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Topolino 3432 - Recensione di Davide Del Gusto

«La parte più difficile dello scrivere per mestiere è proprio la prima, quella più creativa, quella, cioè, in cui si ha la necessità di avere una buona idea e di lavorarci sopra per svilupparla. Quindi dove si trovano queste idee? Dappertutto». È con queste parole che Sergio Badino commentava le “fasi del fumetto” nel primo capitolo di un suo fortunato manualetto di sceneggiatura pubblicato da Tunué nel 2007. La missione di ogni autore, del resto, è comunicare al proprio pubblico qualcosa di eterno o perennemente reiterato, il classico, ma con uno sguardo nuovo e con l’attenzione a quel determinato particolare o a quella singola circostanza che possano ridestare l’attenzione dei più. Il ritorno dello sceneggiatore genovese, decisamente prolifico su Topolino nel primo decennio di questo secolo e poi quasi del tutto assente nel secondo, con una storia di copertina in quattro puntate, per di più disegnata da una delle principali firme disneyane di casa nostra, è da seguire con una certa attenzione. Se è vero, tornando all’assunto “badiniano”, che le idee sono dappertutto, è altrettanto assodato che le stesse debbano essere sufficientemente buone per poter essere ricordate in seguito. Date le avvisaglie, Siamo serie! sembra corrispondere appieno all’identikit: un’intuizione solida che si intreccia alla perfetta riconoscibilità dell’argomento trattato da parte del pubblico. In una precedente recensione, sostenevo che una delle parole d’ordine dell’attuale corso di Topolino fosse l’intraducibile relatability: settimana dopo settimana, questo concetto si rafforza e continua a costituire la base del progetto editoriale bertaniano. Tenersi aggiornati e al passo è fondamentale Una parola “nuova” applicata ad una consolidata tradizione, dato che la necessità di parlare della società alla società stessa è uno dei cardini della pluridecennale vis satirica dei migliori fumetti Disney. Il legame stesso tra Topi e Paperi e il piccolo schermo è strettissimo, essendo l’intrattenimento televisivo una costante che ha unito diverse generazioni dai primi anni Cinquanta a oggi, con formule nuove e diverse, notevoli capacità di adattamento e di evoluzione. Ma, se negli anni Novanta l’esigenza era quella di prendere platealmente per i fondelli il mondo delle soap strappalacrime attraverso l’ormai iconica Papernovela o anche la pikappica Patemi, oggi il discorso si fa più complesso e articolato. In risposta ad un mercato fiorente che trabocca di serie TV, linee narrative orizzontali e verticali, lore e continuity, fedeltà alla linea da parte degli abbonati alle varie piattaforme streaming, Badino trova una buona idea e propone una vivace e per ora riuscita satira di costume, ben supportata dai disegni di Silvia Ziche. Il transfert con le vicende del Papero del mistero, però, sembra finire qui dato che l’interesse dell’autore si focalizza prevalentemente sul dietro le quinte del processo creativo, dalla scrittura alla messa in scena, e così via. Siamo quindi un po’ a metà tra la piacevole e azzeccata ironia – specie su due serie di grande successo popolare, qui opportunamente disneyanizzate in L’amaca geniale e Tanto ebbi – e la narrazione più o meno “didattica”. Il classico scontro impari Nella prima puntata, infatti, dall’eloquente titolo Com’è dura la scrittura, si ritrovano i concetti che Badino esprimeva nel suo Professione sceneggiatore e si parla della difficoltà di mettere insieme più menti e sensibilità nella cattura e gestione delle idee. Non manca naturalmente il classico, e mai parco, uso del calembour alla disneyana, per cui ad esempio i buchi di sceneggiatura sono un concetto fisicamente visibile, ma alla fine il risultato è gradevole e, soprattutto!, incuriosisce spingendo a volerne sapere di più sulla produzione della serie TV targata PdP, passo dopo passo. La sinergia con la Ziche in questo caso funziona molto bene e riporta alla memoria i buoni risultati ottenuti da quest’ultima in collaborazione con Marco Bosco qualche anno fa. In un certo senso, affidare alla disegnatrice veneta una storia imbevuta di riconoscibile parodia della realtà è stata una scelta quasi obbligata, e non solo per il ricordo della Papernovela o della meno celebrata Rivondosa. A caccia di sceneggiatori Quello della Ziche del resto è un nome che automaticamente richiama il senso della satira. Resta solo da vedere, nelle prossime