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Almanacco Topolino 10 - Recensione di Luigi Sammartino

La nuova edizione dell’Almanacco Topolino arriva alla prima doppia cifra e finalmente mostra quella maturità che inseguiva da parecchio, di cui abbiamo visto i veri prodromi nello scorso numero. Siamo quindi di fronte ad un miglioramento della metodologia di selezione e di presentazione delle storie. L’Almanacco, quindi, presenta finalmente le caratteristiche di una pubblicazione filologicamente curata. E lo fa partendo dalla copertina, il vero biglietto da visita di un albo a fumetti. I disegni di Emmanuele Baccinelli e i colori di Mario Perrotta offrono una rivisitazione della copertina (di Marco Rota) dell’Almanacco Topolino 282 del giugno 1980, in un autentico tripudio di dinamismo e colori dell’autunno. La selezione odierna si apre con la solita storia superstar, sempre ripresa dalle precedenti edizioni dell’Almanacco, ma con una novità: tornano, infatti, le alternanze tra pagine a colori e in bianco e nero, come nelle versioni originali delle storie. Una fortunata ripresa che ben si adatta a questo classico, Zio Paperone e il colpo del soldone (Barosso-Barosso/Bottaro). Una storia dove si mischiano la commedia degli equivoci, le fortunate coincidenze e i colpi di scena, magistralmente messi in piedi dai maestri fratelli assieme all’ironia grafica del maestro Bottaro (del quale si apprezzano moltissimo i disegni a china). Un ottimo inizio di lettura. La sezione delle storie inedite si muove moltissimo tra i Paesi Bassi e il nord Europa, dove domina il filo conduttore della festività di Halloween. A partire da Paperino e Della – Il primo Halloween (Geradts/Pérez), che però cerca di giocare moltissimo con la situazione equivoca di cui molto spesso si caratterizzano alcune storie a tema. I disegni “soffici” di Carmen Pérez sono apprezzabili e in netto contrasto con i colori dell’ambientazione. L’evento scatenante della storia Un corpo celeste che sta per impattare sulla Terra, un piano per sventare la minaccia, l’unione delle forze tra magia e scienza, la disperazione e la suspence, e infine il ritorno alla normalità. No, non stiamo parlando di Minaccia dallo spazio, ma del suo antecedente, Paperino in: Addio a tutto quanto (Korhonen/Santanach Hernandez), storia in due tempi che anticipa di più di venti anni la saga topolinesca dell’estate 2022. Paperino parte alla ricerca di Paperone, scomparso da diverse settimane, e scopre che viene aiutato da Amelia per rimediare ad un terribile incantesimo. La storia sembra già letta, appunto, ma è molto dinamica e rapida nelle sequenze, benché alcune delle soluzioni offerte convincano fino ad un certo punto (un razzo per accalappiare il meteorite?). I disegni di Tino Santanach Hernandez (al suo esordio su questo Almanacco) comunque sono apprezzabili per il loro classicismo e per il dinamismo che sprigionano. Sicuramente, una storia memorabile e che riesce ad attirare l’attenzione. Il tema Halloween prosegue con una breve olandese di appena due pagine. I Sette Nani e le strane visite (Moe/Ramón Bernado) riprende il tema del classico Disney d’animazione Biancaneve e i Sette Nani (1937), e traspone alcune iconiche scene nelle prime vignette. Solo nella seconda tavola viene inserito l’elemento di disturbo, che viene chiarito nella vignetta finale. Non eccellente come svolgimento, ma i disegni hanno un tratto molto pulito e dinamico al contempo, impreziosendo perfino i rimandi al film. It’s Duckin’ time! Zio Paperone e Paperino in: Una notte da fantasmi (Schmickl/Cavazzano) è un altro esempio di come l’arte del maestro veneziano abbia trovato il giusto riconoscimento anche all’estero. La storia vede come antagonista Hugh de’ Paperoni, detto Schiumatore. Il capitano torna in forma di spirito e cavalcando il suo veliero fantasma, come un sosia dell’Olandese Volante, per reclamare la sua dentiera d’oro, venduta da Paperone per poter avviare gli scavi in quel di Butte, Montana (quarto capitolo della Saga). La storia parte bene e ha un soggetto interessante, ma presto si perde proprio nella ricerca della dentiera (inspiegabilmente in bocca ad un altro tizio) e nei tentativi di recuperarla maldestramente. In