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Topolino 3429 - Recensione di Guglielmo Nocera

Ed eccoci, finalmente: siamo al momento del grande rilancio di Macchia Nera. Gli editoriali del Direttore, una vera collana di perle che lega insieme tutti i numeri dell’annata del settimanale tramite anticipazioni e rimandi, lo aveva introdotto come qualcosa di profondo e deciso, affidato come sempre alla penna dello sceneggiatore di fiducia, Marco Nucci. Per risalire all’ultimo momento d’oro della vita del personaggio bisogna arrivare a Casty: vuoi con Darkenblot, vero e proprio “corso a parte” in cui l’incappucciato si faceva un poco più tecnologico e minaccioso, vuoi ancor prima con il ciclo di storie macchianeresche uscite negli anni Duemila, alcune delle quali raccolte nello splendido Classico curato, non a caso, proprio da Nucci. E quel Classico fa quasi da necessaria premessa alla nuova storia, ricordando ai lettori intorpiditi da anni di furterelli di cosa fosse capace il più diabolico degli avversari topolineschi. Ma soprattutto, ci ricorda il grande debito del personaggio verso Casty; autore che in questa storia iniziale del nuovo ciclo, Io sono Macchia Nera, non è chiamato a gestire in prima persona il rilancio, occupandosi però della parte grafica. Il suo lavoro in questa storia è, a tratti, di una dedizione assoluta: come se il decennio che ci separa dall’Incubo orbitale (l’ultimo Macchia Nera disegnato da Casty) si riversasse completamente nei dettagli finissimi delle tavole più belle. È un’arte facile a inquadrarsi in un classicismo scarpiano che non attira troppi commenti, complice una certa “funzionalità” narrativa che a volte prende il sopravvento sul virtuosismo artistico: ma le venature di inquietudine un po’… burattinesca e teatrale che abbiamo imparato a conoscere nel Casty “dark” sono tutte sue. È singolare, forse, che l’autore friulano avesse riservato questi toni per storie diverse da quelle di Macchia Nera: quasi come se per lui Macchia fosse anzitutto un genio del male, un uomo sotto un mantello, piuttosto che uno spettro. Del resto, anche Gottfredson aveva rappresentato Macchia Nera come un’ombra, più sfuggente che incombente, più micidiale che minacciosa: e tanto erano rimasti più efficaci, invece, i rapidi momenti in cui l’incombere immediato della minaccia si faceva concreto e mortale. Catabasi Ed eccolo invece, in questa copertina di Fabio Celoni, spettrale come non mai. Un Macchia Nera senz’altro più teatrale di quanto già non fosse (e a suo agio nell’esserlo), meno calcolatore e più tenebrosamente romantico del solito: un antagonista di cui leggiamo addirittura i nitidi e foschi pensieri in una raffinata sequenza proemiale. Un carattere forse più accostabile a tanti altri “cattivi” di cinema e fumetto, specie recenti, di quanto fosse il modello precedente, ma che di sicuro (ed è questo ciò che conta) funziona. Le atmosfere spettrali e beffarde in cui Nucci e Casty lo avvolgono per l’occasione richiamano alla lontana certa iconografia dello “spavento ridente” un po’ alla Nightmare Before Christmas, che molti epigoni ha avuto nel tempo: in questa direzione va l’inusuale sorriso che compare sopra il cappuccio di Macchia Nera. Nucci ricorre ad un godibile espediente per commentare (più che giustificare) il passaggio dal quasi umile ladruncolo degli ultimi anni, compare di Sgrinfia, allo spettro temibilissimo che si appresta a mettere in campo. Dopodiché la narrazione passa tutta dalla parte degli ignari topolinesi, in una prima parte di storia che ci ricorda una delle più vibranti storie di Casty, Topolino e la neve spazzastoria. Lo spirito, del resto, è abbastanza castyano (prova che la selezione del Classico fu fatta da Nucci con altissima cognizione di causa), nonostante le differenze sopra accennate. Non lo è il ritmo, che grazie alla maggiore libertà sul numero di tavole è molto meno compresso che nelle vecchie storie, e si concede tutta una serie di gag, alcune godibilissime (ad esempio una con Manetta), altre forse meritevoli di qualche trovata più audace (quella sul parcheggio è forse essenzialmente ripetuta). L’apprensione per ciò che succede a Topolinia, nel frattempo, monta con efficacia, e ci conduce dritti alla puntata successiva. Sorrisi da incubo Insomma, la prima parte di questa storia di rilancio può dirsi senz’altro riuscita. Merito di entrambi gli autori, che danno prova di una dedizione al personaggio che proviene forse da idee e concezioni diverse ma appare funzionare bene. Se mai queste energie dovessero mescolarsi, nelle prossime storie, già a livello di trama e di sceneggiatura, il