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Topolino 3441 - Recensione di Andrea Pasti

È un albo esemplare della gestione Bertani, il 3441. Da un’avventura di ampio respiro ad una con protagonisti i bimbi dell’universo Disney, passando per un perfetto esempio di sincretismo e worldbuilding, per una storia volta alla modernità e per un classico vecchio stile, questo numero di Topolino tocca più o meno tutte le corde dell’odierna vision del settimanale. Ma andiamo con ordine. La storia d’apertura rientra in quel filone di eventi una tantum che da un anno e mezzo ravvivano il folklore topoliniano. Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo va infatti ad inserirsi nel solco già tracciato da Sir Topleton e la sfida al grande bianco e da Topolino, Pippo e la scalata del secolo. Storie che vivono più del viaggio che della meta, rappresentando un nuovo punto di vista sulle avventure disneyane, più intimista ed in linea con il taglio attuale. Pietro Zemelo imbastisce una storia che sa prendersi i suoi tempi e permette a chi legge di riscrivere il proprio rapporto coi personaggi dai volti tanto conosciuti: Pigafetta non è la classica estensione di Paperino, e il lettore ha modo di affezionarcisi individualmente; lo stesso vale per il barbuto Paperon Magellano e per Barboso/Pico. Sono personaggi caratteristici e capaci di stimolare simpatie e curiosità verso il loro viaggio interiore. Perfettamente a suo agio, Zemelo fa accomodare anche noi davanti ad una sceneggiatura che trascende il proprio periodo d’appartenenza, a tratti classica nelle atmosfere, ma nuovissima nelle emozioni. Ai disegni un ispirato Paolo Mottura, che ci regala personaggi vivi, memori dell’altra sua avventura marinaresca, con colori altrettanto caldi e coadiuvati dai chiaroscuri tipici dell’autore, rendendo in definitiva questa storia la punta di diamante del numero. Il più duro dei duri in tutte le sue incarnazioni Lo stesso Zemelo riappare oltre la metà del numero con una storia cui eccezionalmente partecipa come disegnatore: Paperino pastore cittadino. Su testi di Marco Bosco, questa è una classica riempitiva vecchio stile senza particolari guizzi. Il novello disegnatore però supera brillantemente la sua prima prova su Topolino, con un tratto molto fresco e moderno ma dalla forte radice carpiana. Una radice che qui e lì forse spicca un po’ troppo, con pose effettivamente talmente simili al proprio riferimento da andare in contrasto col resto delle vignette. Uno stacco assolutamente netto con la sua “prova zero” sul Ridi Paperoga di qualche estate fa. In sostanza, un futuro promettente attende lo Zemelo disegnatore e nasce spontanea la curiosità di leggere, prima o poi, una storia da autore unico. È un mondo piccolo! Totalmente diverso è, invece, il tipo di avventura che caratterizza Foglie rosse: Interludio. Forte ormai di un genere che è sempre più suo, Claudio Sciarrone costruisce l’ennesima prova riuscita da sceneggiatore per ragazzi con una storia su dei ragazzi. Tip, Tap, Phil e l’intera banda (musicale) vivono un’avventura dal sapore onirico, ma pregna di quel desiderio di conoscere il mondo che le generazioni d’oggi provano costantemente. Mentre sullo sfondo continua a muoversi la trama che, partendo dalla prima, ci porterà alla seconda saga, ad essere protagoniste indiscusse sono le panoramiche che l’artista realizza magistralmente in una carrellata mozzafiato che fa eccellente uso della gabbia libera. Sciarrone sembra aver trovato una nuova dimensione, fatta di tecnologie avanzate e sapori nostalgici della Generazione X cresciuta con Topolino e non solo. Grosso Guaio a Paperopoli, dal canto suo, rappresenta invece un tassello particolare dell’albo. La prima puntata è, infatti, una finestra sul mondo Disney, capace di fare un attimo il punto su tutto ciò che di recente è avvenuto sul settimanale. Non è un concetto cui il classico lettore di Topolino è abituato, ma come pochi riesce a rappresentare l’anima attuale del magazine, dove tutto ciò che accade… accade: non c’è più Topolino che incontra Babbo Natale per l’ottava volta come se fosse una novità o Paperino che scopre la quarta Atlantide, perché ora ogni cosa permane. La storia si apre con Topolino che, dopo aver raggiunto la casa di Paperino, discorre amabilmente con i nipotini facendo espliciti riferimenti alla Calisota Summer Cup, a Musicalisota, allo stesso Foglie rosse e a Topolino le origini, che vanno ad aggiungersi a Minni prêt-à-porter, già menzionata nel prologo, e al ciclo di Paperinik dello stesso Marco Gervasio. La storia infatti va quasi ad incastrarsi più in quest’ultima serie di storie che non in una di Mickey. Il team riprende infatti Paperinik e la minaccia alla fattoria, con un validissimo Giuseppe Facciotto che, come allora, si diletta con delle suggestive inquadrature di Paperopoli, rendendola una città estremamente credibile e solida. Ai testi, Gervasio continua nella costruzione del thriller dello scomparso giornalista, affiancando a Topolino proprio Paperinik. I due costruiscono un rapporto… frizzante, totalmente in contrasto con quello “diurno” tra il Topo e Paperino. Abituato a poliziotti più cordiali, eh Topolino? Nonostante ciò, quest’interazione è coerente con quelle che il (nuovamente) diabolico vendicatore sta vivendo oggigiorno con altri comprimari, e ha la verve necessaria a rendere la narrazione più interessante giocando proprio sul contrasto tra due attori che altrimenti sarebbero semplicemente inarrestabili. Tra le storie meno riuscite del numero, invece, c’è un nuovo episodio di Calisota Social Media, Brigitta e l’alleata inusitata. La storia rientra nel filone delle serie pseudo-divulgative di Alessandro Sisti ma, come accaduto a volte in passato, riesce poco nell’intento, diventato piuttosto un semplice gioco di equivoci e situazioni su un incipit vagamente moderno (in questo caso Facebook). Poco c’è da aggiungere sulla storia il cui finale, con un rinnovato intendersi tra Brigitta e Amelia, è quantomeno non convincente. Funzionali ed espressivi, invece, i disegni di Federico Franzò.

