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Almanacco Topolino 4 - Recensione di Luigi Sammartino

Anche questo bimestre il nuovo Almanacco Topolino ci accompagna e ci delizia con storie inedite da tutto il mondo. In tal senso, possiamo affermare che la testata ha definitivamente preso il largo ed è ricca di proposte interessanti e in molti casi di pregio. Anche in questo numero ritroviamo alcune particolarità già viste nel precedente: l’inserimento di una storia in lingua originale e la rubrica Almanacco Topolino News, lo sguardo sulle proposte Disney straniere nel nostro paese. Al contempo, si mantiene la classica struttura finora avuta: la storia di apertura e quella di chiusura sono dei “grandi classici” dell’archivio della testata, mentre si riconferma la presenza dei McDuck Journals. La copertina è a firma sempre di Emmanuele Baccinelli ed è colorata da Mario Perrotta. Il soggetto inedito si può dire in linea sia col periodo autunnale sia con la caratterizzazione umoristica di Pippo. La storia di apertura, Zio Paperone e la fuga del bilione, disegnata da Giorgio Cavazzano, è una delle tante pubblicate in Italia da Jerry Siegel. Anche in questo caso, come accade molto spesso nella produzione di quest’ultimo, tutto ruota attorno ad una critica metaforica al capitalismo ed all’accumulo di denaro. Il ritmo è buono, la storia fila bene, malgrado sembri sempre dare l’impressione di risolversi troppo presto; sono da segnalare alcune imprecisioni nella traduzione (oltre al “billion” titolo, si segnala anche l’uso di “canna” per tradurre “cane”, ovvero “bastone”), ma nulla che possa inficiare il godimento di questa storia. Largo ai giovani! La prima inedita di questo numero è Qui, Quo, Qua e le buone maniere, di Terje Nordberg e Arild Midthun. Paperino e il vicino Jones decidono di dare ai propri nipoti l’esempio sulle buone maniere e sul lavoro di squadra. La storia si basa soprattutto sulla contrapposizione: da un lato, i tentativi dei due adulti finiscono sempre per fallire; dall’altro, le capacità dei nipoti (tutti membri delle Giovani Marmotte) riuscirà a sopperire ai fallimenti dei primi e a riportare a casa tutti. Una storia molto carina e godevole, che forse pensa di esasperare ulteriormente il rapporto conflittuale tra i due vicini portandoli lontani dal luogo di conflitto (le due case, il quartiere) e dimostrando come questa conflittualità sia insita in essi. I disegni sono sicuramente apprezzabili e danno un ottimo senso della vastità del mare e delle difficoltà che lo stesso porta ai naviganti inesperti. Ben diversa la seconda storia inedita, Una serenata da Eli Squick, di Lars Jensen e Fabrizio Petrossi. Il tentativo di appropriarsi del denaro di Clarabella da parte di Squick finisce per essere sventato dalla provvidenzialità di Topolino in una vicenda che riprende il tema di Race for Riches, dove l’antagonista era impegnato a circuire la stessa Clarabella per impossessarsi di una mappa. Il simpaticissimo Eli Squick Alla medesima maniera, l’espediente (qui forse usato con poco successo ai fini narrativi) viene riproposto per permettere all’assistente di Squick di irrompere in casa di Clarabella e appropriarsi del denaro. Si tratta di una storia breve senza molte pretese che sembra porsi in continuity col passato ma con poco successo. I disegni sono comunque da apprezzare per la chiarezza stilistica e la semplicità rappresentativa. Dopo il successo dei Diari del Klondike, Kari Korhonen realizza i Diari di Paperopoli. In questo Almanacco viene riproposto il primo capitolo di cinque, Paperopoli: Anno Uno, che illustra le vicende del giovane Paperone di ritorno dalle terre nordiche in una città che gli appare radicalmente trasformata. Vi sono personaggi a lui connessi in qualche maniera: il giovane John D. Rockerduck, figlio di Howard che ha già incontrato bambino nella Saga di Don Rosa; Adamo Basettoni, figlio di Tom, a sua volta presente nel terzo capitolo dei Diari del Klondike; Miss Emily Paperett, nipote della locandiera che per prima ospitò Paperone a Dawson e, in seguito, sua fedele segretaria (mentre qui viene presentata come una reporter). Il piccolo worldbuilding di Kari Korhonen sembra qui prendere una fisionomia quasi definitiva, utilizzando personaggi che si trovano sia nella Saga di Rosa, sia nelle storie di Barks, sia nelle storie italiane. Sembra quindi alla ricerca di un assetto definitivo, infilandosi tra le pieghe degli universi fumettistici disneyani, mantenendoli coesi e permettendo che procedano parallelamente, senza divergere ulteriormente. Il frutto di tutto ciò è una buona storia, che riesce a garantire la massima coerenza narrativa, anche se in alcuni punti risulta in qualche maniera forzata. Lo sforzo filologico nel cercare di caratterizzare i diversi personaggi (soprattutto lo “snob” Rockerduck, che acquisirà la vena concorrenziale dall’imponente zio Samuele) è notevole; benché appaia a prima vista inusuale, la soluzione di “incrociare” gli universi dei Paperi e quello dei Topi appare qui nuovamente logico nel quadro complessivo che vuole il Calisota come regione di collocazione di entrambe le città disneyane. Insomma, i tasselli dei puzzle sembrano ora avere maggiore chiarezza. Una bella accoglienza Meno facile da seguire, ma sicuramente divertente, è Paperino e la piantagione di cavoli celeste, di Dick Kinney e Al Hubbard. In questa breve avventura compare anche 01 Paperbond, personaggio creato proprio dai due artisti e