piatto messoci a disposizione sarebbe se possibile ancora più intrigante. Un commento più generale: la stessa durata della storia fa capire come per Bertani, sempre più che coinvolto nella gestione delle storie, gli eventi portanti dell’annata topolinesca vogliano essere veri e propri archi narrativi che si sviluppano attraverso più storie tematiche, queste a loro volta divise in più puntate. Possiamo pensare alla recentemente conclusa saga di Vertigo come alla prova generale di questo formato. Un formato che va ancora una volta nella direzione di fornire collanti, anche piuttosto volitivi, ad una rivista di per sé altamente multifocale. Un esperimento interessantissimo, e che non a caso è affidato in parte preponderante a un autore, Nucci, vicino al mondo bonelliano e dunque più a suo agio con sceneggiature meno dense e più d’impatto, intrise di una intenzionalità forse inedita per il mondo Disney. Ed ecco emergere la grande alleata del Macchia Nera di Nucci e del Topolino di Bertani: la retorica (sia letto in senso neutro e non necessariamente dispregiativo). La retorica dei toni, delle atmosfere, dei sentimenti e delle trame, mai più lasciate ad alimentarsi dei meccanismi insiti nei personaggi, ma guidate e se necessario dipanate per entrare nella logica uniforme della rivista. Il Duckan-pensiero Ma veniamo al resto del numero: un quadro, ci si conceda, non altrettanto trascinante. Il momento più vivo è la prima puntata di una nuova storia di Marco Gervasio e Giuseppe Facciotto, Paperinik e la minaccia alla fattoria, che essenzialmente pone le basi emotive per l’azione: come di consueto, ci aspettiamo una diluizione in varie puntate, nell’attesa di vedere un Paperinik lanciato all’attacco dopo il trauma – di una profondità inaudita va detto, quasi difficile da valutare – che lo ha colpito. Il Paperino/Paperinik di Gervasio è un personaggio prodigo di aperture verso il lettore circa i propri pensieri e stati d’animo, così come lo stesso Fantomius. Ci pare questo un tratto tipico e forse non così spesso sottolineato, che va nella direzione da una parte di una caratterizzazione particolarmente chiara e aperta, e dall’altra di una ormai consueta diluizione della vicenda. La conclusione della storia di Tito Faraci e Libero Ermetti, Topolino e l’oscura finale, si articola attraverso un lungo inseguimento che non vede forse troppo ispirati né la sceneggiatura né il disegno: la ripetizione della stessa gag “a equivoco”, certamente molto faraciana, ci accompagna alla soluzione dell’enigma e all’identità del sabotatore-fautore. È un po’ strano vedere questo grande autore un poco schiacciato in storie brevi o dalla comicità rodata e ripetitiva, ma va anche detto che i suoi lasciti alla disneyanità, sebbene a volte misinterpretati, sono già cospicui. Degno di menzione il passaggio in cui scopriamo che Topolino usa gli iconici pantaloncini rossi come pigiama. Pantaloncini d’epoca e pantofole con l’effigie… Topolino vivrà nel culto della propria personalità? Segue Gastone e la spiaggia della (s)fortuna, dall’ispirazione abbastanza retrò, tanto da poterla facilmente ascrivere alla rivista di vent’anni fa: la sceneggiatura è di Marco Bosco e i disegni di Giulia Lomurno, una nuova autrice che appare ben lanciata anche se, come è normale, ancora assai saldamente ancorata agli schemi grafici più collaudati ed elementari del Topolino di oggi. Infine, in Battista, Filo e l’affare vacanze, di Giorgio Fontana e di un (come sempre) ottimo Carlo Limido, i due protagonisti si incontrano e si scontrano all’ombra delle ferie estorte inusualmente a Paperone. Una conclusione di numero forse un po’ lontana dalla direzione che la rivista appare voler tenere. Ma da che mondo è mondo (o meglio, da che Topolino è Topolino) quella delle storie brevi è forse la madre di tutte le battaglie editoriali. I grandi progetti narrativi e artistici si impalcano quasi sempre sulla gestione delle storie lunghe, concentrate o dipanate che siano; ma la carenza di una spinta motrice forte nell’ambito della produzione umoristica di breve o brevissimo respiro è un problema che si ripresenta ciclicamente, risolvendosi talvolta in maniera parziale sulle spalle di autori singoli e incapaci di sopperire da soli al fabbisogno settimanale: vuoi Enrico Faccini, il più grande autore di storie brevi dall’epoca dei fratelli Barosso, vuoi più di recente Marco Nucci con l’ottimo Newton. Cosa abbia in serbo su questo fronte la nuova gestione è ancora poco evidente all’occhio dei lettori; ma confidiamo che una volta consolidata la rotta possa, come di consueto, stupirci e intrattenerci. Buona lettura!

