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Topolino 3468 - Recensione di Guglielmo Nocera

È una copertina in qualche modo fuorviante quella del numero di questa settimana. E meno male, perché forse le storie che rivangano il rapporto fra Paperone e Doretta hanno fatto il loro tempo. Area 15: Sipario! di Marco Nucci e Libero Ermetti va su un’altra strada, sebbene i due personaggi in questione facciano capolino nelle pieghe emotive della storia. Al centro dell’attenzione, ovviamente, i ragazzini del lanciassimo gruppo di Area 15. Ma il protagonista vero è ben più antico e appassionante: il teatro. La scrittura calca da subito la mano, tramite le didascalie, su un tono avvolgente, quasi paterno, che è divenuto ormai un marchio di fabbrica di Nucci e che si carica qui di un necessario ruolo di guida in una storia di fatto corale, tanto nella gestione pratica dei personaggi quanto nell’intento di celebrare l’arte teatrale. Il risultato è eccellente, e i disegni di Ermetti veleggiano da par loro con eleganza. Forse, va detto, alcune inquadrature sono eccessivamente omologate alla media dei disegni di vari autori negli ultimi mesi. Il tratto più minuto e dinamico dell’Ermetti originario dovrà venir fuori con più prepotenza per dar vita a qualcosa di nuovo, ma per ora quantomeno l’alchimia con la materia narrata e, soprattutto, la cura dei dettagli fisionomico-espressivi funziona. Una certa linearità, un tono ovattato, una mancanza a tratti di movimento narrativo, in fondo, sono il prezzo da pagare per una trama incentrata su un gruppo di ragazzini che prepara un’interpretazione teatrale: una scelta fuori dai canoni dell’avventura disneyana e difficile da realizzare, che si spera possa aprire la strada a ulteriori puntate nel mondo delle arti vissute in prima persona. Tutt’altro tono per PippoSpot: Corso di pubblicità e Sopravvivi con Indiana: Nel deserto, rispettivamente di Roberto Gagnor/Mattia Surroz e Marco Bosco/Lucio Leoni. Le citiamo insieme perché la prima sembra un vero e proprio (riuscito) esercizio di stile sul modello della seconda e, in generale, delle brevi “elencative” di Bosco. Càpita La storia di Pippo è una ricerca dell’iperbole nel tentativo di far vestire al personaggio i panni del consulente di marketing per un malcapitato cliente, laddove quella di Indiana è un prontuario surreale su come sopravvivere nel deserto. Entrambe le storie soffrono la loro formula, difficile da ripetersi dopo decenni di uso, ma quella di Gagnor strappa qualche sorriso in più complici i disegni di un Surroz non trascendente ma birbone a sufficienza. Per nulla riuscita la storia successiva, Archimede e il profumo di guai, di Gorm Transgaard e Marco Rota, che si esaurisce improvvisamente nella propria stessa introduzione. Un peccato, perché i disegni di Rota, sebbene mostrino il segno degli anni, regalano sempre quella peculiare morbidezza e cura dei personaggi che non è facile trovare in altri. Ed eccoci finalmente al quarto episodio de Gli urbani paperi: Annus confusionis. La serie si pone come una sorta capitolo di una Storia e gloria della dinastia dei paperi allargata: se il ciclo marinano poneva sempre una corrispondenza fra episodio ed epoca storica, qui si fanno le cose in grande e si imbastiscono trame articolate in più tempi per ogni incarnazione storica dei paperi: prima i popoli italici, e ora Roma. Viene lecito domandarsi se gli eventuali successivi capitoli saranno ambientati a loro volta in Italia: se così fosse, sarà molto interessante conoscere i momenti e i luoghi della storia della Penisola presi in considerazione di volta in volta come teatro dell’azione. Le tortuose vie della congiura Certo è che il grande spazio di pagine a disposizione permette allo sceneggiatore, Matteo Venerus, di alzare il tiro rispetto alla media delle avventure “storiche” e imbastire una trama corposa che va assomigliando a una di quelle serie televisive ultracospirative (storiche o fantastiche) in voga negli ultimi anni: una scelta forse non molto disneyana, ma che ha il potenziale per portare aria fresca e buon intrattenimento. Il risultato, in termini di soggetto, è piuttosto valido: i rivolgimenti di trama sono non scontati, ben preparati, anche montati in maniera non superficiale sui passaggi istituzionali romani, e si organizzano molto attorno a personaggi alieni al cast dei paperi, come l’infido e pauroso Faberio Flaviano: altro fattore inusuale ma tutt’altro che fuori luogo. In termini di sceneggiatura, invece, il panorama a nostro parere peggiora: la lunghezza e l’insistenza di alcuni snodi, la pedanteria di alcuni lunghi monologhi interiori dei personaggi, l’ingenuità delle scelte lessicali “romanesche”, sono tutti fattori che allontanano il lettore da una fruizione convinta e dinamica della storia. Peccato, perché il progetto avrebbe invece lo spazio e il potenziale per rinverdire i fasti di perle del passato come l’indimenticabile La storia vista da Topolino. Venendo ai disegni, così come era stato ne Gli italici paperi Emmanuele Baccinelli si scatena. I risultati sono in linea con la sua esperienza, ancora poca, e il suo entusiasmo, intensissimo. Mille influenze si affiancano in questa prova, dalla (ancora pesante) egida frecceriana ai tocchi uderziani (soprattutto nei dettagli di postura e abbigliamento dei Romani). Molti scorci sono da antologia, alcuni passaggi (soprattutto nella rappresentazione dei personaggi secondari) pagano forse un debito alla tradizione topolinesca di omologazione delle comparse. Concludiamo quindi questa recensione con una tavola di Roma in notturna, perché un omaggio alla Città Eterna è sempre dovuto e perché verosimilmente saranno momenti come questo, memori della grande affezione romana alla congiura e alla raffinata macchinazione, che rimarranno nella memoria di questo ciclo.

