici che molto probabilmente annoiano anche i bambini in età prescolare.
          Mal scritto e peggio disegnato con poche eccezioni.
          Anche le storie di Casty, per quanto spesso (non sempre) apprezzabili, trovo non abbiano lo stesso pathos dei vecchi gialli di Martina o degli intrecci di Scarpa.

          E non si tratta di una questione generazionale, perché le storie italiane presenti sull'ultimo almanacco (una del 68 l'altra del 77), non le conoscevo e mi sono piaciute tantissimo anche se ho i capelli grigi.
          Le storie di oggi le trovo, nella quasi totalità dei casi, orrende.

          Perdonate la poca diplomazia, ma la chiarezza ne ha senz'altro guadagnato.
          « Ultima modifica: Mercoledì 14 Lug 2021, 20:55:43 da MarioCX »
          ...ho la febbre, ma ti porto fuori a bere...

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          Topaccio
          Evroniano
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            Re:Topolino ieri e oggi
            Risposta #4: Giovedì 15 Lug 2021, 07:23:42
            Citazione
            Ora non so il Giornalino che, confesso, non ho mai letto, ma nel Corriere dei Piccoli non mi pare di ricordare altro di significativo oltre alle storie e le altre riviste che ho citato avevano un riferimento generazionale più definito.

            Scusa se ti rispondo ora ma la notifica via email di questo topic non mi è arrivata.
            Rispondo anche per gli altri del gruppo spiegando che Il Giornalino è una testa che con Topolino condivide molte più cose di quel che si pensa .
            Prima cosa è una rivista estremamente longeva (Nasce nel 1924) e in comune ha alcuni storici disegnatori italiani che passarono di qui prima di arrivare sul Topo (Ad esempio Bottaro di cui sui GC 64 sto rileggendo una sua storia)

            Tolto questo andiamo ai contenuti.
            Diciamo che fino ai 2000 è stato pressoché invariato anche se , proprio come il topo, da grandi storie tutte abbastanza mature si è poi stabilizzato in un mix tra storie mature e più puerili.
            Lui personaggi è stato, secondo la tua prospettiva di "Un solo universo" , una via di mezzo perchè all'interno i personaggi erano gli stessi per anni di cui alcuni erano fissi (Tipo Fra Tino di Athos o Pinky) mentre altri ruotavano a settimana in base alle storie .
            Sulle storie in base al personaggio ci stavano quelle a strip, le autoconclusive e quelle a puntate .
            Gli inserti interni erano un po per tutte le età ma principalmente indirizzate ai ragazzi delle superiori (La posta, angolo dedicato agli eventi, angolo dedicato ai giochi, alle notizie e non ricordo ora se ci stava altro)
            Sui Gadget non andò mai nella stessa direzione del topo perchè fu gloriosa per i suoi raccoglitori con schede del "conoscere insieme" (Una mini enciclopedia che trattava più materie scolastiche tramite proprio delle schede forate)  .

            Tutto questo fino agli anni 2000-2010 da cui tutto poi inizio a scemare come contenuti . Prima tolsero i gadget e le raccolte, poi iniziarono a sparire i grandi disegnatori che avevano (Alcuni magari morirono ) e infine si è passati ad oggi con una riduzione sia della qualità delle storie (Banali con un tratto e una sceneggiatura molto infantile o con scopo prettamente educativo sulle tematiche giovanili)  sia della quantità .

            Altra differenza col Topo è che questa rivista ha una distribuzione solo tra edicole, forse fumisterie, ma soprattutto parrocchie perchè editorialmente appartiene alla SanPaolo (Quella di Famiglia Cristiana e compagnia per intenderci)

            Scusate l'enorme OT ma era giusto per dare un'idea di quello che è questa testata da me citata.

