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Quale storia merita la semifinale?

TOPOLINO E IL CAMPIONISSIMO (1957)
Pippo e la fattucchiera (1960)

La Miglior Storia di Pippo - Quarti di finale 3: Campionissimo vs Fattucchiera

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

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Pacuvio
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PolliceSu   (1)

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    UNA possibilità di scelta per questo sondaggio

    In contemporanea aperti gli altri tre scontri!

    * Chi passa questo turno affronterà la storia vincente del Quarto di finale 2 *
    « Ultima modifica: Giovedì 2 Giu 2022, 08:58:12 da Pacuvio »

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    PolliceSu
      Re:La Miglior Storia di Pippo - Quarti di finale 3
      Risposta #1: Mercoledì 1 Giu 2022, 22:33:50
      Voto andato al Campionissimo.
      Appassionato del Topolino Giornale

        Re:La Miglior Storia di Pippo - Quarti di finale 3
        Risposta #2: Mercoledì 1 Giu 2022, 23:04:40
        Qui pochi dubbi. Una delle storie più divertenti di sempre, che introduce un personaggio fantastico, che mostra una delle mille contraddizioni di Pippo. Il tutto splendidamente in stile "chendo-bottariano".
        Il mio voto va a Pippo e la Fattucchiera.

        Ciao!

        Il Grande Tiranno
        Catturamento Catturamento!

          Il mio voto è andato a "Topolino e il Campionissimo" di Scarpa.
          Senza troppi dubbi, quando penso al rapporto che lega la strana coppia di inseparabili amici rappresentata dal Topo dalle grandi orecchie e dall'ingenuo ma al contempo genuino e così puro di cuore Pippo mi viene naturale ripensare a questa, bellissima, storia del Maestro veneziano.
          Geniale l'idea di introdurre Pippo, così pacifico e "tenero" di suo, in un contesto rude quale quello del pugilato fino a diventarne il "Campionissimo" del titolo.
          Magistrale la regia in contemporanea della brutta situazione in cui è incappato Topolino con la sua stessa vita che è in pericolo mentre Pippo sta disputando il suo match più importante, con la mente immersa in mille pensieri e bruttissimi presentimenti su quale sarà la fine del suo amico.
          In 32 tavole sono condensate con intelligenza e Maestria un ottimo spunto di base, una caratterizzazione di Pippo umana ed amabile, il rapporto di amicizia vera e sincera che lega i due come se fossero fratelli: diversi sì nei modi di fare e nella personalità ma uniti nel profondo da un rapporto che si basa su un volere bene dell'altro e su una stima reciproca che mai potrà sfiorire né essere minacciato da chicchessia.

          E grazie sempre al grande Romano per la bellezza che mi restituisce con la lettura delle sue storie e dei suoi indimenticabili personaggi, il mio voto a questa storia glielo dò di vero cuore!  :heart:

            Pippo e la fattucchiera.
            "Chissà che cosa stava cercando Moby Dick?"

              Ha già detto tutto Samu e non posso che sottoscrivere, cuoricino compreso! :heart:
              Io son nomato Pippo e son poeta
              Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
              Verso un'oscura e dolorosa meta

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              • Tra un corto e una sciocca sinfonia...
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                Topolino e il campionissimo!
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                https://ilnumeroprimopiugrande.wordpress.com

                https://ilproblemadellalieno.wordpress.com

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                dr. Paperus
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                  Pippo e la fattucchiera.

                  Sì, è ovvio, il classico di Scarpa è realizzato con maestria, arte, ottima regia. Le scene sono ricche di suspence, il rapporto di amicizia che ne viene fuori è profondissimo e commovente.

                  Ma qui non stiamo votando per il rapporto di amicizia Topolino-Pippo, né tantomeno per la bellezza in generale di tutte queste storie, ognuna un capolavoro.