successivamente ripreso da alcune storie brasiliane. Il tema della storia rimane il medesimo del ciclo spionistico: Paperbond deve bloccare alcune iniziative dell’organizzazione Blonk; per farlo si avvale dell’aiuto di Paperino, che dovrà capire dove finiscono le colture rubate. La storia diverte, come detto, ma in molti passaggi appare piuttosto meccanica, oltre che difficilmente comprensibile dal punto di vista delle logiche narrative. I disegni, che pure risalgono agli anni Sessanta, sembrano comunque non aver perso minimamente di freschezza e sono la giusta compensazione alle carenze stilistiche della sceneggiatura. La coppia, consolidata già con le storie di Paperoga, qui appare comunque ben rodata. A seguire, la breve di una pagina sulle nipotine di Paperina, ovvero Emy, Ely, Evy e le pulizie domestiche. Scritta da Kirsten de Graaff e Mau Heymans (che cura anche i disegni), la gag page appare molto godibile e con un’ironia molto carina. La scelta di voler mettere in contrapposizione l’astuzia delle ragazzine nel prendere alcuni oggetti dalla casa di Paperina, e l’incredulità di Paperina stessa, sembra riprendere temi che già Barks sviluppava con riferimento alle storie delle versioni maschili di questi personaggi. Rimane un tentativo riuscito di strappare un sorriso al lettore. “Le gioie del vicinato” L’ultima parte dell’Almanacco si apre con una nuova storia di Barks riproposta in lingua originale con la traduzione a parte. Inventor of Anything ha una particolarità esposta dallo stesso Boschi nell’editoriale di apertura: il personaggio di Velocino sarebbe in realtà ricavato da Paperino, sostituito in corsa per ragioni burocratiche. Come per tante storie di Barks, si deve sottolineare la genialità di questo autore: la storia è breve ma entusiasma, le interazioni tra i personaggi sono ben congegnate, le soluzioni narrative ottime. Come per il precedente Almanacco, anche in questo caso la riproposizione della storia in lingua originale ha il doppio merito di esporre l’immediatezza dell’ironia delle battute dei vari personaggi e di ben accompagnarsi ai disegni delle vignette. Anche in questo caso, l’esperimento è riuscito. La traduzione a seguire, poi, permette anche di apprezzare l’ordine e l’esposizione delle battute. Segue una storia lunga classica, Topolino e il ranch del tempo andato, di Carl Fallberg e Paul Murry. Anche in questo, notiamo subito una particolarità, ereditata dalla precedente ristampa su I Maestri Disney: il titolo e svariate didascalie e toponimi non sono stati tradotti in italiano; ciò soprattutto per garantire l’immediatezza della lingua originale, più funzionale alla storia. Anche la struttura della storia appare differente dalle altre: si tratta di un giallo in tre puntate, uscite su Walt Disney’s Comics and Stories nel 1955; a ciò si aggiunge anche il breve riassunto della “puntata precedente” nello splash panel della seconda e terza parte, oltre alla riproposizione nella stessa vignetta della scena finale (a mo’ di serie televisiva). La storia si presenta come una buona lettura, dove anche i colpi di scena sono buoni, ma i cliffhanger di finale di puntata non sempre coinvolgono o convincono (specie il secondo); i disegni di Murry risultano gradevoli. “Sì ok, ma stai calmo!” Anche in questo numero di Almanacco troviamo una breve su Panchito Pistoles, Panchito a zonzo per il Messico, di Ruud Straatman e José Colomer Fonts. I dialoghi risultano estremamente particolari e sopra le righe nei toni, ma non inficiano in nulla la lettura; lo svolgimento complessivo è omogeno e si presta bene a essere seguito. Anche la parte conclusiva ha il merito di non strafare ulteriormente ma di mettere subito in condizione il lettore di trovarsi di fronte ad un inconveniente o un imprevisto dal risvolto comico, che conclude la disavventura del protagonista. L’altra storia italiana, Zio Paperone e l’incentivo dell’eredità, della mai abbastanza premiata e celebrata coppia Carlo Chendi & Luciano Bottaro, può essere definita un turning tables, dove la sorte avversa si trasforma in fortuna guadagnata. Paperone sente di dover fare testamento, ma deve decidere quale dei suoi due nipoti, Paperino o Gastone, inserirvi. L’espediente per capirlo è una sfida da vero imprenditore: raddoppiare la cifra guadagnata in una settimana. Ciò che colpisce sono due cose: da un lato il monito alla fortuna di Gastone (che anche in questo caso parte da Barks), senza fare troppo affidamento su di essa; dall’altro, proprio perché si tratta di fortuna nella sua accezione latina (ovvero “sorte” o “caso” che ciecamente dà benefici), può girare e premiare anche coloro che vengono continuamente derisi da essa, come Paperino. La storia viene ben gestita dai due autori, soprattutto nei tempi narrativi e comici, oltre che alla sovrapposizione tra parlato e pensato (esempio dato dal perplesso Paperone iniziale). Un miliardario multitasking In definitiva, anche questo quarto numero dell’Almanacco risulta essere un piccolo capolavoro nella gestione del materiale che il curatore seleziona sapientemente. Ancora una volta, possiamo apprezzare sia la scelta delle inedite straniere, sia delle ristampe. L’apparato editoriale, più che dignitoso, continua ad aiutare il pubblico nella lettura e nella conoscenza delle storie classiche. Sempre da apprezzare le parti in inglese, funzionali al maggior gradimento da parte del lettore, dandogli la possibilità di godere ulteriormente della bellezza originale delle storie.

