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Topolino 3440 - Recensione di Manuel Crispo

Chiamate Chi l’ha visto?, Andrea Castellan è sparito… da Topolino! Il fumettista noto come Casty manca, in qualità di sceneggiatore, dall’ormai lontana Topolino e la micio-minaccia, unica sua storia edita nel 2021 se si esclude la nucciana Io sono Macchia Nera (della quale, come sappiamo, ha realizzato solo i disegni). Nel 2020 aveva pubblicato quattro storie, altre quattro nel 2019, e solo tre nel 2018. Senza dubbio però fa sempre piacere la presenza di storie “alla Casty” sulla testata ammiraglia, di cui Topolino & Minni in: Qualcosa nella nebbia è solo l’ultima in ordine di apparizione. Mi riferisco alla prima storia del numero di questa settimana, per i testi di Pietro B. Zemelo e i disegni di Davide Cesarello. Qualcosa nella nebbia è divisa in due parti per un totale di 46 tavole e richiama lo stile castyano sin dal titolo (il possibile riferimento è Topolino e qualcosa nel buio, opera a mio dire molto sottovalutata). Zemelo, sceneggiatore veneziano che a sua volta mancava da Topolino dalla bellezza di quindici settimane, imbastisce una vicenda misteriosa perfettamente calata nel contesto halloweenesco. Come in un buon horror anni Ottanta, Topolino e Minni, diretti verso il tranquillo borgo di Boscofiorito, vengono costretti dalla nebbia a una tappa imprevista a Boscozucca. Qui si imbatteranno nel mistero della sparizione del giovane sfaccendato Willie, svanito dopo uno scherzo orchestrato con l’amico Rupert ai danni dello “strambo” del paese, Daryl, che in un paesino di appassionati coltivatori di zucche è il più fanatico. Abbiamo qui un ritorno al Topolino “drogato” di misteri, che si getta a capofitto nel pericolo anche contro il senso comune. Saggiamente Zemelo utilizza Minni come elemento risolutore, essendo dotata del buon senso che manca al fidanzato detective; il suo ruolo è quindi molto interessante e l’ho apprezzato. Minni versione “final girl” La storia, ricca di citazioni al folklore di Halloween (il sempiterno Jack ‘o Lantern) e con una riconoscibile estetica da slasher classico, è piuttosto ben sceneggiata e sorprende per efficacia dell’atmosfera. Il finale non completamente chiuso suggerisce un ipotetico futuro sequel, ma anche se questo non venisse mai realizzato Qualcosa nella nebbia resterebbe una storia soddisfacente, per me fra le migliori dello sceneggiatore veneto. Cesarello confeziona una prova molto più convincente rispetto a La fonte della giovinezza e, soprattutto, anni luce sopra la storia di raccordo del quattordicesimo Classico della nuova serie. A seguire, è il turno della conclusione de La ballata di John D. Rockerduck, terza di una ipotetica trilogia nucciana a fuoco su tre storici antagonisti: dopo Gastone e il suo quadrifoglio solitario e Macchia Nera in crisi d’identità, è il turno di un John Davison Rockerduck in pieno meltdown freudiano. La rivalità con Paperone, che nel primo episodio veniva dall’autore rifunzionalizzata in chiave di omicidio rituale del padre, giunge qui al proprio climax. Rockerduck in piena rivalutazione Il titolo (ispirato a un modesto lungometraggio dei fratelli Coen?), non c’entra molto con il contenuto: di musica, in questa storia, non vi è traccia. In compenso, in questa seconda parte c’è un buon ritmo, reso incalzante dall’accumularsi dei successi di un Rockerduck redivivo che redime il necessario andamento lento del primo episodio. La conclusione, per quanto prevedibile, è messa in scena in modo interessante e non mancherà di commuovere i più sensibili. Gli aficionados di Topolino ricorderanno un’altra storia in cui venivano puntati i riflettori sul rapporto “a tre” fra Paperone, Rockerduck e una figura genitoriale (in quel caso suo zio Edgar, sovrapponibile ad Howard). Si tratta di Zio Paperone e la sfida del mattone di Macchetto e Camboni; ciò che lì veniva elegantemente suggerito, viene qui in certo senso approfondito, quando non spiegato. Alla definitiva trasformazione di John D. da carogna senza scrupoli a tenero gigione, tocca purtroppo rassegnarsi: in Disney la graduale “buonizzazione” dei cattivi è un processo iniziato decenni fa e ormai inarrestabile. Dato il sapore edipico che ha tutta la vicenda, il finale vero e proprio rappresenta un nodo ideologico difficile da sciogliere. Se tutto sommato ho apprezzato la storia, non nego che avrei preferito una vittoria autentica di Rockerduck al posto di questo sviluppo con Paperone demiurgo iniziale (coinvolto addirittura dai tempi dell’infanzia) e terminale. L’omicidio rituale non avviene e Paperone finisce con l’essere motore dei cambi di stato del proprio figlio surrogato, addirittura per venire incontro a un’antica richiesta del padre biologico. In passato, in storie come Klondike: Il papero dei ghiacci, Paperone aveva riconosciuto al “pivello” lo status di degno rivale; guardando ancora più indietro, l’omologo paperesco di Rockefeller era riuscito persino a batterlo, in una o due occasioni. È arduo qui giudicare se vi sia stata una crescita reale del personaggio o se La ballata di John D. Rockerduck abbia, più che mitigato, certificato la sudditanza di John nei confronti di Paperone, che ne risulta alla fine il protagonista segreto. Promesse tra miliardari Di questa storia ho comunque apprezzato il ruolo di Lusky, non scontato, gli ottimi disegni di Giorgio Cavazzano, qualche buona idea in termini di layout e il focus tematico su una condizione, la depressione, che raramente ha trovato spazio sulle pagine di Topolino. Da appassionato di cinema coreano, mi ha fatto piacere anche la citazione di pagina 82 a un