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Topolino 3451 - Recensione di Matteo Gumiero

Capita talvolta che il recensore si trovi nella scomoda situazione del non saper bene cosa dire o cosa scrivere nell’analizzare un volume. Questo avviene soprattutto quando il volume in questione non lascia particolari spunti (positivi o negativi che siano) o appigli per l’analisi. È il caso di questa settimana: non per questo si vuol intendere che ci si trovi davanti a un numero brutto tout court, ma la sensazione a lettura ultimata è che stavolta ci sia poco da commentare. Questo soprattutto perché delle cinque storie presenti sul settimanale ben tre fanno parte di storie a puntate che non si concludono in questo numero e che quindi non è possibile analizzare compiutamente. Partiamo dalle altre, autoconclusive e dunque commentabili in via definitiva e senza timore di ricorsi in Cassazione. La storia che segna il ritorno sulle pagine di Topolino di Fausto Vitaliano, Zio Paperone e la minaccia nella Calisota Valley (per le matite di Graziano Barbaro), ha tutti gli elementi classici del suo autore: caustico umorismo, salace ironia sulle nuove tecnologie e su chi le utilizza, persino l’uso dell’amato Dinamite Bla. Paradigma perfetto di classica avventura “alla Vitaliano”, questa storia subirà certamente nel giudizio il destino delle altre prove dell’autore: se il lettore avesse apprezzato altri suoi lavori in passato certamente vedrà con favore anche questa; se altrimenti non lo trovasse tra i suoi sceneggiatori preferiti non sarò certo questa storia a fargli cambiare idea. I riflettori sono puntati sull’ironia volta a quegli utenti, spesso presenti su social network e nelle varie community online, che sembrano esser lì solamente per creare alterchi o mettere zizzania per il puro gusto di vedere la gente litigare. La soluzione proposta dall’autore è abbandonare quel carosello di insulti in cui spesso va a trasformarsi la rete e disporre per queste persone una “terapia” a base di disintossicazione tecnologica e cura del terreno, quasi a intendere il ritiro nel proprio hortus, luogo anelato molte volte nel corso dei secoli come unica possibilità per condurre una vita serena e felice. Poveri Bassotti Ma anche forse un più prosaico “mandateli a zappare la terra”, visto come punizione definitiva per il ritorno di queste persone alla concretezza (e alla durezza) della vita reale. La storia nel complesso non convince troppo e traspare, perlomeno agli occhi di chi scrive, una certa mal sopportazione dell’autore stesso rispetto a queste nuove tecnologie.  La breve storia disegnata da Marco Rota, Qui, Quo, Qua e il disaccordo musicale, si basa sull’uso di un oggetto, il lettore musicale, ormai completamente fuori tempo massimo. La storia è stata scritta ormai anni fa, ma programmarne la pubblicazione oggi appare, forse, cattivo tempismo. Rimane una breve con una buona gag finale su somiglianze e differenze tra i vari nipotini, che pure emergono certo in maniera meno marcata rispetto alla narrazione usuale invalsa su Topolino di recente. Per il resto, come detto, è difficile commentare tre storie in fieri. Non vuole essere oggetto di questa recensione l’ennesima polemica sulle troppe storie a puntate (o troppo poche), ma chi scrive ritiene tuttavia che in questo caso la gestione di questo aspetto sarebbe potuta essere migliore.  Buona la prima comunque per Brigitta, Amelia e l’alleanza disastrosa, che vede il ritorno di Silvia Ziche come autrice completa. L’autrice della Papernovela sfodera tutto il suo potenziale comico andando a raccontare gli effetti cataclismici di una improbabile quanto inadeguata alleanza tra le due protagoniste del titolo. Ah, se prude Detto che l’utilizzo di “strane coppie” in Disney è un cliché abbastanza abusato, e che il personaggio di Brigitta con la sua insana ossessione per Paperone dopo tanti anni inizia a mostrare, a parere di chi scrive, un po’ di stanca, la vicenda si sviluppa tuttavia in maniera frizzante e divertente. Lo stile grafico della Ziche è sempre il top per ciò che riguarda la resa di situazioni comiche e paradossali. Punti bonus vanno ad uno Zio Paperone cinico come raramente accade oggigiorno e per le esilaranti sequenze del monologo interiore di Brigitta e dell’allergia al denaro dello Zione. Giunte rispettivamente invece alla seconda e alla terza puntata, non convincono ancora del tutto invece le storie Il Viaggio del Pippon-Tiki, della coppia Cabella/Bigarella, e Cronache degli Antichi Regni, di Sisti/D’Ippolito, nata dallo spunto del sempre più showrunner Alex Bertani. Nel primo caso la storia rimane un lavoro di buona fattura, ma gli avvenimenti che si succedono sulla zattera sembrano rimanere non correlati fra loro e il racconto procede in maniera fin troppo lineare. Se lo stanno chiedendo tutti in sala… Cabella ha il grande merito di aver ripescato e portato su Topolino un avvenimento davvero interessante, oltre che realmente accaduto, ma l’eccesso di storie su questo argomento negli ultimi mesi (si ricorda a stretto giro senz’altro il viaggio di Magellano e Pigafetta intorno al mondo – oltre alla storia di Topleton dello stesso Cabella, quella però più datata) rischia alla lunga di instillare nel lettore un senso di déjà-vu che concorre al minore apprezzamento generale della singola storia.  In aggiunta a ciò i disegni del bravissimo Ivan Bigarella alternano tavole molto belle a situazioni in cui il tratto sembra risentire forse di tempi troppo stretti per la realizzazione. Diversamente risulterebbe difficoltoso spiegarsi le motivazioni per alcune repentine variazioni sulla bellezza della messa in scena. Questa alternanza tra cose buone e meno buone è cifra comune anche alla storia di Sisti e D’Ippolito, che a belle tavole con alcune trovate molto interessanti e con un mistero ben strutturato alterna alcuni momenti un po’ confusi sia dal punto di vista dei disegni che della sceneggiatura. A questo punto in ogni caso rimane la curiosità per la conclusione di entrambe le avventure, pubblicate sul prossimo numero. Chiude il numero una divertente one-page di Alessio Coppola che ci presenta un redivivo Gancetto (Bruto) alle prese con un ingegnoso sistema per guadagnare furbamente qualcosina alle spese di ignari e generosi miliardari. Concetto e svolgimento interessante, anche se ci si sarebbe aspettati di trovare alle prese con un’idea del genere il più smaliziato padre, Gancio, piuttosto che il figlio. Per concludere, menzioniamo volentieri un’anteprima: nel prossimo numero ritroveremo Corrado Mastantuono con il suo Bum Bum.

