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Topolino 3454 - Recensione di Simone Devoto

Con Topolino 3454 tornano tra le pagine del settimanale le Giovani Marmotte, con un nuovo episodio della saga inaugurata nel 2020 con Operazione Alaska e che le ha riportate al pubblico di oggi in una veste aggiornata e rinnovata, con nuovi comprimari e nuove avventure. L’idea di usare le Giovani Marmotte come protagoniste assolute è di per sé ottima, facendo una sorta di reboot della testata dedicata al gruppo scoutistico negli anni Novanta, che presentava storie inedite anche in quel caso con un proprio cast fisso di Giovani Marmotte oltre ai noti nipotini. Ciò permette di toccare temi di attualità come quelli ecologici, di portare i protagonisti in luoghi esotici mostrando affascinanti angoli del pianeta poco noti, di mettere i ragazzi stessi al centro dell’azione e di caratterizzarli maggiormente, come già tante altre saghe su Topolino stanno facendo. Il risultato però, purtroppo, è stato fino ad ora altalenante, e anche Le Giovani Marmotte in La terra delle nuvole non riesce a spiccare particolarmente. Questa settimana Francesco Vacca porta i paperotti a visitare un luogo particolarmente affascinante, che grazie ai disegni di Mario Ferracina possiamo parzialmente vivere anche noi: il salar de Uyuni, un gigantesco deserto di sale in Bolivia, abitato da fenicotteri e treni in disuso. La storia si mette in stretta continuity con le precedenti: vediamo maturare Qua nel suo ruolo di capo, mentre continua a ricevere dal Gran Mogol lezioni di leadership, Jamal tornare in possesso di una macchina fotografica dopo il disastro dell’episodio precedente e Newton continuare a cercare la sua strada come genio del gruppo, purtroppo spesso incompreso. Anche il villain di questo episodio costituisce un ritorno: si tratta nuovamente del malvagio Mike Perry, in questo caso però alle dipendenze di un misterioso superiore, apparentemente interessato a mettere le mani sul prezioso Manuale delle Giovani Marmotte. L’episodio sembra solo propedeutico a nuovi sviluppi che matureranno completamente solo nelle prossime avventure, e da questo punto di vista lascia il lettore con un po’ di amaro in bocca: nonostante le 46 tavole a disposizione, sono pochi gli effettivi avvenimenti nella storia e la conclusione avviene comunque in maniera affrettata lasciando più domande che risposte. Genio incompreso Se da una parte è avvincente scoprire che un misterioso villain che conosceremo in episodi futuri è interessato al Manuale, che Mike Perry è riuscito a rubare, dall’altro è frustrante non scoprire cosa abbia fatto al manuale Newton per renderlo inservibile (e come facesse a sapere che era quello il vero obiettivo dei loro inseguitori…), lasciando più l’impressione di un finale incompleto che di un cliffhanger o di un finale aperto. La speranza è che questo episodio sia di fatto solo una lunga introduzione, che trova il suo posto all’interno di una saga che si dipanerà nei prossimi mesi e che potrà sviluppare pienamente il potenziale di questi personaggi. A seguire troviamo Topolino e le scomposizioni artistiche, per i testi del prolifico Carlo Panaro e con i disegni di Marco Palazzi. Si tratta di un classico giallo con Topolino protagonista, con un ricattatore senza scrupoli pronto a rovinare tutte le opere d’arte della città grazie a un misterioso ritrovato tecnologico. La storia segue uno schema molto classico, che a molti lettori più “navigati” saprà di già visto ma che può sempre trovare un posto tra le pagine del settimanale. Rispetto ad altre storie di questo tipo, la risoluzione del caso può apparire un po’ affrettata, mancando una vera e propria spiegazione di come le opere d’arte venissero modificate, e si può accusare una certa faciloneria nel come viene trattato il mondo dell’arte e della critica. Follie faccinesche Al centro dell’albo troviamo due storie brevi: L’allegra pernacchia, di Enrico Faccini autore completo, e Sopravvivi con Indiana: Acqua e cibo, di Marco Bosco e Giulia La Torre. Faccini torna a proporre storie mute con protagonista Paperoga, riuscendo come al solito a ottenere grandi effetti comici con una gag minimale ma incredibilmente valorizzata dalla recitazione dei personaggi e dal surrealismo della situazione. La breve di Bosco si inserisce invece nel filone delle storie educative ma, dopo il rinnovamento portato a questo formato dalle storie con protagonisti Pico e Newton, mostra come l’approccio sia nel complesso invecchiato male, risultando decisamente più artificioso e pesante rispetto al dinamismo dato dal confronto dialettico tra le due generazioni di “geni”. A chiudere il numero troviamo infine Amelia e Archimede e la deriva dimensionale. Dopo essersi recentemente coalizzata con Brigitta, per la fattucchiera è il momento di una nuova alleanza improbabile, questa volta con Archimede. L’inventore è infatti riuscito a costruire un macchinario che annulla l’effetto della magia e, tentando di distruggerlo, Amelia lo manda in tilt, creando una bolla di puro caos intorno al laboratorio, nella quale sono rimasti intrappolati Edi e Gennarino. Seguiremo così sia la missione di salvataggio da parte di Amelia e Archimede in contemporanea al tentativo di fuga dei loro aiutanti, fino alla, decisamente non lineare, soluzione del problema. La vicenda, scritta da Federico Rossi Edrighi, permette a Stefano Intini di sbizzarrirsi nella creazione di ambientazioni surreali, illustrando esilaranti versioni “variant” dei protagonisti e affascinanti dimensioni alternative con una fauna e flora molto… peculiari. Inaspettate versioni alternative Topolino 3454 non riesce nel complesso a distinguersi particolarmente, tanto più dopo l’alta media qualitativa cui gli ultimi mesi del 2021 ci avevano abituato. La storia di apertura con le Giovani Marmotte, cui la copertina stessa è dedicata, delude un po’ le aspettative e la parte migliore del numero è costituita da due storie “minori”: la breve di Faccini e l’avventura in chiusura. Il numero della settimana prossima segna alcuni ritorni: sia le lunghe storie a puntate, con il primo episodio di Topolino e l’anomalia concentrica, sia del ciclo Comics & Science, con una storia scritta in gemellaggio con la rivista scientifica Nature.

