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Almanacco Topolino 10 - Recensione di Luigi Sammartino

La nuova edizione dell’Almanacco Topolino arriva alla prima doppia cifra e finalmente mostra quella maturità che inseguiva da parecchio, di cui abbiamo visto i veri prodromi nello scorso numero. Siamo quindi di fronte ad un miglioramento della metodologia di selezione e di presentazione delle storie. L’Almanacco, quindi, presenta finalmente le caratteristiche di una pubblicazione filologicamente curata. E lo fa partendo dalla copertina, il vero biglietto da visita di un albo a fumetti. I disegni di Emmanuele Baccinelli e i colori di Mario Perrotta offrono una rivisitazione della copertina (di Marco Rota) dell’Almanacco Topolino 282 del giugno 1980, in un autentico tripudio di dinamismo e colori dell’autunno. La selezione odierna si apre con la solita storia superstar, sempre ripresa dalle precedenti edizioni dell’Almanacco, ma con una novità: tornano, infatti, le alternanze tra pagine a colori e in bianco e nero, come nelle versioni originali delle storie. Una fortunata ripresa che ben si adatta a questo classico, Zio Paperone e il colpo del soldone (Barosso-Barosso/Bottaro). Una storia dove si mischiano la commedia degli equivoci, le fortunate coincidenze e i colpi di scena, magistralmente messi in piedi dai maestri fratelli assieme all’ironia grafica del maestro Bottaro (del quale si apprezzano moltissimo i disegni a china). Un ottimo inizio di lettura. La sezione delle storie inedite si muove moltissimo tra i Paesi Bassi e il nord Europa, dove domina il filo conduttore della festività di Halloween. A partire da Paperino e Della – Il primo Halloween (Geradts/Pérez), che però cerca di giocare moltissimo con la situazione equivoca di cui molto spesso si caratterizzano alcune storie a tema. I disegni “soffici” di Carmen Pérez sono apprezzabili e in netto contrasto con i colori dell’ambientazione. L’evento scatenante della storia Un corpo celeste che sta per impattare sulla Terra, un piano per sventare la minaccia, l’unione delle forze tra magia e scienza, la disperazione e la suspence, e infine il ritorno alla normalità. No, non stiamo parlando di Minaccia dallo spazio, ma del suo antecedente, Paperino in: Addio a tutto quanto (Korhonen/Santanach Hernandez), storia in due tempi che anticipa di più di venti anni la saga topolinesca dell’estate 2022. Paperino parte alla ricerca di Paperone, scomparso da diverse settimane, e scopre che viene aiutato da Amelia per rimediare ad un terribile incantesimo. La storia sembra già letta, appunto, ma è molto dinamica e rapida nelle sequenze, benché alcune delle soluzioni offerte convincano fino ad un certo punto (un razzo per accalappiare il meteorite?). I disegni di Tino Santanach Hernandez (al suo esordio su questo Almanacco) comunque sono apprezzabili per il loro classicismo e per il dinamismo che sprigionano. Sicuramente, una storia memorabile e che riesce ad attirare l’attenzione. Il tema Halloween prosegue con una breve olandese di appena due pagine. I Sette Nani e le strane visite (Moe/Ramón Bernado) riprende il tema del classico Disney d’animazione Biancaneve e i Sette Nani (1937), e traspone alcune iconiche scene nelle prime vignette. Solo nella seconda tavola viene inserito l’elemento di disturbo, che viene chiarito nella vignetta finale. Non eccellente come svolgimento, ma i disegni hanno un tratto molto pulito e dinamico al contempo, impreziosendo perfino i rimandi al film. It’s Duckin’ time! Zio Paperone e Paperino in: Una notte da fantasmi (Schmickl/Cavazzano) è un altro esempio di come l’arte del maestro veneziano abbia trovato il giusto riconoscimento anche all’estero. La storia vede come antagonista Hugh de’ Paperoni, detto Schiumatore. Il capitano torna in forma di spirito e cavalcando il suo veliero fantasma, come un sosia dell’Olandese Volante, per reclamare la sua dentiera d’oro, venduta da Paperone per poter avviare gli scavi in quel di Butte, Montana (quarto capitolo della Saga). La storia parte bene e ha un soggetto interessante, ma presto si perde proprio nella ricerca della dentiera (inspiegabilmente in bocca ad un altro tizio) e nei tentativi di recuperarla maldestramente. In