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Topolino 3451

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Samu
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    Topolino 3451
    Mercoledì 12 Gen 2022, 18:32:50
    Sommario

    Brigitta, Amelia e l'alleanza disastrosa - Primo episodio
    Soggetto, sceneggiatura e disegni di Silvia Ziche

    Il Viaggio del Pippon-Tiki - In mezzo al nulla (Secondo episodio)
    Soggetto e sceneggiatura di Sergio Cabella
    Disegni e supervisione colore di Ivan Bigarella

    Qui, Quo, Qua e il disaccordo musicale
    Soggetto e sceneggiatura di Thomas Schrøder
    Disegni di Marco Rota

    Cronache degli Antichi Regni - Capitolo Terzo: Nel fuoco e nel ghiaccio
    Da un'idea di Alex Bertani
    Soggetto e sceneggiatura di Alessandro Sisti
    Disegni e supervisione colore di Francesco D'Ippolito

    Zio Paperone e la minaccia alla Calisota Valley
    Soggetto e sceneggiatura di Fausto Vitaliano
    Disegni di Graziano Barbaro

    Copertina (Disegno di Alessandro Perina; colori di Valeria Turati):

      Re:Topolino 3451
      Risposta #1: Giovedì 13 Gen 2022, 11:33:17
      Non so voi, ma io mi sono spanciato dal ridere con la prima e l'ultima storia.

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        Re:Topolino 3451
        Risposta #2: Giovedì 13 Gen 2022, 12:40:06
        Non so voi, ma io mi sono spanciato dal ridere con la prima e l'ultima storia.
        Concordo, Silvia Ziche è e rimarrà sempre la regina di Topolino, le sue storie sono fantastiche!! Anche l’ultima era molto carina, quelle di mezzo (Pippon-tiki, cronache dell’antico regno e qui quo qua) un po’ sciapite. Una cosa negativa: Pippon-tiki. È migliorata lievemente dal punto di vista dei disegni, ma la narrazione continua ad essere banale e priva mordente, e poi Pippo intellettuale non ce lo vedo proprio 😓 Voi che ne pensate?

