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Topolino 3434 - Recensione di Manuel Crispo

Chi, come il sottoscritto, ha amato la produzione Disney degli anni Novanta, non potrà che gioire del ritorno contemporaneo di due penne che hanno fatto grande quel decennio: Alessandro Sisti e Francesco Artibani. Apre questo numero di Topolino il primo episodio di una storia dedicata alle celebrazioni dantesche. Zio Paperone e il centounesimo canto, scritta proprio da Sisti e disegnata da un Alessandro Perina in ottima forma, parte già benissimo grazie alle prime due tavole, con personaggi che parlano in antico fiorentino (non temete, le didascalie renderanno tutto più chiaro!). Il centounesimo canto si pone come parte di quella saga di ambientazione italiana, già sulle tracce di grandi nomi del Rinascimento, realizzata graficamente da Perina e altri autori per i testi di Bruno Enna. Nonostante il “passaggio di testimone” autoriale ritroviamo quindi personaggi come Adalbecco Quagliaroli, sua nipote Lucilla (“love interest” di Qui) e zia Peppina. Grazie all’invenzione dei retrocchiali, il clan dei Paperi potrà viaggiare, anche se solo virtualmente, fino all’Italia del Trecento per ritrovare il cosiddetto centounesimo canto della Divina Commedia. Tra casali e palazzi forlivesi, Guelfi Neri e dantisti sospetti, poesia e spionaggio, il mistero si presenta appassionante e ci condurrà sulle tracce di Dante Anatrieri. Alessandro Sisti sceneggia con la disinvoltura che gli conosciamo un episodio caratterizzato da un cast piuttosto nutrito, in cui ogni personaggio riesce a ritagliarsi il proprio spazio narrativo e, sebbene la lettura di La pietra dell’oltreblù e Il grande gioco geniale sia auspicabile per meglio apprezzare personaggi e rapporti, essa non risulta obbligatoria per fruire questa storia. Menzione di merito per la parte grafica, con personaggi espressivi e tavole dettagliate e suggestive. Con i retrocchiali ci vuole un attimo a viaggiare nel tempo Un tratto mai sufficientemente analizzato della produzione di Francesco Artibani, invece, è il suo senso della Zusammenarbeit, del lavoro di squadra. Nella propria trentennale carriera lo sceneggiatore romano ha saputo collaborare con autori come Fabrizio Mazzotta, Silvano Caroti, Alessandro Bottero, Simone Stenti, Lello Arena, Luca Raffaelli, Tito Faraci. Ducktopia è il frutto dell’ultima delle sue collaborazioni eccellenti, quella con la celebre scrittrice italiana Licia Troisi, che mi sembra superfluo presentare in queste righe. I due avevano già lavorato insieme tempo fa, ma se Zio Paperone e il tesoro extrasolare non mi aveva convinto appieno diverso è il caso di questa storia a puntate, nel quale si possono trovare molti motivi di interesse. Questo secondo episodio di Ducktopia, intitolato Lo specchio del buio scorre molto gradevolmente grazie a una certa freschezza, complice l’interessante caratterizzazione di Topolino-Topperalt (per approfondire l’amore di Artibani per i mostri potete invece recuperare la mai abbastanza celebrata Monster Allergy, serie capolavoro dei primi anni Duemila). Il momento delle grandi rivelazioni Artibani e Troisi creano una sceneggiatura scorrevole in cui non è facile distinguere la mano dell’uno da quella dell’altra, appesantita forse solo dagli eccessivi accenni di worldbuilding, nomi su nomi che si affastellano nel prefinale rischiando di mandare il lettore in confusione. Ma si tratta di un peccato veniale: fra Bone e The Witcher, Il signore degli Anelli e Dragon Trainer, l’episodio si conclude con un cliffhanger più che intrigante. Alla riuscita dell’episodio concorre certamente anche il lavoro di Francesco D’Ippolito, disegnatore che più di tutti si è giovato della rinnovata attenzione topoliniana per il tratto carpiano. Mentre i Paperi ricordano, per fisionomia e gestualità, lo stile di Giovan Battista Carpi, sui Topi D’Ippolito si lascia andare a piacevoli personalismi proponendo un Topolino inedito, peculiare che non tutti apprezzeranno ma sicuramente fresco e, mi si passi il termine, “giovane”. Sfondi spettacolari migliorati dal digitale e una resa cromatica eccellente concorrono a dare a questa storia una marcia in più. Se la prima parte di questo albo ha tutte le carte in regola per intrigare il lettore, diverso è il caso della seconda metà. Con grande dispiacere devo riconoscere di aver trovato tedioso il terzo episodio di Siamo serie! di Sergio Badino e Silvia Ziche. A differenza dei precedenti, in cui il tutto mi era parso più gradevole, qui l’elemento parodistico, gli estenuanti giochi di parole e le miriadi di riferimenti esterni (un po’ della terza stagione di Boris, una spruzzata di Motore/Azione) risultano forzati e affaticanti. I modelli, tra cui ci sono senz’altro i due prodotti che ho citato poc’anzi, sono ben lontani dal risultato finale. Il buon cuore di Zio Paperone Sopravvivi con Indiana: Preparativi di Marco Bosco e Marco Palazzi è una piacevole ma tutto sommato innocua storia breve, che si fa notare soprattutto per i disegni curati. Conclude l’albo Zio Paperone e la Regina del Mare, la consueta gara affaristica fra PdP e Rockerduck, scontata nell’andamento e nelle conclusioni, realizzata da un Gabriele Mazzoleni non al proprio meglio e un Davide Cesarello non sempre al massimo della precisione. In definitiva un altro Topolino per così dire spaccato a metà, da un lato due episodi molto interessanti prodotti da una coppia di sceneggiatori non così presenti sul settimanale; dall’altro tre prove non esaltanti, con l’ultima pagina occupata da una one page di Alessio Coppola di inattesa e spiazzante banalità. Vorrei spendere queste ultime righe per parlare di ciò che spesso resta fuori dalle nostre recensioni, vale a dire la copertina e le rubriche. Sono ormai sotto gli occhi di tutti i frutti della rinnovata attenzione rivolta all’aspetto grafico del settimanale: da un po’ di mesi a questa parte le copertine di Topolino risultano equiparabili a dei veri e propri artwork. La copertina disegnata da Alessandro Perina è sontuosa e spicca nettamente in edicola anche grazie alla spettacolare colorazione opera di Valeria Turati. Per ciò che riguarda l’aspetto extra narrativo del settimanale, d’altronde, sottolineo la presenza di due interviste molto interessanti. La prima, approfondita e rivolta ai meccanismi della narrazione, è al fumettista e sceneggiatore Menotti, al secolo Roberto Marchionni, fumettista negli anni Ottanta sulle pagine di Cyborg e Frigidaire e coautore di Lo chiamavano Jeeg Robot. Nella seconda, Alessandro Sisti ci parla di musica e Giuseppe Verdi, anticipando il contenuto della sua prossima storia. In definitiva un albo comunque di buona qualità (al netto di qualche scivolone) che sa creare attesa per il prossimo numero, in cui ci aspettano gli episodi finali di Siamo serie! e Ducktopia.

