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Topolino 3436 - Recensione di Simone Devoto

Topolino non ha ancora fatto in tempo a congedarsi dal mondo fantasy di Ducktopia che, nel numero ora in edicola, si ritrova di nuovo (o meglio, un suo alter ego di un “futuro non troppo lontano”, Topolino Tomorrow) a fare un’incursione nell’altro genere fantastico per antonomasia: la fantascienza. Annunciato dalla copertina, in apertura del numero troviamo infatti il primo episodio de La ciurma del Sole Nero, la nuova saga di Marco Gervasio, che per l’occasione si cimenta con il, per lui insolito, mondo dei topi. Quello del viaggio spaziale non è invece un tema inusuale per il settimanale, che ha anzi già portato alla nascita di svariate saghe molto amate dai lettori. Basti pensare a Topolino e i signori della galassia, Topolino e le cronache della frontiera, o al più recente Star Top. È ora dunque il turno di Gervasio, affiancato ai disegni da Cristian Canfailla. Questo primo episodio, Benvenuto Tomorrow, ha il ruolo di presentarci l’ambientazione e i personaggi, in particolare l’equipaggio del Sole Nero, nave spaziale di cui Topolino prende il comando nel tentativo di portare a termine una missione di cui ancora non conosciamo i dettagli, se non la sua straordinaria importanza. Facciamo così la conoscenza dell’invidioso vicecomandante Cracker, del tenente Pippo, dei piloti Orazio e Gancio, della dottoressa Clarabella, dell’addetta ai computer Minni e del resto dell’equipaggio. Ostacolata dal gravoso compito di presentare un così nutrito cast, la storia parte piuttosto lentamente, complice anche la presenza, in determinate sequenze, di dialoghi un po’ troppo didascalici che accompagnano per mano il lettore. Nonostante questo, Marco Gervasio riesce a coinvolgerlo instillando in lui curiosità per le numerose questioni lasciate aperte. La ciurma del Sole Nero al gran completo Qual è il vero obiettivo della missione? Chi sono i suoi finanziatori? Qual è il passato di Topolino? Il finale, in particolar modo, pur rientrando a pieno titolo in uno dei topoi del genere, coglie di sorpresa il lettore ponendo i protagonisti in un’ansiogena situazione di impotenza che ci porta ad attendere con curiosità gli sviluppi della vicenda nei prossimi episodi. Una particolare nota di merito spetta agli ottimi disegni di Canfailla, che riprende e reinterpreta il tratto classico di De Vita contribuendo a donarci una piacevole esperienza di lettura. Molto interessante anche la scelta di ricorrere ai retini per la colorazione, ma con alcune riserve sul risultato finale. Se da un lato infatti la loro presenza dona un tocco “vintage“ alla storia, che si trova così a richiamare la Golden Age dei fumetti d’avventura di cui la saga è un evidente omaggio, dall’altro il loro uso uniforme su sfondi e personaggi, con la sola eccezione di parti del corpo di questi ultimi, porta a un risultato confuso, complice anche la dimensione eccessiva dei puntini dei retini che, alla lunga, stanca. Con il terzo episodio di Zio Paperone e il centounesimo canto ci spostiamo invece a Verona, seguendo la famiglia dei paperi sulle tracce di Dante Anatrieri. La storia continua a destreggiarsi abilmente tra passato e presente grazie all’ottima idea dei retrocchiali, che permettono a Alessandro Sisti di far assistere i nostri protagonisti a dei veri e propri flashback in prima persona, senza dover ricorrere a una oramai abusata macchina del tempo. L’idea permette inoltre interessanti interazioni tra l’ambientazione passata e quella presente, valorizzate dagli ottimi disegni di Alessandro Perina che ci dona interessanti scorci delle città italiane nelle varie epoche. Per quanto l’idea sia interessante e apra a innovativi spunti di sceneggiatura, non è tuttavia priva di difetti. I retrocchiali appaiono infatti quasi troppo potenti e la famiglia dei paperi si trova a autolimitarsi nel loro utilizzo senza un’apparente ragione. I protagonisti corrono infatti freneticamente tra le vie della città nell’inseguimento di personaggi del passato, e si dividono per ottimizzare i loro risultati, quando basterebbe