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Topolino 3452 - Recensione di Guglielmo Nocera

Il Topolino di questa settimana si apre con la prova di un autore da me molto amato: Corrado Mastantuono. Sintetizzare in poche righe i suoi successi e l’impatto che la sua arte ha avuto sulla mia formazione di lettore è impossibile; mi limiterò a citare il suo personaggio più celebre, quel Bum Bum Ghigno al cui sviluppo e alla cui maturazione Mastantuono ha lavorato incessantemente fino a svilupparne appieno l’essenza tragica e donchisciottesca, e che per me rappresenta quanto di meglio il fumetto Disney abbia prodotto negli ultimi venticinque anni. La storia di apertura di Topolino 3452, intitolata Paperino, Bum Bum e il fratello manipolatore, è la migliore dimostrazione possibile della solidità del lavoro di worldbuilding svolto da Mastantuono in questi anni: abbiamo Paperino, Archimede e Bum Bum al bar di Poldo Crocchetta, con l’immancabile tamarindo; abbiamo tutto il cast di personaggi “ghigneschi” come la cugina Mary Jane e il fratello Toddy; abbiamo quell’ormai familiare misto di surrealtà, umorismo e malinconia che ne caratterizza il mondo. Proprio Toddy, personaggio nato nell’ormai lontano 1997, è il protagonista e fulcro narrativo questa avventura. Trasformandolo in una parodia del Barney Stinson della celebre serie televisiva How I Met Your Mother, Mastantuono porta lo spregiudicato fratello di Bum Bum a esprimere il proprio pieno potenziale narrativo. Grazie a lui, alle sue truffe gargantuesche – ho intravisto una citazione a Lorenzo Von Matterhorn e al Sommozzatore, celebri “tecniche” stinsoniane – un Bum Bum da tempo redento, steso sul letto in quell’ultima magnifica tavola, ci restituisce tutta la consapevolezza (e perché no, il dolore) di dover accettare ciò che non vorremmo accettare, di non poter mutare l’immutabile. Al di là della storia in sé, perfetta nella sua costruzione ritmica, incalzante e a tratti quasi inquietante per l’assoluto cinismo di cui la figura di Toddy si ammanta, greve, è da notarsi come, dal Topolino 2172 in cui entrambi hanno esordito, sia avvenuta una sostanziale inversione morale fra i due personaggi, segno della cura e del rispetto per essi profusi dal loro creatore. Il peso della conoscenza L’albo prosegue con il secondo episodio di Brigitta, Amelia e l’alleanza disastrosa, ritorno in grande stile per l’artista vicentina Silvia Ziche. Una Amelia sempre più sopraffatta dai ladri, disposti a tutto per poter accedere alle stanze del deposito, chiede aiuto a Brigitta: l’eterna spasimante di Paperone dovrà volare sino al Vesuvio per recuperare un libro di incantesimi. Alla fine, la risoluzione del tutto viene affidata al geniale Archimede, che con una macchina del tempo improvvisata riuscirà a evitare alle due protagoniste le conseguenze della propria alleanza. Se la prima parte, pubblicata sul Topolino della scorsa settimana, complice un disegno ispiratissimo e il ritmo indiavolato, risultava tra le cose più divertenti viste negli ultimi mesi, in questo secondo tempo la narrazione si fa più fiacca e anche gli espedienti umoristici risultano meno a fuoco. Dal fuoco passiamo all’acqua, con il terzo e ultimo episodio dell’adattamento, a cura di Sergio Cabella e Ivan Bigarella, del film Kon-Tiki del 2012. Si tratta di Il viaggio del Pippon-Tiki: Isole all’orizzonte, che narra dell’arrivo della zattera partita dal Perù alla terraferma, rappresentata dalle pericolosissime isole Rasoio-ahi, parodia di Raroia (atollo appartenente all’arcipelago delle Tuamotu) che nella realtà storica accolse gli stremati e incoscienti norvegesi al seguito di Thor Heyerdahl. Giunta alla propria conclusione, questa storia ci permette un bilancio finale. In quanto adattamento, Il viaggio del Pippon-Tiki richiama con estrema fedeltà gli eventi dell’opera di primo grado, abbandonando il travestimento burlesco tipico della parodia. Ma, trattandosi di un’opera Disney, gli autori devono cercare di mediare fra la tremenda paurosità degli eventi storici e la leggerezza che si richiede a un’avventura del settimanale a fumetti. Il risultato è uno strano monstrum dal ritmo altalenante. Personalmente plaudo all’ambizione di Cabella, che grazie a questa storia porterà molti ragazzini a informarsi sulla vicenda storica, e non posso che promuovere il disegno di Bigarella, altalenante ma con picchi davvero notevoli (impressionante la tavola “notturna”, nella quale le imbarcazioni sembrano veleggiare in cielo). Non sempre la narrazione decompressa e ripetitiva è riuscita a entusiasmarmi e ad avvincermi come avrei voluto; ammorbidendo (come era inevitabile) gli scontri fra i personaggi, i loro dubbi, le loro giustificate paure, abbandonato quindi il grande elemento tensivo dell’opera originale, gli autori hanno insistito sulla poesia, sull’affiatamento, ma così facendo hanno rimosso buona parte del thrilling. Cabella mette del suo nel personaggio di Pipperdahl, la cui figura mi fa pensare alle parole di Nabokov: «Partendo per i suoi viaggi, chissà, più che cercare qualcosa fuggiva da qualcosa, e