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Topolino 3443 - Recensione di Guglielmo Nocera

Corrono in versi opposti Paperinik e Topolino nella copertina di questa settimana: e del resto, Grosso guaio a Paperopoli è la storia del loro incontro-scontro, tanto da reggersi soprattutto sul contrasto tra i rispettivi caratteri e metodi. Un contrasto che si fa carico della conclamata eredità del “Topolino perfettino” e la porta alla resa dei conti con il dinamismo di Paperinik, vitaliziato da anni di affetto da parte dei lettori. Uno scontro forse un po’ ricercato e che dimostra quanto Topolino abbia difficoltà a mantenersi allo stesso tempo serio e simpatico, cosa che riesce invece molto più spontanea a Paperinik. Ma del resto, è proprio la complessione fisica di Mickey Mouse, con quelle orecchie enormi e il muso puntuto, a fornire un handicap di partenza nel momento in cui si cerca di renderlo un personaggio “duro”: basti guardare il contrasto di resa nella copertina tra la grinta immediata di Paperinik e il cipiglio irrigidito di Topolino. Fu Giorgio Cavazzano negli anni Novanta a fornire il Topolino noir perfetto, sintesi estrema di pensosità e ingenuità. In questo caso l’ottimo Giuseppe Facciotto, davvero alla sua prova migliore sinora fra l’ispirazione frecceriana e tocchi personalissimi nelle espressioni e negli scorci cittadini, cerca di lavorare nella direzione di un Topolino veramente arrabbiato, con esiti alterni. La puntata di questa settimana conclude la storia, che invero al di fuori dell’inedita accoppiata non offre grossi svincoli di trama. L’idea centrale del piano criminoso, che coinvolge la… lettura di quotidiani, appare presentata come un colpo di teatro un poco eccessivo, mentre l’intrigo di doppi giochi tra i personaggi avrebbe beneficiato di una presentazione più in corso d’opera e, di nuovo, meno teatrale. Spicca invece la conclusione del percorso di incontro fra i due protagonisti, appunto, condita da scene convincenti e funzionali. Sempre godibile il ritrovato Paperinik “gadgettaro” di Marco Gervasio, sebbene le continue sottolineature dell’inoffensività del suo arsenale oscillino tra il l’ironia gustosa e la pedanteria evitabile. “Si fa quel che si può, Topolino!” Atmosfere completamente diverse nella penultima, maestosa puntata di Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo. Paolo Mottura, ad ogni tavola capace di superare sé stesso (compreso quel Moby Dick del 2013 tanto spesso richiamato e dalla compagine marina e dal personaggio di Paperon Magellano), firma probabilmente la storia graficamente più coinvolgente di Topolino nel 2021, con un alternarsi sublime di aperture e addensamenti atmosferici, e l’innovativo uso della frammentazione delle vignette a combinare un senso di tensione e un senso di coralità. La spettacolare capacità di apertura dell’orizzonte di Mottura La puntata porta definitivamente i paperi “oltre i confini del mondo” e lo fa nel più spettacolare dei modi. Merito a Pietro Zemelo, forse mai così a suo agio con la materia narrata, di aver creduto nella possibilità di realizzare una storia di avventura sul Topolino odierno, genere quanto mai rarefatto e quanto mai precipuo dell’identità del settimanale. Come spesso accade nelle storie recenti, la magnificenza dell’atmosfera è forse turbata qualche volta di troppo dalla retorica assegnata ai personaggi, ma si tratta stavolta di minime incertezze in una gestione dell’apparato emotivo in buona sostanza riuscita. Da segnalare l’uso di Pico, in un ruolo azzeccatissimo, così come l’evoluzione del rapporto tra Magellano e Pigafetta; mentre forse l’eterno ripetersi dell’elemento antagonistico tradizionale (i Bassottos) sfigura di fronte al resto: l’invenzione di imprevisti umani più variegati e allineati al mutare del contesto avrebbe forse giovato, dando alla storia un migliore connubio tra ispirazione emotiva, grafica e storico-naturalistica da una parte, e corposità della trama sottostante dall’altra. Ma sono solo annotazioni di percorso le nostre, e non scalfiscono la forza di questa ottima storia della quale attendiamo con gusto la conclusione e, verosimilmente, la collocazione in un meritato formato da collezione. Prosegue Amelia e la numero uno del numero due, giunta al suo secondo episodio: la storia di Roberto Gagnor e Marco Ponti si inserisce in un filone che cerca di sfruttare i pochi angoli rimasti in ombra dell’usuale cast paperopolese: Amelia, ottenuta la “numero uno” di Rockerduck, procede all’assalto del deposito. I disegni di Donald Soffritti, in grande spolvero, si infiltrano nell’espressività dei tre personaggi cardine e rivitalizzano una recitazione spesso ingessata in altre storie simili. Ecco che la “nuova Amelia”, sulla carta non particolarmente trascendente, respira nei disegni di Soffritti, con vari scorci del volto che richiamano intenzionalmente Barks, e il tratto deciso e vivido a supporto di una volontà ferrea e debordante. E di riflesso Paperone e Rockerduck, protagonisti di validi momenti di alleanza-distanza. L’apogeo della fattucchiera In attesa della conclusione, la puntata si configura di fatto come una diligente messa in atto dell’idea iniziale, fra le tipiche battute gagnoresche (che certo non giovano a stornare una vaga sensazione di manierismo dell’operazione) e qualche godibile idea come l’uso dei cunicoli scavati dai Bassotti sotto il deposito come rete stradale sotterranea ad uso privato di Paperone. Graditissimo il ritorno di Enrico Faccini con una sua brevissima perla, L’esperimento!: la tipica storia che, senza la sua regia e i suoi disegni, che spingono l’elementare fino allo svagato e al buffonesco, non sarebbe nemmeno lecito pensare, e che invece si trasforma nel vertice umoristico del numero. Teoria, prassi, divulgazione Si conclude con Indiana Pipps e la via dell’ambra. Matteo Venerus estrae dal cilindro una inattesa ispirazione tratta dalla storia romana, che convince molto a partire dalle implicazioni d’atmosfera, salvo poi perdere giri nella seconda parte, costringendo Indiana e Topolino a una rapida peregrinazione per l’Europa verso un finale volutamente (ma forse un poco forzatamente) anticlimatico. I virtuosi disegni di Alessandro Perina rispecchiano questa doppia natura della storia: magnificente nel momento in cui si tratta di raffigurare i momenti più vicini all’ispirazione storica e leggendaria, e un po’ soffocati nella goffaggine dell’antagonista nei punti meno ispirati della trama. Ed ora, non prima di aver segnalato gli approfondimenti sull’ambra (legato alla storia di chiusura), al prossimo Classico Disney Encanto, e alle ultime sonde su Marte, vi auguriamo buona lettura di questo valido e palindromo numero. Alla prossima settimana!

