Papersera.net

×
Pagina iniziale
Edicola
Showcase
Calendario
Topolino settimanale
Hot topics
Post non letti
Post nuovi dall'ultima visita
Risposte a topic cui hai partecipato
Le nostre recensioni
4 | |
4 | |
3 | |
3 | |
4 | |
5 | |
3 | |
4 | |
2 | |
3 | |
4 | |
2 | |
Topolino 3426 - Recensione di Manuel Crispo

Non è un mistero che, da quando Alex Bertani ne ha preso le redini, la formula di Topolino sia andata gradualmente modificandosi fino a giungere a quello che fra me e me ho ribattezzato Weekly Topolino Jump. Notevole è infatti la somiglianza concettuale fra il nuovo settimanale bertaniano e i magazine a fumetti nipponici, caratterizzati da un certo numero di capitoli di serie on going con la rara presenza di brevi autoconclusive dette “one shot”. In questo numero troviamo infatti quattro storie, tutte in qualche maniera appartenenti a cicli o saghe, per un numero a grandi linee divisibile in due sezioni contrapposte. Introdotto da una copertina meravigliosamente disegnata da Francesco D’Ippolito e impreziosita dalla stupenda colorazione di Mario Perrotta, Topolino 3426 si apre con la storia in due tempi Le Giovani Marmotte in Missione Tropici. Questa è la seconda grande avventura del rilancio delle Giovani Marmotte cominciato nel 2020 con Le GM in Operazione Alaska, di cui è, se non un seguito non dichiarato, una prosecuzione ideale. Le “nuove” GM, aperte anche alle ragazzine (in contrapposizione con la versione originaria, pensata per essere only for boys) presentano una composizione variegata e al passo coi tempi: ritroviamo quindi Beth, Michelle e Jamal, con l’aggiunta di Newton Pitagorico nella sua nuova incarnazione. Sebbene la storia in sé abbia un inizio e una fine, con il MacGuffin rappresentato dai “coccodrilli locali” (ma di quale luogo?), la presenza di un misterioso avversario rimasto nell’ombra e il rapido evolversi delle dinamiche interne al gruppo, ci fanno capire come Missione Tropici sia di fatto il primo episodio di una saga. Dal punto di vista tematico la storia denuncia fin da subito la propria appartenenza al nuovo corso: i rapporti fra i personaggi sono o vorrebbero essere più realistici e c’è la dichiarata attenzione di approfondire personaggi e relazioni. Una posa plastica contro gli innocui cattivoni Questa intenzione si scontra tuttavia con la sceneggiatura di Francesco Vacca, che confeziona qui una storia sbilanciata e poco fluida, farcita di citazioni trite e con un finale a dir poco affrettato. La tavola di pagina 57, che dovrebbe rappresentare l’acme emotivo di Missione Tropici, viene disinnescata da una messa in scena poco convincente. La composizione della vignetta sembra richiamare – che Toriyama mi aiuti! – le buffe coreografie della Squadra Ginew. L’iniziale interesse per la vicenda finisce con l’afflosciarsi tra scrittura automatica e patemi preadolescenziali, e anche l’ennesima frattura fra i tre nipotini risulta pretestuosa e forzata. A peggiorare le cose una certa imprecisione geografica per la quale l’autore rende poco chiara (almeno al principio) l’ambientazione precisa della storia, la quale deve essere in qualche modo dedotta dal lettore. L’impressione, comunque, è che, tra una citazione e l’altra, si stia cercando di creare una sorta di continuità tra avventure lontane nel tempo, una specie di “universo condiviso”, ma a farne le spese è la sostanza della storia in sé. Buoni i disegni, sebbene molte tavole mi siano parse ingombre e affollate e con non pochi balloon a sovrapporsi fra loro e sui bordi: Mario Ferracina non aiuta il ritmo narrativo già discontinuo disseminando la storia di piccole vignette mute di raccordo di cui francamente non si capisce la funzione. Alla ricerca di Ghoster, tra una citazione e l’altra Va in scena con il terzo episodio il nuovo e forse ultimo scontro fra Topolino e Mister Vertigo, definito in precedenza “il più grande criminale del nostro tempo” – affermazione sulla quale ci potremmo attardare per numerose pagine, ma non è questa la sede opportuna. Dopo una sequenza di avventure di qualità decrescente, Topolino e il principe della menzogna perde buona parte dell’atmosfera cupa che era da annoverarsi fra i pregi della saga per portare avanti una indagine caratterizzata da scivoloni, indizi bizzarri e azioni deprecabili, come il furto compiuto da Topolino in Sei sospettati e un fantasma. Nell’episodio di questa settimana, Sulle tracce di Paul Ghoster, Marco Nucci occupa tutto lo spazio concessogli con la ricostruzione della storia di questo misterioso scrittore, parodia di Paul Auster, che lo sceneggiatore bolognese inserisce nel prefinale di saga appositamente per condurci all’identità di Vertigo. Spiace notare come, a un episodio dalla fine, questa