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Topolino 3468

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    Re:Topolino 3468
    Risposta #30: Domenica 15 Mag 2022, 14:13:14
    In merito al Nucci-verse mi è piaciuto ritrovare i personaggi di Farmtown nel pubblico in sala. Mi auguro di rivedere presto nuove avventure di Gastone in quella località o che Priscilla possa vivere qualche avventura in trasferta a Paperopoli.

    Da qualche anno si sta assistendo ad una rivisitazione dei personaggi principali sia a Topolinia sia a Paperopoli. Spero in futuro che possano avere la stessa sorte anche alcuni secondari quali Gilberto o Superpippo.
    AxelAlpha

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      Re:Topolino 3468
      Risposta #31: Lunedì 16 Mag 2022, 07:26:52
      Questo perché l'ultimo episodio del primo ciclo contiene un errore, se così lo vogliamo chiamare (è sinceramente una vicenda talmente assurda che parrebbe invece un cambio in corsa dell'ultimo minuto, ma più deleterio che altro), poi sistemato appunto nel volume (si spera anche nelle eventuali successive ristampe).

      A cosa ti riferisci? Non sapevo di cambi strutturali nel volume (ero rimasto solo ai colori corretti come indicato nel topic apposito)
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      PolliceSu   (1)
        Re:Topolino 3468
        Risposta #32: Lunedì 16 Mag 2022, 08:06:39
        Questo perché l'ultimo episodio del primo ciclo contiene un errore, se così lo vogliamo chiamare (è sinceramente una vicenda talmente assurda che parrebbe invece un cambio in corsa dell'ultimo minuto, ma più deleterio che altro), poi sistemato appunto nel volume (si spera anche nelle eventuali successive ristampe).

        A cosa ti riferisci? Non sapevo di cambi strutturali nel volume (ero rimasto solo ai colori corretti come indicato nel topic apposito)

        Nella stampa sul Topo dell'ultima puntata, inspiegabilmente vediamo il blu Quo interagire con gli altri, mentre doveva essere Qui (vedi anche la paginetta di presentazione). Nel volume, il paperotto torna ad essere Qui.