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Topolino 3408

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    Re:Topolino 3408
    Risposta #15: Giovedì 18 Mar 2021, 00:35:40
    Una cover realizzata da Celoni e dedicata alla storia di Mister Vertigo: è a mio parere una delle più belle degli ultimi tempi.
    La gag di Silvia Ziche un po' troppo banale secondo me.
    Torna Mister Vertigo in una storia che in questa prima parte è stata molto, molto bella. Topolino e Pippo guardano un film basato sui reali avvenimenti avvenuti a Topolinia per quanto riguarda Mister Vertigo, con anche la "vittoria" di Topolino. Solo che nel finale di questo film il regista ha voluto "cambiare" qualche particolare, aggiungere sequenze dopo quelle in cui Topolino arresta l'ex-sindaco Topmayer. Ed è proprio da queste "aggiunte" che il vero Topolino prenderà spunto per far luce su alcuni elementi e per agire nella realtà. In realtà Mister Vertigo neanche c'è in questa prima parte (se non nel film) però la storia è talmente ben studiata che c'è in ogni caso alone di mistero e di tensione, cose che adoro. Marco Nucci centra sempre in pieno le mie aspettative ormai elevatissime. Leggetevi assolutamente questa storia perché merita parecchio (e siamo solo alla prima parte): sono davvero curioso di sapere come va avanti! I disegni di Ottavio Panaro funzionano benissimo in questo clima di inquietudine, come del resto era nell'incubo di Mister Vertigo. Bella, bella, bella questa storia. C'è poco altro da dire, se non che ribadisco che non vedo l'ora di vedere questa secondo me meravigliosa saga sui volumi definitivi Topolino Extra.
    Prosegue la storia sul Deposito che continua a non convincermi troppo e rimango dell'idea che forse tre sono troppe puntate per una storia di questo genere. È secondo me lenta a procedere nei passaggi ma a parte quello non è una brutta storia. Se non riesce realmente a convincermi è forse per i personaggi, Battista e Bassotti, che come protagonisti onestamente mi annoiano. Avrei preferito vedere più Zio Paperone protagonista. Ho letto recentemente la storia prequel presente nel numero del mensile di Zio Paperone e secondo me riscontra più o meno le stesse problematiche che ci sono qui, per quanto sia una storia divertente. Tornando a questa storia, i disegni nulla di eccezionale ma molto piacevoli. Non so se questa possa essere una storia che finisca su Topolino Extra. Se ipoteticamente lo fosse, per quanto io non stia impazzendo per la vicenda in sè, comprerei sicuro il volume. Mi viene tra l'altro il dubbio: se fosse materiale da Topolino Extra, ci metterebbero anche il prequel uscito su Zio Paperone? Per completezza credo e spero di sì (lo stesso discorso tra l'altro varrebbe per quando metteranno il Torneo delle Cento Porte sull'Extra, che ha in aggiunta i capitoli da Paperino e Zio Paperone mensili).
    Una storia breve di Paperino davvero molto riuscita per quello che vuole offrire. C'è l'ennesimo litigio tra Paperino e Anacleto, stavolta riguardante le piante che tengono in giardino. Una trama che vuole semplicemente far sorridere e ci riesce bene. Ivan Bigarella si conferma, dopo l'ultima volta, un esordiente molto valido ai disegni e a questo punto non vedo l'ora di vederlo all'opera sulla saga disegnata da lui in uscita quest'anno.