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          Re:Topolino 3451
          Risposta #3: Venerdì 14 Gen 2022, 15:30:44
          La Ziche sempre esilarante.
          O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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            Re:Topolino 3451
            Risposta #4: Venerdì 14 Gen 2022, 22:03:49
            Con Zio Paperone e la minaccia alla Calisota Valley abbiamo il ritorno del grande Fausto Vitaliano, riconoscibilissimo nelle sue sceneggiature, con i suoi dialoghi "taglienti" e battute intelligenti. La sua storia spazia da un'ambientazione all'altra senza confondere le idee a chi legge,per me una sceneggiatura molto divertente.Il prossimo classico d'autore sarà curato proprio da lui.
            Il primo episodio dell'alleanza disastrosa di Silvia Ziche è anch'esso divertente, le gag umoristiche e le espressioni facciali che riesce a  rappresentare Silvia sono uniche.Questa strana alleanza fa acqua da tutte le parti,ancora prima di incominciare.
            Le cronache degli antichi regni procedono bene,ma ho trovato questo episodio un pochino più lento degli altri.E inizio a perder pezzi nella mia memoria.
            Stessa lentezza anche per il viaggio del Pippon Tiki, anche se a me personalmente non è pesata per niente,allietata dai meravigliosi disegni,e poi ho un debole per il mare che mi fa apprezzare la lentezza del viaggio a bordo.
            Qui Quo Qua e il disaccordo musicale mi ha piacevolmente colpito, una divertente dinamica familiare.Trama semplice ma breve riuscitissima.

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            Samu
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              Re:Topolino 3451
              Risposta #5: Sabato 15 Gen 2022, 21:59:39
              Anch'io, come Anapisa, ho trovato molto carina la breve con i nipotini e lo zio Paperino: infatti pur essendo una storia semplice (con un finale che il lettore può anche immaginare quale possa essere), mi è piaciuta proprio nel suo descrivere una situazione quotidiana e familiare, con degli evidenti contrasti tra gemelli in cui lo zio si ritroverà in mezzo, nel tentativo di far da "paciere".  :)

              Molto fresca e davvero gradevole da leggere la prima parte della storia di copertina, che vede Silvia Ziche autrice completa e che mette in scena delle dinamiche divertenti e simpatiche riguardanti Amelia, Brigitta (responsabili della "disastrosa alleanza" del titolo) e chiaramente lo stesso Zione.
              Mi ha fatto molto ridere il vederlo disperarsi come un matto per il sortilegio di Amelia (le scene in cui si gratta senza possibilità di fare nulla sono senza dubbio quelle che più mi hanno divertito  ;D) e poi è stato straniante, ma anche per questo divertente ed inaspettato, vedere un'Amelia costretta, dalle circostanze da lei stessa create, a difendere strenuamente il Deposito anziché attaccarlo come al solito.

              Per il resto, ha fatto piacere anche a me ritrovare Fausto Vitaliano sulle pagine del libretto, con una storia dalle tematiche certamente attuali e moderne e che posso dire essersi rivelata una lettura simpatica, scorrevole e piacevole.  ;)
              « Ultima modifica: Sabato 15 Gen 2022, 22:01:14 da Samu »

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              Anapisa
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                Risposta #6: Sabato 15 Gen 2022, 22:19:08
                Citazione
                Mi ha fatto molto ridere il vederlo disperarsi come un matto per il sortilegio di Amelia (le scene in cui si gratta senza possibilità di fare nulla sono senza dubbio quelle che più mi hanno divertito  ;D)
                In effetti vedere un Paperone rotolante con ottocento braccia ha fatto divertire anche a me  :))
                Inusuale anche il riuscitissimo "fuori campo" con Amelia e Gennarino, mentre attendono la risposta di Brigitta su un'eventuale alleanza..

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                Davison
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                  Re:Topolino 3451
                  Risposta #7: Domenica 16 Gen 2022, 20:09:23
                  Non so voi ma per me la storia più debole del numero è quella del Pippon-Tiki.
                  Pagine, pagine e pagine in cui non accade davvero nulla. Ogni avversità
                  Spoiler: mostra
                  (esempi: il marciume della zattera e la turbolenza oceanica nella parte finale dell'episodio)
                  appare e scompare nel giro di due pagine (forse anche meno).
                  Pippo troppo filosofeggiante, lo trovo abbastanza out of character. Chiariamoci: odio le storie in cui viene trattato come un completo imbecille e capisco che la miniserie non rappresenti il Pippo "canonico" ma bensì, essendo una storia in costume, un Pippo nei panni di una persona realmente esistita. Nonostante questo, lo trovo comunque un accostamento poco azzeccato, troppe battute che sembrano uscire dai Baci Perugina o da qualche saggio di self-help.
                  Specificando che le storie di mare non siano tra le mie preferite, penso che questo secondo episodio sia stato molto più debole rispetto al primo.
                  Ciò che però mi ha spinto a finire la lettura è senz'altro il bellissimo tratto di Bigarella, vignette davvero ben realizzate, spero di rivederlo presto sul Topo. Davvero tanti complimenti!

