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Topolino 3430 - Recensione di Valentina Corsi

Per un grande personaggio ci vuole una grande copertina Nelle prime interviste e chiacchierate informali in fiera, l’allora neodirettore Alex Bertani teneva spesso a sottolineare come quello che usciva in edicola non fosse ancora il “suo” Topolino, avendo chiaramente ereditato dalla precedente direzione un giornale con un’impostazione (e un corredo di storie) “di presenza”. “Aspettate e vedrete!”, diceva, non mancando mai di far presente gli aspetti su cui gli premeva puntare, e che stiamo ritrovando ormai sempre più frequentemente sulle storie dell’ultimo anno e mezzo. Di certo, in ogni caso non ci saremmo mai aspettati di trovarlo addirittura accreditato come coautore di una storia – e che storia! Il personaggio di Reginella era già riemerso dalle sabbie del tempo nel 2017 con un’intensa storia di Bruno Enna, dopo un letargo di ben ventitré anni dall’ultima apparizione ad opera del suo papà Rodolfo Cimino, e successivamente a raccoglierne il testimone era stato Vito Stabile, con un trittico di avventure in verità piuttosto anomalo, considerata la natura della protagonista. Ecco quindi la regina di Pacificus tornare di prepotenza sulle pagine del settimanale, introdotta peraltro da una copertina che si candida subito tra le più belle dell’anno, con una storia che promette di far scintille a partire dal titolo. L’ultima avventura di Reginella (Bertani, Stabile/Zanchi) riporta alle atmosfere che chi ha seguito la serie ciminiana fin dagli esordi ben conosce. I due autori conoscono e amano il fumetto Disney e il personaggio, e si vede; le atmosfere sono palpabili e non si può non empatizzare con Paperino (anche se, durante la lettura, non si può non pensare alla saggia scelta di Cimino di lasciar fuori Paperina dal ciclo di storie con Reginella… bisognerà vedere a cosa voglia portare la sua – per ora struggente – comparsata). Rewind Non si può comunque non plaudere alla scelta di riportare la narrazione sui binari giusti, restituendo alla sovrana lo spessore narrativo delle origini, che è la motivazione del suo successo e al tempo stesso il suo punto cardine: senza la sua precisa ragion d’essere, il personaggio è solo uno dei tanti che si susseguono sulle pagine del settimanale. Ci auguriamo quindi che il titolo di questa storia sia quanto mai veritiero. Anche la parte grafica è superlativa, i disegni di Zanchi sono ispiratissimi e la colorazione è molto azzeccata – a lasciare qualche dubbio sono giusto i riflessi sulle pupille dei paperi, che in diverse vignette appaiono molto, troppo innaturali. Il “però” deriva invece dal ritmo complessivo della storia. È una puntata introduttiva, e al netto delle grandissime atmosfere, manca un po’ di sostanza. Chiaramente occorre attendere la seconda e conclusiva parte, sperando che non si debba poi correre troppo sbilanciando eccessivamente il ritmo tra i due episodi. Anche la seconda e ultima puntata di Io sono Macchia Nera (Nucci/Casty) offre un’interessante lettura. Dopo la prima parte in cui abbiamo rivisto un Macchia Nera inquietante come mancava da un po’, i nodi vengono al pettine e giungiamo all’epilogo dell’avventura. O meglio, ad un nuovo status quo. La storia infatti ci consegna un finale che più aperto non potrebbe essere, lasciando piuttosto interdetto chi si aspettava un colpo di Macchia Nera