                  E la genialità di usare l'incredulità come motore di un filone intero, il modo in cui Chendi e Bottaro lo fanno esprimere, lo disegnano, lo caratterizzano, una fusione perfetta di purezza, bontà, testardaggine, pura follia, a tratti persino antipatia, non possono che meritare la vittoria.
                  ex Paperinik il Templare e Volkabug, inventore dell'Immergrün; prima niubbo, poi lurkatore, adesso utente affezionato; secondo la monetazione antica TEMPLI*PAPERINICUS*E*PAPERIBUS*MIRUM

                    E la genialità di usare l'incredulità come motore di un filone intero, il modo in cui Chendi e Bottaro lo fanno esprimere, lo disegnano, lo caratterizzano, una fusione perfetta di purezza, bontà, testardaggine, pura follia, a tratti persino antipatia, non possono che meritare la vittoria.
                    Non sono d'accordo.
                    Pur riconoscendo "Pippo e la fattucchiera" come una storia valida e meritevole, a questa le preferisco nettamente il Campionissimo.
                    È evidente che stiamo votando per la migliore storia di Pippo e non per la bellezza della singola storia in sé e proprio per questo motivo non ho potuto che esprimere la mia preferenza al Pippo del campionissimo piuttosto che a quello della Fattucchiera.
                    Semplicemente perché mi piace di più il Pippo che viene fuori dalla storia di Scarpa e sicuramente non perché mi senta in dovere di preferire le storie del Maestro veneziano in ogni dove.
                    Quando penso alla caratterizzazione che più mi è rimasta impressa del pippide io, tra queste due storie, non ho dubbi nel prediligere il Pippo del Campionissimo e spero sinceramente che passi questa rispetto alla storia di Chendi/Bottaro.

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                      È evidente che stiamo votando per la migliore storia di Pippo e non per la bellezza della singola storia in sé e proprio per questo motivo non ho potuto che esprimere la mia preferenza al Pippo del campionissimo piuttosto che a quello della Fattucchiera.
                      Semplicemente perché mi piace di più il Pippo che viene fuori dalla storia di Scarpa e sicuramente non perché mi senta in dovere di preferire le storie del Maestro veneziano in ogni dove.
                      Quando penso alla caratterizzazione che più mi è rimasta impressa del pippide io, tra queste due storie, non ho dubbi nel prediligere il Pippo del Campionissimo e spero sinceramente che passi questa rispetto alla storia di Chendi/Bottaro.

                      Ah ma davvero? Non me n'ero accorto che non fossi d'accordo :laugh:

                      Ma certo, ognuno con le sue speranze. Lungi da me dirti ciò che devi sperare. Non penso tu preferisca le storie del Maestro in ogni dove (ma dove poi? Boh :laugh:), commentavo solo la preferenza espressa in questo quarto di finale.
                      ex Paperinik il Templare e Volkabug, inventore dell'Immergrün; prima niubbo, poi lurkatore, adesso utente affezionato; secondo la monetazione antica TEMPLI*PAPERINICUS*E*PAPERIBUS*MIRUM

                        Ah ma davvero? Non me n'ero accorto che non fossi d'accordo :laugh:

                        Ma certo, ognuno con le sue speranze. Lungi da me dirti ciò che devi sperare. Non penso tu preferisca le storie del Maestro in ogni dove (ma dove poi? Boh :laugh:), commentavo solo la preferenza espressa in questo quarto di finale.
                        Evidentemente non ci siamo capiti.
                        Quello che io ho contestato del tuo messaggio precedente è il carattere oggettivo con cui hai affermato che "Pippo e la fattucchiera" non può che meritare la vittoria.
                        Questo è un tuo pensiero e ciò che ho voluto sottolineare è il fatto che le ragioni che hai addotto come buoni motivi per votare la Fattucchiera, non sono altrettanto valide per me e difatti ho espresso le mie motivazioni per cui ho prediletto il Campionissimo nel confronto tra le due.
                        La precisazione sul fatto che queste motivazioni dipendono dal valore della storia in sé e non dal fatto che io sia apertamente un appassionato del modo di fare Disney di Scarpa l'ho voluta inserire proprio per evitare che si pensasse che le ragioni della mia preferenza si basino esclusivamente sul nome dell'autore.
                        Visto che già una volta mi hai etichettato sommariamente come "paladino dell'autore di turno", quello che volevo rimarcare in questa occasione era semplicemente il fatto che il mio voto non fosse stato dato così, a priori, solo perché Scarpa è uno dei più bravi eccetera eccetera...
                        Ma, al contrario, proprio perché trovo più memorabile la caratterizzazione e il modo di agire di Pippo nella storia del Campionissimo rispetto allo scetticismo che esibisce nella storia della Fattucchiera.
                        Uno scetticismo che pure mi ha divertito nella ottima storia del duo Chendi/Bottaro ma che per quanto mi riguarda non ha confronto con il piglio vivido ed umano del Pippo scarpiano che, pur diventando d'improvviso uno dei più grandi campioni della storia della boxe, rimane inalterato nel carattere, puro e incontaminato nell'essenza e nell'anima.
                        Non si monta la testa né si dimentica del suo amico quando questi è in difficoltà e lui non può neanche aiutarlo, struggendosi nella consapevolezza che se non lo rivedrà più una volta finito l'incontro gli rimarrà il rimorso di non avere fatto abbastanza per salvarlo.
                        Ragioni per cui preferisco di gran lunga la storia del Campionissimo rispetto alla sua sfidante nell'ottica di scegliere la "Migliore storia di Pippo".