alcune vignette, i disegni di Cavazzano si presentano con dettagli che sembrano ricordare sia Barks, sia Rota (come nel caso del veliero fantasma sulle onde), sia infine Bottaro (gli spiriti di Paperone e Paperino deformati), conferendo alla storia una sua piccola dignità. Il solito Topolino Perfettino! Ah, no… Un’altra storia di Halloween a tema equivoco è Scherzetti da strega (Leever e van der Harst/Pérez e Fernández), dove compare la piccola Minima, nipote di Amelia. Storia dove sicuramente gli effetti della magia sono ironicamente inseriti al posto degli scherzetti classici di Halloween, ma la parte centrale è quella più lunga, forse troppo sentimentale, e quella che determina il soggetto della storia. I disegni e le ambientazioni sono ottimi e appaiono molto più caldi di quel che dovrebbe essere. Chiude questa sezione Topolino e lo specchio magico (Solstrand/Fecchi). No, nessun coinvolgimento dello specchio magico di Biancaneve, ma solo uno “specchio fintamente rivelatore” del proprio carattere. Storia dove la suggestione e l’insicurezza di Topolino sono chiarite da Minni mentre monta una Billy (sì, la mitica libreria). Non esaltante come storia, ma anche qui i disegni sono ottimi e hanno quello spunto classico che impreziosisce l’arte dell’artista italiano. Almanacco presenta in questo albo anche una storia con protagonista Archimede Pitagorico, il folle inventore paperopolese, di cui a maggio di quest’anno si sono celebrati i primi 70 anni. Curiosa soprattutto l’intervista a Barks che viene riportata nell’editoriale antecedente la storia, dove l’Uomo dei Paperi spiega la creazione del personaggio e le differenze con tutti gli altri paperi. La follia dell’inventore torna, per così dire, alle origini con La solita, vecchia roba, sceneggiata e disegnata da William Van Horn, dove Archimede si confronta con un inventore alieno su chi dei due abbia inventato l’invenzione più particolare. Una storia che ricalca moltissimo lo spirito di Barks, non solo nei disegni ma anche nella trama e nello svolgimento. Comincia la sfida tra i mondi! Un piccolo scrigno delle meraviglie lo troviamo con l’ultima sezione che precede l’altra storia “superstar”. Il filo conduttore è quello del rapporto tra Disney e il mondo latinoamericano, che negli anni Quaranta ha caratterizzato la produzione di film, corti e anche di fumetti. Si apre con due storie autoconclusive di una tavola, tratte dal settimanale Good Housekeeping e che adattano due bellissimi cortometraggi d’animazione di Saludos Amigos, Lake Titicaca e Pedro, entrambe disegnate da Hank Porter. Due piccoli gioielli in bicromia che eguagliano la bellezza dei rispettivi corti di derivazione. Una inaspettata, ma graditissima proposta, che speriamo possa avere seguito su queste pagine. E la sezione latinoamericana non poteva non proporre anche un classico del fumetto Disney, Zio Paperone e l’oro di Pizarro (testi e disegni di Carl Barks). Non la prima storia dove i Paperi esplorano il mondo andino, ma quella che mette a confronto il moderno e l’antico, idealizzando la presenza di discendenti degli Incas non influenzati dal mondo contemporaneo, e proponendo anche un messaggio ecologista nel finale. Un altro gradito ritorno sulle pagine di Almanacco. Chiude infine l’albo Pippo e il maniero del prozio Veniero (Barosso e Barosso/Carpi). Storia che, anche in questo caso, viene presentata con l’alternanza delle tavole colorate e in bianco e nero, ma dove queste ultime permettono di apprezzare le ambientazioni lugubri e gotiche del maestro genovese. Un giallo d’altri tempi, dove le sparizioni e gli intrighi tengono col fiato sospeso fino all’ultimo, mentre il finale permette al lettore di tirare un sospiro di sollievo. Decisamente apprezzabile e ben congegnata. In definitiva, l’albo della “maturità” di questa nuova edizione di Almanacco Topolino fa ben sperare per il futuro. Le storie, anche se non pienamente apprezzabili dal punto di vista della trama, sono comunque compensate dai disegni e, al contempo, si ritrovano ad essere anche affiancate da autentici gioielli fumettistici, che rendono ancor più prezioso l’albo stesso. Un risultato sperato e atteso, che sicuramente attirerà e conforterà molti lettori.