bellissimo film di Kim Ki-duk del 2003. L’inedita di Marco Nucci è seguita da una ristampa eccellente. In occasione dell’avvicinarsi del primo anniversario della scomparsa dell’attore romano Gigi Proietti si ripubblica una storia del 1997, unica avventura disneyana da lui scritta (a quattro mani con Alessandro Sisti), per i disegni di un incommensurabile Cavazzano. Si tratta della efficace Paperino e le papere del Campidoglio, avventura che richiama la struttura delle parodie a cornice senza esserlo fino in fondo. Le papere del Campidoglio, deformazione burlesca di un fatto leggendario con una incerta base storica, vede contrapporsi i pretoriani in agitazione sindacale e le pasionarie di Roma, capitanate da un’astuta e determinata Paperina. Poco conta che gli avidi sorveglianti siano politicamente nel giusto: l’Urbe appartiene a tutti, anche ai barbari, e non per caso viene chiamata anche “Città Eterna”. La magnificenza di Roma e di Cavazzano Al netto di una fabula estremamente semplice e votata alla tesi di cui sopra, la storia presenta senza dubbio come punto forte una componente grafica eccezionale. Sebbene il suo tratto fosse già, praticamente, quello che ormai ben gli conosciamo, la maggiore varietà in termini di espressività e regia della tavola da parte di Giorgio Cavazzano fanno delle Papere del Campidoglio la storia meglio disegnata del numero. A seguire il prologo di Grosso guaio a Paperopoli di Marco Gervasio e Giuseppe Facciotto, coppia artistica ormai consolidata. Si tratta della seconda storia presente in questo albo, dopo La ballata di John D. Rockerduck, a riportare la dicitura “Un’idea di Alex Bertani”. Se è ormai chiaro da tempo che Bertani si sia investito del ruolo di showrunner di Topolino, essendo più o meno coinvolto in tutti i progetti cruciali per il futuro del settimanale, apprezzo molto che il direttore si attribuisca esplicitamente la paternità delle idee, tanto quanto non amavo particolarmente che si limitasse a darne indizio negli editoriali. La presenza di una “grande intelligenza” saldamente al controllo di tutte le storie più ambiziose porta con sé pregi e criticità che dovremo valutare nei prossimi anni. Limitiamoci per il momento a giudicare, in mancanza d’altro, l’antipasto in sole sei tavole a questa nuova storia a puntate sceneggiata da Gervasio. Ciò che troviamo in fondo al numero 3440 di Topolino è lo starting point di una avventura in tre episodi il cui titolo rappresenta l’ennesima citazione cinematografica dell’albo. A farne le spese è stavolta Grosso guaio a Chinatown, capolavoro wire fu di John Carpenter. Topolino e Pippo si sono lasciati coinvolgere da Minni e la sua amica stilista Betty, con la quale gestisce la Purple Boutique, in una sessione da modelli. All’improvviso, il nostro detective dilettante viene convocato da Basettoni, che lo coinvolge in una pericolosa indagine a Paperopoli, dove pare sia in atto un contrabbando di diamanti. Paperopoli odia, Topolino non può sparare Su queste poche pagine c’è veramente poco da dire: in sé la vicenda sembra intrigante ed è presente, nel dialogo fra Topolino e il Commissario, un rarissimo, velato riferimento alla morte. Le citazioni alla serie Minni prêt-à-porter di Valentina Camerini e Giada Perissinotto sembrano volte alla costruzione di una piccola continuity transautoriale, segni di un sincretismo che molti mostrano di apprezzare ma che a me lascia del tutto indifferente. Sul fronte sceneggiatura si rilevano dialoghi verbosi, con più balloon del necessario e anche qualche cortocircuito logico. Quando Topolino dichiara di aver intenzione di prendere parte all’indagine, Basettoni si oppone dichiarando: «Non se ne parla! Non è per questo che ti ho chiamato!» Il vero motivo della chiamata resta dunque misterioso: si trattava di una semplice chiacchierata fra amici o c’era qualcosa di più? Poco dopo, sempre Basettoni afferma: «È troppo rischioso! È una città che non conosci e in cui non hai appoggi!». Con tutto il rispetto per l’amnesico tutore dell’ordine, abbiamo a disposizione ottantasei anni di storie che vedono legati i Topi ai personaggi della famiglia dei Paperi, e non si contano le trasferte degli uni nella città degli altri. Infatti, due vignette e sei balloon dopo, dopo avergli confermato che «in certi casi può essere un vantaggio», Topolino lo smentisce ricordandogli che «non sarà proprio solo». Insomma, la confusione regna sovrana. In attesa di sapere qualcosa di più su questa pericolosa trasferta nella capitale del Calisota, spendiamo giusto qualche parola per gli altri elementi che compongono l’albo. La copertina, opera di Corrado Mastantuono e Mario Perrotta, è magnifica e presenta la storia di apertura con l’aggiunta di un elemento originale: un wicker-man con la testa di zucca molto simile a quello presente nella sequenza di apertura di Nightmare Before Christmas. Il Che aria tira a… settimanale di Silvia Ziche risulta poco comprensibile, pur avendo comunque più senso rispetto alla one-pager di D’Antona e Migheli che chiude l’albo. È forse giunto il momento per la redazione di porsi seriamente il problema delle storie brevi, sempre meno sensate? Chissà. Nelle rubriche trovano spazio approfondimenti sulla festa di Halloween, sempre più popolare nel nostro Paese, comprensivi di una spiegazione dell’iconografia di Jack ‘o Lantern. Seguono un articolo sulla pallavolo, due pagine dedicate al tema dell’esplorazione di Marte e una serie di doverosi omaggi a Gigi Proietti. La settimana prossima, insieme a Topolino potremo trovare in edicola le prime venti carte napoletane illustrate da Blasco Pisapia, ennesimo gadget allegato.

