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Topolino 3437 - Recensione di Guglielmo Nocera

Introdotto da una copertina alquanto (forse troppo?) dirompente ad opera di un Fabio Celoni che proprio questo mese si consacra copertinista sopraffino per la testata Paperinik, il numero di questa settimana può definirsi all’insegna della fantascienza… in senso allargato. Un’ottima notizia per un genere che ha avuto grandissimi momenti su Topolino sin quasi dagli albori. Certamente desta interesse il ritorno di PK, sul quale ci effonderemo più avanti, ma vale la pena menzionare la prosecuzione de La ciurma del Sole Nero, su testi del factotum Marco Gervasio e disegni del brillante (quasi)esordiente Cristian Canfailla. Il secondo episodio decolla dall’estremo didascalismo del primo e porta i la ciurma nello spazio aperto: il pregio della serie, al momento, sembra proprio risiedere nella varietà di personaggi, che in qualche modo danno continuo fiato all’azione. E starà forse a quelli non canonici, al momento in fase di precisazione caratteriale, determinare il quid in grado di differenziare il materiale narrativo. I dialoghi cominciano a scorrere (azzeccato il momento di confidenza tra Pippo e Minni, o la trovata del linguaggio numerico universale), complici anche alcuni graziosi tocchi “à la Martina” («non vorrà… Ulp! Vuole!»), mentre le battute talvolta cadono nell’evitabile («N-non rivedremo più la Terra!» «Né i nostri amici!» «Io avevo il biglietto per la finale di coppa!»). I disegni supportano molto bene la storia, a parte l’indiscriminata (ma forse meno che nel precedente episodio) applicazione dei retini, e offrono un virtuoso esempio di equilibrio tra vivacità e pulizia: la pulizia della vignetta, la gerarchia tra personaggi e ambienti, l’uso deciso e mirato delle linee cinetiche, elementi talvolta trascurati nella recente tradizione grafica del settimanale, eppure essenziali allo scorrere della storia. La resa dei personaggi è sempre molto indovinata, e poco importa se paga spesso pegno all’evidente ispirazione devitiana. Brutti incontri nello spazio Meno esplicitamente fantascientifica (essendo basata sull’uso degli indovinati retrocchiali) Zio Paperone e il centounesimo canto, di Alessandro Sisti e Alessandro Perina, che qui giunge alla sospirata conclusione. La storia è molto buona, pur forse trascinandosi troppo nei mille inseguimenti del finale. Inseguimenti cui il tratto rapido e nervoso di Perina rende un solido servizio, salvo proprio per questo sottolinearne un po’ la lunga giustapposizione. Sisti tratta Dante in modo convincente e tutto sommato inedito, scongiurando la ritualità di un omaggio più puramente letterarizzante ma allo stesso modo non sacrificando il personaggio alle logiche della ripetizione di un qualche cliché narrativo topolinesco: le motivazioni degli avversari del poeta, il suo comportamento, la sovrapposizione della trama con i reali spostamenti danteschi sono ottimamente congegnati. Potenza dei retrocchiali L’identità dell’antagonista nel presente, e il suo comportamento prima e dopo la rivelazione, non sono invece forse particolarmente ispirati e rappresentano il coté un poco più anonimo della trama. Dedichiamo uno sguardo anche alle due storie brevi del numero. Newton e Pico in viaggio nel sapere: Musica Maestro! (di Giorgio Fontana e Donald Soffritti) è un sotto tono rispetto ad altre del ciclo, che tuttavia si conferma di buon livello: accostare Pico non a un discolo qualunque, ma al volenteroso – benché generazionalmente sfasato – Newton è un’idea vincente. Fontana osa meno con la comicità e con i registri rispetto a Nucci, e il risultato un poco ne risente, stante anche il carattere marcatamente caricaturale di alcune frizioni tra i due protagonisti. Soffritti rivela un’attenzione per i dettagli insospettata e apprezzabilissima che corredano queste storie di una dose di precisione e moderazione tutta tipica di Pico. Meno da dire invece su Gambadilegno il maestro del terrore, di Tito Faraci e Marco Meloni. Gag verbali un po’ manieristiche si avvicendano per le sei pagine di storia, impreziosite giusto dalla maschera di Topolino. La storia, con il suo ricamare continuo sui cliché che Gambadilegno si porta dietro, appare con rispetto parlando fuori tempo, dato il carattere meno cerebrale del nuovo corso. I disegni appaiono del pari appartenere a un’altra epoca, in cui la ricerca di un apparato grafico uniforme e curato non era ancora fra le priorità della rotta editoriale. L’incontro generazionale continua Ed eccoci quindi al piatto forte del numero: Zona franca. PK torna su Topolino con un’altra storia di Alessandro Sisti (vero mattatore di questo inizio autunno topolinesco) e Lorenzo Pastrovicchio. Si tratta di una prima parte di due, constante di sole 24 pagine: se le si confronta con lo spazio dato alla storia su Dante e a quella del Sole Nero negli stessi numeri un po’ dispiace, considerando i molti spunti offerti da questa prima puntata. Sisti si conferma autore di un PK deliziosamente sobrio e pulito, in cui la densità dell’intreccio è genuina e non scaricata su pose preconfezionate, dialoghi pesanti o accentuazione dei toni. Viene introdotto un enigmatico nuovo personaggio, che porta con sé probabilmente la prosecuzione di interrogativi precedenti alla storia. Intelligenze artificiali di una certa classe Se da una parte queste storie sistiane appaiono come un’operazione di rifinitura della nuova stagione pikappica iniziata nel 2014 con Potere e Potenza, dall’altra sarebbe ingeneroso non apprezzarle in sé e per sé, anche in quanto portabandiera di un certo modo di scrivere l’avventura e la fantascienza su Topolino. Torreggia su tutti il ritrovato Uno, il grande assente ai tempi della coraggiosa soppressione in PK2, e la cui presenza collabora potentemente a restituire a PK quei toni anti-retorici che lo caratterizzavano nella sua fase eroica. Eccellenti i disegni, con un Pastrovicchio decisamente a suo agio nel proporre scorci della Ducklair Tower e, soprattutto, i nuovi personaggi: menzione speciale per l’enigmatica Lena Thorne, caratterizzata in maniera perfettamente ambigua fra il leggero e il pericoloso. Il vero “minus” della storia è forse il girare sempre (sebbene in maniera molto buona) attorno agli stessi ambienti e agli stessi filoni narrativi. La vera novità in questo senso era stata rappresentata da Moldrock, il personaggio creato da Artibani che però alla lunga aveva consumato attorno a sé ogni energia vitale in termini di trama, registri e ispirazione, portando via con sé anche la credibilità narrativa di un personaggio maiuscolo come il Razziatore. Se il progetto PK avrà nuove ali – cosa di cui è lecito dubitare – sarebbe molto bello vederlo espandersi su territori meno battuti; e tanto Sisti quanto Pastrovicchio sembrano non aver perduto lo smalto necessario per portarcelo.