all’insegna del passato e di quei grandi piani criminali che lo avevano portato a diventare il criminale più pericoloso di Topolinia. Il tutto ha perfettamente senso se si rileggono le prime, introspettive – come ormai capita sempre più di frequente – tavole della storia: l’aura di terrore del personaggio era ormai svanita da tempo, “ombra di un’ombra”, e l’intento di questa operazione è chiaramente quello di ridargli un po’ di smalto e di riportarlo come si deve al suo ruolo originario. Tutto molto bello e sicuramente interessante, anche se forse la scelta di dedicare a questo lungo prologo ben due puntate può essere un po’ un’arma a doppio taglio. Potere e potenz… ah, no! I disegni sono molto convincenti e le ambientazioni notturne hanno un fascino a cui è difficile restare indifferenti. La cosa che fa storcere il naso e che smonta un po’ l’atmosfera ansiogena della storia è il sorriso sul mantello, che se nella prima vignetta dà la giusta dose di inquietudine, nelle seguenti oltrepassa il confine ottenendo invece l’effetto opposto. In questa storia, come nella precedente di Reginella e come in molte altre apparse negli ultimi mesi, è sempre più spinto il pedale dell’introspezione, delle atmosfere cariche di sentimento e di atmosfera, nonché della continuity verticale e trasversale tra le varie storie, il che fa senza dubbio parte di quelle volontà che il direttore anticipava pochi anni fa. Questo complesso intreccio è chiaramente rivolto in primis ai lettori più giovani, offrendo loro un universo articolato in cui provare a riconoscersi. A parere di chi scrive, tuttavia, il settimanale non può basarsi solo su questo genere di approccio, mentre sono sempre più diradate le avventure “a cuor leggero”, che hanno fatto la storia del fumetto Disney italiano e che, auspicabilmente, possono continuare ad andare di pari passo con le narrazioni più articolate. Giunge al termine anche Paperinik e la minaccia alla fattoria (Gervasio/Facciotto), che chiude bene i fili già intrecciati nella prima parte. I disegni sono anche loro molto convincenti e ben realizzati, e nel complesso la storia scorre molto bene, per quanto la presenza di Paperinik non sia poi così decisiva e determinante per lo svolgimento della vicenda: più che lui, il protagonista si direbbe Red Duckan. Ritorno alle origini future A voler essere pignoli, c’è qualcosa che stride a livello legislativo tra quanto dichiarato dalla Nonna la scorsa settimana e gli sviluppi effettivi, così come forse poteva essere reso in maniera decisamente più incisiva lo shock derivante dalla situazione con cui avevamo lasciato in sospeso la narrazione alla fine della prima parte, ma si tratta di minutaglie, perché la lettura è comunque molto valida. Paperi al supermercato (Vacca/La Torre) è un breve intermezzo muto da segnalare principalmente per i bei disegni. In chiusura d’albo troviamo infine Young Donald Duck: Vacanza da grandi (Ferrari/Mazzarello), ultimo (finora) episodio delle avventure sull’adolescenza 2.0 di Paperino e Topolino. In esatto contrasto con le prime storie della serie, le ultime avventure si stanno rivelando in buona parte molto ben scritte e interessanti, e anche questa non fa eccezione. Come extra, segnaliamo invece il prosieguo del reportage africano sulle tracce delle zebre e un’intervista a Marco Gervasio che introduce all’imminente ritorno di Paperbridge la settimana prossima.

