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Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del ragno d’oro - Recensione di Fabio Del Prete

Cover inedita di Paolo Mottura e colori di Max Monteduro. A distanza di quattro mesi dalla conclusione della run pikappica di Roberto Gagnor durata ben sei numeri, la testata Topolino Fuoriserie vuol dare ancora fiducia al vecchio mantello tarlato, ospitandone l’ennesimo rilancio. La guida e la regia spettano (al momento) a uno dei padri fondatori del progetto, il buon Alessandro Sisti, che con la serie PKNA ha scritto una pagina indelebile ed indimenticabile del fumetto Disney italiano. Lo stesso autore che affiancò negli ultimi tre volumi di Fuoriserie lo stesso Gagnor ai testi, cercando di riavvicinare alla serie i lettori rimasti delusi dalla nuova stagione. Come prevedibile, data la conclusione di I giorni di Pikappa, il nuovo ciclo non si ricollega direttamente alla run appena terminata ma ad alcuni eventi narrati in PKNE e, addirittura, in PKNA (andate alla ricerca della citazione a Stella Cadente). Si tratta di una brusca sterzata a tutta l’operazione. Qualcosa era già stato anticipato pubblicamente da Sisti nelle sue varie comparsate YouTube, ospite tra gli altri del The Fisbio Show: l’obiettivo sembrerebbe essere quello di adeguarsi ai tempi, andando a riprendere in qualche modo lo stile delle storie di PKNA. Pikappa è tornato a ballare La “scomoda” periodicità trimestrale della testata Fuoriserie ha portato a una eccessiva frammentazione della trama principale, facendo sì che si rischiasse di perdere il filo conduttore della storia e lasciare da parte dei passaggi fondamentali. La scelta di rendere in parte autoconclusivi gli episodi, come spesso accadeva nelle storie del passato, consente al lettore al tempo stesso di godersi la storia in sé e al tempo stesso respirare aria di casa. L’elemento che consente a Sisti di ricollegarsi con il passato più o meno recente della serie è il personaggio di Xadhoom. “Occhibelli”, la xerbiana mutante presente in tante avventure pikappiche, è a tutti gli effetti la protagonista indiscussa di questo primo episodio e con molta probabilità di questo nuovo ciclo, soprattutto dopo la coraggiosa decisione finale, che la vede esporsi spudoratamente e pericolosamente in pubblico. Il ritorno di Occhibelli Oltre ai volti noti fa il suo esordio un nuovo personaggio femminile, che siamo sicuri farà parlare molto di sé: Dunia Voyda, un’imprenditrice visionaria a capo dell’azienda Reboot, associata alla Everett Ducklair Corporate e nuova locataria di un piano della Ducklair Tower. Si tratta di un personaggio affascinante, intrigante e misterioso, che al momento rivela ben poco di sé, ma che promette di gettare nuova carne al fuoco in quel di Paperopoli. Dunia non è l’unica new entry, ma giustamente il buon Sisti non scopre subito tutte le carte in tavola, lasciandoci così con la giusta curiosità al termine della lettura. In generale, Sisti realizza un’avventura dal sapore classico, ricca di dialoghi efficaci e realistici tra Uno e Paperinik. La vicenda scorre veloce lasciando aperti alcuni interrogativi che non possono non incuriosire il lettore. La conclusione potrebbe sembrare affrettata a causa della ridotta foliazione della storia (44 tavole rispetto alle 64 tipiche delle vecchie avventure), ma è funzionale al nuovo taglio che Alex Bertani sta dando al settimanale Topolino. L’affascinante visionaria Dunia Non ci siamo dimenticati di Paolo Mottura, tranquilli. Oltre ad aver realizzato la copertina del volume ed averla colorata insieme all’eterno e sempre presente Max Monteduro, Mottura ha disegnato anche la storia. Il tratto e lo stile del disegnatore sabaudo sono riconoscibili a colpo d’occhio, anche se non sono ai livelli di quelli visti recentemente sulle pagine del settimanale, come nell’avventura di Paperin Pigafetta. Questo potrebbe essere dovuto ai ridotti tempi di realizzazione, che non hanno forse permesso al disegnatore di lavorare al meglio delle proprie potenzialità artistiche, rendendo povere di dettagli e di attenzione alcune sequenze. Se la skyline paperopolese è fantasmagorica, non possiamo dire la stessa cosa della cura dei personaggi, in primis i protagonisti, Xadhoom e lo stesso PK. Come ben sappiamo, il disegno, se accostato ad una buona e valida colorazione, ne trae beneficio, ma non è questo il caso, purtroppo; i colori risultano piatti, molto classici e anch’essi poco curati e con alcuni errori, che l’occhio attento ed allenato del Pker non perdona. Un affresco dello skyline paperopolese Purtroppo l’assenza della mano di Andrea Stracchi, colorista di Obsidian, di Una leggendaria notte qualunque e Zona Franca, è l’ennesima dimostrazione che, se non si conosce perfettamente la materia, i personaggi e il DNA di una serie importante come quella di Pikappa, il rischio di commettere errori è sempre dietro l’angolo. Il progetto PK si è sempre contraddistinto per la grande attenzione rivolta al comparto grafico: la colorazione avveniristica ha spesso saputo valorizzare i disegni rendendoli unici, avanti anni luce rispetto a quanto la Disney italiana proponeva su altre testate. La mancanza di analoga cura è forse la vera magagna di una storia che, con un po’ di impegno in più, avrebbe potuto regalare ai lettori qualcosa di davvero memorabile. Chiudiamo segnalando la totale assenza di contenuti extra, oltre alla riproposizione in b/n della copertina. Ci chiediamo: a che pro presentare questa testata in formato cartonato, dandole solo una parvenza di pregio e valore collezionistico? Speriamo che in futuro possa crearsi lo spazio per un paio di pagine in cui approfondire alcune parti della trama, in linea con l’abbondanza di contenuti aggiuntivi che ha sempre caratterizzato il progetto PK. Al netto dei difetti, La danza del Ragno d’oro rappresenta il tentativo di recuperare stili e trame che hanno reso grande il personaggio e il suo mondo. Se tutto andrà bene, ci auguriamo una proficua produzione di nuove storie, magari con l’ingresso di altre forze ai testi (Bruno Enna über alles) e di giovani disegnatori che abbiano il giusto entusiasmo, passione e amore per il personaggio.