    Doubleduck torna con una storia ambientata prima di Reboot quindi probabilmente subito dopo Come un gioco, Timecrime e le 5 storie brevi. Ora, io l'ho letta ma chiaramente non ho ancora mai letto per esempio molte storie prima di questa: per l'appunto sono arrivato, come da ultima Definitive, a Codice Olimpo e poi non ho letto nulla nulla di DD, se non da L'ultimo giorno in poi. Quindi diciamo che questa storia l'ho letta perché l'ho letta, ma poi in realtà la valuterò con maggiore attenzione quando la leggerò in continuity con le altre nella Definitive [sperando sempre che la mettano prima di Reboot (insieme alle altre di magazzino che devono pubblicare su Topolino) e non dopo Corto Circuito solo perché è uscita quest'anno]. Comunque la storia è molto valida e non sono presenti elementi di continuity riferiti a storie che ancora non ho letto, quindi l'ho capita. DD e Kay-K devono indagare per capire chi ha rubato un esoscheletro. Non mancheranno i colpi di scena degni del nome della saga e quindi che dire? Una storia molto bella e comprensibile, persino per chi come me non ha ancora letto tutto di DD. I disegni di Vitale Mangiatordi non mi hanno fatto impazzire non per gli sfondi, ma per come disegna i personaggi. Soprattutto non mi piace la sua Kay-K: Giorgio Cavazzano, Andrea Freccero e Marco Gervasio invece la rendono più carina a mio parere.
    Infine abbiamo una storia di Amelia ben riuscita per essere una storia di chiusura. Come Ivan Bigarella, anche Giulia La Torre ha grosso potenziale: per essere una novellina, disegna in modo pulito, tondeggiante, in pieno stile Disney. Oltre ai disegni, anche la storia mi è piaciuta. Ad Amelia vengono tolti i poteri magici perché è ossessionata dalla Numero Uno, così diventa "buona" e incomincia a piacerle l'aglio. Una storia come questa è perfetta in chiusura al Topolino, molto fresca e divertente un po' in tutte le gag.
    L'ennesima one-page story dedicata alla Preistoria non è nulla di originale ma stavolta un sorriso me l'ha strappato.
    Dunque un numero che è molto più bello del precedente secondo me e che vi consiglio assolutamente già solo per Mister Vertigo, e poi c'è anche un'ottima storia di Doubleduck.
    Il prossimo è sicuramente interessante per la seconda parte di Mister Vertigo e per Miao. Spero poi che il Papersera ci riservi una bella storia perché l'ultima non mi aveva convinto più di tanto. E poi mi auguro che la storia sul Deposito si concluda meglio di come è iniziata.
    « Ultima modifica: Giovedì 18 Mar 2021, 09:45:17 da Flash X »

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      Re:Topolino 3408
      Risposta #16: Giovedì 18 Mar 2021, 09:19:46
      Ho un solo dubbio:
      Spoiler: mostra
      A pagina 17 si parla dell' ex-sindaco Topmayer che fu arrestato perché ritenuto lo stesso Vertigo.
      Nella terza vignetta viene detto che da allora è piombato in una sorta di profondo mutismo, ma il personaggio che si vede nella stessa vignetta è evidentemente diverso da Topmayer, non solo per costituzione fisica ma anche per il colore dei capelli.
      Che sia una svista del disegnatore?


