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Almanacco Topolino 9 - Recensione di Luigi Sammartino

Questo nuovo numero di Almanacco Topolino rappresenta una nuova e piccola rinascita. Non solo perché assistiamo quasi definitivamente al virtuale “passaggio di consegne” tra Luca Boschi e Davide Del Gusto, ma anche perché si nota un nuovo ordine, una nuova impostazione e una cura che si rinnova, ma al contempo si trasforma. L’indice conferma questa impressione e offre subito nuovi e ricchi spunti per la lettura. L’impostazione tradizionale delle due storie “classiche” dai precedenti Almanacco Topolino non è cambiata. In questa sede, viene offerta come storia di apertura Pippo e l’ospitalità maiuscola (Carlo Chendi / Sergio Asteriti). Una storia di altri tempi, ma che si fa notevolmente notare per le trovate geniali dell’autore ligure, che riesce anche a farti immedesimare in Pippo stesso e nel suo disagio di dover comunque offrire ospitalità ad autentici “portoghesi” (se non addirittura “parassiti”, per citare un esempio cinematografico molto recente). La storia si snoda perfettamente e garantisce una buona lettura. I disegni di Asteriti presentano un tratto molto pulito e accurato anche nelle espressioni dei personaggi. Parallelismi del gioco della Saga di Paperone. La prima sezione dell’albo ci porta alle storie inedite straniere di questo bimestre, dove si può notare un primo elemento di continuity che si snoda attraverso tre storie. In Paperone contro Paperone (Olaf Moriarty Solstrand/Arild Midthun), l’autore prova a riscrivere la storia della Saga di Don Rosa (in particolare i capitoli sul Klondike, l’Australia e il Sudafrica), immaginando che lo stesso Paperone possa permettere ad altri di immedesimarsi nelle sue avventure e provare a diventare come lui, affrontando le medesime peripezie e avventure (indicate come livelli di gioco). Una storia curiosa e ben riuscita, che prova ad essere contemporaneamente un what if e un racconto di formazione, nel momento in cui confronta Paperone e Paperino relativamente alle scelte da fare per accumulare il patrimonio miliardario. E Midthun aiuta anche in questo esperimento, disegnando alcune tavole come se fossero uno specchio della medesima situazione, e dove è la rappresentazione delle scelte e della sorte a descrivere un parallelo narrativo. Veramente interessante come soluzione grafica e narrativa. Anche Cuordipietra sembra avere un cuore… La continuity si ritrova anche in una storia “anomala”, perché incentrata su un personaggio che ha sempre fatto da antagonista nelle pubblicazioni passate, e di recente tornato alla ribalta con DuckTales: Cuordipietra Famedoro. Cuordipietra e l’eredità dei Famedoro (Lars Jensen/Marco Rota) prova a replicare in piccolo il successo della Saga con la sua nemesi. Una prima parte di due (come indicato nell’editoriale di accompagnamento della sezione) che si svolge soprattutto in flashback del miliardario sudafricano, e che racconta la storia della sua famiglia (dal nonno Cuordiroccia al padre Cuordimattone, accennando al nipote Testavuota Ciondoloni) e delle peripezie che hanno attraversato. Una storia molto breve, ma che riesce a condensare molto dell’entusiasmo che si prova leggendo la Saga di Don Rosa. Anche i disegni di Rota, che ricordano più lo stile barksiano, riescono a essere evocativi dei ricordi menzionati, con un tratto ancora pulito e dinamico al contempo. Infine, l’albo ospita anche la “continuity larga” con una nuova breve su Della. Paperino e Della – Le prime vacanze (Ever Geradts/Carmen Perez) propone una situazione meno ironica, molto forzata, forse anche più statica del solito, benché di impatto con disegni dal tratto pulito e fresco. Bella questa versione a fumetti di The Ring. Tra le altre storie della sezione, Amelia e i canali stregati (Doug Gray/Wanda Gattino) sembra forse un espediente non particolarmente brillante per mettere in mostra l’ennesimo tentativo di Amelia di rubare la Numero Uno, benché si possa comunque sottolineare la gradevolezza dei dinamismi delle scene e anche una cult horror reference. Gattino molto incisivo ed energico qui, benché forse un po’ sprecato per una breve di quattro pagine. Topolino e l’indagine saporita (Noel Van Horn) non riesce a spiccare come storia, soprattutto per una