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Almanacco Topolino n.4 - Ottobre 2021

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MarioCX
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    Re:Almanacco Topolino n.4 - Ottobre 2021
    Risposta #15: Martedì 2 Nov 2021, 17:53:23
    Savona nessun problema.
    ...ho la febbre, ma ti porto fuori a bere...

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    Garalla
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      Re:Almanacco Topolino n.4 - Ottobre 2021
      Risposta #16: Martedì 2 Nov 2021, 18:27:23
      Ancora non sono riuscito a trovarlo:
      - la mia edicola non lo tratta, e ogni volta chiederlo diventa un problema;
      - al Panini Store di Bologna (via Zamboni) ancora doveva arrivare;
      - in altre fumetterie era assente;
      - perfino alla Supergulp e alla Borsa del Fumetto di Milano erano assenti o non presenti.

      Domani vedrò di cercarlo meglio e spero di trovarlo.

      Io non so come dirlo senza non essere ripetitivo e pedante.
      Ma in fumetteria il materiale da edicola Disney (salvo rare e occasionali eccezioni e da quel che ho visto i Fuoriserie) arriva con 1 o 2 settimane di ritardo sempre che la fumetteria in questione l'abbia ordinato (e lo fa tendenzialmente perché sa che può interessare al suo pubblico). Se oggi è il giorno degli arrivi è possibile ce l'abbiano.
      Mi pare però assurdo che la tua edicola non lo tratti se sa che lo venderà regolarmente a te.
      Non so quante edicola hai provato a vedere, ma da me  è arrivato regolarmente (e l'ho preso Sabato).
      Messa  così sembra che in fumetteria portino i resi delle edicole.