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Voto del recensore:
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Topolino 3444

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Texor
Bassotto
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    Re:Topolino 3444
    Risposta #15: Domenica 28 Nov 2021, 17:20:54
    Numero che personalmente ho trovato deludente , continua la deriva puntatesca del Topo formato Bertani .
    A.A.A. cercasi disperatamente storie umoristiche , questo florilegio infinito di storie stile impegnato sentimental moraleggiante personalmente mi ha stancato assai.
    Ormai sembra invece si voglia autori e disegnatori fatti con lo stampino  salvo rare antiche eccezioni.
    Per quanto riguarda le storie di questo numero salvo quella di Gambadilegno che qualche sorriso è riuscito a strapparmelo e quella del giovane Donald che non altro ( anche perchè diretta al mercato internazionale) si discosta dai diktat  italici attuali.

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      Re:Topolino 3444
      Risposta #16: Domenica 28 Nov 2021, 22:45:32
      Mi è piaciuto davvero il modo con cui Zemelo è riuscito a far sottintendere
      Spoiler: mostra
      la "morte/non morte" di Magellano
      , con poesia e delicatezza. Sempre molto bravo l'autore Veneto a trattare questo tema.
      O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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      Dippy Dawg
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        Re:Topolino 3444
        Risposta #17: Lunedì 29 Nov 2021, 12:24:23
        Numero molto bello! Peccato per Young Donald Duck che abbassa la media (ma non potevano pubblicarlo su una rivista a parte, come Spookyzone?)...

        Come alla maggior parte di voi, mi è piaciuta molto la prima storia, anche per i disegni praticamente perfetti!