alcune vignette, i disegni di Cavazzano si presentano con dettagli che sembrano ricordare sia Barks, sia Rota (come nel caso del veliero fantasma sulle onde), sia infine Bottaro (gli spiriti di Paperone e Paperino deformati), conferendo alla storia una sua piccola dignità. Il solito Topolino Perfettino! Ah, no… Un’altra storia di Halloween a tema equivoco è Scherzetti da strega (Leever e van der Harst/Pérez e Fernández), dove compare la piccola Minima, nipote di Amelia. Storia dove sicuramente gli effetti della magia sono ironicamente inseriti al posto degli scherzetti classici di Halloween, ma la parte centrale è quella più lunga, forse troppo sentimentale, e quella che determina il soggetto della storia. I disegni e le ambientazioni sono ottimi e appaiono molto più caldi di quel che dovrebbe essere. Chiude questa sezione Topolino e lo specchio magico (Solstrand/Fecchi). No, nessun coinvolgimento dello specchio magico di Biancaneve, ma solo uno “specchio fintamente rivelatore” del proprio carattere. Storia dove la suggestione e l’insicurezza di Topolino sono chiarite da Minni mentre monta una Billy (sì, la mitica libreria). Non esaltante come storia, ma anche qui i disegni sono ottimi e hanno quello spunto classico che impreziosisce l’arte dell’artista italiano. Almanacco presenta in questo albo anche una storia con protagonista Archimede Pitagorico, il folle inventore paperopolese, di cui a maggio di quest’anno si sono celebrati i primi 70 anni. Curiosa soprattutto l’intervista a Barks che viene riportata nell’editoriale antecedente la storia, dove l’Uomo dei Paperi spiega la creazione del personaggio e le differenze con tutti gli altri paperi. La follia dell’inventore torna, per così dire, alle origini con La solita, vecchia roba, sceneggiata e disegnata da William Van Horn, dove Archimede si confronta con un inventore alieno su chi dei due abbia inventato l’invenzione più particolare. Una storia che ricalca moltissimo lo spirito di Barks, non solo nei disegni ma anche nella trama e nello svolgimento. Comincia la sfida tra i mondi! Un piccolo scrigno delle meraviglie lo troviamo con l’ultima sezione che precede l’altra storia “superstar”. Il filo conduttore è quello del rapporto tra Disney e il mondo latinoamericano, che negli anni Quaranta ha caratterizzato la produzione di film, corti e anche di fumetti. Si apre con due storie autoconclusive di una tavola, tratte dal settimanale Good Housekeeping e che adattano due bellissimi cortometraggi d’animazione di Saludos Amigos, Lake Titicaca e Pedro, entrambe disegnate da Hank Porter. Due piccoli gioielli in bicromia che eguagliano la bellezza dei rispettivi corti di derivazione. Una inaspettata, ma graditissima proposta, che speriamo possa avere seguito su queste pagine. E la sezione latinoamericana non poteva non proporre anche un classico del fumetto Disney, Zio Paperone e l’oro di Pizarro (testi e disegni di Carl Barks). Non la prima storia dove i Paperi esplorano il mondo andino, ma quella che mette a confronto il moderno e l’antico, idealizzando la presenza di discendenti degli Incas non influenzati dal mondo contemporaneo, e proponendo anche un messaggio ecologista nel finale. Un altro gradito ritorno sulle pagine di Almanacco. Chiude infine l’albo Pippo e il maniero del prozio Veniero (Barosso e Barosso/Carpi). Storia che, anche in questo caso, viene presentata con l’alternanza delle tavole colorate e in bianco e nero, ma dove queste ultime permettono di apprezzare le ambientazioni lugubri e gotiche del maestro genovese. Un giallo d’altri tempi, dove le sparizioni e gli intrighi tengono col fiato sospeso fino all’ultimo, mentre il finale permette al lettore di tirare un sospiro di sollievo. Decisamente apprezzabile e ben congegnata. In definitiva, l’albo della “maturità” di questa nuova edizione di Almanacco Topolino fa ben sperare per il futuro. Le storie, anche se non pienamente apprezzabili dal punto di vista della trama, sono comunque compensate dai disegni e, al contempo, si ritrovano ad essere anche affiancate da autentici gioielli fumettistici, che rendono ancor più prezioso l’albo stesso. Un risultato sperato e atteso, che sicuramente attirerà e conforterà molti lettori.