      Sarebbe impossibile perché parliamo di 1-2 settimane non di 1-2 mesi.
      Essendo la sede Disney a Milano credo che la distribuzione in edicola parta da lì, ma la distribuzione in fumetteria parte da Modena.
      Mi immagino che da Milano parta in parallelo il carico verso la distribuzione in edicola e verso Modena.
      Modena riceve e smista spedendo ai vari distributori per le fumetteria che poi spediscono in fumetteria.
      Le fumetterie ricordo ricevono 1 volta a settimana (le più grosse 2 una perle novità e una per gli arretrati di solito affidati a 2 distributori diversi).
      Va da sé che se Modena ha già inviato il materiale aspetta la spedizione seguente per spedire il materiale Disney arrivatale in ritardo.
      Di fatto c'è un passaggio in più che rallenta il tutto in maniera però vistosa
      « Ultima modifica: Mercoledì 3 Nov 2021, 09:48:45 da Garalla »
      La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
      Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

      https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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      Filo Sganga
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        Re:Almanacco Topolino n.4 - Ottobre 2021
        Risposta #17: Lunedì 15 Nov 2021, 10:29:12
        Non so ancora se acquistarlo e se questo numero vale effettivamente la pena....

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        Vito65
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          Re:Almanacco Topolino n.4 - Ottobre 2021
          Risposta #18: Lunedì 15 Nov 2021, 10:40:09
          Non so ancora se acquistarlo e se questo numero vale effettivamente la pena....
          Chiedi una valutazione che rimane soggettiva. Credo che si possa dire, al di là dei punti di vista personali, che certamente anche questo quarto albo mantiene l'impostazione che è stata finora impressa alla testata; a mio parere, anche stavolta le storie inserite sono interessanti.

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          paolobar
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            Re:Almanacco Topolino n.4 - Ottobre 2021
            Risposta #19: Mercoledì 17 Nov 2021, 01:00:15
            Non so ancora se acquistarlo e se questo numero vale effettivamente la pena....

            se vuoi risparmiare vai al mercatino sul mio post

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            luciochef
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              Re:Almanacco Topolino n.4 - Ottobre 2021
              Risposta #20: Martedì 30 Nov 2021, 15:44:03
              Con il "consueto" ritardo ho letto questa quarta uscita dell'Almanacco.
              Posso dire fin da subito che, anche se leggermente, ho trovato un tantino meno bello questo numero rispetto ai precedenti. In maggior parte questa mia sensazione finale è dovuta alle storie centrali che non raggiungono una piena sufficienza.
              Ma passiamo al dettaglio....
              - Si inizia con "Zio Paperone e la fuga del bilione" con testi di Siegel e disegni super-energetici di un giovane Cavazzano.
              La vicenda è piuttosto divertente e ci mostra, come poche altre volte, un Paperino capace e perfezionista nel lavoro. Tanto capace da impartire una lezione "economica" al proprio datore, non senza destare patemi d'animo al taccagno Paperone....
              - Non pienamente soddisfatto (pur apprezzandone la particolarità e la presenza di personaggi poco inflazionati come Eli Squick) dalle due storie seguenti sulla "cortesia" e sulla "serenata a Clarabella".
              - Proseguono invece con ottimo ritmo "I diari di Paperone" il quale trasporta la sua grinta (e le vicissitudini che ne conseguono) nella fiorente e nuova Paperopoli, che ormai assume già le sembianze di una megalopoli.
              - Simpatica la storia di 01 Paperbond che sbeffeggia velatamente il mondo di "007" con l'utilizzo di espedienti tecnologici non sempre utilizzati a dovere da Paperino...
              - Molto interessante la storia gialla "Topolino in Yesterday Ranch" che, oltre ad una trama ben orchestrata, è supportata dalle interessanti spiegazioni di Luca Boschi sulla formula di pubblicazione originale americana. Riuscito anche l'utilizzo di scritte ed onomatopee in lingua inglese, una particolare variazione sul tema.
              - Curiosa, forse solo da un punto di vista collezionistico, la storia sudamericana su Panchito che però trasmette poco o nulla in quanto a contenuti.
              - "Zio Paperone e l'incentivo dell'eredità" è un' ottima performance del duo Chendi/Bottaro che mette in campo una sfida tra Paperino e Gastone in cui il vincitore avrà l'incoronazione di "erede supremo" degli averi paperoneschi.
              La trama è divertente e leggera e la lettura scivola via che è un piacere, grazie anche ai dinamici disegni di un Bottaro in grande spolvero.
              In conclusione, come detto, ho trovato il numero molto buono ma non al livello dei precedenti.
              Ma d'altro canto posso essere sempre soddisfattissimo dalla formula di pubblicazione utilizzata e soprattutto dalla supervisione di Boschi che, senza essere pedante, riesce a fornire tante informazioni interessanti e curiose.
              Adesso.... grande hype per il numero natalizio che dal preview si presenta come un numero più che interessante (Bottaro, Carpi, I diari di Paperone, Topolino-Paperino contro Macchia Nera e Il ritorno di Della Duck !).

