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Topolino 3428 - Recensione di Simone Devoto

Questa settimana Topolino ci stupisce con un ritorno che, fino a poco tempo fa, avremmo considerato quasi impossibile. Come anticipato dalla copertina di Andrea Freccero, in apertura del numero troviamo infatti Topolino e la fonte della giovinezza, una nuova storia di Giorgio Pezzin con protagonista Sir Top de Tops, che torna così tra le pagine del settimanale dopo quasi vent’anni di assenza. Come recentemente rivelato dall’autore stesso al The Fisbio Show, si tratta di un soggetto realizzato all’epoca in cui la serie era un appuntamento fisso, ma che per varie vicissitudini non era mai stato pubblicato. Solo ora è stato recuperato, sceneggiato e vede finalmente la luce su Topolino 3428, con un ottimo Davide Cesarello ai disegni al quale tocca l’ingrato compito di prendere il pesante testimone di Massimo De Vita. Il nostro primo incontro con de Tops risale a Topolino e la pietra di Sbilenque, su Topolino 2250. Nella prima storia della serie Topolino eredita un vecchio baule appartenuto a un suo antenato, un ricco baronetto inglese con una particolare passione per misteri e leggende: Top de Tops. Ed è proprio a questo aspetto della vita del gentiluomo britannico che fa riferimento l’eredità che arriva a Topolino: all’interno del baule si trovano infatti numerosi diari che raccontano le avventure da lui vissute mentre indagava in giro per il mondo sui più svariati misteri. Topolino legge avidamente uno dopo l’altro i diari del suo antenato, ciascuno dei quali corrisponde a un nuovo episodio della serie, talvolta andando poi a interagire nel presente con i luoghi descritti dalle testimonianze di de Tops. Questa cornice è completamente rimossa da Topolino e la fonte della giovinezza, che ci getta immediatamente nel cuore della vicenda, mantenendo, per il resto, inalterati lo spirito e le atmosfere delle Tops Stories. Sì, de Tops: il tuo ritorno sulle pagine di Topolino La scelta di eliminare la cornice è facilmente giustificata dal lunghissimo iato dall’ultimo episodio del 2002 a questo del 2021: sarebbe stato necessario ripresentare ai nuovi lettori la situazione nella sua interezza, mentre in questo formato appare sia come una semplice storia in costume, sia come un nuovo diario per chi invece ha già una certa familiarità con la struttura della serie. La storia è ottima, e mantiene tutti i punti fondamentali che hanno reso le Tops Stories una saga così amata: l’avventura, un mistero sovrannaturale che viene solo parzialmente spiegato, un finale aperto. Se da un lato pare di trovarsi tra le mani un Topolino di vent’anni fa, soprattutto a chi tale periodo lo ha vissuto in prima persona come lettore abituale del settimanale, dall’altro la vicenda e le atmosfere sono, per certi aspetti, in ottima sintonia con la linea della direzione Bertani. Le insidie del viaggio Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in altre recensioni, la presente linea editoriale si trova infatti ad avere, tra gli altri, due focus importanti: il mondo dei ragazzi di Paperopoli (e Topolinia) e i viaggi. Ed è proprio in quest’ultimo filone che le Tops Stories riescono a inserirsi in modo naturale, andandosi ad affiancare alle avventure delle rilanciate Giovani Marmotte, a Topolino giramondo e alle storie in costume che riprendono l’era delle grandi esplorazioni, come Topolino, Pippo e la scalata del secolo o Sir Topleton e la sfida al Grande Bianco. Ma se è interessante osservare le analogie con altre storie della presente gestione, lo è forse ancora di più andarne a vedere le differenze. La prima a saltare agli occhi del lettore è sicuramente la presenza di elementi fantastici e misteriosi. Le recenti storie di questo filone mettono infatti il viaggio stesso al centro della narrazione, che poi cerca di darci, quasi fosse un breve documentario a fumetti, uno spaccato il più accurato e il più realistico possibile dei luoghi teatro dell’azione; nelle Tops Stories, invece, il viaggio è solo un pretesto, e il vero nucleo del racconto sono misteri e leggende. Il secondo aspetto che va a marcare un’evidente differenza rispetto alle moderne storie di viaggio sono i temi trattati, che in Topolino e la fonte della giovinezza sono molto più “adulti” della media cui il settimanale ci ha abituato. Ci troviamo infatti a parlare di invecchiamento e libero arbitrio, della ricerca della vita eterna e di modi di ingannare la morte, che risulta una presenza costante sebbene mai direttamente nominata per tutta la storia. La differenza nei toni e nelle tematiche risulta evidente al lettore fin dalle prime tavole: veniamo infatti accolti da una citazione biblica che apre il prologo e, poche pagine dopo, ci troviamo in un piccolo villaggio ad assistere a un triste consesso che ha tutte le caratteristiche del raduno al capezzale di un defunto. Anche il finale risulta atipico nei confronti delle moderne storie di Topolino, ma perfettamente in linea con le altre Tops Stories. È infatti aperto, non