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Almanacco Topolino - Annata 2022

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Luca255
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    Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
    Risposta #90: Venerdì 28 Ott 2022, 12:04:15
    Buonasera, visto che siamo "in tema" nella discussione su I Grandi Classici, qualcuno ha acquistato già il nuovo numero, per il quale erano state anche lì annunciate storie con l'alternanza in bianco e nero? Sono almeno brevi? Grazie mille.

    Ciao, condivido l'indice dell'Almanacco n. 10
    Le storie con alternanza di colore e bianco e nero sono solo quelle italiane in apertura e chiusura. In questo caso però non sono decolorate come sui Grandi Classici, uscirono così in origine. Davide del Gusto nell'editoriale di apertura scrive che l'alternanza di colore e bianco e nero venne mantenuta sull'Almanacco fino al dicembre 1981.
    Comunque, tutte le altre storie sono colorate.

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    PolliceSu
      Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
      Risposta #91: Venerdì 28 Ott 2022, 17:58:39
      Buonasera, visto che siamo "in tema" nella discussione su I Grandi Classici, qualcuno ha acquistato già il nuovo numero, per il quale erano state anche lì annunciate storie con l'alternanza in bianco e nero? Sono almeno brevi? Grazie mille.

      Ciao, condivido l'indice dell'Almanacco n. 10
      Le storie con alternanza di colore e bianco e nero sono solo quelle italiane in apertura e chiusura. In questo caso però non sono decolorate come sui Grandi Classici, uscirono così in origine. Davide del Gusto nell'editoriale di apertura scrive che l'alternanza di colore e bianco e nero venne mantenuta sull'Almanacco fino al dicembre 1981.
      Comunque, tutte le altre storie sono colorate.

      Grazie mille, anche per l'indice: riusciresti per caso anche a pubblicare o indicare cosa annunciano in quart'ultima pagina per il numero 11?
      « Ultima modifica: Venerdì 28 Ott 2022, 18:01:05 da LCV.11 »

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      Luca255
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        Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
        Risposta #92: Venerdì 28 Ott 2022, 23:19:51
        Grazie mille, anche per l'indice: riusciresti per caso anche a pubblicare o indicare cosa annunciano in quart'ultima pagina per il numero 11?
        Ecco qua, anteprima del n.11

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        LCV.11
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          Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
          Risposta #93: Sabato 29 Ott 2022, 05:44:43
          Grazie mille, anche per l'indice: riusciresti per caso anche a pubblicare o indicare cosa annunciano in quart'ultima pagina per il numero 11?
          Ecco qua, anteprima del n.11

          Grazie davvero, ci aspetta come è giusto un Almanacco Topolino natalizio, dalla copertina in poi.

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            Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
            Risposta #94: Domenica 30 Ott 2022, 16:50:42
            Bellissimo questo almanacco autunnale, divorato letteralmente. Sull'ultima storia ho apprezzato molto il bianco e nero sul tema mistero, poco l'alternanza col colore. Perché non ristampare tutto in bianco e nero quando la storia lo consente?

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            PolliceSu
              Almanacco Topolino 10
              Risposta #95: Martedì 8 Nov 2022, 09:23:20
              Recensione Almanacco Topolino 10


               La nuova edizione dell’Almanacco Topolino arriva alla prima doppia cifra e finalmente mostra quella maturità che inseguiva da parecchio, di cui abbiamo visto i veri prodromi nello scorso numero. Siamo quindi di fronte ad un miglioramento della metodologia di selezione e di presentazione delle storie. L’Almanacco, quindi, presenta finalmente le caratteristiche di una pubblicazione filologicamente curata.

