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Topolino 3444 - Recensione di Paolo Castagno

Crescita, tempo, ricordi. Tre tematiche importanti, fondanti della maggior parte dei testi narrativi, sono quelle (casualmente?) presenti nelle storie di rilievo di questo numero, ognuna in modo diverso e di soddisfazione per il lettore. Si parte con Area 15: Vent’anni dopo, sceneggiata da Marco Nucci e disegnata da Libero Ermetti. È un racconto destinato ai più giovani, ma che non può non solleticare le corde del ricordo e della nostalgia anche nei lettori più maturi, che magari hanno avuto anche loro la fortuna di creare o appartenere ad un “club”, o che comunque si trovano in una situazione paragonabile a quella degli “adulti” di Paperopoli. La parte introspettiva, sempre più presente nelle narrazioni del settimanale, è ben affrontata e rifugge dalla scontata retorica della “lacrimuccia”: il ritmo narrativo è volutamente lento, per dar modo al lettore di entrare in sintonia con il mood della narrazione; i personaggi mantengono un comportamento coerente e credibile per tutto lo svolgimento, con un’evidente maturità psicologica che evita le solite fruste macchiette, appartenenti ad un passato, dorato e forse anche glorioso, ma ormai appunto passato e non più adatto al mutato gusto, aspettative e livello di maturazione del pubblico. Prova ne siano quasi tutte le espressioni di Paperino ed in particolare la vignetta riportata qui sotto che – rifuggendo facili “feelings” – contribuisce a ridefinire il rapporto tra Paperino e i suoi nipoti, adottando peraltro una soluzione grafica molto gradevole. Una svolta nel rapporto tra zio e nipoti Menzione d’onore per le tavole da pagina 17 a pagina 21, un interludio narrativo spiazzante e ben orchestrato, narrato tutto in soggettiva dal protagonista in un’ambientazione rarefatta ed onirica che dona valore aggiunto alla storia. Evidentemente la tematica della commistione sogno-realtà è particolarmente interessante per l’autore, come visto nella frame story Profondo nero. L’albo prosegue con la storia di Roberto Gagnor, Marco Ponti e Donald Soffritti, Amelia e la numero uno del numero due. Sulla spinta delle prime due parti, la vicenda della rinnovata Amelia (anche qui il tema della “crescita” è evidente) giunge all’inevitabile conclusione con uno scontro tra la fattucchiera e i due ricconi. La “nuova” Amelia, determinata e carismatica Il bilancio della storia non è affatto deludente o riconducibile – come qualche scriteriato scrive sui social – ad una banale storia di “Amelia gnocca”, mostrando poco rispetto per il personaggio e per il ruolo delle protagoniste femminili in generale all’interno di un’avventura. Ben altri potrebbero essere gli aspetti che una lettura più ampia dei temi affrontati potrebbe far venir fuori: l’importanza dell’autostima e della fiducia in sé stessi, il bisogno di cambiare, di evolvere per andare avanti, coerentemente con i propri obiettivi del passato, che non vanno quindi abbandonati ma affrontati da un punto di vista innovativo e con quel tanto di entusiasmo che ci possa permettere almeno di reagire alle sconfitte. Molto simili ai concetti della storia precedente, dove Paperino e in genere tutti gli adulti non rimpiangono sterilmente la passata gioventù cercando consolazione nella ripetizione di vecchie abitudini, ma accettano di buon grado l’essere “andati avanti”, arricchiti – questo sì – dalle esperienze passate. Si chiude purtroppo l’avventura di Paperin Pigafetta. “Purtroppo” perché essere stati accompagnati per quattro settimane dalle splendide tavole di Paolo Mottura significa essere stati abituati al bello; in quest’ultima parte spicca la scena dello schianto tra le navi in uscita dal vortice, folle e visionaria, ma ho preferito le due situazioni consecutive di riepilogo dell’avventura e di celebrazione dei personaggi. Un pezzo di bravura del Premio Papersera 2018 che immagino verrà degnamente celebrato da una ristampa in formato più grande nel prossimo futuro. Anche a noi il ricordo di quest’avventura resterà a lungo Il viaggio è la metafora per eccellenza della crescita personale, esplicitata dal cambiamento della personalità di Paperino durante la storia e anche dell’atteggiamento di Magellano nei suoi confronti. Pietro Zemelo scrive una delle sue migliori storie, talmente coinvolgente che si passa sopra senza alcuna fatica a piccole inesattezze (a Sanlúcar de Barrameda la nave superstite approdò venendo tecnicamente da Sud, non da Est; le stesse Filippine erano sconosciute agli europei prima del viaggio di Magellano) o a probabili censure (a pagina 92 durante l’arrembaggio Paperone non ha una sciabola in mano, benché la posa lo faccia pensare, e nella vignetta in basso il colore è quello di una sciabola… di patate!) e ci si gode la storia della prima circumnavigazione del globo al suono della ballata marinara che celebra l’irresistibile richiamo del mare verso orizzonti sconosciuti e nuove avventure. Menzione particolare per come è stato gestito il “problema” della morte di Magellano durante il viaggio: Pico-Barboso in chiusura di tavola annuncia che il capitano «non è più con noi», e finché non giriamo pagina non sappiamo cosa ne sia stato. Dettaglio di poco conto per i bambini che non conoscono il vero destino che l’esploratore portoghese dovette affrontare, ma che invece riesce a creare un minimo di suspense per chi ne è a conoscenza. Sulle ultime due storie, c’è ben poco da dire; sarebbero state bene nel settimanale di qualche anno fa (bene, insomma… tollerate!) ma oggi sembrano più che mai dei corpi estranei, alieni al grande sforzo teso a dare uno spessore maggiore alle storie che compongono il “libretto”. Di certo nel variegato menù di Topolino c’è bisogno anche di storie brevi, comiche, che mettano di buon umore o che facciano apprezzare le capacità degli autori… queste però tra le caratteristiche appena elencate hanno solo quella di essere “brevi”. Il calendario di Cavazzano allegato al fascicolo, non credo rimarrà nella storia dei gadget del giornale: una riproposizione di immagini belle ma già viste e per di più proposte in dimensioni risibili, ha forse la sola funzione di essere oggetto di accumulo da parte dei collezionisti completisti e compulsivi.