              P.s. Dimenticavo.... Copertina di Baccinelli davvero bellissima come stile e colorazione !
              « Ultima modifica: Martedì 30 Nov 2021, 15:54:05 da luciochef »
              Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

                Almanacco Topolino 4
                Risposta #21: Martedì 14 Dic 2021, 16:17:49
                Recensione Almanacco Topolino 4


                 Anche questo bimestre il nuovo Almanacco Topolino ci accompagna e ci delizia con storie inedite da tutto il mondo. In tal senso, possiamo affermare che la testata ha definitivamente preso il largo ed è ricca di proposte interessanti e in molti casi di pregio.

                 Anche in questo numero ritroviamo alcune particolarità già viste nel precedente: l’inserimento di una storia in lingua originale e la rubrica Almanacco Topolino News, lo sguardo sulle proposte Disney straniere nel nostro paese. Al contempo, si mantiene la classica struttura finora avuta: la storia di apertura e quella di chiusura sono dei “grandi classici” dell’archivio della testata, mentre si riconferma la presenza dei McDuck Journals.

                 La copertina è a firma sempre di Emmanuele Baccinelli ed è colorata da Mario Perrotta. Il soggetto inedito si può dire in linea sia col periodo autunnale sia con la caratterizzazione umoristica di Pippo.

                 La storia di apertura, Zio Paperone e la fuga del bilione, disegnata da Giorgio Cavazzano, è una delle tante pubblicate in Italia da Jerry Siegel. Anche in questo caso, come accade molto spesso nella produzione di quest’ultimo, tutto ruota attorno ad una critica metaforica al capitalismo ed all’accumulo di denaro.

                 Il ritmo è buono, la storia fila bene, malgrado sembri sempre dare l’impressione di risolversi troppo presto; sono da segnalare alcune imprecisioni nella traduzione (oltre al “billion” titolo, si segnala anche l’uso di “canna” per tradurre “cane”, ovvero “bastone”), ma nulla che possa inficiare il godimento di questa storia.

                 
                Largo ai giovani!

                 La prima inedita di questo numero è Qui, Quo, Qua e le buone maniere, di Terje Nordberg e Arild Midthun. Paperino e il vicino Jones decidono di dare ai propri nipoti l’esempio sulle buone maniere e sul lavoro di squadra.

                 La storia si basa soprattutto sulla contrapposizione: da un lato, i tentativi dei due adulti finiscono sempre per fallire; dall’altro, le capacità dei nipoti (tutti membri delle Giovani Marmotte) riuscirà a sopperire ai fallimenti dei primi e a riportare a casa tutti.

                 Una storia molto carina e godevole, che forse pensa di esasperare ulteriormente il rapporto conflittuale tra i due vicini portandoli lontani dal luogo di conflitto (le due case, il quartiere) e dimostrando come questa conflittualità sia insita in essi. I disegni sono sicuramente apprezzabili e danno un ottimo senso della vastità del mare e delle difficoltà che lo stesso porta ai naviganti inesperti.

                 Ben diversa la seconda storia inedita, Una serenata da Eli Squick, di Lars Jensen e Fabrizio Petrossi. Il tentativo di appropriarsi del denaro di Clarabella da parte di Squick finisce per essere sventato dalla provvidenzialità di Topolino in una vicenda che riprende il tema di Race for Riches, dove l’antagonista era impegnato a circuire la stessa Clarabella per impossessarsi di una mappa.