            *

            Cornelius Coot
            Imperatore della Calidornia

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              Re:Topolino ieri e oggi
              Risposta #5: Venerdì 16 Lug 2021, 17:47:13
              Che cosa è cambiato?
              Tutto e niente. La società è profondamente cambiata e il Topo relativamente: un cambiamento più di forma (via i vecchi telefoni e i vecchi Manuali, personaggi circondati da smartphone, cellulari, computer e, purtroppo, da un asfissiante politically correct) che di sostanza (che comunque c'è, rappresentata da nuovi linguaggi, da approfondimenti e diversi punti di vista su alcuni personaggi - vedi Gastone, QQQ - oltre che da nuovi plot per nuove ambientazioni e nuovi character - dalle recenti serie giovanili ai più storicizzati Fantomius, PP8, PiKappa, DoubleDuck...). Svolte attuate soprattutto dagli anni '90, decennio rivoluzionario che potrebbe fare da 'cresta di confine' tra un 'prima' e un 'dopo', tra uno 'ieri' e un 'oggi' (definizione relativa viste le altre 'creste' tra un prima e un dopo avvenute negli anni precedenti se non attuali - vedi la 'rivoluzione paniniana' - però questa dei 90' mi pare la più 'forte').
              Perché i lettori sono diminuiti?
              Perché leggono meno in generale. Una rapida occhiata ai titoli dei giornali in Internet (anche perché se non sei abbonato non puoi certo finire gli articoli) e i cartacei (fumetti compresi) sono dimenticati. Anche i bambini/ragazzini preferiscono leggere cose brevi e personali sul tablet piuttosto che sedersi con un libro (o un fumetto) in mano.
              La qualita è peggiorata o è il pubblico ad essere cambiato?
              Il pubblico è notevolmente cambiato (per ciò che ho scritto prima) come è cambiata la qualità (del fumetto Disney): non peggiorata ma diversa, anche per una ragione naturale. I vecchi autori non sono immortali ed i ricambi generazionali sono stati, in oltre 75 anni (considerando gli ultimi tempi del TopoGiornale del dopoguerra) almeno quattro (negli anni '50, '70, '90 e adesso).

              C'è da dire che questo può essere visto come un fenomeno generale ma anche tipicamente italiano. Leggendo l'ultima intervista a Camboni, da anni fumettista in Francia, in quel paese, per varie ragioni, il fumetto è altamente considerato, esposto nelle librerie delle case a fianco dei libri e non relegato a scatoloni o ceste (se va bene che non è stato buttato via). A questa esposizione 'decorosa' (da noi limitata ai collezionisti e agli appassionati del genere) corrisponde un venduto cartaceo ancora notevole, per quanto collegato (penso) più alle graphic novel che al fumetto Disney tout court. E comunque anche i cartonati della Glénat saranno sicuramente esposti negli scaffali del 'salotto buono' di una media casa francese. Cosa che da noi capita molto più di rado con quelli della Panini, e non per colpa dell'editore.
              « Ultima modifica: Venerdì 16 Lug 2021, 19:51:21 da Cornelius Coot »

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              Paolo
              Flagello dei mari
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                Re:Topolino ieri e oggi
                Risposta #6: Venerdì 16 Lug 2021, 18:13:47
                Rispondo anche io alle considerazioni di Nicola, in attesa della replica di Bramo, e con la consapevolezza che il discorso potrebbe allargarsi a dismisura...

                Citazione
                Non ho elementi per distinguere quale sia la causa e quale l’effetto tra la riduzione della tiratura e quella delle rubriche presenti, in varia forma, fin dal primo numero del tascabile, ma è proprio dal 1976 che si presentano entrambe.

                Non credo di ravvisare un rapporto causa effetto così diretto nei due fenomeni (statistici qui intorno per calcolare il chi quadro?), sono sicuro che se avessimo a disposizione i dati dell'offerta televisiva per ragazzi potremmo rilevare un indice di correlazione molto più significativo: la sentenza che diede il via alla liberalizzazione delle frequenze radio e tv è - guarda caso - proprio del 1976, e dal 1975 al 1978 furono trasmesse in prima tv sette serie di cartoni giapponesi, nei due anni successivi se ne aggiunsero ben 39 e il numero continuò a crescere nei primi anni Ottanta (127 solo tra il 1981 e il 1983)... direi che c'è abbastanza materiale per considerare stravolto il bacino del mercato di riferimento!

