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Topolino 3440 - Recensione di Manuel Crispo

Chiamate Chi l’ha visto?, Andrea Castellan è sparito… da Topolino! Il fumettista noto come Casty manca, in qualità di sceneggiatore, dall’ormai lontana Topolino e la micio-minaccia, unica sua storia edita nel 2021 se si esclude la nucciana Io sono Macchia Nera (della quale, come sappiamo, ha realizzato solo i disegni). Nel 2020 aveva pubblicato quattro storie, altre quattro nel 2019, e solo tre nel 2018. Senza dubbio però fa sempre piacere la presenza di storie “alla Casty” sulla testata ammiraglia, di cui Topolino & Minni in: Qualcosa nella nebbia è solo l’ultima in ordine di apparizione. Mi riferisco alla prima storia del numero di questa settimana, per i testi di Pietro B. Zemelo e i disegni di Davide Cesarello. Qualcosa nella nebbia è divisa in due parti per un totale di 46 tavole e richiama lo stile castyano sin dal titolo (il possibile riferimento è Topolino e qualcosa nel buio, opera a mio dire molto sottovalutata). Zemelo, sceneggiatore veneziano che a sua volta mancava da Topolino dalla bellezza di quindici settimane, imbastisce una vicenda misteriosa perfettamente calata nel contesto halloweenesco. Come in un buon horror anni Ottanta, Topolino e Minni, diretti verso il tranquillo borgo di Boscofiorito, vengono costretti dalla nebbia a una tappa imprevista a Boscozucca. Qui si imbatteranno nel mistero della sparizione del giovane sfaccendato Willie, svanito dopo uno scherzo orchestrato con l’amico Rupert ai danni dello “strambo” del paese, Daryl, che in un paesino di appassionati coltivatori di zucche è il più fanatico. Abbiamo qui un ritorno al Topolino “drogato” di misteri, che si getta a capofitto nel pericolo anche contro il senso comune. Saggiamente Zemelo utilizza Minni come elemento risolutore, essendo dotata del buon senso che manca al fidanzato detective; il suo ruolo è quindi molto interessante e l’ho apprezzato. Minni versione “final girl” La storia, ricca di citazioni al folklore di Halloween (il sempiterno Jack ‘o Lantern) e con una riconoscibile estetica da slasher classico, è piuttosto ben sceneggiata e sorprende per efficacia dell’atmosfera. Il finale non completamente chiuso suggerisce un ipotetico futuro sequel, ma anche se questo non venisse mai realizzato Qualcosa nella nebbia resterebbe una storia soddisfacente, per me fra le migliori dello sceneggiatore veneto. Cesarello confeziona una prova molto più convincente rispetto a La fonte della giovinezza e, soprattutto, anni luce sopra la storia di raccordo del quattordicesimo Classico della nuova serie. A seguire, è il turno della conclusione de La ballata di John D. Rockerduck, terza di una ipotetica trilogia nucciana a fuoco su tre storici antagonisti: dopo Gastone e il suo quadrifoglio solitario e Macchia Nera in crisi d’identità, è il turno di un John Davison Rockerduck in pieno meltdown freudiano. La rivalità con Paperone, che nel primo episodio veniva dall’autore rifunzionalizzata in chiave di omicidio rituale del padre, giunge qui al proprio climax. Rockerduck in piena rivalutazione Il titolo (ispirato a un modesto lungometraggio dei fratelli Coen?), non c’entra molto con il contenuto: di musica, in questa storia, non vi è traccia. In compenso, in questa seconda parte c’è un buon ritmo, reso incalzante dall’accumularsi dei successi di un Rockerduck redivivo che redime il necessario andamento lento del primo episodio. La conclusione, per quanto prevedibile, è messa in scena in modo interessante e non mancherà di commuovere i più sensibili. Gli aficionados di Topolino ricorderanno un’altra storia in cui venivano puntati i riflettori sul rapporto “a tre” fra Paperone, Rockerduck e una figura genitoriale (in quel