una (narrativamente noiosissima) ricalibrazione per osservare gli stessi eventi più e più volte con calma. Coi retrocchiali nella Verona di oggi… e del Trecento Lo stesso mistero dell’ultimo Guelfo Nero poteva essere risolto fin dal primo episodio se i paperi fossero andati semplicemente a sbirciare sé stessi… qualche minuto prima. L’identità dell’antagonista verrà rivelata alla conclusione dell’episodio di questa settimana, cogliendo di sorpresa i protagonisti della vicenda ma sicuramente non il lettore, grazi ai numerosi indizi disseminati nel corso delle precedenti puntate. Queste critiche si riferiscono comunque ad aspetti minori della storia, facilmente curabili con un minimo di sospensione dell’incredulità, e non ne inficiano la qualità complessiva. Il viaggio in Italia, inoltre, non è un semplice espediente per mettere in vetrina il Bel Paese, ma parte integrante della storia in modo naturale. Perina si sbizzarrisce con le vedute della sua città natale Anche l’occasione celebrativa del Sommo Poeta non si fa notare con pesantezza: Dante e l’Italia sono al servizio della storia, e non viceversa, contribuendo a creare un racconto interessante e coinvolgente di per sé, e non solo relativamente al contesto celebrativo. Attendiamo dunque con interesse la sua conclusione la prossima settimana, con la tappa finale dei paperi a Ravenna. La seconda metà dell’albo è invece occupata da alcune storie brevi che, pur non essendo mosse dalla stessa ambizione che anima i racconti posti in apertura, permettono alcune interessanti riflessioni. Molto classica è Paperino furfante per dovere, sia nella sceneggiatura di Jens Hansegård che nei disegni di Marco Rota. Leggendola sembra quasi di fare un tuffo nel passato, di trovarsi tra le mani un volume della serie bianca di Zio Paperone: una variazione senza dubbio piacevole e interessante sia per chi con storie come questa è cresciuto che per il lettore più giovane che entra in contatto per la prima volta con questo diverso modo di intrepretare i paperi. Allo stesso tempo però si tratta di una storia che quasi sembra fuori posto nel moderno Topolino dell’era Bertani e in pesante contrasto con le rimanenti storie brevi dell’albo. Molto interessante sotto questo punto di vista è Paperino e il vicinato a distanza, in cui Giorgio Simeoni e Alessandro Sisti affrontano il tema dei social media in modo fresco e moderno, parlando ai giovani in modo spontaneo e non artefatto e mettendo in scena con gag riuscite gli scontri tra i vicini più litigiosi di Paperopoli dal piano fisico a quello… social. Allo stesso modo, C’è metodo e metodo continua a affiancare il giovane Newton a Pico de Paperis donandoci, questa volta per i testi di Giorgio Fontana, una storia didattica che riesce a istruire e, allo stesso tempo, intrattenere senza risultare pesante. Il tema questa volta è la presentazione del metodo scientifico, argomento che riesce a essere particolarmente d’attualità nella sua applicazione alla lotta alle fake news di vario genere. Mentori e discepoli Chiude il numero un nuovo episodio di Topolino le origini. Questa serie, che ha sicuramente come target il pubblico dei più giovani, dopo un burrascoso inizio in cui aveva causato forti critiche da parte dei lettori più “navigati” sembra aver trovato un suo equilibrio, presentando storie complessivamente godibili. È il caso di Casa dolce casa, che ci presenta un cast Disney ringiovanito ma non in eccessivo contrasto con ciò che i lettori esperti sono portati a aspettarsi, permettendo così lo sviluppo di situazioni altrimenti impossibili con i personaggi adulti. Topolino 3436, forse complice il ruolo per ora prettamente introduttivo de La ciurma del Sole Nero, risulta leggermente sottotono in confronto agli ottimi numeri che lo hanno preceduto, ma rimane comunque un buon albo che continua la tradizione di crescente qualità osservata nelle ultime settimane. Attendiamo dunque con interesse la prossima uscita, pronti a congedarci da Dante Anatrieri e a raddoppiare con la fantascienza: a Topolino Tomorrow si affiancherà infatti il, sempre molto atteso dai lettori, ritorno di PK.