poi al ritorno capiva che quel qualcosa era sempre con lui, dentro di lui, ineluttabilmente e senza fondo. Non so dare un nome al suo segreto, so soltanto che da lì veniva la sua particolare solitudine». Notturno polinesiano Andando oltre la storia in sé, le sue caratteristiche tecniche, trovo che ne Il viaggio del Pippon-Tiki le premesse e le conseguenze del viaggio non siano esplorate a sufficienza. Dei personaggi non sappiamo realmente nulla, così come nulla sappiamo della figura mitologica che ha dato il nome all’imbarcazione e di cosa ha significato l’assurdo viaggio in zattera di balsa per la comunità scientifica dell’epoca. I lettori vengono anche tenuti all’oscuro di un risvolto tragicomico, vale a dire che probabilmente la teoria di Heyerdahl era in realtà errata: secondo i dati genetici attualmente a nostra disposizione non furono, come lui intendeva dimostrare, gli antichi abitanti del Sud America a colonizzare la Polinesia; di questo il finale della storia non fa cenno alcuno, affidando l’eventuale approfondimento alle rubriche e alla volontà dei lettori. E trovo che sia un peccato. A Il viaggio del Pippon-Tiki segue l’ennesimo episodio senza brio della serie Calisota social media. I Bassotti e il colpo da 1000 like, di Giorgio Simeoni, Alessandro Sisti e Federico Franzò, è uno di quei rari casi di storia che si scrive letteralmente da sola, come se qualcuno avesse inserito gli elementi “Bassotti”, “social network” e “rapina” in un generatore automatico di gag. Fin dalla prima pagina sappiamo che il Bassotto ossessionato da Instaduck farà arrestare i fratelli. Non sarà arrivato il momento di chiudere questa serie ormai irredimibile? Ai posteri l’ardua eccetera eccetera. Dopo la prova in minore dedicata ai social network, Sisti torna sul finale dell’albo con la conclusione della storia steampunk Cronache degli antichi regni. Il quarto episodio, intitolato Le chiavi dei clan, chiude (forse temporaneamente) le vicende di Paperhon, Topol e Paperhin, un esperimento interessante che ci permette di spendere qualche parola su questo misconosciuto sub-genere fantascientifico e sull’importanza della lore nella costruzione di un mondo di fantasia.   Come molti sottogeneri fantascientifici, anche lo steampunk nasce dall’accostamento di elementi formalmente separati: in questo caso il passato (in genere una ipotetica ucronia vittoriana) e la fantascienza, rappresentata da immense macchine a vapore, calcolatori meccanici in ferro e legno, cloni ante litteram. Le incursioni del mondo Disney in questo campo sono più uniche che rare, e l’esempio recente migliore che mi viene in mente è Mickey e l’oceano perduto di Silvio Camboni e Denis-Pierre Filippi. D’altronde bisogna capirlo, questo sottogenere sarà sempre meno popolare del suo cugino “magico”, il fantasy; furbescamente, le Cronache degli antichi regni fondono tematiche e ambientazione steampunk con una estetica e un plot tipicamente fantasy, creando un ibrido che sulla carta avrebbe tutti gli elementi per farmi impazzire di gioia. Il risultato finale però mi ha lasciato abbastanza freddo. Worldbuilding Tra i quattro regni con bestiario annesso (in questo episodio incontriamo i simpatici Puffloni), i clan, la misteriosa conoscenza degli Antichi, il fuocolento, il mondo immaginato da Bertani e Sisti è incredibilmente ricco, complesso e stratificato. Interessante è anche l’idea di legare il fulcro narrativo delle Cronache al mondo stesso. Ciò che ho ravvisato è una certa povertà nella trama nuda e cruda, la successione degli avvenimenti, gli incontri fra i personaggi. Lette tutte insieme, le Cronache degli antichi regni mi paiono prive di una struttura narrativa convincente, così concentrate sul worldbuilding da mettere il Viaggio dell’Eroe (che praticamente non c’è) in secondo piano. Ogni tensione fra i protagonisti è frutto di equivoci e ignoranza; la minaccia al mondo è sventata aprendo una valvola del gas. Manca il conflitto, manca una volizione che inneschi gli avvenimenti, una intelligenza che li conduca. Ci troviamo forse di fronte all’ennesima prima storia di una saga interminabile il cui succo verrà più in là, fra uno o due o tre anni? La conclusione di questo episodio, con la pace fatta fra tutti e quattro i Regni, non impedisce certo un seguito, anzi in qualche modo lo richiama. Forse abbiamo letto solo l’ennesima, decompressa introduzione, e a questo punto non so se augurarmelo (per vedere mettere in tavola un po’ di ciccia oltre al semplice mondo di Vastiplano, Arialta, Ondalya e Flamoch) o temerlo. Sul versante disegni, pur innamorato del tratto di Mastantuono da tempi non sospetti, non posso che concedere la palma di disegnatore più efficace dell’albo al bravissimo Francesco D’Ippolito, che si dà alla pazza gioia fra personaggi più o meno carpiani e splash page di grande impatto scenografico. Come già in Ducktopia, l’autore ligure si mostra a proprio agio con la spettacolarità, le creature magiche e gli scorci mozzafiato. Non vedo l’ora di rivederlo all’opera in una storia che metta ancora una volta in luce tutto il suo talento.