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Topolino 3437

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Samu
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    Topolino 3437
    Mercoledì 6 Ott 2021, 16:18:07
    Sommario

    PK - Zona Franca (Prima puntata)
    Soggetto e sceneggiatura di Alessandro Sisti
    Disegni di Lorenzo Pastrovicchio

    La ciurma del Sole Nero - Vagabondi dello spazio (Episodio 2)
    Soggetto e sceneggiatura di Marco Gervasio
    Disegni e supervisione colore di Cristian Canfailla

    Newton e Pico in Viaggio nel sapere - Musica, maestro!
    Soggetto e sceneggiatura di Giorgio Fontana
    Disegni di Donald Soffritti

    Gambadilegno il maestro del terrore
    Soggetto e sceneggiatura di Tito Faraci
    Disegni di Marco Meloni

    Zio Paperone e il centounesimo canto - (Quarto episodio - Primo e secondo tempo)
    Soggetto e sceneggiatura di Alessandro Sisti
    Disegni di Alessandro Perina

    Copertina (Disegno di Fabio Celoni; colori di Luca Merli):
    « Ultima modifica: Mercoledì 6 Ott 2021, 16:31:34 da Samu »

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    Cornelius Coot
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      Re:Topolino 3437
      Risposta #1: Giovedì 7 Ott 2021, 12:26:04
      Una copertina diversa da quelle dell'ultimo periodo che hanno sempre avuto un classico profilo frecceriano (e bertaniano). Molto belle anche per il giusto rapporto fra disegno armonico e spazio libero. Questa di Celoni mi ricorda alcune cover francesi, olandesi o egmontiane dove i colori e le luci sono molto accesi e gli spazi liberi inesistenti.
      « Ultima modifica: Giovedì 7 Ott 2021, 12:29:11 da Cornelius Coot »

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      hendrik
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        Re:Topolino 3437
        Risposta #2: Giovedì 7 Ott 2021, 12:58:34
        Non si ferma la parabola discendente di Faraci, ahimè.
        ... non ferma a Verkuragon!