               E lo fa partendo dalla copertina, il vero biglietto da visita di un albo a fumetti. I disegni di Emmanuele Baccinelli e i colori di Mario Perrotta offrono una rivisitazione della copertina (di Marco Rota) dell’Almanacco Topolino 282 del giugno 1980, in un autentico tripudio di dinamismo e colori dell’autunno.

               La selezione odierna si apre con la solita storia superstar, sempre ripresa dalle precedenti edizioni dell’Almanacco, ma con una novità: tornano, infatti, le alternanze tra pagine a colori e in bianco e nero, come nelle versioni originali delle storie. Una fortunata ripresa che ben si adatta a questo classico, Zio Paperone e il colpo del soldone (Barosso-Barosso/Bottaro). Una storia dove si mischiano la commedia degli equivoci, le fortunate coincidenze e i colpi di scena, magistralmente messi in piedi dai maestri fratelli assieme all’ironia grafica del maestro Bottaro (del quale si apprezzano moltissimo i disegni a china). Un ottimo inizio di lettura.

               La sezione delle storie inedite si muove moltissimo tra i Paesi Bassi e il nord Europa, dove domina il filo conduttore della festività di Halloween. A partire da Paperino e Della – Il primo Halloween (Geradts/Pérez), che però cerca di giocare moltissimo con la situazione equivoca di cui molto spesso si caratterizzano alcune storie a tema. I disegni “soffici” di Carmen Pérez sono apprezzabili e in netto contrasto con i colori dell’ambientazione.

               
              L’evento scatenante della storia

               Un corpo celeste che sta per impattare sulla Terra, un piano per sventare la minaccia, l’unione delle forze tra magia e scienza, la disperazione e la suspence, e infine il ritorno alla normalità. No, non stiamo parlando di Minaccia dallo spazio, ma del suo antecedente, Paperino in: Addio a tutto quanto (Korhonen/Santanach Hernandez), storia in due tempi che anticipa di più di venti anni la saga topolinesca dell’estate 2022.

               Paperino parte alla ricerca di Paperone, scomparso da diverse settimane, e scopre che viene aiutato da Amelia per rimediare ad un terribile incantesimo. La storia sembra già letta, appunto, ma è molto dinamica e rapida nelle sequenze, benché alcune delle soluzioni offerte convincano fino ad un certo punto (un razzo per accalappiare il meteorite?). I disegni di Tino Santanach Hernandez (al suo esordio su questo Almanacco) comunque sono apprezzabili per il loro classicismo e per il dinamismo che sprigionano. Sicuramente, una storia memorabile e che riesce ad attirare l’attenzione.

               Il tema Halloween prosegue con una breve olandese di appena due pagine. I Sette Nani e le strane visite (Moe/Ramón Bernado) riprende il tema del classico Disney d’animazione Biancaneve e i Sette Nani (1937), e traspone alcune iconiche scene nelle prime vignette. Solo nella seconda tavola viene inserito l’elemento di disturbo, che viene chiarito nella vignetta finale. Non eccellente come svolgimento, ma i disegni hanno un tratto molto pulito e dinamico al contempo, impreziosendo perfino i rimandi al film.

               
              It’s Duckin’ time!

               Zio Paperone e Paperino in: Una notte da fantasmi (Schmickl/Cavazzano) è un altro esempio di come l’arte del maestro veneziano abbia trovato il giusto riconoscimento anche all’estero. La storia vede come antagonista Hugh de’ Paperoni, detto Schiumatore. Il capitano torna in forma di spirito e cavalcando il suo veliero fantasma, come un sosia dell’Olandese Volante, per reclamare la sua dentiera d’oro, venduta da Paperone per poter avviare gli scavi in quel di Butte, Montana (quarto capitolo della Saga).

               La storia parte bene e ha un soggetto interessante, ma presto si perde proprio nella ricerca della dentiera (inspiegabilmente in bocca ad un altro tizio) e nei tentativi di recuperarla maldestramente. In alcune vignette, i disegni di Cavazzano si presentano con dettagli che sembrano ricordare sia Barks, sia Rota (come nel caso del veliero fantasma sulle onde), sia infine Bottaro (gli spiriti di Paperone e Paperino deformati), conferendo alla storia una sua piccola dignità.

