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Topolino 3443 - Recensione di Guglielmo Nocera

Corrono in versi opposti Paperinik e Topolino nella copertina di questa settimana: e del resto, Grosso guaio a Paperopoli è la storia del loro incontro-scontro, tanto da reggersi soprattutto sul contrasto tra i rispettivi caratteri e metodi. Un contrasto che si fa carico della conclamata eredità del “Topolino perfettino” e la porta alla resa dei conti con il dinamismo di Paperinik, vitaliziato da anni di affetto da parte dei lettori. Uno scontro forse un po’ ricercato e che dimostra quanto Topolino abbia difficoltà a mantenersi allo stesso tempo serio e simpatico, cosa che riesce invece molto più spontanea a Paperinik. Ma del resto, è proprio la complessione fisica di Mickey Mouse, con quelle orecchie enormi e il muso puntuto, a fornire un handicap di partenza nel momento in cui si cerca di renderlo un personaggio “duro”: basti guardare il contrasto di resa nella copertina tra la grinta immediata di Paperinik e il cipiglio irrigidito di Topolino. Fu Giorgio Cavazzano negli anni Novanta a fornire il Topolino noir perfetto, sintesi estrema di pensosità e ingenuità. In questo caso l’ottimo Giuseppe Facciotto, davvero alla sua prova migliore sinora fra l’ispirazione frecceriana e tocchi personalissimi nelle espressioni e negli scorci cittadini, cerca di lavorare nella direzione di un Topolino veramente arrabbiato, con esiti alterni. La puntata di questa settimana conclude la storia, che invero al di fuori dell’inedita accoppiata non offre grossi svincoli di trama. L’idea centrale del piano criminoso, che coinvolge la… lettura di quotidiani, appare presentata come un colpo di teatro un poco eccessivo, mentre l’intrigo di doppi giochi tra i personaggi avrebbe beneficiato di una presentazione più in corso d’opera e, di nuovo, meno teatrale. Spicca invece la conclusione del percorso di incontro fra i due protagonisti, appunto, condita da scene convincenti e funzionali. Sempre godibile il ritrovato Paperinik “gadgettaro” di Marco Gervasio, sebbene le continue sottolineature dell’inoffensività del suo arsenale oscillino tra il l’ironia gustosa e la pedanteria evitabile. “Si fa quel che si può, Topolino!” Atmosfere completamente diverse nella penultima, maestosa puntata di Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo. Paolo Mottura, ad ogni tavola capace di superare sé stesso (compreso quel Moby Dick del 2013 tanto spesso richiamato e dalla compagine marina e dal personaggio di Paperon Magellano), firma probabilmente la storia graficamente più coinvolgente di Topolino nel 2021, con un alternarsi sublime di aperture e addensamenti atmosferici, e l’innovativo uso della frammentazione delle vignette a combinare un senso di tensione e un senso di coralità. La spettacolare capacità di apertura dell’orizzonte di Mottura La puntata porta definitivamente i paperi “oltre i confini del mondo” e lo fa nel più spettacolare dei modi. Merito a Pietro Zemelo, forse mai così a suo agio con la materia narrata, di aver creduto nella possibilità di realizzare una storia di avventura sul Topolino odierno, genere quanto mai rarefatto e quanto mai precipuo dell’identità del settimanale. Come spesso accade nelle storie recenti, la magnificenza dell’atmosfera è forse turbata qualche volta di troppo dalla retorica assegnata ai