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Topolino 3440

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Anapisa
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    Re:Topolino 3440
    Risposta #15: Mercoledì 27 Ott 2021, 21:37:20
    A me sembra che ultimamente gli editoriali del direttore non siano più autocelebrativi come qualche tempo fa..quando si faceva mille complimenti da solo infastidivano anche a me,ora mi pare si sia ridimensionato..Ha sempre buone parole anche per i suoi collaboratori, per me è stata una sorpresa vedere il suo nome inserito nei credits..
    Forse però parlarne qui si rischia di andare ot

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    fab4mas
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      Re:Topolino 3440
      Risposta #16: Mercoledì 27 Ott 2021, 22:06:52
      A me sembra che ultimamente gli editoriali del direttore non siano più autocelebrativi come qualche tempo fa..quando si faceva mille complimenti da solo infastidivano anche a me,ora mi pare si sia ridimensionato..Ha sempre buone parole anche per i suoi collaboratori, per me è stata una sorpresa vedere il suo nome inserito nei credits..
      Forse però parlarne qui si rischia di andare ot

      Hai ragione, è una cosa meno recente o diciamo andata scemando...
      Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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      Cioppet
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        Re:Topolino 3440
        Risposta #17: Mercoledì 27 Ott 2021, 22:13:59
        Per me da quando c’è come direttore Bertani la qualità del Topolino è aumentata, ed apprezzo moltissimo anche la sua partecipazione attiva nelle storie. Se come avete scritto precedentemente, che sta forgiando il topolino secondo i suoi gusti, per me va benissimo e gradisco con piacere  :) In conclusione lo giudico come uno dei migliori direttori.