      A me sembra si tratti
      Spoiler: mostra
      del tipo che si era candidato a nuovo sindaco e aveva ideato l'iniziativa delle Piccole verità del Natale, mo mi sono scordato il nome... in ogni caso anche lui dovrebbe essere giustamente dietro le sbarre
      .

      Marco Nucci c'entra sempre in pieno le mie aspettative

      Ma tu sei arrivato a quasi mille messaggi e ancora fai questi errori?
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        Re:Topolino 3408
        Risposta #17: Giovedì 18 Mar 2021, 09:43:17
        Ho un solo dubbio:
        Spoiler: mostra
        A pagina 17 si parla dell' ex-sindaco Topmayer che fu arrestato perché ritenuto lo stesso Vertigo.
        Nella terza vignetta viene detto che da allora è piombato in una sorta di profondo mutismo, ma il personaggio che si vede nella stessa vignetta è evidentemente diverso da Topmayer, non solo per costituzione fisica ma anche per il colore dei capelli.
        Che sia una svista del disegnatore?


        A me sembra si tratti
        Spoiler: mostra
        del tipo che si era candidato a nuovo sindaco e aveva ideato l'iniziativa delle Piccole verità del Natale, mo mi sono scordato il nome... in ogni caso anche lui dovrebbe essere giustamente dietro le sbarre
        .

        Marco Nucci c'entra sempre in pieno le mie aspettative

        Ma tu sei arrivato a quasi mille messaggi e ancora fai questi errori?
        Colpa del correttore automatico del telefono, mi spiace. ::)

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        Samu
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          Re:Topolino 3408
          Risposta #18: Giovedì 18 Mar 2021, 15:28:00
          Ho un solo dubbio:
          Spoiler: mostra
          A pagina 17 si parla dell' ex-sindaco Topmayer che fu arrestato perché ritenuto lo stesso Vertigo.
          Nella terza vignetta viene detto che da allora è piombato in una sorta di profondo mutismo, ma il personaggio che si vede nella stessa vignetta è evidentemente diverso da Topmayer, non solo per costituzione fisica ma anche per il colore dei capelli.
          Che sia una svista del disegnatore?


          A me sembra si tratti
          Spoiler: mostra
          del tipo che si era candidato a nuovo sindaco e aveva ideato l'iniziativa delle Piccole verità del Natale, mo mi sono scordato il nome... in ogni caso anche lui dovrebbe essere giustamente dietro le sbarre
          .
          Sono andato a sfogliare la storia di Vertigo di ambientazione natalizia ed effettivamente il personaggio rappresentato nella vignetta che citavo
          Spoiler: mostra
          sembra proprio essere quello che, per breve tempo, fu sindaco di Topolinia, cioè Applepine.
          In ogni caso, visto che nella storia di questa settimana si cita Topmayer, mi sarei aspettato di vedere rappresentato quest'ultimo e non Applepine, il quale fu comunque arrestato perché coinvolto direttamente nel "caso Vertigo".  ;)
          « Ultima modifica: Giovedì 18 Mar 2021, 15:30:33 da Samu »

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            Risposta #19: Domenica 21 Mar 2021, 17:36:10
            Recensione Topolino 3408


             Un copertinista d’eccezione come Fabio Celoni regala ai lettori un’illustrazione di grande impatto per il ritorno di Mister Vertigo sulle pagine del nuovo Topolino. Per lo sfuggente personaggio si tratta della quarta “apparizione” sul settimanale, ammesso che l’uso di questo termine possa dirsi corretto.