                 
                Il simpaticissimo Eli Squick

                Alla medesima maniera, l’espediente (qui forse usato con poco successo ai fini narrativi) viene riproposto per permettere all’assistente di Squick di irrompere in casa di Clarabella e appropriarsi del denaro. Si tratta di una storia breve senza molte pretese che sembra porsi in continuity col passato ma con poco successo. I disegni sono comunque da apprezzare per la chiarezza stilistica e la semplicità rappresentativa.

                 Dopo il successo dei Diari del Klondike, Kari Korhonen realizza i Diari di Paperopoli. In questo Almanacco viene riproposto il primo capitolo di cinque, Paperopoli: Anno Uno, che illustra le vicende del giovane Paperone di ritorno dalle terre nordiche in una città che gli appare radicalmente trasformata.

                 Vi sono personaggi a lui connessi in qualche maniera: il giovane John D. Rockerduck, figlio di Howard che ha già incontrato bambino nella Saga di Don Rosa; Adamo Basettoni, figlio di Tom, a sua volta presente nel terzo capitolo dei Diari del Klondike; Miss Emily Paperett, nipote della locandiera che per prima ospitò Paperone a Dawson e, in seguito, sua fedele segretaria (mentre qui viene presentata come una reporter).

                 Il piccolo worldbuilding di Kari Korhonen sembra qui prendere una fisionomia quasi definitiva, utilizzando personaggi che si trovano sia nella Saga di Rosa, sia nelle storie di Barks, sia nelle storie italiane.

                 Sembra quindi alla ricerca di un assetto definitivo, infilandosi tra le pieghe degli universi fumettistici disneyani, mantenendoli coesi e permettendo che procedano parallelamente, senza divergere ulteriormente. Il frutto di tutto ciò è una buona storia, che riesce a garantire la massima coerenza narrativa, anche se in alcuni punti risulta in qualche maniera forzata.

                 Lo sforzo filologico nel cercare di caratterizzare i diversi personaggi (soprattutto lo “snob” Rockerduck, che acquisirà la vena concorrenziale dall’imponente zio Samuele) è notevole; benché appaia a prima vista inusuale, la soluzione di “incrociare” gli universi dei Paperi e quello dei Topi appare qui nuovamente logico nel quadro complessivo che vuole il Calisota come regione di collocazione di entrambe le città disneyane. Insomma, i tasselli dei puzzle sembrano ora avere maggiore chiarezza.

                 
                Una bella accoglienza

                 Meno facile da seguire, ma sicuramente divertente, è Paperino e la piantagione di cavoli celeste, di Dick Kinney e Al Hubbard. In questa breve avventura compare anche 01 Paperbond, personaggio creato proprio dai due artisti e successivamente ripreso da alcune storie brasiliane.

                 Il tema della storia rimane il medesimo del ciclo spionistico: Paperbond deve bloccare alcune iniziative dell’organizzazione Blonk; per farlo si avvale dell’aiuto di Paperino, che dovrà capire dove finiscono le colture rubate. La storia diverte, come detto, ma in molti passaggi appare piuttosto meccanica, oltre che difficilmente comprensibile dal punto di vista delle logiche narrative.

                 I disegni, che pure risalgono agli anni Sessanta, sembrano comunque non aver perso minimamente di freschezza e sono la giusta compensazione alle carenze stilistiche della sceneggiatura. La coppia, consolidata già con le storie di Paperoga, qui appare comunque ben rodata.

                 A seguire, la breve di una pagina sulle nipotine di Paperina, ovvero Emy, Ely, Evy e le pulizie domestiche. Scritta da Kirsten de Graaff e Mau Heymans (che cura anche i disegni), la gag page appare molto godibile e con un’ironia molto carina. La scelta di voler mettere in contrapposizione l’astuzia delle ragazzine nel prendere alcuni oggetti dalla casa di Paperina, e l’incredulità di Paperina stessa, sembra riprendere temi che già Barks sviluppava con riferimento alle storie delle versioni maschili di questi personaggi. Rimane un tentativo riuscito di strappare un sorriso al lettore.

                 
                “Le gioie del vicinato”

                 L’ultima parte dell’Almanacco si apre con una nuova storia di Barks riproposta in lingua originale con la traduzione a parte.