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Topolino 3444

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Cornelius Coot
Imperatore della Calidornia
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    Topolino 3444
    Venerdì 26 Nov 2021, 16:08:32
                        STORIE
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    Area 15 - Vent'anni dopo                                                                                                  34   tavole
    Marco Nucci - Libero Ermetti
    Amelia e la Numero Uno del Numero Due   (episodio 3)                                       24   tavole
    Roberto Gagnor e Marco Ponti - Donald Soffritti
    Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo : Terra   (episodio 4)                        26   tavole
    Pieto B. Zemelo - Paolo Mottura
    Calisota Social Media - Gambadilegno e la banda del gruppo                               8   tavole
    Giorgio Simeoni e Alessandro Sisti - Federico Franzò
    Young Donald Duck - Una fidanzata per Pippo                                                       22   tavole
    Alessandro Ferrari - Francesco D'Ippolito
    Paperi su Marte - Il Rover/2   (one page)
    Roberto Gagnor - Davide Cesarello                                                                                                           Con questo numero è possibile acquistare
                                                                                                                                                il Calendario 2022 di Giorgio Cavazzano al costo di 5,90 euro


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    La magia del Natale Disney - TopoFeste   (Francesca Agrati)
    Non perdiamoci di vista! -  Dove eravamo rimasti   (Barbara Garufi)
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    Il nuovo Ciclo Paperingio - Anteprima Fumetto   (Barbara Garufi)   con intervista allo sceneggiatore Carlo Panaro
    Il "Ciclo Paperingio" dal principio - Nuove uscite   (Francesca Agrati)   con la presentazione del nuovo volume 'Paperino il paladino'
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    « Ultima modifica: Venerdì 26 Nov 2021, 22:45:21 da Cornelius Coot »

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    Micio Nero
    Giovane Marmotta

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      Re:Topolino 3444
      Risposta #1: Venerdì 26 Nov 2021, 16:37:19
      Un numero un po' a due facce, questo 3444.

