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Topolino 3435 - Recensione di Andrea Pasti

Un Topolino nel segno dell’arte, il numero 3435. Ben quattro storie su cinque, infatti, trattano altrettante delle Dieci Arti: musica, cinema, televisione e poesia si intrecciano formando un albo impeccabile. Ma andiamo con ordine. Cinema e televisione. Ducktopia e Siamo serie!, dopo tre settimane in cui si sono tenute compagnia a vicenda sulla rivista, giungono assieme alle conclusioni, molto valide e in linea con le rispettive narrazioni. L’epico high fantasy scritto da Francesco Artibani e Licia Troisi ci aveva lasciato, la settimana precedente, con un cliffhanger straordinario: la presa di coscienza di Topperalt come Topolino. Senza entrare nel dettaglio, ed evitando spoiler, questo colpo di mano ribalta tutte le carte in tavola, svelando una trama nascosta, che porterà Topolino a ripercorrere le orme di Frodo e intraprendere un viaggio per distruggere… ops! Artibani e Troisi imbastiscono un finale capace di coinvolgere emotivamente il lettore e accompagnarlo verso un climax soddisfacente, coadiuvati dai disegni di un D’Ippolito ispiratissimo, soprattutto nei campi lunghi e nelle scene di combattimento, dove la gestione apparentemente confusionaria della gabbia ben s’addice a rendere il caos del campo di battaglia. Meno, invece, gli straboccamenti dalle vignette dove la narrazione è più lineare, come ad esempio a pagina 53, dove sembra quasi di vedere i paperi cavalcare un drago assieme ad una Eomynn di grosse dimensioni. Ma son piccolezze che impallidiscono davanti a splash page come quella di pagina 42 o l’agguerritissimo Paperone di pagina 60. A spiccare, tra i personaggi, Pico de Paperis, con un design molto particolare e l’adattissimo ruolo di onnisciente mentore. Un piccolo tocco di classe è la rivelazione dell’ultima vignetta, che scalda il cuore. Canzonando gli stilemi di un genere L’ultima puntata di Siamo serie! porta a casa invece una conclusione totalmente opposta. Ben fedele a sé stessa e al proprio tema, infatti, il finale porta con sé l’annuncio di una seconda stagione di Un posto a Paperopoli. Tra sequenze divertentissime e personaggi bizzarri, il ritmo imposto da Sergio Badino non perde colpi e incalza il lettore, non risultando mai noioso o ripetitivo. Una menzione d’onore a Felipe, il personaggio che più di tutti mi ha fatto ridere, complice anche la spassosissima resa grafica di una Ziche in forma come non la si vedeva da anni. Lasciamo le arti moderne per tornare a quelle classiche. Un duplice Alessandro Sisti ci accompagna per la Pianura Padana, tra Parma e Padova, tra musica e poesia. Coi disegni di Giampaolo Soldati, Zio Paperone e il tesoro del golfo di Parma vede il ritorno di Giuseppe Verdi al centro di una storia Disney, a quasi otto anni da Topolino e il codice armonico. Stavolta i protagonisti sono la squadra papera per eccellenza: Paperone e nipoti, infatti, si mettono alla ricerca di uno scritto perduto del Maestro. L’intera trama gira attorno ad un gioco di parole, anzi di parola, che purtroppo qualche altro lettore, come me, si sarà rovinato, già conoscendo la doppia semantica del termine “tuba”. Anzi, ironicamente, il primo significato cui avevo pensato era proprio quello vero. La storia, al netto di ciò, si svolge in maniera lineare e rivelando curiosità sparse a chi non è familiare della città, come l’origine storica della Gazzetta di Parma. Sulla stessa falsa riga, ma con una marcia in più, continua Zio Paperone e il centounesimo canto, la saga dedicata a Dante Alighieri. A spasso per la città di Padova, i paperi continuano la loro caccia al componimento dantesco, ma mai come stavolta a fare da protagonista è la città stessa. Varie sapienti inquadrature di Alessandro Perina mettono infatti al centro le bellezza architettonica e pittorica (altre due delle Dieci Arti!) della Urbs Picta, riproducendo anche la versione disneyana degli affreschi della Cappella degli Scrovegni. Per una volta è la storia a fare da sfondo agli scorci e non il contrario. Considerando la natura di questa saga (e dei suoi due prequel – Il grande gioco geniale e La pietra dell’oltreblù), un primo traguardo è stato già raggiunto, mentre quello dei nostri eroi deve attendere ancora altri due episodi. Tranquilli, però, mai come in questo numero Paperone si mostra carichissimo, grazie alla scrittura pimpante Sisti. Prossima tappa: Bologna. L’onnipresente Anatrieri Infine, un piccolo spazio lo occupa Marco Bosco, col secondo episodio di Sopravvivi con Indiana, una miniserie discendente diretta di quelle che fino a qualche anno fa affastellavano le pagine del settimanale. Leggermente al di sopra della precedente, ha il valore aggiunto di introdurre il ritorno di Cristian Canfailla, riscaldato e pronto per la saga della Ciurma del Sole Nero che partirà la prossima settimana sui testi di Marco Gervasio. In conclusione, un albo molto valido, che porta a casa un punteggio molto alto e dove anche una storia breve non delude.