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Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro

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    Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
    Risposta #60: Martedì 17 Mag 2022, 16:51:29
    Lo spillato credo sia un formato in via d'estinzione, credo che, se potesse, Panini smetterebbe di pubblicare pure gli spillatini dei comics, che infatti hanno ormai un rapporto qualità prezzo ridicolo.

    Tecnicamente 80 pagine per 10 euro non mi sembra qualcosa di infattibile per quel formato, anche confrontandolo con altre edizioni. L'unica motivazione che mi do è che a differenza delle altre collane non si tratta di ristampe, bensì di inediti. Comunque essendo una collana trimestrale non sarebbe un dramma avere volumi da 12 euro per 80 pagine.
    Giusto per parlare, alla fine ci si prende (volentieri) ciò che arriva.

    "Volentieri" purchè sia meritevole comunque di essere preso, sia chiaro. Confesso che un altro "Danger Dome" sarebbe cagione di convulsioni isteriche fuori totalmente di controllo...

    Chiaramente. Il mio era un pensiero che non entrava nel merito del contenuto.

    Mi chiedo quanto andrebbe sovrapprezzato con una foliazione più ampia che permetta di farlo.
    [...]
    Al netto di questo la direzione intrapresa per PK mi sembra quella ottimale.

    Concordando con la frase finale, credo che sia meglio non aggiungere foliazione, dato che il rapporto con il prezzo è un po' sproporzionato.