                  Il resto del Topolino è ok.
                  La Ziche quando è autrice completa ha sempre ventinove marce in più. Alcune vignette mi hanno fatto davvero ridere, una delle sequenze più belle è sicuramente
                  Spoiler: mostra
                   quella in cui Brigitta cucina una vagonata di roba con il sorriso sul becco e il cuore pieno di speranza, per poi caricare tutto in macchina e presentarsi con la piramide di pentolame davanti al portone del Deposito  ;D ;D
                  . Attendo i prossimi episodi.

                  L'episodio di Cronache degli Antichi Regni l'ho letto molto volentieri, nel complesso mi sta piacendo. Alcune vignette mi lasciano un po' perplesso e, soprattutto negli episodi precedenti, un po' di proporzioni le trovo azzardate o poco convincenti. Nota positiva: trovo molto ben riuscito (graficamente) il mio adorato Gastone e, tutto sommato, i disegni sono molto piacevoli.

                  La storia della Calisota Valley mi ha lasciato indifferente. Qualche bella uscita comica, si vede Vitaliano alla sceneggiatura ma, ogni volta che mi capita di leggere una storia del Topo incentrata sulla tecnologia, sulle app e compagnia bella, non riesco a non sbadigliare e a trovare tutto poco riuscito.
                  Ho sempre l'impressione che i target di riferimento di tali storie siano quello dei bambini o quello degli anziani a cui devi spiegare cosa sia un cellulare. Sempre lo stesso umorismo basato su robottini simpatici, app inutili dal nome buffo e sulla dipendenza dai social o dal mezzo tecnologico di turno. Per non parlare della continua ripetizione dei vari termini gergali legati a Internet e alla tecnologia che trovo sempre abbastanza stonanti, ridondanti e fini a se stessi, come se ciò dovesse fare sorridere...





                  *

                  Samu
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                    Re:Topolino 3451
                    Risposta #8: Domenica 16 Gen 2022, 20:41:00
                    Non so voi ma per me la storia più debole del numero è quella del Pippon-Tiki.
                    Pagine, pagine e pagine in cui non accade davvero nulla. Ogni avversità
                    Spoiler: mostra
                    (esempi: il marciume della zattera e la turbolenza oceanica nella parte finale dell'episodio)
                    appare e scompare nel giro di due pagine (forse anche meno).
                    Pippo troppo filosofeggiante, lo trovo abbastanza out of character. Chiariamoci: odio le storie in cui viene trattato come un completo imbecille e capisco che la miniserie non rappresenti il Pippo "canonico" ma bensì, essendo una storia in costume, un Pippo nei panni di una persona realmente esistita. Nonostante questo, lo trovo comunque un accostamento poco azzeccato, troppe battute che sembrano uscire dai Baci Perugina o da qualche saggio di self-help.
                    Specificando che le storie di mare non siano tra le mie preferite, penso che questo secondo episodio sia stato molto più debole rispetto al primo.
                    Ciò che però mi ha spinto a finire la lettura è senz'altro il bellissimo tratto di Bigarella, vignette davvero ben realizzate, spero di rivederlo presto sul Topo. Davvero tanti complimenti!
                    Sinceramente con la storia del Pippon-Tiki ho avuto le tue stesse impressioni, Davison.
                    Le aspettative che avevo nei confronti di questa storia erano abbastanza alte, soprattutto per il fatto di rendere protagonista un quartetto molto interessante quale quello formato da Topolino, Pippo, Orazio e Gancio.
                    Eppure, in queste prime due puntate ho avuto la tua stessa sensazione di ricavare poco dalla lettura della storia, non riuscendo a sentirmi coinvolto da quanto avviene e con una narrazione che, per quanto mi riguarda, trovo priva di brio e di mordente.
                    Aspetto la puntata conclusiva per giudicarla nella sua interezza ma per quello che ho letto finora, ad essere onesti, mi è rimasto poco di questa vicenda.