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Topolino 3435

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Samu
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    Topolino 3435
    Mercoledì 22 Set 2021, 15:38:52
    Sommario

    Zio Paperone e il tesoro del golfo di Parma
    Soggetto e sceneggiatura di Alessandro Sisti
    Disegni di Giampaolo Soldati

    Ducktopia, capitolo 3 - Il Grande Incanto
    Soggetto e sceneggiatura di Francesco Artibani e Licia Troisi
    Disegni di Francesco D'Ippolito

    Siamo serie ! - Episodio 4: Una papera sul set
    Soggetto e sceneggiatura di Sergio Badino
    Disegni di Silvia Ziche

    Sopravvivi con Indiana - Il riparo
    Soggetto e sceneggiatura di Marco Bosco
    Disegni di Cristian Canfailla

    Zio Paperone e il centounesimo canto - Episodio 2
    Soggetto e sceneggiatura di Alessandro Sisti
    Disegni di Alessandro Perina

    Copertina (Disegno di Alessandro Perina; colori di Andrea Cagol) :

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    Cornelius Coot
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      Re:Topolino 3435
      Risposta #1: Mercoledì 22 Set 2021, 20:22:40
      Dante e Verdi non si sarebbero dovuti 'incontrare' nello stesso libretto ma, come scrive Bertani nel suo editoriale, "il caso e le esigenze di programmazione hanno sovrapposto nella stessa uscita anche la saga dantesca". In effetti vedere i paperi correre tra Forlì, Padova e Parma (con 'minacciate' tappe anche a Bologna e Verona) alla disperata ricerca di qualcosa, tra 'visioni' medievali e ricordi ottocenteschi, in plot padani tra portici e trattorie, sarebbe interessante se non fosse proposto in più soggetti contemporaneamente. Per fortuna Verdi non è a puntate, altrimenti la confusione fra trame non così dissimili sarebbe stata ulteriore, in un contesto dove altre due storie sono divise (o allungate) in più parti. La fiorentina Lucilla poteva diventare una GM (come la parmense Marilù - alias Maria Luigia) e Adalbecco essere il dirigente del Teatro Regio (chiamato chissà perché Paperegio, come se tutto il mondo fosse paperizzabile, non solo il Calisota). Ma i protagonisti toscani sono di lungo corso e la storia verdiana è un episodio unico, per cui il rischio-confusione è solo relativo.

