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Topolino 3466 - Recensione di Andrea Pasti

Se è norma di questi articoli analizzare direttamente il contenuto di un albo, è impossibile, a questo giro, non soffermarsi sulla copertina del 3466. Sotto la sapiente matita di Francesco D’Ippolito (nonostante l’errata corrige che riporta, invece, Andrea Freccero) e i colori di Andrea Cagol, esplode la bellezza del remake del Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, nota opera di Gustav Klimt. Al centro del quadro c’è “Adele” Senape, mentre all’esterno Fantomius e Lady Paprika vigilano (o forse ne pianificano il furto). A completare, si affianca la scelta della carta “anticata”: la copertina è stampata su un particolare cartoncino ruvido molto gradevole al tatto. Tra questa, le copertine degli albi precedenti e la variant del Comicon, in tre settimane abbiamo visto ben quattro copertine speciali. La cover, ovviamente, accompagna la storia d’apertura: La notte di Fantomius, della notoria serie di Marco Gervasio. Primo episodio di una doppia storia in due parti (!), vede come protagonista effettivo l’ispettore Pinko, impegnato a redimersi dell’ennesima strabiliante impresa del ladro gentiluomo. Al centro dell’azione vediamo però un ritorno… dal futuro: Fantomius si è infatti appropriato della Bella Addormentata di Doug Duckan! Questo doppio riferimento carpiato affonda le radici nella serie parallela di Paperinik dove, proprio di recente, abbiamo finalmente visto il quadro raggiungere la pace nel deposito di Paperone dopo cinquant’anni di vagabondaggio. Spostandoci nel passato scopriamo quindi anche le sue origini. La storia fila liscia e funge da inizio di un giro di danze di cui ancora non si comprende bene il percorso. A valorizzare l’impalcatura, un’affascinante riproposizione della mappa di Paperopoli e dintorni. Era da molto che un intero numero non era composto solo da storie a puntate. Proseguiamo infatti con il secondo episodio de Gli urbani paperi, Il grande circo. Sempre scritta a due mani da Alex Bertani-Mattia Venerus, la storia continua nel suo ritmo totalmente diverso da quello della prima saga. Sacrificando le molteplici scenette umoristiche tipiche della scrittura di Venerus, infatti, la trama prosegue fitta su ben quattro livelli, uno per protagonista. Vien voglia di andarci a mangiare I ripetuti stacchi funzionano bene e non confondono il lettore accompagnandolo da Gastone a Nonna Papera o ai nipotini. E anche Tizio Caio conquista un ruolo da protagonista che non dipende esclusivamente dall’ex socio Paperone. Ai disegni un Emanuele Baccinelli sempre più una gioia per gli occhi, ed ormai saldo nell’Olimpo della generazione moderna. Le sue architetture sono solide, la sua griglia libera, i suoi paperi vivi. Chiude la prima parte dell’albo il terzo e penultimo episodio di Amelia e le 7 streghe vulcaniche di Bruno Enna. La storia entra nel vivo e si avvia verso la chiusura, con un veloce excursus sulle varie spedizioni papere e la presa di posizione delle varie incantatrici. Ma, soprattutto, col ritorno in campo di Amelia, che finalmente lascia la casa della nonna per intervenire personalmente al fianco di Grilla, e di cui finalmente scopriamo il sogno segreto e che forse era meglio fosse rimasto tale. Ciò che risulta evidente di queste sette streghe è che la loro fama di potenze della natura non regge davvero nel momento in cui andiamo a vedere le loro azioni, ma soprattutto le loro ambizioni. L’ultima, proprio Grilla, ci rivela infatti di avere una… cotta per Babbo Natale. Si affianca quindi alle altre e la loro funzione di personaggi secondari con gag allegate, lasciando solo Irma ad essere davvero una figura minacciosa per i lettori. Ai disegni Roberto Vian mantiene la qualità mostrata fino ad ora, senza particolari guizzi, se non l’abuso del puntinato, tecnica che se potrebbe dare un valore aggiunto ad alcune atmosfere della storia, inizia ad affaticare la vista. La seconda parte dell’albo è composta da una sola storia divisa in quattro parti. Pluto e l’inseguimento canino è una storia da magazzino di Gabriele Panini e Libero Ermetti, probabilmente ideata per essere distribuita su altrettanti albi. La storia è lineare, senza particolari inversione di marcia o twist, ma è interessante confrontarla con la più recente produzione di Ermetti, anni luce avanti queste già validissime pagine. Divertenti alcune gag, che rientrano nel generale tono allegro della trama.