caso suo zio Edgar, sovrapponibile ad Howard). Si tratta di Zio Paperone e la sfida del mattone di Macchetto e Camboni; ciò che lì veniva elegantemente suggerito, viene qui in certo senso approfondito, quando non spiegato. Alla definitiva trasformazione di John D. da carogna senza scrupoli a tenero gigione, tocca purtroppo rassegnarsi: in Disney la graduale “buonizzazione” dei cattivi è un processo iniziato decenni fa e ormai inarrestabile. Dato il sapore edipico che ha tutta la vicenda, il finale vero e proprio rappresenta un nodo ideologico difficile da sciogliere. Se tutto sommato ho apprezzato la storia, non nego che avrei preferito una vittoria autentica di Rockerduck al posto di questo sviluppo con Paperone demiurgo iniziale (coinvolto addirittura dai tempi dell’infanzia) e terminale. L’omicidio rituale non avviene e Paperone finisce con l’essere motore dei cambi di stato del proprio figlio surrogato, addirittura per venire incontro a un’antica richiesta del padre biologico. In passato, in storie come Klondike: Il papero dei ghiacci, Paperone aveva riconosciuto al “pivello” lo status di degno rivale; guardando ancora più indietro, l’omologo paperesco di Rockefeller era riuscito persino a batterlo, in una o due occasioni. È arduo qui giudicare se vi sia stata una crescita reale del personaggio o se La ballata di John D. Rockerduck abbia, più che mitigato, certificato la sudditanza di John nei confronti di Paperone, che ne risulta alla fine il protagonista segreto. Promesse tra miliardari Di questa storia ho comunque apprezzato il ruolo di Lusky, non scontato, gli ottimi disegni di Giorgio Cavazzano, qualche buona idea in termini di layout e il focus tematico su una condizione, la depressione, che raramente ha trovato spazio sulle pagine di Topolino. Da appassionato di cinema coreano, mi ha fatto piacere anche la citazione di pagina 82 a un bellissimo film di Kim Ki-duk del 2003. L’inedita di Marco Nucci è seguita da una ristampa eccellente. In occasione dell’avvicinarsi del primo anniversario della scomparsa dell’attore romano Gigi Proietti si ripubblica una storia del 1997, unica avventura disneyana da lui scritta (a quattro mani con Alessandro Sisti), per i disegni di un incommensurabile Cavazzano. Si tratta della efficace Paperino e le papere del Campidoglio, avventura che richiama la struttura delle parodie a cornice senza esserlo fino in fondo. Le papere del Campidoglio, deformazione burlesca di un fatto leggendario con una incerta base storica, vede contrapporsi i pretoriani in agitazione sindacale e le pasionarie di Roma, capitanate da un’astuta e determinata Paperina. Poco conta che gli avidi sorveglianti siano politicamente nel giusto: l’Urbe appartiene a tutti, anche ai barbari, e non per caso viene chiamata anche “Città Eterna”. La magnificenza di Roma e di Cavazzano Al netto di una fabula estremamente semplice e votata alla tesi di cui sopra, la storia presenta senza dubbio come punto forte una componente grafica eccezionale. Sebbene il suo tratto fosse già, praticamente, quello che ormai ben gli conosciamo, la maggiore varietà in termini di espressività e regia della tavola da parte di Giorgio Cavazzano fanno delle Papere del Campidoglio la storia meglio disegnata del numero. A seguire il prologo di Grosso guaio a Paperopoli di Marco Gervasio e Giuseppe Facciotto, coppia artistica ormai consolidata. Si tratta della seconda storia presente in questo albo, dopo La ballata di John D. Rockerduck, a riportare la dicitura “Un’idea di Alex Bertani”. Se è ormai chiaro da tempo che Bertani si sia investito del ruolo di showrunner di Topolino, essendo più o meno coinvolto in tutti i progetti cruciali per il futuro del settimanale, apprezzo molto che il direttore si attribuisca