                          Pippo e la fattucchiera è troppo geniale per non essere votata. Storia comica fantastica e riuscitissima, tanto da riuscire a creare un filone partito dal 1960 e chiusosi nel 2005, in una delle ultime storie di Luciano Bottaro.
                          Ammetto inoltre che gioirei nel veder uscire il campionissimo, che per quanto reputi una grande storia non avrebbe mai dovuto uscire trionfante dal girone anni 50. Il Pippotarzan reclama giustizia

                          *

                          dr. Paperus
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                            Giusto per essere chiari. Qua:

                            Non sono d'accordo.
                            Pur riconoscendo "Pippo e la fattucchiera" come una storia valida e meritevole, a questa le preferisco nettamente il Campionissimo.
                            È evidente che stiamo votando per la migliore storia di Pippo e non per la bellezza della singola storia in sé e proprio per questo motivo non ho potuto che esprimere la mia preferenza al Pippo del campionissimo piuttosto che a quello della Fattucchiera.
                            Semplicemente perché mi piace di più il Pippo che viene fuori dalla storia di Scarpa e sicuramente non perché mi senta in dovere di preferire le storie del Maestro veneziano in ogni dove.
                            Quando penso alla caratterizzazione che più mi è rimasta impressa del pippide io, tra queste due storie, non ho dubbi nel prediligere il Pippo del Campionissimo e spero sinceramente che passi questa rispetto alla storia di Chendi/Bottaro.

                            ...avevi occupato ben otto righe per esprimere il concetto "la voto perché mi piace... non per altri motivi, perché mi piace quel Pippo, e i gusti sono gusti" :laugh:

                            Evidentemente non ci siamo capiti.
                            Quello che io ho contestato del tuo messaggio precedente è il carattere oggettivo con cui hai affermato che "Pippo e la fattucchiera" non può che meritare la vittoria.
                            Questo è un tuo pensiero e ciò che ho voluto sottolineare è il fatto che le ragioni che hai addotto come buoni motivi per votare la Fattucchiera, non sono altrettanto valide per me e difatti ho espresso le mie motivazioni per cui ho prediletto il Campionissimo nel confronto tra le due.
                            La precisazione sul fatto che queste motivazioni dipendono dal valore della storia in sé e non dal fatto che io sia apertamente un appassionato del modo di fare Disney di Scarpa l'ho voluta inserire proprio per evitare che si pensasse che le ragioni della mia preferenza si basino esclusivamente sul nome dell'autore.
                            Visto che già una volta mi hai etichettato sommariamente come "paladino dell'autore di turno", quello che volevo rimarcare in questa occasione era semplicemente il fatto che il mio voto non fosse stato dato così, a priori, solo perché Scarpa è uno dei più bravi eccetera eccetera...
                            Ma, al contrario, proprio perché trovo più memorabile la caratterizzazione e il modo di agire di Pippo nella storia del Campionissimo rispetto allo scetticismo che esibisce nella storia della Fattucchiera.
                            Uno scetticismo che pure mi ha divertito nella ottima storia del duo Chendi/Bottaro ma che per quanto mi riguarda non ha confronto con il piglio vivido ed umano del Pippo scarpiano che, pur diventando d'improvviso uno dei più grandi campioni della storia della boxe, rimane inalterato nel carattere, puro e incontaminato nell'essenza e nell'anima.
                            Non si monta la testa né si dimentica del suo amico quando questi è in difficoltà e lui non può neanche aiutarlo, struggendosi nella consapevolezza che se non lo rivedrà più una volta finito l'incontro gli rimarrà il rimorso di non avere fatto abbastanza per salvarlo.
                            Ragioni per cui preferisco di gran lunga la storia del Campionissimo rispetto alla sua sfidante nell'ottica di scegliere la "Migliore storia di Pippo".