      Si comincia ottimamente con Area 15 - Vent'anni dopo. La serie, nonostante non sia spiacevole, non mi ha mai detto molto, ma questo episodio mi è piaciuto proprio. Sarà che come età mi posso immedesimare meglio in Paperino e Paperoga che in QQQ... ;D
      Spoiler: mostra
      Mi sembra solo un po' sbagliato il fatto che la storia sembra voler insegnare ai più piccoli che le amicizie durano per sempre, anche quando la vita ci separa. Mi pare una visione un po' troppo rosea della realtà...


      Amelia e la Numero Uno del Numero Due è una storia che ho seguito con molto piacere, e che non mi ha deluso.
      Spoiler: mostra
      Ovviamente per Amelia doveva finire male, ma il modo in cui ciò è successo non mi è dispiaciuto, soprattutto per quel che riguarda Rockerduck, qui più protagonista del solito.


      Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo ha una conclusione da censura... capisco che si tratti di Topolino e che la vera storia di Magellano, tragica e violenta, non possa essere adattata pari pari al mondo Disney, ma qui si rasenta il revisionismo storico. Non per fare il politicamente corretto, ma nel 21mo secolo una simile storpiatura della realtà davvero non ce la si può più permettere... ::)

      Calisota Social Media come serie continua a dirmi ben poco, così come Young Donald Duck, una serie per il mercato straniero della quale proprio non riesco a capire lo scopo...
      Alla barba spaziale!

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      Samu
      Cugino di Alf
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        Re:Topolino 3444
        Risposta #2: Venerdì 26 Nov 2021, 17:47:42
        Se c'è un motivo (tra i tanti) per cui amo Topolino e le letture Disney in generale questo risiede, in particolare, nell'universalità dei temi che è possibile trattare attraverso e mediante l'utilizzo dei personaggi Disney.
        È possibile parlare di avventura, di misteri, di viaggi, di sogni...
        Ed è anche possibile il trattare un tema complesso e vitale al tempo stesso quale quello della crescita.

        "Vent'anni dopo" è infatti un fulgido esempio di come si possa parlare di questa fase delicata e portatrice di cambiamenti, novità ed anche paure dell'esistenza umana all'interno di una storia Disney.
        Nucci riesce a dipingere tutto questo con una sensibilità ed una regia davvero spiccate, in cui le memorie degli adulti (specie di Paperoga e ancor più di Paperino) faranno leva sui pensieri e sullo stato d'animo del giovane Qui, in un certo senso il protagonista di questo racconto.
        Le memorie del passato si intrecciano dunque con le preoccupazioni del presente che scuotono il nipotino con il cappello rosso, sempre più angosciato nel timore di poter incorrere nello stesso destino di chi è stato giovane "vent'anni prima" e che poi ha dovuto rinunciare agli allegri passatempi che condivideva con il proprio gruppo.
        E chi potrebbe esserci tra i maggiori responsabili di questo lento ma comunque progressivo e costante abbandono e cambiamento delle proprie, vecchie abitudini?
        Senza dubbio tra questi rientra il tempo ed il suo scorrere incessante.
        Che ci cambia e che rivoluziona quei modi di vivere che qualche anno prima si consideravano ormai immutabili ed irrinunciabili.
        Quasi fossero intesi come destinati ad essere cristallizzati e catturati una volta e per sempre in un determinato periodo della propria esistenza e mai più modificabili...

        Ma è proprio nei frangenti di smarrimento e di evidente preoccupazione vissuti da un ragazzino come Qui che l'esperienza di un papero (leggasi uomo) ormai adulto come Paperino può prendere per mano il proprio nipotino e stargli vicino ascoltandone le paure.
        Ed è in quel frangente di piena apertura tra zio e nipote che il primo, come un padre affettuoso ed amorevole nei confronti del proprio figlio, può farsi portavoce di una fondamentale lezione di vita.
        E cioè l'importanza di guardare avanti, di non smarrirsi dietro ai ricordi di un passato che poi diverrà lontano e che anzi potrà rivivere nell'interiorizzazione dei frammenti di quegli stessi ricordi e di quelle esperienze che hanno fatto parte e che continuano a far parte di noi.