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Almanacco Topolino - Annata 2022

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    Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
    Risposta #30: Domenica 1 Mag 2022, 17:13:09
    Beh, se è argentino e lì Wanda è un nome maschile quale è il problema? Poi se si è sempre firmato ed è sempre stato accreditato solo con Wanda Gattino, perché cambiare ora?

    https://inducks.org/story.php?c=Qit%2FZP++202C

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      Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
      Risposta #31: Domenica 1 Mag 2022, 20:47:11
      Ho concluso la lettura del settimo numero del nuovo Almanacco Topolino e posso dirmi soddisfatto del mio acquisto.
      L'unica storia che non mi ha convinto è stata la breve inedita incentrata su Paperino eroe pasquale di Sune Troelstrup e Cèsar Ferioli.
      Se è vero che la storia non è poi così brutta in sé, d'altro canto devo dire che l'ho trovata dimenticabile e non mi ha neanche troppo appassionato durante la lettura, anche perché non mi piace vedere Paperino descritto come un pericolo pubblico per la società, da tenere al largo da eventi di importante risonanza (come, in questo caso, la parata pasquale per le strade di Paperopoli) per timore dei disastri che potrebbe generare.
      Il resto del numero invece l'ho apprezzato e mi è piaciuto, a partire dalla storia di apertura.
      Topolino e gli incontri falsificati (dal solito tipo) è stata infatti una bella lettura, frizzante e dinamica come piace a me e soprattutto si trattava di una storia per me inedita, che ho avuto modo di conoscere attraverso questa sua ristampa per la prima volta e mi ha fatto piacere leggerla, tanto per i testi di Giorgio Pezzin quanto per gli espressivi e vivaci disegni di Giorgio Cavazzano.

      Passando alle altre storie, anche la storia di chiusura mi è piaciuta.
      Come diceva anche Geronimo è vero che la "Avventura a EuroDisney" occupa buona parte del sommario dell'albo (praticamente un terzo della sola parte a fumetti del volumetto) però d'altra parte posso affermare che la storia in questione è stata, per quanto mi riguarda, una buona lettura, gradevole e scorrevole.
      Certo, è vero che il pretesto per cui i tre "blocchi" dei personaggi che si muovono all'interno della vicenda - Paperone con i nipoti, il trio dei Bassotti e poi Amelia in solitaria - si ritrovino tutto ad un tratto catapultati nei pressi del parco di EuroDisney (oggi Disneyland Paris) appare forzato ma la storia in sé ha saputo tenermi interessato ai suoi sviluppi e alle sue dinamiche ed anche il finale (con la rivelazione del nascondiglio del denaro sottratto allo Zio Paperone da parte dei Bassotti) mi è piaciuto.
      Il tutto è arricchito, visivamente parlando, dall'arte di Romano Scarpa, sempre vivace e spumeggiante, espressiva ed amabile al tempo stesso.

      In merito invece alle storie di Kari Korhonen con Paperone protagonista, alla "rarità" di Paul Murry con Topolino e Pippo e alla vicenda di Paperino ed Ely, Emy, Evy posso dire che le ho apprezzate tutte e tre, soprattutto l'ultima.
      Questa nello specifico ha saputo restituirmi  delle belle sensazioni di freschezza ed anche di divertimento, strappandomi diversi sorrisi.
      Tutto questo lo si deve anche al piglio grafico della storia, molto espressivo e che ha contribuito a smuovermi delle belle risate oltre al fatto che ho trovato molto carina e graziosa l'idea di base della storia, con le conseguenze della decisione delle nipotine di fingersi tre protagoniste femminili di altrettante fiabe classiche che porteranno a degli inaspettati sviluppi, soprattutto per Paperino e, ancora di più, per i Bassotti.  ;D

      Insomma, un albo per me meritevole di acquisto e di lettura e che consiglio per la buona qualità della maggior parte delle storie in esso presenti.
      Bellissima poi la copertina di Emmanuele Baccinelli, della quale ho molto apprezzato l'esordio in cover (per questo bimestrale varato nell'Aprile dello scorso anno) del personaggio di Paperoga e in merito al quale sono curioso di scoprire quale sarà la rarità con protagonista proprio il cugino col maglione rosso e che sarà proposta nel prossimo numero dell'Almanacco.  ;)

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        Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
        Risposta #32: Lunedì 2 Mag 2022, 12:54:52
        ma come è la storia dedicata a Eurodisney? Posticcia o interessante?

          Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
          Risposta #33: Lunedì 2 Mag 2022, 14:31:00
          Beh, se è argentino e lì Wanda è un nome maschile quale è il problema? Poi se si è sempre firmato ed è sempre stato accreditato solo con Wanda Gattino, perché cambiare ora?

          https://inducks.org/story.php?c=Qit%2FZP++202C
          Anche se in quell'articolo dice in Argentina è un nome maschile leggendo nella lista dei nomi autorizzati nella capitale e nella provincia di Cordoba dove è nato mette che è un nome femminile. Forse quando è nato c'erano regole diverse e poteva essere usato come secondo nome nell'altro sesso come Maria, ma dire che in Argentina è un nome maschile è falso.

          E poi aggiungere il primo nome serve per evitare confusione sul sesso del disegnatore per chi non lo conosce.