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Topolino 3430

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    Re:Topolino 3430
    Risposta #45: Domenica 22 Ago 2021, 06:40:33
    Penso che il problema sia l´attuale censura della Disney. È impossibile scrivere una storia Noir o solo una storia che potrebbe spaventare i bambini (o meglio: spaventare i genitori ipocriti americani che sono il riferimento di Disney). Nemmeno Casty riesce (e storie come "Topolino e la citta senza cielo" non possono essere pubblicate adesso). Le storie di Topolino vengono lette soprattutto dagli adulti (probabilmente due terzi) e dai loro figli. Per questo tipo di lettore si crea la prima parte, la seconda parte viene creata per Disney...

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      Re:Topolino 3430
      Risposta #46: Domenica 22 Ago 2021, 15:18:45
      Credo che lo sceneggiatore volesse dare un tocco ancora più "creepy" al personaggio.

      Se ci fate caso peraltro nonostante la fisionomia di Macchia sia ormai famosissima, non si vede mai in volto.

      Un fantasma, per l'appunto. Che voleva essere reso ancora più inquietante.

      Ecco che la bocca compare nelle scene che vogliono essere inquietanti.
      Probabilmente hai ragione tu, l'intenzione era quella...

      ... ma il risultato è una schifezza fuori personaggio (sempre quello "vero", ovviamente)! :-X
      Infatti a me il "sorriso del cappuccio di Macchia Nera" è sembrato più che altro quello dello Stregatto Astratto!

      Il fatto che, in Paperinik e la mianccia alla fattoria, l'erede di Anatra-Che-Ride abbia nome John Hawk, mi ha fatto pensare inizialmente che potesse trattarsi di un falco umanizzato, cosa che secondo me sarebbe stata anche in linea col suo atteggiamento scorbutico Invece è un "papero" come tanti altri.

      Pur con la (relativa) delusione per la conclusione di Io sono Macchia Nera e col velo pietoso da stendere sull'episodio di Young Donald Duck, direi che questo è un ottimo numero, da 4 stelle.
      "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

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        Topolino 3430
        Risposta #47: Domenica 22 Ago 2021, 16:15:50
        Recensione Topolino 3430


        Per un grande personaggio ci vuole una grande copertina

        Nelle prime interviste e chiacchierate informali in fiera, l’allora neodirettore Alex Bertani teneva spesso a sottolineare come quello che usciva in edicola non fosse ancora il “suo” Topolino, avendo chiaramente ereditato dalla precedente direzione un giornale con un’impostazione (e un corredo di storie) “di presenza”.

         “Aspettate e vedrete!”, diceva, non mancando mai di far presente gli aspetti su cui gli premeva puntare, e che stiamo ritrovando ormai sempre più frequentemente sulle storie dell’ultimo anno e mezzo.

         Di certo, in ogni caso non ci saremmo mai aspettati di trovarlo addirittura accreditato come coautore di una storia – e che storia!

         Il personaggio di Reginella era già riemerso dalle sabbie del tempo nel 2017 con un’intensa storia di Bruno Enna, dopo un letargo di ben ventitré anni dall’ultima apparizione ad opera del suo papà Rodolfo Cimino, e successivamente a raccoglierne il testimone era stato Vito Stabile, con un trittico di avventure in verità piuttosto anomalo, considerata la natura della protagonista.

         Ecco quindi la regina di Pacificus tornare di prepotenza sulle pagine del settimanale, introdotta peraltro da una copertina che si candida subito tra le più belle dell’anno, con una storia che promette di far scintille a partire dal titolo.

         L’ultima avventura di Reginella (Bertani, Stabile/Zanchi) riporta alle atmosfere che chi ha seguito la serie ciminiana fin dagli esordi ben conosce. I due autori conoscono e amano il fumetto Disney e il personaggio, e si vede; le atmosfere sono palpabili e non si può non empatizzare con Paperino (anche se, durante la lettura, non si può non pensare alla saggia scelta di Cimino di lasciar fuori Paperina dal ciclo di storie con Reginella… bisognerà vedere a cosa voglia portare la sua – per ora struggente – comparsata).

         
        Rewind

        Non si può comunque non plaudere alla scelta di riportare la narrazione sui binari giusti, restituendo alla sovrana lo spessore narrativo delle origini, che è la motivazione del suo successo e al tempo stesso il suo punto cardine: senza la sua precisa ragion d’essere, il personaggio è solo uno dei tanti che si susseguono sulle pagine del settimanale. Ci auguriamo quindi che il titolo di questa storia sia quanto mai veritiero.

         Anche la parte grafica è superlativa, i disegni di Zanchi sono ispiratissimi e la colorazione è molto azzeccata – a lasciare qualche dubbio sono giusto i riflessi sulle pupille dei paperi, che in diverse vignette appaiono molto, troppo innaturali.

         Il “però” deriva invece dal ritmo complessivo della storia. È una puntata introduttiva, e al netto delle grandissime atmosfere, manca un po’ di sostanza. Chiaramente occorre attendere la seconda e conclusiva parte, sperando che non si debba poi correre troppo sbilanciando eccessivamente il ritmo tra i due episodi.