    Con direzione intrapresa si intendeva a livello narrativo e come struttura (storia autoconclusiva con arc più ampio).
    Un aumento di un paio di euro per una 15/20 di pagine in più li spenderei senza grossi problemi. Personalmente avrei piuttosto evitato il cartonato per questi prodotti sottiletta, ma ormai l'idea è quella del cartonato alla francese. Avrei preferito un brossurato stile definitive con un po' più di sostanza e meno forma. Ma sono discorsi vecchi da quando uscì Un Nuovo Eroe.

    Beh, per quanto non sia malaccio la carta usata per DD, è comunque un plus avere il cartonato con bella carta. Sarebbe meglio ridurre un po' il formato perché tanto non viene quasi mai sfruttato ed i bordi bianchi son tanti.
    Nello specifico non concordo perché non essendo più un lettore costante del Topolino prendo pochi volumi e mirati, quindi mi pesa poco, ma capisco il tuo desiderio su edizioni un po' più economiche e sostanziose, senza troppi fronzoli (da 'sto punto di vista il mercato manga ha preso una brutta piega e credo scompariranno le edizioni da edicola).

    *

    Manuel Crispo
    Sceriffo di Valmitraglia
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      Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
      Risposta #61: Venerdì 20 Mag 2022, 08:04:48
      "Il Linking Sigil è un sigillo ideato nel 2004 da un praticante di Chaos Magick che si fa chiamare Arjil. La Chaos Magick è una tradizione magica di recente derivazione, sviluppata dagli anni '60 da una serie di occultisti e psiconauti, tra cui Peter Carroll, Austin Osman Spare e Genesis P-Orridge.

      Costruita sulle più postmoderne intuizioni metafisiche dei sistemi di occultismo moderno, la Chaos Magick si basa su una visione molto tecnologica della magia: non presumono come oggettiva l'esistenza di divinità, demoni o altro, ma li considerano delle aggregazioni di energia, o "eggregori", nei domini transpersonali della psiche o inconscio collettivo. In altre parole: costituisce entità fruibile per qualsiasi tipo di lavoro magico qualsiasi cosa in cui abbastanza persone hanno versato abbastanza energia psichica nel corso del tempo.

      Di conseguenza, il paradigma magico secolare può essere ampliato e soggetto a sperimentazione a dismisura, trascendendo qualsiasi scuola iniziatica classica. Perché fermarsi, ad esempio, alle divinità classiche sumere, egizie o nordiche? Diventa quindi possibile invocare, con determinati risultati, anche entità "numinose" non tipicamente venerate da nessuno, come le entità dei racconti di H.P. Lovecraft. Oltretutto, la pratica e la sperimentazione della Chaos Magick si incentra molto sui sigilli.

      E qua torniamo alla nostra Ellis: nasce, come abbiamo detto, nel 2004 come parte di un progetto chiamato "Assault on Reality" da parte di una cellula di ribelli del mondo occulto chiamato Domus Kaotica Marauder Underground (DKMU). L'idea è creare un sigillo da diffondere ovunque, da mettere nelle proprie città in punti strategici, nelle proprie case e ovunque ci sia un certo tipo di rilascio di energia, meglio ancora se energia ritualistica o magica. Se diffuso abbastanza, il Linking Sigil funziona come un network o ripetitore tra le sue varie copie. Un eggregore creato dal niente, ex novo. In tal modo, qualsiasi praticante di magia, di qualsiasi tradizione, principiante o meno, è in grado di usufruire, di allacciarsi a una potente fonte di energia magica in modo semplice e immediato per "galvanizzare" così i propri risultati, a sua volta "nutrendo" Ellis in un costante gioco di risonanze.

