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Topolino 3442 - Recensione di Simone Devoto

Questa settimana, allegata al numero 3442 di Topolino, si può trovare la seconda parte del mazzo di carte napoletane Disney illustrate da Blasco Pisapia. Quasi a celebrare l’occorrenza, in apertura dell’albo troviamo una storia con una forte ambientazione partenopea: Amelia e la numero uno del numero due, primo capitolo di un ciclo di rinnovamento e valorizzazione della fattucchiera napoletana. Roberto Gagnor e Marco Ponti ci presentano un primo episodio che risulta un grande preambolo alla vicenda vera e propria. Paperone e Rockerduck sono costretti ad allearsi davanti a una minaccia comune: Amelia, stanca di tanti anni di tentativi di attacco al deposito, decide di accontentarsi della… numero uno del numero due, Rockerduck stesso, per costruire un amuleto “intermedio”, meno potente di quello a cui sta veramente anelando ma che le darà la potenza magica necessaria per rubare finalmente la Numero Uno di Paperone. La premessa è interessante, e Donald Soffritti fa un lavoro magistrale nell’illustrazione delle tavole, donandoci, graficamente parlando, una delle migliori Amelie degli ultimi anni. Questo primo episodio, tuttavia, risulta a tratti un po’ lento: la preparazione di Amelia alla “battaglia del secolo” (sic!), per quanto ci doni un interessante nuovo look per la fattucchiera, sembra riempire più pagine del necessario rallentando l’entrata nel vivo dell’azione. Inoltre, alcune caratteristiche di Rockerduck risultano un po’ fuori personaggio: veniamo a scoprire che anche la sua numero uno è un vero e proprio portafortuna che gli ha permesso di creare il suo impero finanziario, fatto che stona un po’ in un periodo in cui si sta cercando di far tornare la Numero Uno dello stesso Paperone un “semplice decino”, come da intenzione originaria di Barks. Inoltre, Rockerduck non sembra proprio il tipo da sentimentalismi, ed è difficile immaginarlo conservare la sua prima moneta.  Una nuova Amelia? Nonostante questo, la storia risulta comunque molto godibile e interessante, e si prepara a mostrarci alcune dinamiche inusuali, come l’alleanza dei due miliardari contro una fattucchiera più potente che mai. Attendiamo dunque la prossima settimana con interesse, per vedere se i prossimi episodi rispecchieranno le aspettative. Le aspettative non sono sicuramente tradite dal secondo episodio di Paperin Pigafetta. Dopo aver raggiunto il Nuovo Mondo, la ciurma di Paperon Magellano si prepara ad andare oltre i confini conosciuti, ma deve prima fare i conti con l’ammutinamento organizzato dai Bassottos. Pietro Zemelo coglie l’occasione per far ruotare l’episodio intorno alle motivazioni dei personaggi principali al viaggio, con il loro desiderio di riscatto o di potersi spingere oltre i limiti, permettendoci anche di conoscere meglio questi alter ego dei paperi, ben diversi da quelli a cui siamo abituati. Paolo Mottura continua a donarci meravigliosi tavole a tema marinaresco in cui è difficile non ritrovare richiami al Moby Dick sceneggiato da Artibani, in particolare con spettacolari vignette panoramiche. Chi dobbiamo avvisare, Topolino? A seguire troviamo il secondo episodio di Grosso guaio a