personaggi, ma si tratta stavolta di minime incertezze in una gestione dell’apparato emotivo in buona sostanza riuscita. Da segnalare l’uso di Pico, in un ruolo azzeccatissimo, così come l’evoluzione del rapporto tra Magellano e Pigafetta; mentre forse l’eterno ripetersi dell’elemento antagonistico tradizionale (i Bassottos) sfigura di fronte al resto: l’invenzione di imprevisti umani più variegati e allineati al mutare del contesto avrebbe forse giovato, dando alla storia un migliore connubio tra ispirazione emotiva, grafica e storico-naturalistica da una parte, e corposità della trama sottostante dall’altra. Ma sono solo annotazioni di percorso le nostre, e non scalfiscono la forza di questa ottima storia della quale attendiamo con gusto la conclusione e, verosimilmente, la collocazione in un meritato formato da collezione. Prosegue Amelia e la numero uno del numero due, giunta al suo secondo episodio: la storia di Roberto Gagnor e Marco Ponti si inserisce in un filone che cerca di sfruttare i pochi angoli rimasti in ombra dell’usuale cast paperopolese: Amelia, ottenuta la “numero uno” di Rockerduck, procede all’assalto del deposito. I disegni di Donald Soffritti, in grande spolvero, si infiltrano nell’espressività dei tre personaggi cardine e rivitalizzano una recitazione spesso ingessata in altre storie simili. Ecco che la “nuova Amelia”, sulla carta non particolarmente trascendente, respira nei disegni di Soffritti, con vari scorci del volto che richiamano intenzionalmente Barks, e il tratto deciso e vivido a supporto di una volontà ferrea e debordante. E di riflesso Paperone e Rockerduck, protagonisti di validi momenti di alleanza-distanza. L’apogeo della fattucchiera In attesa della conclusione, la puntata si configura di fatto come una diligente messa in atto dell’idea iniziale, fra le tipiche battute gagnoresche (che certo non giovano a stornare una vaga sensazione di manierismo dell’operazione) e qualche godibile idea come l’uso dei cunicoli scavati dai Bassotti sotto il deposito come rete stradale sotterranea ad uso privato di Paperone. Graditissimo il ritorno di Enrico Faccini con una sua brevissima perla, L’esperimento!: la tipica storia che, senza la sua regia e i suoi disegni, che spingono l’elementare fino allo svagato e al buffonesco, non sarebbe nemmeno lecito pensare, e che invece si trasforma nel vertice umoristico del numero. Teoria, prassi, divulgazione Si conclude con Indiana Pipps e la via dell’ambra. Matteo Venerus estrae dal cilindro una inattesa ispirazione tratta dalla storia romana, che convince molto a partire dalle implicazioni d’atmosfera, salvo poi perdere giri nella seconda parte, costringendo Indiana e Topolino a una rapida peregrinazione per l’Europa verso un finale volutamente (ma forse un poco forzatamente) anticlimatico. I virtuosi disegni di Alessandro Perina rispecchiano questa doppia natura della storia: magnificente nel momento in cui si tratta di raffigurare i momenti più vicini all’ispirazione storica e leggendaria, e un po’ soffocati nella goffaggine dell’antagonista nei punti meno ispirati della trama. Ed ora, non prima di aver segnalato gli approfondimenti sull’ambra (legato alla storia di chiusura), al prossimo Classico Disney Encanto, e alle ultime sonde su Marte, vi auguriamo buona lettura di questo valido e palindromo numero. Alla prossima settimana!