      Inutile dire che l'uso di Ellis nel mondo magico si è diffuso a macchia d'olio, che migliaia e migliaia di occultisti nel mondo l'hanno reso in graffiti, magliette, spille, l'hanno disegnato ovunque eccetera. Il rinomato occultista Damien Echols (se avete visto The Midnight Gospel, è il pesce intervistato nell'episodio 3) parla di averlo nascosto in dozzine di copie in vari punti a Times Square, per assorbire tutta l'energia ambientale creata in un posto così carico di qualsiasi cosa che la razza umana abbia da offrire. Vari praticanti nel corso dei decenni e da tutto il mondo hanno riportato straordinari risultati nel lavorare con il Linking Sigil, dicendo che disegnarlo con una particolare intenzione aiuterà a manifestare quel risultato, ma con effetti secondari casuali e inaspettati. Disegnarlo senza intenzione porterà semplicemente caos.

      Ma non è tutto: come detto prima, il Linking Sigil è un eggregore, ormai (si suppone) abbastanza potente e "carico" da agire come una divinità, avendo sviluppato quindi una sua personalità, un suo simbolismo, un suo immaginario e una sua teurgia. Questa divinità è stata chiamata Ellis (Linking Sigil = LS = Ellis), ed è ancora oggi venerata da molti praticanti. Alcuni le attribuiscono l'aspetto di un ragno, altri di una bambina dispettosa e caotica, simile ad Alice di Alice nel Paese delle Meraviglie (vedete ultima foto).

      Ciò è ulteriormente interessante se si considera lo scopo originale per cui Ellis è stata creata, ovvero appunto il progetto Assault on Reality. La realtà ad essere assalita è quella che chiamano la "Realtà del Consenso", quella "mondana", quella sotto il dominio del cinismo, del materialismo, delle religioni ormai degradate a una semplice forma di controllo delle masse, quella che rigetta l'uso della magia o anche solo la validità della metafisica, del pensiero creativo e anticonvenzionale. L'obiettivo è "compiere sintesi", riunire il mondo moderno (materialista e ordinario) con una dimensione di un sovrannaturale moderno ed empirico, scevro dalla superstizione, rendendo così il mondo un posto più spirituale e straordinario. Il problema è che per creare un nuovo mondo bisogna superare quello vecchio, distruggendolo nel fuoco. Ellis è appunto qualcosa che apre "crepe" in questo vecchio mondo, per fare insinuare prima il dubbio, poi il fuoco.

      Insomma, Ellis non è solo una potente fonte di energia per qualsiasi occultista moderno, ma è una vera e propria divinità del caos e della distruzione, il cui unico bersaglio è ciò che limita la libertà umana, il cui funzionamento è analogo a quello di un virus: "diffondimi e io ti servirò". È puro anarchismo metafisico in tutto e per tutto.

      Lo slogan della DKMU associato ad Ellis è "And upon this mark, I unite the worlds", o "E su questo marchio, io unisco i mondi"."


      Non dico che Sisti si sia ispirato a questa cosa, ma mi ha fatto pensare al Ragno d'oro. Che ne pensate?
      “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

        Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
        Risposta #62: Venerdì 20 Mag 2022, 09:50:41
        [...]

        Disamina interessante e ricca di informazioni, Manuel.
        PK, a mio modo di vedere, è uno dei terreni più fertili per trattare il tema dell'esoterismo - credo che PKNA #38 - Nella nebbia sia uno dei numeri più belli della serie, a tal proposito - e se queste sono le ispirazioni non vedo l'ora di leggere il seguito di questa storia.

          Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
          Risposta #63: Venerdì 20 Mag 2022, 11:33:54
          Il merito di questa Danza del ragno d'oro sta anche nella capacità di andare a scavare nella materia originaria della saga sviluppando un tema già all'epoca presente ma mai approfondito. A dimostrazione che PK ha ancora molto da dire.

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            Risposta #64: Venerdì 20 Mag 2022, 11:55:47
            Senza complicarsi la vita, guardare a questo numero come la semplice reazione a PKFrittole n. 3 "Un mondo perfetto", su come un tema in fondo analogo poteva essere trattato anche nelle PKNA, senza incongruenze, follie del mille km/h, macchine tenute in cantina perché devono stare al freddo senza che nessuno spieghi come fa a saperlo ecc ecc?