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          Topolino 3468
          Risposta #33: Lunedì 16 Mag 2022, 10:52:49
          Recensione Topolino 3468


           È una copertina in qualche modo fuorviante quella del numero di questa settimana. E meno male, perché forse le storie che rivangano il rapporto fra Paperone e Doretta hanno fatto il loro tempo. Area 15: Sipario! di Marco Nucci e Libero Ermetti va su un’altra strada, sebbene i due personaggi in questione facciano capolino nelle pieghe emotive della storia.

           Al centro dell’attenzione, ovviamente, i ragazzini del lanciassimo gruppo di Area 15. Ma il protagonista vero è ben più antico e appassionante: il teatro. La scrittura calca da subito la mano, tramite le didascalie, su un tono avvolgente, quasi paterno, che è divenuto ormai un marchio di fabbrica di Nucci e che si carica qui di un necessario ruolo di guida in una storia di fatto corale, tanto nella gestione pratica dei personaggi quanto nell’intento di celebrare l’arte teatrale.

           Il risultato è eccellente, e i disegni di Ermetti veleggiano da par loro con eleganza. Forse, va detto, alcune inquadrature sono eccessivamente omologate alla media dei disegni di vari autori negli ultimi mesi. Il tratto più minuto e dinamico dell’Ermetti originario dovrà venir fuori con più prepotenza per dar vita a qualcosa di nuovo, ma per ora quantomeno l’alchimia con la materia narrata e, soprattutto, la cura dei dettagli fisionomico-espressivi funziona.

           Una certa linearità, un tono ovattato, una mancanza a tratti di movimento narrativo, in fondo, sono il prezzo da pagare per una trama incentrata su un gruppo di ragazzini che prepara un’interpretazione teatrale: una scelta fuori dai canoni dell’avventura disneyana e difficile da realizzare, che si spera possa aprire la strada a ulteriori puntate nel mondo delle arti vissute in prima persona.

           Tutt’altro tono per PippoSpot: Corso di pubblicità e Sopravvivi con Indiana: Nel deserto, rispettivamente di Roberto Gagnor/Mattia Surroz e Marco Bosco/Lucio Leoni. Le citiamo insieme perché la prima sembra un vero e proprio (riuscito) esercizio di stile sul modello della seconda e, in generale, delle brevi “elencative” di Bosco.

           
          Càpita

           La storia di Pippo è una ricerca dell’iperbole nel tentativo di far vestire al personaggio i panni del consulente di marketing per un malcapitato cliente, laddove quella di Indiana è un prontuario surreale su come sopravvivere nel deserto. Entrambe le storie soffrono la loro formula, difficile da ripetersi dopo decenni di uso, ma quella di Gagnor strappa qualche sorriso in più complici i disegni di un Surroz non trascendente ma birbone a sufficienza.

           Per nulla riuscita la storia successiva, Archimede e il profumo di guai, di Gorm Transgaard e Marco Rota, che si esaurisce improvvisamente nella propria stessa introduzione. Un peccato, perché i disegni di Rota, sebbene mostrino il segno degli anni, regalano sempre quella peculiare morbidezza e cura dei personaggi che non è facile trovare in altri.

           Ed eccoci finalmente al quarto episodio de Gli urbani paperi: Annus confusionis. La serie si pone come una sorta capitolo di una Storia e gloria della dinastia dei paperi allargata: se il ciclo marinano poneva sempre una corrispondenza fra episodio ed epoca storica, qui si fanno le cose in grande e si imbastiscono trame articolate in più tempi per ogni incarnazione storica dei paperi: prima i popoli italici, e ora Roma.

           Viene lecito domandarsi se gli eventuali successivi capitoli saranno ambientati a loro volta in Italia: se così fosse, sarà molto interessante conoscere i momenti e i luoghi della storia della Penisola presi in considerazione di volta in volta come teatro dell’azione.