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Topolino 3443

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Cornelius Coot
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    Re:Topolino 3443
    Risposta #15: Venerdì 19 Nov 2021, 17:23:38
    Io questa linea telefonica la vedo un po' come la celebre "linea rossa" che collegava Mosca a Washington durante la guerra fredda :P
    Ho pensato anche io la stessa cosa  ;D  Per cui non vedo questo 'filo diretto' come simbolo di una amicizia ancor più profonda ma, al contrario, di una 'stimata inimicizia reciproca'. Perché Paperone può chiamare Rockerduck 'pivello' quanto vuole (forse un po' troppo in queste ultime storie) ma alla fine è sempre lui a dargli più grattacapi rispetto agli altri miliardari del Club (mai troppo - o per niente -  personalizzati, invero).

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      Re:Topolino 3443
      Risposta #16: Venerdì 19 Nov 2021, 23:14:49
      Perché Paperone può chiamare Rockerduck 'pivello' quanto vuole (forse un po' troppo in queste ultime storie) ma alla fine è sempre lui a dargli più grattacapi rispetto agli altri miliardari del Club (mai troppo - o per niente -  personalizzati, invero).
      Mi ritrovo d'accordo con Cornelius sul fatto che tra Rockerduck e lo Zione possa esistere benissimo una linea telefonica segreta che li possa mettere in contatto per risolvere le situazioni più spinose.
      E visto che sono i due Paperi più ricchi del mondo possono utilizzarla in casi eccezionali (come quello che vede protagonista l'attacco di Amelia ne La Numero Uno del numero due) per scongiurare il pericolo di maggiori danni futuri.
      In merito invece alla poca personalizzazione degli altri soci del Club in generale questi ultimi si distinguono più per delle apparizioni sporadiche ma allo stesso tempo ricordo che nella bella "Zio Paperone e la contesa sociale" di quest'anno vi erano diversi ricconi che si potevano riconoscere non solo perché vi si attribuiva un nome ma anche una differenziazione grafica (e antropomorfa) resa splendidamente da Guerrini.
      In particolare, ricordo la figura del decano Matusalem Bigbank che fu proprio il personaggio cardine di quella "contesa sociale" disputata, per l'ennesima volta, tra il papero in bombetta e lo zio Paperone.

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      Cornelius Coot
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        Re:Topolino 3443
        Risposta #17: Sabato 20 Nov 2021, 20:30:51
        Grosso guaio a Paperopoli   (ultima puntata)
        Questo cross over geografico tra 'eroi' non è stato affatto male. Non solo per la storia investigativa in se ma anche per il rapporto 'turbolento' tra Mickey e Paperinik, con dialoghi, batture e situazioni molto interessanti per ciò che si può considerare la prima collaborazione vera e propria fra i due (che in passato si erano incontrati solo occasionalmente). C'è stata forse la prima stretta di mano fra il vendicatore e Basettoni, con dialoghi incrociati che hanno coinvolto anche il tenente Sheriduck e le rispettive valutazioni che i due uomini di legge hanno riguardo i 'loro' (super) eroi. Il saluto finale tra Basettoni ("Spero che questa sia l'ultima volta in cui dovrò chiedere il tuo aiuto") e Topolino ("E io spero che mentiate, commissario") è un omaggio al Gottfredson del Mistero di Macchia Nera, sebbene in quella occasione certe frasi fossero più coerenti in rapporto alla situazione e alla reciproca conoscenza  dell'epoca. Dette oggi, dove Topolino è 'di casa' al commissariato da tempo immemore, suonano strane e fuori luogo.
        Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo : Acqua   (capitolo 3)
        E' la puntata dello 'stretto', del passaggio fra un oceano conosciuto e l'altro sconosciuto (almeno dagli europei dell'epoca e nella sua parte australe). Un filo narrativo c'è ma queste parodie mi sembrano fatte più per la forma (eccelsa nei 'dipinti' di Mottura) che per una sostanza vera e propria, se non quella (sicuramente importante) di diffondere certa storia e letteratura (sebbene parodiata) a chi ancora non la conosce. C'è una forte ripetizione di ruoli, ambienti e personaggi, soprattutto nelle più recenti 'rivisitazioni' (penso solo al Moby Dick e al Nautilus di Nemo). Magari andare su tematiche decisamente alternative con personaggi anch'essi alternativi non sarebbe male. Altrimenti il fumetto Disney italiano assomiglia sempre più alla televisione tradizionale che, in fatto di fiction, non va oltre a preti, suore, poliziotti e malavitosi.
        Amelia e la Numero Uno del Numero Due   (secondo episodio)
        E' da sottolineare come al primo tentativo Amelia sia riuscita a rubare (e a fondere) la moneta di RK, cosa che in decenni non le è mai riuscita nei confronti di Paperone. Su questo punto una cosa non mi torna: lo zione dice al 'pivello' (termine veramente abusato in questa storia) di andarsi a riprendere le loro monete. Ma quell'amuleto potentissimo ottenuto dalla fattucchiera non è il frutto del 'sacrificio' della Numero Uno rockerduckiana? E allora come può Paperone pensare di poter salvare anche la moneta di John D.?
        Lo scopriremo nell'ultima puntata della prossima settimana.
        L'esperimento!
        Non riuscito (forse per la prima volta) da parte di Faccini. Nel senso che non ho capito bene il finale, a parte il nonsense che dovrebbe far sorridere o quantomeno riflettere. Nel mio caso mi ha lasciato perplesso.
        Indiana Pipps e la via dell'ambra
        Interessante più che altro per la connessione storico-commerciale approfondita nel redazionale collegato. Con Indiana Topolino non pare avere i contrasti vissuti con Paperinik, anche perché, in questo caso, la conoscenza è maggiore. L'accoppiata è così affiatata che confonde il redattore di turno che, nella didascalia finale del primo tempo, scrive "Topolino e Pippo riusciranno a sconfiggerlo"? (il centurione) Va bene la parentela e la somiglianza, ma l'errore resta piuttosto grossolano.
        « Ultima modifica: Martedì 23 Nov 2021, 10:20:45 da Cornelius Coot »