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Topolino 3444

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Texor
Bassotto
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    Re:Topolino 3444
    Risposta #15: Domenica 28 Nov 2021, 17:20:54
    Numero che personalmente ho trovato deludente , continua la deriva puntatesca del Topo formato Bertani .
    A.A.A. cercasi disperatamente storie umoristiche , questo florilegio infinito di storie stile impegnato sentimental moraleggiante personalmente mi ha stancato assai.
    Ormai sembra invece si voglia autori e disegnatori fatti con lo stampino  salvo rare antiche eccezioni.
    Per quanto riguarda le storie di questo numero salvo quella di Gambadilegno che qualche sorriso è riuscito a strapparmelo e quella del giovane Donald che non altro ( anche perchè diretta al mercato internazionale) si discosta dai diktat  italici attuali.

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    Atius
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      Re:Topolino 3444
      Risposta #16: Domenica 28 Nov 2021, 22:45:32
      Mi è piaciuto davvero il modo con cui Zemelo è riuscito a far sottintendere
      Spoiler: mostra
      la "morte/non morte" di Magellano
      , con poesia e delicatezza. Sempre molto bravo l'autore Veneto a trattare questo tema.
      O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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      Dippy Dawg
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        Re:Topolino 3444
        Risposta #17: Lunedì 29 Nov 2021, 12:24:23
        Numero molto bello! Peccato per Young Donald Duck che abbassa la media (ma non potevano pubblicarlo su una rivista a parte, come Spookyzone?)...

        Come alla maggior parte di voi, mi è piaciuta molto la prima storia, anche per i disegni praticamente perfetti!