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          Re:Topolino 3437
          Risposta #3: Giovedì 7 Ott 2021, 13:22:27
          Non si ferma la parabola discendente di Faraci, ahimè.
          Da mo'...
          Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile. Antidarwinista

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            Re:Topolino 3437
            Risposta #4: Giovedì 7 Ott 2021, 15:11:01
            Non si ferma la parabola discendente di Faraci, ahimè.
            Pensa che per me, invece, quella storiella è stata una piacevolissima sorpresa! :)

            Ho letto il resto del numero praticamente di corsa, per vari motivi di interesse sulle storie lunghe (interesse ben riposto, devo dire!); poi, mi sono accinto a leggere la breve rimasta con lo stesso entusiasmo di uno che va dal dentista a cavarsi un dente...

            E invece, sono rimasto sorpreso, e mi sono pure fatto due sincere risate! :)

            Stessa sorpresa anche per l'ultima storiella di una pagina, davvero piacevole!
            Io son nomato Pippo e son poeta
            Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
            Verso un'oscura e dolorosa meta

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            Samu
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              Re:Topolino 3437
              Risposta #5: Giovedì 7 Ott 2021, 16:33:18
              Io mi trovo decisamente d'accordo con Hendrik riguardo alle brevi di Faraci.
              La breve di questa settimana la considero veramente scarsa, non mi ha fatto ridere né mi ha strappato un minimo sorriso.
              Praticamente il "maestro del terrore" del titolo viene citato solo alla fine e non ho trovato particolari congruenze tra le gag che avvengono nelle prime pagine e le sequenze finali con il litigio tra Gambadilegno e Trudy...
              Speravo di ritrovarmi con qualche bel sorriso a fine lettura ma ho provato soltanto indifferenza e freddezza nel leggere questa breve.
              E le stesse sensazioni le ho provate leggendo altre brevi recenti di Faraci, come I Bassotti oltre il fossato, Paperinik in: Botte e risposte e in quel trittico di brevissime dello scorso anno per me semplicemente allucinanti e davvero di scarso livello.

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              Garalla
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                Re:Topolino 3437
                Risposta #6: Giovedì 7 Ott 2021, 16:47:55
                il "maestro del terrore"

                Beh non che ci volesse un genio a capire a chi o cosa si riferisse visto le gag e le citazioni collegate.
                Voleva essere (e per me lo è stata) un breve divertissment metanarrativo.
                Il fatto che non ha trovato congruenze tra le varie gag e la gag finale mi fa porre la domanda... hai capito a chi ci si riferiva?
                La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

                https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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                  Re:Topolino 3437
                  Risposta #7: Giovedì 7 Ott 2021, 17:00:10
                  il "maestro del terrore"

                  Beh non che ci volesse un genio a capire a chi o cosa si riferisse visto le gag e le citazioni collegate.
                  Voleva essere (e per me lo è stata) un breve divertissment metanarrativo.
                  Il fatto che non ha trovato congruenze tra le varie gag e la gag finale mi fa porre la domanda... hai capito a chi ci si riferiva?
                  All'inizio si vedono soltanto i cambiamenti con cui Gambadilegno ha deciso di rinnovare la sua immagine ma non capisco quale sia la connessione tra questi cambiamenti e "il maestro del terrore", né che cosa abbia a che fare la battuta sul confronto tra le due rispettive fidanzate.
                  Ho provato un forte senso di stonatura tra quei cambiamenti che venivano mostrati all'inizio e la storia che gli era stata raccontata da bambino.
                  Spiego meglio il mio disappunto.
                  Se quella cui Gambadilegno si riferisce è una storia che gli era stata raccontata più e più volte da bambino perché si ritrova di improvviso, tutto a un tratto, ad ispirarsi a quella figura che cita lui stesso?
                  Il suo comportamento ha un che di smanioso, improvviso, non di qualcosa su cui ha avuto modo di riflettere e ripensare.
                  Ecco perché leggendo la storia ho provato una forte sensazione di incongruenza...
                  E poi capisco benissimo che brevi da sei pagine abbiano prevalentemente il compito di far sorridere con semplicità e leggerezza ma, allo stesso modo, io posso dire che non l'ho trovata per nulla divertente ma, al contrario, piatta e insapore.