puntata risulti appesantita dalle innumerevoli citazioni cinematografiche e sia povera di avvenimenti strictu sensu, quasi che Nucci avesse difficoltà a gestire il numero di pagine a sua disposizione: molti dialoghi, alcuni oggettivamente poco utili al procedere della trama, e l’impressione generale che Topolino abbia gestito questa indagine ragionando a casaccio e compiendo azioni out of character. Come nel precedente episodio, Nucci abbandona la struttura allotropica adottata nella seconda, terza e quarta storia del ciclo per passare a un poliziesco classico, “chiuso”, in cui l’indagine del detective dovrebbe portare a una progressione a imbuto che qui non si verifica giacché, dei sette sospettati legati alla Mousinger, sei risultano dei meri distrattori introdotti all’ultimo momento, forse per dare maggiore concretezza al Concorso dell’estate. Gli incubi di Topolino Salutiamo qui Eta Beta e Flip, la cui presenza risulta al momento più che altro una citazione a Topolino e la banda della morte (purtroppo con ben altri esiti). Nella media i disegni di Ottavio Panaro, su cui c’è poco da dire se non che, con la propria morbidezza, contribuiscono all’atmosfera “infantile” e innocua del tutto. Manca quel tocco di noir che aveva caratterizzato gli altri enigmi vertighiani e che, come detto, rappresentavano un chiaro elemento positivo. La seconda parte dell’albo di questa settimana, a mia opinione la migliore, è occupata da due storie molto classiche. Pippo, Posidippo e Misantrippus Col suo sapore anni Novanta Pippo e l’incompatibile compagnia, di Roberto Moscato e Nicola Tosolini, risulta gradevole al palato dei lettori più ?gés, è simpatica e ben sceneggiata. I disegni di un Tosolini perfettamente a fuoco danno corpo a una commedia fra le più classiche, basata sul meccanismo della “strana coppia” che tante volte abbiamo visto applicato a Paperino e Paperoga. L’esito finale di questa peculiare buddy comedy è leggero e gradevole anche grazie al bis-cugino Posidippo, già visto in Pippo e il parente pedante, che affiancato a Pippo funziona alla perfezione. Dato il recupero a stretto giro di questo nuovo personaggio c’è da immaginare che sia previsto un suo ritorno a breve, magari affiancato al solo Topolino, o quantomeno lo spero: questa creatura di Moscato ha notevoli potenzialità comiche e non mi spiacerebbe neppure vederlo gestito da altri autori con una buona predisposizione alla commedia surreale. In conclusione di albo troviamo invece una buona avventura di Alessio Coppola autore completo, che mette in scena con mestiere l’ennesimo complotto dei Bassotti ai danni di Paperone. Ne I Bassotti e Zio Paperone in: Cloni, droni &… bidoni ritroviamo il bizzarro professor Hans Sdrubel, già apparso in Zio Paperone e l’affare air-water e in Zio Paperone e la memoria del fenicottero, che con la sua presenza dà un pizzico di orizzontalità anche a questa storia, comunque fruibile di per sé. Cloni, droni & bidoni ha un ritmo sostenuto e riesce anche a sfruttare adeguatamente l’espediente “pubblicitario” della presenza del drone. I disegni di Coppola hanno un sapore vagamente retrò che ho molto apprezzato, e anche se non tutti i passaggi narrativi risultano chiari la storia è ottima nella propria semplicità. Da notare che nel titolo, gradevole e molto vecchio stile, i Bassotti vengono posti prima di Paperone, a rimarcare il suo ruolo di comprimario. Settant’anni di sfide coi Bassotti e ancora si fa turlupinare Conclude il tutto una brevissima intervista al veterano Tito Faraci, che nel prossimo numero ritroveremo sulle pagine del settimanale con una storia in più tempi intitolata Topolino e l’oscura finale. L’impressione complessiva, dopo averci ragionato un po’, è che Topolino 3426 sia altalenante, separato in due metà colloquianti molto male fra loro. Da un lato due avventure classiche, ancorché non autoconclusive o solo apparentemente autoconclusive, realizzate da due autori a proprio agio con la materia narrata; dall’altro due episodi di saghe a lungo termine su cui la Direzione attuale punta molto e che però offrono poco in termini di sostanza, reggendo buona parte del proprio senso di esistere sul peso gravitazionale rappresentato dalla esistenza pregressa o dalla promessa di orizzontalità. Non manca molto prima che ci si debba interrogare criticamente sui primi esiti della visione bertaniana del settimanale. Per ora mi limito a rilevare come tutte le storie proposte, da quelle migliori a quelle meno riuscite, presentino continuità e personaggi ricorrenti. La linea editoriale di Topolino non è mai stata così chiara. Da Weekly Topolino Jump è tutto per questa settimana: ci ritroviamo mercoledì con la rivelazione dell’identità di Mister Vertigo.