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Topolino 3436

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Samu
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    Topolino 3436
    Mercoledì 29 Set 2021, 15:50:27
    Sommario

    La ciurma del Sole Nero - Benvenuto, Tomorrow (Primo episodio)
    Soggetto e sceneggiatura di Marco Gervasio
    Disegni e supervisione colore di Cristian Canfailla

    Zio Paperone e il centounesimo canto (Terzo episodio)
    Soggetto e sceneggiatura di Alessandro Sisti
    Disegni di Alessandro Perina

    Newton e Pico in Viaggio nel sapere - C'è metodo e metodo
    Soggetto e sceneggiatura di Giorgio Fontana
    Disegni di Donald Soffritti

    Calisota social media - Paperino e il vicinato a distanza
    Soggetto di Giorgio Simeoni e Alessandro Sisti
    Sceneggiatura di Alessandro Sisti
    Disegni di Federico Franzò

    Paperino furfante per dovere
    Soggetto e sceneggiatura di Jens Ansegård
    Disegni di Marco Rota

    Topolino Le Origini - Casa dolce casa
    Soggetto e sceneggiatura di Danilo Deninotti
    Disegni di Carlo Limido

    Copertina (Disegno di Andrea Freccero; colori di Andrea Cagol) :
    « Ultima modifica: Mercoledì 29 Set 2021, 16:01:17 da Samu »

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    Cioppet
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      Re:Topolino 3436
      Risposta #1: Mercoledì 29 Set 2021, 19:21:35
      Mi è piaciuta la nuova storia di Gervasio, anche i disegni non sono male, ma per me i retini sono inguardabili, neanche negli anni venti usavano retini così pesanti :(

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      paolo87
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        Risposta #2: Mercoledì 29 Set 2021, 19:59:33
        Non ho ancora preso il numero. Pareri sulla storia di Gervasio?

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        Samu
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          Re:Topolino 3436
          Risposta #3: Mercoledì 29 Set 2021, 22:26:22
          Non ho ancora preso il numero. Pareri sulla storia di Gervasio?
          Per quanto mi riguarda, è stata davvero una bella lettura.
          La storia innanzitutto, come era normale aspettarsi, presenta l'equipaggio di cui si compone il satellite del "Sole Nero", comandato dal capitano Topolino Tomorrow di cui già si intravedono alcune riflessioni su sé stesso e sul ruolo impegnativo che gli è stato affidato.
          Questa prima parte presenta poi un ritmo davvero incalzante, appassionante e il tutto va avanti a mio parere con naturalezza e fluidità, restituendo una bella sensazione di curiosità e interesse per le prossime puntate della serie.
          Pertanto, questa prima puntata per me è promossa a pieni voti, sia per gli ottimi testi di Gervasio che per i disegni di Canfailla, semplici ma ben fatti e dal tratto personale.
          A questo proposito, sempre a livello grafico, una nota di merito da parte mia oltre che a una buona rappresentazione dei personaggi va anche alla tavola di pagina 38, davvero bella a vedersi e sicuramente di "impatto".  ;)

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            Re:Topolino 3436
            Risposta #4: Giovedì 30 Set 2021, 18:45:01
            Perché i retini utilizzati nella storia di Gervasio/Cainfailla sono presenti in tutta l'immagine a parte nelle parti bianche e nere?
            Lettore convinto...

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            raes
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              Re:Topolino 3436
              Risposta #5: Giovedì 30 Set 2021, 20:06:43
              l' ha spiegato su facebook nella pagina di gervasio per motivi tennici non possono essere usati su alcuni colori

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                Re:Topolino 3436
                Risposta #6: Venerdì 1 Ott 2021, 05:17:07
                Devo dire che anche a me i retini di Sole Nero proprio non sono piaciuti. Mi chiedo quale sia l'idea dietro alla scelta di una colorazione simile...

                Per il resto un numero così così, con la storia di Newton e Pico certamente molto attuale, e per il resto storie abbastanza dimenticabili (quella di Rota mi è piaciuta, anche se non sono un fan dello stile iperclassico che usa).

                Poi una piccola (pignola) correzione all'articolo su Verstappen: Verstappen è nato ad Hasselt in Belgio, non ad Hasselt nei Paesi Bassi (che comunque esiste, ma non è neppure nei paraggi della Hasselt belga).
                Alla barba spaziale!