trama che appare scontata e a tratti anche noiosa. Gambadilegno esce di prigione per buona condotta, ma Topolino è dubbioso che voglia comportarsi bene e lo pedina in giro per la città. Le situazioni in cui Topolino si caccia per colpa di Gambadilegno sono sicuramente bizzarre, ma l’esito finale della storia appare forse troppo immediato, repentino e con un’intuizione discutibile per certi aspetti. Molto convincenti, invece, i disegni di Van Horn jr., dove si percepisce la tensione nei chiaroscuri e nel contrasto tra il buio dei luoghi e la luce delle zone delle vignette dove si trovano i protagonisti. Uno stile che richiama il primo Gottfredson e che prova a dargli nuova freschezza. Chiude questa sezione Panchito Pistoles – Vento di Guai (Daan Jippes/Daan Jippes-Ulrich Schröder), una breve di un altro epigono di Barks, Jippes, che mette ancora una volta la sua abilità nel dare dinamismo alle scene e rendere le situazioni di tensione molto avvincenti e di impatto. Anche il clima ventoso in cui si svolge la vicenda è perfettamente reso e sembra quasi animare le statiche vignette di carta. Il riso non abbonda di certo sulla bocca dei seri. L’ultima sezione di questo albo si apre con Zio Paperone – le carote dell’allegria (Romano Scarpa), la prima che componeva il volumetto dedicato a Barks del 2002. Scritta e disegnata dal maestro veneziano, la storia ha il sapore delle tipiche avventure barksiane in cui Paperone e i nipotini sono calati. Tuttavia, una presenza (anomala, per certi versi) è da segnalare: quella di Brigitta, qui stranamente accompagnatrice di Paperone nell’avventura, e che rischia anche di divenire il motivo del suo fallimento. Una storia esaltante, per certi versi: un buon bilanciamento di presenze tra Paperone e Cuordipietra, mentre stona (senza aggravare ulteriormente la trama) la presenza della bionda spasimante di Paperone. Una delle ultime interpretazioni del maestro veneziano, che comunque palesava ancora una certa freschezza. La successiva storia, Topolino e la montagna di diamanti (Charles Beaumont e William Nolan/Paul Murry), ci catapulta indietro nel tempo. L’ennesima indagine (fortunosa) di Topolino lo porta a svelare il nascondiglio pacchiano e sbrilluccicante del proprietario della montagna di diamanti, avaro, ingordo e pronto a catturare chiunque possa rivelarne l’ubicazione. Storia che, appunto, sembra uscire proprio dagli albi che si leggevano all’epoca, con alcune note di semplicistica trama, colpi di scena e con logiche piuttosto semplici. I disegni di Murry sono molto statici e lineari, non particolarmente coinvolgenti o espressivi come altrimenti visto in altre storie. Il dinamismo e i dettagli di Hubbard. Seguono ben due storie della fortunata coppia Kinney e Hubbard. Paperino e lo sci “terracqueo” vede ancora una volta Paperoga coinvolgere Paperino in una delle sue strambe idee, benché questa volta sia semplicemente per praticare sci d’acqua. Una breve (così la potremmo definire) molto dinamica, dove si nota moltissimo la sequenzialità animata, tipica dei corti d’animazione dell’epoca, ulteriormente impreziosita dai brillanti disegni di Hubbard. La seconda storia, Maga Magò cuoca di bordo, ha invece una trama molto meno logica e lineare; i disegni di Hubbard sono sempre fenomenali, ma i visi mancano della piena espressività nella singola scena, rimanendo molto statici e “paralizzati”. Storia comunque apprezzabile come divertissement dell’albo. Chiude infine la selezione odierna Pico de Paperis e il Ferragosto in collina (Dalmasso/Carpi). Storia con un certo grado di complicità e di colpi di scena, con trovate dei Bassotti alquanto furbe e che rendono la consequenziale narrazione interessante nel suo svolgimento. I disegni classici di Carpi rendono suggestiva l’atmosfera. Tutto sommato, una buona storia. Il primo albo di Almanacco Topolino del post-Luca Boschi supera brillantemente la prova. La selezione è ottima, si ritrovano comunque delle buone linee comuni alla testata che sono seguite ottimamente e con buona lena. Anche le inedite sono gustose nella lettura e alcune proposte sembrano dare buone premesse nel proseguimento. È sicuramente un’operazione lodevole per il suo rinnovamento e per la sua volontà, che si auspica possa portare avanti brillantemente questo nuovo ciclo.