                So che l'utilizzo di un'esperienza personale è un abominio all'interno di un'analisi con pretese di correttezza, però mi ricordo benissimo di come Goldrake fosse l'unico soggetto che riuscisse a svuotare i cortili di gioco nel pomeriggio: più di mamme e nonne urlanti dai balconi, più dello spauracchio dei compiti, più della pioggia.... e di certo più dell'uscita del Topolino settimanale, che comunque allora leggevamo in parecchi!

                Da allora va considerato che non sono solo i tre euro (o le 300 lire di allora) che Topolino e i suoi competitor si litigano sul mercato, ma la battaglia è innanzitutto sul tempo necessario per fruire delle varie offerte: partite a Fifa sulla Playstation, video su TikTok, serie tv su Netflix, lettura di un albo a fumetti, ma anche lezioni di musica, di inglese, di judo, pallavolo, logopedia, doposcuola, compiti, ecc, ecc, ecc... L'acquisto di un fumetto implica un successivo impegno nel leggerlo, più o meno approfonditamente, cosa che può avvenire solo se si ha tempo a disposizione. E' per questo che storicamente d'estate con le vacanze da scuola si vendono più copie che d'inverno.

                Ci sono almeno altri due casi, però, che vanno considerati come causa d'acquisto diversi dalla lettura: il puro e semplice collezionismo "da accumulo" o - più diffusamente - la presenza di un gadget allegato alla rivista (tipicamente a prezzo ridotto rispetto ai giocattoli standard potendo contare su un'aliquota IVA al 4% come allegato stampa anziché 22%!)
                Oggi quanti bambini vorranno farsi comprare il Topolino con il drone non per leggere le avventure di Paperino & Co. ma solo per far svolazzare il quadricottero?

                Citazione
                - La Segretaria per tutti
                 (cut)
                 - Storia di frasi / Storia di nomi

                Tieni a mente che quasi tutte queste iniziative erano anche finalizzate a fare pubblicità più o meno occulta a giocattoli (non hai vinto a se lo sai rispondi? Magari lo chiedi ai tuoi genitori per natale/compleanno) o -peggio- coinvolgere il partecipante in campagne di marketing finalizzate all’acquisto di enciclopedie dalla dubbia utilità: era il mass-market dell’epoca.
                Tutto ciò, ovviamente, era possibile perché era coinvolto in prima persona (giuridica) un colosso come Mondadori. Colosso sia di risorse economiche, sia di iniziative innovative per l’epoca e sia dal punto di vista culturale con la possibilità di coinvolgere nella redazione di questi articoli nomi di una certa rilevanza nella cultura italiana dell'epoca: in Mondadori non entravi se eri un improvvisato nerd appassionato di fumetti!

                Oggi - ahimè - l’attualità sulla carta stampata è morta.
                L’approfondimento non è gradito (siamo un popolo di lettori di titoli), quindi cosa resta?
                Niente.
                Niente sul mercato "generalista", ovvio: approfondimenti di nicchia restano sempre attivi (tenetelo presente per comprendere meglio alcuni punti successivi del mio sproloquio).

                Citazione
                comparivano articoli di attualità o divulgativi (in occasione di qualche avvenimento particolare) oltre a quelli legati più direttamente al mondo disneyano

                Soprattutto l’uscita dei film Disney: mettevi in moto (e ti appoggiavi) un canale dalle risorse taaaanto più importanti di quelle del fumetto!
                Il tema e i protagonisti del film Disney dell'anno erano leader nella realizzazione di giocattoli, abbigliamento, libri... praticamente tutti i prodotti per il mercato dei più giovani.
                Ora tale canale sembrerebbe essere non solo chiuso, ma addirittura inibito dalle politiche della casa madre.