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          Samu
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            Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
            Risposta #34: Lunedì 2 Mag 2022, 15:31:58
            ma come è la storia dedicata a Eurodisney? Posticcia o interessante?
            Tralasciando il fatto che lo spunto per cui tutti i personaggi si ritrovano dal nulla da Paperopoli direttamente ad EuroDisney, per quanto mi riguarda io onestamente l'ho apprezzata come storia.
            Non mi aspettavo chissà quale capolavoro ed infatti l'ho letta scevra da aspettative di sorta, mi bastava fosse una storia godibile e graziosa da leggere.
            E per me lo è stata.  :)

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              Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
              Risposta #35: Lunedì 2 Mag 2022, 18:37:32
              ma come è la storia dedicata a Eurodisney? Posticcia o interessante?

              Secondo me è illeggibile, ma lo Scarpa anni '90 nel formato a quattro strisce è una goduria.

                Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                Risposta #36: Mercoledì 4 Mag 2022, 19:06:09
                Questa serie prosegue confermando l'ottima qualità che la contraddistingue !
                belle le due "lunghe", ho riletto con molto piacere la soria ambientata ad Eurodisney, che è sempre stata una delle mie preferite sin da quando all'epoca comprai il cartonato, poi Korhonen, Jippes, Branca, i fratelli Heymans
                 veramente tanta roba


                  Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                  Risposta #37: Mercoledì 4 Mag 2022, 22:29:45
                  Torno a distanza di quasi un anno a comprare l' Almanacco, mi andava di prenderlo. Non mi è dispiaciuto, anzi.
                  Partendo dalle italiane: per quanto riguarda la prima storia, onestamente dalla coppia Pezzin-Cavazzano mi aspettavo moooooolto di più; non una brutta storia comunque. Mi aspettavo molto peggio da Avventure a Eurodisney: anche se continuo a non condividere il fatto di avere pubblicato una storia così lunga in un albo dalle pagine limitate, tutto sommato si è fatta leggere. È una storia molto frenetica, ma di quella frenesia non confusionaria e che mi ha fatto leggere le pagine  tranquillamente coinvolgendomi. Quello che non è riuscita a fare invece la danese già edita di Paperino e le nipotine: qua invece la narrazione frenetica mi è apparsa confusionaria al punto da indispormi e da voler terminare presto la lettura; anche il numero di pagine mi è sembrato eccessivo per quel che voleva raccontare. Insomma, se il livello delle già edite deve essere come questa storia, allora è meglio lasciar spazio alle inedite. E a proposito di queste, andiamo a loro: premetto già che non mi sono dispiaciute, il livello mi sembra più alto rispetto a quello del numero 2 a cui mi ero fermato.
                  La storia di Korohnen l'ho trovata molto più interessante, coinvolgente e ben scritta dei (a mio parere noiosissimi) diari. L' Eroe Pasquale è forse la migliore del numero, mi ha in parte riportato alla vivacità delle teen pages Barksiane (lungi da me però volerle paragonare qualitativamente).
                  Infine la rarissima Il Caso dei Cloni: di fatto l'unica storia a non essere una gag Story e che voleva presentare un giallo; le pagine sono troppo poche e quindi è tutto troppo compresso e non esaltante; anche questa però si è lasciata leggere.

                  In definitiva felice che le inedite siano riuscite a catturare il mio interesse, spero succederà anche in futuro.
                  Il prossimo numero lo prenderò sicuro perché è da tempo che invocavo la ristampa della Notte del Saraceno; sono grato a Boschi di questo bellissimo regalo.

                  PS leggere gli editoriali di Boschi e Gerbaldo mette un'enorme malinconia :'(
                  Luca Giacalone