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        Cornelius Coot
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          Risposta #18: Mercoledì 27 Ott 2021, 22:48:35
          Topolino & Minni in : qualcosa nella nebbia
          Molto mistero irrisolto e una presunta 'cattiveria' solo teorizzata caratterizzano questa storia di Zemelo che si sviluppa mantenendo una certa tensione, sfociando poi in un finale 'buonista' (in questo caso non in negativo) e al tempo stesso ambiguo. Minni è sempre più all'altezza di situazioni cercate e volute dal fidanzato: prima sbuffa ma poi 'risolve'. Molto bravo Cesarello, sia nelle diverse espressioni dei due topi che nella tavola con il titolo, la cui grafia non è sempre tenuta da conto da diversi disegnatori quando invece è fondamentale per introdurci alla storia. Questa di Cesarello promette bene e la sceneggiatura di Zemelo 'mantiene la promessa'.
          La ballata di John D. Rockerduck    (secondo episodio)
          Il finale della 'Ballata' mi ha ricordato una storia recente: come Gervasio ha posto il 'suo' Fantomius nei confronti di Paperinik circa l'origine del vendicatore mascherato, così Nucci pone Paperone nei confronti del suo nemico, sebbene in un contesto diverso, meno 'basico' ma comunque importante. L'introspezione e l'approfondimento di un personaggio notevole ma spesso 'caricaturato' sembrava porre lo zione ai margini ma alla fine questi ha comunque ripreso la scena centrale, diventando il burattinaio che muove i fili (un po' come è stato Fantomius in quel crossover nei confronti del suo erede). La cosa non mi è piaciuta troppo anche se conferma quella sorta di 'rapporto speciale' tra Howard e Scrooge, ulteriormente arricchito. Altre storie paperonesche hanno avuto un finale simile ma in questo caso mi è sembrato fuori luogo. Secondo me la Ballata ha avuto sei tavole 'di troppo': belle sotto un certo aspetto ma troppo 'zione-centriche' dall'altro. Tutto deve sempre girare intorno a lui, anche quando non sembra (limitando il protagonismo dell'altro). Cavazzano pare aver udito le nostre lamentele circa il look del padre di John (ormai anch'io lo chiamo così): peccato che lo abbia azzeccato in una sola vignetta (chissà perché) e lasciato come nella prima puntata nelle altre.
          Paperino e le papere del Campidoglio
          In questa rivisitazione romana degli antenati paperi (uscita il 1° gennaio del 1997 ed oggi riproposta per omaggiare chi la ideò, l'attore Gigi Proietti scomparso lo scorso anno) Paperone non è un profugo egiziano (come in Storia & Gloria) ma quell'imperatore della Roma dei Cesari che all'epoca della saga fu impersonato da Pippo. Più alto il rango e diverse le situazioni: in questa sviluppata da Sisti troviamo una capitale invasa da turisti provenienti da tutto l'Impero (Galli ed Egizi, fra gli altri), ritenuti barbari non solo 'a prescindere' ma anche per certi comportamenti tuttora in voga nel nostro tempo.
          Grosso guaio a Paperopoli    (prologo)
          La 'diabolica' coppia Bertani-Gervasio mette in atto un plot raramente sfruttato, se non in saghe particolari (come le Paperolimpiadi):
          un giallo che porta Topolino a trasferirsi a Paperopoli. Interessante il coinvolgimento del tenente Sheriduck (nuovo personaggio da poco creato dall'autore romano) anche perché non casuale ma ad hoc: nel breve prologo è contattato dal commissario Basettoni per un contrabbando di diamanti che vede collegate le due città. Adamo è preoccupato per questa missione: non è la prima volta che Mickey agisce in altri ambiti ma in questo caso gli dice (riguardo Paperopoli) "E' troppo rischioso. E' una città che non conosci e in cui non hai appoggi!". Sicuramente non la conosce come Topolinia ma in diverse occasioni il topo è andato nella città dei paperi e riguardo gli 'appoggi', qualche conoscenza ed amicizia le ha e potrebbero essergli utili. Da notare la presenza di Minni nella sua Purple Boutique condivisa con l'amica Betty: un simpatico aggancio con la serie di Valentina Camerini, una interessante 'sinergia' fra diverse realtà quotidiane topoliniane (in attesa di vedere quelle paperopolesi).
          « Ultima modifica: Mercoledì 27 Ott 2021, 23:16:37 da Cornelius Coot »