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                Atius
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                  Re:Topolino 3436
                  Risposta #7: Venerdì 1 Ott 2021, 07:43:03
                  Poi una piccola (pignola) correzione all'articolo su Verstappen: Verstappen è nato ad Hasselt in Belgio, non ad Hasselt nei Paesi Bassi (che comunque esiste, ma non è neppure nei paraggi della Hasselt belga).

                  Non è la prima volta che in quella rubrica si vedono strafalcioni non da poco (una volta si era fatta confusione tra il pilota Alonso e il calciatore Marcos Alonso). Da un giornalista sportivo un po' di attenzione in più ce la si aspetterebbe.
                  O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

                  *

                  Garalla
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                    Re:Topolino 3436
                    Risposta #8: Venerdì 1 Ott 2021, 09:12:22
                    Per i retini credo sia una scelta legata al voler richiamare i fumetti anni '60-'70.
                    La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                    Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

                    https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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                    Samu
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                      Re:Topolino 3436
                      Risposta #9: Sabato 2 Ott 2021, 17:05:21
                      In merito ai retini presenti nei disegni della storia d'apertura, devo dire che a primo impatto, al solo sfogliare velocemente il numero prima di addentrarmi nella lettura, neanch'io ne avevo tratto una buona impressione.
                      Ma, di contro, è altrettanto vero che in fase di lettura non li ho trovati per nulla fastidiosi o fuori luogo.

                      Quanto al resto del numero, personalmente, questo albo mi è piaciuto molto nel suo complesso visto che ogni storia si è rivelata una buona e simpatica lettura.
                      Continua molto bene, a mio avviso, la saga dantesca che vede questa volta i nostri amici Paperi seguire le tracce del Sommo Poeta nella città di Verona ed è stato particolarmente bello ed interessante vederli muoversi all'interno della famosa Arena.
                      Trovo poi che l'espediente dei retrocchiali sia veramente riuscito e ingegnoso, visto che consente ai nostri di muoversi fisicamente nelle città odierne ma, al contempo, a livello visivo possono vivere dal vero ciò che stava accadendo in quegli stessi posti in cui si trovava Dante Anatrieri.
                      Aspetto quindi con molta curiosità gli ultimi due episodi di questa serie che si è rivelata fino a questo terzo capitolo davvero fresca, intrigante ed appassionante.

                      Una nota di merito da parte mia va anche alla breve straniera con i disegni di Marco Rota, che ho trovato molto simpatica, riuscita e impreziosita da uno stile grafico che mi piace particolarmente e che riesce a rendere vividi ed espressivi i personaggi che si muovono all'interno della vicenda.

                      Anche le altre storie si sono rivelate una buona lettura, soprattutto la breve con Newton e Pico protagonisti del nuovo "Viaggio nel sapere" e che vede la presenza per me molto gradita del buon Paperoga.
                      E devo dire che ho trovato il personaggio ben caratterizzato, con un bell'entusiasmo di fondo e sempre alle prese con dei modi di fare tutti particolari e che, inevitabilmente, finiranno per scontrarsi con quel metodo scientifico professato dal dotto Pico de Paperis e che costituisce il fulcro stesso di questa storia sì didattica ma anche, almeno per me, graziosa e ben riuscita.

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                      Simone McD
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                        Topolino 3436
                        Risposta #10: Sabato 2 Ott 2021, 18:12:51
                        Recensione Topolino 3436


                         Topolino non ha ancora fatto in tempo a congedarsi dal mondo fantasy di Ducktopia che, nel numero ora in edicola, si ritrova di nuovo (o meglio, un suo alter ego di un “futuro non troppo lontano”, Topolino Tomorrow) a fare un’incursione nell’altro genere fantastico per antonomasia: la fantascienza. Annunciato dalla copertina, in apertura del numero troviamo infatti il primo episodio de La ciurma del Sole Nero, la nuova saga di Marco Gervasio, che per l’occasione si cimenta con il, per lui insolito, mondo dei topi.

                         Quello del viaggio spaziale non è invece un tema inusuale per il settimanale, che ha anzi già portato alla nascita di svariate saghe molto amate dai lettori. Basti pensare a Topolino e i signori della galassia, Topolino e le cronache della frontiera, o al più recente Star Top. È ora dunque il turno di Gervasio, affiancato ai disegni da Cristian Canfailla.