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Topolino 3452

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Samu
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PolliceSu   (2)
    Topolino 3452
    Mercoledì 19 Gen 2022, 19:41:04
    Sommario

    Paperino, Bum Bum e il fratello manipolatore
    Soggetto, sceneggiatura e disegni di Corrado Mastantuono

    Brigitta, Amelia e l'alleanza disastrosa - Secondo Episodio
    Soggetto, sceneggiatura e disegni di Silvia Ziche

    Il Viaggio del Pippon-Tiki: Isole all'orizzonte - Terzo episodio
    Soggetto e sceneggiatura di Sergio Cabella
    Disegni e supervisione colore di Ivan Bigarella

    Calisota Social Media - I Bassotti e il colpo da 1000 like
    Soggetto di Giorgio Simeoni e Alessandro Sisti
    Sceneggiatura di Alessandro Sisti
    Disegni di Federico Franzò

    Cronache degli Antichi Regni - Capitolo Quarto: Le chiavi dei clan
    Da un'idea di Alex Bertani
    Soggetto e sceneggiatura di Alessandro Sisti
    Disegni e supervisione colore di Francesco D'Ippolito

    Copertina (Disegno di Francesco D'Ippolito; colori di Mario Perrotta):

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    Dippy Dawg
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      Re:Topolino 3452
      Risposta #1: Giovedì 20 Gen 2022, 10:00:45
      Oh, finalmente posso commentare le storie a puntate... :P

      Di Brigitta, Amelia e l'alleanza disastrosa posso dire che è la tipica storia "frenetica" alla Silvia Ziche, dove succedono tante cose con un ritmo indiavolato e con tante situazioni al limite!
      Molto divertente, anche se non mi ha convinto pienamente il finale...
      Ah, un meritato Oscar a Gennarino come Miglior attore non protagonista! ;D

      Purtroppo, devo dire che Il Viaggio del Pippon-Tiki mi ha deluso un po'...
      Più che meritoria l'idea di ripercorrere un avvenimento reale come quello del Kon-Tiki, e anche il gruppo di protagonisti sembrava ben assortito; però, alla fine, mi sembra che nella storia sia successo molto poco, e quel poco era tutto molto lineare e scontato...
      Forse, sarebbero bastate due puntate; comunque, proverò a rileggerla tutta insieme, può darsi che mi darà un'impressione diversa...

      Cronache degli Antichi Regni, invece, mi ha soddisfatto pienamente! Mi aspettavo il solito fantasy, che a me non piace, ma questa era una cosa ben diversa!
      Tutta questa fantasia di nomi, personaggi e ambientazioni è quasi sprecata per una storia sola! Mi sa che le rivedremo in futuro (e quasi lo spero!)...
      Non mi hanno convinto del tutto solo i disegni di D'ippolito, soprattutto per i pippidi e, in particolare, per il Pippo di turno: capisco che è difficile far entrare uno spilungone come lui in vignette affollate di personaggi più piccoli, però l'ho trovato spesso sproporzionato e/o confondibile con suo nipote! :-X
      Io son nomato Pippo e son poeta
      Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
      Verso un'oscura e dolorosa meta

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      Dieppì
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        Re:Topolino 3452
        Risposta #2: Giovedì 20 Gen 2022, 11:41:58
        Corrado Mastantuono autore completo non delude mai. Adoro come tratteggia i suoi personaggi, sia a livello di scrittura che di disegni!

        Per quanto riguarda invece "Cronache degli Antichi Regni"

        Spoiler: mostra
        sono riusciti a trovare il modo di far "flirtare" Paperino e Reginella. In questo universo l'alter ego di Paperina non esiste (o almeno, non ancora), quindi il suo interesse sentimentale è la sovrana!