      Zio Paperone e il tesoro del Golfo di Parma
      Che poi sarebbe un 'golfo mistico' che fa dire ai paperi adulti che a Parma e a Milano, entrambe lontane dal mare, non può esserci. Resta Il Cairo (terza città dove fu rappresentata l'Aida) dove lo zione vuole andare per trovarlo ma anche lì il mare non c'è (e comunque non ci sono andati). Tra tube di vario genere e buche d'ochestra, tutto finisce ad... anolini (P.d.P. naturalmente).
      DuckTopia - Il Grande Incanto   (capitolo 3)
      Devo dire che questo fantasy mi è piaciuto perché... non lo è stato. Artibani e Troisi hanno trovato un fantastico escamotage per far prevalere la realtà quotidiana sia di Paperopoli che di Topolinia e la cosa mi ha particolarmente sollevato. Invece non mi hanno del tutto convinto le grandi tavole di D'Ippolito, anche in questo ultimo capitolo piuttosto pesanti e confusionarie.
      Siamo serie! Una papera sul set   (episodio 4)
      Ultima puntata non all'altezza delle precedenti: d'altronde un ritmo narrativo così intenso non poteva reggere per più episodi. Si è arrivati al quarto ed è arrivata, giustamente, la parola 'Fine'. Però la storia di Badino e Ziche ha meritato e spero che potrà avere una ristampa ad hoc.
      Zio Paperone e il centounesimo canto   (episodio 2)
      Al contrario di DuckTopia e Siamo serie!, questa storia non è ancora finita. Continua l'effetto spettacolare e banalizzante degli occhiali di Archimede, vero 'marchio ' di una storia italica e medievale altrimenti simile a tante altre. C'è chi contrasta il cammino dei paperi e questo nemico sembra già decifrabile. Perina alterna tavole armoniose ad altre più pesanti: d'altronde il suo tratto non è mai stato 'leggero' e proprio per questo dovrebbe evitare vignette troppo piene di tante cose (appesantite ulteriormente da didascalie traduttive)
      « Ultima modifica: Mercoledì 22 Set 2021, 20:29:51 da Cornelius Coot »

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      Samu
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        Re:Topolino 3435
        Risposta #2: Giovedì 23 Set 2021, 16:18:38
        Giunti all'ultimo episodio di Siamo serie !, devo dire che, nel complesso, ho apprezzato questa storia eccezion fatta per il secondo episodio che ritengo il più debole dei quattro capitoli.
        La storia è stata resa in maniera molto fresca e vivace grazie ai sempre piacevoli disegni di Silvia Ziche, l'autrice che, per me, riesce ad animare al meglio Paperina e tutti i suoi stati d'animo, dallo stupore alla rabbia, dalla delusione ad una gioia inaspettata.
        Per quanto riguarda invece i testi, in questo episodio nello specifico ho apprezzato la verve che muove la storia e, oltre all'utilizzo a mio avviso ben riuscito del personaggio di Paperina, la spontaneità di certe battute di Paperoga, specie quando mette a confronto le stagioni delle serie TV a quelle che scandiscono i periodi dell'anno o alla pizza quattro stagioni.  :)
        In secondo luogo, voglio fare una considerazione ancora più centrata su colei che funge da showrunner alla nuova serie targata P.d.P.
        Mi è piaciuto molto il modo con cui è stato mosso il personaggio di Paperina (che devo dire crea un'ottima accoppiata con quello di Chiquita) e posso dire di avere apprezzato molto di più questa Siamo serie ! rispetto ad un altro ciclo che ha sempre un personaggio femminile come protagonista.
        Mi riferisco, in particolare, a Minni Prêt-à-porter.
        Ecco, a mio avviso, muovere un personaggio femminile in un ambiente diverso da quelli che sembrano configurarsi come dei cliché legati alle stesse figure femminili (nel caso citato poco sopra, il mondo della moda), riesce a rendere lo stesso personaggio più aperto, grintoso e a rivelarsi più interessante anche nel modo in cui viene gestito all'interno della serie.
        In Minni Prêt-à-porter quello che mi lascia freddo, oltre alla mancanza di fascino per il mondo della moda, è proprio quel rendere il personaggio femminile in maniera piatta, banale, prevedibile, sensazione che, di contro, non ho proprio percepito in questo ciclo di Badino/Ziche e che anzi mi ha fatto interessare più del solito allo stesso personaggio di Paperina.
        E questo secondo me, oltre ad una bella freschezza della trama, è un altro punto da segnare a favore di questa serie che, giunta al suo ultimo episodio, posso dire essersi rivelata graziosa e molto simpatica.