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          Samu
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            Re:Topolino 3440
            Risposta #19: Mercoledì 27 Ott 2021, 22:56:23
            [...]
            Forse però parlarne qui si rischia di andare ot
            Giusto, cerchiamo di tornare in topic.
            Questo numero si apre con una storia che è riuscita a trasmettermi una buona dose di suspence e intrigo nei confronti della vicenda che veniva narrata.
            Topolino e Minni in: Qualcosa nella nebbia parte infatti con un'atmosfera suggestiva già dal titolo ed è proprio questo agente atmosferico che fa da sfondo alla trama e che caratterizza i movimenti dei due protagonisti della storia.
            Riguardo all'atmosfera che aleggia attorno alla storia non ho nulla da ridire visto che si rivela, secondo me, pregna di inquietudine e di una ambientazione abbastanza tenebrosa.
            Concordo però con Savor sul fatto che (mi) è venuta a mancare un po' di sostanza in più considerando che, per quanto mi riguarda, mi aspettavo un finale più lungo e comunque più incentrato sul personaggio di Daryl nei confronti del quale tutta la vicenda, gioco-forza, sembrava essere calamitata.
            Nel complesso, posso dire che questa storia mi sia piaciuta a livello di atmosfere e di suggestione e anche per il ruolo della stessa Minni (che Zemelo ha dimostrato di sapere utilizzare bene anche in altre sue storie, come ad esempio in Topolino e gli incubi a occhi aperti) ma dalla quale mi sarei aspettato un po' di "carne" in più visto che le premesse per fare una storia veramente inquietante, non solo a livello di atmosfere ma anche di pericoli reali, c'erano tutte.

            Molto intrigante, seppur breve, il prologo di Gervasio e Facciotto su "Grosso Guaio a Paperopoli", che mi fa ben sperare per questa vicenda incentrata su un Topolino che dovrà muoversi al di fuori dell'ambiente della sua città, nei pressi invece dell'altra grande città calisotiana dei Fumetti Disney.

            Infine, non posso non concludere questo mio commento con un pensiero rivolto al grande Gigi Proietti, attore di straordinaria simpatia, vis comica e abilità recitativa.
            Apprezzo molto il gesto di ricordarlo, ad un anno dalla sua scomparsa, sulle pagine di Topolino, con la ripubblicazione della storia che ha scritto insieme ad Alessandro Sisti che non ho ancora potuto leggere ma che penso riuscirà a comunicarmi tutta la simpatia che provavo nei confronti dell'attore romano, uno degli attori più talentuosi di sempre del panorama italiano, capace di spaziare dalla commedia al poliziesco, dalla innata capacità teatrale alle pellicole più significative e pregne di valore.
            « Ultima modifica: Mercoledì 27 Ott 2021, 23:01:34 da Samu »

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              Re:Topolino 3440
              Risposta #20: Giovedì 28 Ott 2021, 09:28:53
              L'introspezione e l'approfondimento di un personaggio notevole ma spesso 'caricaturato' sembrava porre lo zione ai margini ma alla fine questi ha comunque ripreso la scena centrale, diventando il burattinaio che muove i fili. La cosa non mi è piaciuta troppo anche se conferma quella sorta di 'rapporto speciale' tra Howard e Scrooge, ulteriormente arricchito. Altre storie paperonesche hanno avuto un finale simile ma in questo caso mi è sembrato fuori luogo. Secondo me la Ballata ha avuto sei tavole 'di troppo': belle sotto un certo aspetto ma troppo 'zione-centriche' dall'altro. Tutto deve sempre girare intorno a lui, anche quando non sembra (limitando il protagonismo dell'altro).
              D'accordo!

              Mi aspettavo che la storia finisse così, ma speravo in un "colpo di coda": invece, purtroppo, niente da fare, anche stavolta rimango deluso... :-\
              Io son nomato Pippo e son poeta
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                Re:Topolino 3440
                Risposta #21: Giovedì 28 Ott 2021, 09:38:49
                L'introspezione e l'approfondimento di un personaggio notevole ma spesso 'caricaturato' sembrava porre lo zione ai margini ma alla fine questi ha comunque ripreso la scena centrale, diventando il burattinaio che muove i fili. La cosa non mi è piaciuta troppo anche se conferma quella sorta di 'rapporto speciale' tra Howard e Scrooge, ulteriormente arricchito. Altre storie paperonesche hanno avuto un finale simile ma in questo caso mi è sembrato fuori luogo. Secondo me la Ballata ha avuto sei tavole 'di troppo': belle sotto un certo aspetto ma troppo 'zione-centriche' dall'altro. Tutto deve sempre girare intorno a lui, anche quando non sembra (limitando il protagonismo dell'altro).
                D'accordo!