           
          Le tortuose vie della congiura

          Certo è che il grande spazio di pagine a disposizione permette allo sceneggiatore, Matteo Venerus, di alzare il tiro rispetto alla media delle avventure “storiche” e imbastire una trama corposa che va assomigliando a una di quelle serie televisive ultracospirative (storiche o fantastiche) in voga negli ultimi anni: una scelta forse non molto disneyana, ma che ha il potenziale per portare aria fresca e buon intrattenimento.

           Il risultato, in termini di soggetto, è piuttosto valido: i rivolgimenti di trama sono non scontati, ben preparati, anche montati in maniera non superficiale sui passaggi istituzionali romani, e si organizzano molto attorno a personaggi alieni al cast dei paperi, come l’infido e pauroso Faberio Flaviano: altro fattore inusuale ma tutt’altro che fuori luogo.

           In termini di sceneggiatura, invece, il panorama a nostro parere peggiora: la lunghezza e l’insistenza di alcuni snodi, la pedanteria di alcuni lunghi monologhi interiori dei personaggi, l’ingenuità delle scelte lessicali “romanesche”, sono tutti fattori che allontanano il lettore da una fruizione convinta e dinamica della storia. Peccato, perché il progetto avrebbe invece lo spazio e il potenziale per rinverdire i fasti di perle del passato come l’indimenticabile La storia vista da Topolino.

           Venendo ai disegni, così come era stato ne Gli italici paperi Emmanuele Baccinelli si scatena. I risultati sono in linea con la sua esperienza, ancora poca, e il suo entusiasmo, intensissimo. Mille influenze si affiancano in questa prova, dalla (ancora pesante) egida frecceriana ai tocchi uderziani (soprattutto nei dettagli di postura e abbigliamento dei Romani). Molti scorci sono da antologia, alcuni passaggi (soprattutto nella rappresentazione dei personaggi secondari) pagano forse un debito alla tradizione topolinesca di omologazione delle comparse.

           Concludiamo quindi questa recensione con una tavola di Roma in notturna, perché un omaggio alla Città Eterna è sempre dovuto e perché verosimilmente saranno momenti come questo, memori della grande affezione romana alla congiura e alla raffinata macchinazione, che rimarranno nella memoria di questo ciclo.



          Voto del recensore: 3/5
          Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
          https://www.papersera.net/wp/2022/05/16/topolino-3468/


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            Re:Topolino 3468
            Risposta #34: Sabato 21 Mag 2022, 23:50:13
            Ma sbaglio o nella (meravigliosa) storia di Area 15 compare il primo personaggio cieco della storia di Topolino?

            Ciao!

            Il Grande Tiranno
            A quale personaggio ti riferisci, Tiranno?
            Comunque io ricordo che già in questa storia, giusto per citare la prima che mi viene in mente, compariva un personaggio cieco.
            Nella fattispecie era un ragazzino, amichetto di Tip e Tap.
            In una delle ultime vignette c'è una ragazza che si siede a teatro che mi sembra proprio non vedente. Comunque me n'ero dimenticato, gran storia quella.

            Ciao!

            Il Grande Tiranno
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              Re:Topolino 3468
              Risposta #35: Domenica 22 Mag 2022, 15:44:29
              Non credo che sia cieca. Per quello che ho capito è
              Spoiler: mostra
              l'ex di Becckam che si unisce al pubblico e lo osserva con sguardo sognante.

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                Re:Topolino 3468
                Risposta #36: Domenica 22 Mag 2022, 16:03:51
                Se parliamo della papera bionda che si vede prendere posto in platea a pagina 75, questa è decisamente Lizzy, la fidanzata di Beckmann.  ;)

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                  Re:Topolino 3468
                  Risposta #37: Domenica 22 Mag 2022, 16:59:28
                  Ah ok. Scherzavo  ;:)

                  Ciao!

                  Il Grande Tiranno
                  Catturamento Catturamento!

                   

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