Paperopoli, sceneggiato da Alex Bertani e Marco Gervasio e con i disegni di Giuseppe Facciotto. La vicenda entra ora nel vivo e, dopo alcuni problemi iniziali, la collaborazione tra le diverse tecniche investigative di Topolino e Paperinik sembra iniziare a portare i suoi frutti. Il primo episodio aveva mostrato alcune criticità nei dialoghi, a tratti troppo didascalici nella necessità di posizionare tutte le pedine sul tavolo e a tratti un po’ pesanti nei loro continui rimandi ad altre serie recenti. Ora che tutti gli attori sono al loro posto però la storia viaggia scorrevole, e ci presenta un’inedita (duplice) interazione tra Topolino e Paperino molto interessante. Messe da parte le divergenze del primo episodio, i due protagonisti iniziano finalmente a collaborare e a venirsi incontro, dando un forte contributo all’indagine. Come vedremo nel finire della puntata, questo tuttavia non riesce comunque a tenerli lontani dai guai. Ottimi (e personali) i dinamici disegni di Facciotto, che ci accompagnano nei cupi bassifondi di Paperopoli. Curiosa invece la presenza di alcuni balloon “anneriti”, come a correggere un qualche “incidente di percorso”. A seguire troviamo due brevi: un nuovo episodio di Calisota Social Media, Eta Beta e l’esclusivo evento inclusivo, di Alessandro Sisti, Giorgio Simeoni e Federico Franzò, e Pippo e il ricordo sfuggente, di Roberto Moscato e Graziano Barbaro. La storia di Sisti cerca di strizzare l’occhio alle nuove generazioni toccando temi a loro cari, come il mondo dei social e l’importanza dell’inclusività, senza però davvero riuscirci, sembrando più un goffo tentativo di “parlare la loro stessa lingua” senza essere davvero in grado e proponendoci semplicemente una vicenda molto moraleggiante con ambientazione moderna. La breve di Moscato, invece, assolve perfettamente al suo ruolo, intrattenendo il lettore con svariate gag concatenate, a tratti assolutamente riuscite. In particolare la parte “onirica”, anche grazie al contributo visivo di Barbaro, riesce a strappare più di una risata. Il Pippoverso Infine chiude il numero un gradito ritorno, quello di Paperino Paperotto con Paperino Paperotto e…  uno chef a Quack Town, di Valentina Camerini e Giulia Lomurno. La storia tuttavia non riesce veramente a soddisfare le aspettative del lettore davanti al nome del protagonista: la vicenda è molto lineare e, soprattutto, manca di quella “magia di Quack Town” che era possibile ritrovare nelle storie classiche della serie. Ciò che distingueva dalle altre le storie di Paperino Paperotto era infatti la dinamica del gruppo di amici, le loro scorribande e le loro fantasie, in cui molti lettori potevano riconoscere sé stessi (o i sé stessi del passato!). In questo caso si tratta di un semplice confronto tra Paperino e un cuoco che vorrebbe stabilirsi nel rifugio dei paperotti; in più, il potenziale del cast e dell’ambientazione non vengono sfruttati come avrebbero potuto. Gli ultimi numeri di Topolino sono stati superiori alla media cui eravamo abituati, e questo non fa eccezione: tutte le storie a puntate in questo caso sono infatti molto buone e coinvolgenti nella loro varietà. Aspettiamo ora dunque con curiosità il prossimo albo, per poter continuare a leggere la loro prosecuzione.