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          Re:Topolino 3443
          Risposta #18: Domenica 21 Nov 2021, 04:55:30

          Segnalo infine una contraddizione nel TopoGulp presente alla fine del numero.
          Infatti, sebbene nella prima vignetta Paperino manifesti al cugino la sua volontà di assistere alla finale di un torneo di baseball, i due si ritrovano, nella gag conclusiva, davanti ad una partita di basket.
          secondo me è una cosa voluta ed è assolutamente in linea con il personaggio di paperoga
          Pezzente ma Signore, Cinico ma Appassionato, Egoista ma Generoso, Mai Approfittatore.

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            Re:Topolino 3443
            Risposta #19: Domenica 21 Nov 2021, 09:15:34

            Segnalo infine una contraddizione nel TopoGulp presente alla fine del numero.
            Infatti, sebbene nella prima vignetta Paperino manifesti al cugino la sua volontà di assistere alla finale di un torneo di baseball, i due si ritrovano, nella gag conclusiva, davanti ad una partita di basket.
            secondo me è una cosa voluta ed è assolutamente in linea con il personaggio di paperoga
            Non mi convince il fatto che sia una cosa voluta.
            È vero che Paperoga ha un modo di ragionare e di vedere il mondo che finisce per essere fuori dall'ordinario e "strambo" ma non credo arrivi al punto di confondere il baseball con il basket.
            Quello semmai lo vedrei bene con Sgrizzo, il "pazzo" per eccellenza nei Fumetti Disney.

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              Re:Topolino 3443
              Risposta #20: Domenica 21 Nov 2021, 15:32:21
              Per me è un errore della disegnatrice.
              "Chissà che cosa stava cercando Moby Dick?"

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                Topolino 3443
                Risposta #21: Domenica 21 Nov 2021, 18:43:25
                Recensione Topolino 3443


                 Corrono in versi opposti Paperinik e Topolino nella copertina di questa settimana: e del resto, Grosso guaio a Paperopoli è la storia del loro incontro-scontro, tanto da reggersi soprattutto sul contrasto tra i rispettivi caratteri e metodi. Un contrasto che si fa carico della conclamata eredità del “Topolino perfettino” e la porta alla resa dei conti con il dinamismo di Paperinik, vitaliziato da anni di affetto da parte dei lettori.

                 Uno scontro forse un po’ ricercato e che dimostra quanto Topolino abbia difficoltà a mantenersi allo stesso tempo serio e simpatico, cosa che riesce invece molto più spontanea a Paperinik. Ma del resto, è proprio la complessione fisica di Mickey Mouse, con quelle orecchie enormi e il muso puntuto, a fornire un handicap di partenza nel momento in cui si cerca di renderlo un personaggio “duro”: basti guardare il contrasto di resa nella copertina tra la grinta immediata di Paperinik e il cipiglio irrigidito di Topolino.