            Così, eh...  :thankYou: :thankYou: :thankYou:

            Peccato solo che non abbiamo Lyle sciarroniane in minigonna, che erano l'unica ragione per leggere PKF3...

              Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
              Risposta #65: Venerdì 20 Mag 2022, 15:03:56
              Sì, ce lo vedo Sisti applicarsi a fare le glosse al Cordara del 2002.
              “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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                Risposta #66: Venerdì 20 Mag 2022, 16:28:25
                Sì, ce lo vedo Sisti applicarsi a fare le glosse al Cordara del 2002.

                Se rifletterai su un certo "Trasporto Valori", credo che in fondo un pizzico di "presa in giro" anche stavolta ci stia tutto...  ;) ;) ;)

                Del resto, la tematica non è diversa. Diverso è l'approccio, differente è il risultato: Sisti ha rispettato i personaggi, non ha ripudiato la precedente continuity, ha scritto cose logiche e non a caso.

                Insomma, Sisti era, è e sarà sempre l'autore di Pk per antonomasia. Per qualche arcano motivo, le sue storie difficilmente vanno sul podio nei sondaggi che periodicamente si fanno. Eppure lui c'è sempre, c'è ancora, ed ancora una volta ha salvato la baracca.

                Come Franco Baresi nel Milan: non ha mai vinto il Pallone d'Oro, ma il più grande per tutti noi rossoneri era, è e sarà sempre lui.





                E comunque, vogliamo la nostra Lyla sciarroniana in minigonna pure adesso, sia chiaro. :laugh: :laugh: :laugh:
                « Ultima modifica: Venerdì 20 Mag 2022, 16:33:12 da Photomas2 »

                  Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
                  Risposta #67: Sabato 21 Mag 2022, 10:29:20
                  Anche ammesso che Trasporto valori (che non inserirei fra i capolavori di Frittole) sia da intendersi come una sorta di "satira interna" alla serie, pensare che Sisti abbia inteso con questa "rispondere" a una storia scanonizzata vent'anni fa mi sembra alquanto inverosimile. Anche sul suo successo presso i lettori mi sento di dissentire: il suo ritorno in pianta stabile sul progetto Pk è stato salutato da tutti come una cosa positiva, Ritratto dell'eroe da giovane, Il giorno del sole freddo e Seconda stesura campeggiano stabilmente in tutte le classifiche delle migliori storie di PKNA.
                  Se sia o meno il migliore degli sceneggiatori di PK è una questione indirimibile: che vuol dire migliore? Da quale punto di vista? La fortuna di PKNA è stata la partecipazione attiva di un pugno di autori agli inizi delle proprie carriere e al meglio delle proprie capacità tecniche, auspico l'arrivo di nuove penne, giovani e piene di idee che possano affiancarlo.
                  “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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                    Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
                    Risposta #68: Sabato 21 Mag 2022, 11:47:22
                    Anche ammesso che Trasporto valori (che non inserirei fra i capolavori di Frittole) sia da intendersi come una sorta di "satira interna" alla serie, pensare che Sisti abbia inteso con questa "rispondere" a una storia scanonizzata vent'anni fa mi sembra alquanto inverosimile. Anche sul suo successo presso i lettori mi sento di dissentire: il suo ritorno in pianta stabile sul progetto Pk è stato salutato da tutti come una cosa positiva, Ritratto dell'eroe da giovane, Il giorno del sole freddo e Seconda stesura campeggiano stabilmente in tutte le classifiche delle migliori storie di PKNA.
                    Se sia o meno il migliore degli sceneggiatori di PK è una questione indirimibile: che vuol dire migliore? Da quale punto di vista? La fortuna di PKNA è stata la partecipazione attiva di un pugno di autori agli inizi delle proprie carriere e al meglio delle proprie capacità tecniche, auspico l'arrivo di nuove penne, giovani e piene di idee che possano affiancarlo.

                    Quando fu fatto il sondaggio sulle tre migliori storie di Pkna, il risultato fu:
                    1) Trauma
                    2) Mekkano
                    3) Frammenti d'autunno.