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Topolino 3442

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Cornelius Coot
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    Re:Topolino 3442
    Risposta #15: Sabato 13 Nov 2021, 22:44:13
    A questo punto mi chiedo se questo Fabio Licari faccia tanti errori alla Gazzetta quanti ne fa su Topolino.
    Non c'è settimana che non ci sia qualche svarione.

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      Re:Topolino 3442
      Risposta #16: Sabato 13 Nov 2021, 23:26:15
      io sono un accanito sostenitore della 'continuity', intesa come caratterizzazione dei personaggi ormai consolidata nel tempo. Se Bertani vuole fare quello che vuole coi personaggi perché lui (da solo...) ritiene di riscrivere la 'storia', non mi aggrada. Quello che ha fatto con qui, quo, qua e da poco con rockerduck e dulcis in fundo con amelia, non ritengo sia accettabile.
      Quoto.

      Aggiungo che trovo un po' tautologico ripetere in ogni storia che Paperopoli e Topolinia si trovano in Calisota (se non sbaglio questa tendenza esisteva, anche se molto più blanda, già ai tempi della direzione De Poli, credo venisse citata nella saga di Ultraheroes), mi pare una esagerazione visto che fino a 10-15 anni fa nessuno l'aveva mai citata nelle storie di produzione italiana. Senza considerare che, ai tempi di "Io sono Macchia Nera", nella scheda che precedeva la storia, c'era scritto che Macchia Nera aveva la "doppia cittadinanza topolinese e calidorniana"(?)

      Entrando nel merito di questo numero: la storia con Amelia mi fa storcere il naso. Dalla scheda introduttiva sembrava si dovesse recuperare il personaggio barksiano, come già era stato enunciato con Macchia Nera ("per me questo è il vero Macchia Nera", manie di grandezza?), ma di quella Amelia ci ho visto poco. Motivo principale: in Barks non è una strega e non fa magie. Amelia dovrebbe essere una papera normale che utilizza espedienti tecnologici. Non sono nemmeno sicuro che Barks l'abbia mai fatta volare su una scopa, ma potrei sbagliarmi (infatti considero "L'ultima avventura" uno strazio da questo punto di vista). Ad ogni modo, la rappresentazione di lei che esclama in napoletano mi sembra ridicola, retaggio del doppiaggio del primo DuckTales e forse di una storia scritta da Vito Stabile (non so se prima di lui fosse già stato fatto), la stessa cosa per "tu vuo' fa l'americano" scritto a mo' di formula magica... Poi: nella prima storia in cui compare Amelia, lei dice di avere già comprato monete degli uomini più ricchi del mondo tranne Paperone, quindi dovrebbe già possederne una di Rockerduck... Per quanto riguarda il nome John D. Rockerduck penso lo stesso che penso su Calisota: mai sentito in 60 anni e negli ultimi 4 anni si chiama solo così, mah... Sempre nella prima storia di Amelia, la vediamo maneggiare aglio con nonchalance, ma capisco che ormai questa sia una tradizione italiana decennale, come il fatto di essere strega (non a caso viene citata la Roberta ciminiana), ma di sicuro non c'entra molto con il personaggio di Barks.

      L'unica altra storia che ho letto è quella di Pippo, che aveva un sapore molto inizio anni '00, soprattutto per il finale.

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      Atius
      Gran Mogol
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        Re:Topolino 3442
        Risposta #17: Sabato 13 Nov 2021, 23:43:35
        io sono un accanito sostenitore della 'continuity', intesa come caratterizzazione dei personaggi ormai consolidata nel tempo. Se Bertani vuole fare quello che vuole coi personaggi perché lui (da solo...) ritiene di riscrivere la 'storia', non mi aggrada. Quello che ha fatto con qui, quo, qua e da poco con rockerduck e dulcis in fundo con amelia, non ritengo sia accettabile.

        A parte che penso che ci sia una redazione che propone, valuta e sonda le varie proposte nonché stabilisce le diverse linee editoriali da intraprendere (e non Bertani che si sveglia la mattina e decide da solo di fare quello che gli passa per la testa), come possiamo pensare che personaggi con minimo sessant'anni di storia alle spalle possano rimanere sempre uguali a sé stessi? Non sempre queste operazioni di rinnovamento hanno avuto un esito felice, ma quantomeno si sta provando a reinterpretare personaggi, diventati negli anni macchiette e prigionieri di sé stessi, in maniera più accattivante e approfondita. E penso che per questo si debba quantomeno riconoscere a Bertani un merito.
        O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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        Samu
        Ombronauta
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          Re:Topolino 3442
          Risposta #18: Domenica 14 Nov 2021, 13:31:23
          Ad ogni modo, la rappresentazione di lei che esclama in napoletano mi sembra ridicola, retaggio del doppiaggio del primo DuckTales e forse di una storia scritta da Vito Stabile (non so se prima di lui fosse già stato fatto), la stessa cosa per "tu vuo' fa l'americano" scritto a mo' di formula magica...
          Non ci ho visto nulla di male nella decantazione di "Tu vuò fà l'americano" a mo' di incantesimo, anzi quella scena mi ha strappato un sincero sorriso.
          Per quanto riguarda le espressioni napoletane utilizzate da Amelia (elemento che a me sembra normale, visto che è napoletana e ogni tanto un po' di dialetto le può scappare), queste ultime non sono certo una novità degli ultimi anni visto che la stessa fattucchiera le utilizzava, o meglio le cantava, già in una storia del lontano 1964, anche se sotto l'effetto di un suo stesso incantesimo.