                 Fu Giorgio Cavazzano negli anni Novanta a fornire il Topolino noir perfetto, sintesi estrema di pensosità e ingenuità. In questo caso l’ottimo Giuseppe Facciotto, davvero alla sua prova migliore sinora fra l’ispirazione frecceriana e tocchi personalissimi nelle espressioni e negli scorci cittadini, cerca di lavorare nella direzione di un Topolino veramente arrabbiato, con esiti alterni.

                 La puntata di questa settimana conclude la storia, che invero al di fuori dell’inedita accoppiata non offre grossi svincoli di trama. L’idea centrale del piano criminoso, che coinvolge la… lettura di quotidiani, appare presentata come un colpo di teatro un poco eccessivo, mentre l’intrigo di doppi giochi tra i personaggi avrebbe beneficiato di una presentazione più in corso d’opera e, di nuovo, meno teatrale.

                 Spicca invece la conclusione del percorso di incontro fra i due protagonisti, appunto, condita da scene convincenti e funzionali. Sempre godibile il ritrovato Paperinik “gadgettaro” di Marco Gervasio, sebbene le continue sottolineature dell’inoffensività del suo arsenale oscillino tra il l’ironia gustosa e la pedanteria evitabile.

                 
                “Si fa quel che si può, Topolino!”

                 Atmosfere completamente diverse nella penultima, maestosa puntata di Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo. Paolo Mottura, ad ogni tavola capace di superare sé stesso (compreso quel Moby Dick del 2013 tanto spesso richiamato e dalla compagine marina e dal personaggio di Paperon Magellano), firma probabilmente la storia graficamente più coinvolgente di Topolino nel 2021, con un alternarsi sublime di aperture e addensamenti atmosferici, e l’innovativo uso della frammentazione delle vignette a combinare un senso di tensione e un senso di coralità.

                 
                La spettacolare capacità di apertura dell’orizzonte di Mottura

                La puntata porta definitivamente i paperi “oltre i confini del mondo” e lo fa nel più spettacolare dei modi. Merito a Pietro Zemelo, forse mai così a suo agio con la materia narrata, di aver creduto nella possibilità di realizzare una storia di avventura sul Topolino odierno, genere quanto mai rarefatto e quanto mai precipuo dell’identità del settimanale.

                 Come spesso accade nelle storie recenti, la magnificenza dell’atmosfera è forse turbata qualche volta di troppo dalla retorica assegnata ai personaggi, ma si tratta stavolta di minime incertezze in una gestione dell’apparato emotivo in buona sostanza riuscita.

                 Da segnalare l’uso di Pico, in un ruolo azzeccatissimo, così come l’evoluzione del rapporto tra Magellano e Pigafetta; mentre forse l’eterno ripetersi dell’elemento antagonistico tradizionale (i Bassottos) sfigura di fronte al resto: l’invenzione di imprevisti umani più variegati e allineati al mutare del contesto avrebbe forse giovato, dando alla storia un migliore connubio tra ispirazione emotiva, grafica e storico-naturalistica da una parte, e corposità della trama sottostante dall’altra. Ma sono solo annotazioni di percorso le nostre, e non scalfiscono la forza di questa ottima storia della quale attendiamo con gusto la conclusione e, verosimilmente, la collocazione in un meritato formato da collezione.

                 Prosegue Amelia e la numero uno del numero due, giunta al suo secondo episodio: la storia di Roberto Gagnor e Marco Ponti si inserisce in un filone che cerca di sfruttare i pochi angoli rimasti in ombra dell’usuale cast paperopolese: Amelia, ottenuta la “numero uno” di Rockerduck, procede all’assalto del deposito. I disegni di Donald Soffritti, in grande spolvero, si infiltrano nell’espressività dei tre personaggi cardine e rivitalizzano una recitazione spesso ingessata in altre storie simili.