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Topolino 3466

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Paperinika
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    Re:Topolino 3466
    Risposta #15: Sabato 30 Apr 2022, 18:02:19
    E niente, dato che le richieste e gli avvertimenti di noi moderatori a quanto pare non sono serviti, visto che i messaggi di Texor continuano sullo stesso stile di astio e livore espresso finora, direi che possiamo salutarci qui.

    I modi non erano il massimo, però non trovo nulla che abbia scritto che, in modi più rispettosi, non sia condivisibile al 100%. Forse ci sarebbero 1000000000000 di persone da bannare prima di lui.
    Ti sei perso i mille suoi messaggi e nostre gentili richieste di moderare i toni, mi sa...

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    Paperinika
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      Re:Topolino 3466
      Risposta #16: Sabato 30 Apr 2022, 18:04:00
      E niente, dato che le richieste e gli avvertimenti di noi moderatori a quanto pare non sono serviti, visto che i messaggi di Texor continuano sullo stesso stile di astio e livore espresso finora, direi che possiamo salutarci qui.

      I modi non erano il massimo, però non trovo nulla che abbia scritto che, in modi più rispettosi, non sia condivisibile al 100%. Forse ci sarebbero 1000000000000 di persone da bannare prima di lui.

      Ti sei perso i mille suoi messaggi e nostre gentili richieste di moderare i toni, mi sa...

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      Giona
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        Re:Topolino 3466
        Risposta #17: Sabato 30 Apr 2022, 18:22:09
        Vorrei segnalare due "citazioni" che mi pare non siano ancora state fatte notare.
        Ne Gli urbani paperi l'aspetto dell'auriga Bruto Scassio mi pare evidentemente modellato su quello di Bluto, il rivale di Braccio di Ferro nei cortometraggi e nei fumetti pubblicati in Italia dall'Editoriale Metro (dov'era chiamato "Timoteo").

        In Amelia e le 7 streghe vulcaniche, la casa del multimiliardario islandese Berg Duckersson, che compare a pagina 81, mi sembra ispirata alla casa sulla cascata progettata da Frank Lloyd Wright. Il sito Ventenni Paperoni fa notare che un edificio che vi s'ispirava era già comparso in un'altra storia, guarda caso anch'essa con Amelia per protagonista.
        « Ultima modifica: Sabato 30 Apr 2022, 21:49:07 da Giona »
        "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

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          Re:Topolino 3466
          Risposta #18: Sabato 30 Apr 2022, 19:34:44
          Complimenti a Xaen per la magnifica analisi dell'albo! ;D
          [Analisi de Gli Urbani Paperi - secondo episodio: Il Grande Circo]

          Luca, recupero solo ora il tuo messaggio, ti ringrazio!
          E ti giro i complimenti: il tuo punto di vista sulla storia riesce lì dove il mio pecca, per il mio non apprezzare lo stile narrativo di Venerus e partire quindi un po' con il freno a mano tirato quando si tratta di leggere delle sue storie, e leggendo quanto da te espresso devo dire che tutto acquista molto più senso.

          Citazione da:  link=topic=18519.msg601435#msg601435 date=1651334275
          [Recensione Topolino 3466]

          Recensione splendida, e sono contento di aver ritrovato alcune mie opinioni concordi con quelle del recensore.
          Mi permetto di segnalare una svista: il nome di Venerus è Matteo, mentre qui è stato riportato come "Mattia".
          « Ultima modifica: Sabato 30 Apr 2022, 19:42:01 da Xaen »
          Sine cera.

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            Re:Topolino 3466
            Risposta #19: Sabato 30 Apr 2022, 19:55:31
            Davvero, l'idea delle storie a puntate ha riportato una capacità di concepire trame elaborate come non si vedeva da un po', e di questo non posso che essere grato al direttore Bertani. Altrimenti dubito che avremmo avuto avventure come quella di Fantomius di questa settimana, o come quella di Amelia, non comprimibili nella singola puntata. E credo sempre che un certo tipo di qualità delle storie sia sempre essenziale per le vendite di un periodico di appunto storie.

            Le strabilianti imprese di Fantomius, ladro gentiliuomo: la notte di Fantomius (prima parte): io credo, riprendendo il discorso, che proprio l'avere allungato lo sviluppo delle trame abbia permesso a Fantomius di uscire dal cliché del perfettino, Che ci stava in un certo tipo di storie compresse, dove il nostro doveva dimostrare di essere il migliore, senza che vi fosse lo spazio per rielaborare la storia chiarendo al meglio il piano dell'avversario. Ora invece possiamo vedere Pinko studiare una strategia che potrebbe mettere in gravissima difficoltà Fantomius: lo sapremo la prossima settimana, ma in fiducia conto che il nostro antieroe saprà sì reagire, ma a guaio compiuto (come nell'ultima storia), non in prevenzione della difficoltà.