tre settimane, se lo scalcagnato gruppo di lavoro coordinato dalle showrunner Paperina e Chiquita raggiungerà il risultato cui sembra voler puntare già da ora. Da sottolineare, infine, un’attenzione non stereotipata ai personaggi femminili. Paperbridge di Marco Gervasio, nel frattempo, continua a rispondere al richiamo della continuity serrata, strizzando l’occhio a un certo tipo di lettori affascinati dalle citazioni, da Méliès a Barks. Giunti al secondo episodio di questa “seconda stagione”, a prevalere è una chiara volontà di approfondire le relazioni tra i giovani personaggi, mentre il villain recuperato e riadattato per l’occasione sembra ancora un po’ sacrificato, per quanto si stia comunque creando una discreta attesa nei suoi confronti. Il cliffhanger con cui si concludeva la precedente serie di Paperbridge aveva messo una certa curiosità per il “professor” Cuordipietra Famedoro, ma qui si è visto poco per ora, se non una sua scarsissima propensione all’insegnamento. La chiara copertura per biechi fini da parte dell’infido sudafricano, infatti, serve al momento a rimescolare le carte tra le amicizie e le rivalità interne al gruppo di paperi che ruotano attorno al giovane Quackett: l’inserimento di Roger Barkserville riporta alla mente un episodio della serie incentrata sulle gesta di Fantomius, ma bisogna ancora vedere dove si andrà a parare con questa relazione pericolosa tra il nerosopraccigliato(!) Cuordipietra e il rampollo in questione. Il sense of mystery se non altro è ben dosato nelle scene ambientate nel famigerato “lato oscuro” del college, specialmente per quanto riguarda l’intrappolamento di Quackett nella biblioteca segreta collegata alla scena del… Krimen (si passi la battutaccia); in più vari tasselli cominciano a posizionarsi. Ma ciò che è più interessante, come detto, sono le interazioni tra i giovani paperi su cui Gervasio sta costruendo una vera e propria mitologia, e su questo è forse d’uopo spendere qualche parola. Biblioteche nascoste, passaggi segreti e buoni amici L’idea di Paperbridge strizza evidentemente l’occhio al successo che la narrativa young adult e gli stessi teen drama hanno avuto nel corso degli ultimi decenni: la sensazione di trovarsi in una sorta di Hogwarts disneyana è sempre più forte. Non ci sono «sventolii di bacchette o stupidi incantesimi» in questo caso, ma la quotidianità scolastica, i sospetti nei confronti di insegnanti più o meno loschi, le ali segrete e proibite della scuola, per non contare le frequenti avventure notturne in orari proibiti riportano tantissimo a Harry Potter. Il tutto, naturalmente, mutatis mutandis: l’opera di J.K. Rowling è stata epocale e quasi identitaria per la generazione dei millennial, mentre qui stiamo parlando di un progetto autonomo e indirizzato a un target potenzialmente diverso, più vicino ai nati dopo il 2000 e al loro modo di fruire i prodotti di intrattenimento. Ciò detto, però, Gervasio compie delle scelte intelligenti nell’attenzione al worldbuilding in cui fa muovere il giovanissimo Quackett, nel tentativo di sedurre anche chi viaggia sulla trentina e più. Il fatto stesso che ci sia stata questa “seconda stagione” è certamente indicativo del favore che Paperbridge ha riscosso nel 2020 tra i lettori di Topolino, senza particolari o nette distinzioni di età. Ma è proprio per questo motivo che, al contempo, stupisce un’affermazione di Bertani nel suo editoriale: è come se si intonasse un inaspettato De profundis con quel «mettere definitivamente la parola fine». È un fatto che sorprende, e molto, soprattutto perché siamo a un solo episodio dalla conclusione; lo stesso Cuordipietra, come si diceva, non si è ancora mostrato per quello che è davvero e queste due puntate suonano ormai come delle lunghe introduzioni volte prevalentemente a destabilizzare le acerbe e impulsive sicurezze di Quackett. Sicuramente Gervasio ha ancora le sue carte da giocare, ci sta abituando nel corso degli ultimi anni a piacevoli guizzi; a noi non resta che aspettare qualche altro giorno per leggere l’episodio finale, Il segreto di Famedoro, e per trarre un bilancio sull’esperimento Paperbridge. Un nuovo mistero da risolvere… Ciò detto, guardando alle altre avventure in sommario, è impossibile non riflettere sul contesto in cui Topolino 3432 si ritrova. Ai fumettistici bagordi di agosto (in cui ci si è inebriati – si spera – anche di vino e di calore) risponde un settembre che principia, senza continuare con la citazione