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Topolino 3454

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Cornelius Coot
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    Re:Topolino 3454
    Risposta #30: Giovedì 10 Feb 2022, 18:29:20
    Sotto questo punto di vista trovo ingiustificabile il comportamento di Quo visto che i tre nipotini sono sempre stati dipinti come più coscienziosi e svegli rispetto a Paperino e/o Paperone a seconda delle storie. E ancor più grave il fatto che un adulto responsabile non faccia capire a Quo e Jamal che si siano cacciati inutilmente nei guai. Anzi la storia fa passare il Gran Mogol come quello che davanti ad una situazione più grande e complicata di lui getta la spugna (anche se dopo aver avvisato le autorità proposte che però evidentemente non sono in grado di risolvere la situazione) e invita gli altri a fare altrettanto [in nome di un evento del suo passato che a me sfugge... ma potrebbe essere il teaser di una futura storia]. Passando da figura di adulto responsabile a quella di vigliacco...
    Per quanto coscienziosi si possa essere penso che Quo, nel caso specifico, abbia avuto una scossa di andrenalina (tipica nei giovanissimi) dovuta alla scoperta di un giro poco pulito e alla possibilità di trovare le prove che inchiodassero i colpevoli. Certo, il gioco delle prove non è sempre facile e, soprattutto, istantaneo. La possibilità che la faccenda si sarebbe prolungata (e complicata) oltre l'orario stabilito era ovvia ma la voglia di arrivare in fondo alla faccenda, costi quel che costi, ha superato, per una volta, il suo proverbiale senso di responsabilità. Che poi non è detto che anche in ambito GM non si stia facendo un lavoro di differenziazione caratteriale sui nipotini già sviluppato in altri ambiti, musicali e sportivi.