            Gli Urbani Paperi (seconda parte): ecco, questo è il rovescio della medaglia. Perché questa storia mi ha creato solo noia, anche se la stessa, probabilmente grazie all'intervento del direttore, è un poco più movimentata della precedente saga. Ma un giusto pelo, sia chiaro, Mi sembra una sagra di cose a caso che avvengono senza un perché vero e proprio, e da lì il senso di tedio, che neanche lo stupendo Baccinelli riesce a far venire meno. Un peccato.

            Amelia e le sette streghe vulcaniche: ma questa storia conferma secondo me che la visione bertaniana è corretta, perché Enna senza freni sta sfonrando quello che sembra un capolavoro, dedicato per di più ad un'antagonista, non ad uno dei protagonisti soliti. Ovviamente si aspetta il finale per giudicare, ma da sola questa storia varrebbe il numero, almeno per ora.

            Pluto e l'inseguimento canino: per quanto godibile, questa storia è emblematica di come il magazzino sia mediamente inferiore alle lunghe saghe di adesso. Metterla su un numero che contiene quel Fantomius e quell'Amelia potrebbe sembrare ingeneroso, ma la storia andava smaltita, e credo che sbarazzarsene in un numero solo abbia in fondo aiutato i lettori a godersela di più, perché seppure inferiore alle altre storie citate, comunque del buono ce l'ha.

            E, in fondo, l'avere un fondo di magazzino ci aiuta a raffrontare quanto il livello dei disegni si sia alzato, bastando all'uopo confrontarli con quelli delle altre storie. Non che Ermetti avesse fatto un brutto lavoro, ma lui stesso oggi disegna in modo infinitamente superiore: applausi dunque all'idea di avere messo un direttore artistico, se il valore del comparto grafico è di questo livello, impensabile sino a pochi anni fa.

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            Dippy Dawg
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              Re:Topolino 3466
              Risposta #20: Sabato 30 Apr 2022, 21:10:22
              Davvero, l'idea delle storie a puntate ha riportato una capacità di concepire trame elaborate come non si vedeva da un po', e di questo non posso che essere grato al direttore Bertani.
              Sono d'accordissimo!
              Però, mi permetto di dire che tre puntate intermedie nello stesso numero sono decisamente un po' troppe; sarebbe stato completamente diverso se almeno una fosse stata quella conclusiva...

              Anche perché vorrei commentare, ma non posso farlo in quanto mi sono ripromesso di aspettare sempre la fine! :P
              E' una tortura! ;D

              (Ah, bentornato anche da parte mia: è un piacere riaverti qui! :) )
              Io son nomato Pippo e son poeta
              Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
              Verso un'oscura e dolorosa meta

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              SilverPK
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                Re:Topolino 3466
                Risposta #21: Sabato 30 Apr 2022, 23:34:47
                Secondo me una storia ha bisogno semplicemente del numero di pagine di cui ha bisogno. Non bisogna forzatamente dividere le storie in più parti se queste funzionano meglio più corte, e allo stesso tempo storie che potrebbero giovare di un numero di pagine maggiore dovrebbero averle. Bisogna saper valutare caso per caso, abbiamo avuto molte storie con puntate di mezzo superflue e altrettante storie troppo corte (anche extra Topolino, basti vedere i fuoriserie di PK). Credo comunque rispetto anche solo all'anno scorso si stia facendo un lavoro migliore in linea di massima (tolti gli urbani paperi... non ho ancora letto questo episodio, però...).

                *

                Cornelius Coot
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                  Re:Topolino 3466
                  Risposta #22: Sabato 30 Apr 2022, 23:49:28
                  Citazione da:  link=topic=18519.msg601435#msg601435 date=1651334275
                  Ciò che risulta evidente di queste sette streghe è che la loro fama di potenze della natura non regge davvero nel momento in cui andiamo a vedere le loro azioni, ma soprattutto le loro ambizioni. L’ultima, proprio Grilla, ci rivela infatti di avere una… cotta per Babbo Natale.
                  L'unico desiderio che sembra avere Grilla sfaterebbe un tabù che a volte è tale sia nella vita reale che in quella dei fumetti: la grande differenza d'età fra due persone che si amano. Nel caso specifico ciò non sarebbe neanche esatto perché questo forte sentimento è a senso unico: Babbo Natale non è al corrente di ciò che per la giovane strega resta un sogno: conquistare il suo cuore. E non so come reagirebbe sapendo di essere considerato 'bellissimo' da lei.