cantautorale, con un non troppo vago senso di transizione. La serialità che caratterizza più di ogni altra cosa la vision del nuovo Topolino è anche qui presente, lo abbiamo visto con le prime due storie, ma si impone in maniera meno preponderante rispetto ai mesi scorsi. Ed è anche giusto così: dopo un’estate densa di ritorni (Pezzin e Macchia Nera) e di addii (Reginella) bisogna rallentare il passo per riprendere un po’ il fiato in vista, ad esempio, dell’imminente Ducktopia. Ma si parlava di transizione: tutte le altre storie presenti in quest’albo vanno esattamente in quella direzione per confezionare un numero “nella media”, senza particolari virtuosismi, tradizionale nella sua impostazione scanzonata. Fa quindi piacere rivedere i nomi di due validi autori già pilastri del settimanale: Rudy Salvagnini e Alessandro Sisti sono gli sceneggiatori di due brevi intermezzi umoristici al centro dell’albo. Topolino e le piccole verità della polka del fachiro Nel primo caso, Salvagnini mette su una gradevole vicenda che ruota attorno al solito cimelio di un altrettanto solito bis-bis di Pippo: un LP che, come effetto collaterale, fa dire verità altrimenti impronunciabili. Qualcosa di già visto nella terza storia di Mister Vertigo ma che, declinato in modo diverso e in poche tavole, risulta meno farraginoso e più coinvolgente: un cortocircuito di quartiere con Topolino, Orazio e lo stesso Pippo che, ignari, si arrabattano per ascoltare la Polka del fachiro. Da segnalare, oltre ai disegni di un ispirato Blasco Pisapia, l’umorismo sugli atroci cappellini di Minni, retaggio di un’antica e forse rassicurante ironia che trova le sue radici nelle strisce di Gottfredson. Idee semplici ed eterne, insomma, ma utilizzate con gran tecnica. Altrettanta abilità emerge con garbo dalla breve di Sisti disegnata da Federico Franzò. Zio Paperone e lo sperpero contagioso è il primo capitolo di una miniserie incentrata sul mondo dei social media e sulle insidie che la comunicazione digitale, nella sua immediata capacità di produrre fraintendimenti, può comportare. Ed è bene che si recuperi ogni tanto anche questo modo di usare i personaggi Disney per costruire storie in qualche modo educational che possano portare i lettori a ragionare sulla propria quotidianità ridendo delle sventure, in questo caso, del vecchio papero. I social media chiamano a gran voce le tecnologie digitali in un susseguirsi di rimandi tra una storia e l’altra, dato che il nuovo episodio della (non troppo amata) serie Young Donald Duck ruota attorno a magagne scolastiche con PC e database. Il registro utilizzato da Alessandro Ferrari in Errore di sistema vira però con decisione verso l’umorismo più genuino, supportato dalla sapiente regia di Stefano Intini. Una recitazione da antologia La storia è di per sé molto semplice ma, seguendo una tendenza inaugurata in Quando il preside è in vacanza, porta la serie a un livello molto più alto rispetto a quanto letto in passato. I personaggi stessi, a partire dai giovanissimi Paperino e Topolino, sembrano molto più naturali nelle loro azioni e le gag che ne vengono fuori non suonano forzate o fuori luogo: è Disney puro e semplice pensato per un mercato internazionale, divertente, senza eccessive sovrastrutture e funzionale nella messa in scena. Il lungo percorso attraverso la riposante medietas dell’albo si conclude tornando alla più disneyana tra le città italiane, sempre più che celebrata sulle pagine di Topolino. È infatti Venezia, in perfetto sincrono con l’apertura della mostra del cinema, a fare da sfondo a una storia di Roberto Gagnor e Valerio Held, Minni gondoliera e la grande regata del doge. La trama è quasi tutta lì, nel titolo, ed è estremamente modulare e rodata nel suo svolgimento anche per via di un setting tutt’altro che raro da trovare sul settimanale. Seguendo un percorso legato alla riscoperta di antiche usanze della Serenissima, che va da Scarpa a Chendi, Gagnor muove a mestiere i personaggi, Minni in testa, in un susseguirsi di eventi che per vari motivi rimandano al suo approccio alla storia dell’arte: un contesto storico preciso, arricchito da elementi utili a rendere credibile il tutto come una certa attenzione a luoghi e scorci cittadini, al dialetto, alla società. Nel complesso è una buona avventura in costume nonostante alcune “gagnorate” nonsense, ormai una cifra stilistica, come il “polenta-break” o l’“hoverpipp”: trovate che possono lasciare… F4 durante la lettura.