        Crescita, tempo, importanza di guardare avanti.
        Sono questi i tre temi che collimano e che si intrecciano con una palpabile armonia all'interno di "Vent'anni dopo".
        E per quanto mi riguarda quando questi temi vengono portati avanti con la delicatezza e la perfetta regia come quella orchestrata da un abile regista come Nucci e da un sublime illustratore quale Ermetti, tutto questo non può che sfociare nella dimensione dell'arte.

        Si tratta di fumetto, è vero.
        E magari rivolto principalmente ad una fascia di età inferiore alla mia.
        Ma quando il fumetto perde i suoi contorni di un indirizzo fisso e ben rivolto ad una specifica fascia d'età e riesce invece a farsi sfumato e a rendersi tanto amabile agli occhi di un ragazzino quanto a quelli di un lettore più adulto, per me tutto questo diviene arte.
        E questa storia lo è stata tanto nello scrivere che nel disegno.

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        Cornelius Coot
        Imperatore della Calidornia
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          Re:Topolino 3444
          Risposta #3: Venerdì 26 Nov 2021, 22:25:50
          Area 15 - Vent'anni dopo
          Un episodio della serie che si concentra sulla paura di diventar grandi, di perdere certe passioni e certe amicizie, sulla scorta dell'esperienza delle generazioni adulte. Alcuni destini sembrano inevitabili ma si può vederli in un'ottica meno estrema di quella di un preadolescente, grazie all'aiuto dei più grandi e, soprattutto, alla capacità di creare una sorta di compromesso fra quello che è il presente e ciò che, inevitabilmente, sembra apparire il futuro. Questo bel racconto di Nucci magistralmente illustrato da Ermetti (certe espressioni del nipotino in crisi sono davvero commoventi) ha, per me, un solo neo, più di forma che di sostanza, visto che il 'messaggio' passa comunque, al di là dei personaggi: sarà per la presenza di Paperoga, fatto sta che i ricordi di Paperino 'paperotto' non sono quelli di Quack Town, con gli amici di allora che ben conosciamo e che avrebbero avuto una seconda occasione per farsi vedere da grandi. Sono quelli paperopolesi con il cuginetto pon pon, con amichetti nuovi creati per l'occasione. Ricordi che potremmo definire "post QuackTown", con un Donald sempre piccolo tanto che dovrebbe vivere a casa di qualcuno che però non è più la Nonna. Una occasione sprecata per rivedere i 'quacktonians' da grandi, anche perché avrebbero rappresentato benissimo quella grande compagnia preadolescenziale che poi, crescendo, si perde ma può anche ritrovarsi, come già visto in "Paperino e gli amazing files" di Bruno Enna.
          Amelia e la Numero Uno del Numero Due   (terza e ultima puntata)
          Resta il mistero sul recupero della moneta di RK che, pur non fondendosi, ha comunque contribuito a creare un fortissimo amuleto con cui Amelia ha 'ingabbiato' il Deposito di Paperone, riuscendo a prendere la sua Numero Uno. Misteri della magia vesuviana. Alla DeSpell non bastano nuovi poteri e nuovo look per una vittoria finale 'impossibile', però possiamo dire che per lei è stata una sconfitta 'vittoriosa', con tanto di encomi inaspettati.  Anche per John D. questa avventura inizialmente negativa ha avuto dei risvolti positivi, passando da una crisi personale (sempre più frequenti, invero, quasi da depressione) ad una rilettura del suo rapporto antagonistico con il rivale Paperone.
          Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo : Terra   (quarto e ultimo episodio)
          Zemelo ha trovato il modo per non far ritornare Capitan Magellano in Spagna, trovando per lui un destino parodistico sicuramente migliore di quello reale. Però la frase e l'espressione di Pico Barboso rivolta al re "Il capitano... non è più con noi!"  è un compromesso fra le due diverse narrazioni. Alla fine Paperin Pigafetta emerge sugli altri, grazie al suo diario di bordo, con una velocità maggiore rispetto al suo alter ego umano la cui gloria personale fu postuma. Ma una parodia è anche una ri-lettura degli accadimenti storici e le magnifiche tavole di Mottura la scodelleranno direttamente in DeLuxe Edition.
          Calisota Social Media - Gambadilegno e la banda del gruppo
          Franzò delinea dei 'micioni' (Pietro e Trudy) più dinoccolati e articolati rispetto alle robuste posture standard e un nuovo roditore dall'aspetto decisamente sinistro.
          Young Donald Duck - Una fidanzata per Pippo
          Il solo fatto che questa fidanzata sia Gloria (la Glory-Bee delle strisce di Gottfredson) mi fa accettare meglio l'ennesimo episodio di YDD che, quantomeno, ha una sua coerenza storica, non sempre rispettata ma presente a macchia di leopardo. Visto che si sottolinea spesso il nome della scuola di Topolinia dedicata al suo fondatore Jeremy Ratt, non mi dispiacerebbe se questa serie prevedesse una puntata dedicata alla storia di questo misterioso personaggio, da far apprendere ai giovani topoliniani, Paperino e Paperina compresi (almeno in quel periodo). Questo numero del libretto ci delinea sempre più dettagliatamente gli spostamenti del giovane Donald: da Quack Town a Paperopoli (come in "Vent'anni dopo") fino a Topolinia per poi far ritorno a Duckburg. Lo zione adolescente avrà viaggiato ma anche lo zietto...
          « Ultima modifica: Venerdì 26 Nov 2021, 23:06:11 da Cornelius Coot »