                  Mi sembra che nel fumetto Disney (tralasciando l'animazione di cui sono meno ferrato) le coppie unite dall'amore siano generalmente formate da soggetti più o meno coetanei. Forse l'unica situazione in cui c'è una certa differenza d'età è quella 'anomala' tra Brigitta e Paperone ma anche in questo caso l'amore è a senso unico e i due non possono essere certo considerati una 'coppia'. E comunque questa differenza potremmo calcolarla intorno ai venti anni, considerando lei una sessantenne e lui un ottantenne. Due persone entrambe 'mature'.

                  Nel caso di Grilla e Santa, invece, questa differenza tende ad aumentare parecchio: per quanto possa considerarsi 'indefinibile', l'eta del Babbo è piuttosto avanzata, direi simile a quella dello zione, se non più. Invece Grilla avrà la metà degli anni di Brigitta, se non meno.
                  Per quanto non corrisposto (anche per la non conoscenza da parte di lui) questo sentimento platonico coinvolge una ragazza sui 25/30 e un anziano signore over 80. Una differenza di età di oltre mezzo secolo che, se può ancora scandalizzare nella vita reale, è comunque stata 'sdoganata' nel fumetto disneyano, quantomeno nella sua fase embrionale di desiderio platonico.

                  Per quanto 'camuffata' da semplice sogno o desiderio, dalla platonicità e dalla natura dei protagonisti (una strega e Babbo Natale), al netto resta la 'cotta' di una giovane donna per un uomo molto anziano che potrebbe essere suo nonno. Si potrebbe dire che Grilla sia presa più dalla figura simbolica dell'idolo dei bambini che dalla persona in se: fatto sta che una delle caratteristiche maggiore (se non la più importante) di questo personaggio è proprio la sua anzianità, evidenziata dalla folta barba bianca oltre che dall'aspetto e dalla voce.

                  La mia non vuole essere una critica 'bigotta' ad una situazione 'anomala' ma, piuttosto, la descrizione di una sorpresa per la confessione di un sentimento forte provato da una ragazza per un uomo molto anziano. Situazione che spesso è tabù, come dicevo prima, nella nostra vita reale ma che in questa storia è venuta fuori con molta semplicità e spontaneità, tipica delle giovani generazioni ancora libere da preconcetti.

                  Anche Amelia resta sorpresa dalla confessione di Grilla, che in parte percepisce la sua 'anomalia', facendo giurare la DeSpell di non prenderla in giro. Il fatto che quest'ultima dubiti che esista un amuleto capace di esaudire un desiderio del genere, potrebbe essere inteso non tanto come inadatto all'amore in generale ma, nello specifico, all'amore 'impossibile'. Impossibile non si sa bene per via della persona in questione (il 'single' Babbo Natale) o per la grande differenza di età fine a se stessa.   
                  « Ultima modifica: Sabato 30 Apr 2022, 23:56:41 da Cornelius Coot »

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                    Risposta #23: Domenica 1 Mag 2022, 00:26:00
                    Scusa, Cornelius, ma da cosa desumi la gioventù di Grilla?

                    Le streghe dimostrano sempre meno anni di quelli che hanno, anche se invecchiano comunque.

                    Non scarterei che Grilla abbia i suoi tre/quattrocento anni. Molto ben portati, però.

                    Ps: grazie anche qui a Dippy per il bentornato.

                    *

                    Cornelius Coot
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                      Re:Topolino 3466
                      Risposta #24: Domenica 1 Mag 2022, 00:45:08
                      Grilla potrebbe avere vari secoli ma l'importante è l'età 'percepita' (un po' come la temperatura)    :D

                      Bentornato anche da parte mia, Photomas 2 (alias 'Avvocato')    :)

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                        Re:Topolino 3466
                        Risposta #25: Domenica 1 Mag 2022, 13:12:07
                        A me l'«infatuazione» di Grilla per Babbo Natale ha ricordato l'accoppiata di questo film (spero che l'immagine non sia troppo «ardita» per il forum):



                        In questo caso, tra Billy Bob Thornton e Lauren Graham c'erano 12 anni di differenza, essendo lui nato nel 1955 e lei nel 1967. Nel film il personaggio di lui comunque dimostrava  ben più di 48 anni (il film è del 2003), essendo dedito ad alcool, droghe e stravizi vari.
                        « Ultima modifica: Domenica 1 Mag 2022, 19:45:41 da Giona »
                        "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