        *

        Anapisa
        Cugino di Alf
        PolliceSu

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          Re:Topolino 3452
          Risposta #3: Giovedì 20 Gen 2022, 13:18:01
          Davvero molto molto bella e oserei dire anche toccante, la storia di Mastantuono con Bum Bum ! Solo non ho capito una cosa, se qualcuno mi illumina  :D
          Spoiler: mostra
          Da dove lo tira fuori il diario "facilmente trovabile"?Mi è sembrato lo tirasse fuori dal colletto della camicia  :crazy: :crazy: Potrebbe anche essere trattandosi di Bum Bum  :)) ma magari ho interpretato male io.Se invece ho visto bene mi fa troppo ridere  O0

          *

          brigo
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            Re:Topolino 3452
            Risposta #4: Giovedì 20 Gen 2022, 14:58:29
            Spoiler per la prima storia:

            Spoiler: mostra

            *

            Samu
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              Re:Topolino 3452
              Risposta #5: Giovedì 20 Gen 2022, 22:40:20
              Ah, un meritato Oscar a Gennarino come Miglior attore non protagonista! ;D
              Sottoscrivo pienamente!  ;D
              Già nella prima puntata mi aveva divertito nei suoi sketch da "non protagonista" ma comunque di rilievo per la componente comica, poi il vederlo in questo episodio con i capelli pettinati "alla Amelia" è stato qualcosa di irresistibile!!!  :))

              Comunque da parte mia, solo complimenti per i due Autori completi di questo numero, Corrado Mastantuono e, appunto, Silvia Ziche.
              Le loro storie mi hanno infatti divertito in maniera genuina, con espedienti e trovate comiche molto piacevoli ed una narrazione frizzante, fresca, vivace e davvero gustosa.
              Della storia di Mastantuono poi, oltre alla sceneggiatura in sé che mi è piaciuta dall'inizio alla fine, voglio sottolineare la gustosa idea di mostrare i vari espedienti di Toddy con una narrazione episodica ma che non risulta frammentaria o dispersiva ed anzi, al contrario, riesce a mantenere alto un ritmo già di per sè intrigante e ben gestito, rendendosi ancora più piacevole, ariosa e frizzante.  :)

              Per il resto, se dal punto di vista della sceneggiatura il "Viaggio del Pippon-Tiki" non mi ha preso sin dal primo episodio, la storia si è mostrata davvero molto riuscita dal punto di vista dei disegni, con un Ivan Bigarella che ci ha regalato delle tavole veramente belle a vedersi, specie in questo episodio finale.
              Stupende, a questo proposito, le due tavole di pagina 84 e 85 non soltanto per il bel disegno ma anche a livello cromatico, con un suggestivo ed intenso passaggio dal rosso del tramonto al nero della notte !  ;)

              *

              Dominatore delle Nuvole
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                Topolino 3452
                Risposta #6: Venerdì 21 Gen 2022, 10:02:12
                Recensione Topolino 3452


                 Il Topolino di questa settimana si apre con la prova di un autore da me molto amato: Corrado Mastantuono. Sintetizzare in poche righe i suoi successi e l’impatto che la sua arte ha avuto sulla mia formazione di lettore è impossibile; mi limiterò a citare il suo personaggio più celebre, quel Bum Bum Ghigno al cui sviluppo e alla cui maturazione Mastantuono ha lavorato incessantemente fino a svilupparne appieno l’essenza tragica e donchisciottesca, e che per me rappresenta quanto di meglio il fumetto Disney abbia prodotto negli ultimi venticinque anni.

                 La storia di apertura di Topolino 3452, intitolata Paperino, Bum Bum e il fratello manipolatore, è la migliore dimostrazione possibile della solidità del lavoro di worldbuilding svolto da Mastantuono in questi anni: abbiamo Paperino, Archimede e Bum Bum al bar di Poldo Crocchetta, con l’immancabile tamarindo; abbiamo tutto il cast di personaggi “ghigneschi” come la cugina Mary Jane e il fratello Toddy; abbiamo quell’ormai familiare misto di surrealtà, umorismo e malinconia che ne caratterizza il mondo.

                 Proprio Toddy, personaggio nato nell’ormai lontano 1997, è il protagonista e fulcro narrativo questa avventura. Trasformandolo in una parodia del Barney Stinson della celebre serie televisiva How I Met Your Mother, Mastantuono porta lo spregiudicato fratello di Bum Bum a esprimere il proprio pieno potenziale narrativo. Grazie a lui, alle sue truffe gargantuesche – ho intravisto una citazione a Lorenzo Von Matterhorn e al Sommozzatore, celebri “tecniche” stinsoniane – un Bum Bum da tempo redento, steso sul letto in quell’ultima magnifica tavola, ci restituisce tutta la consapevolezza (e perché no, il dolore) di dover accettare ciò che non vorremmo accettare, di non poter mutare l’immutabile.

                 Al di là della storia in sé, perfetta nella sua costruzione ritmica, incalzante e a tratti quasi inquietante per l’assoluto cinismo di cui la figura di Toddy si ammanta, greve, è da notarsi come, dal Topolino 2172 in cui entrambi hanno esordito, sia avvenuta una sostanziale inversione morale fra i due personaggi, segno della cura e del rispetto per essi profusi dal loro creatore.