         Anche la seconda e ultima puntata di Io sono Macchia Nera (Nucci/Casty) offre un’interessante lettura. Dopo la prima parte in cui abbiamo rivisto un Macchia Nera inquietante come mancava da un po’, i nodi vengono al pettine e giungiamo all’epilogo dell’avventura. O meglio, ad un nuovo status quo.

         La storia infatti ci consegna un finale che più aperto non potrebbe essere, lasciando piuttosto interdetto chi si aspettava un colpo di Macchia Nera all’insegna del passato e di quei grandi piani criminali che lo avevano portato a diventare il criminale più pericoloso di Topolinia.

         Il tutto ha perfettamente senso se si rileggono le prime, introspettive – come ormai capita sempre più di frequente – tavole della storia: l’aura di terrore del personaggio era ormai svanita da tempo, “ombra di un’ombra”, e l’intento di questa operazione è chiaramente quello di ridargli un po’ di smalto e di riportarlo come si deve al suo ruolo originario. Tutto molto bello e sicuramente interessante, anche se forse la scelta di dedicare a questo lungo prologo ben due puntate può essere un po’ un’arma a doppio taglio.

         
        Potere e potenz… ah, no!

         I disegni sono molto convincenti e le ambientazioni notturne hanno un fascino a cui è difficile restare indifferenti. La cosa che fa storcere il naso e che smonta un po’ l’atmosfera ansiogena della storia è il sorriso sul mantello, che se nella prima vignetta dà la giusta dose di inquietudine, nelle seguenti oltrepassa il confine ottenendo invece l’effetto opposto.

         In questa storia, come nella precedente di Reginella e come in molte altre apparse negli ultimi mesi, è sempre più spinto il pedale dell’introspezione, delle atmosfere cariche di sentimento e di atmosfera, nonché della continuity verticale e trasversale tra le varie storie, il che fa senza dubbio parte di quelle volontà che il direttore anticipava pochi anni fa. Questo complesso intreccio è chiaramente rivolto in primis ai lettori più giovani, offrendo loro un universo articolato in cui provare a riconoscersi.

         A parere di chi scrive, tuttavia, il settimanale non può basarsi solo su questo genere di approccio, mentre sono sempre più diradate le avventure “a cuor leggero”, che hanno fatto la storia del fumetto Disney italiano e che, auspicabilmente, possono continuare ad andare di pari passo con le narrazioni più articolate.

         Giunge al termine anche Paperinik e la minaccia alla fattoria (Gervasio/Facciotto), che chiude bene i fili già intrecciati nella prima parte. I disegni sono anche loro molto convincenti e ben realizzati, e nel complesso la storia scorre molto bene, per quanto la presenza di Paperinik non sia poi così decisiva e determinante per lo svolgimento della vicenda: più che lui, il protagonista si direbbe Red Duckan.

         
        Ritorno alle origini future

        A voler essere pignoli, c’è qualcosa che stride a livello legislativo tra quanto dichiarato dalla Nonna la scorsa settimana e gli sviluppi effettivi, così come forse poteva essere reso in maniera decisamente più incisiva lo shock derivante dalla situazione con cui avevamo lasciato in sospeso la narrazione alla fine della prima parte, ma si tratta di minutaglie, perché la lettura è comunque molto valida.

         Paperi al supermercato (Vacca/La Torre) è un breve intermezzo muto da segnalare principalmente per i bei disegni.

         In chiusura d’albo troviamo infine Young Donald Duck: Vacanza da grandi (Ferrari/Mazzarello), ultimo (finora) episodio delle avventure sull’adolescenza 2.0 di Paperino e Topolino. In esatto contrasto con le prime storie della serie, le ultime avventure si stanno rivelando in buona parte molto ben scritte e interessanti, e anche questa non fa eccezione.