               
              Il solito Topolino Perfettino! Ah, no…

               Un’altra storia di Halloween a tema equivoco è Scherzetti da strega (Leever e van der Harst/Pérez e Fernández), dove compare la piccola Minima, nipote di Amelia. Storia dove sicuramente gli effetti della magia sono ironicamente inseriti al posto degli scherzetti classici di Halloween, ma la parte centrale è quella più lunga, forse troppo sentimentale, e quella che determina il soggetto della storia. I disegni e le ambientazioni sono ottimi e appaiono molto più caldi di quel che dovrebbe essere.

               Chiude questa sezione Topolino e lo specchio magico (Solstrand/Fecchi). No, nessun coinvolgimento dello specchio magico di Biancaneve, ma solo uno “specchio fintamente rivelatore” del proprio carattere. Storia dove la suggestione e l’insicurezza di Topolino sono chiarite da Minni mentre monta una Billy (sì, la mitica libreria). Non esaltante come storia, ma anche qui i disegni sono ottimi e hanno quello spunto classico che impreziosisce l’arte dell’artista italiano.

               Almanacco presenta in questo albo anche una storia con protagonista Archimede Pitagorico, il folle inventore paperopolese, di cui a maggio di quest’anno si sono celebrati i primi 70 anni. Curiosa soprattutto l’intervista a Barks che viene riportata nell’editoriale antecedente la storia, dove l’Uomo dei Paperi spiega la creazione del personaggio e le differenze con tutti gli altri paperi.

               La follia dell’inventore torna, per così dire, alle origini con La solita, vecchia roba, sceneggiata e disegnata da William Van Horn, dove Archimede si confronta con un inventore alieno su chi dei due abbia inventato l’invenzione più particolare. Una storia che ricalca moltissimo lo spirito di Barks, non solo nei disegni ma anche nella trama e nello svolgimento.

               
              Comincia la sfida tra i mondi!

               Un piccolo scrigno delle meraviglie lo troviamo con l’ultima sezione che precede l’altra storia “superstar”. Il filo conduttore è quello del rapporto tra Disney e il mondo latinoamericano, che negli anni Quaranta ha caratterizzato la produzione di film, corti e anche di fumetti. Si apre con due storie autoconclusive di una tavola, tratte dal settimanale Good Housekeeping e che adattano due bellissimi cortometraggi d’animazione di Saludos Amigos, Lake Titicaca e Pedro, entrambe disegnate da Hank Porter. Due piccoli gioielli in bicromia che eguagliano la bellezza dei rispettivi corti di derivazione. Una inaspettata, ma graditissima proposta, che speriamo possa avere seguito su queste pagine.

               E la sezione latinoamericana non poteva non proporre anche un classico del fumetto Disney, Zio Paperone e l’oro di Pizarro (testi e disegni di Carl Barks). Non la prima storia dove i Paperi esplorano il mondo andino, ma quella che mette a confronto il moderno e l’antico, idealizzando la presenza di discendenti degli Incas non influenzati dal mondo contemporaneo, e proponendo anche un messaggio ecologista nel finale. Un altro gradito ritorno sulle pagine di Almanacco.

               Chiude infine l’albo Pippo e il maniero del prozio Veniero (Barosso e Barosso/Carpi). Storia che, anche in questo caso, viene presentata con l’alternanza delle tavole colorate e in bianco e nero, ma dove queste ultime permettono di apprezzare le ambientazioni lugubri e gotiche del maestro genovese. Un giallo d’altri tempi, dove le sparizioni e gli intrighi tengono col fiato sospeso fino all’ultimo, mentre il finale permette al lettore di tirare un sospiro di sollievo. Decisamente apprezzabile e ben congegnata.