                Citazione
                Testate pure destinate esplicitamente a determinate categorie di lettori con la conseguenza di escludere automaticamente dall’acquisto tutti coloro fuori target. Uno dei motivi del successo di Topolino, al contrario, era stata proprio una generale trasversalità.

                Vero, verissimo: il Topolino di allora era "indifferenziato", catturava l'attenzione (per tutta una serie di ragioni) del bambino che doveva imparare a leggere e veniva comunque letto/sfogliato dall'adulto.
                Era anche però un periodo di poche scelte: pochi canali TV, i libri erano comunque mediamente più costosi di oggi, al cinema c'erano film che duravano più tempo, anche le radio, fonte di notizie e di indirizzo culturale pop, erano poche. Quindi il pubblico era formato da una massa molto poco distinta, alla quale erano rivolti spot indifferenziati per una fruizione passiva.

                Il mercato - indipendentemente dalle vicende topolinesche - è poi evoluto verso sistemi diversi: concetti quale il target, l'esasperazione delle 7 P del marketing, la misurazione del risultato nel breve periodo, le analisi di mercato, ecc...

                Chi non si è adeguato è sparito, in tutti i campi: dalle automobili ai liquori, dall'abbigliamento ai fumetti. Topolino ha avuto la fortuna di essere stato in mano ad un'azienda (la Mondadori) che aveva grossi interessi/collaborazioni con il mondo della pubblicità, ed ha quindi potuto seguire questa strada senza grossa fatica, anzi! La numerosità della redazione ha permesso lo sviluppo contemporaneo di più testate, la conoscenza del mercato - grazie alla SIPRA - era molto ampia dato il parco testate controllato da Mondadori, e il passaggio alla Disney ne ha indubbiamente giovato.

                Oggi il mercato - frammentatissimo anche "grazie" alle scelte potenziali di impiego del tempo che può avere il consumatore - non può sostenere una scelta generalista: prima si individua un'area nella quale si vuole competere, e poi si identifica il prodotto che si vuole usare per "vincere". Pensate alle librerie, ad esempio... già prima dello tsunami Amazon erano state schiantate dai grandi marchi: le Feltrinelli, la Mondadori, ecc... solo in quelle si potevano trovare tutti i titoli. Nelle librerie indipendenti l'unica speranza di sopravvivenza era la specializzazione: psicologia, storia, narrativa estera, gialli, ecc. L'offerta era rivolta a un pubblico ben definito che poteva trovare non solo il libro del momento, ma soprattutto titoli di nicchia e competenza del libraio (raramente un commesso, ma il proprietario).

                Oggi nell'ambito del nostro interesse, per riuscire in edicola hai due alternative:
                 - un pubblico di riferimento ben identificato (collezionisti, ragazze, pre school, pkers, ecc.) e un "curatore" appassionato e competente, lo vedete dal successo del Papersera (che ancora vive oltre le 4 uscite iniziali previste), dell'Almanacco (che apparentemente è stato accolto benissimo), dei GCD, ecc.
                 - il prodotto di massa, non differenziato, curato un tanto al chilo, che ristampa storie per fare "conto paro" con il numero di pagine a disposizione, e che comunque incontra un segmento a questo interessato.

                Citazione
                In definitiva, il Topolino degli anni Sessanta e Settanta non era solo un contenitore di storie a fumetti – come tanti altri – ma rappresentava un universo che offriva tutto ciò di cui si aveva bisogno per crescere e divertirsi.

                Esatto, allora era sufficiente, conteneva tutto ciò di cui si aveva bisogno per crescere e divertirsi. Oggi no, sia perché è cambiata la domanda del mercato (c'è qualcuno che pensa che un bambino/ragazzo di oggi possa essere soddisfatto nei suoi bisogni ludici/di svago dal Topolino settimanale???) sia perché probabilmente quello che vi si trova all'interno non riesce ad appassionare il lettore per forma o per contenuti. Cosa e come bisognerebbe metterci? Non ne ho idea.