Leggi la recensione

Voto del recensore:
Voto medio: (26)
Esegui il login per votare

Topolino 3426

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

*

Samu
Ombronauta

  • ****
  • Post: 772
  • Amante del bel fumetto
    • Offline
    • Mostra profilo

    Topolino 3426
    Mercoledì 21 Lug 2021, 15:41:30
    Sommario

    Le Giovani Marmotte in: Missione Tropici (Prima parte) (Soggetto e sceneggiatura di Francesco Vacca; Disegni di Mario Ferracina)

    Le Giovani Marmotte in: Missione Tropici (Seconda parte) (Soggetto e sceneggiatura di Francesco Vacca; Disegni di Mario Ferracina)

    Topolino e il principe della menzogna - Sulle tracce di Paul Ghoster (Terzo episodio) (Soggetto e sceneggiatura di Marco Nucci; Disegni di Ottavio Panaro)

    Pippo e l'incompatibile compagnia (Soggetto e sceneggiatura di Roberto Moscato; Disegni di Nicola Tosolini)

    I Bassotti e Zio Paperone in: Droni, cloni & bidoni (Soggetto, sceneggiatura e disegni di Alessio Coppola)

    Segnalo poi la presenza di una "Anteprima Fumetto" con una breve intervista a Tito Faraci, sceneggiatore di Topolino e l'oscura finale, storia divisa in tre episodi e che verrà pubblicata a partire dal prossimo numero.

    Copertina (Disegno di Francesco D'Ippolito; Colori di Mario Perrotta):

    *

    Manuel Crispo
    Sceriffo di Valmitraglia
       (1)

    • ***
    • Post: 296
      • Offline
      • Mostra profilo
       (1)
      Topolino 3426
      Risposta #1: Sabato 24 Lug 2021, 13:01:53
      Recensione Topolino 3426


       Non è un mistero che, da quando Alex Bertani ne ha preso le redini, la formula di Topolino sia andata gradualmente modificandosi fino a giungere a quello che fra me e me ho ribattezzato Weekly Topolino Jump. Notevole è infatti la somiglianza concettuale fra il nuovo settimanale bertaniano e i magazine a fumetti nipponici, caratterizzati da un certo numero di capitoli di serie on going con la rara presenza di brevi autoconclusive dette “one shot”. In questo numero troviamo infatti quattro storie, tutte in qualche maniera appartenenti a cicli o saghe, per un numero a grandi linee divisibile in due sezioni contrapposte.

       Introdotto da una copertina meravigliosamente disegnata da Francesco D’Ippolito e impreziosita dalla stupenda colorazione di Mario Perrotta, Topolino 3426 si apre con la storia in due tempi Le Giovani Marmotte in Missione Tropici. Questa è la seconda grande avventura del rilancio delle Giovani Marmotte cominciato nel 2020 con Le GM in Operazione Alaska, di cui è, se non un seguito non dichiarato, una prosecuzione ideale. Le “nuove” GM, aperte anche alle ragazzine (in contrapposizione con la versione originaria, pensata per essere only for boys) presentano una composizione variegata e al passo coi tempi: ritroviamo quindi Beth, Michelle e Jamal, con l’aggiunta di Newton Pitagorico nella sua nuova incarnazione.

       Sebbene la storia in sé abbia un inizio e una fine, con il MacGuffin rappresentato dai “coccodrilli locali” (ma di quale luogo?), la presenza di un misterioso avversario rimasto nell’ombra e il rapido evolversi delle dinamiche interne al gruppo, ci fanno capire come Missione Tropici sia di fatto il primo episodio di una saga. Dal punto di vista tematico la storia denuncia fin da subito la propria appartenenza al nuovo corso: i rapporti fra i personaggi sono o vorrebbero essere più realistici e c’è la dichiarata attenzione di approfondire personaggi e relazioni.

       
      Una posa plastica contro gli innocui cattivoni

      Questa intenzione si scontra tuttavia con la sceneggiatura di Francesco Vacca, che confeziona qui una storia sbilanciata e poco fluida, farcita di citazioni trite e con un finale a dir poco affrettato. La tavola di pagina 57, che dovrebbe rappresentare l’acme emotivo di Missione Tropici, viene disinnescata da una messa in scena poco convincente. La composizione della vignetta sembra richiamare – che Toriyama mi aiuti! – le buffe coreografie della Squadra Ginew. L’iniziale interesse per la vicenda finisce con l’afflosciarsi tra scrittura automatica e patemi preadolescenziali, e anche l’ennesima frattura fra i tre nipotini risulta pretestuosa e forzata.

       A peggiorare le cose una certa imprecisione geografica per la quale l’autore rende poco chiara (almeno al principio) l’ambientazione precisa della storia, la quale deve essere in qualche modo dedotta dal lettore. L’impressione, comunque, è che, tra una citazione e l’altra, si stia cercando di creare una sorta di continuità tra avventure lontane nel tempo, una specie di “universo condiviso”, ma a farne le spese è la sostanza della storia in sé.