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Topolino 3434

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Donald112
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    Re:Topolino 3434
    Risposta #15: Sabato 18 Set 2021, 14:39:57
    Il secondo episodio di Ducktopia mi è piaciuto molto: dopo un primo episodio introduttivo si entra subito nel vivo dell'azione con una battaglia ottimamente disegnata da D'Ippolito (plauso in particolare per la scena tripartita a pag. 52 e per l'assalto in quella successiva). Anche Artibani e Troisi sono stati molto bravi ad utilizzare i tanti personaggi presenti in modo tale da dare ad ognuno un ruolo importante nell'azione. Il finale mi ha completamente sorpreso e non mi fa che attendere con trepidazione l'ultimo episodio.
    Oltre a Tolkien e The Witcher questa saga ha dei rimandi anche a Bone (opera citata anche nella recensione) e in particolare nell'utilizzo dei mostriciattoli (molto simili graficamente con quelli del fumetto di Jeff Smith). Per chi non la conoscesse Bone è una pietra miliare del fumetto (non solo fantasy) di cui consiglio la lettura anche ai non appassionati di tale genere.

    Per quanto riguarda le altre storie buon inizio per la saga di Dante con i sempre ottimi scorci dell'Italia medievale da parte di Perina. Il nemico sembra abbastanza scontato
    Spoiler: mostra
    (l'assistente del professore)
    ma spero che sia solo un depistaggio da parte di Sisti e che alla fine possa sorprenderci.