    Riguardo il Gran Mogol, immagino che l'autore abbia voluto raffigurare il suo 'cazziatone' attraverso un severo silenzio e la decisione di smontare le tende e tornare a casa il prima possibile. Questo atteggiamento non lo ritengo 'vigliacco', di chi 'getta la spugna', dal momento che vi ho visto una sua percezione di pericolo non finito, anzi, un ritorno dei 'cattivi', come poi c'è stato. Prima che ciò avvenisse, prima che Mike Perry e soci tornassero per vendicarsi, suo compito era mettere in sicurezza i ragazzi allontanandosi più velocemente possibile da quel luogo (sebbene in questo caso non ci avrebbe dovuto passare neanche la notte, ancor più pericolosa del giorno, vista la location). Sicuramente il suo voler restare da solo dopo aver spiegato a Quo i pericoli che aveva corso e fatto correre agli altri (ancora non del tutto scongiurati, ma questo non lo dice per far si che la 'evacuazione' del giorno dopo avvenga si, velocemente, ma con calma e senza isterismi) potrebbe essere, come scrivi anche tu, collegato ad un suo passato che potrebbe fare da tema in un prossimo episodio di approfondimento del personaggio.   
    « Ultima modifica: Giovedì 10 Feb 2022, 18:43:07 da Cornelius Coot »

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    AxelAlpha
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      Re:Topolino 3454
      Risposta #31: Giovedì 10 Feb 2022, 18:33:37
      Nella storia finale bella la caratterizzazione di Edi e Gennarino.Più in generale,davvero interessante l'analisi del rapporto tra Amelia e Gennarino,messa in evidenza nelle ultime storie ( per esempio quella in cui Brigitta ed Amelia si alleano,e quella sulle origini della fattucchiera)con protagonista la strega.
      P.S.Chiedo in anticipo scusa per eventuali errori nel mio post,essendo nuovo del forum.
      AxelAlpha

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      Atius
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        Re:Topolino 3454
        Risposta #32: Venerdì 11 Feb 2022, 13:15:10
        Adesso, non esageriamo. In questa storia i protagonisti smentiscono se stessi e quella che è da anni la loro caratterizzazione di ragazzi responsabili, così come il Gran Mogol. In Mister Vertigo c'erano passaggi poco chiari, ma non penso che un ciclo che comunque provava a trasmettere e a raccontare qualcosa come quello di Nucci possa essere paragonato a queste storie delle GM che, purtroppo, ho trovato spesso inconsistenti.
        Ah beh perchè la consistenza della trama delle storie di Vertigo quale sarebbe???? fare passare tutti per cretini??? Ma dai a mio parere se ci sta qualcosa di inconsistente sono proprio le trame di Vertigo.... poi de gustibus ma sentire osannare una e massacrare l'altra per questi motivi mi fa sorridere.

        Piuttosto, a me fa sorridere il fatto che Vertigo è una delle storie più criticate degli ultimi anni e che nessuno, tantomeno io, almeno tra i messaggi che ho letto, l'ha mai osannata (come del resto non ho massacrato queste storie delle GM, non è mio costume). Per il resto, almeno nelle prime storie, Nucci ha provato a fare passare qualche tema importante (le fake news, ad esempio), magari non riuscendoci sempre al meglio, ma sicuramente in maniera più consistente rispetto a questo ciclo sulle Giovani Marmotte. Secondariamente, come ha detto Garalla, i topolinesi sono rappresentati come una massa di creduloni anche in molte storie del passato, tra cui molte di Casty. Devo ricordarti Topolino e gli Ombronauti, in cui gli abitanti di Topolina si fidano ciecamente di Misterbuono nonostante non ne conoscano né l'identità, né il passato?
        « Ultima modifica: Venerdì 11 Feb 2022, 14:39:39 da Atius »
        O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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        Geronimo
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          Re:Topolino 3454
          Risposta #33: Venerdì 11 Feb 2022, 14:17:11
          A dir la verità anche nel ciclo di storie Casty/Bonfatti i Topolinesi non fanno una gran bella figura, così come nella storia degli Squee. È appunto una semplificazione per fare risaltare le doti di Topolino, farlo in poche pagine in una storia fruibile anche da bambini è difficile e quindi si ripiega all'espediente comodo della folla credulona. Che poi, a dirla tutta, l'esperienza insegna che non è nemmeno tanto lontana dalla realtà questa cosa: quante volte masse intere di gente abbocca come fessi a una cosa falsa?
          Semmai puoi argomentare su altri aspetti il tuo non gradimento di Vertigo e del resto come ti hanno già detto non è neanche poi stata acclamata più di tanto dagli utenti dal Papersera, anzi fu pubblicata pure una recensione che ne metteva in luce tutti i limiti.
          Luca Giacalone