        Sarà che come età mi posso immedesimare meglio in Paperino e Paperoga che in QQQ... ;D
        Spoiler: mostra
        Mi sembra solo un po' sbagliato il fatto che la storia sembra voler insegnare ai più piccoli che le amicizie durano per sempre, anche quando la vita ci separa. Mi pare una visione un po' troppo rosea della realtà...
        Detto che ho paura ormai di essere più vicino all'età di Pico che a quella di Paperino ( :-X )...
        Spoiler: mostra
        ... non mi sembra proprio così: in realtà, le amicizie si sono perse, eccome! Non nel senso che hanno litigato e non si parlano più, ma per una semplice questione di allontanamento naturale che però non incrina i rapporti che c'erano all'epoca...
        Per dire, ogni tanto capita di incontrare per caso un compagno di classe: può far piacere rivedersi e raccontarsi un po' di cose, anche se non ci si frequenta più da anni!


        Soddisfacente finale per la storia di Amelia, che una volta tanto viene riconosciuti i propri sforzi, nonostante l'inevitabile sconfitta!

        Anche la storia di Pigafetta mi è piaciuta molto! Forse avrei solo tenuto un po' più sul vago la sorte di Magellano, usando le stesse parole che sono state usate, ma senza mostrare flashback sull'effettiva sorte (anche perché così è poco credibile:
        Spoiler: mostra
        un comandante può mollare tutto e farsi lasciare lì da solo?...).

        Bella anche la "citazione" al Giro del mondo in 80 giorni! :)
        Io son nomato Pippo e son poeta
        Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
        Verso un'oscura e dolorosa meta

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          Topolino 3444
          Risposta #18: Lunedì 29 Nov 2021, 12:49:36
          Recensione Topolino 3444


           Crescita, tempo, ricordi. Tre tematiche importanti, fondanti della maggior parte dei testi narrativi, sono quelle (casualmente?) presenti nelle storie di rilievo di questo numero, ognuna in modo diverso e di soddisfazione per il lettore.

           Si parte con Area 15: Vent’anni dopo, sceneggiata da Marco Nucci e disegnata da Libero Ermetti. È un racconto destinato ai più giovani, ma che non può non solleticare le corde del ricordo e della nostalgia anche nei lettori più maturi, che magari hanno avuto anche loro la fortuna di creare o appartenere ad un “club”, o che comunque si trovano in una situazione paragonabile a quella degli “adulti” di Paperopoli.

           La parte introspettiva, sempre più presente nelle narrazioni del settimanale, è ben affrontata e rifugge dalla scontata retorica della “lacrimuccia”: il ritmo narrativo è volutamente lento, per dar modo al lettore di entrare in sintonia con il mood della narrazione; i personaggi mantengono un comportamento coerente e credibile per tutto lo svolgimento, con un’evidente maturità psicologica che evita le solite fruste macchiette, appartenenti ad un passato, dorato e forse anche glorioso, ma ormai appunto passato e non più adatto al mutato gusto, aspettative e livello di maturazione del pubblico.

           Prova ne siano quasi tutte le espressioni di Paperino ed in particolare la vignetta riportata qui sotto che – rifuggendo facili “feelings” – contribuisce a ridefinire il rapporto tra Paperino e i suoi nipoti, adottando peraltro una soluzione grafica molto gradevole.

           
          Una svolta nel rapporto tra zio e nipoti

           Menzione d’onore per le tavole da pagina 17 a pagina 21, un interludio narrativo spiazzante e ben orchestrato, narrato tutto in soggettiva dal protagonista in un’ambientazione rarefatta ed onirica che dona valore aggiunto alla storia. Evidentemente la tematica della commistione sogno-realtà è particolarmente interessante per l’autore, come visto nella frame story Profondo nero.

           L’albo prosegue con la storia di Roberto Gagnor, Marco Ponti e Donald Soffritti, Amelia e la numero uno del numero due. Sulla spinta delle prime due parti, la vicenda della rinnovata Amelia (anche qui il tema della “crescita” è evidente) giunge all’inevitabile conclusione con uno scontro tra la fattucchiera e i due ricconi.

           
          La “nuova” Amelia, determinata e carismatica

          Il bilancio della storia non è affatto deludente o riconducibile – come qualche scriteriato scrive sui social – ad una banale storia di “Amelia gnocca, mostrando poco rispetto per il personaggio e per il ruolo delle protagoniste femminili in generale all’interno di un’avventura.