                 
                Il peso della conoscenza

                 L’albo prosegue con il secondo episodio di Brigitta, Amelia e l’alleanza disastrosa, ritorno in grande stile per l’artista vicentina Silvia Ziche. Una Amelia sempre più sopraffatta dai ladri, disposti a tutto per poter accedere alle stanze del deposito, chiede aiuto a Brigitta: l’eterna spasimante di Paperone dovrà volare sino al Vesuvio per recuperare un libro di incantesimi. Alla fine, la risoluzione del tutto viene affidata al geniale Archimede, che con una macchina del tempo improvvisata riuscirà a evitare alle due protagoniste le conseguenze della propria alleanza. Se la prima parte, pubblicata sul Topolino della scorsa settimana, complice un disegno ispiratissimo e il ritmo indiavolato, risultava tra le cose più divertenti viste negli ultimi mesi, in questo secondo tempo la narrazione si fa più fiacca e anche gli espedienti umoristici risultano meno a fuoco.

                 Dal fuoco passiamo all’acqua, con il terzo e ultimo episodio dell’adattamento, a cura di Sergio Cabella e Ivan Bigarella, del film Kon-Tiki del 2012. Si tratta di Il viaggio del Pippon-Tiki: Isole all’orizzonte, che narra dell’arrivo della zattera partita dal Perù alla terraferma, rappresentata dalle pericolosissime isole Rasoio-ahi, parodia di Raroia (atollo appartenente all’arcipelago delle Tuamotu) che nella realtà storica accolse gli stremati e incoscienti norvegesi al seguito di Thor Heyerdahl. Giunta alla propria conclusione, questa storia ci permette un bilancio finale.

                 In quanto adattamento, Il viaggio del Pippon-Tiki richiama con estrema fedeltà gli eventi dell’opera di primo grado, abbandonando il travestimento burlesco tipico della parodia. Ma, trattandosi di un’opera Disney, gli autori devono cercare di mediare fra la tremenda paurosità degli eventi storici e la leggerezza che si richiede a un’avventura del settimanale a fumetti. Il risultato è uno strano monstrum dal ritmo altalenante.

                 Personalmente plaudo all’ambizione di Cabella, che grazie a questa storia porterà molti ragazzini a informarsi sulla vicenda storica, e non posso che promuovere il disegno di Bigarella, altalenante ma con picchi davvero notevoli (impressionante la tavola “notturna”, nella quale le imbarcazioni sembrano veleggiare in cielo). Non sempre la narrazione decompressa e ripetitiva è riuscita a entusiasmarmi e ad avvincermi come avrei voluto; ammorbidendo (come era inevitabile) gli scontri fra i personaggi, i loro dubbi, le loro giustificate paure, abbandonato quindi il grande elemento tensivo dell’opera originale, gli autori hanno insistito sulla poesia, sull’affiatamento, ma così facendo hanno rimosso buona parte del thrilling.

                 Cabella mette del suo nel personaggio di Pipperdahl, la cui figura mi fa pensare alle parole di Nabokov: «Partendo per i suoi viaggi, chissà, più che cercare qualcosa fuggiva da qualcosa, e poi al ritorno capiva che quel qualcosa era sempre con lui, dentro di lui, ineluttabilmente e senza fondo. Non so dare un nome al suo segreto, so soltanto che da lì veniva la sua particolare solitudine».

                 
                Notturno polinesiano

                 Andando oltre la storia in sé, le sue caratteristiche tecniche, trovo che ne Il viaggio del Pippon-Tiki le premesse e le conseguenze del viaggio non siano esplorate a sufficienza. Dei personaggi non sappiamo realmente nulla, così come nulla sappiamo della figura mitologica che ha dato il nome all’imbarcazione e di cosa ha significato l’assurdo viaggio in zattera di balsa per la comunità scientifica dell’epoca.

                 I lettori vengono anche tenuti all’oscuro di un risvolto tragicomico, vale a dire che probabilmente la teoria di Heyerdahl era in realtà errata: secondo i dati genetici attualmente a nostra disposizione non furono, come lui intendeva dimostrare, gli antichi abitanti del Sud America a colonizzare la Polinesia; di questo il finale della storia non fa cenno alcuno, affidando l’eventuale approfondimento alle rubriche e alla volontà dei lettori. E trovo che sia un peccato.

                 A Il viaggio del Pippon-Tiki segue l’ennesimo episodio senza brio della serie Calisota social media. I Bassotti e il colpo da 1000 like, di Giorgio Simeoni, Alessandro Sisti e Federico Franzò, è uno di quei rari casi di storia che si scrive letteralmente da sola, come se qualcuno avesse inserito gli elementi “Bassotti”, “social network” e “rapina” in un generatore automatico di gag. Fin dalla prima pagina sappiamo che il Bassotto ossessionato da Instaduck farà arrestare i fratelli. Non sarà arrivato il momento di chiudere questa serie ormai irredimibile? Ai posteri l’ardua eccetera eccetera.