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          Anapisa
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            Re:Topolino 3444
            Risposta #4: Venerdì 26 Nov 2021, 23:21:37
            Questo numero è riuscito piuttosto bene,Area 15 davvero toccante, racchiude emozioni e pensieri da entrambi i punti di vista, adolescenziali e adulti.Come diceva prima Samu anche i disegni hanno contribuito a rendere l'atmosfera delle emozioni provate,che sia angoscia nel perdere quello in cui si crede e sapere che comunque vada la vita prosegue senza troppi rimpianti.
            Apprezzate anche i finali della storia di Amelia e Pigafetta, anche se non saprei bene sia corretto lasciar intendere che Magellano si sia "esiliato" per sfruttare nuovi territori commerciali.. È anche vero che nella realtà il corpo di Magellano non fu trovato..ma pare piuttosto chiaro che sia stato ucciso..
            Disegni per tutte e due le storie sempre superbi..

            Allegato a questo numero con sovraprezzo il calendario di Cavazzano.Mi ero fatta forse un'idea sbagliata,pensando che fosse stato curato da lui, ma a me sembrerebbe piuttosto che siano stati soltanto utilizzati dei suoi disegni, sia nelle illustrazioni tra un mese e l'altro,sia nei disegni che sono inseriti nel mensile.
            Comunque un buon prezzo per un calendario da tavola, anche se avrei apprezzato maggiormente fosse stato made in Italy.Erano tanti anni che non ne avevo uno e questa volta ho deciso di riprovare ad usarlo.
            Per chi lo aveva preso lo scorso anno, anche della Ziche le illustrazioni erano riprese dai disegni già pubblicati?

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            Manuel Crispo
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              Re:Topolino 3444
              Risposta #5: Sabato 27 Nov 2021, 10:44:53
              Citazione da: Cornelius Coot
              Zemelo ha trovato il modo per non far ritornare Capitan Magellano in Spagna, trovando per lui un destino parodistico sicuramente migliore di quello reale (...)Ma una parodia è anche una ri-lettura degli accadimenti storici

              Ritieni che Paperin Pigafetta sia classificabile come parodia?
              “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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              Cornelius Coot
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                Re:Topolino 3444
                Risposta #6: Sabato 27 Nov 2021, 11:04:49
                Ritieni che Paperin Pigafetta sia classificabile come parodia?
                Adesso non rendiamo tabù questo termine come fosse l'olio di palma (salvato solo dalla Nutella che non è andata dietro al coro - si distingue anche in questo la 'mitica')  :P  E' vero che recentemente si preferiscono parole come 'rilettura' che possono essere più esatte tecnicamente se non si stravolgono gli accadimenti. Nel caso di Magellano credo non siano stati stravolti ma in parte celati (l'arrivo del navigatore nelle Filippine fu senz'altro positivo, salvo poi...). E anche nei casi di morte si trova il modo di far passare la notizia per vie traverse (vedi la frase di Pico e la sua espressione severa, della serie: chi vuol intendere, intenda).