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          Simone McD
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            Topolino 3442
            Risposta #19: Domenica 14 Nov 2021, 13:52:21
            Recensione Topolino 3442


             Questa settimana, allegata al numero 3442 di Topolino, si può trovare la seconda parte del mazzo di carte napoletane Disney illustrate da Blasco Pisapia. Quasi a celebrare l’occorrenza, in apertura dell’albo troviamo una storia con una forte ambientazione partenopea: Amelia e la numero uno del numero due, primo capitolo di un ciclo di rinnovamento e valorizzazione della fattucchiera napoletana.

             Roberto Gagnor e Marco Ponti ci presentano un primo episodio che risulta un grande preambolo alla vicenda vera e propria. Paperone e Rockerduck sono costretti ad allearsi davanti a una minaccia comune: Amelia, stanca di tanti anni di tentativi di attacco al deposito, decide di accontentarsi della… numero uno del numero due, Rockerduck stesso, per costruire un amuleto “intermedio”, meno potente di quello a cui sta veramente anelando ma che le darà la potenza magica necessaria per rubare finalmente la Numero Uno di Paperone.

             La premessa è interessante, e Donald Soffritti fa un lavoro magistrale nell’illustrazione delle tavole, donandoci, graficamente parlando, una delle migliori Amelie degli ultimi anni. Questo primo episodio, tuttavia, risulta a tratti un po’ lento: la preparazione di Amelia alla “battaglia del secolo” (sic!), per quanto ci doni un interessante nuovo look per la fattucchiera, sembra riempire più pagine del necessario rallentando l’entrata nel vivo dell’azione.

             Inoltre, alcune caratteristiche di Rockerduck risultano un po’ fuori personaggio: veniamo a scoprire che anche la sua numero uno è un vero e proprio portafortuna che gli ha permesso di creare il suo impero finanziario, fatto che stona un po’ in un periodo in cui si sta cercando di far tornare la Numero Uno dello stesso Paperone un “semplice decino”, come da intenzione originaria di Barks. Inoltre, Rockerduck non sembra proprio il tipo da sentimentalismi, ed è difficile immaginarlo conservare la sua prima moneta

             
            Una nuova Amelia?

             Nonostante questo, la storia risulta comunque molto godibile e interessante, e si prepara a mostrarci alcune dinamiche inusuali, come l’alleanza dei due miliardari contro una fattucchiera più potente che mai. Attendiamo dunque la prossima settimana con interesse, per vedere se i prossimi episodi rispecchieranno le aspettative.

             Le aspettative non sono sicuramente tradite dal secondo episodio di Paperin Pigafetta. Dopo aver raggiunto il Nuovo Mondo, la ciurma di Paperon Magellano si prepara ad andare oltre i confini conosciuti, ma deve prima fare i conti con l’ammutinamento organizzato dai Bassottos.

             Pietro Zemelo coglie l’occasione per far ruotare l’episodio intorno alle motivazioni dei personaggi principali al viaggio, con il loro desiderio di riscatto o di potersi spingere oltre i limiti, permettendoci anche di conoscere meglio questi alter ego dei paperi, ben diversi da quelli a cui siamo abituati. Paolo Mottura continua a donarci meravigliosi tavole a tema marinaresco in cui è difficile non ritrovare richiami al Moby Dick sceneggiato da Artibani, in particolare con spettacolari vignette panoramiche.

             
            Chi dobbiamo avvisare, Topolino?