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Almanacco Topolino - Annata 2022

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Cornelius Coot
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    Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
    Risposta #60: Venerdì 15 Lug 2022, 13:28:53
    Io però penso, dato che la storia di Midthurn è stata prodotta per la ultra-donrosiana Egmont,, che faccia riferimento al capitolo 8 della Saga di Don Rosa, "L'argonauta del fosso dell'Agonia bianca", in cui inizialmente si vedeva Doretta che gestiva un piccolo bar; successivamente, con l'inizio della corsa all'oro e l'affluire di migliaia di cercatori a Dawson, il locale si è ampliato divenendo il saloon Bolla d'oro, con la stella del Polo quale ballerina principale.
    Interessante anche il tuo ricordo dell'ottavo capitolo della Saga che io non rammentavo riguardo la situazione iniziale di Doretta.
    In effetti la storia dell'Almanacco potrebbe rifarsi all'Argonauta' e la cosa sarebbe comunque da elogiare per una continuity che gli autori hanno rispettato al massimo. Rileggerò quel capitolo per vedere la 'metamorfosi' della Doremì da barista a prima ballerina.
    « Ultima modifica: Venerdì 15 Lug 2022, 13:31:01 da Cornelius Coot »

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      Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
      Risposta #61: Lunedì 25 Lug 2022, 14:12:29
      Un saluto da qui, dalla spiaggia della Notte del Saraceno :)



      Non è quello che vedete in primo piano, ma quello dietro ;)
      « Ultima modifica: Lunedì 25 Lug 2022, 14:14:32 da LCV.11 »

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        Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
        Risposta #62: Martedì 26 Lug 2022, 00:57:16
        Un saluto da qui, dalla spiaggia della Notte del Saraceno :)



        Non è quello che vedete in primo piano, ma quello dietro ;)
        Grande!

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          Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
          Risposta #63: Martedì 26 Lug 2022, 08:47:40
          Un saluto da qui, dalla spiaggia della Notte del Saraceno :)



          Non è quello che vedete in primo piano, ma quello dietro ;)
          Grande!

          Con le luci del mattino, si vede meglio anche la torretta sopra il Capo, da cui Rota prese spunto. Storia che, come avete detto voi, impreziosisce questo Almanacco  :D

          « Ultima modifica: Martedì 26 Lug 2022, 08:54:20 da LCV.11 »

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          Nigel_de_Zoster
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            Almanacco Topolino 8
            Risposta #64: Mercoledì 27 Lug 2022, 13:51:36
            Recensione Almanacco Topolino 8

            Dopo un anno di grandi speranze, l’inizio del secondo anno di pubblicazioni dell’Almanacco Topolino non era stato dei migliori, ma questo nuovo albo dimostra come vi sia sempre la possibilità di recuperare e di ripercorrere la strada principale. Non solo si nota qualità nelle storie qui proposte, ma vi sono anche alcune sperimentazioni antologiche che possiamo apprezzare.

             La copertina di Emanuele Baccinelli con i colori di Mario Perrotta ci ricorda che questa stagione estiva si è fatta sentire molto presto e che urge trovare un refrigerio, anche in storie che siano sempre fresche e vitali.

             E l’introduzione di questa selezione parte da un grande e gradito ritorno, Paperino e la notte del Saraceno (testi e disegni di Marco Rota, apparsa su Topolino Più n. 9 del dicembre 1983). La storia di un amore antico e di un tesoro che si pensava perso, un’ambientazione cupa, ma soprattutto geograficamente e storicamente interessante: Marco Rota ha messo in piedi un piccolo capolavoro di artistica visione, dinamismo e impressione magistrale. E a ben dire viene considerato un epigono di Carl Barks, soprattutto nei dettagli a china, nei bellissimi sfondi e nella capacità di portare i personaggi delle storie in situazioni altrimenti impossibili. Un ottimo inizio di selezione.