                 Dopo la prova in minore dedicata ai social network, Sisti torna sul finale dell’albo con la conclusione della storia steampunk Cronache degli antichi regni. Il quarto episodio, intitolato Le chiavi dei clan, chiude (forse temporaneamente) le vicende di Paperhon, Topol e Paperhin, un esperimento interessante che ci permette di spendere qualche parola su questo misconosciuto sub-genere fantascientifico e sull’importanza della lore nella costruzione di un mondo di fantasia.  

                 Come molti sottogeneri fantascientifici, anche lo steampunk nasce dall’accostamento di elementi formalmente separati: in questo caso il passato (in genere una ipotetica ucronia vittoriana) e la fantascienza, rappresentata da immense macchine a vapore, calcolatori meccanici in ferro e legno, cloni ante litteram. Le incursioni del mondo Disney in questo campo sono più uniche che rare, e l’esempio recente migliore che mi viene in mente è Mickey e l’oceano perduto di Silvio Camboni e Denis-Pierre Filippi.

                 D’altronde bisogna capirlo, questo sottogenere sarà sempre meno popolare del suo cugino “magico”, il fantasy; furbescamente, le Cronache degli antichi regni fondono tematiche e ambientazione steampunk con una estetica e un plot tipicamente fantasy, creando un ibrido che sulla carta avrebbe tutti gli elementi per farmi impazzire di gioia. Il risultato finale però mi ha lasciato abbastanza freddo.

                 
                Worldbuilding

                 Tra i quattro regni con bestiario annesso (in questo episodio incontriamo i simpatici Puffloni), i clan, la misteriosa conoscenza degli Antichi, il fuocolento, il mondo immaginato da Bertani e Sisti è incredibilmente ricco, complesso e stratificato. Interessante è anche l’idea di legare il fulcro narrativo delle Cronache al mondo stesso. Ciò che ho ravvisato è una certa povertà nella trama nuda e cruda, la successione degli avvenimenti, gli incontri fra i personaggi.

                 Lette tutte insieme, le Cronache degli antichi regni mi paiono prive di una struttura narrativa convincente, così concentrate sul worldbuilding da mettere il Viaggio dell’Eroe (che praticamente non c’è) in secondo piano. Ogni tensione fra i protagonisti è frutto di equivoci e ignoranza; la minaccia al mondo è sventata aprendo una valvola del gas. Manca il conflitto, manca una volizione che inneschi gli avvenimenti, una intelligenza che li conduca. Ci troviamo forse di fronte all’ennesima prima storia di una saga interminabile il cui succo verrà più in là, fra uno o due o tre anni?

                 La conclusione di questo episodio, con la pace fatta fra tutti e quattro i Regni, non impedisce certo un seguito, anzi in qualche modo lo richiama. Forse abbiamo letto solo l’ennesima, decompressa introduzione, e a questo punto non so se augurarmelo (per vedere mettere in tavola un po’ di ciccia oltre al semplice mondo di Vastiplano, Arialta, Ondalya e Flamoch) o temerlo.

                 Sul versante disegni, pur innamorato del tratto di Mastantuono da tempi non sospetti, non posso che concedere la palma di disegnatore più efficace dell’albo al bravissimo Francesco D’Ippolito, che si dà alla pazza gioia fra personaggi più o meno carpiani e splash page di grande impatto scenografico. Come già in Ducktopia, l’autore ligure si mostra a proprio agio con la spettacolarità, le creature magiche e gli scorci mozzafiato. Non vedo l’ora di rivederlo all’opera in una storia che metta ancora una volta in luce tutto il suo talento.



                Voto del recensore: 2.5/5
                Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                https://www.papersera.net/wp/2022/01/21/topolino-3452/


                Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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                  Re:Topolino 3452
                  Risposta #7: Venerdì 21 Gen 2022, 10:39:08
                  Segnalo che per un mio errore nell'editing, la recensione appare a firma mia e non dell'ottimo Dr. Crispo. Sul sito trovate il riferimento corretto. Scusate tanto!

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                    Re:Topolino 3452
                    Risposta #8: Sabato 22 Gen 2022, 04:38:37
                    La storia di Mastantuono è davvero bella e tratta temi profondi e seri, fa piacere vederla sul Topo e sinceramente ci sono rimasto male quando è finita perché ne avrei voluto di più.
                    Il mio blog sui fumetti Disney: Eco del Mondo

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                      Re:Topolino 3452
                      Risposta #9: Sabato 22 Gen 2022, 10:38:58
                      La prima storia di Bum Bum è stata davvero interessante, sembrava un episodio di How I met your mother! Davvero super!
                      Ziche, vabbè, sempre il top del top!
                      Pippon-tiki si riconferma un’autentica delusione. In un’unica storia abbiamo visto due maremoti, accaduti lo stesso nell’episodio precedente. E basta. Fine di tutto. E che sensi aveva fare una saga da 3 episodi? Non sarebbe stato più opportuno fare una storia parte I e II in un unico numero? È stata terribile sotto il profilo narrativo, sotto il profilo dei personaggi (ok Pippo intellettualoide, ma, in pratica, cosa fa oltre che ripetere “ce la faremo, siate speranzosi, domani vedremo terra”?), sotto il profilo dei disegni (nelle storie in mare si possono fare capolavori e sono alcune tavole sono degne di note. Il finale poi, spicciolo e frettoloso. Davvero una delusione di saga, dimenticabile e mal fatta. Mi dispiace tanto dirlo, ma non mi è piaciuto davvero nulla.