             A seguire troviamo il secondo episodio di Grosso guaio a Paperopoli, sceneggiato da Alex Bertani e Marco Gervasio e con i disegni di Giuseppe Facciotto. La vicenda entra ora nel vivo e, dopo alcuni problemi iniziali, la collaborazione tra le diverse tecniche investigative di Topolino e Paperinik sembra iniziare a portare i suoi frutti.

             Il primo episodio aveva mostrato alcune criticità nei dialoghi, a tratti troppo didascalici nella necessità di posizionare tutte le pedine sul tavolo e a tratti un po’ pesanti nei loro continui rimandi ad altre serie recenti.

             Ora che tutti gli attori sono al loro posto però la storia viaggia scorrevole, e ci presenta un’inedita (duplice) interazione tra Topolino e Paperino molto interessante.

             Messe da parte le divergenze del primo episodio, i due protagonisti iniziano finalmente a collaborare e a venirsi incontro, dando un forte contributo all’indagine. Come vedremo nel finire della puntata, questo tuttavia non riesce comunque a tenerli lontani dai guai.

             Ottimi (e personali) i dinamici disegni di Facciotto, che ci accompagnano nei cupi bassifondi di Paperopoli. Curiosa invece la presenza di alcuni balloon “anneriti”, come a correggere un qualche “incidente di percorso”.

             A seguire troviamo due brevi: un nuovo episodio di Calisota Social Media, Eta Beta e l’esclusivo evento inclusivo, di Alessandro Sisti, Giorgio Simeoni e Federico Franzò, e Pippo e il ricordo sfuggente, di Roberto Moscato e Graziano Barbaro.

             La storia di Sisti cerca di strizzare l’occhio alle nuove generazioni toccando temi a loro cari, come il mondo dei social e l’importanza dell’inclusività, senza però davvero riuscirci, sembrando più un goffo tentativo di “parlare la loro stessa lingua” senza essere davvero in grado e proponendoci semplicemente una vicenda molto moraleggiante con ambientazione moderna.

             La breve di Moscato, invece, assolve perfettamente al suo ruolo, intrattenendo il lettore con svariate gag concatenate, a tratti assolutamente riuscite. In particolare la parte “onirica”, anche grazie al contributo visivo di Barbaro, riesce a strappare più di una risata.

             
            Il Pippoverso

             Infine chiude il numero un gradito ritorno, quello di Paperino Paperotto con Paperino Paperotto e…  uno chef a Quack Town, di Valentina Camerini e Giulia Lomurno. La storia tuttavia non riesce veramente a soddisfare le aspettative del lettore davanti al nome del protagonista: la vicenda è molto lineare e, soprattutto, manca di quella “magia di Quack Town” che era possibile ritrovare nelle storie classiche della serie.

             Ciò che distingueva dalle altre le storie di Paperino Paperotto era infatti la dinamica del gruppo di amici, le loro scorribande e le loro fantasie, in cui molti lettori potevano riconoscere sé stessi (o i sé stessi del passato!). In questo caso si tratta di un semplice confronto tra Paperino e un cuoco che vorrebbe stabilirsi nel rifugio dei paperotti; in più, il potenziale del cast e dell’ambientazione non vengono sfruttati come avrebbero potuto.

             Gli ultimi numeri di Topolino sono stati superiori alla media cui eravamo abituati, e questo non fa eccezione: tutte le storie a puntate in questo caso sono infatti molto buone e coinvolgenti nella loro varietà. Aspettiamo ora dunque con curiosità il prossimo albo, per poter continuare a leggere la loro prosecuzione.