       Buoni i disegni, sebbene molte tavole mi siano parse ingombre e affollate e con non pochi balloon a sovrapporsi fra loro e sui bordi: Mario Ferracina non aiuta il ritmo narrativo già discontinuo disseminando la storia di piccole vignette mute di raccordo di cui francamente non si capisce la funzione.

       
      Alla ricerca di Ghoster, tra una citazione e l’altra

      Va in scena con il terzo episodio il nuovo e forse ultimo scontro fra Topolino e Mister Vertigo, definito in precedenza “il più grande criminale del nostro tempo” – affermazione sulla quale ci potremmo attardare per numerose pagine, ma non è questa la sede opportuna. Dopo una sequenza di avventure di qualità decrescente, Topolino e il principe della menzogna perde buona parte dell’atmosfera cupa che era da annoverarsi fra i pregi della saga per portare avanti una indagine caratterizzata da scivoloni, indizi bizzarri e azioni deprecabili, come il furto compiuto da Topolino in Sei sospettati e un fantasma.

       Nell’episodio di questa settimana, Sulle tracce di Paul Ghoster, Marco Nucci occupa tutto lo spazio concessogli con la ricostruzione della storia di questo misterioso scrittore, parodia di Paul Auster, che lo sceneggiatore bolognese inserisce nel prefinale di saga appositamente per condurci all’identità di Vertigo. Spiace notare come, a un episodio dalla fine, questa puntata risulti appesantita dalle innumerevoli citazioni cinematografiche e sia povera di avvenimenti strictu sensu, quasi che Nucci avesse difficoltà a gestire il numero di pagine a sua disposizione: molti dialoghi, alcuni oggettivamente poco utili al procedere della trama, e l’impressione generale che Topolino abbia gestito questa indagine ragionando a casaccio e compiendo azioni out of character.

       Come nel precedente episodio, Nucci abbandona la struttura allotropica adottata nella seconda, terza e quarta storia del ciclo per passare a un poliziesco classico, “chiuso”, in cui l’indagine del detective dovrebbe portare a una progressione a imbuto che qui non si verifica giacché, dei sette sospettati legati alla Mousinger, sei risultano dei meri distrattori introdotti all’ultimo momento, forse per dare maggiore concretezza al Concorso dell’estate.

       
      Gli incubi di Topolino

       Salutiamo qui Eta Beta e Flip, la cui presenza risulta al momento più che altro una citazione a Topolino e la banda della morte (purtroppo con ben altri esiti). Nella media i disegni di Ottavio Panaro, su cui c’è poco da dire se non che, con la propria morbidezza, contribuiscono all’atmosfera “infantile” e innocua del tutto. Manca quel tocco di noir che aveva caratterizzato gli altri enigmi vertighiani e che, come detto, rappresentavano un chiaro elemento positivo.

       La seconda parte dell’albo di questa settimana, a mia opinione la migliore, è occupata da due storie molto classiche.

       
      Pippo, Posidippo e Misantrippus

      Col suo sapore anni Novanta Pippo e l’incompatibile compagnia, di Roberto Moscato e Nicola Tosolini, risulta gradevole al palato dei lettori più ȃgés, è simpatica e ben sceneggiata. I disegni di un Tosolini perfettamente a fuoco danno corpo a una commedia fra le più classiche, basata sul meccanismo della “strana coppia” che tante volte abbiamo visto applicato a Paperino e Paperoga.

       L’esito finale di questa peculiare buddy comedy è leggero e gradevole anche grazie al bis-cugino Posidippo, già visto in Pippo e il parente pedante, che affiancato a Pippo funziona alla perfezione. Dato il recupero a stretto giro di questo nuovo personaggio c’è da immaginare che sia previsto un suo ritorno a breve, magari affiancato al solo Topolino, o quantomeno lo spero: questa creatura di Moscato ha notevoli potenzialità comiche e non mi spiacerebbe neppure vederlo gestito da altri autori con una buona predisposizione alla commedia surreale.

       In conclusione di albo troviamo invece una buona avventura di Alessio Coppola autore completo, che mette in scena con mestiere l’ennesimo complotto dei Bassotti ai danni di Paperone. Ne I Bassotti e Zio Paperone in: Cloni, droni &… bidoni ritroviamo il bizzarro professor Hans Sdrubel, già apparso in Zio Paperone e l’affare air-water e in Zio Paperone e la memoria del fenicottero, che con la sua presenza dà un pizzico di orizzontalità anche a questa storia, comunque fruibile di per sé.

       Cloni, droni & bidoni ha un ritmo sostenuto e riesce anche a sfruttare adeguatamente l’espediente “pubblicitario” della presenza del drone. I disegni di Coppola hanno un sapore vagamente retrò che ho molto apprezzato, e anche se non tutti i passaggi narrativi risultano chiari la storia è ottima nella propria semplicità. Da notare che nel titolo, gradevole e molto vecchio stile, i Bassotti vengono posti prima di Paperone, a rimarcare il suo ruolo di comprimario.