             
            Un’interessante sequenza cartoonesca di Rota.

             La sezione delle storie straniere inedite si avvia con un altro capolavoro artistico, Zio Paperone in: Qualche nota sul Klondike (Knut Nærum/Arild Midthun, apparsa sul settimanale tedesco Micky Maus n. 5 del febbraio 2018). Storia che segue l’impostazione donrosiana della vita di Paperone, vista l’ambientazione, la caratterizzazione dei personaggi e le relazioni tra gli stessi. Narrativamente parlando, rimane una storia con una trama abbastanza semplice (e a tratti anche scontata, benché alcune implicazioni etiche iniziali – come quella di mandare in prigione un innocente teatrante – siano discutibili), ma dove l’arte di Midthun esprime un profondo dinamismo delle scene e si arricchisce in dettagli, sulla scia delle storie di Don Rosa.

             
            Il meraviglioso dinamismo di Midthun.



            Voto del recensore: 4.5/5
            Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
            https://www.papersera.net/wp/2022/07/27/almanacco-topolino-8/
            Archiatra giuridico dell'Ufficio Sinistri.

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            luciochef
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              Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
              Risposta #65: Martedì 9 Ago 2022, 21:41:51
              Con sommo ed estremo ritardo sono riuscito a leggere questo riuscito numero dell'Almanacco Topolino.
              Ecco le mie impressioni  :thankYou:
              Si parte con il redazionale d'apertura in cui Davide Del Gusto, che dovrebbe essere probabilmente il nuovo curatore della testata, ricorda l'enorme figura di Luca Boschi e la sua collaborazione con Francesco Gerbaldo. Poche parole e solo tantissima stima ed affetto  :heart:
              - La prima storia è quella gran goduria della "Notte del Saraceno" ad opera di Marco Rota.
              La trama è svelta, lesta e non si perde in preamboli. Non ci sono inutili spiegoni, non si analizza nulla ma si punta con forza verso l'avventura e la scoperta. Le tavole hanno un che di solenne, un'aurea di epicita' che lascia col fiato sospeso.
              La poesia d'amore creata per l'occasione poi, anche in tutta la sua semplicità, esprime davvero un sentimento profondo e puro.
              Il finale forse non è dei migliori ma lo svolgimento è frutto di grande maestria.
              - In "Qualche nota sul Klondike" sono bellissime e molto plastiche le tavole di Midthun che, insieme all'ambientazione magica del Klondike, creano un'ottima atmosfera per una storia breve ma molto densa: azione ed inseguimenti a tutto spiano offrono delle soluzioni narrative divertenti e ben riuscite.
              - Sempre interessante questo prospetto comparativo tra due modi di raccontare la medesima vicenda. Qui abbiamo un Paperoga, fatto "recitare" da Kinney e Hubbard, che è al massimo della sua sconclusionatezza. A mio parere molto più riuscita, come battute e tempi comici, la prima versione proposta.
              - In "Paperino e Della" è sempre sorprendente vedere come possano essere tramandate le "tradizioni di famiglia"  :laugh:
              - "Pippo esploratore perfetto" ha il classico sapore delle vecchie storie americane che coniugano trame spassose con disegni un tantino tremolanti. Qui Vic Lockman fa muovere Pippo in tutta la sua sana scempiaggine mentre Tony Strobl si cimenta in tavole molto "semplici" e spesso poco dettagliate. Ma anche questo trasmette quella sensazione di "sapore classico"...
              - Paul Murry confeziona, da autore completo, una vicenda profondamente cinematografica che si tiene in equilibrio su tempi comici e trovate narrative di ottima fattura. Da notare "finalmente" la poca policy nel linguaggio utilizzato (Topolino che apostrofa Pippo come "idiota" oppure quest'ultimo che a sua volta tuona "scemo" contro il mulo...), segno di un'azione censoria ai minimi termini.
              Funzionali anche le varie sfaccettature narrative che diventano man mano indispensabili nel chiudere il cerchio del racconto (la febbre da fieno di Tanglefoot o la presenza della pietra in equilibrio). Storia per me davvero ottima !
              - La storia con protagonista Sonny il gabbiano ricalca un po' le classiche avventure di bambini/ragazzi scapestrati tipiche degli scrittori statunitensi come Mark Twain in cui il focus è indirizzato sul giovane che scappa dalla autorità pubblica. La vicenda mette in risalto la profonda amicizia tra il furbo pennuto ed i nipotini che, attraverso l'affetto della loro grande famiglia, donano un momento di felicità all'amico libertino.
              - Al limite della comprensione umana la vicenda del Gran Vergilius che si basa su una trama che definire sconclusionata è un eufemismo. Ma che belli però i disegni di Carpi ? Masse elettriche, esplosioni catastrofiche e personaggi ipercinetici all'ennesima potenza. Che classe... :inLove:
              - Strappa molti sorrisi la one-page finale su Orazio che si avvale anche dei sinuosi disegni di Daan Jippes.
              Numero che nel suo totale ho trovato molto godibile e che mi trova concorde nel punteggio affibiatogli dalla recensione ufficiale del Papersera.
              Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                Risposta #66: Giovedì 11 Ago 2022, 14:35:33
                La storia del Gran Vergilius sembra scritta da Fanton...