            Voto del recensore: 3.5/5
            Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
            https://www.papersera.net/wp/2021/11/14/topolino-3442/


            Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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            Dippy Dawg
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              Re:Topolino 3442
              Risposta #20: Lunedì 15 Nov 2021, 11:55:46
              Io vorrei porre l'accento su quello che sembra essere il primo mazzo di carte napoletane della storia, peraltro bellissimo. Li ho quasi tutti, ma questo è diventato, in pochissimo tempo, il mio preferito, insieme al mitico mazzo degli anni 90 con la Fiat Cinquecento sul retro!
              L'abbiamo già fatto altrove! Però, è giusto ribadirlo anche qui: queste carte sono una meraviglia! :inLove:
              Spero davvero che facciano anche, prima o poi, almeno le piacentine e le milanesi, o magari (magari!) anche un mazzo con semi personalizzati! O0

              Riguardo al numero, ho apprezzato moltissimo le tre storie a puntate!
              Mi è piaciuta quella di Amelia (se queste sono le "riscritture", va benissimo così!), anche (forse soprattutto) per i disegni sontuosi, e procedono bene la storia di Pigafetta (con la giusta dose di epicità e di gag che si integrano molto bene) e quella del Grosso guaio (dove Topolino e Paperinik cominciano a trovare una mediazione)...
              Per ora, sono molto soddisfatto! :D
              Io son nomato Pippo e son poeta
              Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
              Verso un'oscura e dolorosa meta

              *

              Samu
              Ombronauta

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                Re:Topolino 3442
                Risposta #21: Lunedì 15 Nov 2021, 16:07:17
                Però, è giusto ribadirlo anche qui: queste carte sono una meraviglia! :inLove:
                Spero davvero che facciano anche, prima o poi, almeno le piacentine e le milanesi, o magari (magari!) anche un mazzo con semi personalizzati! O0

                Riguardo al numero, ho apprezzato moltissimo le tre storie a puntate!
                Mi è piaciuta quella di Amelia (se queste sono le "riscritture", va benissimo così!), anche (forse soprattutto) per i disegni sontuosi, e procedono bene la storia di Pigafetta (con la giusta dose di epicità e di gag che si integrano molto bene) e quella del Grosso guaio (dove Topolino e Paperinik cominciano a trovare una mediazione)...
                Per ora, sono molto soddisfatto! :D
                Oh, mi fa piacere che siamo pienamente concordi sia in merito alle carte napoletane di Pisapia (veramente splendide per pulizia del tratto e simpatia dei personaggi) ed anche al riguardo delle tre storie a puntate di questo numero, le quali, come ho già avuto modo di dire in precedenza, mi sono davvero piaciute e hanno lasciato anche a me una piena sensazione di soddisfazione.  :)
                In tutti e tre i casi, oltre alle sceneggiature per me assolutamente convincenti, mi viene anche spontaneo rimarcare l'abilità dei tre disegnatori, non solo dell'ottimo Soffritti ma anche di Paolo Mottura (con il suo tratto fluido, espressivo e sempre vivido) e di Facciotto, disegnatore che mi piace sempre di più e che si dimostra molto abile sia nella rappresentazione grafica dei Paperi che in quella dei Topi.

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                luciochef
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                  Re:Topolino 3442
                  Risposta #22: Mercoledì 17 Nov 2021, 20:56:12
                  Approfittando dell'acquisto della seconda parte del mazzo di carte napoletane, ho letto il suddetto numero e quindi lascio le mie impressioni.
                  - Ottima la prima parte della storia con Amelia protagonista. Trama svelta e tambureggiante con disegni di grande fattura ad opera di Donald Soffritti.
                  Bello veder ritratto il quartiere di Napoli "San Gregorio Armeno", la celebre strada dei presepi, dove è stato posizionato l'archivio magico  :D
                  - Mizzica che disegni di Mottura su Pigafetta !
                  Storia che continua molto bene, probabilmente questa seconda parte anche meglio della prima, mostrando tutta l'arte di leadership di Paperon Magellano e che si chiude con un grosso interrogativo che aumenta la curiosità del lettore.
                  - La seconda parte di Grosso guaio invece, pur trovandola carina, mi ha dato una sensazione di "visto e stravisto" con soluzioni già usate svariate volte (quante volte Topolino entra in un bar e si finge un malavitoso non riuscendoci praticamente mai ?). Poi, anche se funzionali alla trama, ho trovato eccessivi i continui battibecchi tra Topolino e Paperinik. Soprattutto, da due segugi così avvezzi a degli appostamenti, distrarsi continuamente per le reciproche punzecchiature....
                  - Bella la breve sui social media a cura di Sisti. Come sempre, pure in poche pagine, l'autore riesce a cogliere perfettamente l'argomento e a dare una grande lezione ai giovani che leggono il settimanale. Il tema dell'esclusione tramite social media è una grandissima "piaga" dei nostri tempi e vederla così ben esposta su un fumetto per "giovani" è di fondamentale importanza.
                  Applausi a scena aperta !
                  - La breve su Pippo della Moscato accompagna il lettore in un viaggio stralunato e psichedelico nella mente del pippide. Soluzioni simpatiche e disegni ben allineati alla trama. Storia riuscita che strappa un sorriso.
                  - La storia finale con Paperino Paperotto è stata spassosa da leggere ed ha covato in sé un leggero mistero da risolvere che però non ha appesantito eccessivamente la trama.
                  Disegni di Giulia Lomurno molto espressivi e con un'ottima carica comica.
                  A conti fatti mi ritrovo con la valutazione "ufficiale" del Papersera.