               In definitiva, l’albo della “maturità” di questa nuova edizione di Almanacco Topolino fa ben sperare per il futuro. Le storie, anche se non pienamente apprezzabili dal punto di vista della trama, sono comunque compensate dai disegni e, al contempo, si ritrovano ad essere anche affiancate da autentici gioielli fumettistici, che rendono ancor più prezioso l’albo stesso. Un risultato sperato e atteso, che sicuramente attirerà e conforterà molti lettori.



              Voto del recensore: 4.5/5
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              Archiatra giuridico dell'Ufficio Sinistri.

                Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                Risposta #96: Domenica 13 Nov 2022, 16:24:22
                Concordo pienamente con l'ottima recensione, anche se per me la piena maturità della testata è stata raggiunta con il numero precedente, dalla composizione perfettamente equilibrata, mentre l'albo di ottobre presente sì ottime storie, se non conclamati capolavori, ma le inedite mi sono apparse mediamente più deboli rispetto al numero agostano.
                Certamente, debole non è l'aggettivo corretto per descrivere "Zio Paperone e il colpo del soldone", avventura solidamente umoristica firmata dai fratelli Barosso che, nel 1964, hanno il merito di introdurre il personaggio di Amelia, creato da Barks nel 1961, in storie di produzione italiana, rendendola l'avversaria temibile, ingegnosa e astuta del magnate paperopolese in una serie di riuscitissime avventure. La vicenda proposta in apertura dell'albo non fa eccezione, irresistibile com'è nel suo ritmo indiavolato e frenetico, costellato da situazioni surreali e squisitamente comiche. Come dimenticare la temibile banda costituita da Maria la tenebrosa, Joe il vecchio e lo Smilzo? Come trattenere le risa davanti agli esilaranti contorcimenti dei disgraziati colpiti dalla magia di Amelia, che si dimenano a ritmo di Charleston o di Boogie-Woogie? La storia è ulteriormente impreziosita da un Bottaro in ottima forma, il cui tratto dinamico, fortemente umoristico e filologico accompagna alla perfezione i toni dell'avventura, concedendosi il vezzo di raffigurare Gastone con una capigliatura più sbarazzina del solito.
                Dopo la consueta one-page con protagonisti i giovanissimi Paperino e Della, questa volta alle prese con uno sketch riguardante Halloween, approdiamo a un'ambiziosa storia in due puntate, proveniente dalle fucine creative della scandinava Egmont. La trama imbastita da Kari Korhonen è chiaramente ispirata ad alcuni disaster movie di discreta fama cinematografica( oltre che richiamare nel tema una lunga storia corale apparsa su Topolino pochi mesi fa), ma si rivela priva di mordente, eccettuate alcune sparute scene dai toni fanta-apocalittici. Contrariamente alla nostrana "Minaccia dallo spazio", che si articolava su cinque puntate e due prequel, "Paperino in: Addio a tutto quanto" consta di appena una ventina di tavole, quindi gli spunti narrativi sono maggiormente limitati, ma non è questo il punto. A parte la sottilmente inquietante sequenza iniziale, con la preoccupazione per la scomparsa di Zio Paperone, la restante parte della storia si rivela inverosimile, inconcludente e mal congegnata, con l'inserimento di Amelia che appare alquanto forzato ed evitabile ai fini della trama. Buoni i disegni di Tino Santanach Hernandez, di evidente ispirazione barksiana. Si prosegue con la breve "I sette Nani e le strane visite", riempitiva che si rivela gradevole ma nulla più, che però ha il pregio di riportare l'ambientazione di Biancaneve , ottimamente resa dal tratto filologicamente accurato di Bernado, sull'Almanacco, in una storia di produzione olandese. A seguire troviamo "Zio Paperone e Paperino in: Una notte da fantasmi", la cui trama, al netto di un buon inizio e della riproposizione di Hugh lo Schiumatore, si rivela ben presto banale e monocorde. Non altrettanto si può dire dei disegni di Cavazzano, come suo solito sontuoso, che ci delizia con quadruple sontuose e riferimenti grafici alle celebri deformazioni di Bottaro. Assolutamente dimenticabile la successiva "Scherzetti da strega", mentre "Topolino e lo specchio magico" rivela i difetti già riscontrati in precedenza: buon incipit che decade nel finale, e disegni di un Massimo Fecchi al suo apice, espressivo e dettagliato.
                Gustata la simpatica "Archimede in-La solita, vecchia roba" del bravo William Van Horn, ecco due autentici gioiellini autoconclusivi pubblicati a loro tempo sulla rivista Good Housekeeping, illustrati da Hank Porter con splendide tonalità tempera.
                "Zio Paperone e l'oro di Pizarro" è una classica caccia al tesoro di matrice barksiana. Piccola gemma, generalmente sottovalutata all'interno dell'enorme corpus di storie del Maestro dell'Oregon, questa vicenda è ricca di riferimenti storici, etnografici e geografici che le attribuiscono un fascino ulteriormente valorizzato dalle splendide tavole di ambientazione sudamericana.
                Il numero si chiude con l'ottima "Pippo e il maniero del prozio Veniero", firmata ancora dai Barosso bros ai testi, mentre i disegni sono affidati al Maestro Giovan Battista Carpi, insuperabile nel rendere con la sua consueta perizia grafica le atmosfere tenebrose richieste da questo giallo abbastanza semplice, ma ottimamente strutturato.
                Oh! Date un posto al cimitero...Yùuuuuu! Al mio cuore di vaquero...Yùuu! Egli è morto e lascia sola, uèeeee! La sua casa, la cavalla e la pistola, uèeee!