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                  Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                  Risposta #67: Lunedì 29 Ago 2022, 11:31:42
                  Ciao a tutti, allego l'indice del numero 9 dell'Almanacco Topolino, da oggi in edicola
                  Oh! Date un posto al cimitero...Yùuuuuu! Al mio cuore di vaquero...Yùuu! Egli è morto e lascia sola, uèeeee! La sua casa, la cavalla e la pistola, uèeee!

                    Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                    Risposta #68: Lunedì 29 Ago 2022, 11:34:47
                    Mi sembra un bellissimo indice, il percorso di Gladstone inizia nel migliore dei modi per quel che mi riguarda... Paperone contro Paperone sembra molto interessante come anche la storia di Famedoro
                    Luca Giacalone

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                      Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                      Risposta #69: Lunedì 29 Ago 2022, 11:37:44
                      La storia del Gran Vergilius sembra scritta da Fanton...
                      Concordo! Che sia una "fantoniata" firmata con uno pseudonimo? :P
                      ''Un cappello pensatore può aiutarmi a creare un cappello spensatore?''

                      ''Disneyamo'', il mio sito interamente dedicato al mondo Disney. News, approfondimenti e curiosità sull'universo disneyano.   

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                        Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                        Risposta #70: Lunedì 29 Ago 2022, 12:22:12
                        Mi sembra un bellissimo indice, il percorso di Gladstone inizia nel migliore dei modi per quel che mi riguarda... Paperone contro Paperone sembra molto interessante come anche la storia di Famedoro
                        Effettivamente lo considero uno dei numeri più belli di questo nuovo corso dell'Almanacco, nessuna storia mi ha deluso e, anzi, si sono tutte rivelate letture davvero gradevoli. A cominciare dalla divertente "Pippo e l'ospitalità maiuscola", breve ma gustosa vicenda ricca di gag sceneggiata da un Chendi in piena forma, supportato da un ottimo Asteriti ai disegni. "Amelia e i canali stregati" è una storia semplice ma riesce comunque a strappare diversi sorrisi, soprattutto grazie all'idea iniziale, davvero originale. Buono il comparto grafico affidato a Wanda Gattino, degno erede ed emulo di Daniel Branca. "Paperone contro Paperone" è la vicenda che più mi ha appassionato dell'intero albo, grazie ad uno spunto davvero interessante: cosa accadrebbe se Paperone si trovasse a rivivere le esperienze della sua vita da giovane, dovendo compiere nuove scelte per trovare vie alternative per arricchirsi? Diventerebbe comunque il papero più ricco del mondo? Questa storia ci offre una risposta. Plauso ai disegni di Arild Midthurn, che nel 2009 non aveva ancora raggiunto la piena maturità artistica ma già rivelava un tratto eccellente. "Topolino e l'indagine saporita" non mi ha invece convinto pienamente, non conoscevo Noel Van Horn, figlio d'arte del noto emulo barksiano, ma il suo tratto non mi pare granchè, e anche la sceneggiatura è simpatica ma nulla più. Segue "Cuordipietra e l'eredità dei Famedoro", breve ma intensa riflessione dell'arcigno miliardario africano sulla propria esistenza, e che ha l'ulteriore pregio  di presentarci alcuni componenti della sua famiglia. Lars Jensen confeziona un'ottima sceneggiatura e i disegni di Rota sono una gioia per gli occhi. Dopo la frenetica e dinamica "Panchito in Vento di guai", di Jippes autore completo,  ci viene riproposta la bella "Zio Paperone e le carote dell'allegria", di Scarpa, fresca avventura creata per celebrare il centenario della morte di Carl Barks. Per quella occasione, infatti, era stato creato un volumetto, dal titolo Barks' Friends, che raccoglieva una serie di storie-omaggio dedicate al Maestro dell'Oregon, e che l'Almanacco ci riproporrà nei prossimi mesi. "Topolino e la montagna di diamanti" è una buona storia di impianto mistery e avventuroso creata per i comic book americani, il cui vero valore aggiunto sono i disegni di un Murry in forma smagliante. Dopo due divertenti e brevi vicende create dalla coppa Kinney/Hubbard, intitolate rispettivamente a Paperoga e a Maga Magò, si giunge alla storia di chiusura, "Pico de Paperis e il ferragosto in collina".  La trama tessuta da Dalmasso è buona ma non eccezionale; comunque, l'atmosfera festiva e gli ottimi disegni di Carpi contribuiscono a darle un giudizio completamente positivo, degna conclusione di un numero davvero soddisfacente, in tutte le sue parti.
                        Oh! Date un posto al cimitero...Yùuuuuu! Al mio cuore di vaquero...Yùuu! Egli è morto e lascia sola, uèeeee! La sua casa, la cavalla e la pistola, uèeee!