                    Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                    Risposta #38: Lunedì 9 Mag 2022, 21:41:28
                    Con la mia consueta "calma" eccomi a dire i miei pensieri spiccioli su questo nuovo numero dell'Almanacco Topolino  :)
                    Innanzitutto leggere un'introduzione di Luca Boschi, oltre alla solita ammirazione per i contenuti, scatena un forte senso di tristezza per una così dolorosa perdita. Mancanza che poi viene rinfocolata dalla lettura del redazionale a cura di Gerbaldo.
                    Ma proprio nel loro ricordo è giusto leggere e cercare di godersi (nel possibile) questo indice da loro ideato e proposto.
                    - La storia di apertura è "Topolino e gli incontri falsificati (dal solito tipo)" del duo Pezzin-Cavazzano. Oltre ad iniziare con un simpatico cameo di Cavazzano che presenta la vicenda, questa storia è particolare perché mi ha ricordato (in modo moooolto marcato) lo stratagemma narrativo di" Mister Vertigo" che basa la trama sulla estrema "creduloneria" del popolo topolinese e di Basettoni su tutti.
                    La differenza sta nel rapporto tra le pagine usate in questo caso (appena 27) contro l'eccessiva ed inutile lunghezza delle trame di Nucci che, sicuramente dietro direttive editoriali odierne, poco hanno poi portato in termini di "ciccia".
                    In più questa vicenda di Pezzin ha pure un finale simpatico e sarcastico...
                    - Al solito la one-page su Ely, Emy ed Evy oltre al buon tratto grafico con cui sono raffigurate le paperette da Heymans, lascia poco in termini di umorismo d'impatto.
                    - "Zio Paperone e...qualche dritta sull'avarizia" di Korhonen parte dallo strampalato espediente di un Paperone completamente all'oscuro dell'uso di internet e dei mezzi di comunicazione collegati, ma poi mette in fila tante simpatiche situazioni che rendono la lettura piacevole e molto interessante. La cosa strana sta nel fatto che questa volta ho trovato un po' sottotono le matite del buon Kari, solitamente molto brillanti ed aggrazziate.
                    - "Paperino Eroe pasquale" è una simpatica storia svedese che basa le proprie qualità sull'ottimo utilizzo della famigerata "sfortuna" (unita alla altrettanto famosa sbadataggine) di Paperino e sugli ottimi disegni di Ferioli.
                    - "Panchito e il ponte a pedaggio" mi ha lasciato (ancora una volta) basito davanti alla bravura di Daan Jippes ! Una costruzione delle vignette catastrofica, surreale, talmente confusionaria...da essere bellissima. Panchito e il fido Senor Martinez hanno delle espressioni talmente particolari e divertenti lungo la discesa col masso rotolante da colmare anche la mancanza di dialoghi molto ricercati o necessari.
                    Disegni (per me) da osservare, riguardare ancora ed ammirare  :inLove:
                    - "Topolino e il caso dei Cloni" è una storia gialla da rimarcare soprattutto perché è un'inedita di Paul Murry scoperta di recente e qui proposta in Italia per la prima volta. La trama si basa su uno schema solito che vede Topolino opporsi con la sua perspicacia al cattivo di turno. Carina ma nulla di più, fondamentale a livello collezionistico.
                    - "Paperino Un pasticcio da favola" mette insieme Paperino alle tre nipotine Ely/Emy/Evy e lo fa utilizzando il richiamo delle Fiabe. Ad una iniziale (e preventivabile) estrema oziosita' del papero si contrappone un deciso cambio di marcia che mette in mostra le virtù fisiche e motivazionali di Paperino atte a difendere le innocenti paperette dai raggiri dei Bassotti latitanti.
                    - La storia finale ambientata ad EuroDisney è chiaramente una "storia su commissione" e di conseguenza risente delle risapute incongruenze di trama e fruibilità. Ma mi ha fatto piacere rileggerla per i disegni del magnifico Scarpa e per i tanti ricordi che legano me ed i miei bambini al parco parigino. Fare un giro "virtuale" tra la Phantom Manor, tra Big Thunder Mountain, gli elefanti di Dumbo e tutte le iconiche attrazioni del parco non possono lasciare indifferente il mio animo da fan-boy di Disneyland Paris  ;D
                    Insomma tirando le fila posso dire che è stato un albo piacevole da leggere anche se qualitativamente inferiore rispetto ai precedenti. Soprattutto la qualità poco clamorosa della "forte italiana" finale ha fatto la differenza nel giudizio complessivo.
                    Chiudo con un pensiero alla sempre splendida ed allegra copertina ad opera di Bacci. Grande lavoro !
                    Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                    Samu
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                      Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                      Risposta #39: Lunedì 9 Mag 2022, 22:43:16
                      - "Panchito e il ponte a pedaggio" mi ha lasciato (ancora una volta) basito davanti alla bravura di Daan Jippes ! Una costruzione delle vignette catastrofica, surreale, talmente confusionaria...da essere bellissima. Panchito e il fido Senor Martinez hanno delle espressioni talmente particolari e divertenti lungo la discesa col masso rotolante da colmare anche la mancanza di dialoghi molto ricercati o necessari.
                      Disegni (per me) da osservare, riguardare ancora ed ammirare  :inLove:
                      Non solo per te i disegni di Jippes sono stati stati da osservare e riguardare, Lucio.
                      Anche a me è piaciuta molto l'espressività che l'autore è riuscito, in questa storia molto breve, a dare ai due personaggi principali, Panchito e il Signor Martinez (il cui nome, da quando l'ho conosciuto sulle brevi pubblicate sull'Almanacco, mi ha da subito fatto molta simpatia).
                      Come te, ho apprezzato la vivacità nella costruzione della tavola e non faccio mistero che mi sia dispiaciuta la brevità di questa storia.
                      Avrei voluto vederlo all'opera con gli stessi personaggi ma con una trama più lunga ed articolata, in modo tale da "viverli" di più i suoi disegni e l'espressività che li caratterizza.
                      In particolare, mi sono fermato a guardare e riguardare divertito e con un bel sorriso stampato in faccia la vignetta che mostra il Signor Martinez con sguardo determinato, tendente verso il basso, verso il suo "padrone" Panchito mentre gli alza al contempo lo sguardo verso l'alto con lo zoccolo, in direzione della grossa pietra posta in cima alla parete rocciosa che useranno, su suggerimento dello stesso equino, come "arma di sfondamento" per non pagare il pedaggio.  :)
                      « Ultima modifica: Lunedì 9 Mag 2022, 22:49:58 da Samu »