          Topolino 3435
          Risposta #3: Venerdì 24 Set 2021, 14:22:35
          Recensione Topolino 3435


           Un Topolino nel segno dell’arte, il numero 3435. Ben quattro storie su cinque, infatti, trattano altrettante delle Dieci Arti: musica, cinema, televisione e poesia si intrecciano formando un albo impeccabile. Ma andiamo con ordine.

           Cinema e televisione. Ducktopia e Siamo serie!, dopo tre settimane in cui si sono tenute compagnia a vicenda sulla rivista, giungono assieme alle conclusioni, molto valide e in linea con le rispettive narrazioni. L’epico high fantasy scritto da Francesco Artibani e Licia Troisi ci aveva lasciato, la settimana precedente, con un cliffhanger straordinario: la presa di coscienza di Topperalt come Topolino.

           Senza entrare nel dettaglio, ed evitando spoiler, questo colpo di mano ribalta tutte le carte in tavola, svelando una trama nascosta, che porterà Topolino a ripercorrere le orme di Frodo e intraprendere un viaggio per distruggere… ops!

           Artibani e Troisi imbastiscono un finale capace di coinvolgere emotivamente il lettore e accompagnarlo verso un climax soddisfacente, coadiuvati dai disegni di un D’Ippolito ispiratissimo, soprattutto nei campi lunghi e nelle scene di combattimento, dove la gestione apparentemente confusionaria della gabbia ben s’addice a rendere il caos del campo di battaglia.

           Meno, invece, gli straboccamenti dalle vignette dove la narrazione è più lineare, come ad esempio a pagina 53, dove sembra quasi di vedere i paperi cavalcare un drago assieme ad una Eomynn di grosse dimensioni. Ma son piccolezze che impallidiscono davanti a splash page come quella di pagina 42 o l’agguerritissimo Paperone di pagina 60.

           A spiccare, tra i personaggi, Pico de Paperis, con un design molto particolare e l’adattissimo ruolo di onnisciente mentore. Un piccolo tocco di classe è la rivelazione dell’ultima vignetta, che scalda il cuore.

           
          Canzonando gli stilemi di un genere

           L’ultima puntata di Siamo serie! porta a casa invece una conclusione totalmente opposta. Ben fedele a sé stessa e al proprio tema, infatti, il finale porta con sé l’annuncio di una seconda stagione di Un posto a Paperopoli.

           Tra sequenze divertentissime e personaggi bizzarri, il ritmo imposto da Sergio Badino non perde colpi e incalza il lettore, non risultando mai noioso o ripetitivo. Una menzione d’onore a Felipe, il personaggio che più di tutti mi ha fatto ridere, complice anche la spassosissima resa grafica di una Ziche in forma come non la si vedeva da anni.

           Lasciamo le arti moderne per tornare a quelle classiche. Un duplice Alessandro Sisti ci accompagna per la Pianura Padana, tra Parma e Padova, tra musica e poesia.

           Coi disegni di Giampaolo Soldati, Zio Paperone e il tesoro del golfo di Parma vede il ritorno di Giuseppe Verdi al centro di una storia Disney, a quasi otto anni da Topolino e il codice armonico. Stavolta i protagonisti sono la squadra papera per eccellenza: Paperone e nipoti, infatti, si mettono alla ricerca di uno scritto perduto del Maestro.