           Ben altri potrebbero essere gli aspetti che una lettura più ampia dei temi affrontati potrebbe far venir fuori: l’importanza dell’autostima e della fiducia in sé stessi, il bisogno di cambiare, di evolvere per andare avanti, coerentemente con i propri obiettivi del passato, che non vanno quindi abbandonati ma affrontati da un punto di vista innovativo e con quel tanto di entusiasmo che ci possa permettere almeno di reagire alle sconfitte.

           Molto simili ai concetti della storia precedente, dove Paperino e in genere tutti gli adulti non rimpiangono sterilmente la passata gioventù cercando consolazione nella ripetizione di vecchie abitudini, ma accettano di buon grado l’essere “andati avanti”, arricchiti – questo sì – dalle esperienze passate.

           Si chiude purtroppo l’avventura di Paperin Pigafetta. “Purtroppo” perché essere stati accompagnati per quattro settimane dalle splendide tavole di Paolo Mottura significa essere stati abituati al bello; in quest’ultima parte spicca la scena dello schianto tra le navi in uscita dal vortice, folle e visionaria, ma ho preferito le due situazioni consecutive di riepilogo dell’avventura e di celebrazione dei personaggi. Un pezzo di bravura del Premio Papersera 2018 che immagino verrà degnamente celebrato da una ristampa in formato più grande nel prossimo futuro.

           
          Anche a noi il ricordo di quest’avventura resterà a lungo

          Il viaggio è la metafora per eccellenza della crescita personale, esplicitata dal cambiamento della personalità di Paperino durante la storia e anche dell’atteggiamento di Magellano nei suoi confronti. Pietro Zemelo scrive una delle sue migliori storie, talmente coinvolgente che si passa sopra senza alcuna fatica a piccole inesattezze (a Sanlúcar de Barrameda la nave superstite approdò venendo tecnicamente da Sud, non da Est; le stesse Filippine erano sconosciute agli europei prima del viaggio di Magellano) o a probabili censure (a pagina 92 durante l’arrembaggio Paperone non ha una sciabola in mano, benché la posa lo faccia pensare, e nella vignetta in basso il colore è quello di una sciabola… di patate!) e ci si gode la storia della prima circumnavigazione del globo al suono della ballata marinara che celebra l’irresistibile richiamo del mare verso orizzonti sconosciuti e nuove avventure.

           Menzione particolare per come è stato gestito il “problema” della morte di Magellano durante il viaggio: Pico-Barboso in chiusura di tavola annuncia che il capitano «non è più con noi», e finché non giriamo pagina non sappiamo cosa ne sia stato. Dettaglio di poco conto per i bambini che non conoscono il vero destino che l’esploratore portoghese dovette affrontare, ma che invece riesce a creare un minimo di suspense per chi ne è a conoscenza.

           Sulle ultime due storie, c’è ben poco da dire; sarebbero state bene nel settimanale di qualche anno fa (bene, insomma… tollerate!) ma oggi sembrano più che mai dei corpi estranei, alieni al grande sforzo teso a dare uno spessore maggiore alle storie che compongono il “libretto”. Di certo nel variegato menù di Topolino c’è bisogno anche di storie brevi, comiche, che mettano di buon umore o che facciano apprezzare le capacità degli autori… queste però tra le caratteristiche appena elencate hanno solo quella di essere “brevi”.

           Il calendario di Cavazzano allegato al fascicolo, non credo rimarrà nella storia dei gadget del giornale: una riproposizione di immagini belle ma già viste e per di più proposte in dimensioni risibili, ha forse la sola funzione di essere oggetto di accumulo da parte dei collezionisti completisti e compulsivi.



          Voto del recensore: 4.5/5
          Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
          https://www.papersera.net/wp/2021/11/29/topolino-3444/


          Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

          Orrore! Panzaal non è Panzaal!