        Sarà che come età mi posso immedesimare meglio in Paperino e Paperoga che in QQQ... ;D
        Spoiler: mostra
        Mi sembra solo un po' sbagliato il fatto che la storia sembra voler insegnare ai più piccoli che le amicizie durano per sempre, anche quando la vita ci separa. Mi pare una visione un po' troppo rosea della realtà...
        Detto che ho paura ormai di essere più vicino all'età di Pico che a quella di Paperino ( :-X )...
        Spoiler: mostra
        ... non mi sembra proprio così: in realtà, le amicizie si sono perse, eccome! Non nel senso che hanno litigato e non si parlano più, ma per una semplice questione di allontanamento naturale che però non incrina i rapporti che c'erano all'epoca...
        Per dire, ogni tanto capita di incontrare per caso un compagno di classe: può far piacere rivedersi e raccontarsi un po' di cose, anche se non ci si frequenta più da anni!


        Soddisfacente finale per la storia di Amelia, che una volta tanto viene riconosciuti i propri sforzi, nonostante l'inevitabile sconfitta!

        Anche la storia di Pigafetta mi è piaciuta molto! Forse avrei solo tenuto un po' più sul vago la sorte di Magellano, usando le stesse parole che sono state usate, ma senza mostrare flashback sull'effettiva sorte (anche perché così è poco credibile:
        Spoiler: mostra
        un comandante può mollare tutto e farsi lasciare lì da solo?...).

        Bella anche la "citazione" al Giro del mondo in 80 giorni! :)
        Io son nomato Pippo e son poeta
        Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
        Verso un'oscura e dolorosa meta

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        Paolo
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          Topolino 3444
          Risposta #18: Lunedì 29 Nov 2021, 12:49:36
          Recensione Topolino 3444


           Crescita, tempo, ricordi. Tre tematiche importanti, fondanti della maggior parte dei testi narrativi, sono quelle (casualmente?) presenti nelle storie di rilievo di questo numero, ognuna in modo diverso e di soddisfazione per il lettore.

           Si parte con Area 15: Vent’anni dopo, sceneggiata da Marco Nucci e disegnata da Libero Ermetti. È un racconto destinato ai più giovani, ma che non può non solleticare le corde del ricordo e della nostalgia anche nei lettori più maturi, che magari hanno avuto anche loro la fortuna di creare o appartenere ad un “club”, o che comunque si trovano in una situazione paragonabile a quella degli “adulti” di Paperopoli.

           La parte introspettiva, sempre più presente nelle narrazioni del settimanale, è ben affrontata e rifugge dalla scontata retorica della “lacrimuccia”: il ritmo narrativo è volutamente lento, per dar modo al lettore di entrare in sintonia con il mood della narrazione; i personaggi mantengono un comportamento coerente e credibile per tutto lo svolgimento, con un’evidente maturità psicologica che evita le solite fruste macchiette, appartenenti ad un passato, dorato e forse anche glorioso, ma ormai appunto passato e non più adatto al mutato gusto, aspettative e livello di maturazione del pubblico.

           Prova ne siano quasi tutte le espressioni di Paperino ed in particolare la vignetta riportata qui sotto che – rifuggendo facili “feelings” – contribuisce a ridefinire il rapporto tra Paperino e i suoi nipoti, adottando peraltro una soluzione grafica molto gradevole.

           
          Una svolta nel rapporto tra zio e nipoti

           Menzione d’onore per le tavole da pagina 17 a pagina 21, un interludio narrativo spiazzante e ben orchestrato, narrato tutto in soggettiva dal protagonista in un’ambientazione rarefatta ed onirica che dona valore aggiunto alla storia. Evidentemente la tematica della commistione sogno-realtà è particolarmente interessante per l’autore, come visto nella frame story Profondo nero.

           L’albo prosegue con la storia di Roberto Gagnor, Marco Ponti e Donald Soffritti, Amelia e la numero uno del numero due. Sulla spinta delle prime due parti, la vicenda della rinnovata Amelia (anche qui il tema della “crescita” è evidente) giunge all’inevitabile conclusione con uno scontro tra la fattucchiera e i due ricconi.