                Dunque un mix, se vogliamo, fra rilettura e parodia (termine quest'ultimo che, almeno io, non intendo necessariamente comico ma anche come imitazione della realtà, un po' lontana da quella che dovrebbe essere).
                __________________________________________________________________

                PS  -  11000° post nel mio undicesimo anno di forum!  :)
                          Non c'entra nulla ma, come sapete, amo le statistiche  :crazy:
                « Ultima modifica: Sabato 27 Nov 2021, 16:27:43 da Cornelius Coot »

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                Manuel Crispo
                Sceriffo di Valmitraglia
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                  Re:Topolino 3444
                  Risposta #7: Sabato 27 Nov 2021, 13:20:30
                   Nessun tabú, semplicemente volevo sapere se per te era da ascriversi al genere. Personalmente penso che "storia in costume" sia più corretto.
                  Poi sono d'accordo che l'umorismo sia gradualmente sparito dalle parodie, che oggi sarebbero da indicare più correttamente con altri termini, ad esempio "adattamenti".

                  Ma l'umorismo é gradualmente sparito da Topolino in generale, quindi vabbè.
                  “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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                  Geronimo
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                    Re:Topolino 3444
                    Risposta #8: Sabato 27 Nov 2021, 13:40:33
                    Ma l'umorismo é gradualmente sparito da Topolino in generale, quindi vabbè.
                    Per fortuna c'è ancora Faccini, l'ultimo grande baluardo di comicità.
                    Luca Giacalone

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                    luciochef
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                      Re:Topolino 3444
                      Risposta #9: Sabato 27 Nov 2021, 14:06:40
                      Ma l'umorismo é gradualmente sparito da Topolino in generale, quindi vabbè.
                      Sparito anche e soprattutto per lasciar sempre più spazio alla intrespezione dei personaggi.
                      Che, presa in esame, non è assolutamente un male (anzi) ma dovrebbe essere dosata meglio con la quota umoristica di cui si sente altrettanto bisogno.
                      Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                        Re:Topolino 3444
                        Risposta #10: Sabato 27 Nov 2021, 15:07:13
                        Nessun tabú, semplicemente volevo sapere se per te era da ascriversi al genere. Personalmente penso che "storia in costume" sia più corretto.
                        Poi sono d'accordo che l'umorismo sia gradualmente sparito dalle parodie, che oggi sarebbero da indicare più correttamente con altri termini, ad esempio "adattamenti".

                        Ma l'umorismo é gradualmente sparito da Topolino in generale, quindi vabbè.

                        Secondo il "canone" del Papersera che è stato utilizzato per redigere la lista completa delle parodie nello specifico thread, è effettivamente una parodia... dal momento che queste non sono solo gli adattamenti a fumetti di opere letterarie ma anche di eventi storici.
                        E paperibus unus

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                          Re:Topolino 3444
                          Risposta #11: Sabato 27 Nov 2021, 15:57:19
                          Comunque un buon prezzo per un calendario da tavola, anche se avrei apprezzato maggiormente fosse stato made in Italy.Erano tanti anni che non ne avevo uno e questa volta ho deciso di riprovare ad usarlo.
                          Per chi lo aveva preso lo scorso anno, anche della Ziche le illustrazioni erano riprese dai disegni già pubblicati?
                          Sì, anche il calendario dell'anno scorso presentava disegni già pubblicati e, in particolare, per Silvia Ziche vennero pubblicati alcuni suoi disegni tratti dalla serie dei Che aria tira a...  ;)