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                          Re:Topolino 3466
                          Risposta #26: Domenica 1 Mag 2022, 15:10:14
                          Dando anche io il bentornato all’Avvocato, concordo assolutamente con lui sul maggior respiro che la struttura a puntate consente alla costruzione delle storie, immagino che gli autori stessi possano sentirsi maggiormente gratificati da progetti tanto vasti che permettono loro di concentrarsi su uno specifico arco narrativo e di perlustrarne e indagarne le varie possibilità, spendere più tempo nella creazione di comprimari, nella costruzione di psicologie, nell’ideazione grafica di mondi specifici.
                          E mi spingerò oltre relativamente alle 7 streghe: avrei veramente apprezzato un’ulteriore espansione della storia, addirittura in 9 episodi che potessero indagare ciascuno una specifica strega/miliardario/coppia di paperi/ambientazione incorniciati da un prologo e da un epilogo incentrati su Amelia. Per capirci, un’avventura sulla scorta della Pietra Zodiacale. Avrei trovato ancor più intrigante avere puntate singole dedicate all’Indonesia, all’Islanda ecc senza questa necessità di concentrare tanti spunti narrativi in quattro episodi.
                          Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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                            Re:Topolino 3466
                            Risposta #27: Domenica 1 Mag 2022, 16:11:47
                            Sono anch'io dell'avviso che l'elaborazione di una storia in più puntate possa permettere di dare alla vicenda raccontata un respiro più ampio ed esteso e pure io sto apprezzando molto lo sviluppo della storia di Enna e Vian sulle "Sette streghe vulcaniche", così come ho trovato molto interessante e godibile la lettura della storia di copertina di questa settimana, prima parte di due di una storia che avrà poi il suo contraltare con la successiva storia di Fantomius intitolata, per l'appunto, "L'alba di Fantomius".
                            Non sono invece d'accordo su una estesa così massiccia della storia delle "Sette streghe" proposta da Tang perché tutti questi episodi per una singola storia credo porterebbero ad una dilatazione della trama che non farebbe poi molta presa su di me.
                            Preferisco piuttosto questo target per le storie a puntate, di tre/quattro episodi ciascuna un po' per non dovere aspettare chissà quanto per la conclusione di una storia e soprattutto perché è già difficile di per sè costruire una vicenda in quattro tempi che sappia rimanere sempre sul "pezzo" e portare avanti la trama in modo compatto ed armonico, figuriamoci quale sforzo possa esserci dietro allo sviluppo di ben nove tempi per una singola storia.  ;D

                            E sottolineo il discorso che faceva Silver poco sopra: anche secondo il mio parere una storia deve avere il suo sviluppo "naturale" se si vuole che renda al massimo del suo potenziale.
                            Non si deve cioè avvertire che la trama risulti troppo allungata né troppo compressa, bisogna semplicemente farla evolvere nel giusto spazio che le spetta affinché il suo ritmo possa mantenersi sempre alto in modo tale da risultare coinvolgente ed appassionante per chi la legge.  ;)

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                              Re:Topolino 3466
                              Risposta #28: Domenica 1 Mag 2022, 16:31:01
                              anche secondo il mio parere una storia deve avere il suo sviluppo "naturale" se si vuole che renda al massimo del suo potenziale.
                              Certamente dal punto di vista del "principio" sono assolutamente d'accordo con voi, tuttavia per storie specifiche come questa dove vi sono numerosi personaggi e ambientazioni, trovo che 4 parti comprimano troppo i possibili sviluppi e approfondimenti, la Ricerca della Pietra Zodiacale era in 12 parti e la storia riusciva a mantenere la corretta tensione e direzionalità in tutto il suo sviluppo. Non mi soddisfa completamente avere due paginette dedicate all'Islanda e alla sua strega, due al Giappone, una alla Tanzania...con i miliardari nemmeno mostrati in un paio di inquadrature. Finisco la lettura con tanta tanta voglia di saperne di più di tutti questi personaggi. :D
                              Chissà che capolavoro di interni avrebbe potuto fare per esempio Vian per la torre del miliardario giapponese, giudicando dalla meraviglia della villa islandese.
                              Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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                                Re:Topolino 3466
                                Risposta #29: Domenica 1 Mag 2022, 17:03:54
                                Beh, è ovvio che è inutile dire in trenta pagine quel che può agevolmente esser narrato in venti.

                                Intendevo invece dire che adesso, con più storie a puntate, è possibile davvero narrare in sessanta pagine o più idee che quelle sessanta pagine o più meritano di avere.
                                « Ultima modifica: Domenica 1 Mag 2022, 17:06:41 da Photomas2 »

                                 

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