                         Questo primo episodio, Benvenuto Tomorrow, ha il ruolo di presentarci l’ambientazione e i personaggi, in particolare l’equipaggio del Sole Nero, nave spaziale di cui Topolino prende il comando nel tentativo di portare a termine una missione di cui ancora non conosciamo i dettagli, se non la sua straordinaria importanza. Facciamo così la conoscenza dell’invidioso vicecomandante Cracker, del tenente Pippo, dei piloti Orazio e Gancio, della dottoressa Clarabella, dell’addetta ai computer Minni e del resto dell’equipaggio.

                         Ostacolata dal gravoso compito di presentare un così nutrito cast, la storia parte piuttosto lentamente, complice anche la presenza, in determinate sequenze, di dialoghi un po’ troppo didascalici che accompagnano per mano il lettore. Nonostante questo, Marco Gervasio riesce a coinvolgerlo instillando in lui curiosità per le numerose questioni lasciate aperte.

                         
                        La ciurma del Sole Nero al gran completo

                        Qual è il vero obiettivo della missione? Chi sono i suoi finanziatori? Qual è il passato di Topolino? Il finale, in particolar modo, pur rientrando a pieno titolo in uno dei topoi del genere, coglie di sorpresa il lettore ponendo i protagonisti in un’ansiogena situazione di impotenza che ci porta ad attendere con curiosità gli sviluppi della vicenda nei prossimi episodi.

                         Una particolare nota di merito spetta agli ottimi disegni di Canfailla, che riprende e reinterpreta il tratto classico di De Vita contribuendo a donarci una piacevole esperienza di lettura. Molto interessante anche la scelta di ricorrere ai retini per la colorazione, ma con alcune riserve sul risultato finale.

                         Se da un lato infatti la loro presenza dona un tocco “vintage alla storia, che si trova così a richiamare la Golden Age dei fumetti d’avventura di cui la saga è un evidente omaggio, dall’altro il loro uso uniforme su sfondi e personaggi, con la sola eccezione di parti del corpo di questi ultimi, porta a un risultato confuso, complice anche la dimensione eccessiva dei puntini dei retini che, alla lunga, stanca.

                         Con il terzo episodio di Zio Paperone e il centounesimo canto ci spostiamo invece a Verona, seguendo la famiglia dei paperi sulle tracce di Dante Anatrieri. La storia continua a destreggiarsi abilmente tra passato e presente grazie all’ottima idea dei retrocchiali, che permettono a Alessandro Sisti di far assistere i nostri protagonisti a dei veri e propri flashback in prima persona, senza dover ricorrere a una oramai abusata macchina del tempo. L’idea permette inoltre interessanti interazioni tra l’ambientazione passata e quella presente, valorizzate dagli ottimi disegni di Alessandro Perina che ci dona interessanti scorci delle città italiane nelle varie epoche.

                         Per quanto l’idea sia interessante e apra a innovativi spunti di sceneggiatura, non è tuttavia priva di difetti. I retrocchiali appaiono infatti quasi troppo potenti e la famiglia dei paperi si trova a autolimitarsi nel loro utilizzo senza un’apparente ragione. I protagonisti corrono infatti freneticamente tra le vie della città nell’inseguimento di personaggi del passato, e si dividono per ottimizzare i loro risultati, quando basterebbe una (narrativamente noiosissima) ricalibrazione per osservare gli stessi eventi più e più volte con calma.

                         
                        Coi retrocchiali nella Verona di oggi… e del Trecento

                         Lo stesso mistero dell’ultimo Guelfo Nero poteva essere risolto fin dal primo episodio se i paperi fossero andati semplicemente a sbirciare sé stessi… qualche minuto prima. L’identità dell’antagonista verrà rivelata alla conclusione dell’episodio di questa settimana, cogliendo di sorpresa i protagonisti della vicenda ma sicuramente non il lettore, grazi ai numerosi indizi disseminati nel corso delle precedenti puntate.