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                luciochef
                Cugino di Alf
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                  Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                  Risposta #97: Oggi alle 00:33:09
                  Con il consueto ritardo lascio qui le mie impressioni su questo Almanacco Topolino numero 10  :-)
                  Questo decimo numero dell'Almanacco Topolino si apre con l'editoriale di Davide Del Gusto che, oltre ad indicare le particolari suggestioni delle storie scelte per compilare l'indice, introduce le motivazioni dietro alla scelta di riproporre le storie nell'originale alternanza del bianco e nero. Una spiegazione magari utile anche a chi acquista abitualmente i Grandi Classici Disney....
                  Ma passiamo ora a valutare le storie nel dettaglio:
                  - "Zio Paperone e il colpo del soldone" è una storia che sprizza sano classicismo da tutti i pori: dialoghi arguti, siparietti comici legati a situazioni quasi grottesche (vogliamo parlare del tedesco che dice "fuoki artificiali per festa di Pieticrotta (che starebbe per Piedigrotta) ?  :rotfl: :rotfl:) e disegni di un Bottaro altamente comunicativo !
                  Storia molto semplice (almeno sembra all'apparenza) che basa il funzionamento su una trama molto lineare ma per questo molto riuscita in tutta la sua naturalezza, oltre ad essere molto importante perché segna il primo incontro di sempre tra Amelia e Gastone (che qui vediamo con un look molto particolare..).
                  Dopo un secondo editoriale che introduce sia le ristampe che le storie inedite dell'albo si continua con:
                  - La one-page con Paperino e Della, intitolata "Il primo Halloween", è davvero riuscita ed ha realmente un che di lugubre, soprattutto pensando al gusto dei "realistici" dolcetti mangiati dai fratellini...
                  - "Paperino in: Addio a tutto quanto" dimostra ancora una volta la bravura e la fervida fantasia di Kari Korhonen che imbastisce una trama particolare che fa l'occhiolino ai classici film apocalittici alla "Armageddon" ma con l'aggiunta dei consueti colpi da matto di Zio Paperone. Tino Santanach Hernandez usa un tratto classicheggiante nelle sue tavole che hanno quel quid in più nel rappresentare le varie espressioni dei paperi in azione (soprattutto gli isterismi indotti dalla paura e le traveggole di Amelia dopo la caduta finale).
                  - Davvero riuscita la variazione a tema Halloween che possiamo trovare nella brevissima storia dedicata a Biancaneve e i 7 nani che, date le esperienze, non riescono a cogliere lo spirito goliardico della festività. Le tavole, molto comunicative in quanto ad impostazione "registica", hanno il potere di mettere in mostra il loro ardore ma anche tutta la fifa che da sempre li contraddistingue...
                  - "Zio Paperone e Paperino in: una notte da fantasmi" è una ten-page che parte da un'idea molto valida ma, anche funzionando bene così come presentata, avrebbe meritato maggior respiro nella stesura. Le gag concepite sono carine ma piuttosto compresse nelle poche tavole a disposizione. Comunque un'avventura spettrale ben contestualizzata nel tema di Halloween con un Cavazzano recente e a noi inedito che mostra delle tavole in cui coniuga il suo consueto tratto con alcune scelte stilistiche innovative e, in alcuni casi, persino spiazzanti (ad esempio nelle vignette festaiole di pagina 59 si rivedono facilmente alcuni aspetti allucinogeni delle tavole psichedeliche e "tirate" del miglior Bottaro).