           
          La “nuova” Amelia, determinata e carismatica

          Il bilancio della storia non è affatto deludente o riconducibile – come qualche scriteriato scrive sui social – ad una banale storia di “Amelia gnocca, mostrando poco rispetto per il personaggio e per il ruolo delle protagoniste femminili in generale all’interno di un’avventura.

           Ben altri potrebbero essere gli aspetti che una lettura più ampia dei temi affrontati potrebbe far venir fuori: l’importanza dell’autostima e della fiducia in sé stessi, il bisogno di cambiare, di evolvere per andare avanti, coerentemente con i propri obiettivi del passato, che non vanno quindi abbandonati ma affrontati da un punto di vista innovativo e con quel tanto di entusiasmo che ci possa permettere almeno di reagire alle sconfitte.

           Molto simili ai concetti della storia precedente, dove Paperino e in genere tutti gli adulti non rimpiangono sterilmente la passata gioventù cercando consolazione nella ripetizione di vecchie abitudini, ma accettano di buon grado l’essere “andati avanti”, arricchiti – questo sì – dalle esperienze passate.

           Si chiude purtroppo l’avventura di Paperin Pigafetta. “Purtroppo” perché essere stati accompagnati per quattro settimane dalle splendide tavole di Paolo Mottura significa essere stati abituati al bello; in quest’ultima parte spicca la scena dello schianto tra le navi in uscita dal vortice, folle e visionaria, ma ho preferito le due situazioni consecutive di riepilogo dell’avventura e di celebrazione dei personaggi. Un pezzo di bravura del Premio Papersera 2018 che immagino verrà degnamente celebrato da una ristampa in formato più grande nel prossimo futuro.

           
          Anche a noi il ricordo di quest’avventura resterà a lungo

          Il viaggio è la metafora per eccellenza della crescita personale, esplicitata dal cambiamento della personalità di Paperino durante la storia e anche dell’atteggiamento di Magellano nei suoi confronti. Pietro Zemelo scrive una delle sue migliori storie, talmente coinvolgente che si passa sopra senza alcuna fatica a piccole inesattezze (a Sanlúcar de Barrameda la nave superstite approdò venendo tecnicamente da Sud, non da Est; le stesse Filippine erano sconosciute agli europei prima del viaggio di Magellano) o a probabili censure (a pagina 92 durante l’arrembaggio Paperone non ha una sciabola in mano, benché la posa lo faccia pensare, e nella vignetta in basso il colore è quello di una sciabola… di patate!) e ci si gode la storia della prima circumnavigazione del globo al suono della ballata marinara che celebra l’irresistibile richiamo del mare verso orizzonti sconosciuti e nuove avventure.

           Menzione particolare per come è stato gestito il “problema” della morte di Magellano durante il viaggio: Pico-Barboso in chiusura di tavola annuncia che il capitano «non è più con noi», e finché non giriamo pagina non sappiamo cosa ne sia stato. Dettaglio di poco conto per i bambini che non conoscono il vero destino che l’esploratore portoghese dovette affrontare, ma che invece riesce a creare un minimo di suspense per chi ne è a conoscenza.

           Sulle ultime due storie, c’è ben poco da dire; sarebbero state bene nel settimanale di qualche anno fa (bene, insomma… tollerate!) ma oggi sembrano più che mai dei corpi estranei, alieni al grande sforzo teso a dare uno spessore maggiore alle storie che compongono il “libretto”. Di certo nel variegato menù di Topolino c’è bisogno anche di storie brevi, comiche, che mettano di buon umore o che facciano apprezzare le capacità degli autori… queste però tra le caratteristiche appena elencate hanno solo quella di essere “brevi”.

           Il calendario di Cavazzano allegato al fascicolo, non credo rimarrà nella storia dei gadget del giornale: una riproposizione di immagini belle ma già viste e per di più proposte in dimensioni risibili, ha forse la sola funzione di essere oggetto di accumulo da parte dei collezionisti completisti e compulsivi.



          Voto del recensore: 4.5/5
          Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
          https://www.papersera.net/wp/2021/11/29/topolino-3444/


          Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

          Orrore! Panzaal non è Panzaal!