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                        Re:Topolino 3452
                        Risposta #10: Domenica 23 Gen 2022, 12:39:07
                        Paperino, Bum Bum e il fratello manipolatore
                        Alla fine il Ghigno dice di essere contento che un fratello, per quanto detestabile, gli scombini la vita. Forse è proprio la sua insofferenza alla noia e alla solitudine a fargli accettare il ruolo di burattino nelle mani di un burattinaio. Sicuramente i legami di sangue e i ricordi di infanzia attenuano la sua rabbia e non è da escludere un lato masochista che lo porta  ad accettare situazioni altrimenti intollerabili.
                        Non a caso i suoi amici migliori, per quanto diversi, non si discostano molto nella loro supina accettazione a fronte di prepotenze e prevaricazioni esterne. Ottima storia di Mastantuono che arricchisce ulteriormente la personalità di un personaggio suo ma utilizzato anche da altri autori, proprio per la sua particolare personalità.
                        Brigitta, Amelia e l'alleanza disastrosa   (secondo episodio)
                        Pur non potendo mantenere i fuohi d'artificio della prima parte, questa seconda si distingue, nel solco di ritmi sempre alti ma di trovate un po' meno irresistibili, nello sviluppo finale legato ad una imprpbabile 'macchia del tempo' che però fa il suo dovere. Non prevedendo che non basta tornare indietro affinché certi fatti non si ripetano (senza il senno del poi). Dunque la giostra sembra doversi ripetere all'infinito, e questa consapevolezza solo vagamente accennata da parte delle due papere è una condanna (senza fine?) alla loro linea della vita (e a quella delle altre persone coinvolte, a questo punto). Dopo tanta comicità un finale che turba.
                        Il viaggio del Pippon-Tiki - Isole all'orizzonte   (ultima puntata)
                        Ancora una tempesta breve e intensa e poi, finalmente, la meta agognata (con tanto di riconoscimento da parte del club norvegese).
                        I bellissimi disegni di Bigarella, i tanti animaletti non antropomorfi (d'altronde immancabili nelle storie disneyane) e l'avventura originale di per se non sono bastati a tener desto il mio interesse per tre settimane. In genere tutte le avventure di mare e di navigazione (non solo questa) sembrano poggiare troppo sulle basi dei racconti storici limitandosi a seguirli pedissequamente, con qualche animaletto 'disturbatore' tanto per colorare allegramente la vicenda. Anche le più 'normali' storie del profondo blu con Paperone e Capitan Pato (non collegate ad avvenimenti storici) erano piuttosto lagnose se non banali. Gancio è ormai completamente diverso dal personaggio originale, molto 'dritto', tosto e saputo. Oggi (più spesso in lunghe storie in costume che nella realtà quotidiana) è diventato una specie di Paperino anni '30, un piccolo pennuto dallo sguardo bonario, con occhi molto più grandi degli originali, più pasticcione che altro, che segue 'starnazzando' i suoi amici più grandi. Una specie di 'ibrido' col suo figlioccio Bruto che infatti, vista la infantilizzazione del padre, non compare quasi più: perchè utilizzare un 'doppione'?
                        Cronache degli Antichi Regni - Le chiavi dei Clan   (capitolo IV)
                        Al di là del finale queste Cronache sono state meglio di quanto pensassi: i rapporti tra i paesi e i diversi abitanti di un 'continente' (chiamato così perché non pare esistano altre terre all'infuori dei quattro regni, ma non è detto che in un eventuale prosieguo esse appariranno con altri popoli e abitanti) sono stati abbastanza realistici, credibili e dunque meritevoli di una certa attenzione. In genere meravigliose illustrazioni accompagnano i fantasy che hanno poco da dire ma in questo caso alla bellezza estetica è corrisposta anche una sceneggiatura articolata e scorrevole.
                        « Ultima modifica: Domenica 23 Gen 2022, 12:52:41 da Cornelius Coot »

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                          Re:Topolino 3452
                          Risposta #11: Martedì 25 Gen 2022, 10:59:27
                          Mastantuono. Forse mai come in questi ultimi due anni il livello delle sue storie si è attestato su uno standard così alto, una stagione creativa particolarmente florida la sua. Ventiquattro tavole perfettamente cesellate, un perfetto connubio tra testi e disegni. Davvero complimenti, ne voglio ancora.
                          « Ultima modifica: Mercoledì 26 Gen 2022, 02:37:25 da Loregbs »
                          "Ma sì Manetta! Arrestami pure! Solo questo ti mancava di combinarmi nella tua carriera!"
                          (da "Topolino e la Dimensione Delta")

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                            Re:Topolino 3452
                            Risposta #12: Martedì 25 Gen 2022, 11:11:29
                            I tempi sono maturi per un Disney d'autore serio di Mastantuono. O un omnia.
                            Mastantuono. Forse mai come in questi ultimi due anni il livello delle sue storie si è attestato su un standard così alto, una stagione creativa particolarmente florida la sua. Ventiquattro tavole perfettamente cesellate, un perfetto connubio tra testi e disegni. Davvero complimenti, ne voglio ancora.