         Come extra, segnaliamo invece il prosieguo del reportage africano sulle tracce delle zebre e un’intervista a Marco Gervasio che introduce all’imminente ritorno di Paperbridge la settimana prossima.



        Voto del recensore: 4.5/5
        Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
        https://www.papersera.net/wp/2021/08/22/topolino-3430/


        Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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        paolo87
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          Risposta #48: Domenica 22 Ago 2021, 17:30:16
          Una considerazione sull'intervista a Gervasio: l'autore si richiama esplicitamente alla genealogia di Cuordipietra come delineata in una storia danese di cui non ricordo il titolo e che, se non sbaglio, non è mai apparsa (purtroppo) in Italia. Dite che potremmo vederla prossimamente?

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          Geronimo
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            Risposta #49: Domenica 22 Ago 2021, 17:44:58
            Vado controcorrente e dò solo 3 stelle a un numero che mi ha in parte deluso e dalle cui storie mi aspettavo maggiore sostanza.
            Luca Giacalone

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              Re:Topolino 3430
              Risposta #50: Domenica 22 Ago 2021, 18:27:34
              Ecco quindi la regina di Pacificus tornare di prepotenza sulle pagine del settimanale, introdotta peraltro da una copertina che si candida subito tra le più belle dell’anno
              Non potrei essere più d'accordo.
              La copertina di questa settimana è senza dubbio quella che, personalmente, ritengo la mia preferita del 2021 e penso che si giocherà un posto importante tra le candidate alla vittoria finale nel TopoOscar di fine anno.
              Vado controcorrente e dò solo 3 stelle a un numero che mi ha in parte deluso e dalle cui storie mi aspettavo maggiore sostanza.
              Penso che il punto sia proprio questo, la sostanza o, ancora meglio, la carne.
              Di certo, almeno per come la penso io, le due storie principali di questo numero si nutrono di atmosfera, di sensazioni, di suggestioni...
              Se è vero che la storia di Reginella è solo alla prima parte e bisognerà ancora aspettare la seconda puntata per dare un giudizio conclusivo, d'altro canto, Io sono Macchia Nera per il momento finisce qui e anche se io l'ho trovata molto intrigante e posso dire che mi sia sinceramente piaciuta, capisco che i lettori, oltre alle atmosfere, vogliono la sostanza.
              E quella è venuta a mancare poiché lo stesso Macchia Nera, nelle sue intenzioni e anche nel suo modo di agire, risulta sfumato, sfuggente e non ha ancora concretamente applicato il suo piano di rivincita che finora è rimasto solo avvolto nei suoi pensieri.
              Capisco pure che questa storia voglia essere un "seme" gettato per il lancio di un ciclo di storie che vedano protagonista proprio il dannato fantasma avvolto dal suo cupo mantello ma, sinceramente, se è vero che questa storia è riuscita, almeno con me, ad intrigarmi e a lasciarmi delle belle suggestioni, spero che le prossime avventure abbiano più carne e più sostanza.
              Perché se si riesce ad amalgamare e a far coesistere perfettamente da un lato l'atmosfera "sfuggente" di cui un personaggio come Macchia Nera, sin dalle origini, si nutre e dall'altro il cuore palpitante della vicenda, la sostanza per l'appunto, almeno per come la vedo io, solo in quel modo si riesce a rendere quella storia indimenticabile e "scolpita" nella mente di buona parte dei lettori adulti.