                    *

                    Cornelius Coot
                    Imperatore della Calidornia
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                      Re:Topolino 3451
                      Risposta #9: Domenica 16 Gen 2022, 21:29:57
                      I ritorni di Silvia Ziche e Fausto Vitaliano danno una 'scossa' non indifferente a questo numero del Topo, aprendolo e chiudendolo con autentici fuochi d'artificio sparati a ritmi indiavolati, dove gag, battute e situazioni si alternano senza respiro. Abituati da tempo a ritmi più 'lenti', a lunghi prologhi e a plot dove gli avvenimenti girano su se stessi, magari con della suspence e dei colpi di scena finali ma senza un filo narrante particolarmente accattivante, ecco che il ritorno di certe narrazioni 'intense' ci provoca inaspettato piacere e autentico divertimento, sebbene certi ritmi non possano reggere tempi troppo lunghi. La storia di chiusura di Vitaliano è infatti un episodio unico mentre sarà curioso vedere come la Ziche riuscirà a tenere alta l'attenzione nel prosieguo della sua folle avventura.
                      Brigitta, Amelia e l'alleanza disastrosa   (primo episodio)
                      Un ritorno migliore non poteva esserci per l'autrice veneta che utilizza al meglio le due protagoniste e anche Paperone, tornato a vestire il ruolo di cinico profittatore, assolutamente senza scrupoli. Sia nei confronti della storica corteggiatrice che dei colleghi invitati ad una pantagruelica cena, gratuita nella richiesta ma non nell'offerta. Brigitta da... 'il peggio di se', per certi versi. Doppiamente e atrocemente beffata, da Paperone prima e da Amelia poi. E i guai per lei non sembrano affatto terminati: penso che sul Vesuvio ne vedremo delle belle nella prossima puntata. La prima è ricchissima di situazioni surreali: dalla 'cena delle beffe' ad una coabitazione totalmente diversa dalle aspettative, da un Deposito prima svuotato e poi di nuovo sorprendentemente affollato al prurito 'intenso' dello zione fino al confronto tra la mora e la bionda che si scrutano per 5 tavole consecutive, alternando proposte, provocazioni, silenzi, attese, pensieri, sonnellini e 'strette di mano' finali assolutamente godibili (oltre che 'dolorose'). Il tutto condito dalla presenza di un Gennarino protagonista suo malgrado, dalla postura apparentemente pacata ma sempre vigile sugli avvenimenti.
                      Il viaggio del Pippon-Tiki - In mezzo al nulla   (secondo episodio)
                      Come da titolo... proprio il nulla (o quasi) rispetto a ciò che abbiamo visto e letto prima di questa storia. Non che le cose non accadano:
                      in mezzo ad un oceano (non proprio Pacifico) a bordo di una zattera 'spartana' (o peruviana, secondo le ipotesi del navigatore) capitano diversi problemi ma del tutto 'scontati'. Il plot viene alternato con rimandi agli scettici soci del club di navigazione norvegese (di cui Pipperdahl fa parte) e i disegni di Bigarella svolgono egregiamente il compito di rendere più 'appetibile' questa storia che sicuramente rivedremo in edizione Deluxe, Gold o Extra. La rilettura disneyana di una avventura marina particolarmente interessante e curiosa è da elogiare (rimandi al Kon-Tiki c'erano stati anche da parte di Guido Martina mezzo secolo fa... dunque un cerchio che si chiude, se vogliamo) però, come a volte capita, certe avventure sono forse più accattivanti nella realtà che nel fumetto per bambini/ragazzini che rischia una certa scontatezza e prevedibilità.
                      Qui Quo Qua e il disaccordo musicale
                      Questa breve egmontiana disegnata da Marco Rota ribalta tutti i recenti sforzi della Panini nel differenziare i tre nipotini. Per decidere chi dei tre potrà usare per primo un lettore avuto come regalo Paperino organizza delle competizioni in cui QQQ ottengono sempre gli stessi risultati (una didascalia dice che "Paperino non ha tenuto conto delle somiglianze tra Qui Quo e Qua"). Alla fine una soluzione si trova ma ciò non toglie che questa storiellina del 2008 è una 'contro-narrazione' delle attuali vicende che riguardano i nipotini.
                      Cronache degli Antichi Regni - Del fuoco e nel ghiaccio   (Capitolo III)
                      Ricapitolando, abbiamo non più tre regni ma quattro: Vastiplano con i paperi, Flamoch con i topi, Ondalya con Reginella e Arialta con i pippidi (di quest'ultimo non sappiamo ancora la posizione geografica). Tra i primi due un deserto 'terra di nessuno' (o di tutti). Tra adulti aggressivi e pronti alla guerra, sembrano emergere le qualità pacifiche e più ragionevoli degli adolescenti: Qui Quo Qua, Tip e Tap e Gilberto (evito i loro nomi 'storici'). Intrighi e scontri geo-politici potrebbero essere stoppati dalle nuove generazioni. Accattivanti le tavole di D'Ippolito: anche per questi Antichi Regni prossima Deluxe, Gold o Extra in arrivo.
                      Zio Paperone e la minaccia alla Calisota Valley
                      Vitaliano cambia lo scenario delle sfide ZP-RK: i due tycoon spostano le loro sedi tradizionali (Deposito e Grattacielo) trasferendosi entrambi nella nuovissima cittadella hi-tech dove possiedono le principali aziende. La guerra tra loro è sempre senza esclusione di colpi, arbitrata a fatica da un Giudice Gufo particolarmente aggressivo, anche nel look rinnovato. Protagonisti i giovani studenti pieni di idee e di entusiasmo e, in un contraltare del tutto diverso, un Dinamite Bla che dal suo Cucuzzolo sembra dominare tutta la scena anche geografica: una panoramica completa su Paperopoli, dal centro città al porto fino alla cittadella della Valley, come da didascalia iniziale. La cosa un po' mi sorprende perché, in genere, il Misantropo è piuttosto all'interno, lontano dalla costa e più vicino a Quack Town. Ma in questa divertente storia, brillante e ritmata, tutto è concesso: anche una digressione geografica.
                      « Ultima modifica: Lunedì 17 Gen 2022, 11:14:02 da Cornelius Coot »