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Topolino 3408

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    Re:Topolino 3408
    Risposta #15: Giovedì 18 Mar 2021, 00:35:40
    Una cover realizzata da Celoni e dedicata alla storia di Mister Vertigo: è a mio parere una delle più belle degli ultimi tempi.
    La gag di Silvia Ziche un po' troppo banale secondo me.
    Torna Mister Vertigo in una storia che in questa prima parte è stata molto, molto bella. Topolino e Pippo guardano un film basato sui reali avvenimenti avvenuti a Topolinia per quanto riguarda Mister Vertigo, con anche la "vittoria" di Topolino. Solo che nel finale di questo film il regista ha voluto "cambiare" qualche particolare, aggiungere sequenze dopo quelle in cui Topolino arresta l'ex-sindaco Topmayer. Ed è proprio da queste "aggiunte" che il vero Topolino prenderà spunto per far luce su alcuni elementi e per agire nella realtà. In realtà Mister Vertigo neanche c'è in questa prima parte (se non nel film) però la storia è talmente ben studiata che c'è in ogni caso alone di mistero e di tensione, cose che adoro. Marco Nucci centra sempre in pieno le mie aspettative ormai elevatissime. Leggetevi assolutamente questa storia perché merita parecchio (e siamo solo alla prima parte): sono davvero curioso di sapere come va avanti! I disegni di Ottavio Panaro funzionano benissimo in questo clima di inquietudine, come del resto era nell'incubo di Mister Vertigo. Bella, bella, bella questa storia. C'è poco altro da dire, se non che ribadisco che non vedo l'ora di vedere questa secondo me meravigliosa saga sui volumi definitivi Topolino Extra.
    Prosegue la storia sul Deposito che continua a non convincermi troppo e rimango dell'idea che forse tre sono troppe puntate per una storia di questo genere. È secondo me lenta a procedere nei passaggi ma a parte quello non è una brutta storia. Se non riesce realmente a convincermi è forse per i personaggi, Battista e Bassotti, che come protagonisti onestamente mi annoiano. Avrei preferito vedere più Zio Paperone protagonista. Ho letto recentemente la storia prequel presente nel numero del mensile di Zio Paperone e secondo me riscontra più o meno le stesse problematiche che ci sono qui, per quanto sia una storia divertente. Tornando a questa storia, i disegni nulla di eccezionale ma molto piacevoli. Non so se questa possa essere una storia che finisca su Topolino Extra. Se ipoteticamente lo fosse, per quanto io non stia impazzendo per la vicenda in sè, comprerei sicuro il volume. Mi viene tra l'altro il dubbio: se fosse materiale da Topolino Extra, ci metterebbero anche il prequel uscito su Zio Paperone? Per completezza credo e spero di sì (lo stesso discorso tra l'altro varrebbe per quando metteranno il Torneo delle Cento Porte sull'Extra, che ha in aggiunta i capitoli da Paperino e Zio Paperone mensili).
    Una storia breve di Paperino davvero molto riuscita per quello che vuole offrire. C'è l'ennesimo litigio tra Paperino e Anacleto, stavolta riguardante le piante che tengono in giardino. Una trama che vuole semplicemente far sorridere e ci riesce bene. Ivan Bigarella si conferma, dopo l'ultima volta, un esordiente molto valido ai disegni e a questo punto non vedo l'ora di vederlo all'opera sulla saga disegnata da lui in uscita quest'anno.
    Doubleduck torna con una storia ambientata prima di Reboot quindi probabilmente subito dopo Come un gioco, Timecrime e le 5 storie brevi. Ora, io l'ho letta ma chiaramente non ho ancora mai letto per esempio molte storie prima di questa: per l'appunto sono arrivato, come da ultima Definitive, a Codice Olimpo e poi non ho letto nulla nulla di DD, se non da L'ultimo giorno in poi. Quindi diciamo che questa storia l'ho letta perché l'ho letta, ma poi in realtà la valuterò con maggiore attenzione quando la leggerò in continuity con le altre nella Definitive [sperando sempre che la mettano prima di Reboot (insieme alle altre di magazzino che devono pubblicare su Topolino) e non dopo Corto Circuito solo perché è uscita quest'anno]. Comunque la storia è molto valida e non sono presenti elementi di continuity riferiti a storie che ancora non ho letto, quindi l'ho capita. DD e Kay-K devono indagare per capire chi ha rubato un esoscheletro. Non mancheranno i colpi di scena degni del nome della saga e quindi che dire? Una storia molto bella e comprensibile, persino per chi come me non ha ancora letto tutto di DD. I disegni di Vitale Mangiatordi non mi hanno fatto impazzire non per gli sfondi, ma per come disegna i personaggi. Soprattutto non mi piace la sua Kay-K: Giorgio Cavazzano, Andrea Freccero e Marco Gervasio invece la rendono più carina a mio parere.
    Infine abbiamo una storia di Amelia ben riuscita per essere una storia di chiusura. Come Ivan Bigarella, anche Giulia La Torre ha grosso potenziale: per essere una novellina, disegna in modo pulito, tondeggiante, in pieno stile Disney. Oltre ai disegni, anche la storia mi è piaciuta. Ad Amelia vengono tolti i poteri magici perché è ossessionata dalla Numero Uno, così diventa "buona" e incomincia a piacerle l'aglio. Una storia come questa è perfetta in chiusura al Topolino, molto fresca e divertente un po' in tutte le gag.
    L'ennesima one-page story dedicata alla Preistoria non è nulla di originale ma stavolta un sorriso me l'ha strappato.
    Dunque un numero che è molto più bello del precedente secondo me e che vi consiglio assolutamente già solo per Mister Vertigo, e poi c'è anche un'ottima storia di Doubleduck.
    Il prossimo è sicuramente interessante per la seconda parte di Mister Vertigo e per Miao. Spero poi che il Papersera ci riservi una bella storia perché l'ultima non mi aveva convinto più di tanto. E poi mi auguro che la storia sul Deposito si concluda meglio di come è iniziata.
    « Ultima modifica: Giovedì 18 Mar 2021, 09:45:17 da Flash X »