esplicitamente la paternità delle idee, tanto quanto non amavo particolarmente che si limitasse a darne indizio negli editoriali. La presenza di una “grande intelligenza” saldamente al controllo di tutte le storie più ambiziose porta con sé pregi e criticità che dovremo valutare nei prossimi anni. Limitiamoci per il momento a giudicare, in mancanza d’altro, l’antipasto in sole sei tavole a questa nuova storia a puntate sceneggiata da Gervasio. Ciò che troviamo in fondo al numero 3440 di Topolino è lo starting point di una avventura in tre episodi il cui titolo rappresenta l’ennesima citazione cinematografica dell’albo. A farne le spese è stavolta Grosso guaio a Chinatown, capolavoro wire fu di John Carpenter. Topolino e Pippo si sono lasciati coinvolgere da Minni e la sua amica stilista Betty, con la quale gestisce la Purple Boutique, in una sessione da modelli. All’improvviso, il nostro detective dilettante viene convocato da Basettoni, che lo coinvolge in una pericolosa indagine a Paperopoli, dove pare sia in atto un contrabbando di diamanti. Paperopoli odia, Topolino non può sparare Su queste poche pagine c’è veramente poco da dire: in sé la vicenda sembra intrigante ed è presente, nel dialogo fra Topolino e il Commissario, un rarissimo, velato riferimento alla morte. Le citazioni alla serie Minni prêt-à-porter di Valentina Camerini e Giada Perissinotto sembrano volte alla costruzione di una piccola continuity transautoriale, segni di un sincretismo che molti mostrano di apprezzare ma che a me lascia del tutto indifferente. Sul fronte sceneggiatura si rilevano dialoghi verbosi, con più balloon del necessario e anche qualche cortocircuito logico. Quando Topolino dichiara di aver intenzione di prendere parte all’indagine, Basettoni si oppone dichiarando: «Non se ne parla! Non è per questo che ti ho chiamato!» Il vero motivo della chiamata resta dunque misterioso: si trattava di una semplice chiacchierata fra amici o c’era qualcosa di più? Poco dopo, sempre Basettoni afferma: «È troppo rischioso! È una città che non conosci e in cui non hai appoggi!». Con tutto il rispetto per l’amnesico tutore dell’ordine, abbiamo a disposizione ottantasei anni di storie che vedono legati i Topi ai personaggi della famiglia dei Paperi, e non si contano le trasferte degli uni nella città degli altri. Infatti, due vignette e sei balloon dopo, dopo avergli confermato che «in certi casi può essere un vantaggio», Topolino lo smentisce ricordandogli che «non sarà proprio solo». Insomma, la confusione regna sovrana. In attesa di sapere qualcosa di più su questa pericolosa trasferta nella capitale del Calisota, spendiamo giusto qualche parola per gli altri elementi che compongono l’albo. La copertina, opera di Corrado Mastantuono e Mario Perrotta, è magnifica e presenta la storia di apertura con l’aggiunta di un elemento originale: un wicker-man con la testa di zucca molto simile a quello presente nella sequenza di apertura di Nightmare Before Christmas. Il Che aria tira a… settimanale di Silvia Ziche risulta poco comprensibile, pur avendo comunque più senso rispetto alla one-pager di D’Antona e Migheli che chiude l’albo. È forse giunto il momento per la redazione di porsi seriamente il problema delle storie brevi, sempre meno sensate? Chissà. Nelle rubriche trovano spazio approfondimenti sulla festa di Halloween, sempre più popolare nel nostro Paese, comprensivi di una spiegazione dell’iconografia di Jack ‘o Lantern. Seguono un articolo sulla pallavolo, due pagine dedicate al tema dell’esplorazione di Marte e una serie di doverosi omaggi a Gigi Proietti. La settimana prossima, insieme a Topolino potremo trovare in edicola le prime venti carte napoletane illustrate da Blasco Pisapia, ennesimo gadget allegato.