                Bof... vabbè, ci sarebbe altro da aggiungere, ma voglio leggere prima quello che dice Bramo e le vostre eventuali repliche.

                  -Paolo
                Orrore! Panzaal non è Panzaal!

                *

                micchi
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                  Re:Topolino ieri e oggi
                  Risposta #7: Venerdì 16 Lug 2021, 19:28:44
                  Citazione
                  Ora non so il Giornalino che, confesso, non ho mai letto, ma nel Corriere dei Piccoli non mi pare di ricordare altro di significativo oltre alle storie e le altre riviste che ho citato avevano un riferimento generazionale più definito.
                  Scusa se ti rispondo ora ma la notifica via email di questo topic non mi è arrivata.
                  Anzi, grazie per l'appassionata descrizione, anche se non mi era del tutto sconosciuta è bene ricordare l'unica altra rivista per ragazzi sopravvissuta... magari, nel suo caso, ha pure contribuito dal diffusione non proprio capillare  :-\ (io l'ho vista solo nella libreria delle edizioni Paoline in città)

                  *

                  micchi
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                    Re:Topolino ieri e oggi
                    Risposta #8: Venerdì 16 Lug 2021, 19:48:08
                    C'è da dire che questo può essere visto come un fenomeno generale ma anche tipicamente italiano. Leggendo l'ultima intervista a Camboni, da anni fumettista in Francia, in quel paese, per varie ragioni, il fumetto è altamente considerato, esposto nelle librerie delle case a fianco dei libri e non relegato a scatoloni o ceste (se va bene che non è stato buttato via). A questa esposizione 'decorosa' (da noi limitata ai collezionisti e agli appassionati del genere) corrisponde un venduto cartaceo ancora notevole, per quanto collegato (penso) più alle graphic novel che al fumetto Disney tout court. E comunque anche i cartonati della Glénat saranno sicuramente esposti negli scaffali del 'salotto buono' di una media casa francese. Cosa che da noi capita molto più di rado con quelli della Panini, e non per colpa dell'editore.
                    Ogni volta che vedo confronti tra il mercato fumettistico italiano e quello estero -e francese in particolare- non faccio a meno di domandarmi perché si trascura sempre la differente quantità prodotta. Come si fa a confrontare la diffusione, per esempio, di un Asterix o di un Tin Tin con Topolino? dei primi quante storie ci sono? qualche decina? dubito che arrivino al centinaio... mi pare del tutto prevedibile che se si pubblicano una/due storie l'anno si crea maggiore attesa e vendita, per non parlare della difficoltà di trovare nuovi spunti quando se ne devono produrre decine al mese!
                    Immaginate se le storie di Scarpa -per dire- ce le avessero centellinate in decine di anni invece di proporle settimanalmente: l'accoglienza sarebbe stata così diversa da quella francese?  ;)

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                      Re:Topolino ieri e oggi
                      Risposta #9: Venerdì 16 Lug 2021, 19:49:08
                      Concordo nuovamente con tutto ciò che scrivete perchè è la realtà delle cose, ormai sono cosi tutti di fretta e i ragazzini cosi presi da altro, che difficilmente invogli qualcuno a leggere fumetti. Pure io, che leggevo un tempo vagonate di fumetti , ora ho messo un freno a mano perchè ho il tempo che mi scarseggia di brutto . Io personalmente posso aggiungere che ho una figlia di quasi 3 anni che dapprima strappava i topolino a manetta (Fortunatamente erano le doppie copie che prendevo coi gadget in edicola ) ora li inizia a sfogliare ma , giustamente, è ancora piccola per cercare di tenere l'attenzione e si annoia anche se glielo spiego . Quello che però noto è che sia innamorata da subito di personaggi quali Pippo, Minnie e Topolino; guardandoli con un po d'interesse e spero potrà presto innamorarsene.