                 Ecco che la “nuova Amelia”, sulla carta non particolarmente trascendente, respira nei disegni di Soffritti, con vari scorci del volto che richiamano intenzionalmente Barks, e il tratto deciso e vivido a supporto di una volontà ferrea e debordante. E di riflesso Paperone e Rockerduck, protagonisti di validi momenti di alleanza-distanza.

                 
                L’apogeo della fattucchiera

                 In attesa della conclusione, la puntata si configura di fatto come una diligente messa in atto dell’idea iniziale, fra le tipiche battute gagnoresche (che certo non giovano a stornare una vaga sensazione di manierismo dell’operazione) e qualche godibile idea come l’uso dei cunicoli scavati dai Bassotti sotto il deposito come rete stradale sotterranea ad uso privato di Paperone.

                 Graditissimo il ritorno di Enrico Faccini con una sua brevissima perla, L’esperimento!: la tipica storia che, senza la sua regia e i suoi disegni, che spingono l’elementare fino allo svagato e al buffonesco, non sarebbe nemmeno lecito pensare, e che invece si trasforma nel vertice umoristico del numero.

                 
                Teoria, prassi, divulgazione

                 Si conclude con Indiana Pipps e la via dell’ambra. Matteo Venerus estrae dal cilindro una inattesa ispirazione tratta dalla storia romana, che convince molto a partire dalle implicazioni d’atmosfera, salvo poi perdere giri nella seconda parte, costringendo Indiana e Topolino a una rapida peregrinazione per l’Europa verso un finale volutamente (ma forse un poco forzatamente) anticlimatico.

                 I virtuosi disegni di Alessandro Perina rispecchiano questa doppia natura della storia: magnificente nel momento in cui si tratta di raffigurare i momenti più vicini all’ispirazione storica e leggendaria, e un po’ soffocati nella goffaggine dell’antagonista nei punti meno ispirati della trama.

                 Ed ora, non prima di aver segnalato gli approfondimenti sull’ambra (legato alla storia di chiusura), al prossimo Classico Disney Encanto, e alle ultime sonde su Marte, vi auguriamo buona lettura di questo valido e palindromo numero. Alla prossima settimana!



                Voto del recensore: 4/5
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                Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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                  Re:Topolino 3443
                  Risposta #22: Lunedì 22 Nov 2021, 23:23:26
                  Non ho ancora letto il numero ma ho dato uno sguardo all'ultima pagina, con l'insuperabile Paperoga che non si capisce se abbia confuso basket per baseball oppure sia un errore della disegnatrice.
                  A me viene da pensare che potrebbe essere anche una svista di chi ha scritto il lettering, potrebbe essere?
                  Comunque conoscendo Paperoga non lo sapremo mai  ;D (anche se sì, una svista tale sarebbe più comprensibile se fatta da Sgrizzo )

                  *

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                    Re:Topolino 3443
                    Risposta #23: Lunedì 22 Nov 2021, 23:41:04
                    Scusate ma sul mio volume le prime tre storie sono stampate male.Buona parte delle tavole sembrano esser stampate due volte e i contorni non combaciano..come fossero immagini sovrapposte ma non perfettamente.
                    Mi spiace soprattutto per Pigafetta che ha disegni meravigliosi..anche il colore esce dai bordi..
                    Le vostre copie sono a posto?

                    *

                    Dippy Dawg
                    Dittatore di Saturno
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                      Re:Topolino 3443
                      Risposta #24: Martedì 23 Nov 2021, 09:44:52
                      Anche la mia! Una diecina di pagine in tutto, credo, a partire dal Che aria tira...
                      Ho sfogliato un altro paio di copie in edicola ed erano nelle stesse condizioni...
                      Io son nomato Pippo e son poeta
                      Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                      Verso un'oscura e dolorosa meta