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          Texor
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            Re:Topolino 3454
            Risposta #34: Domenica 13 Feb 2022, 01:27:51
            A dir la verità anche nel ciclo di storie Casty/Bonfatti i Topolinesi non fanno una gran bella figura, così come nella storia degli Squee. È appunto una semplificazione per fare risaltare le doti di Topolino, farlo in poche pagine in una storia fruibile anche da bambini è difficile e quindi si ripiega all'espediente comodo della folla credulona. Che poi, a dirla tutta, l'esperienza insegna che non è nemmeno tanto lontana dalla realtà questa cosa: quante volte masse intere di gente abbocca come fessi a una cosa falsa?
            Semmai puoi argomentare su altri aspetti il tuo non gradimento di Vertigo e del resto come ti hanno già detto non è neanche poi stata acclamata più di tanto dagli utenti dal Papersera, anzi fu pubblicata pure una recensione che ne metteva in luce tutti i limiti.
            Credo che uno sia libero di argomentare come meglio creda, o almeno lo spero.....

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            Geronimo
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              Re:Topolino 3454
              Risposta #35: Domenica 13 Feb 2022, 08:33:26
              Sei libero di argomentare come vuoi, ma se gli argomenti che usi sono basi deboli allora aspettati tranquillamente che il tuo pensiero venga criticato. Tu hai la tua libertà di parola così come ce l'ho anch'io di criticare il tuo pensiero. Non è che ogni volta si può sempre fare le vittime se il proprio pensiero non è accettato, i forum servono per discutere ed è normale che ci siano pareri opposti. Anche a me è successo di esprimere un pensiero e che qualcuno me lo criticasse aspramente, non è la fine del mondo.
              Luca Giacalone

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              rekotc
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                Re:Topolino 3454
                Risposta #36: Giovedì 7 Apr 2022, 14:58:46
                Domanda: solo a me il mondo assurdo contenuto nella "bolla di puro caos" della storia "Amelia e Archimede e la deriva dimensionale" ha ricordato come stile le ambientazioni strambe di Luciano Bottaro, quali se ne vedono ad esempio nelle mitiche storie con Paperino e i gioviali? Per non parlare dei mostriciattoli, in particolare le tavole delle pagine 132,133,134... Non riesco a trovare su internet una tavola adeguata per il paragone, ma spero abbiate capito

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                Tenebroga
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                  Re:Topolino 3454
                  Risposta #37: Giovedì 7 Apr 2022, 18:18:10
                  Anch'io l'ho notato così come qualcuno ha già scritto in qualche post precedente. Era un po' la "firma" di molte storie di Bottaro e mi ha messo un certa nostalgia.

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                  rekotc
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                    Re:Topolino 3454
                    Risposta #38: Lunedì 11 Apr 2022, 17:29:56
                    Ah ecco! Non avevo notato che qualcuno l'avesse scritto, felice di non essere l'unico :D

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                      Re:Topolino 3454
                      Risposta #39: Lunedì 25 Apr 2022, 15:52:54
                      Amelia in versione giovinastra per me vale l'intero numero.
                      Storia sorprendentemente molto bella e divertente sia per la sceneggiatura che per i disegni.

                      Amelia e Archimede in versione giovinastra sono la paperizzazione degli Arteteca, duo di comici che ha fatto Made in Sud e molte altre cose https://www.youtube.com/watch?v=LFKLI1lnGTo. Appena l'ho capito, ho dovuto posare il fumetto per le risate
                      Inutile litigare, siamo tutti fessi uguali

                       

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