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                        Re:Topolino 3451
                        Risposta #10: Domenica 16 Gen 2022, 23:34:19
                        Quando un fumetto vale da solo il prezzo di un numero di Topolino, succede questa settimana con la prima puntata della spassosa storia di Silvia Ziche ..... da capottarsi dalle risate.... chapeau.

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                          Re:Topolino 3451
                          Risposta #11: Lunedì 17 Gen 2022, 10:54:55
                          ... fino al confronto tra la mora e la bionda che si scrutano in 5 tavole, alternando proposte, provocazioni, silenzi, attese, pensieri, sonnellini e accordi finali assolutamente godibili (e imperdibili). Il tutto condito dalla presenza di un Gennarino protagonista suo malgrado, dalla postura apparentemente pacata ma sempre vigile sugli avvenimenti.
                          Quelle 5 tavole sono un piccolo capolavoro di fumetto! In particolare, la pagina 21 è qualcosa di spettacolare! ;D :)
                          Gennarino, in questa storia, sta recitando più o meno la parte che ha Oliver nelle vignette di Lucrezia: apparentemente inutile, ma in realtà indispensabile! ;D

                          A parte questo, mi sono imposto di aspettare la fine delle storie a puntate per dare un giudizio, quindi per ora non dico niente! ;)
                          Io son nomato Pippo e son poeta
                          Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                          Verso un'oscura e dolorosa meta

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                          Cornelius Coot
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                            Re:Topolino 3451
                            Risposta #12: Lunedì 17 Gen 2022, 13:11:14
                            ... e poi Pippo intellettuale non ce lo vedo proprio 😓 Voi che ne pensate?
                            Pippo troppo filosofeggiante, lo trovo abbastanza out of character.
                            Non è la prima volta che Pippo 'filosofeggia': lo abbiamo visto nella storia del Nautilus, in Don Pippotte, On the Road, Novecento... (con i dovuti distinguo e magari mi sbaglierò pure ma in queste storie citate ricordo un Pippo sempre piuttosto sicuro di se, serio, 'intellettuale', riflessivo se non 'virile' come il cugino Indiana). Per certi versi anche 'Pippo a Hollywood' di Gottfredson mostrava l'amico di Topolino in una versione piuttosto alternativa a quella tradizionale (e la storia americana è l'unica dove Pippo interpreta veramente 'se stesso', senza gli alter ego della parodie/riletture).

                            Da notare come gli altri personaggi, in genere, in questa tipologia di storie interpretano sempre se stessi, calati in ambienti e tempi diversi dal presente. Forse Pippo è l'unico a cui viene concesso di 'cambiare', di mostrarsi in una veste che non è proprio la sua ma che, al tempo stesso, sembra calzargli bene. Forse nei casi citati prima si estremizzano, fino a farli diventare basici, certi comportamenti che Pippo ha talvolta nella sua 'realtà', qualche sua frase 'filosofeggiante' buttata lì a caso o certi suoi modi di pensare e valutare le cose che lo rendono comunque 'diverso' dagli altri.