                            Evidentemente a qualcosa è servito il mio commento, visto che stavolta hai espresso più chiaramente il tuo pensiero. Sorvoliamo sulla questione Scarpa, ricordo di averti detto che ti atteggiavi a paladino dell'autore di turno ma davvero non era a questo che mi riferivo; semplicemente ero perplesso dalle tue motivazioni abbastanza inconsistenti. Su quello che hai scritto adesso (seppur in maniera ridondante, nelle ultime 6 righe) possiamo almeno impostare un confronto... in sostanza il Pippo di Bottaro "non ha il piglio vivido e umano" di quello di Scarpa; io la vedo diversamente, a me l'irrazionale incredulità, la testardaggine, l'ingenua maleducazione (che per certi versi ricorda il carattere ruspante degli esordi) che Pippo mostra nella Fattucchiera sono estremamente umani, rappresentativi della categoria dei "sempliciotti"... siamo lontani sia dal Pippo flemmatico e quasi "drogato" di Gottfredson e Osborne, che da quello comunque fin troppo paradossale di Guido Martina.

                            Il Pippo del Campionissimo rimane comunque genuino e commovente; ma trovo che venga fuori meno tutto il potenziale comico del personaggio, con le sue follie estremamente "umane".
                            « Ultima modifica: Domenica 5 Giu 2022, 14:04:32 da dr. Paperus »
                            ex Paperinik il Templare e Volkabug, inventore dell'Immergrün; prima niubbo, poi lurkatore, adesso utente affezionato; secondo la monetazione antica TEMPLI*PAPERINICUS*E*PAPERIBUS*MIRUM

                              ...avevi occupato ben otto righe per esprimere il concetto "la voto perché mi piace... non per altri motivi, perché mi piace quel Pippo, e i gusti sono gusti" :laugh:
                              Certo, e allora?
                              A parte il fatto che occupare "ben otto righe" per esprimere un concetto non credo sia qualcosa di eccessivo o ridondante.
                              Ne posso impiegare una, due, dieci, venti...a seconda del messaggio che voglio fare passare.
                              In aggiunta, non colgo il nesso che vuoi mettere in evidenza visto che i due piani sono distinti e separati.
                              Da un lato tu hai dato carattere oggettivo alla votazione della storia della Fattucchiera, pur basandoti su motivazioni strettamente personali e che ho rimarcato quanto non mi trovassero di comune accordo (appunto perché valide per te ma non altrettanto per me).
                              Dall'altro ho dato le mie motivazioni per cui ho scelto la storia del Campionissimo.
                              E sì, sono basate su ragioni apertamente personali, su quello che è piaciuto a me in misura maggiore della storia di Scarpa e che ha carattere puramente soggettivo e di certo non la pretesa che tutti vedano questa storia per quello che ha lasciato a me a fine lettura.
                              Non avrebbe avuto senso rispondere al tuo criterio oggettivo per cui "la storia della Fattucchiera non può che meritare la vittoria" con una presa di posizione altrettanto oggettiva da parte mia.
                              Sono valutazioni personali, tanto le mie quanto le tue e che ci hanno portato a  decidere diversamente per la storia da votare.
                              Non sarei intervenuto in risposta al tuo commento che ha fatto partire il confronto che stiamo avendo se tu avessi precisato che la storia della Fattucchiera non può che meritare la vittoria per te.
                              Non per forza ad una presa di posizione evidentemente oggettiva e univoca come quella che hai espresso tu, dovevo rispondere con un altrettanto criterio di oggettività e di chiusura al dibattito e, proprio per questo, ho risposto con il solo criterio dell'apprezzamento personale, che risponde semplicemente alle mie motivazioni e che non ha certamente pretesa di passare come qualcosa di universalmente riconosciuto e condiviso.