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Topolino 3440

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Cornelius Coot
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    Topolino 3440
    Mercoledì 27 Ott 2021, 13:41:54
              STORIE
    __________________________________________________________________________________________________________

    Topolino & Minni in : qualcosa nella nebbia   (episodi 1 e 2)                                              22 + 24  tavole
    Pietro B. Zemelo - Davide Cesarello
    La ballata di John D. Rockerduck   (episodio 2)                                                                             31  tavole
    Alex Bertani e Marco Nucci - Giorgio Cavazzano
    Paperino e le papere del Campidoglio                                                                                            35  tavole
    Gigi Proietti e Alessandro Sisti - Giorgio Cavazzano
    Grosso guaio a Paperopoli   (prologo)                                                                                                6  tavole
    Alex Bertani e Marco Gervasio - Giuseppe Facciotto
    In sala con Paperoga - Il film di paura    (onepage)                                                                         1  tavola
    Giulio D'Antona - Roberta Migheli

    Copertina :  disegni di Corrado Mastantuono e colori di Mario Perrotta


                SERVIZI  e  RUBRICHE
    ___________________________________________________________________________________________________________

    Dolcetto o scherzetto?  -  Cosa state per leggere  (Barbara Garufi)
    Atmosfere da Halloween  -  TopoBrividi  (Francesca Agrati)
    Pallavolo, Italia  -  Dal nostro inviato nel pallone  (Fabio Licari)
    Arrivano i marziani!  -  TopoSpazio  (Emmei Service)
    Dal palcoscenico al baloon!  -  Cosa state per leggere  (Gabriella Valera)
    Il Re dei cantastorie  -  Grandi interpreti  (Gabriella Valera)
    Pigafetta, chi era costui?  -  In edicola  (Francesca Agrati)
    Una storia da "effetto Wow"!  -  Cosa state per leggere  (Barbara Garufi)
    Le Carte Napoletane "Made in Italy"  -  Giocate con noi  (Barbara Garufi)
    Posta & Risposta  -  RK o ZP?  (Barbara Garufi)
    ___________________________________________________________________________________________________________

    Con il libretto n. 3440 è possibile acquistare il TopoLibro "Il giornalismo raccontato da Topolino"
    (con la prefazione di Massimo Gramellini) al prezzo complessivo di 8,90 euro



    « Ultima modifica: Mercoledì 27 Ott 2021, 21:41:36 da Cornelius Coot »

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      Re:Topolino 3440
      Risposta #1: Mercoledì 27 Ott 2021, 14:58:41
      Bertani sempre più presente nella realizzazione delle storie e in me si rafforza sempre di più l'idea che questo Topolino sia quasi esclusivamente forgiato sui suoi gusti.
      Luca Giacalone

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        Re:Topolino 3440
        Risposta #2: Mercoledì 27 Ott 2021, 15:01:39
        Bertani sempre più presente nella realizzazione delle storie e in me si rafforza sempre di più l'idea che questo Topolino sia quasi esclusivamente forgiato sui suoi gusti.

        Sono d'accordo con te. Le idee delle storie sono quasi tutte sue. Non è una cosa positiva dal mio punto di vista. Il ruolo del direttore è un altro.

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          Re:Topolino 3440
          Risposta #3: Mercoledì 27 Ott 2021, 15:04:27
          Bertani sempre più presente nella realizzazione delle storie e in me si rafforza sempre di più l'idea che questo Topolino sia quasi esclusivamente forgiato sui suoi gusti.

          Sono d'accordo con te. Le idee delle storie sono quasi tutte sue. Non è una cosa positiva dal mio punto di vista. Il ruolo del direttore è un altro.

          Quale sarebbe di grazia?
          « Ultima modifica: Mercoledì 27 Ott 2021, 16:03:01 da Garalla »
          La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
          Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

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            Re:Topolino 3440
            Risposta #4: Mercoledì 27 Ott 2021, 15:13:37
            Bertani sempre più presente nella realizzazione delle storie e in me si rafforza sempre di più l'idea che questo Topolino sia quasi esclusivamente forgiato sui suoi gusti.

            Una cosa che non mi è mai piaciuta è il suo tono 'autocelebrativo' negli editoriali. Troppo spesso si finisce sulle mancanze del topo a cui lui ha posto rimedio.

            Poi si può ragionare sul fatto di modifiche piaciute o meno ma io rilevo sempre un filo di arroganza nei suoi editoriali.
            Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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              Re:Topolino 3440
              Risposta #5: Mercoledì 27 Ott 2021, 16:23:56
              Io sinceramente non percepisco arroganza dagli editoriali di Bertani, anzi, personalmente, li trovo molto interessanti.
              Poi, se collabora in maniera più "attiva" con gli autori delle storie la cosa non è che mi dia tanto fastidio, visto che la maggior parte delle serie nate e prodotte durante la sua gestione a me piacciono e le apprezzo molto (il Papersera di Mastantuono, il ciclo di Topolino Giramondo, Area 15, il Paperinik di Gervasio...).
              Poi, dico, se dietro all'idea di una storia c'è anche una "stretta" collaborazione del direttore con lo sceneggiatore per me quello che conta maggiormente è la qualità della storia.
              E finora le due storie che gli sono state accreditate per il soggetto (quella di Reginella e la "Ballata"), sinceramente, mi sono piaciute molto, sempre nella speranza che anche questa seconda parte della storia di Rockerduck si confermi, almeno per me, riuscita e significativa.