                    Certo, "Ritratto dell"eroe da giovane" e "Il giorno del Sole freddo", sono capolavori (la seconda è nella mia top three personale), però nessuna sale mai a vincere, almeno qui sul Papersera.

                    E non credo di sbagliarmi, perché in testa c'è sempre Enna, al massimo Faraci. Sisti è sempre dietro di loro nelle classifiche. Come Artibani. Ma per me Sisti è la colonna portante, il campione assoluto il Franco Baresi del quale non possiamo fare a meno, capace di creare quella che per me è la miglior storia a mani basse di tutto il Frittole anche se è la sola che ha scritto e se smonta totalmente le Frittole.

                    Poi oh, ogni fonte d'ispirazione è buona, ovunque la abbia trovata. Solo che, avendone una sotto il naso, mi pare strano che la si debba cercare lontana a tutti i costi.

                    Poi oh replay, sarei ben lieto di avere giovani penne che scrivano belle storie di Pk al suo fianco. Ma l'esperienza di Gagnor mi fa male sperare.

                    Perché uno non di primo pelo come Gagnor, che in genere venero e stimo, su Pk ha fallito. Punto. Forse perché non è stato con noi dalla prima ora come lettore prima che come sceneggiatore.

                    Scrivere Pk, credo dopo l'esperienza gagnoriana, è una cosa che puoi fare solo se conosci bene tutti i meandri di ciò che era e ciò che è stato, sotto certi profili anche le Frittole. Per non ripetere gli errori, ma anche per migliorare ciò che fu.





























                    Come faccio a sapere che Gagnor non leggeva ai tempi la sacra testata? Perché in un'intervista aveva detto che, per scrivere la sua run, aveva letto tutti i numeri di Pk. Letto, non RI-letto per l'ottocentosessantatreesima volta come tutti noi Pker d'epoca avevamo fatto ed avremmo risposto.

                    Davvero è impossibile scrivere per Pk se si è novelli come la compagna attuale di Valentino Rossi? Forse no. Certo è molto difficile, quindi ben rimanga Sisti, padrone totale sottovalutato della materia, a reggere l'impalcatura, e anche a stendere il cemento, l'intonaco, mettere i mattoni, dipingere, e già che ci siamo passare la cera (cit.). Ma non sulle aiole (ri-cit.).
                    « Ultima modifica: Sabato 21 Mag 2022, 11:54:52 da Photomas2 »

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                      Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del ragno d’oro
                      Risposta #69: Mercoledì 25 Mag 2022, 17:09:08
                      Recensione Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del ragno d’oro


                      Cover inedita di Paolo Mottura e colori di Max Monteduro.

                       A distanza di quattro mesi dalla conclusione della run pikappica di Roberto Gagnor durata ben sei numeri, la testata Topolino Fuoriserie vuol dare ancora fiducia al vecchio mantello tarlato, ospitandone l’ennesimo rilancio.

                       La guida e la regia spettano (al momento) a uno dei padri fondatori del progetto, il buon Alessandro Sisti, che con la serie PKNA ha scritto una pagina indelebile ed indimenticabile del fumetto Disney italiano. Lo stesso autore che affiancò negli ultimi tre volumi di Fuoriserie lo stesso Gagnor ai testi, cercando di riavvicinare alla serie i lettori rimasti delusi dalla nuova stagione.

                       Come prevedibile, data la conclusione di I giorni di Pikappa, il nuovo ciclo non si ricollega direttamente alla run appena terminata ma ad alcuni eventi narrati in PKNE e, addirittura, in PKNA (andate alla ricerca della citazione a Stella Cadente). Si tratta di una brusca sterzata a tutta l’operazione.

                       Qualcosa era già stato anticipato pubblicamente da Sisti nelle sue varie comparsate YouTube, ospite tra gli altri del The Fisbio Show: l’obiettivo sembrerebbe essere quello di adeguarsi ai tempi, andando a riprendere in qualche modo lo stile delle storie di PKNA.