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      Re:Topolino 3408
      Risposta #16: Giovedì 18 Mar 2021, 09:19:46
      Ho un solo dubbio:
      Spoiler: mostra
      A pagina 17 si parla dell' ex-sindaco Topmayer che fu arrestato perché ritenuto lo stesso Vertigo.
      Nella terza vignetta viene detto che da allora è piombato in una sorta di profondo mutismo, ma il personaggio che si vede nella stessa vignetta è evidentemente diverso da Topmayer, non solo per costituzione fisica ma anche per il colore dei capelli.
      Che sia una svista del disegnatore?


      A me sembra si tratti
      Spoiler: mostra
      del tipo che si era candidato a nuovo sindaco e aveva ideato l'iniziativa delle Piccole verità del Natale, mo mi sono scordato il nome... in ogni caso anche lui dovrebbe essere giustamente dietro le sbarre
      .

      Marco Nucci c'entra sempre in pieno le mie aspettative

      Ma tu sei arrivato a quasi mille messaggi e ancora fai questi errori?
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        Re:Topolino 3408
        Risposta #17: Giovedì 18 Mar 2021, 09:43:17
        Ho un solo dubbio:
        Spoiler: mostra
        A pagina 17 si parla dell' ex-sindaco Topmayer che fu arrestato perché ritenuto lo stesso Vertigo.
        Nella terza vignetta viene detto che da allora è piombato in una sorta di profondo mutismo, ma il personaggio che si vede nella stessa vignetta è evidentemente diverso da Topmayer, non solo per costituzione fisica ma anche per il colore dei capelli.
        Che sia una svista del disegnatore?


        A me sembra si tratti
        Spoiler: mostra
        del tipo che si era candidato a nuovo sindaco e aveva ideato l'iniziativa delle Piccole verità del Natale, mo mi sono scordato il nome... in ogni caso anche lui dovrebbe essere giustamente dietro le sbarre
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        Marco Nucci c'entra sempre in pieno le mie aspettative

        Ma tu sei arrivato a quasi mille messaggi e ancora fai questi errori?
        Colpa del correttore automatico del telefono, mi spiace. ::)

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          Re:Topolino 3408
          Risposta #18: Giovedì 18 Mar 2021, 15:28:00
          Ho un solo dubbio:
          Spoiler: mostra
          A pagina 17 si parla dell' ex-sindaco Topmayer che fu arrestato perché ritenuto lo stesso Vertigo.
          Nella terza vignetta viene detto che da allora è piombato in una sorta di profondo mutismo, ma il personaggio che si vede nella stessa vignetta è evidentemente diverso da Topmayer, non solo per costituzione fisica ma anche per il colore dei capelli.
          Che sia una svista del disegnatore?