                         Queste critiche si riferiscono comunque ad aspetti minori della storia, facilmente curabili con un minimo di sospensione dell’incredulità, e non ne inficiano la qualità complessiva. Il viaggio in Italia, inoltre, non è un semplice espediente per mettere in vetrina il Bel Paese, ma parte integrante della storia in modo naturale.

                         
                        Perina si sbizzarrisce con le vedute della sua città natale

                        Anche l’occasione celebrativa del Sommo Poeta non si fa notare con pesantezza: Dante e l’Italia sono al servizio della storia, e non viceversa, contribuendo a creare un racconto interessante e coinvolgente di per sé, e non solo relativamente al contesto celebrativo. Attendiamo dunque con interesse la sua conclusione la prossima settimana, con la tappa finale dei paperi a Ravenna.

                         La seconda metà dell’albo è invece occupata da alcune storie brevi che, pur non essendo mosse dalla stessa ambizione che anima i racconti posti in apertura, permettono alcune interessanti riflessioni.

                         Molto classica è Paperino furfante per dovere, sia nella sceneggiatura di Jens Hansegård che nei disegni di Marco Rota. Leggendola sembra quasi di fare un tuffo nel passato, di trovarsi tra le mani un volume della serie bianca di Zio Paperone: una variazione senza dubbio piacevole e interessante sia per chi con storie come questa è cresciuto che per il lettore più giovane che entra in contatto per la prima volta con questo diverso modo di intrepretare i paperi. Allo stesso tempo però si tratta di una storia che quasi sembra fuori posto nel moderno Topolino dell’era Bertani e in pesante contrasto con le rimanenti storie brevi dell’albo.

                         Molto interessante sotto questo punto di vista è Paperino e il vicinato a distanza, in cui Giorgio Simeoni e Alessandro Sisti affrontano il tema dei social media in modo fresco e moderno, parlando ai giovani in modo spontaneo e non artefatto e mettendo in scena con gag riuscite gli scontri tra i vicini più litigiosi di Paperopoli dal piano fisico a quello… social.

                         Allo stesso modo, C’è metodo e metodo continua a affiancare il giovane Newton a Pico de Paperis donandoci, questa volta per i testi di Giorgio Fontana, una storia didattica che riesce a istruire e, allo stesso tempo, intrattenere senza risultare pesante. Il tema questa volta è la presentazione del metodo scientifico, argomento che riesce a essere particolarmente d’attualità nella sua applicazione alla lotta alle fake news di vario genere.

                         
                        Mentori e discepoli

                         Chiude il numero un nuovo episodio di Topolino le origini. Questa serie, che ha sicuramente come target il pubblico dei più giovani, dopo un burrascoso inizio in cui aveva causato forti critiche da parte dei lettori più “navigati” sembra aver trovato un suo equilibrio, presentando storie complessivamente godibili. È il caso di Casa dolce casa, che ci presenta un cast Disney ringiovanito ma non in eccessivo contrasto con ciò che i lettori esperti sono portati a aspettarsi, permettendo così lo sviluppo di situazioni altrimenti impossibili con i personaggi adulti.

                         Topolino 3436, forse complice il ruolo per ora prettamente introduttivo de La ciurma del Sole Nero, risulta leggermente sottotono in confronto agli ottimi numeri che lo hanno preceduto, ma rimane comunque un buon albo che continua la tradizione di crescente qualità osservata nelle ultime settimane. Attendiamo dunque con interesse la prossima uscita, pronti a congedarci da Dante Anatrieri e a raddoppiare con la fantascienza: a Topolino Tomorrow si affiancherà infatti il, sempre molto atteso dai lettori, ritorno di PK.



                        Voto del recensore: 3.5/5
                        Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                        https://www.papersera.net/wp/2021/10/02/topolino-3436/