                  Voto: 3,5 stelle ben meritate
                  Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

                  *

                  Grande Tiranno
                  Ombronauta
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                    Re:Topolino 3442
                    Risposta #23: Mercoledì 17 Nov 2021, 21:41:12
                    Svelato il mistero dei balloon anneriti: Ecco l'assassino.

                    Ciao!

                    Il Grande Tiranno
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                      Re:Topolino 3442
                      Risposta #24: Giovedì 18 Nov 2021, 09:16:31
                      Svelato il mistero dei balloon anneriti: Ecco l'assassino.
                      Bella cosa!
                      Però, le immagini scaricate non si vedono...
                      Io son nomato Pippo e son poeta
                      Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
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                        Re:Topolino 3442
                        Risposta #25: Giovedì 18 Nov 2021, 10:52:15
                        Però, le immagini scaricate non si vedono...
                        Io le vedo bene, anche dopo averle scaricate.
                        https://www.topolino.it/wp-content/uploads/2021/11/topolino_pagina64.jpg
                        https://www.topolino.it/wp-content/uploads/2021/11/topolino_pagina72.jpg
                        https://www.topolino.it/wp-content/uploads/2021/11/topolino_pagina75.jpg

                        Suggerisco peraltro di scaricarle rapidamente perchè dall'annuncio sembrerebbe che restino online solo fino al  24 novembre.
                        https://www.topolino.it/news-eventi/

                        « Ultima modifica: Giovedì 18 Nov 2021, 10:56:32 da bunny777 »


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                          Re:Topolino 3442
                          Risposta #26: Giovedì 18 Nov 2021, 11:01:54
                          Con Firefox non funziona, con Chrome sì... ???

                          EDIT anch'io...

                          Io ho seguito il link del sito e usato il tastino in alto a destra con la freccia ("Scarica immagine"): con Firefox mi aveva scaricato qualcosa, ma non era un'immagine visibile, mentre con Chrome mi ha scaricato le immagini...

                          Non avevo pensato di fare "Salva destinazione con nome": in questo modo, funziona anche da Firefox.
                          « Ultima modifica: Giovedì 18 Nov 2021, 16:52:48 da Dippy Dawg »
                          Io son nomato Pippo e son poeta
                          Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
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                            Re:Topolino 3442
                            Risposta #27: Giovedì 18 Nov 2021, 12:02:55
                            Con Firefox non funziona, con Chrome sì... ???
                            Io uso Firefox aggiornato.

                            EDIT
                            Ho notato che cliccando sui link sopra indicati col tasto destro del mouse e scegliendo "salva destnazione con nome" i file sono salvati come normali Jpeg in HD, mentre caricando la pagina e poi salvando l'immagine questa è salvata in un più scomodo formato HTML.
                            « Ultima modifica: Giovedì 18 Nov 2021, 16:23:45 da bunny777 »


                             

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