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                              Re:Topolino 3452
                              Risposta #13: Mercoledì 26 Gen 2022, 23:10:22
                               SmOld

                              In merito a 'Il viaggio del Pippon-Tiki'.



                              Apprezzo la poco entusiastica recensione dell' ottimo Manuel Crispo, ponderata e ben circostanziata.
                              Però...

                              Però trovo che questa avventura in tre capitoli sia invece un piccolo capolavoro, nelle intenzioni e come realizzazione.

                              Capisco le riserve di alcuni utenti che su questo forum hanno espresso delusione e perplessità.
                              In effetti l' aderenza ai fatti della vicenda originale da cui trae spunto rappresenta il limite di un' operazione come questa.
                              Si tratta infatti di un adattamento, di una trasposizione da un universo più realistico a quello disneyano. Il che impone l' abbandono di un registro marcatamente tensivo, violento, ansiogeno, così come l' eliminazione di temi tradizionalmente considerati adulti e la conseguente mitigazione dei characters.

                              Ma così come ad esempio con 'Una ballata del Topo Salato' (2017, Bruno Enna / Giorgio Cavazzano), anche in questo caso gli Autori hanno saputo creare un' avventura molto ben bilanciata, documentatissima, molto godibile, facendo un uso sapiente di testi e disegni.
                               
                              Nonostante l' aderenza alla vicenda originaria, Sergio Cabella spadella una sceneggiatura che si dipana entro i canoni Disney regalando sorprese ad ogni tavola...
                              Il primo episodio a mio avviso è riuscitissimo e procede a un ritmo serrato con salti temporali e cambi di scenario, mantenendo una gradevole vivacità superficiale ma lasciando intuire una grande opera di documentazione e di brainstorming che solitamente rischia di distruggere il pathos ("Meliora latent ", direbbe Ovidio).
                              I due successivi episodi sono più lineari ma nascondono la medesima sapienza narrativa (plot strutturato secondo microarchi narrativi) regalando un florilegio di spunti di riflessione...
                              Solo qualche esempio:
                              le osservazioni sulla linfa che preserva il legno, la velata critica alle poesie -in un contesto peraltro che più poetico non si può!-, le risposte "improvvisate", la forma delle nubi che sembra provenire da Goethe che cita Luke Howard, il conteggio delle onde per superare la scogliera...

                              Dei disegni di Ivan Bigarella c' è poco da dire, tanto è palese la sua maestria!
                              Quelle che una volta si chiamavano chine sono da accademia.
                              I personaggi molto espressivi, le prospettive perfette (la New York di tavola 9 graffiata dalle foglie in primo piano senza linee cinetiche un capolavoro!), i dettagli accuratissimi davvero sprecati per il formato concesso dal Topolino libretto.
                              La padronanza nel riempimento delle singole vignette è indiscutibile, la costruzione delle tavole, d' intesa sicuramente con Sergio Cabella, contribuisce a dare movimento e a scandire il ritmo della vicenda.

                              Rispetto alla vicenda originaria l' elemento tensivo è ovviamente molto mitigato, come detto.
                              Ma questo viaggio a bordo del Pippon-Tiki mi ha ricordato 'Storia di uno che parte per imparare la paura' dei f.lli Grimm.
                              Dalle prime tavole in cui i protagonisti, molto espressivi, tradiscono irrequietezza, si passa infatti alle ultime in cui dai volti trapela un evidente orgoglio e dalla postura una consapevole fierezza.
                              Il raggiungimento della terraferma dopo un primo fallimentare tentativo conferma un uso sapiente della sceneggiatura in tal senso.

                              Questa avventura che si dipana in tre ben riusciti episodi sembra quindi realizzare una certa seelenlandschaft, in cui il paesaggio diventa estensione delle atmosfere mentali ed emotive della vicenda, ma contribuisce pure a modellare e a condizionare i suoi personaggi.
                              Gran bella prova d' Autore.


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                                Re:Topolino 3452
                                Risposta #14: Giovedì 27 Gen 2022, 09:04:09
                                In merito a 'Il viaggio del Pippon-Tiki'.

                                (...)
                                Cavolo, un intervento così appassionato mi fa pensare di aver letto un'altra storia! ;D

                                Ma, soprattutto, mi sprona a rileggerla di nuovo con un occhio diverso!
                                Però, prima, credo sia meglio informarmi di più sull'avvenimento originale, che in effetti conosco poco...
                                Io son nomato Pippo e son poeta
                                Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                                Verso un'oscura e dolorosa meta

                                 

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