risponde a tutte le domande del lettore e lo lascia piuttosto davanti a un piccolo dilemma etico di non facile soluzione: quanto si è disposti a sacrificare per ottenere la vita eterna? Il dubbio e il libero arbitrio Il resto del numero, purtroppo, non riesce a mantenere l’alto livello qualitativo fissato dalla storia di apertura. A seguire troviamo il secondo episodio della storia a tema sportivo di Tito Faraci, Topolino e l’oscura finale. Iniziano le indagini di Topolino al campo dei Giochi del Calisota, manifestazione sportiva “parallela” alle nostre Olimpiadi che rischia di essere boicottata da ignoti cospiratori. Il mistero fatica per ora a coinvolgere il lettore, ma la storia risulta comunque godibile, sia grazie agli ottimi disegni di Libero Ermetti, sia per i numerosi siparietti comici offerti dal nuovo sport preferito di Pippo, la “palla a caso”, gioco dalle regole così complicate e assurde da somigliare quasi a quelle che a noi europei paiono le regole del… baseball, come osservato dalla guida sportiva di Topolino, la new entry Milka. Ulteriore nota di merito al fatto che, nel corso della vicenda, la sceneggiatura vada a porre i riflettori su sport meno classici di quelli che siamo abituati a vedere, come l’arrampicata e lo skateboard. Lo sport perfetto per Pippo Al centro dell’albo troviamo due storie brevi: Rockerduck e il problema bombettico, sceneggiata da Monica Manzoni e disegnata da Giulia Lomurno, e Paperino e l’agognato condizionatore, scritta da Bruno Sarda e disegnata da Giampaolo Soldati. Si tratta di vicende che basano le loro gag su alcuni topoi cui Topolino ci ha più che abituato nei suoi oltre settant’anni di pubblicazioni: i fallimenti di Rockerduck con la sua conseguente fame di bombette nel primo caso, i disastri di Paperoga ai danni del povero cugino Paperino nel secondo. La storia con Rockerduck tenta la via dell’originalità nel suo essere completamente muta, mentre quella con Paperoga procede sui binari ben rodati della tipica struttura di brevi simili, ma nessuna delle due riesce a colpire particolarmente il lettore, finendo per essere facilmente dimenticate a lettura ultimata. In chiusura troviamo una storia a bivi estivi di Vito Stabile, con i disegni di Marco Palazzi: Zio Paperone e il bucaniere vacanziere. Interessante è la scelta di strutturarla non come una classica avventura a bivi, ma come una storia a livelli, in cui uno solo è il finale buono, mentre gli altri portano i protagonisti alla sconfitta a causa di scelte sbagliate. Si tratta di un formato con ottime potenzialità su Topolino, ma che deve essere ancora un po’ più raffinato: le scelte del lettore avvengono infatti in questa storia completamente a caso, senza nessun vero indizio che porti alla scelta corretta. Se alcuni particolari nascosti nelle vignette dessero invece delle velate indicazioni sulla via da seguire, la storia diventerebbe un vero e proprio… gioco, obiettivo implicito nella scelta di usare numerosi riferimenti grafici al mondo dei videogame, portando a un notevole salto di qualità. In definitiva, il numero di questa settimana vale sicuramente l’acquisto anche da parte del lettore più occasionale solo per la storia di apertura, mentre per il resto si assesta sul trend medio-basso del settimanale, senza particolari guizzi di creatività ma riuscendo comunque a intrattenere in queste calde giornate estive. Il ritorno di Top de Tops con un nuovo diario è però già di per sé un evento assolutamente da non perdere, ancora di più se – come in questo caso – ci si trova davanti a una storia di ottima qualità. Speriamo non si tratti di un unicum ma dell’inizio del recupero del personaggio e di una nuova collaborazione in pianta stabile del suo ideatore con Topolino. Nell’attesa, la nostra sete di Tops Stories potrà comunque essere parzialmente saziata tra pochi giorni, con l’uscita del numero 14 dei Classici Disney d’autore, la cui selezione e la storia di raccordo inedita sono opera dello stesso Pezzin.

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Topolino 3428

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Donald112
Sceriffo di Valmitraglia
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    Re:Topolino 3428
    Risposta #45: Venerdì 13 Ago 2021, 14:02:21
    Che bella la storia di Pezzin! Dopo quasi vent'anni ho riassaporato tutte le atmosfere delle precedenti Tops stories: mistero, elementi leggendari e soprannaturali, un pizzico di inquietudine e il finale aperto. Inoltre non mancano i riferimenti bibliografici e storici (in questo caso addirittura la Bibbia).
    Quanto sarebbe bello leggere nuove storie di questa serie. Sono d'accordo con il recensore: un nuovo ciclo di queste storie sarebbe proprio adatto per il Topolino bertaniano dove sono presenti numerose saghe. Le Tops stories potrebbero affiancarsi al ciclo di Topolino giramondo e al ciclo di storie avventurose che sono uscite di recente sul Topo (Sir Topleton o la scalata del secolo).
     

     

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