                  - In "Scherzetti da strega" si può apprezzare, ancora una volta di più, la fortunata abitudine della scuola olandese nello sfruttare in pieno il cast paperopolese in tutta la sua profondità. Qui abbiamo Emy, Ely ed Evy che in una notte di Halloween interagiscono e socializzano con Minima, la nipote della più temuta Amelia. Bello il finale ed il messaggio di fondo che ne deriva.
                  - "Topolino e lo specchio magico" è un piccolo gioiello ! In sole 6 pagine unisce gli splendidi disegni di un bravissimo Fecchi (la sua regia sulle tavole e le espressioni che sa dare a Topolino sono mirabili) ad una trama che in poche cose tenta di smontare la fama da "perfettino" di cui il pubblico spesso incolpa Topolino e che inconsciamente lui stesso tende a riconoscersi. E ci riesce ! Il discorso di Minni riporta Topolino a vedere chiare le cose e offre una bella lezione anche a tutti noi lettori.
                  - Prosegue con una storia di William Van Horn l'iniziativa di ristampare sull'Almanacco tutte le storie tributo a Carl Barks che furono ospitate nel volume "Bark's Friends". Qui troviamo un Archimede alle prese con un simpatico e grintoso inventore alieno  con il quale tiene una gara di creatività. La rapidità delle sequenze, la strampalata concorrenza e la bellezza dei disegni in stile Barks hanno come risultato una storia molto godibile nel complesso.
                  - Interessanti ai fini collezionistici, soprattutto per la comparazione con il reparto dell'animazione visiva disneyana, le due one-page tratte da "Saludos Amigos". Completa il tutto un ottimo redazionale che svela diversi particolari sulla vita di Walt Disney e sugli eventi che portarono alla produzione di due pellicole "minori" ma molto amate dai fans: "Saludos Amigos" e "I tre Caballeros".
                  - Magari essendo mezzo matto ma ho sempre trovato "Zio Paperone e l'oro di Pizarro" non una delle avventure più riuscite del Maestro Barks. Questo perché ho sempre faticato a stare dietro alle scene che, valutandole bene, non ispirano una totale concatenazione logica. Sembrano una serie di eventi consecutivi ai quali manca un'amalgama spontanea che possa allietare la lettura. Ovviamente parliamo sempre di una storia di ottimo livello, di disegni magnifici ma in una mia ipotetica classifica questa avventura non occuperebbe i primi posti...
                  - "Pippo e il maniero del prozio Veniero" è il classico giallo in stile Barosso che unisce delle trame intricate con situazioni sciocche ed esilaranti ("Quel Bill ha il lampo lento"..  :rotfl: :rotfl:). Qui Pippo viene delineato letteralmente attanagliato dal terrore, tanto da condizionare in alcuni momenti lo stesso Topolino.
                  Il finale, anche se piuttosto telefonato, riesce ugualmente a completare un buon risultato. Ai disegni un uso dei neri magistrale, le chine sospinte ed il tratteggio tipico delle notti nebbiose esaltano in modo inequivocabile la bravura di un Carpi smisuratamente bravo !
                  In conclusione mi sento di promuovere senza nessun dubbio questo numero che, valutandolo nell'insieme, non pecca in nessuna storia. L'aggiunta di ottimi redazionali e di una copertina molto allegra e ricca di movimento partecipano ad elevare questo decimo numero come uno dei migliori fin qui pubblicati.
                  Veramente grandi complimenti !

                  Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

                   

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