                              E se ho ripreso la questione della sgradevole etichetta per cui secondo il tuo parere io mi sono atteggiato a fare il paladino dell'autore di turno l'ho fatto appositamente per evitare che anche in questa discussione si ripetesse questa spiacevole idea che già una volta ti eri fatto su di me.
                              Quando scrivi, la sensazione che ricavo dal tuo modo di porti è un atteggiamento di chiusura e che chiude la possibilità del un dialogo dove entrambi i punti di vista sono tenuti in considerazione.
                              Una volta mi scrivi che un pensiero che esprimo "lascia il tempo che trova", poi che "mi atteggio a paladino dell'autore di turno", un'altra volta ancora usi il sarcasmo come nel post che ho citato per sminuire quelle che porto come mie motivazioni nell'ambito di una discussione.
                              Magari se fossi meno chiuso e se prima di bollare gli altri con etichette spiacevoli e acide, ti fermeresti a pensare un attimo prima di entrare subito a gamba tesa e cercheresti un confronto più sereno e disponibile al dialogo, magari ne potrebbe venire fuori una discussione in cui anche tu prendi in considerazione quello che è il mio pensiero e non solo viceversa.
                              Fermo restando che ripeto e sottolineo ancora una volta che l'idea che ti sei fatto di me sul difendere l'autore di turno e sul mio atteggiarmi come paladino dell'autore X,Y, Z era sbagliata allora così come rimane distorta e ingiustificata oggi.
                              Semplicemente perché totalmente infondata, inattendibile e per nulla corrispondente al vero.
                              Che di difendere Tizio, Caio o Sempronio non me ne può fregare di meno visto che non ci guadagno nulla e se mi sono iscritto al Papersera e se ho deciso di diventare parte di questa community l'ho fatto solo per il piacere che ho di discutere di Fumetto Disney.
                              Non certo per fare l'avvocato difensore e spadattratista dell'autore di turno, sia egli del presente o del passato.

                              *

                              dr. Paperus
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                              PolliceSu   (1)
                                Certo, e allora?
                                A parte il fatto che occupare "ben otto righe" per esprimere un concetto non credo sia qualcosa di eccessivo o ridondante.
                                Ne posso impiegare una, due, dieci, venti...a seconda del messaggio che voglio fare passare.
                                In aggiunta, non colgo il nesso che vuoi mettere in evidenza visto che i due piani sono distinti e separati.
                                Da un lato tu hai dato carattere oggettivo alla votazione della storia della Fattucchiera, pur basandoti su motivazioni strettamente personali e che ho rimarcato quanto non mi trovassero di comune accordo (appunto perché valide per te ma non altrettanto per me).
                                Dall'altro ho dato le mie motivazioni per cui ho scelto la storia del Campionissimo.
                                E sì, sono basate su ragioni apertamente personali, su quello che è piaciuto a me in misura maggiore della storia di Scarpa e che ha carattere puramente soggettivo e di certo non la pretesa che tutti vedano questa storia per quello che ha lasciato a me a fine lettura.
                                Non avrebbe avuto senso rispondere al tuo criterio oggettivo per cui "la storia della Fattucchiera non può che meritare la vittoria" con una presa di posizione altrettanto oggettiva da parte mia.
                                Sono valutazioni personali, tanto le mie quanto le tue e che ci hanno portato a  decidere diversamente per la storia da votare.
                                Non sarei intervenuto in risposta al tuo commento che ha fatto partire il confronto che stiamo avendo se tu avessi precisato che la storia della Fattucchiera non può che meritare la vittoria per te.
                                Non per forza ad una presa di posizione evidentemente oggettiva e univoca come quella che hai espresso tu, dovevo rispondere con un altrettanto criterio di oggettività e di chiusura al dibattito e, proprio per questo, ho risposto con il solo criterio dell'apprezzamento personale, che risponde semplicemente alle mie motivazioni e che non ha certamente pretesa di passare come qualcosa di universalmente riconosciuto e condiviso.