            Re:Topolino 3444
            Risposta #19: Lunedì 29 Nov 2021, 16:42:31
            Area 15: Vent'anni dopo - Nucci / Ermetti

            posso esprimerlo ad emoji ( poi ve ne parlo)

            📖📖😶😐😐😥😢

            Cioè: emozionante: mai vista una storia così!!! A parte i disegni ma WOW testi straordinari!

            se devo confrontarli tutti, questo va al secondo posto, dopo il quarto originale, che non batte nessuno: questi due sono esempi di vita, consiglio vivamente di leggerla  veramente può darvi una marcia in più nella vita.

            voto 10 con lode

            Pigafetta: molto interessante il modo di non far ritornare Magellano in Spagna, i colori sono spettacolari quanto i disegni! un numero bellissimo

            ⭐⭐⭐⭐⭐
            Topolino Fumetti & Disegni

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              Re:Topolino 3444
              Risposta #20: Martedì 30 Nov 2021, 08:45:36
              Ma l'umorismo é gradualmente sparito da Topolino in generale, quindi vabbè.
              Sparito anche e soprattutto per lasciar sempre più spazio alla intrespezione dei personaggi.
              Che, presa in esame, non è assolutamente un male (anzi) ma dovrebbe essere dosata meglio con la quota umoristica di cui si sente altrettanto bisogno.
              Non avrei potuto dirlo meglio!

              Nessun tabú, semplicemente volevo sapere se per te era da ascriversi al genere. Personalmente penso che "storia in costume" sia più corretto.
              Poi sono d'accordo che l'umorismo sia gradualmente sparito dalle parodie, che oggi sarebbero da indicare più correttamente con altri termini, ad esempio "adattamenti".

              Ma l'umorismo é gradualmente sparito da Topolino in generale, quindi vabbè.

              Secondo il "canone" del Papersera che è stato utilizzato per redigere la lista completa delle parodie nello specifico thread, è effettivamente una parodia... dal momento che queste non sono solo gli adattamenti a fumetti di opere letterarie ma anche di eventi storici.
              Al di là del fatto che Paperin Pigafetta nel "canone" non rientra, e non entrerà in quella lista... di quale storia parliamo, quando parli di "adattamento di evento storico"?
              Perchè non mi pare che - per citare la prima che mi viene in mente - Paperino e il revival dell'indipendenza sia mai stata considerabile (e considerata) come parodia.

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              Garalla
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                Re:Topolino 3444
                Risposta #21: Martedì 30 Nov 2021, 08:52:50
                Paperino e il revival dell'indipendenza

                Beh tecnicamente è stata considerata una parodia perlomeno dalla redazione.

                « Ultima modifica: Martedì 30 Nov 2021, 15:41:19 da Paperinika »
                La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

                https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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                Paperinika
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                  Re:Topolino 3444
                  Risposta #22: Martedì 30 Nov 2021, 15:42:45
                  Paperino e il revival dell'indipendenza

                  Beh tecnicamente è stata considerata una parodia perlomeno dalla redazione.

                  Beh, la redazione ha pure tirato fuori dal cappello la "trilogia di Reginella"... SmRoll

                  Ma qui Volkabug parlava di "canone del Papersera", quindi non c'entra.

                  (@Garalla, il post risulta modificato da me perchè invece che citarlo ho cliccato su "Modifica". Ovviamente l'ho lasciato com'era. Pardon.)

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                    Re:Topolino 3444
                    Risposta #23: Martedì 30 Nov 2021, 22:23:28
                    Ho appena finito questo numero e devo dire che passare da Paperin Pigafetta a YDD è un colpo al cuore. Sarà che questo episodio in particolare l'ho trovato particolarmente brutto e confusionario... Comunque la storia di Zemelo l'ho trovata davvero ben disegnata e ben scritta, anche se anche io avrei lasciato un po' più di incertezza sulle sorti di Magellano.

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                      Risposta #24: Mercoledì 1 Dic 2021, 16:53:33
                      Finito ieri di leggere il libretto.
                      Ho tre domande, le prime due riferite alla prima storia del libretto di Nucci:

                      1) qualcuno si è accorto che a pagina 44, nella suggestiva vignetta in cui vediamo Gastone dipingere, c'è stato un errore di colorazione? Dietro di lui vediamo un  evidentissimo camino di cui però il fondo è stato colorato come se fosse un cielo notturno (con tanto di Luna piena) visibile da una finestra.