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                Re:Topolino 3430
                Risposta #51: Domenica 22 Ago 2021, 23:35:35
                A me questo numero è piaciuto parecchio.
                La storia di Macchia inizialmente mi ha lasciato un po' interdetto perché il finale è aperto. Riflettendoci sù però mi sono reso conto di aver letto qualcosa di nuovo e di interessante. Siamo di fronte a un nuovo ciclo (probabilmente lungo) che si prospetta davvero denso. Spero solo che sia sempre Casty a occuparsi dei disegni.
                Per quanto riguarda Reginella ho poco da dire per ora ma sono rimasto molto preso dallo spessore delle tematiche trattate e non vedo l'ora di leggere la prossima puntata. Qui mi aspetto che ci sia davvero una vera conclusione.
                Bella anche quella di Paperinik, magari avrebbe fatto bene un po' di azione in più.
                Perfino la storia young (che mal sopporto) è discreta, probabilmente una delle migliori o addirittura la migliore del ciclo.
                Dal punto di vista grafico credo di non ricordare un albo con una qualità media paragonabile a questo.
                Dispiace vedere che molti hanno espresso critiche e severe stroncature. Il Topolino di Bertani più che raccontare storie racconta un universo e perciò è normale trovare puntate introduttive dove succede poco o nulla ma che sono necessarie per imbastire un'ambientazione. Comprendo che non a tutti possa piacere anche perché è una grossa rottura col passato.

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                  Re:Topolino 3430
                  Risposta #52: Lunedì 23 Ago 2021, 07:20:30
                  Il problema è che non c'è mai stato bisogno di storie così lunghe solo per introdurre vicende (che spesso si sono rivelate poi pure mediocri, vedere Vertigo o gli italici paperi).
                  Il ciclo di storie di Eta Beta di Walsh e Gottfredson inizia con Eta Beta L'uomo del 2000, storia che ha senso di esistere anche senza le successive, non serve solo ad introdurre il personaggio, racconta anche una storia. Lo stesso per Topolino e la spedizione perduta, dove viene introdotta Eurasia Tost. Non è certo un prologo: lei viene introdotta e contemporaneamente viene raccontata una storia con un inizio, uno svolgimento e una fine. Ora pare sempre che ci sia bisogno di chissà quante pagine per ogni storia perché per qualche strano motivo una trentina non sono più abbastanza per raccontare una singola vicenda (eppure non fu mai un problema per Carl Barks). Sono sempre esiste saghe, ma qui non esistono più storie singole, se non le solite riempitive.

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                    Re:Topolino 3430
                    Risposta #53: Lunedì 23 Ago 2021, 13:39:44
                    spaventare i genitori ipocriti americani che sono il riferimento di Disney
                    Urca, e da quando i genitori statunitensi leggono Topolino?  ;D (si scherza, eh...)

                    Ne approfitto anch'io per dire la mia a proposito di un numero che mi è piaciuto. E cosa importante - IMHO - è un bel numero *estivo*, di quando cioè i lettori dovrebbero aumentare, e magari sarà possibile riuscire a "sedurre" qualche nuovo lettore con storie decisamente interessanti e divertenti.

                    La storia di Nucci/Casty su Macchia Nera capisco che possa aver fatto storcere il naso a parecchi, che forse si aspettavano uno svolgimento più canonico, con inseguimento e scontro finale, ma io invece sono soddisfatto dall'aver letto qualcosa di nuovo; forse non completamente nelle mie corde (il mio ideale di Topolino è quello dinamico dello scontro con Gambadilegno nella storia dell'Uomo Nuvola, per dire...) ma che comunque mi ha coinvolto vuoi per le pagine iniziali in soggettiva, dove l'utilizzo delle didascalie in prima persona e i disegni d'effetto di Casty sono riusciti a portarmi "dentro" la storia... cosa che in parte e a livelli più basi era successa anche con la primissima puntata di Vertigo, salvo poi cadere nel nulla nel prosieguo della storia/serie. Qui invece la seconda parte riesce a soddisfarmi e a non lasciarmi dell'idea di aver perso tempo, anzi.
                    Anche i disegni - a parte l'inspiegabile sorriso *sul* cappuccio - sono di alto livello: continuo a preferire Casty sceneggiatore (chi l'ha visto?) al Casty disegnatore, ma questo non sminuisce i suoi disegni, celebra invece le sue sceneggiature!
                    Mi incuriosirebbe sapere se per l'immagine della centrale elettrica abbandonata Casty si sia in qualche modo ispirato alla Battersea power station che appare nella copertina di Animals dei Pink Floyd (ve l'ho linkato su YouTube, così avete la possibilità di vedere la copertina e di ascoltarlo, ringraziatemi pure). Molto bella anche la serra/giardino d'invero che appare all'inizio della storia: dovessi diventare milionario ne vorrei una uguale!