       
      Settant’anni di sfide coi Bassotti e ancora si fa turlupinare

       Conclude il tutto una brevissima intervista al veterano Tito Faraci, che nel prossimo numero ritroveremo sulle pagine del settimanale con una storia in più tempi intitolata Topolino e l’oscura finale.

       L’impressione complessiva, dopo averci ragionato un po’, è che Topolino 3426 sia altalenante, separato in due metà colloquianti molto male fra loro. Da un lato due avventure classiche, ancorché non autoconclusive o solo apparentemente autoconclusive, realizzate da due autori a proprio agio con la materia narrata; dall’altro due episodi di saghe a lungo termine su cui la Direzione attuale punta molto e che però offrono poco in termini di sostanza, reggendo buona parte del proprio senso di esistere sul peso gravitazionale rappresentato dalla esistenza pregressa o dalla promessa di orizzontalità.

       Non manca molto prima che ci si debba interrogare criticamente sui primi esiti della visione bertaniana del settimanale. Per ora mi limito a rilevare come tutte le storie proposte, da quelle migliori a quelle meno riuscite, presentino continuità e personaggi ricorrenti. La linea editoriale di Topolino non è mai stata così chiara.

       Da Weekly Topolino Jump è tutto per questa settimana: ci ritroviamo mercoledì con la rivelazione dell’identità di Mister Vertigo.



      Voto del recensore: 2.5/5
      Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
      https://www.papersera.net/wp/2021/07/24/topolino-3426/


      Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

      “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

      *

      Samu
      Ombronauta
         (3)

      • ****
      • Post: 772
      • Amante del bel fumetto
        • Offline
        • Mostra profilo
         (3)
        Re:Topolino 3426
        Risposta #2: Sabato 24 Lug 2021, 16:11:35
        Sono l'unico che, nella storia I Bassotti e Zio Paperone in: Droni, cloni & bidoni, a pagina 131, ha notato una possibile auto-caricatura dello stesso Alessio Coppola?
        Allego anche un'immagine della vignetta cui mi riferisco:  :)

        *

        Mr. Verne
        Pifferosauro Uranifago
           (1)

        • ***
        • Post: 390
          • Offline
          • Mostra profilo
           (1)
          Re:Topolino 3426
          Risposta #3: Lunedì 26 Lug 2021, 10:23:21
          Per indovinare l'identità di Vertigo ho seguito un ragionamento in parte svincolato dalla storia:

          Spoiler: mostra

          Supponendo che Ghoster abbia cambiato identità, ritengo che sia diventato Arkadin. Nella seconda storia di Vertigo, Arkadin ha dichiarato che da giovane era uno scrittore. Penso che sia stato lui a scrivere i romanzi ma non é Vertigo, infatti tra i 10 sospettati del concorso si poteva scegliere sia Ghoster che Arkadin e la risposta valida dovrebbe essere unica. Arkadin consigliava Topolino con criterio nelle indagini precedenti perché si ricordava dei romanzi.
          Da quanto sappiamo, l'unica persona oltre all'autore dei romanzi che li abbia letti é Kane, quindi deve essere lui il colpevole.
          L'uomo che ha pedinato Topolino ritengo sia Maybe in cerca di scoop dopo essere stato informato da Tamiroff.

          Avendo ragionato fuori dagli schemi senza avere colto prove nella storia, mi chiedo quale sarebbe stata la strada di pensiero convenzionale secondo Nucci.

          *

          Garalla
          Dittatore di Saturno

          • *****
          • Post: 3819
          • ex Topo_Nuovo ex ASdrubale
            • Offline
            • Mostra profilo
            • La soffitta di Camera Mia

            Re:Topolino 3426
            Risposta #4: Lunedì 26 Lug 2021, 11:03:20
            Per indovinare l'identità di Vertigo ho seguito un ragionamento in parte svincolato dalla storia:

            Spoiler: mostra

            Supponendo che Ghoster abbia cambiato identità, ritengo che sia diventato Arkadin. Nella seconda storia di Vertigo, Arkadin ha dichiarato che da giovane era uno scrittore. Penso che sia stato lui a scrivere i romanzi ma non é Vertigo, infatti tra i 10 sospettati del concorso si poteva scegliere sia Ghoster che Arkadin e la risposta valida dovrebbe essere unica. Arkadin consigliava Topolino con criterio nelle indagini precedenti perché si ricordava dei romanzi.
            Da quanto sappiamo, l'unica persona oltre all'autore dei romanzi che li abbia letti é Kane, quindi deve essere lui il colpevole.
            L'uomo che ha pedinato Topolino ritengo sia Maybe in cerca di scoop dopo essere stato informato da Tamiroff.