             In Topolino e l’ombra di Mister Vertigo (Nucci/Panaro), lo sceneggiatore gioca ancora una volta con gli aspetti caratteristici del ciclo: seguitiamo così ad assistere al continuo gioco di specchi fra realtà e finzione, stavolta declinato nella rappresentazione cinematografica dei fatti raccontati nelle precedenti avventure.

             Non tutto è stato chiarito, e così la settima arte si incarica di riempire qualche vuoto, rielaborando gli avvenimenti per restituire un migliore intreccio narrativo: un’operazione che riesce a seminare qualche dubbio nelle certezze di Topolino, nel quale non possiamo che identificarci quali spettatori dell’inedito lungometraggio del re del brivido Alfred Lang.

             Come già accaduto in passato, l’episodio si chiude lasciando grande curiosità per la prosecuzione della vicenda, ma non possono che rimanere seri dubbi sul fatto che fra sette giorni il mistero verrà finalmente svelato.

             
            Le apparenze ingannano sempre!

             Bisognerà attendere una settimana anche per la conclusione di Zio Paperone, Battista e i segreti del deposito (Sisti/Facciotto), storia legata al gadget componibile attualmente in edicola in abbinamento con il libretto. Tuttora in ostaggio della Banda Bassotti, il maggiordomo del papero più ricco del mondo sembra avere fiutato l’inghippo nel quale si trova; nel frattempo questa puntata intermedia ci offre l’occasione per esplorare qualche nuova stanza dell’edificio più iconico di Paperopoli.

             Particolarmente curioso è invece il caso di Supersoldier (Bosco/Mangiatordi, Monteduro), avventura della saga di DoubleDuck ambientata prima del reboot avvenuto ormai più di tre anni fa ma pubblicata solamente ora, forse per qualche ripensamento editoriale, forse per fare da traino al nuovo volume della Definitive Collection, forse per entrambe le motivazioni. La storia scorre velocemente riproponendo i classici elementi del genere spionistico e va pertanto ad aggiungere un buon episodio stand alone ad una serie che negli ultimi tempi fatica a riguadagnare lo spazio avuto nel passato recente.

             
            La coppia più riuscita di spie disneyane

             Due spunti piuttosto tradizionali sono infine alla base delle rimanenti avventure del numero. In Paperino e il gigantesco problema floreale (Vacca/Bigarella), viene declinato in maniera abbastanza originale il canovaccio della battaglia fra vicini di casa per un concorso a premi: il risultato finale sarà meno distruttivo del solito, ma non meno sfortunato per Paperino. In Amelia e la magia tecnologica (Palazzi, Valentini/La Torre), la fattucchiera napoletana vede invece svanire i suoi poteri ed è costretta a reinventare la propria vita come una papera normale, fino all’inevitabile ripristino dello status quo. Ai punti, si fa apprezzare maggiormente la prima storia, prova d’esordio di uno sceneggiatore indicato anche nell’editoriale di apertura come un’interessante promessa per il futuro.

             Fra i redazionali, segnaliamo l’annuncio della prossima pubblicazione di un volume dedicato al Deposito di Zio Paperone, con una prefazione dell’architetto Giacomo Delbene Guidoni, il quale anticipa alcuni passaggi in una breve intervista.



            Voto del recensore: 3/5
            Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
            http://www.papersera.net/wp/2021/03/21/topolino-3408/


            Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

            "Se nato cigno nessuno ti trasformerà in avvoltoio"

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            Vincenzo
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              Re:Topolino 3408
              Risposta #20: Lunedì 22 Mar 2021, 13:06:37
              Devo dire che fra le storie del ciclo L'ombra di Mister Vertigo possiede forse l'incipit che mi ha colpito di più: Nucci si riconferma molto abile con gli spunti metafumettistici e grazie alla trovata del film tratto dal mistero riesce a donare alla vicenda un respiro e un'atmosfera particolarmente affascinanti.
              Ottavio Panaro è un ottimo disegnatore, ma devo ammettere che anch'io sarei curioso di vedere Celoni all'opera con questa ambientazione, specie dopo quest'eccellente copertina.
              Rispondendo a Volkabug, devo dire che io apprezzo molto la caratterizzazione del Topolino di Nucci: curioso e determinato, sempre pronto a mettersi in discussione, lo trovo molto simile al Topolino di Mezzavilla.