                        Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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                        Cornelius Coot
                        Imperatore della Calidornia
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                          Re:Topolino 3436
                          Risposta #11: Sabato 2 Ott 2021, 19:02:13
                          La ciurma del Sole Nero - Benvenuto Tomorrow   (1° episodio)
                          Il pesante 'retinaggio' credevo fosse l'unica distinzione fra questa e precedenti imprese spaziali topesche ma alla fine la prima puntata del Sole Nero mi ha convinto: Gervasio è al solito molto bravo nell'introdurre ambiente e personaggi, con dialoghi brillanti e adulti e situazioni che intrigano. Il rimando a Spazio 1999 è evidente, sia nel plot iniziale che in una ambientazione anni '70, non tanto nei retini (che ricollego agli anni 30/50, non ricordandoli nel decennio suddetto) quanto nei disegni di un Canfailla oggettivamente bravo.
                          Zio Paperone e il centounesimo canto   (3° episodio)
                          Mi sto abituando a questi passati e presenti paralleli, più spettacolari e semplici da gestire, risparmiando sulla quantità di vignette da utilizzare per i 'tradizionali' passaggi temporali che prevedono l'uso di mezzi più 'lenti' (relativamente) e sono ovviamente separati.
                          Certo, viste le medievali città del tour italico, la differenza che le particolari lenti danno è concentrata soprattutto sul look delle persone circostanti. Immagino che questa tecnica di viaggio temporale sarà riutilizzata in futuro, anche da altri autori. Le illustrazioni restano piuttosto pesanti, con vignette disegnate e colorate fino ai bordi quando qualche finestra più ariosa non sarebbe stata male. Il tratto di Perina di base è sempre stato 'corposo' ma è soprattutto in queste occasioni 'storiche' che si nota.
                          Newton e Pico in Viaggio nel Sapere - C'è metodo e metodo
                          In questa breve i disegni di Soffritti sono invece molto dinamici e puliti, con chiaro omaggio ad Al Hubbard: il Paperoga della tavola iniziale è proprio il suo (pon pon più corto compreso). Pico evoca Galileo mentre Fethry Duck studia i flussi del Tulebug.
                          Calisota Social Media - Paperino e il vicinato a distanza
                          Paperino e Jones utilizzano i nuovi social per 'interagire' fra loro: la tensione resta la stessa ma il vicinato respira aria più tranquilla.
                          Fino a che il capitano di mare (bravo Sisti a riprendere il tradizionale mestiere del vicino) non torna a casa, costringendo i nipotini a prendere la via di Quack Town.
                          Paperino furfante per dovere
                          I soliti sosia di Donald Duck sono un tradizionale escamotage per storie altrimenti impossibili. Paperino sembra rivestire i panni di un ennesimo 'alter ego' sfoggiando peculiarità imprevedibili (ma non per i lettori italiani abituati a PK e DD). Però anche i nordeuropei ormai conoscono questi altri 'Paperini', sebbene questa storia sia del 2007 (quanto materiale Egmont da recuperare: per fortuna adesso abbiamo più albi a tal proposito).
                          Topolino le Origini - Casa dolce casa
                          Un ottimo Limido mi rende più gradevole l'impatto con questa serie mai amata. Però riconosco a Deninotti di coinvolgere personaggi alternativi che arricchiscono le trame (come Topesio e lo Zio Mortimer in questo caso, sebbene utilizzati il minimo necessario). Questi character dovrebbero essere coinvolti di più anche nelle storie 'normali' del presente quotidiano. Ad esempio la mega villa di Mortimer (che ricordavo avere un ranch nel deserto, ma una residenza non esclude l'altra) potrebbe essere una buona location per altri soggetti 'presenti'.
                          « Ultima modifica: Sabato 2 Ott 2021, 19:26:43 da Cornelius Coot »

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                            Re:Topolino 3436
                            Risposta #12: Sabato 2 Ott 2021, 21:38:45
                            Zio Paperone e il centounesimo canto   (3° episodio)
                            [...]
                            Le illustrazioni restano piuttosto pesanti, con vignette disegnate e colorate fino ai bordi quando qualche finestra più ariosa non sarebbe stata male. Il tratto di Perina di base è sempre stato 'corposo' ma è soprattutto in queste occasioni 'storiche' che si nota.
                            Io invece non ho mai trovato pesante il tratto di Alessandro Perina ma, al contrario, trovo il suo stile davvero armonioso e sempre piacevole, tanto che lo considero tra i miei disegnatori Disney preferiti tra quelli attualmente attivi per il settimanale e penso sia particolarmente adatto a raffigurare delle avventure a sfondo storico, come in questo caso.
                            Newton e Pico in Viaggio nel Sapere - C'è metodo e metodo
                            In questa breve i disegni di Soffritti sono invece molto dinamici e puliti, con chiaro omaggio ad Al Hubbard.
                            Qui invece sono pienamente d'accordo.
                            Il tratto di Soffritti sta godendo a mio avviso, già da qualche tempo a questa parte, una evoluzione davvero significativa e penso che il suo stile stia vivendo una maturità grafica decisamente spiccata.
                            L'ho apprezzato tantissimo lo scorso anno con il "Torneo delle Cento Porte" e si sta confermando veramente un ottimo autore anche con questa miniserie con protagonisti Newton e Pico de' Paperis.
                            E poi penso proprio che quest'ultimo personaggio gli riesca benissimo, tanto riesce a renderlo espressivo, vivido e realistico. 