                            In fondo un certo aplomb Pippo lo ha sempre avuto, fin dalle storie anni '30 di Gottfredson (pensiamo alla Casa dei fantasmi o al Mistero dell'Uomo Nuvola dove mantiene una calma paradossale di fronte ad eventi dove gli altri sono tutti più nervosi). Un 'filosofeggiare' che in alcune parodie (tipo il Kon-Tiki o le precedenti ricordate) prende decisamente il sopravvento fondendosi con altre caratteristiche che lo fanno diventare un personaggio comunque 'altro' rispetto al Pippo quotidiano che conosciamo tutti.
                            « Ultima modifica: Lunedì 17 Gen 2022, 13:19:07 da Cornelius Coot »

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                              Topolino 3451
                              Risposta #13: Lunedì 17 Gen 2022, 20:39:24
                              Recensione Topolino 3451


                               Capita talvolta che il recensore si trovi nella scomoda situazione del non saper bene cosa dire o cosa scrivere nell’analizzare un volume. Questo avviene soprattutto quando il volume in questione non lascia particolari spunti (positivi o negativi che siano) o appigli per l’analisi.

                               È il caso di questa settimana: non per questo si vuol intendere che ci si trovi davanti a un numero brutto tout court, ma la sensazione a lettura ultimata è che stavolta ci sia poco da commentare.

                               Questo soprattutto perché delle cinque storie presenti sul settimanale ben tre fanno parte di storie a puntate che non si concludono in questo numero e che quindi non è possibile analizzare compiutamente. Partiamo dalle altre, autoconclusive e dunque commentabili in via definitiva e senza timore di ricorsi in Cassazione.

                               La storia che segna il ritorno sulle pagine di Topolino di Fausto Vitaliano, Zio Paperone e la minaccia nella Calisota Valley (per le matite di Graziano Barbaro), ha tutti gli elementi classici del suo autore: caustico umorismo, salace ironia sulle nuove tecnologie e su chi le utilizza, persino l’uso dell’amato Dinamite Bla. Paradigma perfetto di classica avventura “alla Vitaliano”, questa storia subirà certamente nel giudizio il destino delle altre prove dell’autore: se il lettore avesse apprezzato altri suoi lavori in passato certamente vedrà con favore anche questa; se altrimenti non lo trovasse tra i suoi sceneggiatori preferiti non sarò certo questa storia a fargli cambiare idea.

                               I riflettori sono puntati sull’ironia volta a quegli utenti, spesso presenti su social network e nelle varie community online, che sembrano esser lì solamente per creare alterchi o mettere zizzania per il puro gusto di vedere la gente litigare. La soluzione proposta dall’autore è abbandonare quel carosello di insulti in cui spesso va a trasformarsi la rete e disporre per queste persone una “terapia” a base di disintossicazione tecnologica e cura del terreno, quasi a intendere il ritiro nel proprio hortus, luogo anelato molte volte nel corso dei secoli come unica possibilità per condurre una vita serena e felice.

                               
                              Poveri Bassotti

                              Ma anche forse un più prosaico “mandateli a zappare la terra”, visto come punizione definitiva per il ritorno di queste persone alla concretezza (e alla durezza) della vita reale. La storia nel complesso non convince troppo e traspare, perlomeno agli occhi di chi scrive, una certa mal sopportazione dell’autore stesso rispetto a queste nuove tecnologie. 

                               La breve storia disegnata da Marco Rota, Qui, Quo, Qua e il disaccordo musicale, si basa sull’uso di un oggetto, il lettore musicale, ormai completamente fuori tempo massimo. La storia è stata scritta ormai anni fa, ma programmarne la pubblicazione oggi appare, forse, cattivo tempismo. Rimane una breve con una buona gag finale su somiglianze e differenze tra i vari nipotini, che pure emergono certo in maniera meno marcata rispetto alla narrazione usuale invalsa su Topolino di recente.

                               Per il resto, come detto, è difficile commentare tre storie in fieri. Non vuole essere oggetto di questa recensione l’ennesima polemica sulle troppe storie a puntate (o troppo poche), ma chi scrive ritiene tuttavia che in questo caso la gestione di questo aspetto sarebbe potuta essere migliore. 