                  Riguardo poi al discorso delle citazioni cui ti riferisci tu, Francesco, la figura di ladro cui si riferisce Pietro è evidente e l'ho ben compresa ma non è una citazione o una battuta meta-narrativa fine a sé stessa che, personalmente, mi fa apprezzare una storia.
                  « Ultima modifica: Giovedì 7 Ott 2021, 17:12:14 da Samu »

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                    Re:Topolino 3437
                    Risposta #8: Giovedì 7 Ott 2021, 17:27:24
                    Riguardo poi al discorso delle citazioni cui ti riferisci tu, Francesco, la figura di ladro cui si riferisce Pietro è evidente e l'ho ben compresa ma non è una citazione o una battuta meta-narrativa fine a sé stessa che, personalmente, mi fa apprezzare una storia.

                    Ok... Ma questa cosa è nei fatti tutta la storia. È poco e non ti piace quindi lo accetto ma rileggendo il tuo post

                    ma non capisco quale sia la connessione tra questi cambiamenti e "il maestro del terrore", né che cosa abbia a che fare la battuta sul confronto tra le due rispettive fidanzate.

                    Continuo ad avere dei dubbi sul fatto che l'abbia capita davvero...
                    La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                    Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

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                      Re:Topolino 3437
                      Risposta #9: Giovedì 7 Ott 2021, 18:09:25
                      Riguardo poi al discorso delle citazioni cui ti riferisci tu, Francesco, la figura di ladro cui si riferisce Pietro è evidente e l'ho ben compresa ma non è una citazione o una battuta meta-narrativa fine a sé stessa che, personalmente, mi fa apprezzare una storia.

                      Ok... Ma questa cosa è nei fatti tutta la storia. È poco e non ti piace quindi lo accetto ma rileggendo il tuo post

                      ma non capisco quale sia la connessione tra questi cambiamenti e "il maestro del terrore", né che cosa abbia a che fare la battuta sul confronto tra le due rispettive fidanzate.

                      Continuo ad avere dei dubbi sul fatto che l'abbia capita davvero...
                      Guarda, ti posso sollevare dai tuoi dubbi con una semplice considerazione.
                      È chiaro che il protagonista di questa breve si ispiri ad un'altra celebre figura del crimine, ma io non capisco per quale motivo un ladro professionista come Gambadilegno debba ispirarsi a qualche altro personaggio e nel giro di poche vignette mostrare così tanti cambiamenti repentini.
                      A me, personalmente, non piace vedere un ladro professionista come Gambadilegno ridursi al tentativo di imitare un altro suo "collega" e sospirare al solo rievocare le gesta di qualcun altro senza scuotersi a partire da sé stesso.
                      E questo dipende dal fatto che non mi piace vedere i personaggi relegati al ruolo di una "macchietta", della pallida ombra di sé stessi anche se si tratta di una breve il cui scopo principale, come riportavo poco prima, dovrebbe essere quello di lasciare dei momenti di spensieratezza e leggerezza.
                      Quanto invece al discorso sulle fidanzate, non comprendo il motivo per cui Gambadilegno dovrebbe lamentarsi di Trudy, visto che non l'ho mai considerata una spalla di poco conto o che non riesca a brillare per intelligenza, al contrario di quello Sgrinfia che ha accanto per tutto il tempo della storia.  ;)

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                        Re:Topolino 3437
                        Risposta #10: Giovedì 7 Ott 2021, 20:12:51
                        si riferisce a diabolik che usa le maschere e ha una fidanzata come eva kant che è sicuramente di un altro livello rispetto a trudy. probabilmente è un omaggio a diabolik devi leggere così la storia se no non avrebbe senso