              Il resto del numero si mantiene su buoni livelli, fra la solida prosecuzione dei segreti del deposito e la simpatica breve dedicata alla classica rivalità tra vicini. Buona anche la storia di Valentini nonostante parta da una premessa già vista.

              Supersoldier è un'ottima storia autoconclusiva di DoubleDuck, in cui Bosco e Mangiatordi si confermano un'accoppiata riuscita. La trama è sì lineare ma anche molto solida e mantiene alta la tensione fino alla conclusione.
              Da notare che il
              Spoiler: mostra
              generale corrotto
              è praticamente Jack Nicholson.

              I disegni di Vitale Mangiatordi non mi hanno fatto impazzire non per gli sfondi, ma per come disegna i personaggi. Soprattutto non mi piace la sua Kay-K: Giorgio Cavazzano, Andrea Freccero e Marco Gervasio invece la rendono più carina a mio parere.


              La penso all'opposto: trovo che la sua Kay sia decisamente la più affascinante, una perfetta femme fatale.
              If you can dream it, you can do it.

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                Re:Topolino 3408
                Risposta #21: Mercoledì 24 Mar 2021, 12:42:51
                Numero interessante, cover magnifica,quasi "inquitante", colorata magistralmente, invoglia sicuramente all'acquisto, il gioco di luci e ombre che si viene a creare rende la giusta suspance che caratterizza la storia TOPOLINO E L'OMBRA DI MISTER VERTIGO.
                Una storia scorrevole e brillante, spinge a riflettere su ciò che sta accadendo,immedesimandosi nei personaggi.
                Ho trovato i disegni in piena sintonia all'ambientazione e al senso di inquietudine dato dalla trama.
                Sempre simpatica e la seconda parte dei SEGRETI DEL DEPOSITO, con un Battista enigmatico..ora son curiosa di vedere come reagiranno i Bassotti a quanto successo.
                Posso anche dire di aver apprezzato DD, nonostante ai tempi lo leggessi svogliatamente o addirittura saltassi a piè pari.Forse la breve spiegazione/introduzione iniziale,data l'assenza da tempo dell'agente sul  SmMickey SmMickey mi ha permesso di non farmi condizionare dalle vecchie "preferenze", e farmi apprezzare la storia.
                Scorrevoli le restanti storie,su Amelia e Paperino.Quest'ultima mi ha stupita in positivo per la freschezza di trama e disegni,una breve ben riuscita.
                Per me questo é un ennesimo numero di qualità
                 

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                  Re:Topolino 3408
                  Risposta #22: Lunedì 29 Mar 2021, 16:56:05
                  Voglio condividere con voi una sensazione personale su una scena in particolare della prima puntata de L' Ombra di Mister Vertigo.
                  Nell' ultima vignetta di pagina 29 (mentre siamo nel pieno sviluppo cinematografico dell'opera di Alfred Lang) il vedere Vertigo, chiaramente incappucciato, che sovrasta dall'alto gli altri membri di questa "organizzazione del crimine" da lui creata, mi ha ricordato alcune scene della serie televisiva La Baronessa di Carini e mi è venuto istintivo associare la sua figura a quella del "Capo oscuro" dei Beati Paoli.
                  Anche l'ambiente in cui si ritrovano Vertigo e gli altri, mi ha fatto pensare a quei cunicoli dove si organizzavano i processi dei Beati Paoli contro chi veniva ritenuto ingiusto.
                  Non ho ancora letto il celebre romanzo di Luigi Natoli (anche se l'ho in casa) però mi è venuto istintivo fare questa associazione, probabilmente perché sia questa storia di Vertigo che la serie televisiva che citavo poco prima sono ambientate in una "dimensione cinematografica".
                  Chiaramente, si tratta di un'impressione personale...  ;)
                  « Ultima modifica: Lunedì 29 Mar 2021, 17:00:26 da Samu »