                          Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                          Risposta #71: Lunedì 29 Ago 2022, 12:38:47
                          Finalmente, con Cuordipietra e l'eredità dei Famedoro, abbiamo anche in italiano la origin story di Cuordipietra, con il nonno Cuordiferro Famedoro che Gervasio ha già introdotto in Paperbridge. Ottime a mio avviso le danesi. Mi incuriosisce il ciclo olandese di Panchito e torno a chiedermi: perchè le storie straniere che arrivano in Italia sono quasi solo danesi? Perchè così poca Olanda e, a parte i volumi Glenat, nessuna Francia?
                          « Ultima modifica: Lunedì 29 Ago 2022, 14:35:00 da paolo87 »

                            Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                            Risposta #72: Lunedì 29 Ago 2022, 15:23:05
                            Finalmente, con Cuordipietra e l'eredità dei Famedoro, abbiamo anche in italiano la origin story di Cuordipietra, con il nonno Cuordiferro Famedoro che Gervasio ha già introdotto in Paperbridge.
                            A dire il vero compaiono Cuordiroccia e Cuordimattone, rispettivamente nonno e padre :-)
                            Comunque la storia mi è piaciuta, per quanto sia relativamente corta

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                              Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                              Risposta #73: Lunedì 29 Ago 2022, 15:31:59
                              Finalmente, con Cuordipietra e l'eredità dei Famedoro, abbiamo anche in italiano la origin story di Cuordipietra, con il nonno Cuordiferro Famedoro che Gervasio ha già introdotto in Paperbridge.
                              A dire il vero compaiono Cuordiroccia e Cuordimattone, rispettivamente nonno e padre :-)
                              Comunque la storia mi è piaciuta, per quanto sia relativamente corta

                              È vero! Chiedo venia per l'errore. E se per quello, Cuordiferro non è neppure il nonno ma il bisnonno... Errore da matita rossa...

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                                Re:Almanacco Topolino - Annata 2022
                                Risposta #74: Martedì 6 Set 2022, 15:13:41
                                L'indice è interessantissimo, Paperone contro Paperone e L'eredità dei Famedoro sono più che valide inedite che avevo letto in un paperback della IDW.
                                Ottima la presenza delle storie del duo Kinney/Hubbard poco ristampate e ottimo il ritorno all'alternanza colore/bn per le italiane nel prossimo numero.

                                perchè le storie straniere che arrivano in Italia sono quasi solo danesi? Perchè così poca Olanda e, a parte i volumi Glenat, nessuna Francia?
                                Se non sbaglio, le uniche storie prodotte in Francia sono i volumi Glenat e quelle storielle-gioco da 1 pagina che abbiamo visto su Topolino qualche mese fa.

                                 

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