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                          Re:Topolino 3437
                          Risposta #11: Sabato 9 Ott 2021, 09:53:01
                          Magari la storia di Faraci era nata per fare il paio con un publiredazionale su Diabolik il film, poi in questo periodo di rimandi ed imprevisti è saltata la collaborazione, ed è rimasta solo la storia?
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                            Topolino 3437
                            Risposta #12: Sabato 9 Ott 2021, 17:54:37
                            Recensione Topolino 3437


                             Introdotto da una copertina alquanto (forse troppo?) dirompente ad opera di un Fabio Celoni che proprio questo mese si consacra copertinista sopraffino per la testata Paperinik, il numero di questa settimana può definirsi all’insegna della fantascienza… in senso allargato. Un’ottima notizia per un genere che ha avuto grandissimi momenti su Topolino sin quasi dagli albori.

                             Certamente desta interesse il ritorno di PK, sul quale ci effonderemo più avanti, ma vale la pena menzionare la prosecuzione de La ciurma del Sole Nero, su testi del factotum Marco Gervasio e disegni del brillante (quasi)esordiente Cristian Canfailla.

                             Il secondo episodio decolla dall’estremo didascalismo del primo e porta i la ciurma nello spazio aperto: il pregio della serie, al momento, sembra proprio risiedere nella varietà di personaggi, che in qualche modo danno continuo fiato all’azione. E starà forse a quelli non canonici, al momento in fase di precisazione caratteriale, determinare il quid in grado di differenziare il materiale narrativo.

                             I dialoghi cominciano a scorrere (azzeccato il momento di confidenza tra Pippo e Minni, o la trovata del linguaggio numerico universale), complici anche alcuni graziosi tocchi “à la Martina” («non vorrà… Ulp! Vuole!»), mentre le battute talvolta cadono nell’evitabile («N-non rivedremo più la Terra!» «Né i nostri amici!» «Io avevo il biglietto per la finale di coppa!»).

                             I disegni supportano molto bene la storia, a parte l’indiscriminata (ma forse meno che nel precedente episodio) applicazione dei retini, e offrono un virtuoso esempio di equilibrio tra vivacità e pulizia: la pulizia della vignetta, la gerarchia tra personaggi e ambienti, l’uso deciso e mirato delle linee cinetiche, elementi talvolta trascurati nella recente tradizione grafica del settimanale, eppure essenziali allo scorrere della storia. La resa dei personaggi è sempre molto indovinata, e poco importa se paga spesso pegno all’evidente ispirazione devitiana.

                             
                            Brutti incontri nello spazio

                             Meno esplicitamente fantascientifica (essendo basata sull’uso degli indovinati retrocchiali) Zio Paperone e il centounesimo canto, di Alessandro Sisti e Alessandro Perina, che qui giunge alla sospirata conclusione. La storia è molto buona, pur forse trascinandosi troppo nei mille inseguimenti del finale. Inseguimenti cui il tratto rapido e nervoso di Perina rende un solido servizio, salvo proprio per questo sottolinearne un po’ la lunga giustapposizione.

                             Sisti tratta Dante in modo convincente e tutto sommato inedito, scongiurando la ritualità di un omaggio più puramente letterarizzante ma allo stesso modo non sacrificando il personaggio alle logiche della ripetizione di un qualche cliché narrativo topolinesco: le motivazioni degli avversari del poeta, il suo comportamento, la sovrapposizione della trama con i reali spostamenti danteschi sono ottimamente congegnati.

                             
                            Potenza dei retrocchiali

                             L’identità dell’antagonista nel presente, e il suo comportamento prima e dopo la rivelazione, non sono invece forse particolarmente ispirati e rappresentano il coté un poco più anonimo della trama.

                             Dedichiamo uno sguardo anche alle due storie brevi del numero. Newton e Pico in viaggio nel sapere: Musica Maestro! (di Giorgio Fontana e Donald Soffritti) è un sotto tono rispetto ad altre del ciclo, che tuttavia si conferma di buon livello: accostare Pico non a un discolo qualunque, ma al volenteroso – benché generazionalmente sfasato – Newton è un’idea vincente.

                             Fontana osa meno con la comicità e con i registri rispetto a Nucci, e il risultato un poco ne risente, stante anche il carattere marcatamente caricaturale di alcune frizioni tra i due protagonisti. Soffritti rivela un’attenzione per i dettagli insospettata e apprezzabilissima che corredano queste storie di una dose di precisione e moderazione tutta tipica di Pico.