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                            Re:Topolino 3444
                            Risposta #12: Sabato 27 Nov 2021, 16:36:32
                            Personalmente penso che "storia in costume" sia più corretto.
                                 Sicuramente corretto ma copre una vasta tipologia di storie:
                             1)  quelle che raccontano fatti e personaggi esistiti veramente (come nel caso di Pigafetta e Magellano)
                            2)  quelle che riprendono sceneggiati, fiction o film  (vedi Paperina di Rivondosa come Metopolis)
                            3)  quelle che prendono spunto da un determinato periodo storico per creare soggetti ex novo (vedi il famoso Ciclo Paperingio tornato          in auge ma lo stesso attuale Fantomius)
                            4)  quelle che raccontano storie di antenati di topi e paperi (saghe come Storia & Gloria o semplicemente storie singole)
                            5)  quelle della Macchina del Tempo o altre tipologie di narrazione, tipo crossover spazio temporali pikappici...
                            « Ultima modifica: Sabato 27 Nov 2021, 16:41:41 da Cornelius Coot »

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                              Re:Topolino 3444
                              Risposta #13: Domenica 28 Nov 2021, 08:54:38
                              Oltre alla bellissima e significativa storia di apertura, mi sono sentito sinceramente soddisfatto anche dalle altre storie che compongono il numero.
                              Ho apprezzato in particolare entrambi i finali delle storie con Amelia e Paperin Pigafetta, davvero molto intriganti e per me riusciti sia per quanto riguarda i testi che per il comparto grafico (davvero da applausi le prove di Soffritti e Mottura).
                              La prima posso dire che non ha deluso le mie aspettative sulla stessa, con un ultimo episodio ben scritto e che ben conclude le vicende con protagonisti la fattucchiera e i due miliardari "nemicerrimi" raccontate nei due episodi precedenti.
                              Ciò che mi è rimasto più impresso di questo episodio è stata sicuramente la volontà di riscossa personale di Rockerduck, che cerca di dimostrare di poter essere comunque un "Numero Uno" senza essere destinato a rimanere un eterno secondo.
                              Ed è stata per me molto d'impatto la scena in cui, ormai sfinito, sta per mollare il suo appiglio quando aveva già raggiunto il suo obiettivo di riscatto e di messa in pratica della sua volontà di scuotersi e di prendere in mano la situazione che si era venuta a creare.

                              Molto positivo anche il finale della storia di Zemelo, impreziosita da una trasposizione grafica veramente lodevole.
                              Come diceva Cornelius poco sopra in merito a Magellano, è vero che di quest'ultimo non viene detto in maniera esplicita che sia morto ma secondo me le frasi Il capitano non è più con noi, Magellano non fa più parte de questo mundo e siamo rimasti solo noi sono comunque di forte impatto e riescono a descrivere in maniera evidente il suo allontanamento dalla ciurma e, in modo più implicito, dalla vita "de questo mundo".

                              Per il resto, carina la breve su Gambadilegno e anche la storia su Young Donald Duck si è fatta leggere bene, senza annoiarmi nonostante la serie sia per me una delle meno interessanti tra le proposte del settimanale.
                              Anzi, posso dire che forse questo è l'episodio che mi ha convinto di più tra quelli che fanno parte del "secondo ciclo" di questa serie.

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                                Re:Topolino 3444
                                Risposta #14: Domenica 28 Nov 2021, 13:12:56
                                Quella di Pigaffeta è stata una bella storia: lo svolgimento era ottimo, i disegni di Mottura hanno impreziosito il tutto. Azzeccata anche la scelta di inserire qualche battuta in spagnolo o portoghese.
                                A parte la svista sulle Filippine (comunque perdonabile, se l'intento voleva essere un minimo didattico), penso sia un altro piccolo capolavoro di questa parte finale di anno, che ci ha già regalato diverse perle. E anche in questo caso, il tema della "morte" (la brutta parola che si accompagna alla censura) è stato affrontato poeticamente, nel pieno rispetto delle linee attuali del Topo.
                                Quindi, approvata a pieni voti.
                                Archiatra giuridico dell'Ufficio Sinistri.

                                 

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