                      Il tempo cambia e col tempo cambiano tutte le mentalità e le nuove leggi o regolamenti sociali mettono via via più paletti. Se fate caso siamo passati dagli anni 30 al 80 con un predominio di pistole, carri armati e armi onnipresenti nei fumetti che per noi erano cose normali all'obbligo di mettere in campo qualsiasi cosa che non possa ispirare all'odio o alla guerra.

                      Citazione
                      Tieni a mente che quasi tutte queste iniziative erano anche finalizzate a fare pubblicità più o meno occulta a giocattoli (non hai vinto a se lo sai rispondi? Magari lo chiedi ai tuoi genitori per natale/compleanno) o -peggio- coinvolgere il partecipante in campagne di marketing finalizzate all’acquisto di enciclopedie dalla dubbia utilità: era il mass-market dell’epoca.
                      Tutto ciò, ovviamente, era possibile perché era coinvolto in prima persona (giuridica) un colosso come Mondadori. Colosso sia di risorse economiche, sia di iniziative innovative per l’epoca e sia dal punto di vista culturale con la possibilità di coinvolgere nella redazione di questi articoli nomi di una certa rilevanza nella cultura italiana dell'epoca: in Mondadori non entravi se eri un improvvisato nerd appassionato di fumetti!

                      Mi hai fatto venire in mente che era abitudine Mondadori mettere, nel periodo natalizio specialmente, qualche pagina al  contrario in fondo numero proprio con pubblicità di giocattoli .
                      In più ho avuto da sempre il sospetto, ma qui magari voi utenti piu esperti ne sapete meglio di me, che l'assenza di pubblicità esplicite/implicite dei giocattoli sia stata regolamentata da qualche legge sul consumo o roba del genere, un po come nella tv che ora sono obbligati a scrivere se usano prodotti sponsorizzati.

                      Citazione
                      C'è da dire che questo può essere visto come un fenomeno generale ma anche tipicamente italiano. Leggendo l'ultima intervista a Camboni, da anni fumettista in Francia, in quel paese, per varie ragioni, il fumetto è altamente considerato, esposto nelle librerie delle case a fianco dei libri e non relegato a scatoloni o ceste (se va bene che non è stato buttato via). A questa esposizione 'decorosa' (da noi limitata ai collezionisti e agli appassionati del genere) corrisponde un venduto cartaceo ancora notevole, per quanto collegato (penso) più alle graphic novel che al fumetto Disney tout court. E comunque anche i cartonati della Glénat saranno sicuramente esposti negli scaffali del 'salotto buono' di una media casa francese. Cosa che da noi capita molto più di rado con quelli della Panini, e non per colpa dell'editore.

                      Questa cos aè sempre stata cosi coi Francesi e te lo dice uno che aveva un rappresentate di mercati ortofrutticoli francesi che a tipo 50 anni ancora girava con la maglietta di Colto Maltese prima ancora che qui ci fossero le magliette OVS dei Simpson o di Topolino.
                      Indagai ai tempi , anche mi apre parlando con lui, e in Francia il fumetto è una cosa da adulti non un ripiego per bimbi e vecchi lettori.

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                      micchi
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                        Re:Topolino ieri e oggi
                        Risposta #10: Venerdì 16 Lug 2021, 19:58:50
                        Rispondo anche io alle considerazioni di Nicola, in attesa della replica di Bramo, e con la consapevolezza che il discorso potrebbe allargarsi a dismisura...
                        Mamma mia quante cose ho da rispondere  ;D però mi dovrò prendere del tempo perché sono veramente tante...  ;D ;D ;D