            Avendo ragionato fuori dagli schemi senza avere colto prove nella storia, mi chiedo quale sarebbe stata la strada di pensiero convenzionale secondo Nucci.

            Io spero che la risoluzione sia qualcosa del genere, cosa che va a premiare chi ha seguito tutta la serie finora e non solo l'ultimo capitolo. Scopriremo leggendo l'ultimo capitolo la risoluzione e vedremo quale percorso logico Nucci voleva che facessimo.
            La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
            Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

            https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

            *

            Flash X
            Cugino di Alf

            • ****
            • Post: 1234
            • Mezzanotte: l'ora di Paperinik!
              • Offline
              • Mostra profilo

              Re:Topolino 3426
              Risposta #5: Lunedì 26 Lug 2021, 16:08:25
              Unico altro dubbio che avevo: indeciso tra Arkadin (ho visto parecchi indizi nella vicenda e potrebbe tranquillamente essere lui) e Oak (di quest'ultimo se andate a leggere alcune FRASI che ha detto (come dice Topolino alla fine del terzo episodio, FRASE, SENTIRE) e poi vedi anche che nei sogni di Topolino è l'unico Vertigo con tutte le parole del balloon EVIDENZIATE, che dicono proprio il Verbo ASCOLTARE, i dubbi vi vengono). Invece Paul Ghoster lo escludo perché è evidente che ti vogliono far credere, con tutta una puntata dedicata, che sia lui. E io la penso così: Paul Ghoster ha SCRITTO veramente i racconti ma non ha commesso lui le cose di Mister Vertigo, o meglio le ha commesse ma sotto un nuovo nome e un nuovo aspetto 30 anni dopo, ovvero esattamente Arkadin o Oak, che, se ci fate caso, gli assomigliano e uno dei due potrebbe tranquillamente essere la versione più anziana di Ghoster.
              Alla fine ho votato per Oak. Ma se non è lui è Arkadin secondo me.

              *

              Cornelius Coot
              Imperatore della Calidornia

              • ******
              • Post: 10905
              • Mais dire Mais
                • Offline
                • Mostra profilo

                Re:Topolino 3426
                Risposta #6: Martedì 27 Lug 2021, 18:00:23
                Le GM in : Missione Tropici
                Un cinghialotto potrebbe essere un nuovo cattivo ricorrente nella prossima narrazione delle GM. E alle sue spalle dovrebbe esserci un altro tipo poco raccomandabile che in questo episodio si è celato dietro una poltrona nel suo studio e dietro il famoso libro 'Vita e dollari di Paperon de' Paperoni' del quale sta leggendo un estratto immagino originale. Che sia lo stesso dei Diari del Klondike che scopriremo nel terzo numero dell'Almanacco e del quale Andy392 ironizzava riguardo l'identità segreta di Mister Vertigo? Lo vedremo a fine agosto nella storia di Korhonen e nella prossima storia delle GM magari scritta dallo stesso Francesco Vacca. Tra i nuovi amici marmotte dei nipotini la più interessante sembra essere Beth, paperetta piuttosto problematica con un rapporto non facile coi genitori. Newton si comporta in modo a suo modo 'distaccato' rispetto agli altri e ciò potrebbe essere in contrasto con le sue partecipazioni anni '90 (nel mensile marmottiano dell'epoca) in cui agiva con altri compagni non più riproposti in questa nuova serie. Forse un 'nuovo' Newton (per quanto non ricordi bene le storie di trent'anni fa), dal caratterino più spigoloso e comunque legato alla memoria del nonno Fulton che fu una delle prime Marmotte ad ottenere una medaglia agli inizi del '900.
                Sulle tracce di Paul Ghoster   (3° episodio di "Topolino e il principe della menzogna")
                Che sia lo scrittore del titolo il misterioso Vertigo? Sembrerebbe di si seguendo questo episodio fino all'ultimo ma la cosa parrebbe troppo scontata, a questo punto. Come scrivevo riguardo i precedenti episodi, questi sono curati e dettagliati così bene che un finale degno di loro sembra essere una sfida sempre più ardua per il pur bravo Nucci. Vedremo cosa si inventerà, dopo averci fatto conoscere una nuova località marina del nord Calisota sede dell'Hotel Ramis, eremo di scrittori, poeti e romanzieri.
                Pippo e l'incompatibile compagnia
                Moscato ripropone il bis-cugino Posidippo in queste nuove narrazioni in continuity evidentemente care a Bertani e a molti lettori (fra i quali il sottoscritto). Troppi personaggi one shot e interessanti non sono stati più ripresi nella lunga storia del fumetto disneyano ed è arrivata l'ora di rimediare, riproponendo gli ultimi characters e, spero, anche qualcuno di quelli abbandonati in passato. Tosolini potrebbe caratterizzare ulteriormente il nuovo parente, non solo con il ciuffo ma anche in altri aspetti (magari il colore delle orecchie, visto che i pippidi sono facilmente confondibili).
                I Bassotti e Zio Paperone in: droni, cloni e bidoni
                Altra divertente storia di Alessio Coppola come autore completo, bravo nel rendere particolare un plot magari collegabile all'attuale gadget (non bastassero Tip e Tap) ma ricco di spunti comici e ironici. Lo stesso finale è unico nel suo genere.
                « Ultima modifica: Mercoledì 28 Lug 2021, 10:54:41 da Cornelius Coot »