                             Meno da dire invece su Gambadilegno il maestro del terrore, di Tito Faraci e Marco Meloni. Gag verbali un po’ manieristiche si avvicendano per le sei pagine di storia, impreziosite giusto dalla maschera di Topolino. La storia, con il suo ricamare continuo sui cliché che Gambadilegno si porta dietro, appare con rispetto parlando fuori tempo, dato il carattere meno cerebrale del nuovo corso. I disegni appaiono del pari appartenere a un’altra epoca, in cui la ricerca di un apparato grafico uniforme e curato non era ancora fra le priorità della rotta editoriale.

                             
                            L’incontro generazionale continua

                             Ed eccoci quindi al piatto forte del numero: Zona franca. PK torna su Topolino con un’altra storia di Alessandro Sisti (vero mattatore di questo inizio autunno topolinesco) e Lorenzo Pastrovicchio. Si tratta di una prima parte di due, constante di sole 24 pagine: se le si confronta con lo spazio dato alla storia su Dante e a quella del Sole Nero negli stessi numeri un po’ dispiace, considerando i molti spunti offerti da questa prima puntata.

                             Sisti si conferma autore di un PK deliziosamente sobrio e pulito, in cui la densità dell’intreccio è genuina e non scaricata su pose preconfezionate, dialoghi pesanti o accentuazione dei toni. Viene introdotto un enigmatico nuovo personaggio, che porta con sé probabilmente la prosecuzione di interrogativi precedenti alla storia.

                             
                            Intelligenze artificiali di una certa classe

                            Se da una parte queste storie sistiane appaiono come un’operazione di rifinitura della nuova stagione pikappica iniziata nel 2014 con Potere e Potenza, dall’altra sarebbe ingeneroso non apprezzarle in sé e per sé, anche in quanto portabandiera di un certo modo di scrivere l’avventura e la fantascienza su Topolino.

                             Torreggia su tutti il ritrovato Uno, il grande assente ai tempi della coraggiosa soppressione in PK2, e la cui presenza collabora potentemente a restituire a PK quei toni anti-retorici che lo caratterizzavano nella sua fase eroica.

                             Eccellenti i disegni, con un Pastrovicchio decisamente a suo agio nel proporre scorci della Ducklair Tower e, soprattutto, i nuovi personaggi: menzione speciale per l’enigmatica Lena Thorne, caratterizzata in maniera perfettamente ambigua fra il leggero e il pericoloso.

                             Il vero “minus” della storia è forse il girare sempre (sebbene in maniera molto buona) attorno agli stessi ambienti e agli stessi filoni narrativi. La vera novità in questo senso era stata rappresentata da Moldrock, il personaggio creato da Artibani che però alla lunga aveva consumato attorno a sé ogni energia vitale in termini di trama, registri e ispirazione, portando via con sé anche la credibilità narrativa di un personaggio maiuscolo come il Razziatore.

                             Se il progetto PK avrà nuove ali – cosa di cui è lecito dubitare – sarebbe molto bello vederlo espandersi su territori meno battuti; e tanto Sisti quanto Pastrovicchio sembrano non aver perduto lo smalto necessario per portarcelo.



                            Voto del recensore: 3.5/5
                            Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                            https://www.papersera.net/wp/2021/10/09/topolino-3437/


                            Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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                            Bunz
                            Evroniano

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                              Re:Topolino 3437
                              Risposta #13: Sabato 9 Ott 2021, 18:04:38
                              Sembra che la pietra dello scandalo sia la breve di Faraci, storia che a me sinceramente non ha colpito più di tanto, né in positivo ma nemmeno in negativo. È solo una storia breve, come ne sono sempre esistite (ohè signori, le hanno fatte Barks e Scarpa, le può fare anche Faraci), e il riferimento al noto personaggio italiano era palese fin da quando si vede la Jaguar E-Type nel garage.
                              È solo un semplice divertissement, la cosa non è sintomo di nessun scadimento da parte di Faraci.