                 Inventor of Anything ha una particolarità esposta dallo stesso Boschi nell’editoriale di apertura: il personaggio di Velocino sarebbe in realtà ricavato da Paperino, sostituito in corsa per ragioni burocratiche.

                 Come per tante storie di Barks, si deve sottolineare la genialità di questo autore: la storia è breve ma entusiasma, le interazioni tra i personaggi sono ben congegnate, le soluzioni narrative ottime.

                 Come per il precedente Almanacco, anche in questo caso la riproposizione della storia in lingua originale ha il doppio merito di esporre l’immediatezza dell’ironia delle battute dei vari personaggi e di ben accompagnarsi ai disegni delle vignette. Anche in questo caso, l’esperimento è riuscito. La traduzione a seguire, poi, permette anche di apprezzare l’ordine e l’esposizione delle battute.

                 Segue una storia lunga classica, Topolino e il ranch del tempo andato, di Carl Fallberg e Paul Murry. Anche in questo, notiamo subito una particolarità, ereditata dalla precedente ristampa su I Maestri Disney: il titolo e svariate didascalie e toponimi non sono stati tradotti in italiano; ciò soprattutto per garantire l’immediatezza della lingua originale, più funzionale alla storia.

                 Anche la struttura della storia appare differente dalle altre: si tratta di un giallo in tre puntate, uscite su Walt Disney’s Comics and Stories nel 1955; a ciò si aggiunge anche il breve riassunto della “puntata precedente” nello splash panel della seconda e terza parte, oltre alla riproposizione nella stessa vignetta della scena finale (a mo’ di serie televisiva). La storia si presenta come una buona lettura, dove anche i colpi di scena sono buoni, ma i cliffhanger di finale di puntata non sempre coinvolgono o convincono (specie il secondo); i disegni di Murry risultano gradevoli.

                 
                “Sì ok, ma stai calmo!”

                 Anche in questo numero di Almanacco troviamo una breve su Panchito Pistoles, Panchito a zonzo per il Messico, di Ruud Straatman e José Colomer Fonts.

                 I dialoghi risultano estremamente particolari e sopra le righe nei toni, ma non inficiano in nulla la lettura; lo svolgimento complessivo è omogeno e si presta bene a essere seguito.

                 Anche la parte conclusiva ha il merito di non strafare ulteriormente ma di mettere subito in condizione il lettore di trovarsi di fronte ad un inconveniente o un imprevisto dal risvolto comico, che conclude la disavventura del protagonista.

                 L’altra storia italiana, Zio Paperone e l’incentivo dell’eredità, della mai abbastanza premiata e celebrata coppia Carlo Chendi & Luciano Bottaro, può essere definita un turning tables, dove la sorte avversa si trasforma in fortuna guadagnata. Paperone sente di dover fare testamento, ma deve decidere quale dei suoi due nipoti, Paperino o Gastone, inserirvi. L’espediente per capirlo è una sfida da vero imprenditore: raddoppiare la cifra guadagnata in una settimana.

                 Ciò che colpisce sono due cose: da un lato il monito alla fortuna di Gastone (che anche in questo caso parte da Barks), senza fare troppo affidamento su di essa; dall’altro, proprio perché si tratta di fortuna nella sua accezione latina (ovvero “sorte” o “caso” che ciecamente dà benefici), può girare e premiare anche coloro che vengono continuamente derisi da essa, come Paperino. La storia viene ben gestita dai due autori, soprattutto nei tempi narrativi e comici, oltre che alla sovrapposizione tra parlato e pensato (esempio dato dal perplesso Paperone iniziale).

                 
                Un miliardario multitasking

                 In definitiva, anche questo quarto numero dell’Almanacco risulta essere un piccolo capolavoro nella gestione del materiale che il curatore seleziona sapientemente. Ancora una volta, possiamo apprezzare sia la scelta delle inedite straniere, sia delle ristampe. L’apparato editoriale, più che dignitoso, continua ad aiutare il pubblico nella lettura e nella conoscenza delle storie classiche. Sempre da apprezzare le parti in inglese, funzionali al maggior gradimento da parte del lettore, dandogli la possibilità di godere ulteriormente della bellezza originale delle storie.



                Voto del recensore: 4.5/5
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