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                Re:Topolino 3440
                Risposta #6: Mercoledì 27 Ott 2021, 16:31:54
                Io sinceramente non percepisco arroganza dagli editoriali di Bertani, anzi, personalmente, li trovo molto interessanti.
                Poi, se collabora in maniera più "attiva" con gli autori delle storie la cosa non è che mi dia tanto fastidio, visto che la maggior parte delle serie nate e prodotte durante la sua gestione a me piacciono e le apprezzo molto (il Papersera di Mastantuono, il ciclo di Topolino Giramondo, Area 15, il Paperinik di Gervasio...).
                Poi, dico, se dietro all'idea di una storia c'è anche una "stretta" collaborazione del direttore con lo sceneggiatore per me quello che conta maggiormente è la qualità della storia.
                E finora le due storie che gli sono state accreditate per il soggetto (quella di Reginella e la "Ballata"), sinceramente, mi sono piaciute molto, sempre nella speranza che anche questa seconda parte della storia di Rockerduck si confermi, almeno per me, riuscita e significativa.

                Interessanti anche per me quando parlano di ciò che verrà...interessanti nel senso di utili a mo di anteprima..ma che spesso si autocelebri penso sia innegabile. Poi ci sta , è il direttore e quindi letteralmente parlando , la direzione deve darla lui.

                Tra i suoi "meriti" però c'è anche tutta la piega 'young' data al giornale, che, son gusti, trovo eccessiva  (ma io son vecchio e non faccio testo...). Se poi pensi che per me tra i personaggi meno amati (per usar un eufemismo) ci sono reginella e fantomius si capisce come non sia un suo fan.
                Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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                  Re:Topolino 3440
                  Risposta #7: Mercoledì 27 Ott 2021, 16:37:37
                  ci sono reginella e fantomius si capisce come non sia un suo fan.

                  Che sono letteralmente storie riprese/iniziate dalla De Poli e che hanno trovato o troveranno la loro conclusione sotto la gestione Bertani?
                  La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
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                    Re:Topolino 3440
                    Risposta #8: Mercoledì 27 Ott 2021, 16:48:32
                    ci sono reginella e fantomius si capisce come non sia un suo fan.

                    Che sono letteralmente storie riprese/iniziate dalla De Poli e che hanno trovato o troveranno la loro conclusione sotto la gestione Bertani?

                    Se leggi noterai che ho citato quei due personaggi perchè citati da Samu come 'storie' accreditate per il soggetto'... quindi non certo una 'piega editoriale' come invece è indubbiamente la carica dei personaggi  "young"
                    Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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                      Re:Topolino 3440
                      Risposta #9: Mercoledì 27 Ott 2021, 16:55:36
                      Bertani sempre più presente nella realizzazione delle storie e in me si rafforza sempre di più l'idea che questo Topolino sia quasi esclusivamente forgiato sui suoi gusti.

                      Sono d'accordo con te. Le idee delle storie sono quasi tutte sue. Non è una cosa positiva dal mio punto di vista. Il ruolo del direttore è un altro.

                      Quale sarebbe di grazia?
                      Francesco, io ho decisamente preferito quei direttori che in passato davano carta bianca alla sfrenata fantasia dei collaboratori dando vita ai grandi capolavori. Oggi mi sembra un po' tutto troppo controllato nelle storie quanto nei disegni. Se è un bene o un male non lo so, a me piace di meno e piacerà meno a tanti altri lettori che erano abituati a un altro tipo di storie, poi alla fine ha sempre ragione chi vende di più.
                      Luca Giacalone

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                        Re:Topolino 3440
                        Risposta #10: Mercoledì 27 Ott 2021, 17:12:54
                        A me non dispiace che il direttore possa dire la sua anche in fase di realizzazione di alcune delle storie. Secondo me, uno dei compiti di un direttore è anche questo. Ricordiamoci, tra l'altro, che Bertani non è certamente il primo fra i suoi "colleghi" a collaborare nella stesura di un soggetto. Mi vengono in mente diverse storie scritte dallo stesso Gentilini e un paio da Cavaglione, per fare degli esempi.
                        O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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                          Re:Topolino 3440
                          Risposta #11: Mercoledì 27 Ott 2021, 17:25:46
                          Da un lato trovo che per un direttore non ci sia nulla di male a creare o proporre soggetti con l unica postilla che suppongo nessuno glieli possa bocciare  ;D