                       
                      Pikappa è tornato a ballare

                       La “scomoda” periodicità trimestrale della testata Fuoriserie ha portato a una eccessiva frammentazione della trama principale, facendo sì che si rischiasse di perdere il filo conduttore della storia e lasciare da parte dei passaggi fondamentali. La scelta di rendere in parte autoconclusivi gli episodi, come spesso accadeva nelle storie del passato, consente al lettore al tempo stesso di godersi la storia in sé e al tempo stesso respirare aria di casa.

                       L’elemento che consente a Sisti di ricollegarsi con il passato più o meno recente della serie è il personaggio di Xadhoom. “Occhibelli”, la xerbiana mutante presente in tante avventure pikappiche, è a tutti gli effetti la protagonista indiscussa di questo primo episodio e con molta probabilità di questo nuovo ciclo, soprattutto dopo la coraggiosa decisione finale, che la vede esporsi spudoratamente e pericolosamente in pubblico.

                       
                      Il ritorno di Occhibelli

                       Oltre ai volti noti fa il suo esordio un nuovo personaggio femminile, che siamo sicuri farà parlare molto di sé: Dunia Voyda, un’imprenditrice visionaria a capo dell’azienda Reboot, associata alla Everett Ducklair Corporate e nuova locataria di un piano della Ducklair Tower.

                       Si tratta di un personaggio affascinante, intrigante e misterioso, che al momento rivela ben poco di sé, ma che promette di gettare nuova carne al fuoco in quel di Paperopoli.

                       Dunia non è l’unica new entry, ma giustamente il buon Sisti non scopre subito tutte le carte in tavola, lasciandoci così con la giusta curiosità al termine della lettura.

                       In generale, Sisti realizza un’avventura dal sapore classico, ricca di dialoghi efficaci e realistici tra Uno e Paperinik. La vicenda scorre veloce lasciando aperti alcuni interrogativi che non possono non incuriosire il lettore. La conclusione potrebbe sembrare affrettata a causa della ridotta foliazione della storia (44 tavole rispetto alle 64 tipiche delle vecchie avventure), ma è funzionale al nuovo taglio che Alex Bertani sta dando al settimanale Topolino.

                       
                      L’affascinante visionaria Dunia

                       Non ci siamo dimenticati di Paolo Mottura, tranquilli.

                       Oltre ad aver realizzato la copertina del volume ed averla colorata insieme all’eterno e sempre presente Max Monteduro, Mottura ha disegnato anche la storia. Il tratto e lo stile del disegnatore sabaudo sono riconoscibili a colpo d’occhio, anche se non sono ai livelli di quelli visti recentemente sulle pagine del settimanale, come nell’avventura di Paperin Pigafetta.

                       Questo potrebbe essere dovuto ai ridotti tempi di realizzazione, che non hanno forse permesso al disegnatore di lavorare al meglio delle proprie potenzialità artistiche, rendendo povere di dettagli e di attenzione alcune sequenze.

                       Se la skyline paperopolese è fantasmagorica, non possiamo dire la stessa cosa della cura dei personaggi, in primis i protagonisti, Xadhoom e lo stesso PK. Come ben sappiamo, il disegno, se accostato ad una buona e valida colorazione, ne trae beneficio, ma non è questo il caso, purtroppo; i colori risultano piatti, molto classici e anch’essi poco curati e con alcuni errori, che l’occhio attento ed allenato del Pker non perdona.

                       
                      Un affresco dello skyline paperopolese

                       Purtroppo l’assenza della mano di Andrea Stracchi, colorista di Obsidian, di Una leggendaria notte qualunque e Zona Franca, è l’ennesima dimostrazione che, se non si conosce perfettamente la materia, i personaggi e il DNA di una serie importante come quella di Pikappa, il rischio di commettere errori è sempre dietro l’angolo.