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                    Re:Topolino 3408
                    Risposta #23: Giovedì 2 Set 2021, 18:25:10
                    Penso si riferisca al fatto che
                    Spoiler: mostra
                    Macchia Nera e Sgrinfia (arrestati insieme nella storia dello scorso numero) evadono insieme nella prima parte di Mister Vertigo


                    ho riletto le storie, e non ho capito dov'è che "evadono insieme nella prima parte di Mister Vertigo", davvero non lo vedo, mi sento stupido  ;D ;D ;D ;D

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                      Re:Topolino 3408
                      Risposta #24: Giovedì 2 Set 2021, 18:40:49
                      Penso si riferisca al fatto che
                      Spoiler: mostra
                      Macchia Nera e Sgrinfia (arrestati insieme nella storia dello scorso numero) evadono insieme nella prima parte di Mister Vertigo


                      ho riletto le storie, e non ho capito dov'è che "evadono insieme nella prima parte di Mister Vertigo", davvero non lo vedo, mi sento stupido  ;D ;D ;D ;D
                      A pagina 16, nella didascalia della terza vignetta si legge che - Ieri Macchia Nera e Sgrinfia sono scomparsi dalla loro cella e ciò è in linea con quanto mostrato nelle ultime tavole di Macchia Nera in: semplice, pulito, diretto della settimana precedente visto che, alla fine di quella storia, entrambi venivano arrestati.  ;)

                      Comunque, mi dai lo spunto per segnalare una piccola curiosità in merito alla prima parte de L'Ombra di Mister Vertigo e che, se non erro, non era stata segnalata.
                      Coincidenza vuole che questa curiosità riguardi proprio la vignetta che citavo poco sopra e, in particolare, il poster dietro cui si celava il tunnel scavato dai due evasi.
                      L'immagine del poster si riferisce a "Vampiri Sottozero", film che viene nuovamente citato in seguito nella stessa storia (quando i nostri si ritrovano nella villa di Alfred Lang) ma che soprattutto veniva già citata in un'altra storia di Marco Nucci pubblicata quest'anno, vale a dire Topolino e i misteri di Mister MacGuffin.
                      Per essere più chiaro, allego anche le immagini tratte dalle due storie e che citano lo stesso film:  :)

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                        Re:Topolino 3408
                        Risposta #25: Giovedì 2 Set 2021, 18:45:38
                        Grazie del chiarimento, non avevo proprio notato la vignetta a pagina 16!! E dire che l'ho sfogliata apposta... !
                        Curioso riferimento, quel "Vampiri sottozero", chissà se è casuale o...

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                          Re:Topolino 3408
                          Risposta #26: Giovedì 2 Set 2021, 19:55:42
                          Curioso riferimento, quel "Vampiri sottozero", chissà se è casuale o...
                          Secondo me, la citazione è proprio voluta anche perché Nucci ha dimostrato più volte di riprendere certi elementi tratti da altre sue storie già pubblicate.
                          Penso per esempio alla città di Farmtown in cui era ambientata la bella Gastone e la solitudine del quadrifoglio (e che figurava tra le città rappresentate, a livello calcistico, nella recente Calisota Summer Cup) o alla città di Mousetrap, dove si trovano le cascate omonime in cui Macchia Nera attende Topolino nella nuova "Io sono Macchia Nera" e che veniva già citata nella stessa "Calisota Summer Cup" o ancora ai Monti Quackmore in cui era ambientata la storia Newton Pitagorico e il cammino del puma bianco, ripresi ancora una volta all'interno della stessa storia calcistica.  ;)

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                            Re:Topolino 3408
                            Risposta #27: Sabato 4 Set 2021, 15:27:21
                            Sì, in effetti hai ragione,  è un suo "vezzo". A me non crea alcun problema, soprattutto se poi non riesco a cogliere il riferimento (come in questo caso)  ;D ;D ;D ;D

                             

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