            Re:Topolino 3444
            Risposta #19: Lunedì 29 Nov 2021, 16:42:31
            Area 15: Vent'anni dopo - Nucci / Ermetti

            posso esprimerlo ad emoji ( poi ve ne parlo)

            📖📖😶😐😐😥😢

            Cioè: emozionante: mai vista una storia così!!! A parte i disegni ma WOW testi straordinari!

            se devo confrontarli tutti, questo va al secondo posto, dopo il quarto originale, che non batte nessuno: questi due sono esempi di vita, consiglio vivamente di leggerla  veramente può darvi una marcia in più nella vita.

            voto 10 con lode

            Pigafetta: molto interessante il modo di non far ritornare Magellano in Spagna, i colori sono spettacolari quanto i disegni! un numero bellissimo

            ⭐⭐⭐⭐⭐
            Topolino Fumetti & Disegni

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              Re:Topolino 3444
              Risposta #20: Martedì 30 Nov 2021, 08:45:36
              Ma l'umorismo é gradualmente sparito da Topolino in generale, quindi vabbè.
              Sparito anche e soprattutto per lasciar sempre più spazio alla intrespezione dei personaggi.
              Che, presa in esame, non è assolutamente un male (anzi) ma dovrebbe essere dosata meglio con la quota umoristica di cui si sente altrettanto bisogno.
              Non avrei potuto dirlo meglio!

              Nessun tabú, semplicemente volevo sapere se per te era da ascriversi al genere. Personalmente penso che "storia in costume" sia più corretto.
              Poi sono d'accordo che l'umorismo sia gradualmente sparito dalle parodie, che oggi sarebbero da indicare più correttamente con altri termini, ad esempio "adattamenti".

              Ma l'umorismo é gradualmente sparito da Topolino in generale, quindi vabbè.

              Secondo il "canone" del Papersera che è stato utilizzato per redigere la lista completa delle parodie nello specifico thread, è effettivamente una parodia... dal momento che queste non sono solo gli adattamenti a fumetti di opere letterarie ma anche di eventi storici.
              Al di là del fatto che Paperin Pigafetta nel "canone" non rientra, e non entrerà in quella lista... di quale storia parliamo, quando parli di "adattamento di evento storico"?
              Perchè non mi pare che - per citare la prima che mi viene in mente - Paperino e il revival dell'indipendenza sia mai stata considerabile (e considerata) come parodia.

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              Garalla
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                Re:Topolino 3444
                Risposta #21: Martedì 30 Nov 2021, 08:52:50
                Paperino e il revival dell'indipendenza

                Beh tecnicamente è stata considerata una parodia perlomeno dalla redazione.

                « Ultima modifica: Martedì 30 Nov 2021, 15:41:19 da Paperinika »
                La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

                https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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                Paperinika
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                  Re:Topolino 3444
                  Risposta #22: Martedì 30 Nov 2021, 15:42:45
                  Paperino e il revival dell'indipendenza

                  Beh tecnicamente è stata considerata una parodia perlomeno dalla redazione.

                  Beh, la redazione ha pure tirato fuori dal cappello la "trilogia di Reginella"... SmRoll

                  Ma qui Volkabug parlava di "canone del Papersera", quindi non c'entra.

                  (@Garalla, il post risulta modificato da me perchè invece che citarlo ho cliccato su "Modifica". Ovviamente l'ho lasciato com'era. Pardon.)

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                    Re:Topolino 3444
                    Risposta #23: Martedì 30 Nov 2021, 22:23:28
                    Ho appena finito questo numero e devo dire che passare da Paperin Pigafetta a YDD è un colpo al cuore. Sarà che questo episodio in particolare l'ho trovato particolarmente brutto e confusionario... Comunque la storia di Zemelo l'ho trovata davvero ben disegnata e ben scritta, anche se anche io avrei lasciato un po' più di incertezza sulle sorti di Magellano.

                    *

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                      Re:Topolino 3444
                      Risposta #24: Mercoledì 1 Dic 2021, 16:53:33
                      Finito ieri di leggere il libretto.
                      Ho tre domande, le prime due riferite alla prima storia del libretto di Nucci:

                      1) qualcuno si è accorto che a pagina 44, nella suggestiva vignetta in cui vediamo Gastone dipingere, c'è stato un errore di colorazione? Dietro di lui vediamo un  evidentissimo camino di cui però il fondo è stato colorato come se fosse un cielo notturno (con tanto di Luna piena) visibile da una finestra.