                *

                ALESSIO.COPPOLA
                Bassotto
                   (10)

                • *
                • Post: 16
                • Esordiente
                  • Offline
                  • Mostra profilo
                   (10)
                  Re:Topolino 3426
                  Risposta #7: Sabato 31 Lug 2021, 10:19:48
                  Sono l'unico che, nella storia I Bassotti e Zio Paperone in: Droni, cloni & bidoni, a pagina 131, ha notato una possibile auto-caricatura dello stesso Alessio Coppola?
                  Allego anche un'immagine della vignetta cui mi riferisco:  :)

                  Ciao a tutti!
                  Dalla mancata risposta a questo post, arguisco ( ma basta anche meno ) che la cosa non interessi a nessuno. Tuttavia, per educazione ( 50% ), per vostra curiosità ( ---%) e per segnalare un mio rituale ( 50%), risponderò io, dicendovi che appaio da 31 anni in quasi tutte le mie storie, sotto le spoglie di un personaggio che resta sullo sfondo - come se, a torto o a ragione, avessi avuto una sorta di premonizione?😄😄😄
                  Un caro saluto🙂
                  « Ultima modifica: Sabato 31 Lug 2021, 12:18:28 da ALESSIO.COPPOLA »

                  *

                  Samu
                  Ombronauta

                  • ****
                  • Post: 772
                  • Amante del bel fumetto
                    • Offline
                    • Mostra profilo

                    Re:Topolino 3426
                    Risposta #8: Sabato 31 Lug 2021, 17:04:28
                    Sono l'unico che, nella storia I Bassotti e Zio Paperone in: Droni, cloni & bidoni, a pagina 131, ha notato una possibile auto-caricatura dello stesso Alessio Coppola?
                    Allego anche un'immagine della vignetta cui mi riferisco:  :)

                    Ciao a tutti!
                    Dalla mancata risposta a questo post, arguisco ( ma basta anche meno ) che la cosa non interessi a nessuno. Tuttavia, per educazione ( 50% ), per vostra curiosità ( ---%) e per segnalare un mio rituale ( 50%), risponderò io, dicendovi che appaio da 31 anni in quasi tutte le mie storie, sotto le spoglie di un personaggio che resta sullo sfondo - come se, a torto o a ragione, avessi avuto una sorta di premonizione?
                    Un caro saluto
                    A me la cosa interessa eccome, caro Alessio!
                    Sono sempre curioso di trovare delle chicche inserite all'interno delle storie e per questo cerco sempre di aguzzare la vista in cerca di dettagli che magari potrebbero passare inosservati ma che, ad un sguardo attento, rivelano delle curiosità simpatiche e sfiziose.
                    Come in questo caso!
                    Penso poi che il Papersera sia il luogo più adatto per condividere delle peculiarità o delle chicche, come le chiamavo poco sopra, con altri appassionati del mondo Disney e, sinceramente, mi fa veramente piacere ricevere la conferma, da parte degli Autori, di avere "azzeccato" un riferimento o una curiosità presente in una storia e che forse, ad una lettura affrettata, sarebbe potuta sfuggire.  ;)

                    Detto questo, ricordo bene di aver promesso un commento più approfondito sulla tua storia presente nel Numero 3426 e, finalmente, trovo il tempo per parlarne.
                    Inizio col dire che ho trovato molto simpatiche le vignette che mostrano i famosi cartelli che identificano la ben più nota Collina del Deposito e che presentano soluzioni di contiguità l'uno con l'altro, andando a conformare delle frasi molto graziose e anche, per come la vedo io, originali.
                    Ma è tutta la storia ad avermi lasciato un "senso" di simpatia e freschezza veramente palpabile, grazie ad una sceneggiatura dinamica e impreziosita da situazioni spassose e molto gradevoli.
                    Tra tutte le battute che mi hanno strappato dei bei sorrisi, segnalo in particolare lo scambio di dialoghi tra i Bassotti e il Nonno quando si trovano nella limousine da loro affittata, diretti verso il Deposito dello Zione:
                    Bassotti: - Allunga il giro, siamo in anticipo!
                    Nonno Bassotto: - Allunga dieci dollari, siamo in riserva!  :))
                    Questa scena, unita al bizzarro saluto "usuale" di coloro che si spacciano per emissari della Zubilandia, alla battuta sul Vek yospi lorch o ancora alla scena in cui si vedono tantissimi cloni di Mister Torby (maldestramente creati dagli stessi Bassotti), penso sia indicativa del mio alto gradimento della storia e di quanto mi abbia fatto piacere leggerla.
                    Non so se lo avessi già detto in precedenza ma questa è, finora, la storia che piu mi ha fatto divertire tra quelle uscite sul Topolino nel 2021 e che ho avuto modo di leggere e che penso ricorderò a lungo con piacere, sicuro di ricordare tutti i momenti lieti e piacevoli e le risate genuine che mi ha regalato!  :)
                    « Ultima modifica: Sabato 31 Lug 2021, 17:12:11 da Samu »