           L’intera trama gira attorno ad un gioco di parole, anzi di parola, che purtroppo qualche altro lettore, come me, si sarà rovinato, già conoscendo la doppia semantica del termine “tuba”. Anzi, ironicamente, il primo significato cui avevo pensato era proprio quello vero. La storia, al netto di ciò, si svolge in maniera lineare e rivelando curiosità sparse a chi non è familiare della città, come l’origine storica della Gazzetta di Parma.

           Sulla stessa falsa riga, ma con una marcia in più, continua Zio Paperone e il centounesimo canto, la saga dedicata a Dante Alighieri. A spasso per la città di Padova, i paperi continuano la loro caccia al componimento dantesco, ma mai come stavolta a fare da protagonista è la città stessa. Varie sapienti inquadrature di Alessandro Perina mettono infatti al centro le bellezza architettonica e pittorica (altre due delle Dieci Arti!) della Urbs Picta, riproducendo anche la versione disneyana degli affreschi della Cappella degli Scrovegni.

           Per una volta è la storia a fare da sfondo agli scorci e non il contrario. Considerando la natura di questa saga (e dei suoi due prequel Il grande gioco geniale e La pietra dell’oltreblù), un primo traguardo è stato già raggiunto, mentre quello dei nostri eroi deve attendere ancora altri due episodi. Tranquilli, però, mai come in questo numero Paperone si mostra carichissimo, grazie alla scrittura pimpante Sisti. Prossima tappa: Bologna.

           
          L’onnipresente Anatrieri

           Infine, un piccolo spazio lo occupa Marco Bosco, col secondo episodio di Sopravvivi con Indiana, una miniserie discendente diretta di quelle che fino a qualche anno fa affastellavano le pagine del settimanale. Leggermente al di sopra della precedente, ha il valore aggiunto di introdurre il ritorno di Cristian Canfailla, riscaldato e pronto per la saga della Ciurma del Sole Nero che partirà la prossima settimana sui testi di Marco Gervasio.

           In conclusione, un albo molto valido, che porta a casa un punteggio molto alto e dove anche una storia breve non delude.



          Voto del recensore: 4.5/5
          Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
          https://www.papersera.net/wp/2021/09/24/topolino-3435/


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          Samu
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            Re:Topolino 3435
            Risposta #4: Venerdì 24 Set 2021, 16:32:06
            Mi ritrovo decisamente d'accordo con l'autore della recensione di questo numero in merito all'alta qualità dello stesso albo.
            La storia che mi è piaciuta di più è sicuramente l'ultimo episodio di Ducktopia che mi ha davvero appassionato e fatto sentire pienamente coinvolto in quanto stava accadendo.
            Avevo buone aspettative per questo capitolo conclusivo già alla luce della sorpresa con cui si chiudeva l'episodio precedente, ma i risvolti narrativi che hanno caratterizzato questo ultimo capitolo sono stati così inaspettati e piacevoli che ho provato una bella sensazione di coinvolgimento durante la lettura della storia.
            In particolare, ho apprezzato molto l'utilizzo di Pico de Paperis (reso graficamente alla grande, a mio parere, da Francesco D'Ippolito) e soprattutto del personaggio di Topolino, vero e proprio protagonista di questa Ducktopia.
            Ed ho trovato veramente bello il ritmo della narrazione, sempre incalzante e pieno di nuove rivelazioni.
            Bellissima poi la tavola finale con i nostri amici Topi riuniti tutti insieme a festeggiare nella loro quotidianità.

            Per il resto, continuo ad apprezzare molto la storia sul centounesimo canto dantesco realizzata da Alessandro Sisti e Alessandro Perina.
            Il ritmo è sempre, per me, molto coinvolgente, non c'è un attimo di noia o di stanca ed i personaggi sono perfettamente calati sia nella quotidianità ed attualità delle città che visitano ai giorni nostri che nell'atmosfera storica del periodo su cui stanno concentrando tutti i loro sforzi e le loro ricerche.