    Invece il terzo episodio di "Siamo serie" non mi ha preso molto e l'ho trovato più debole rispetto ai primi due. A proposito condivido pienamente quanto ha scritto il recensore.

    Carina Zio Paperone e la regina del mare che riprende il plot classico dello scontro tra i due miliardari con un Rockerduck molto irritante e sleale come non succedeva da tempo.

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      Re:Topolino 3434
      Risposta #16: Sabato 18 Set 2021, 18:11:07
      Sul quotidiano online di ForlìToday si parla della prima puntata del viaggio dei nostri amici Paperi alla ricerca del centounesimo canto dantesco e di come questo numero di Topolino sia andato letteralmente a ruba nelle edicole della stessa città romagnola:  ;)
      https://www.forlitoday.it/cronaca/topolino-numero3434-storia-dante-forli-protagonista.html

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      MatteZena
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        Re:Topolino 3434
        Risposta #17: Sabato 18 Set 2021, 21:27:47
        Ci tenevo a sottolineare quanto, per me, il primo episodio della saga dantesca, sia di graaaan lunga superiore agli episodi di entrambe le precedenti saghe sugli artisti italiani (Leonardo e Raffaello). Purtroppo Enna, grande, grandissimo autore-creatore (la trilogia horror, le sue storie di PP8 e molte altre sue opere  sono straordinarie), nelle storie commissionate (le due saghe italiane e le prime storie di rilancio di QQQ) non se la cava benissimo, mentre Sisti ha dimostrato anche recentemente di riuscire a affrontare bene un tipo di storie delicate e difficilissime come le storie commissionate e per ora questa saga la ritengo partita molto bene.
        Altro elemento a favore rispetto alla saga leonardiana sono i disegni: per la saga su Da Vinci era infatti stata scelta la modalità dell' "un autore per episodio" e il problema è che vennero effettivamente presi degli ottimi autori (ricordo ad esempio Tosolini) ma nessuno di essi rappresentò effettivamente le città in cui la storia era ambientata (proprio nell'episodio di Tosolini  ricordo perfettamente che in tutta la storia era stato riprodotto UN solo elemento cittadino, ovvero, se ben ricordo, la torre di Palazzo Vecchio su uno sfondo). Perina, invece, ha curato i dettagli delle città e degli edifici reali o realistici in maniera pazzesca

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        GioReb
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          Re:Topolino 3434
          Risposta #18: Domenica 19 Set 2021, 21:10:36
          Mia breve rece:

          Zio Paperone e il centounesimo canto: Giudizio sospeso anche se le premesse sembrano interessanti. Trovo tuttavia preoccupante l'aberrazione della Disney nei confronti della figura genitoriale: che fastidio avrebbe dato se Adalbecco e Peppina fossero stati marito e moglie e Lucilla loro figlia?  :-\ :-\ :-\ Ridicola poi Peppina in viaggio con crestina e grembiule come quando è nel ristorante. Suvvia.

          Ducktopia, capitolo 2 - Lo specchio del buio: Anche qui giudizio sospeso anche se la parte finale dell'episodio fa capire perché non è stata usata la similare saga dei Wizard of Mickey.

          Siamo serie ! - Episodio 3: Uack ! Si gira !: Divertente ma dopo un avvio promettente pare stia per concludersi in modo alquanto sbrigativo. Non che voglia le passate saghe da 10-20 episodi ma mi aspettavo un maggior approfondimento del mondo della tv seppure in chiave comica.

          Sopravvivi con Indiana - Preparativi: Classica storia riempitiva. Voto 6/7.

          Zio Paperone e la regina del mare: Anche qui classica storia competitiva dal finale piuttosto prevedibile (almeno per me che ho la collezione completa degli albetti). Tutto sommato non male ma contradditorio Paperone che da scafato avventuriero si mette poi a piagnucolare per una falla sulla barca  poi aggiustata dai nipotini. Voto 7 1/2.

          Albo tutto sommato senza infamia e senza lode, inoltre le storie a episodi cominciano a diventare troppe (ben tre!).