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                      Anapisa
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                        Re:Topolino 3443
                        Risposta #25: Martedì 23 Nov 2021, 10:08:16
                        Anche la mia! Una diecina di pagine in tutto, credo, a partire dal Che aria tira...
                        Ho sfogliato un altro paio di copie in edicola ed erano nelle stesse condizioni...
                        La mia copia mi pare ne abbia molte di più..si anche la mia già parte dal che aria che tira...
                        Mi viene da ridere perché il direttore coincidenza in questo numero parla di coloristi,disegni curati ed effetti speciali  ;D ;D proprio in questo numero  :crazy: se mai tutte le copie son uscite con questi difetti mi fa sorridere la cosa perché è pure un pochino "sfortunato"  :))

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                        Micio Nero
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                          Re:Topolino 3443
                          Risposta #26: Martedì 23 Nov 2021, 11:20:30
                          Oh, adesso devo aspettare l'arrivo della mia copia (qui in Finlandia mi arriva con 10-14 giorni di ritardo) per vedere se anche la mia ha qualche errore di stampa...  :P

                          Se si tratta solo di una piccola parte della tiratura, tra qualche decina d'anni possono valere qualcosa! ;D
                          Alla barba spaziale!

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                            Re:Topolino 3443
                            Risposta #27: Martedì 23 Nov 2021, 20:30:41
                            la mia copia arrivata in abbonamento non presenta nessun difetto di stampa

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                              Re:Topolino 3443
                              Risposta #28: Martedì 23 Nov 2021, 23:57:14
                              Mie veloci impressioni sul numero
                              Grosso guaio a Paperopoli non mi ha convinto del tutto.Si è fatta leggere, ma ho trovato Topolino fuori dal suo ambiente e mi è parso un personaggio in "difficoltà", la storia mi è parsa una normalissima storia che ha allungato troppo per me la presenza su troppi numeri.
                              Diversamente per Pigafetta, che nonostante non sia ancora conclusa al terzo capitolo continua a prendermi ed appassionarmi. I disegni sono magnifici,ambientazioni coinvolgenti e la storia trovo che sia ben sceneggiata.
                              Anche la storia di Amelia e la numero uno del numero due continua a piacermi,questo è stato l'episodio che mi ha coinvolto di più, soprattutto l'alleanza fra Paperone e Rockerduck.
                              Faccini..la breve di Faccini mi ha fatto piegare dalle risate.Ma come fa? Quelle espressioni..quei movimenti..decisamente vorrei vedere più Faccini nel settimanale.
                              L'ultima di Indiana Pipps mi ha un po' "ubriacato" con il continuo cambio di scenario, l'ho letta ma con un po' di difficoltà, ho trovato la narrazione leggermente macchinosa.Non una brutta storia,magari si è voluto provare qualcosa di diverso,sicuramente c'è stato un gran lavoro di documentazione dietro

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                              Garalla
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                                Re:Topolino 3443
                                Risposta #29: Mercoledì 24 Nov 2021, 09:26:56
                                Grosso guaio a Paperopoli non mi ha convinto del tutto.Si è fatta leggere, ma ho trovato Topolino fuori dal suo ambiente e mi è parso un personaggio in "difficoltà", la storia mi è parsa una normalissima storia che ha allungato troppo per me la presenza su troppi numeri.

                                Perdonami, ma il focus della storia dovrebbe proprio essere che Topolino non si trovi nel suo ambiente e che per questo si trovo in difficoltà (ma è anche abbastanza ingegnoso da mettersi in gioco per cercare di superarle).
                                Per il resto la divisione in tre atti è stata perfetta per mostrare le fasi del rapporto tra Topolino e Paperinik, mostrandone le differenze e le similitudini, mostrandoli prima in contrasto, poi alleati ma con riserve e infine alleati e in grado di fidarsi l'uno con l'altro. Poteva la storia essere asciugata? Probabilmente sì, visto che di per sé il mistero e il giallo è molto semplice e lineare. Ma che fine avrebbe fatto il punto di forza della storia?
                                Ci può stare che non interessi e non piaccia ma alle storie più intospettive e intime diamogli il tempo di raccontarsi.
                                La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                                Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

                                https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

                                 

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