            Infine, ho trovato carine e simpatiche anche le altre due storie presenti nel numero, quella di copertina sulle celebrazioni di Giuseppe Verdi e la breve di Bosco/Canfailla.
            E, anche se nella prima l'equivoco linguistico lo avevo già intuito sin dalle prime pagine, posso dire di avere apprezzato questa storia, che si svolge in maniera sì lineare ma comunque piacevole.
            E poi, è sempre bello, per me, vedere i nostri amici Paperi e Topi sulle orme delle grandi figure o di eventi storici del passato e partire alla ricerca di qualcosa ad essi legato stimolando la fantasia e la curiosità dei propri lettori.
            « Ultima modifica: Venerdì 24 Set 2021, 16:35:06 da Samu »

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            Atius
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              Re:Topolino 3435
              Risposta #5: Venerdì 24 Set 2021, 20:42:02
              Anche questo, numero davvero di alto livello. Spicca Ducktopia, partita come un canonico fantasy, ma che, grazie alle sapienti penne della coppia Artibani-Troisi (che, a questo punto, mi auguro di poter rivedere), è riuscita a offrire un finale decisamente spiazzante, ricco di emozioni e di pathos. Convince anche Siamo Serie. Una sceneggiatura caratterizzata da un ritmo frenetico, forsennato, che conduce il lettore in un vero e proprio uragano. Risultato decisamente riuscito, che permette a Badino, da anni alla Disney senza particolari squilli, di mettersi in mostra grazie a una storia un po' più articolata rispetto alle sue classiche riempitive. Dopo una prima parte dell'anno deludente, questa seconda parte si sta rivelando davvero prolifica, con molte storie di grande qualità (in cui, finalmente, cominciano a convincere anche i finali ;))
              O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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                Re:Topolino 3435
                Risposta #6: Venerdì 24 Set 2021, 21:26:23
                Mia rece:

                Zio Paperone e il tesoro del golfo di Parma: Storia semplice e un po' banale (in tutti quegli anni nessuno si era accorto dell'oggetto?), tuttavia simpatico omaggio al Cigno di Busseto. Solo, non ho capito perché, dopo aver citato correttamente tutti i nominativi, mettono l'ormai inutile "Paperegio" in luogo del Teatro Regio. Voto 7/8.

                Ducktopia, capitolo 3 - Il Grande Incanto: Ora è chiaro perché non abbiano utilizzato i classici Wizard of Mickey. La storia in sé ha una certa originalità - in effetti non ricordo opere similari nel passato - ma il finale eccessivamente sbrigativo ha rovinato tutto. Voto 7.

                Siamo serie ! - Episodio 4: Una papera sul set: Conclusione di una serie tutto sommato divertente - Silvia Ziche è sempre una garanzia! - ma forse avrebbe potuto essere meglio sviluppata per addentrarci nei meandri di un set di una serie TV. Ad ogni modo voto 7/8.

                Sopravvivi con Indiana - Il riparo: Riempitiva senza pretese. Voto 6/7.

                Zio Paperone e il centounesimo canto - Episodio 2: La storia prosegue con i vari colpi di scena e fa ben sperare (anche se forse si è già capito il colpevole). Resta sempre la povera Peppina con quei ridicoli grembiule e crestina anche quando è fuori dalla cucina (ma Perina non aveva proprio nessuna alternativa?). Voto sospeso.

                Un buon numero ma secondo me si sono perse occasioni per renderlo ottimo.

                GioReb

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                Samu
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                  Re:Topolino 3435
                  Risposta #7: Venerdì 24 Set 2021, 21:43:27
                  Resta sempre la povera Peppina con quei ridicoli grembiule e crestina anche quando è fuori dalla cucina (ma Perina non aveva proprio nessuna alternativa?).
                  Io lo vedo più come un aspetto che tende a rendere riconoscibile e identificabile il personaggio anche fuori dagli ambienti culinari in cui si muove con confidenza e naturalezza e credo per questo motivo lo indossi sempre.
                  Anche Paperino ha sempre indosso una blusa da marinaio, ma non per questo va per mare tutti i giorni.