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                              Re:Topolino 3436
                              Risposta #13: Lunedì 4 Ott 2021, 10:32:42
                              Secondo me l'idea dei retini in realtà era molto interessante: bastava metterla solo per gli sfondi e i personaggi invece a colori pieni,  avrebbe donato più profondità. La storia è introduttiva ma per il momento molto interessante. Staremo a vedere!

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                                Re:Topolino 3436
                                Risposta #14: Lunedì 4 Ott 2021, 14:57:31
                                Io ho apprezzato questo tocco vintage sulla ciurma del sole nero, appena ho letto dei retini qui sul papersera ho sfogliato la storia e l'effetto grafico l'ho trovato consono all'argomento.Anche nella lettura non ho avuto problemi (se non le prime 2/3 tavole,il tempo di abituarsi allo stile) e devo dire che a me personalmente piace vedere saltuariamente colorazioni e stili differenti, abbiamo a che fare con grandi artisti che stanno rendendo le storie di Topolino visivamente appaganti, con tecniche nuove e giustamente il rispolvero di tecniche del passato che è un peccato vadano nel dimenticatoio.(E qui mi tornano in mente le storie dipinte di Little Gum ).
                                Abbiamo a che fare con un numero che sembrerebbe stia abbandonando l'uniformità dei tratti che ha contraddistinto i numeri di qualche tempo fa.
                                Per quando riguarda la storia,la mia preferita di questo numero, Gervasio è un eccellente narratore,in poche tavole è riuscito ad introdurre una nuova situazione e dei nuovi personaggi in maniera scorrevole e appagante.
                                Ai disegni il nuovo ingresso Canfailla supera le aspettative.Immagino sia sempre più difficile riuscire ad entrare nella rosa dei disegnatori del settimanale, questi artisti riescono a esprimersi in maniera ineccepibile.
                                Mentre continua il viaggio dei paperi alla ricerca del centunesimo canto,mi perdo un po' nella lettura delle puntate precedenti,perdendo il filo narrativo.Il dove eravamo rimasti non mi aiuta molto,anzi mi confonde quasi di più le idee,forse un riassunto meno riassunto mi avrebbe aiutato a ricordare meglio?Comunque durante la lettura riesco a trovarmi dentro la storia, riuscendo ad intrecciare il filo narrativo che avevo smarrito.
                                Grande divertente trovata questa dei retro occhiali,che ci permette di vedere quello che era il paesaggio di una volta e quello che è diventato adesso..Devo dire che poter ammirare le bellezze delle città italiane attraverso il    SmMickey mi fa sempre più piacere, come poter osservare gli usi e i costumi di un tempo.
                                Newton e Pico insieme a Paperoga divertono e intrattengono,dinamici i disegni di Soffritti che ho apprezzato molto.
                                Genere diverso dal solito su Paperino furfante per dovere, partito forse un po' troppo velocemente ma a fine lettura rimango comunque soddisfatta del risultato.
                                Mi fa troppo ridere come viene rappresentato Paperino dal maestro Rota, quando
                                Spoiler: mostra

                                 
                                conscio del pericolo che ha scampato fa cadere dalla fifa le monetine dal parchimetro a cospetto di un inconsapevole poliziotto


                                Paperino e il vicino a distanza una breve scorrevole e simpatica.

                                Topolino le origini casa dolce casa mi ha appesantito ho trovato il filo narrativo non troppo lineare..di per sé la storia non è brutta o noisa ma c'è un qualcosa che non mi ha fatto scattare la scintilla.


                                 

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