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                      Cornelius Coot
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                        Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                        Risposta #40: Domenica 15 Mag 2022, 16:37:28
                        Ricordavo vagamente questa tavola iniziale dei tardi '70 che apre il settimo numero dell'Almanacco e dove Cavazzano disegna... se stesso. Se altri autori impossibilitati a manifestarsi pubblicamente lasciavano qualche indizio nei disegni (Scarpa la sua sigla RS), l'autore in questione scompiglia letteralmente le carte imponendo la sua figura fisica che, per quanto fumettata, è piuttosto simile all'originale umana.

                        Oggi gli autori hanno mille canali in più per farsi conoscere anche fisicamente (fiere, mostre, forum, siti fb, video youtube...) mentre ai tempi l'unico modo era forse proprio quello utilizzato da Cavazzano, al di là di sigle o altri segnali particolari. Non so se nel libretto ciò sarebbe stato possibile ma nell'Almanacco, per sua natura 'alternativo', la Mondadori e Gentilini avranno probabilmente dato il loro placet (se non la Disney stessa).

                        Il fatto che altri autori dell'epoca non abbiano usato questo espediente (forse l'unico resta questo degli 'Incontri falsificati') mi fa pensare che non lo desiderassero (magari quelli più famosi e importanti) o che non sia stato loro permesso (riguardo autori di media levatura).
                        Gli autori di oggi non hanno certo bisogno di immortalarsi nelle tavole delle loro storie visto che sono più o meno già conosciuti e 'identificati' anche fisicamente dai lettori. Però mi chiedo se lo farebbero, nel caso.

                                                                                                           

                        Spero di no anche perché l'effetto che mi ha fatto vedere questa prima tavola, prologo giustificato per spiegare le traduzioni simultanee di diversi linguaggi intergalattici, non è stato particolarmente positivo. Neanche fosse stata la prima volta che si vedevano alieni parlare la lingua di topi e paperi: in un modo o nell'altro, con diversi escamotage narrativi, la situazione ritenuta 'eccezionale' dallo stesso autore fumettato era pressoché normale da sempre. Vedere un giovane Cavazzano che parla con i lettori (sfondando la famosa 'quarta parete') potrà piacere ad alcuni ma per me resta una cosa fuori luogo.

                        Ritengo questo 'peccatuccio' di ego figlio di quei tempi e della generazione 'rivoluzionaria' cui Cavazzano apparteneva: se gli autori precedenti si erano 'rassegnati' ad una non visibilità, quelli degli anni '70 immagino la rivendicassero (almeno lui). Cavazzano trovò il metodo più 'artistico' per raggiungere l'obiettivo, non consueto per l'epoca (a parte l'eccezionale presenza in carne ed ossa di Carpi e Scarpa in una Canzonissima di 10 anni prima). La sua voglia di apparire, di 'esserci', più forte rispetto ai colleghi della sua stessa generazione, la si vede ancor oggi: molto più presente in tante fiere o video interviste rispetto ai più 'recalcitranti' e 'introversi' Massimo De Vita, Marco Rota, Giorgio Pezzin...
                        « Ultima modifica: Domenica 15 Mag 2022, 22:15:22 da Cornelius Coot »

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                        Cornelius Coot
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                          Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                          Risposta #41: Domenica 15 Mag 2022, 17:53:32
                                                                                                                       

                          Questa del settimo Almanacco è la terza ristampa di Avventure a EuroDisney, dopo quelle di ZP e dell'omnia scarpiana. Rispetto alla prima che metteva come tavola iniziale il disegno della copertina del cartonato, questa inizia quasi improvvisamente con un titoletto messo sopra la prima tavola che compare a fianco dell'ultima della storia precedente con EEE. Per una storia a suo modo 'particolare' non è un bel trattamento: la pagina redazionale del compianto Boschi (Dal Vesuvio alla Torre Eiffel) invece di aprire l'albo poteva fare da prologo alla storia stessa, separandola dalla precedente.

                          Come ogni soggetto legato ad eventi particolari non è che sia memorabile: però le illustrazioni di Scarpa sono magnifiche e non sapevo che l'altra storia di Scarpa, sempre collegata all'apertura del parco parigino ma scritta e disegnata per il libretto (I Paperi di Paperopoli alla conquista del Mitico Ticket), fosse stata realizzata contemporaneamente a questa (sebbene intuibile visto il medesimo collegamento, ma a volte alcune storie vengono disegnate un anno o sei mesi prima).