                    Per quanto riguarda Reginella, spero abbiano trovato un modo per uscire dalla situazione di "amicizia" in cui si sono improvvidamente ficcati, e questa prima puntata lascia sperare bene, anche qui i disegni - forse nella prospettiva di una pubblicazione in formato diverso e più ampio - mi hanno sorpreso positivamente, con scelte di "gabbia" nuove per il nostro settimanale, con 5 righe di vignette da un "panel" l'una. Chissà che le storie precedenti - oggettivamente mediocri, nella migliore delle ipotesi - non riescano ad essere riaggiustate in una sorta di ret-conn in quest'ultima(?) puntata... il prossimo numero dovrò recensirlo io... speriamo bene! ;D ;D

                    Infine la storia di Paperinik, premesso che non capisco/ricordo l'utilità di Red Duckan (cosa fa in questa storia che non potrebbe fare Rockerduck?), mi è piaciuta, e mi ha fatto anche ridere la scena della gallina... sono uno spirito semplice! :-)

                      -Paolo



                    Orrore! Panzaal non è Panzaal!

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                      Re:Topolino 3430
                      Risposta #54: Lunedì 23 Ago 2021, 14:20:49
                      dovessi diventare milionario ne vorrei una uguale!

                        -Paolo
                      E io che pensavo che quasi 20 anni da Boss del Papersera ti avessero reso miliardario.. ;D
                      Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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                        Re:Topolino 3430
                        Risposta #55: Lunedì 23 Ago 2021, 16:08:39
                        Anche io mi chiedo: che differenza c'è tra red Duckan e Rockerduck? c'è una caratterizzazione ben precisa?

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                          Re:Topolino 3430
                          Risposta #56: Lunedì 23 Ago 2021, 16:14:27
                          Rockerduck talvolta non si fa problemi a infrangere la legge, cosa che Duckan non farebbe mai.
                          O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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                            Re:Topolino 3430
                            Risposta #57: Lunedì 23 Ago 2021, 16:23:25
                            Secondo me ci vorrebbero delle differenze più marcate, anche caratteriali. Altrimenti il personaggio per ora è interessante ma resta un pò bidimensionale.

                            Rockerduck talvolta non si fa problemi a infrangere la legge, cosa che Duckan non farebbe mai.

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                              Re:Topolino 3430
                              Risposta #58: Lunedì 23 Ago 2021, 16:53:56
                              Secondo me ci vorrebbero delle differenze più marcate, anche caratteriali.
                              Rockerduck è molto più irascibile di Duckan. Non mi sembra di ricordare che quest'ultimo abbia mai perso le staffe.

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                                Re:Topolino 3430
                                Risposta #59: Lunedì 23 Ago 2021, 17:15:22
                                Secondo me ci vorrebbero delle differenze più marcate, anche caratteriali.
                                Rockerduck è molto più irascibile di Duckan. Non mi sembra di ricordare che quest'ultimo abbia mai perso le staffe.
                                Penso che ciò che distingua Red Duckan da Rockerduck, oltre all'attenzione a muoversi sempre in maniera legale come ricordava Atius, sia proprio il suo carattere flemmatico e molto più rilassato rispetto ad un Rockerduck che, in un'eventuale disfida con Zio Paperone sulla cessione di un terreno che fa gola a entrambi, penso perderebbe le staffe, buttandola anche sullo scontro fisico con lo Zione.
                                La sua flemma e il suo essere serafico penso dipendano proprio dalla consapevolezza di agire sempre nel pieno rispetto della legge e quindi, non potendo essere attaccato dal punto di vista legale, non trova motivo per rivendicare le sue ragioni con uno scontro "diretto" e frontale, sia esso fisico o verbale.

                                 

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