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                  Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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                    Re:Topolino 3435
                    Risposta #9: Sabato 25 Set 2021, 12:19:32
                    Ho trovato davvero brillante la conclusione di "Siamo serie!".
                    Felipe Flanella si conferma personaggio spassosissimo e grande mattatore, ma mi ha divertito tanto anche Frida Foyer nel suo momento di "folle rabbia", resa alla perfezione dai dinamici disegni di Silvia Ziche.
                    Oltre ai nuovi innesti (cui in questo episodio si aggiungono l'ex stuntman Jumpiero Triplosalti e lo sceriffo Claus O'Cavill, entrambi molto azzeccati), ho trovato ottima la gestione dei personaggi già noti, a partire da Paperina, che mi è piaciuta molto in questa caratterizzazione, senza dimenticare Chiquita, che qui trova una sua dimensione. Impossibile non affezionarsi un po' a tutti!

                    Insomma, per quanto mi riguarda, la serie è promossa a pieni voti, essendo andata oltre le aspettative e avendomi conquistato sempre più lungo il corso delle settimane.
                    Complimenti a Sergio Badino, veramente ispirato, che dev'essersi divertito un mondo a scrivere questa storia ed è riuscito a trasmettercelo in pieno, e a una Silvia Ziche semplicemente perfetta per questo genere di avventure.
                    Mi fa piacere che sia in programma una seconda stagione, non vedo l'ora di immergermi nelle sue pagine e ridere ancora di gusto!

                    *

                    Donald112
                    Sceriffo di Valmitraglia
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                      Re:Topolino 3435
                      Risposta #10: Domenica 26 Set 2021, 16:06:54
                      Da amante delle storie fantasy e di quelle a sfondo storico non posso che essere pienamente soddisfatto di questo numero.

                      Chiude in bellezza Ducktopia con una puntata ricca di sorprese ed emozioni. Molti i rimandi a Tolkien (
                      Spoiler: mostra
                      la distruzione dell'arkenon ricorda quella dell'anello
                      ma anche a Shannara (
                      Spoiler: mostra
                      il duello finale con Macchia Nera simile a quello col signore degli inganni
                      . Anche se non è stato utilizzato molto mi è piaciuto il ruolo di Paperone che nel finale diventa addirittura condottiero. Forse qualche pagina in più avrebbe meritato: in particolare la battaglia finale è stata molto sbrigativa e concentrata soprattutto in un'unica tavola (pag. 63). Qualche altra tavola a sfondo bellico avrebbe dato maggior respiro e valorizzato ancora di più gli ottimi disegni di D'Ippolito.

                      Comunque questa saga si merita davvero un ottimo voto: in meno di 100 pagine si sono visti tutti gli elementi tipici del fantasy (il tema del viaggio, creature fantastiche e draghi, magia, battaglie, un signore oscuro), sono comparsi tantissimi personaggi i quali hanno avuto quasi tutti un ruolo importante nella storia (senza fare le mere comparse) e infine è stata caratterizzata da un finale a sorpresa e atipico che la distingue dalle altre storie che si sono avute su questo genere negli anni passati.
                      Un plauso agli sceneggiatori Artibani e Troisi e al disegnatore D'Ippolito, che ci ha regalato bellissime tavole.

                      L'ultima puntata di Siamo Serie mi è piaciuta di più rispetto alla scorsa. Carine le gag sulle riprese interrotte in continuazione e sugli stuntman.
                      Ho apprezzato anche la breve di Bosco, il quale è uno dei migliori su questo genere.

                      La storia su Verdi è carina: in 24 tavole era difficile imbastire una trama complessa e questa storia si basa quasi esclusivamente sul gioco di parole. Tuttavia, oltre a regalarci scorci disegnati di Parma, è stata utile per conoscere determinati termini tecnici (come il golfo mistico) o  alcune curiosità (come quella sulla Gazzetta di Parma).