                       Il progetto PK si è sempre contraddistinto per la grande attenzione rivolta al comparto grafico: la colorazione avveniristica ha spesso saputo valorizzare i disegni rendendoli unici, avanti anni luce rispetto a quanto la Disney italiana proponeva su altre testate. La mancanza di analoga cura è forse la vera magagna di una storia che, con un po’ di impegno in più, avrebbe potuto regalare ai lettori qualcosa di davvero memorabile.

                       Chiudiamo segnalando la totale assenza di contenuti extra, oltre alla riproposizione in b/n della copertina. Ci chiediamo: a che pro presentare questa testata in formato cartonato, dandole solo una parvenza di pregio e valore collezionistico? Speriamo che in futuro possa crearsi lo spazio per un paio di pagine in cui approfondire alcune parti della trama, in linea con l’abbondanza di contenuti aggiuntivi che ha sempre caratterizzato il progetto PK.

                       Al netto dei difetti, La danza del Ragno d’oro rappresenta il tentativo di recuperare stili e trame che hanno reso grande il personaggio e il suo mondo. Se tutto andrà bene, ci auguriamo una proficua produzione di nuove storie, magari con l’ingresso di altre forze ai testi (Bruno Enna über alles) e di giovani disegnatori che abbiano il giusto entusiasmo, passione e amore per il personaggio.



                      Voto del recensore: 4/5
                      Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                      https://www.papersera.net/wp/2022/05/25/topolino-fuoriserie-7-pk-la-danza-del-ragno-doro/
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                        Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
                        Risposta #70: Martedì 14 Giu 2022, 22:11:45
                        Ciao, ho letto La Danza del Ragno d'oro e volevo condividere con voi una mia impressione.
                        Non so se questo aspetto sia già stato trattato altrove (qui sul Forum non mi sembra), se così fosse me ne scuso.
                        Guardando la vignetta a pagina 14 che mostra lo skyline di Paperopoli, ho notato 2 edifici che mi hanno fatto pensare a Milano.
                        E pensare che quando, tempo fa, avevo letto il post di Cornelius Coot che riportava la stessa vignetta, non mi si era accesa nessuna lampadina.
                        I 2 edifici in questione sono quello a sinistra, leggermente ricurvo con la grande antenna che mi ha fatto pensare alla Unicredit Tower in piazza Gae Aulenti, mentre l'altro è il palazzo al centro subito sotto gli elicotteri che mi ha fatto pensare al ben più storico Pirellone.
                        Per chi non è di Milano e dintorni allego delle foto per un confronto.
                        Voi cosa ne pensate?


                        Me misero, me tapino!

                          Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
                          Risposta #71: Mercoledì 15 Giu 2022, 13:49:16
                          Secondo voi a chi si riferisce quel sibillino "sono tornati" dell'anticipazione su PK-Makemake?

                            Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
                            Risposta #72: Mercoledì 15 Giu 2022, 19:44:45
                            Secondo voi a chi si riferisce quel sibillino "sono tornati" dell'anticipazione su PK-Makemake?

                            Per me, i Rettificatori.
                            “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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                              Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
                              Risposta #73: Mercoledì 15 Giu 2022, 22:17:35
                              Secondo voi a chi si riferisce quel sibillino "sono tornati" dell'anticipazione su PK-Makemake?

                              Per me, i Rettificatori.
                              Lo avevo pensato anche io. Oppure, ma un po' meno probabile, gli En'tomek.

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                                Re:Topolino Fuoriserie 7 - PK: La danza del Ragno d'oro
                                Risposta #74: Mercoledì 15 Giu 2022, 23:31:17
                                Sinceramente, non lo saprei nemmeno io, così per così. Posto che parliamo della fascia oltre Nettuno, a giudicare dal titolo... non mi porta da nessuna parte!!!  :rotfl: :rotfl: :rotfl:


                                Ma soprattutto... Chi è ALESSANDRO Mazzarello?  :rotfl:
                                « Ultima modifica: Mercoledì 15 Giu 2022, 23:35:18 da Photomas2 »

                                 

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