                      2) ma Quo dov'è finito? Non che mi dispiaccia per la sua assenza visto che non se ne sente nemmeno il bisogno ai fini della trama. Mi son chiesto se c'è però un qualcosa che avrei dovuto sapere, qualcosa di accaduto in qualche storia precedente di Area 15 (di cui non ho letto quasi nulla) che, seguendo una possibile continuity, possa spiegare la sua mancanza (che ne so, magari è partito insieme alle GM).

                      3) quest'ultima domanda è riferita alla storia di Young Donald Duck: qui possiamo infatti incontrare una ragazzina di nome Gloria, innamorata di Pippo. È possibile che sia questa Gloria, vecchia fidanzata di Pippo? Io le vedo molto somiglianti!
                      https://inducks.org/character.php?c=Glory-Bee

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                        Re:Topolino 3444
                        Risposta #25: Mercoledì 1 Dic 2021, 19:55:55
                        Finito ieri di leggere il libretto.
                        Ho tre domande, le prime due riferite alla prima storia del libretto di Nucci:

                        1) qualcuno si è accorto che a pagina 44, nella suggestiva vignetta in cui vediamo Gastone dipingere, c'è stato un errore di colorazione? Dietro di lui vediamo un  evidentissimo camino di cui però il fondo è stato colorato come se fosse un cielo notturno (con tanto di Luna piena) visibile da una finestra.

                        2) ma Quo dov'è finito? Non che mi dispiaccia per la sua assenza visto che non se ne sente nemmeno il bisogno ai fini della trama. Mi son chiesto se c'è però un qualcosa che avrei dovuto sapere, qualcosa di accaduto in qualche storia precedente di Area 15 (di cui non ho letto quasi nulla) che, seguendo una possibile continuity, possa spiegare la sua mancanza (che ne so, magari è partito insieme alle GM).
                        Per quanto riguarda il primo punto hai ragione, è evidente che ciò che appare dietro alla tela che Gastone sta dipingendo sia un camino e non una finestra dalla quale possa essere visibile la luna piena.
                        Ammetto che in fase di lettura non ci avevo fatto troppo caso visto che mi ero concentrato in misura maggiore sulla stessa luna piuttosto che a quello che vi si trovava intorno.

                        Quanto al punto due, secondo me l'assenza di Quo in questo episodio potrebbe essere dovuta alla volontà di approfondire in maniera più specifica una singola personalità dei nipotini in relazione a quella determinata storia.
                        Tra i tre sicuramente quello che si è in qualche modo stagliato sugli altri due gemelli è Qua, visto che il gruppo di Area 15 gravita attorno a lui (nel senso che, all'interno di quel club, è il personaggio Disney che ha più storia alle spalle e non rappresenta certamente un personaggio ex-novo come Ray, Giggs e Vanessa).
                        Va però ricordato che lo stesso Quo è stato il protagonista che ha calamitato le attenzioni del gruppo nella storia da autore completo di Claudio Sciarrone pubblicata in primavera, dove veniva rimarcata tutta la sua abilità e la sua passione per il mondo dei videogiochi.

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                          Re:Topolino 3444
                          Risposta #26: Sabato 4 Dic 2021, 18:57:21
                          Mi rendo conto di esser un caso a parte leggendo l entusiasmo quasi unanime per la storia di area 15.  Sarà che sono cresciuto con un Topo diverso ma io ho trovato davvero poco in questa storia. Non riesco davvero a farmi piacere questa piega con i vari drammi e drammetti adolescenziali, lo potrei capire come 'sottofondo' in una storia su altre tematiche ma mi pare che il fine dello sceneggiatore sia quello di portare in primo piano solo quello e di altro rimaen ben poco davvero. Per carità nello scopo riesce ma io continuo a trovarle tematiche che non mi prendono col risultato di andare avanti e veder quante pagine mancano alla fine. Si è citata , per me giustamente, la quota umoristica...io trovo che manchi un po ogni altra quota ecco, avventurosa per dir la prima che mi viene in mente.

                          La 'pigafetta' bilancia l equazione...bella davvero.

                          Mi manca l'utima sulla fidanzata di Pippo... la temo.
                          Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                           

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