                          Divertente la differenza espressiva tra gli indiavolati paperi che si rincorrono all'interno del parco e le figure di alcuni pupazzi dagli sguardi fissi rappresentanti Topolino, Minni, Pippo, i Nani, Pinocchio... ovviamente inespressivi. D'altronde Scarpa non avrebbe potuto raffigurare tra quei pupazzi gli stessi protagonisti della storia: sebbene riconoscibili per le diverse espressioni, vedere paperi 'veri' fuggire e inseguirsi tra quelli 'finti' avrebbe confuso i lettori e reso meno 'credibile' la storia stessa.
                          « Ultima modifica: Domenica 15 Mag 2022, 22:11:17 da Cornelius Coot »

                            Almanacco Topolino n. 7
                            Risposta #42: Mercoledì 22 Giu 2022, 17:10:56
                            Recensione Almanacco Topolino n. 7


                             Ci si aspettava un secondo anno di Almanacco Topolino perlomeno al livello del primo, ma la mancanza dei Diari di Paperone, serie conclusasi sul volume 6, appare destinata fin da subito a dare un diverso peso all’intera testata.

                             Nonostante l’assenza si faccia sentire, le proposte inedite non mancano, e riservano delle buone sorprese. La bellissima copertina di Emanuele Baccinelli, con i caldi colori di Mario Perrotta, contorna questa selezione tutto sommato discreta.

                             Cominciamo dalla prima delle due storie italiane presenti nell’indice, Topolino e gli incontri falsificati (dal solito tipo) (di Pezzin e Cavazzano). Il titolo, si fa poca fatica a capirlo, riprende il celeberrimo Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg, classico della fantascienza degli anni Settanta, e difatti gioca molto sulle segnalazioni di Oggetti Volanti Non identificati e sulle leggende metropolitane, con verità iperboliche che si celano dietro strati di incredulità.

                             Bella storia, in linea con la produzione classica dell’autore veneziano, aiutato anche dai disegni formidabili di Cavazzano (che compare anche in un cameo nella tavola iniziale).

                             La selezione delle inedite straniere si apre con la consueta one page story dedicata alle tre nipotine di Paperina. Dal punto di vista della continuità narrativa, Ely, Emy e Evy e la nuova acconciatura (testi e disegni di Mau Heymans) sarebbe in realtà da collocare prima delle altre storie proposte sugli scorsi numeri di Almanacco Topolino: la particolarità grafica delle loro acconciature è, infatti, già presente e consolidata nelle brevi avventure precedenti.

                             
                            Avvistamenti UFO e isteria collettiva

                             I disegni sono molto buoni, il tratto rimane fermo e chiaro, mentre la storia (pur molto godibile e divertente) si basa su un misunderstanding dell’etichetta della bomboletta spray non pienamente comprensibile a chi non sia appassionato di pittura o di falegnameria (lak spray è anche il fissante per le vernici applicate a superfici legnose).

                             Seppur non presente con i suoi Diari, Kari Korhonen appare su questo volume con una storia nella quale i personaggi classici Disney si confrontano con la contemporaneità. Zio Paperone e… qualche dritta sull’avarizia mette a confronto la nota avarizia di Paperone in un contesto contemporaneo e il suo senso degli affari con le reali difficoltà che si possono incontrare nel mondo del business moderno, dove non conta la ricchezza, quanto la visibilità e la reputazione.

                             
                            Ok boomer (?)

                            La sua inveterata taccagneria (che trova fondamento nelle storie classiche di scuola italiana quanto in quelle del suo creatore, Carl Barks) e l’intuizione di proporre consigli finanziari sul web, porteranno a Paperone non pochi grattacapi. Storia molto godibile e briosa, nella quale il protagonista rimane preda della propria stessa gabbia di stereotipi.

                             Paperino eroe pasquale (testi di Sune Troelstrup, disegni di César Ferioli Pelaez) prova, invece, a riprendere uno schema ultra-collaudato, con Paperino che esaspera la propria creatività e la propria inventiva con risultati inattesi ed esilaranti. Storia che pare tronca nella sua parte centrale, benché renda bene l’idea dell’eccesso “alla Barks”, e che pone il deus ex machina (letteralmente) dell’inventiva paperiniana in maniera randomica, ma con un buon risultato finale. Anche i disegni del sorprendente Ferioli rievocano quelli del cartoonist statunitense, con l’aggiunta di elementi più attuali e caratteristici.