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                          Re:Topolino ieri e oggi
                          Risposta #11: Venerdì 16 Lug 2021, 20:02:21
                          Ogni volta che vedo confronti tra il mercato fumettistico italiano e quello estero -e francese in particolare- non faccio a meno di domandarmi perché si trascura sempre la differente quantità prodotta. Come si fa a confrontare la diffusione, per esempio, di un Asterix o di un Tin Tin con Topolino? dei primi quante storie ci sono? qualche decina? dubito che arrivino al centinaio... mi pare del tutto prevedibile che se si pubblicano una/due storie l'anno si crea maggiore attesa e vendita, per non parlare della difficoltà di trovare nuovi spunti quando se ne devono produrre decine al mese!
                          Però in Francia c'è anche la vendita 'quantitativa' del fumetto Disney: vedi Le Journal de Mickey, Oncle Picsou e altre testate le cui storie arrivano principalmente da Egmont e Panini. Poche le 'indigene' di Hachette anche se il discorso sulla quantità prodotta (per quanto largamente importata) e letta resta lo stesso. Non so quanto il fumetto Disney francese da edicola possa vendere rispetto al nostro. Vista la situazione generale probabilmente un po' di più.

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                            Re:Topolino ieri e oggi
                            Risposta #12: Venerdì 16 Lug 2021, 20:55:49
                            Citazione
                            Ora non so il Giornalino che, confesso, non ho mai letto, ma nel Corriere dei Piccoli non mi pare di ricordare altro di significativo oltre alle storie e le altre riviste che ho citato avevano un riferimento generazionale più definito.
                            Scusa se ti rispondo ora ma la notifica via email di questo topic non mi è arrivata.
                            Anzi, grazie per l'appassionata descrizione, anche se non mi era del tutto sconosciuta è bene ricordare l'unica altra rivista per ragazzi sopravvissuta... magari, nel suo caso, ha pure contribuito dal diffusione non proprio capillare  :-\ (io l'ho vista solo nella libreria delle edizioni Paoline in città)
                            la diffusione principale è nelle chiese

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                              Re:Topolino ieri e oggi
                              Risposta #13: Venerdì 16 Lug 2021, 21:17:41
                              Ogni volta che vedo confronti tra il mercato fumettistico italiano e quello estero -e francese in particolare- non faccio a meno di domandarmi perché si trascura sempre la differente quantità prodotta. Come si fa a confrontare la diffusione, per esempio, di un Asterix o di un Tin Tin con Topolino? dei primi quante storie ci sono? qualche decina? dubito che arrivino al centinaio... mi pare del tutto prevedibile che se si pubblicano una/due storie l'anno si crea maggiore attesa e vendita, per non parlare della difficoltà di trovare nuovi spunti quando se ne devono produrre decine al mese!
                              Però in Francia c'è anche la vendita 'quantitativa' del fumetto Disney: vedi Le Journal de Mickey, Oncle Picsou e altre testate le cui storie arrivano principalmente da Egmont e Panini.
                              Dici che anche lì viene pubblicato praticamente un fumetto Disney al giorno?  :-X
                              Poche le 'indigene' di Hachette anche se il discorso sulla quantità prodotta (per quanto largamente importata) e letta resta lo stesso.
                              Scusa, ma come fai a dirlo? Il Journal ha solo 64 pagine, se stampasse le storie italiane ce ne vorrebbero quasi tre per fare un Topolino  ;)
                              Non so quanto il fumetto Disney francese da edicola possa vendere rispetto al nostro. Vista la situazione generale probabilmente un po' di più.
                              Oddio, considerando che costano sensibilmente di più  ;) vorrei avere qualche dato

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                                Re:Topolino ieri e oggi
                                Risposta #14: Venerdì 16 Lug 2021, 22:33:32
                                Poche le 'indigene' di Hachette anche se il discorso sulla quantità prodotta (per quanto largamente importata) e letta resta lo stesso.
                                Scusa, ma come fai a dirlo? Il Journal ha solo 64 pagine, se stampasse le storie italiane ce ne vorrebbero quasi tre per fare un Topolino  ;)
                                A parte il Journal ci sono grandi albi come Mickey Parade, Picsou Géant o la serie Trésors de Picsou (terminata) che contengono quasi tutte storie danesi e italiane.

                                 

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