          GioReb

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          MatteZena
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            Re:Topolino 3434
            Risposta #19: Domenica 19 Set 2021, 23:30:55
            che fastidio avrebbe dato se Adalbecco e Peppina fossero stati marito e moglie e Lucilla loro figlia?  :-\ :-\ :-\
            Quoto, ma anche solo nonni o zii inteso zio biologico e moglie (o viceversa): è un po' forzato vedere qualcuno che vive con con gli zii inteso fratello e sorella adulti. Ormai il rifiuto della Disney alle figure genitoriali è credo irremovibile, ma da veramente fastidio questo rifiuto delle figure di fidanzati o sposi (è davvero rarissimo ultimamente che venga detto esplicitamente che Minni e Topolino siano fidanzati. Baci o effusioni sono praticamente assenti e la maggior parte delle volte in cui viene detto "cosa" sia Minni per Topolino viene chiamata "la tua amica/amichetta" dai vari nemici del topo

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            Atius
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              Re:Topolino 3434
              Risposta #20: Lunedì 20 Set 2021, 14:24:04
              A parte che non vedo l'utilità di ribadire il fatto che Topolino e Minni siano fidanzati, dato che lo sanno anche i sassi, né il fatto che non ci siano baci o effusioni sulle pagine del Topo sia una novità, in ogni caso mi è sfuggito il fatto che gli autori addirittura stiano cercando di cambiare le carte in tavola trasformando l'amore dei due in un'amicizia.
              O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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              Cornelius Coot
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                Re:Topolino 3434
                Risposta #21: Lunedì 20 Set 2021, 14:33:56
                che fastidio avrebbe dato se Adalbecco e Peppina fossero stati marito e moglie e Lucilla loro figlia?
                C'è da dire che Adalbecco e Peppina hanno una certa età ed avere una figlia così piccola sarebbe parso ancora più strano della situazione creata da Sisti e Perina. I due potevano essere i nonni, casomai: il ruolo di nipotina piccola sarebbe rimasto e quella dei nonni è una categoria tradizionalmente presente nel fumetto Disney (basti pensare a Nonna Papera e a Nonno Bassotto). Però, in questo caso, i due nonni sarebbero stati anche marito e moglie e, per quanto assente, la figura di un figlio (o figlia) sarebbe stata comunque ipotizzabile considerando la presenza di Lucilla.

                Il trio nonni-nipotino sarebbe stato sicuramente più realistico, considerando che spesso, per svariate ragioni, i figli piccoli vivono con i nonni (magari per periodi brevi o più lunghi). Le parentele di Sisti sono, al contrario, piuttosto complicate: il fatto che un fratello e una sorella abbiano una nipotina fa pensare all'esistenza di un terzo fratello (o sorella), più giovane in questo caso e che, per varie ragioni, ha lasciato la propria figlia ai fratelli maggiori (un po' come fece Della con Paperino: in quel caso il fratello era uno solo).

                « Ultima modifica: Lunedì 20 Set 2021, 14:48:43 da Cornelius Coot »

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                  Re:Topolino 3434
                  Risposta #22: Martedì 21 Set 2021, 20:26:34
                  C'è da dire che Adalbecco e Peppina hanno una certa età ed avere una figlia così piccola sarebbe parso ancora più strano della situazione creata da Sisti e Perina.

                  Dici? A me i due citati paperi non paiono così vecchi. Facendo paragoni umani, Adalbecco mi appare un sessantenne mentre Peppina una sulla cinquantina. Quindi Lucilla, che potremmo darle dai dieci in su, è una tutt'altro che improbabile caso di figlia tardiva.

                  Ciao

                  GioReb

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                    Re:Topolino 3434
                    Risposta #23: Martedì 21 Set 2021, 23:11:28
                    C'è da dire che Adalbecco e Peppina hanno una certa età ed avere una figlia così piccola sarebbe parso ancora più strano della situazione creata da Sisti e Perina.

                    Dici? A me i due citati paperi non paiono così vecchi. Facendo paragoni umani, Adalbecco mi appare un sessantenne mentre Peppina una sulla cinquantina. Quindi Lucilla, che potremmo darle dai dieci in su, è una tutt'altro che improbabile caso di figlia tardiva.

                    Ciao

                    GioReb
                    Non vorrei sbagliarmi, ma credo che Adalbecco nasca come un anziano (in età umane, sui 70 e oltre)

                     

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