                              A parte ciò, veniamo al numero.
                              Premesso che non condivido gli entusiasmi sulla copertina (per me è letteralmente irricevibile), il resto è filato via liscio o quasi.
                              Non essendo mai stato un fan di Pk, la sua storia non mi ha entusiasmato più di tanto, mi scusino i fan. Ottimi comunque i disegni e la grafica.
                              La storia di Dante Anatrieri m'interessava proprio il minimo sindacale, onestamente. Inoltre, poiché non credo nel paranormale e quindi escludo di avere poteri di preveggenza, mi ha dato la poco gradevole sensazione di sapere esattamente come si sarebbe svolta la storia e cosa sarebbe successo con due pagine di anticipo... non il massimo direi. Nemmeno i disegni di Perina mi sono piaciuti più di tanto.
                              Interessante la seconda puntata del kolossal fantascientifico, anche se continuo a chiedermi perché mai la base spaziale debba avere la forma di un water.
                              A proposito della questione sui retini, pur apprezzando l'idea non posso fare a meno di rimarcare il fatto che forse il retino è troppo grosso. Tanto più che, nella storia di Pk, a pag. 17, durante il flashback di Angus Fangus notiamo un bellissimo retinato, elegante e leggibile: ecco, se retino doveva essere, perché non farlo così?

                              *

                              Samu
                              Ombronauta

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                                Re:Topolino 3437
                                Risposta #14: Sabato 9 Ott 2021, 19:02:35
                                Sembra che la pietra dello scandalo sia la breve di Faraci, storia che a me sinceramente non ha colpito più di tanto, né in positivo ma nemmeno in negativo. È solo una storia breve, come ne sono sempre esistite (ohè signori, le hanno fatte Barks e Scarpa, le può fare anche Faraci), e il riferimento al noto personaggio italiano era palese fin da quando si vede la Jaguar E-Type nel garage.
                                È solo un semplice divertissement, la cosa non è sintomo di nessun scadimento da parte di Faraci.
                                Da parte mia non c'è stato nessun tipo di scandalo nel leggere la breve di Faraci e Meloni.
                                Ho solo esposto un mio commento personale su una breve che, a prescindere delle citazioni e degli omaggi di cui si è parlato, mi ha lasciato veramente poco, visto che non mi ha fatto né sorridere né restituito una sensazione di leggerezza o spensieratezza.
                                Ma questa è semplicemente la mia opinione scaturita dalle sensazioni che mi ha lasciato a fine lettura.  ;)

                                Quanto al resto del numero, lo reputo una lettura molto piacevole e riuscita.
                                Continua benissimo, a mio avviso, la saga su La ciurma del Sole Nero, con un altro episodio molto scorrevole, ben scritto, appassionante e che amalgama l'azione alle introspezioni psicologiche.
                                È stato molto piacevole ed anche "intimo" il momento in cui avviene la confidenza tra Minni (la quale si ritrova a sospirare per il comandante Topolino Tomorrow) e il buon Pippo Pillow, personaggio che restituisce tutta la sua simpatia e la sua leggerezza.
                                Ho apprezzato particolarmente poi il fatto che uno dei personaggi centrali di questa puntata sia stato quello di Orazio, ben tratteggiato da un Marco Gervasio che lo presenta sempre attivo, caparbio, determinato e sicuramente di spessore all'interno dell'equipaggio del Sole Nero.

                                Si chiude molto bene poi la storia dedicata al "centounesimo canto" dantesco, con una trama portata avanti con un buon ritmo, appassionante ed incalzante, senza mai risultare noiosa o poco interessante.
                                Giunti alla conclusione di questa saga, posso dire che ho apprezzato molto sia la sceneggiatura di Alessandro Sisti (molto fresca ed intrigante) che i disegni di Alessandro Perina, che trovo molto vivaci e davvero gradevoli alla lettura.

                                Per il resto, ho trovato molto graziosa, fresca e piacevole anche la breve con protagonisti Newton e Pico e il loro "Viaggio nel sapere", arricchita dai disegni espressivi, solari e dinamici di un ottimo Donald Soffritti cui vanno i miei sinceri complimenti per tutti i miglioramenti fatti finora e per la maturità del suo tratto che diventa, di storia in storia, sempre più piacevole e vivace.

                                Infine, ho trovato molto interessante anche la storia di copertina dedicata a PK, con una prima parte sicuramente introduttiva ma già foriera di spunti intriganti e promettenti per il prossimo episodio che aspetto con molta curiosità e con un sincero interesse.
                                « Ultima modifica: Sabato 9 Ott 2021, 19:04:49 da Samu »

                                 

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