          A me sembra si tratti
          Spoiler: mostra
          del tipo che si era candidato a nuovo sindaco e aveva ideato l'iniziativa delle Piccole verità del Natale, mo mi sono scordato il nome... in ogni caso anche lui dovrebbe essere giustamente dietro le sbarre
          .
          Sono andato a sfogliare la storia di Vertigo di ambientazione natalizia ed effettivamente il personaggio rappresentato nella vignetta che citavo
          Spoiler: mostra
          sembra proprio essere quello che, per breve tempo, fu sindaco di Topolinia, cioè Applepine.
          In ogni caso, visto che nella storia di questa settimana si cita Topmayer, mi sarei aspettato di vedere rappresentato quest'ultimo e non Applepine, il quale fu comunque arrestato perché coinvolto direttamente nel "caso Vertigo".  ;)
          « Ultima modifica: Giovedì 18 Mar 2021, 15:30:33 da Samu »

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            Risposta #19: Domenica 21 Mar 2021, 17:36:10
            Recensione Topolino 3408


             Un copertinista d’eccezione come Fabio Celoni regala ai lettori un’illustrazione di grande impatto per il ritorno di Mister Vertigo sulle pagine del nuovo Topolino. Per lo sfuggente personaggio si tratta della quarta “apparizione” sul settimanale, ammesso che l’uso di questo termine possa dirsi corretto.

             In Topolino e l’ombra di Mister Vertigo (Nucci/Panaro), lo sceneggiatore gioca ancora una volta con gli aspetti caratteristici del ciclo: seguitiamo così ad assistere al continuo gioco di specchi fra realtà e finzione, stavolta declinato nella rappresentazione cinematografica dei fatti raccontati nelle precedenti avventure.

             Non tutto è stato chiarito, e così la settima arte si incarica di riempire qualche vuoto, rielaborando gli avvenimenti per restituire un migliore intreccio narrativo: un’operazione che riesce a seminare qualche dubbio nelle certezze di Topolino, nel quale non possiamo che identificarci quali spettatori dell’inedito lungometraggio del re del brivido Alfred Lang.

             Come già accaduto in passato, l’episodio si chiude lasciando grande curiosità per la prosecuzione della vicenda, ma non possono che rimanere seri dubbi sul fatto che fra sette giorni il mistero verrà finalmente svelato.

             
            Le apparenze ingannano sempre!

             Bisognerà attendere una settimana anche per la conclusione di Zio Paperone, Battista e i segreti del deposito (Sisti/Facciotto), storia legata al gadget componibile attualmente in edicola in abbinamento con il libretto. Tuttora in ostaggio della Banda Bassotti, il maggiordomo del papero più ricco del mondo sembra avere fiutato l’inghippo nel quale si trova; nel frattempo questa puntata intermedia ci offre l’occasione per esplorare qualche nuova stanza dell’edificio più iconico di Paperopoli.

             Particolarmente curioso è invece il caso di Supersoldier (Bosco/Mangiatordi, Monteduro), avventura della saga di DoubleDuck ambientata prima del reboot avvenuto ormai più di tre anni fa ma pubblicata solamente ora, forse per qualche ripensamento editoriale, forse per fare da traino al nuovo volume della Definitive Collection, forse per entrambe le motivazioni. La storia scorre velocemente riproponendo i classici elementi del genere spionistico e va pertanto ad aggiungere un buon episodio stand alone ad una serie che negli ultimi tempi fatica a riguadagnare lo spazio avuto nel passato recente.

             
            La coppia più riuscita di spie disneyane

             Due spunti piuttosto tradizionali sono infine alla base delle rimanenti avventure del numero. In Paperino e il gigantesco problema floreale (Vacca/Bigarella), viene declinato in maniera abbastanza originale il canovaccio della battaglia fra vicini di casa per un concorso a premi: il risultato finale sarà meno distruttivo del solito, ma non meno sfortunato per Paperino. In Amelia e la magia tecnologica (Palazzi, Valentini/La Torre), la fattucchiera napoletana vede invece svanire i suoi poteri ed è costretta a reinventare la propria vita come una papera normale, fino all’inevitabile ripristino dello status quo. Ai punti, si fa apprezzare maggiormente la prima storia, prova d’esordio di uno sceneggiatore indicato anche nell’editoriale di apertura come un’interessante promessa per il futuro.

             Fra i redazionali, segnaliamo l’annuncio della prossima pubblicazione di un volume dedicato al Deposito di Zio Paperone, con una prefazione dell’architetto Giacomo Delbene Guidoni, il quale anticipa alcuni passaggi in una breve intervista.