                Mi aspettavo che la storia finisse così, ma speravo in un "colpo di coda": invece, purtroppo, niente da fare, anche stavolta rimango deluso... :-\

                Nì, nel senso che è vero che c'era lui dietro, ma solo inizialmente. Rockerduck ha dimostrato di potercela fare a risollevarsi, dopo una spinta iniziale.
                La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

                https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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                  Re:Topolino 3440
                  Risposta #22: Giovedì 28 Ott 2021, 10:35:37
                  Purtroppo fin da metà prima puntata era facile intuire chi fosse il deus ex machina dietro le azioni di John (d’ora in poi dobbiamo chiamarlo così, come d’improvviso, dopo sessant’anni, fa anche Paperone?). Anche a me la cosa non è piaciuta e poi, su,
                  Spoiler: mostra
                  capisco la promessa a Howard e tutto il resto, ma vi sembra possibile che Paperone regali quintali d’oro a Rockerduck per rilanciarlo? Quintali d’oro al suo rivale! Lui che impazzisce se perde una monetina qualunque!


                  Farò un esempio fin troppo “alto”, mi rendo conto, ma, per dire, Barks nella “Stella del Polo” ci sorprende con il gesto finale di Paperone nei confronti di Doretta. Ebbene, lo stupore e la fortissima emozione derivano anche dal fatto che si tratti pressoché di un “unicum”, almeno a questi livelli. Se Paperone si comportasse sempre così, le suggestioni scemerebbero in modo esponenziale. E poi parliamo del suo grande amore di gioventù, non del “pivello” antagonista! Mi chiedo dove andremo a finire se lo zione si mette a elargire quintali d’oro qua e là… Nel giro di quattro o cinque millenni potrebbe essere rovinato! ;D

                  Poi questo sentimentalismo che si trova ultimamente in diversi personaggi comincia ad apparirmi eccessivo, ai limiti del melenso. L’idea di andare oltre le apparenze, di realizzare anche storie più introspettive, mi trova sostanzialmente d’accordo (anzi, devo dire che suscita in me un certo interesse), ma mi sembra che si stia un po’ esagerando.
                  In generale, se ben costruiti, mi piacciono i finali poetici, ma di questo passo rimpiangerò Paperone che insegue Paperino con un randello nell'ultima vignetta! :)

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                    Re:Topolino 3440
                    Risposta #23: Giovedì 28 Ott 2021, 10:56:48
                    A me la storia della ballata è piaciuta molto e con dei disegni bellissimi . Il soggetto è ottimo e anche il resto . Leggo alcune critiche ma ognuno la può pensare come vuole . Secondo me è un ottima storia magari per alcuni questo tipo di storie non vanno giù.

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                    Cornelius Coot
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                      Re:Topolino 3440
                      Risposta #24: Giovedì 28 Ott 2021, 12:35:44
                      Paperone era particolarmente legato ad Howard, al punto da promettergli, su sua richiesta, di aiutare quel figlioletto problematico in un futuro nel quale lui non ci sarebbe più stato. Bisogna riconoscere che lo zione, che in genere mantiene le promesse, dovrebbe aver vissuto questi 'ultimi tempi' (da quando RK è diventato un avversario temibile, un acerrimo nemico) in un profondo contrasto di interessi e di emozioni. Odio (o quantomeno forte antipatia, astio) verso quel figlio di Howard mitigato dal ricordo del padre e dalla promessa fattagli.

                      Magari certi atteggiamenti 'umanitari' avuti da Scrooge nei suoi confronti (soprattutto in questi ultimi decenni 'buonisti', non certo ai tempi di Martina)  che ci avevano stupefatti o resi perplessi, adesso possono essere 'riletti' sotto questa 'nuova' situazione, quella della promessa fatta. C'è da dire che Rockerduck, per quanto all'oscuro di questo 'accordo' fra il padre e il collega, sembra che a volte lo 'percepisca', dilaniandosi per le sconfitte subite, organizzando vendette ma mai andando oltre certi limiti. Quando questi si palesano (come nell'Ultima Avventura), John fa un passo indietro, attirandosi le ire di un altro collega molto più spietato di lui qual è Cuordipietra.

                                                                             

                      Da un lato questo 'accordo' fra Howard e Scrooge non mi dispiace perché umanizza ulteriormente entrambi i personaggi. Oltretutto lo zione, all'epoca, non poteva immaginare che quella piccola peste sarebbe diventata quella che è diventata, per quanto partisse da un ambiente sicuramente favorevole. Rockerduck ha dimostrato di 'saperci fare' (anche in modi spesso poco ortodossi), arrivando nel gotha del mondo finanziario. Memore di quella promessa quando le situazioni lo esigono, Paperone non può non aiutare il rivale quando egli cade nello sconforto più profondo, nella depressione più acuta.