                             Panchito e il ponte a pedaggio è una breve di Daan Jippes autore unico che risente molto dell’influenza dell’animazione anni Trenta, soprattutto i lavori di Segar e Fleischer con il personaggio di Popeye: disegni estremamente vitali, con un dinamismo delle scene aumentato a dismisura dall’iperbole caratteriale dei personaggi, ma interamente incentrata sulle sequenze di rotolamento del masso e sulla fuga di Panchito e di Señor Martinez, con una conclusione piuttosto affrettata e poco soddisfacente.

                             
                            L’attimo in cui il dinamismo di Panchito si scatena

                             Si arriva, quindi, alla “vera” inedita dell’albo, Topolino e il caso dei cloni, disegnata da Paul Murry e apparsa per la prima volta su Hall of Fame 6 del 2005. Le vicende editoriali di questa storia sono spiegate dal compianto Luca Boschi nell’editoriale dedicato alle inedite del volume.

                             Benché la storia possa sembrare interessante, c’è da dire che effettivamente si tratta di (parafrasando lo stesso Boschi) una non memorabile caccia al malintenzionato che ha una buona costruzione fino alla parte centrale, ma che poi (forse anche per il suo essere breve e destinata a un target in prima età scolare) vede una progressiva interruzione proprio nel suo climax, per crollare drasticamente nel finale. I disegni di Murry, proprio perché rimasti inediti per circa quarant’anni, godono di una parziale “rinfrescata” grazie alle moderne tecniche di digitalizzazione e pubblicazione.

                             Paperino – Un pasticcio da favola (testi di David Gerstein, disegni di Daniel Branca) propone una vicenda confusa, ma bizzarra e soprattutto divertente, nella quale i disegni estremamente dinamici paiono portare le tavole verso una dimensione quasi animata. L’effetto slapstick (soprattutto nella parte centrale e finale della storia) è ulteriormente accentuato dall’ambiguità delle situazioni in cui i Bassotti finiscono.

                             Chiude la selezione proposta la seconda storia “italiana”, proveniente direttamente da un fumetto dedicato all’apertura di Eurodisney di cui, proprio quest’anno, si celebrano i trent’anni di attività. Avventura a Eurodisney, appunto (testi di Jacques Lelièvre e disegni di Romano Scarpa) pubblicata nell’aprile 1992, risulta purtroppo essere poco più di una classica storia promozionale, con i difetti tipici di questo tipo di produzioni.

                             
                            Un Paperone eternamente imbronciato

                             Paperone e Paperino appaiono gestiti in maniera superficiale, al confine con l’autoparodia: il primo costantemente imbronciato, aggressivo e piangente, molto meno intraprendente rispetto alla tradizionale raffigurazione; il secondo mero “oggetto del contendere” delle due fazioni di furfanti; convince ugualmente poco la presenza dei Bassotti nella versione presente nella prima serie di DuckTales, le cui interazioni risultano eccessive e teatrali.

                             La storia si esaurisce sostanzialmente nel mostrare alcune delle attrazioni del parco. Fra i pochi elementi positivi rileviamo la presenza di Amelia, elegante e dotata di un carattere molto forte, e i disegni di Scarpa, che conferiscono un alone di eleganza a una sceneggiatura poco ispirata.

                             Nonostante qualche ammaccatura presente qui e là, anche questo albo riesce infine a portare a casa la sufficienza. La buona selezione di storie inedite fornisce, come sempre, ottimi spunti di lettura, e anche laddove le storie risultino carenti nella propria riuscita finale (è il caso di Avventura a Eurodisney, ad esempio) si possono notare e apprezzare i frutti del lavoro di selezione di Luca Boschi: affiancare, a storie note e apprezzate, inedite e sconosciute da riscoprire, fa di questo volume un ottimo esempio di antologia sapientemente combinata.



                            Voto del recensore: 3.5/5
                            Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                            https://www.papersera.net/wp/2022/06/22/almanacco-topolino-n-7/

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                            Samu
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                              Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                              Risposta #43: Martedì 28 Giu 2022, 15:42:01
                              Allego il sommario del nuovo numero dell'Almanacco, compreso di copertina e Next.
                              Ad aprire l'albo c'è un sentito redazionale in ricordo di Luca Boschi (e all'interno del quale si ha modo di ricordare brevemente anche il lavoro e la figura professionale di ​Francesco Gerbaldo) che porta la firma del nostro Davide Del Gusto.

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                                Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                                Risposta #44: Martedì 28 Giu 2022, 18:06:37
                                Ad aprire l'albo c'è un sentito redazionale in ricordo di Luca Boschi (e all'interno del quale si ha modo di ricordare brevemente anche il lavoro e la figura professionale di ​Francesco Gerbaldo) che porta la firma del nostro Davide Del Gusto.
                                Ciao Samu, potresti fare una foto anche di questo editoriale appena puoi? Grazie!

                                 

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