                      2) ma Quo dov'è finito? Non che mi dispiaccia per la sua assenza visto che non se ne sente nemmeno il bisogno ai fini della trama. Mi son chiesto se c'è però un qualcosa che avrei dovuto sapere, qualcosa di accaduto in qualche storia precedente di Area 15 (di cui non ho letto quasi nulla) che, seguendo una possibile continuity, possa spiegare la sua mancanza (che ne so, magari è partito insieme alle GM).

                      3) quest'ultima domanda è riferita alla storia di Young Donald Duck: qui possiamo infatti incontrare una ragazzina di nome Gloria, innamorata di Pippo. È possibile che sia questa Gloria, vecchia fidanzata di Pippo? Io le vedo molto somiglianti!
                      https://inducks.org/character.php?c=Glory-Bee

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                        Re:Topolino 3444
                        Risposta #25: Mercoledì 1 Dic 2021, 19:55:55
                        Finito ieri di leggere il libretto.
                        Ho tre domande, le prime due riferite alla prima storia del libretto di Nucci:

                        1) qualcuno si è accorto che a pagina 44, nella suggestiva vignetta in cui vediamo Gastone dipingere, c'è stato un errore di colorazione? Dietro di lui vediamo un  evidentissimo camino di cui però il fondo è stato colorato come se fosse un cielo notturno (con tanto di Luna piena) visibile da una finestra.

                        2) ma Quo dov'è finito? Non che mi dispiaccia per la sua assenza visto che non se ne sente nemmeno il bisogno ai fini della trama. Mi son chiesto se c'è però un qualcosa che avrei dovuto sapere, qualcosa di accaduto in qualche storia precedente di Area 15 (di cui non ho letto quasi nulla) che, seguendo una possibile continuity, possa spiegare la sua mancanza (che ne so, magari è partito insieme alle GM).
                        Per quanto riguarda il primo punto hai ragione, è evidente che ciò che appare dietro alla tela che Gastone sta dipingendo sia un camino e non una finestra dalla quale possa essere visibile la luna piena.
                        Ammetto che in fase di lettura non ci avevo fatto troppo caso visto che mi ero concentrato in misura maggiore sulla stessa luna piuttosto che a quello che vi si trovava intorno.

                        Quanto al punto due, secondo me l'assenza di Quo in questo episodio potrebbe essere dovuta alla volontà di approfondire in maniera più specifica una singola personalità dei nipotini in relazione a quella determinata storia.
                        Tra i tre sicuramente quello che si è in qualche modo stagliato sugli altri due gemelli è Qua, visto che il gruppo di Area 15 gravita attorno a lui (nel senso che, all'interno di quel club, è il personaggio Disney che ha più storia alle spalle e non rappresenta certamente un personaggio ex-novo come Ray, Giggs e Vanessa).
                        Va però ricordato che lo stesso Quo è stato il protagonista che ha calamitato le attenzioni del gruppo nella storia da autore completo di Claudio Sciarrone pubblicata in primavera, dove veniva rimarcata tutta la sua abilità e la sua passione per il mondo dei videogiochi.

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                          Re:Topolino 3444
                          Risposta #26: Sabato 4 Dic 2021, 18:57:21
                          Mi rendo conto di esser un caso a parte leggendo l entusiasmo quasi unanime per la storia di area 15.  Sarà che sono cresciuto con un Topo diverso ma io ho trovato davvero poco in questa storia. Non riesco davvero a farmi piacere questa piega con i vari drammi e drammetti adolescenziali, lo potrei capire come 'sottofondo' in una storia su altre tematiche ma mi pare che il fine dello sceneggiatore sia quello di portare in primo piano solo quello e di altro rimaen ben poco davvero. Per carità nello scopo riesce ma io continuo a trovarle tematiche che non mi prendono col risultato di andare avanti e veder quante pagine mancano alla fine. Si è citata , per me giustamente, la quota umoristica...io trovo che manchi un po ogni altra quota ecco, avventurosa per dir la prima che mi viene in mente.

                          La 'pigafetta' bilancia l equazione...bella davvero.

                          Mi manca l'utima sulla fidanzata di Pippo... la temo.
                          Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                           

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