                               Buona la prima comunque per Brigitta, Amelia e l’alleanza disastrosa, che vede il ritorno di Silvia Ziche come autrice completa. L’autrice della Papernovela sfodera tutto il suo potenziale comico andando a raccontare gli effetti cataclismici di una improbabile quanto inadeguata alleanza tra le due protagoniste del titolo.

                               
                              Ah, se prude

                               Detto che l’utilizzo di “strane coppie” in Disney è un cliché abbastanza abusato, e che il personaggio di Brigitta con la sua insana ossessione per Paperone dopo tanti anni inizia a mostrare, a parere di chi scrive, un po’ di stanca, la vicenda si sviluppa tuttavia in maniera frizzante e divertente. Lo stile grafico della Ziche è sempre il top per ciò che riguarda la resa di situazioni comiche e paradossali. Punti bonus vanno ad uno Zio Paperone cinico come raramente accade oggigiorno e per le esilaranti sequenze del monologo interiore di Brigitta e dell’allergia al denaro dello Zione.

                               Giunte rispettivamente invece alla seconda e alla terza puntata, non convincono ancora del tutto invece le storie Il Viaggio del Pippon-Tiki, della coppia Cabella/Bigarella, e Cronache degli Antichi Regni, di Sisti/D’Ippolito, nata dallo spunto del sempre più showrunner Alex Bertani.

                               Nel primo caso la storia rimane un lavoro di buona fattura, ma gli avvenimenti che si succedono sulla zattera sembrano rimanere non correlati fra loro e il racconto procede in maniera fin troppo lineare.

                               
                              Se lo stanno chiedendo tutti in sala…

                               Cabella ha il grande merito di aver ripescato e portato su Topolino un avvenimento davvero interessante, oltre che realmente accaduto, ma l’eccesso di storie su questo argomento negli ultimi mesi (si ricorda a stretto giro senz’altro il viaggio di Magellano e Pigafetta intorno al mondo – oltre alla storia di Topleton dello stesso Cabella, quella però più datata) rischia alla lunga di instillare nel lettore un senso di déjà-vu che concorre al minore apprezzamento generale della singola storia

                               In aggiunta a ciò i disegni del bravissimo Ivan Bigarella alternano tavole molto belle a situazioni in cui il tratto sembra risentire forse di tempi troppo stretti per la realizzazione. Diversamente risulterebbe difficoltoso spiegarsi le motivazioni per alcune repentine variazioni sulla bellezza della messa in scena.

                               Questa alternanza tra cose buone e meno buone è cifra comune anche alla storia di Sisti e D’Ippolito, che a belle tavole con alcune trovate molto interessanti e con un mistero ben strutturato alterna alcuni momenti un po’ confusi sia dal punto di vista dei disegni che della sceneggiatura. A questo punto in ogni caso rimane la curiosità per la conclusione di entrambe le avventure, pubblicate sul prossimo numero.

                               Chiude il numero una divertente one-page di Alessio Coppola che ci presenta un redivivo Gancetto (Bruto) alle prese con un ingegnoso sistema per guadagnare furbamente qualcosina alle spese di ignari e generosi miliardari. Concetto e svolgimento interessante, anche se ci si sarebbe aspettati di trovare alle prese con un’idea del genere il più smaliziato padre, Gancio, piuttosto che il figlio.

                               Per concludere, menzioniamo volentieri un’anteprima: nel prossimo numero ritroveremo Corrado Mastantuono con il suo Bum Bum.



                              Voto del recensore: 2.5/5
                              Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                              https://www.papersera.net/wp/2022/01/17/topolino-3451/


                              Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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                                Re:Topolino 3451
                                Risposta #14: Mercoledì 19 Gen 2022, 09:57:15
                                Sperando di essere breve..

                                Sono anche io tra quelli che quando Pippo è meno ...Pippo fatica un po' a digerirlo ma in un contesto di 'sognatore strambo' trovo che non sia poi tanto tirata per i capelli la questione del ruolo.  Non una di quelle storie che mi rimarranno impresse per quanto la trovo piacevole, non ne comprerò una deluxe/gold/limted/ultra edition per intenderci.

                                Mi sta invece piacendo molto le cronache degli antichi regni, scorre bene, i disegni li trovo ottimi e i personaggi sono ben incastonati nella storia.

                                Non faccio mistero di non esser un gran fan delle avventure al femminile ne di brigitta ne di amelia...ma Silvia Ziche mi piace troppo... :inLove:
                                Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                                 

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