                                E se ho ripreso la questione della sgradevole etichetta per cui secondo il tuo parere io mi sono atteggiato a fare il paladino dell'autore di turno l'ho fatto appositamente per evitare che anche in questa discussione si ripetesse questa spiacevole idea che già una volta ti eri fatto su di me.
                                Quando scrivi, la sensazione che ricavo dal tuo modo di porti è un atteggiamento di chiusura e che chiude la possibilità del un dialogo dove entrambi i punti di vista sono tenuti in considerazione.
                                Una volta mi scrivi che un pensiero che esprimo "lascia il tempo che trova", poi che "mi atteggio a paladino dell'autore di turno", un'altra volta ancora usi il sarcasmo come nel post che ho citato per sminuire quelle che porto come mie motivazioni nell'ambito di una discussione.
                                Magari se fossi meno chiuso e se prima di bollare gli altri con etichette spiacevoli e acide, ti fermeresti a pensare un attimo prima di entrare subito a gamba tesa e cercheresti un confronto più sereno e disponibile al dialogo, magari ne potrebbe venire fuori una discussione in cui anche tu prendi in considerazione quello che è il mio pensiero e non solo viceversa.
                                Fermo restando che ripeto e sottolineo ancora una volta che l'idea che ti sei fatto di me sul difendere l'autore di turno e sul mio atteggiarmi come paladino dell'autore X,Y, Z era sbagliata allora così come rimane distorta e ingiustificata oggi.
                                Semplicemente perché totalmente infondata, inattendibile e per nulla corrispondente al vero.
                                Che di difendere Tizio, Caio o Sempronio non me ne può fregare di meno visto che non ci guadagno nulla e se mi sono iscritto al Papersera e se ho deciso di diventare parte di questa community l'ho fatto solo per il piacere che ho di discutere di Fumetto Disney.
                                Non certo per fare l'avvocato difensore e spadattratista dell'autore di turno, sia egli del presente o del passato.

                                Ehi ehi non ti scaldare, non è mica necessario... se non sei capace di accettare in modo sereno qualche critica al modo di esprimerti e di commentare le storie (tra l'altro critiche buttate sempre sull'ironia per non essere maleducato) non è colpa mia, e non ho intenzione di limitare il sarcasmo solo perché non sai prenderlo con il giusto spirito di leggerezza... io mi sono confrontato e ancora mi confronto molto proficuamente con tanti altri utenti qua che mi hanno arricchito con le loro opinioni, forse se tu non riesci a comunicare con me non sarà colpa del mio essere acido o chiuso come dici ma anche un po' tua...

                                E sì, puoi occupare quante righe vuoi, ma ironizzavo sul fatto che pur occupandone tante non avevi fatto minimamente capire perché preferivi quella storia piuttosto che l'altra, al di là del semplice gusto personale... non molto utile a creare un confronto direi, no?
                                Vediamo, secondo te il confronto si crea con le opinioni che già in anticipo definiamo "soggettive" e "solo per nostro gusto personale", o quando cerchiamo di difendere o comunque portare all'attenzione altrui una verità che consideriamo oggettiva? Ovviamente in questo secondo caso. Quello che forse tu non hai capito di me, pur continuando a scrivere che sono io ad avere un atteggiamento di chiusura e con pregiudizi, è che sono uso enunciare le mie verità non per sentirmi colui che detta legge, ma nell'attesa e con la voglia che arrivi qualcuno a commentarle e a farmele rivalutare, con argomentazioni valide, anche perché magari in molti casi basta semplicemente guardare le cose da un punto di vista diverso, ed è così che funziona il confronto. Non certo con i semplici gusti personali soggettivi.

                                E infatti avrei apprezzato di più, ora che mi avevi espresso meglio le tue idee sulle due storie in questione, che tu rispondessi alla mia ultima opinione, senza questo lungo post abbastanza OT...
                                ex Paperinik il Templare e Volkabug, inventore dell'Immergrün; prima niubbo, poi lurkatore, adesso utente affezionato; secondo la monetazione antica TEMPLI*PAPERINICUS*E*PAPERIBUS*MIRUM

                                 

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