            Voto del recensore: 3/5
            Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
            http://www.papersera.net/wp/2021/03/21/topolino-3408/


            Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

            "Se nato cigno nessuno ti trasformerà in avvoltoio"

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            Vincenzo
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              Re:Topolino 3408
              Risposta #20: Lunedì 22 Mar 2021, 13:06:37
              Devo dire che fra le storie del ciclo L'ombra di Mister Vertigo possiede forse l'incipit che mi ha colpito di più: Nucci si riconferma molto abile con gli spunti metafumettistici e grazie alla trovata del film tratto dal mistero riesce a donare alla vicenda un respiro e un'atmosfera particolarmente affascinanti.
              Ottavio Panaro è un ottimo disegnatore, ma devo ammettere che anch'io sarei curioso di vedere Celoni all'opera con questa ambientazione, specie dopo quest'eccellente copertina.
              Rispondendo a Volkabug, devo dire che io apprezzo molto la caratterizzazione del Topolino di Nucci: curioso e determinato, sempre pronto a mettersi in discussione, lo trovo molto simile al Topolino di Mezzavilla.

              Il resto del numero si mantiene su buoni livelli, fra la solida prosecuzione dei segreti del deposito e la simpatica breve dedicata alla classica rivalità tra vicini. Buona anche la storia di Valentini nonostante parta da una premessa già vista.

              Supersoldier è un'ottima storia autoconclusiva di DoubleDuck, in cui Bosco e Mangiatordi si confermano un'accoppiata riuscita. La trama è sì lineare ma anche molto solida e mantiene alta la tensione fino alla conclusione.
              Da notare che il
              Spoiler: mostra
              generale corrotto
              è praticamente Jack Nicholson.

              I disegni di Vitale Mangiatordi non mi hanno fatto impazzire non per gli sfondi, ma per come disegna i personaggi. Soprattutto non mi piace la sua Kay-K: Giorgio Cavazzano, Andrea Freccero e Marco Gervasio invece la rendono più carina a mio parere.


              La penso all'opposto: trovo che la sua Kay sia decisamente la più affascinante, una perfetta femme fatale.
              If you can dream it, you can do it.

              *

              Anapisa
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                Re:Topolino 3408
                Risposta #21: Mercoledì 24 Mar 2021, 12:42:51
                Numero interessante, cover magnifica,quasi "inquitante", colorata magistralmente, invoglia sicuramente all'acquisto, il gioco di luci e ombre che si viene a creare rende la giusta suspance che caratterizza la storia TOPOLINO E L'OMBRA DI MISTER VERTIGO.
                Una storia scorrevole e brillante, spinge a riflettere su ciò che sta accadendo,immedesimandosi nei personaggi.
                Ho trovato i disegni in piena sintonia all'ambientazione e al senso di inquietudine dato dalla trama.
                Sempre simpatica e la seconda parte dei SEGRETI DEL DEPOSITO, con un Battista enigmatico..ora son curiosa di vedere come reagiranno i Bassotti a quanto successo.
                Posso anche dire di aver apprezzato DD, nonostante ai tempi lo leggessi svogliatamente o addirittura saltassi a piè pari.Forse la breve spiegazione/introduzione iniziale,data l'assenza da tempo dell'agente sul  SmMickey SmMickey mi ha permesso di non farmi condizionare dalle vecchie "preferenze", e farmi apprezzare la storia.
                Scorrevoli le restanti storie,su Amelia e Paperino.Quest'ultima mi ha stupita in positivo per la freschezza di trama e disegni,una breve ben riuscita.
                Per me questo é un ennesimo numero di qualità
                 

                *

                Samu
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                  Re:Topolino 3408
                  Risposta #22: Lunedì 29 Mar 2021, 16:56:05
                  Voglio condividere con voi una sensazione personale su una scena in particolare della prima puntata de L' Ombra di Mister Vertigo.
                  Nell' ultima vignetta di pagina 29 (mentre siamo nel pieno sviluppo cinematografico dell'opera di Alfred Lang) il vedere Vertigo, chiaramente incappucciato, che sovrasta dall'alto gli altri membri di questa "organizzazione del crimine" da lui creata, mi ha ricordato alcune scene della serie televisiva La Baronessa di Carini e mi è venuto istintivo associare la sua figura a quella del "Capo oscuro" dei Beati Paoli.
                  Anche l'ambiente in cui si ritrovano Vertigo e gli altri, mi ha fatto pensare a quei cunicoli dove si organizzavano i processi dei Beati Paoli contro chi veniva ritenuto ingiusto.
                  Non ho ancora letto il celebre romanzo di Luigi Natoli (anche se l'ho in casa) però mi è venuto istintivo fare questa associazione, probabilmente perché sia questa storia di Vertigo che la serie televisiva che citavo poco prima sono ambientate in una "dimensione cinematografica".
                  Chiaramente, si tratta di un'impressione personale...  ;)
                  « Ultima modifica: Lunedì 29 Mar 2021, 17:00:26 da Samu »