                      Sto dunque modificando le mie posizioni iniziali piuttosto negative, per quanto l'aiuto dello zione non mi abbia convinto, materialmente e quantitativamente. Ho criticato il Paperone 'burattinaio' ma posso capire cosa lo abbia spinto a fare ciò, dopo aver letto e 'digerito' l'origine della questione. Certo, abituati a vedere i due miliardari azzuffarsi in mille occasioni anche quotidiane (tipo quelle al Club), soprattutto nelle storie anni '60/70 molto 'crude' oltre che indimenticabili, che non lasciavano nulla al caso, per noi lettori dell'epoca è difficile accettare uno zione così.

                      E' anche vero che "la rinascita del carciofo è andata oltre le previsioni", dal momento che il fido segretario Lusky ha dato il suo contributo non indifferente (e anche il suo personaggio ha avuto un surplus di caratterizzazione umana). Per quanto Paperone abbia dato solo la 'spinta', questa mi è parsa esagerata. Ma, forse, solo una ricompensa 'esagerata' avrebbe potuto liberare Rockerduck da una depressione altrettanto profonda.

                                                         
                      « Ultima modifica: Giovedì 28 Ott 2021, 21:00:44 da Cornelius Coot »

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                        Re:Topolino 3440
                        Risposta #25: Giovedì 28 Ott 2021, 14:43:44
                        Leggo alcuni commenti negativi  della ballata e li accetto però secondo me siamo in un periodo che bisogna accettare queste storie . Io come ho  già detto è un ottima storia con splendidi disegni .Non è certo un capolavoro ma è godibile e rilassante.  Alcuni pretendono capolavori ma ragazzi non ci saranno più perché non ci sono più gli autori di una volta con una mentalità e creatività enorme . Gli scarpa e i cimino purtroppo non esistono più

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                          Re:Topolino 3440
                          Risposta #26: Giovedì 28 Ott 2021, 15:19:01
                          Leggo alcuni commenti negativi  della ballata e li accetto però secondo me siamo in un periodo che bisogna accettare queste storie . Io come ho  già detto è un ottima storia con splendidi disegni .Non è certo un capolavoro ma è godibile e rilassante.  Alcuni pretendono capolavori ma ragazzi non ci saranno più perché non ci sono più gli autori di una volta con una mentalità e creatività enorme . Gli scarpa e i cimino purtroppo non esistono più
                          No, non mi accontento, perché gli autori ci sono eccome, e le storie belle le sanno fare e le fanno anche, più di una volta! La stessa "Qualcosa nella nebbia" presente in questo numero non sarà l'Unghia di Kalì, ma è un'ottima storia!

                          Sì, la storia è godibile, rilassante, e anche bella, come dici tu, ma il finale (e di conseguenza anche il presupposto di buona parte della storia) in cui Paperone è snaturato, a me (e anche ad altri) non piace affatto, per cui la storia la bocciamo nonostante i lati positivi!

                          No, gli Scarpa e i Cimino non esistono più (e vorrei ben vedere!), ma ci sono tanti altri autori bravi e anche bravissimi, tra cui Casty... anzi, no, c'era, perché chissà com'è non si vede più...
                          Io son nomato Pippo e son poeta
                          Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
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                            Re:Topolino 3440
                            Risposta #27: Giovedì 28 Ott 2021, 15:38:51
                            Si casty vero grandi così ma coi paperi . Io nei paperi non vedo un casty  ad esempio

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                              Re:Topolino 3440
                              Risposta #28: Giovedì 28 Ott 2021, 17:51:12
                              Con tristezza mi accodo a chi non ha gradito il finale della Ballata  :'(. Concordo: ci sono, forse non 6, ma almeno 4 tavole di troppo.

                              E, mi dispiace dire questo di quello che è sempre stato ed è ancor il mio personaggio preferito… ma quanto diavolo è ingombrante Paperone?! Non come personaggio, ma proprio come persona. Qualunque cosa tu faccia lui sa fare meglio, qualsiasi idea tu abbia lui l’ha già avuta prima e pure migliore, anche quando il problema è causato (quanto inconsapevolmente?) da lui è sempre lui il cavaliere buono che  agisce nell'ombra risolvere la situazione. Mi sembra, e dico mi sembra, che stia diventando come Topolino, il perfettino che non sbaglia mai, ma la grandezza di Paperone è fatta dalle sue mancanze. Questo finale mi ha ricordato la storia in cui giravano su internet filmati delle “cantonate” di Topolino per ridicolizzarlo salvo poi scoprire che era Topolino stesso a metterli in giro per smontare la sua immagine di perfettino (non ricordo il titolo, scusatemi, sono pessima coi titoli).