                    *

                    luciochef
                    Cugino di Alf

                    • ****
                    • Post: 1023
                      • Offline
                      • Mostra profilo

                      Re:Topolino 3426
                      Risposta #9: Domenica 1 Ago 2021, 01:12:29
                      Ho letto il numero in oggetto e devo unirmi a Samu nei complimenti ad Alessio Coppola !
                      Tra le storie proposte questa è stata di gran lunga la migliore, con idee precise e ben sviluppate.
                      Essendo anche questa, in un certo modo, collegata all'operazione "Topo-drone" credo che il confronto con quella creata nel numero precedente sia impietoso (ovviamente sollevo il buon Coppola dal commentare ciò).
                      Storia dal sapore "classico", con l'inserimento di un bel "groviglio fantascientifico" e dei disegni molto belli ed espressivi.
                      Nuova ottima prova da autore completo a cui si dovrebbe dare maggiore spazio di manovra con argomenti che dimostra di saper utilizzare sempre meglio  :D
                      Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

                      *

                      Anapisa
                      Gran Mogol

                      • ***
                      • Post: 657
                        • Offline
                        • Mostra profilo

                        Re:Topolino 3426
                        Risposta #10: Domenica 1 Ago 2021, 14:30:30
                        A parte che d'ora in avanti mi metterò a cercare i camei di Alessio Coppola sparsi per le sue storie  :)) , questa ultima storia è la mia preferita del numero (e anche del periodo direi  ;D) , divertente e spensierata, una di quelle che si leggono e rileggono volentieri.
                        Comica la scena quando i bassotti
                        Spoiler: mostra
                         travestiti -ora vado a memoria,l'ho letta giorni fa- ma mi pare diano del vecchio tirchiaccio a Zio Paperone e la sua conseguente reazione  :)) 


                        Su mister Vertigo ho poco da dire,dato che è stato già detto quello che penso.So solo che mi sono "scervellata"(si fa per dire) cercando indizi nascosti perché mi pareva strano la soluzione fosse così scontata..Riflettendoci a storia conclusa però potrebbero aver voluto rendere la soluzione facile a portata di tutti..

                        Posidipippo a me piace, come piace Pippo e la sua logica strampalata, quindi si è fatto leggere volentieri.

                        Delle GM, belli i disegni ambientazione ecc.anche la storia di per sé interessante,ma ho trovato queste continue esternazioni sentimentali troppo invadenti.A me personalmente non fanno entrare in empatia col personaggio(in questo caso i personaggi), perché mi dà l'idea che mi stai dicendo tu cosa dovrei pensare io.(Non so se son riuscita a spiegarmi :P)

                        *

                        SilverPK
                        Evroniano

                        • **
                        • Post: 90
                        • Esordiente
                          • Offline
                          • Mostra profilo

                          Re:Topolino 3426
                          Risposta #11: Domenica 1 Ago 2021, 14:57:20
                          Simpatica la storia di Pippo, banale e priva di mordente la storia di apertura, prosegue in maniera interessante Vertigo. Insomma si, non mi aspetto molto come al solito, ma è scritta meglio della media di questi ultimi numeri almeno.
                          Ma devo concordare con praticamente tutti sulla storia migliore del numero, ossia quella di Coppola. Divertente, veloce e ben disegnata. Non c'è una singola storia scritta da questo autore che non mi sia piaciuta, e sono sempre felice quando vengo a sapere che sarà presente.

                           

                          Dati personali, cookies e GDPR

                          Questo sito, per garantirti la migliore user experience possibile, utilizza dati classificati come "personali", cookie tecnici e non. In particolare per quanto riguarda i "dati personali", memorizziamo il tuo indirizzo IP per la gestione tecnica della navigazione sul forum, e - se sei iscritto al forum - il tuo indirizzo email per motivi di sicurezza oltre che tecnici, inoltre se vuoi puoi inserire la tua data di nascita allo scopo di apparire nella lista dei compleanni. Il dettaglio sul trattamento dei dati personali è descritto nella nostra pagina delle politiche sulla privacy, dove potrai gestire il consenso (o il dissenso) al loro utilizzo.

                          Puoi accettare quanto sopra descritto - e continuare con la navigazione sul sito - cliccando qui.

                          Se poi vuoi approfondire la questione c'è il sito del Garante della privacy.