                          Dall altro il direttore è 'umano' e come sceneggiatore può essere o meno capace...ma...vedi postilla sopra.
                          Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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                            Re:Topolino 3440
                            Risposta #12: Mercoledì 27 Ott 2021, 19:03:05
                            A me la storia di Halloween é piaciuta nel complesso, l'ho trovata adatta al periodo e sufficientemente inquietante, anche se
                            Spoiler: mostra
                            alla fine non è che la trama sia così sostanziosa, tutta l'atmosfera misteriosa si dissolve in maniera poco esaltante, ed é un peccato perché i presupposti promettevano qualcosa di meglio
                            .
                            La "Ballata" l'ho trovata bella ma troppo lunga rispetto agli effettivi contenuti della storia, nel senso che secondo me avrebbero potuto evitare i soliti stratagemmi per allungare il brodo, restringendola in una sola puntata, senza perdere di contenuti e risparmiandoci una settimana di attesa.

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                              Re:Topolino 3440
                              Risposta #13: Mercoledì 27 Ott 2021, 19:25:56
                              E con Cornelius ritorniamo agli indici vecchio stile, molto dettagliati, che mi ricordano quelli dell'Avvocato Ph.
                              Poi vedo tra gli autori Gigi Proietti, e lì per lì mi viene un colpo ... ovviamente avevo sentito parlare della storia ma non l'avevo mai letta, una buona occasione quindi per farlo.
                              Con l'auspicio che Topolino resti una pubblicazione contenente storie inedite ...

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                                Re:Topolino 3440
                                Risposta #14: Mercoledì 27 Ott 2021, 19:36:24
                                A me non dispiace che il direttore possa dire la sua anche in fase di realizzazione di alcune delle storie. Secondo me, uno dei compiti di un direttore è anche questo. Ricordiamoci, tra l'altro, che Bertani non è certamente il primo fra i suoi "colleghi" a collaborare nella stesura di un soggetto. Mi vengono in mente diverse storie scritte dallo stesso Gentilini e un paio da Cavaglione, per fare degli esempi.
                                Lo stesso Gaudenzio Capelli, successore di Mario Gentilini alla direzione del Topo, non fu l'iniziatore del ciclo di Mc Paperin poi gestito da Rota o ricordo male?
                                Comunque, per me se una storia è bella l'idea può essere venuta anche al magazziniere della Panini (giusto per rendere l'idea), che sia di Bertani o meno non cambia di molto le mie aspettative per la storia.
                                Poi qui non si tratta di storie scritte interamente da lui ma solo di idee, di input, di spunti creativi che vengono poi portati avanti dagli sceneggiatori di professione, Nucci per la storia di Rockerduck e Gervasio per "Grosso Guaio a Paperopoli".
                                L'unica storia che finora ha visto una sua sceneggiatura (in collaborazione con Vito) è stata quella di Reginella, a mio modo di pensare, una delle più belle, significative e sinceramente emozionanti dell'anno.
                                Riguardo poi all' "autocelebrazione" del direttore (come riportava Fab4mas poco sopra), io onestamente vedo solo la volontà di mettere i lettori al corrente delle novità che verranno portate avanti nel corso delle prossime settimane.
                                Se è al capo della direzione di Topolino, e quindi lavora a stretto contatto con gli Autori per proporre progetti nuovi che possano essere interessati e riusciti, mi sembra naturale che ci sia l'orgoglio da parte sua di condividere il suo lavoro (e quello degli autori) con chi rappresenta il suo pubblico, cioè i fruitori del fumetto di cui egli stesso tiene la direzione.
                                Che la gestione attuale possa non piacere è un'opinione certamente legittima e non è perché a me finora convince che mi sento di ignorare un'opinione altrui a me opposta in merito, ma quello che penso è che sia normale (ed anche encomiabile) provare un certo entusiasmo nel momento in cui dei progetti che inizialmente esistevano solo nella mente del direttore e degli autori vedono poi finalmente la luce sulla carta stampata e condividere con gli stessi fruitori della rivista l'idea del lavoro, della progettazione e della gestazione che c'è stata dietro a quella stessa storia o a quei progetti nello specifico.
                                « Ultima modifica: Mercoledì 27 Ott 2021, 19:45:00 da Samu »

                                 

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