                              Tornando alla Ballata… è una storia molto bella, peccato sia passata da “La Ballata di John D. Rockerduck” a “La Ballata di Paperon dè Paperoni”, smontando tutto quello che era stato costruito in precedenza: Rockerduck non ha bisogno di Paperone, è perfettamente in grado di cavarsela da solo ed era questo che sembrava volesse voler dimostrare questa storia, John doveva dimostrare al suo trisavolo e soprattutto a sé stesso di non essere una delusione. E’ vero che alla fine quella di Paperone è stata solo un’imbeccata, ma non era necessario che arrivasse da lui, bastavano Lusky (benedett’uomo) e magari il fantasma di Tagliamazzo. In somma, il messaggio che passa alla fine è: “Sì, Rockerduck si è rimesso in pista, ma se non ci fosse stato Paperone…”, mi fa rabbia questa cosa perché Rockerduck passa sempre per il solito babbeo che si mangia il cappello, ma non è un babbeo! Accidenti!  >:( Non mi stancherò mai di dirlo, è un personaggio con un potenziale enorme, mi spiace vederlo sempre ridimensionato dall' "ingombranza" di Paperone, riesco a toccare con mano la sua frustrazione! ;)

                              Detto questo, la storia mi è comunque piaciuta tantissimo e rimane una delle mie preferite dell’anno. Il rapporto tra Howard e Paperone è bellissimo e dà un’interessante sfumatura in più a quello tra Paperone e Rockerduck Junior. Mi sento solo di fare un appunto:
                              Spoiler: mostra
                              Quale John ha conosciuto Howard esattamente? Perché quello che conosco io da sessant’anni fatico a definirlo un papero che “tende ad abbattersi alla prima avversità”.

                              La vera star della storia, e il personaggio che più ne ha giovato in caratterizzazione è però certamente Lusky. Qui davvero amico e confidente di Rockerduck, e immagino che Howard sia molto più felice del supporto che dà Lusky a suo figlio che non delle continue batoste che gli rifila Paperone.

                              Mi ha anche molto incuriosito il prologo di "Grosso guaio a Paperopoli", sarà interessante vedere Topolino agire in una città che conosce poco, anche se ha alcuni appoggi anche a Paperopoli. Comunque, so che non sarà il caso, ma se leggo "Paperopoli" e "diamanti", il mio primo pensiero va a Famedoro  :P
                              « Ultima modifica: Giovedì 28 Ott 2021, 18:49:15 da FRC Coazze »

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                                Re:Topolino 3440
                                Risposta #29: Giovedì 28 Ott 2021, 19:42:11
                                A me la Ballata è piaciuta molto e non fatico a considerarla una delle mie storie preferite dell'anno.
                                Me lo immaginavo chi ci potesse essere dietro all'input che contribuisce in maniera determinante a suonare la riscossa per Rockerduck e quindi la cosa non mi ha stupito più di tanto.
                                Quello che non mi aspettavo è stato il finale che, personalmente, ho trovato molto intenso ed emozionante ed è stato poi quasi istintivo, almeno per me, emozionarmi al solo vedere il sentimento di angoscia e della paura di "non essere abbastanza" provata dal piccolo Rockerduck.
                                Potrà sembrare strano visto che buona parte dei commenti precedenti testimoniano un finale non particolarmente gradito da altri lettori, però io in quelle vignette finali ho provato una bella sensazione di calore umano, che mi ha riscaldato dentro e che mi ha presentato quel personaggio di Rockerduck in tutta la sua umanità e in tutto il suo realismo.
                                Sinceramente, sono passato decisamente sopra rispetto al gesto di Paperone di aiutare il papero in bombetta perché, secondo me, il tutto (specie nel rapporto tra l'uomo più ricco del mondo e Howard) è stato gestito con molta delicatezza e con tatto, senza scadere in un eccesso di melenso o di troppo "zucchero".
                                Per cui, posso dire senza dubbio alcuno che a me questa Ballata è piaciuta veramente tanto in quanto ho apprezzato molto la fluidità del racconto, il suo ritmo cadenzato da un uso perfettamente appropriato e ben gestito delle didascalie, la riscossa che riporta Rockerduck sulla bocca di tutti i ricconi paperopolesi e soprattutto l'emotività e il coinvolgimento affettivo che la storia mi ha trasmesso e che mi ha trasmesso, in uguale misura, lo stesso personaggio di John D. Rockerduck.

                                 

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