                      Prosegue bene la saga su Dante con Perina che ci delizia con i suoi bellissimi scorci medievali di Padova (e in particolare la cappella affrescata da Giotto). Anche l'idea dei retrocchiali mi sta piacendo perché permette di aumentare il numero di tavole a sfondo storico e di rendere maggiormente protagonista Dante.





                      *

                      Anapisa
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                        Re:Topolino 3435
                        Risposta #11: Domenica 26 Set 2021, 23:01:12
                        Lascio un mio veloce commento su questo numero,senza approfondire perché è stato ben argomentato prima di me, e trovandomi d'accordo con le recensioni precedenti non vado a ripetere quanto è già stato scritto.
                        Ci tenevo però ad esprimere la mia piena soddisfazione sulle letture, in primis Ducktopia.
                        Il sentore che fosse una appiena soddisfazione l'ho avuta fin dall'anteprima, e a conclusione dell'ultimo capitolo ne ho avuta piena conferma.
                        Avvincente e fantasiosa, coinvolgente,illustrata magistralmente con interpreti perfettamente caratterizzati. Ė stato creato un nuovo mondo, e il finale è stato una piacevole sorpresa. (Anche se fa intuire che difficilmente ci sarà un seguito, e me ne dispiace pure un po' ).
                        Se proprio devo trovare il pelo nell'uovo avrei utilizzato qualche tavola in più per approfondire alcune dinamiche, perché di una storia così non ci si stanca mica di leggerla.
                        Incalzante siamo serie! Serie frizzante e umoristica.Purtroppo la seconda puntata mi aveva annoiata un pochino per le troppe Gag ripetute e questo ne ha influenzato l'entusiasmo ad ogni successivo inizio lettura.
                        A serie conclusa, al contrario del commento precedente su Ducktopia, avrei evitato qualche vignetta alleggerendo di qualche tavola la storia completa. Comunque una buona divertente lettura.La Ziche è fantastica in questo genere di racconti.
                        Su Dante e Verdi è stato fatto un eccellente lavoro,sia in termine di ricostruzione storica, sia in riproduzioni grafiche.
                        Tralasciando il fatto che entrambe siano godibili nella lettura, abbiamo in più informazioni storiche, paesaggistiche e dialettali.
                        Ultimo commento sulla breve che è riuscita a stupirmi positivamente in poche pagine di relax.
                        Ultima ma non ultima perché è la prima cosa che si nota all'acquisto, la copertina.Elegante come non mai.

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                        Dippy
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                          Re:Topolino 3435
                          Risposta #12: Lunedì 4 Ott 2021, 18:51:22
                          Riguardo Ducktopia, mi pare strano (forse mi sono perso dei commenti), come nessuno si sia accorto come l'ultima puntata mostri una pesante citazione dalla serie tv Once upon a time...
                          « Ultima modifica: Lunedì 4 Ott 2021, 18:57:12 da Dippy »
                          Sappiate che tutte le cose sono così: un miraggio, un castello di nubi... Nulla è come appare  -  Buddha

                          https://ilnumeroprimopiugrande.wordpress.com

                          https://ilproblemadellalieno.wordpress.com

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                            Re:Topolino 3435
                            Risposta #13: Lunedì 4 Ott 2021, 19:33:08
                            Riguardo Ducktopia, mi pare strano (forse mi sono perso dei commenti), come nessuno si sia accorto come l'ultima puntata mostri una pesante citazione dalla serie tv Once upon a time...
                            Io sicuramente non avrei potuto cogliere delle citazioni del genere perché non sono per nulla un appassionato di serie televisive.
                            E posso dire che se non l'avessero segnalato qui sul Forum, non avrei mai potuto ricondurre la serie di Tanto Ebbi (citata nella storia a puntate "Siamo serie !" conclusasi proprio in questo numero) a Downton Abbey.  ;)

                             

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