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                    Re:Topolino 3408
                    Risposta #23: Giovedì 2 Set 2021, 18:25:10
                    Penso si riferisca al fatto che
                    Spoiler: mostra
                    Macchia Nera e Sgrinfia (arrestati insieme nella storia dello scorso numero) evadono insieme nella prima parte di Mister Vertigo


                    ho riletto le storie, e non ho capito dov'è che "evadono insieme nella prima parte di Mister Vertigo", davvero non lo vedo, mi sento stupido  ;D ;D ;D ;D

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                      Re:Topolino 3408
                      Risposta #24: Giovedì 2 Set 2021, 18:40:49
                      Penso si riferisca al fatto che
                      Spoiler: mostra
                      Macchia Nera e Sgrinfia (arrestati insieme nella storia dello scorso numero) evadono insieme nella prima parte di Mister Vertigo


                      ho riletto le storie, e non ho capito dov'è che "evadono insieme nella prima parte di Mister Vertigo", davvero non lo vedo, mi sento stupido  ;D ;D ;D ;D
                      A pagina 16, nella didascalia della terza vignetta si legge che - Ieri Macchia Nera e Sgrinfia sono scomparsi dalla loro cella e ciò è in linea con quanto mostrato nelle ultime tavole di Macchia Nera in: semplice, pulito, diretto della settimana precedente visto che, alla fine di quella storia, entrambi venivano arrestati.  ;)

                      Comunque, mi dai lo spunto per segnalare una piccola curiosità in merito alla prima parte de L'Ombra di Mister Vertigo e che, se non erro, non era stata segnalata.
                      Coincidenza vuole che questa curiosità riguardi proprio la vignetta che citavo poco sopra e, in particolare, il poster dietro cui si celava il tunnel scavato dai due evasi.
                      L'immagine del poster si riferisce a "Vampiri Sottozero", film che viene nuovamente citato in seguito nella stessa storia (quando i nostri si ritrovano nella villa di Alfred Lang) ma che soprattutto veniva già citata in un'altra storia di Marco Nucci pubblicata quest'anno, vale a dire Topolino e i misteri di Mister MacGuffin.
                      Per essere più chiaro, allego anche le immagini tratte dalle due storie e che citano lo stesso film:  :)

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                        Re:Topolino 3408
                        Risposta #25: Giovedì 2 Set 2021, 18:45:38
                        Grazie del chiarimento, non avevo proprio notato la vignetta a pagina 16!! E dire che l'ho sfogliata apposta... !
                        Curioso riferimento, quel "Vampiri sottozero", chissà se è casuale o...

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                          Re:Topolino 3408
                          Risposta #26: Giovedì 2 Set 2021, 19:55:42
                          Curioso riferimento, quel "Vampiri sottozero", chissà se è casuale o...
                          Secondo me, la citazione è proprio voluta anche perché Nucci ha dimostrato più volte di riprendere certi elementi tratti da altre sue storie già pubblicate.
                          Penso per esempio alla città di Farmtown in cui era ambientata la bella Gastone e la solitudine del quadrifoglio (e che figurava tra le città rappresentate, a livello calcistico, nella recente Calisota Summer Cup) o alla città di Mousetrap, dove si trovano le cascate omonime in cui Macchia Nera attende Topolino nella nuova "Io sono Macchia Nera" e che veniva già citata nella stessa "Calisota Summer Cup" o ancora ai Monti Quackmore in cui era ambientata la storia Newton Pitagorico e il cammino del puma bianco, ripresi ancora una volta all'interno della stessa storia calcistica.  ;)

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                            Re:Topolino 3408
                            Risposta #27: Sabato 4 Set 2021, 15:27:21
                            Sì, in effetti hai ragione,  è un suo "vezzo". A me non crea alcun problema, soprattutto se poi non riesco a cogliere il riferimento (come in questo caso)  ;D ;D ;D ;D

                             

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