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Topolino 3472 - Recensione di Andrea Pasti

Anno turbolento per la fattucchiera che ammalia. Dopo il grande evento in quattro parti conclusosi un mese fa, la strega vesuviana affronta una nuova scossa nel suo status quo in una storia in due parti scritta a quattro mani dai fratelli Emiliano e Matteo Mammucari. Debuttanti-ma-non-troppo, i due sceneggiatori sono in realtà autori ben navigati, che ci raggiungono direttamente dalle scuderie Bonelli, così come Marco Nucci e Gigi Cavenago prima di loro. Un andazzo degli ultimi anni che fino ad ora si è dimostrato vincente e che ha portato sicuramente una visione nuova sul fumetto dei paperi e dei topi. Gastone lo sfortunato è per certi versi il sequel spirituale di un’altra storia importante del protagonista, vedendo nuovamente al centro della scena il suo rapporto conflittuale con l’elemento che più di tutti lo contraddistingue e di cui, a questo giro, viene privato. Ad agire dietro le scene, come accennavamo all’inizio, è Amelia, che stanca dell’ultimo fallimento con Paperone, cambia obiettivo e decide di diventare ricca (ricca! Ricca!) appropriandosi della fortuna di Gastone, costretto quindi ad affidarsi a Paperino. I due cugini superano i loro antichi conflitti e uniscono le forze per raggiungere Napoli… ma questa è un’altra storia, che vedremo la settimana prossima. La trama non è originalissima, ma acquista forza grazie al doppio protagonista e al particolare ruolo da consigliere di Paperino. Non è la prima volta che il personaggio assume questo ruolo verso il parentado, ma è forse la prima volta che questo aspetto viene messo al centro dell’azione. Ai disegni e alla supervisione colori Stefano Zanchi, che continua il proprio approccio grafico sperimentale, con linee fluide, gabbie libere e colori molto d’atmosfera. Gabbie libere che, a volte, sono solo vezzo grafico e non contribuiscono davvero alla narrazione. Supervisione ai colori di Zanchi, che però sono nella pratica eseguiti da Emanuele Virzì. Già: una novità interessante di questo Topolino 3472 è l’accredito sia ai coloristi che agli inchiostratori nell’indice. Per la prima volta non si tratta di un caso d’eccezione come Mirka Andolfo, ed è presente per tutte le storie dell’albo. Una composizione a ventaglio sicuramente più interessante della classica, ma forse un po’ troppo agitata Il secondo e ultimo episodio di Topolino e il ritorno dell’uomo falena scorre abbastanza linearmente. Sergio Badino però gioca coi personaggi secondari e con i depistaggi, così che alla fine buoni e cattivi si mescolano inaspettatamente, tradendo (in modo positivo) le aspettative del lettore e rendendo così più interessante un giallo piuttosto semplice. Andrea Malgeri continua ad essere un disegnatore solido della nuova generazione. Ancora non possiede particolari guizzi, ma ha le carte in regola per maturarli negli anni, come già si vede dagli interessanti character design dei nuovi personaggi. Buone anche le chine di Simone Paoloni, mentre i colori di Putra Shah Bin Bin Abd Jalil risultano nella norma dei “piatti” di Topolino. Le ombre sono troppo poche, quasi casi isolati e sembrano più una incoerenza che la normalità. Prosegue il ciclo di PippoSpot, da un paio di storie in mano a Roberto Gagnor. Come per il precedente episodio, Il nuovo nome ha un focus differente dagli episodi di Coppola, più incentrati sul gag situazionali. Le storie del ciclo di Gagnor, infatti, partono da dettagli tecnici, da falle nel meccanismo, da cavilli burocratici. Stavolta si tratta della ricerca del marchio più originale, che si concluderà poi in maniera prettamente pippica. Ai disegni, Sergio Cabella gioca bene con le inquadrature, ma meno coi personaggi, che a volte sembrano avere un po’ di gambe corte. I colori di Monica Rossi sono simili al caso precedente: piatti con pochissime ombre, per lo più concentrate sul protagonista. Ai testi di Davide Aicardi tornano i disegni di Massimo Fecchi in Qui, Quo e… Qua ci serve un liutaio! Il simpatico gioco di parole del titolo ben introduce il fatto che Qua in realtà non appare per quasi tutta la storia e nonostante ciò ne è il motore: Qui e Quo, giocando ad un videogioco in VR rompono la chitarra del fratellino e ne affrontano di cotte e crude per farla riparare. Trama semplice, valorizzata soprattutto dalla recitazione dei personaggi. Chicca da worldbuilding è il cameo dei Bumpers, il gruppo musicale di Qua in alcune storie degli ultimi anni. Aicardi sembra avere un debole per le prodezze strumentali di Qua, visto che non è la prima volta che ne sfrutta le abilità. Molto gradevole la combinazione di colori tenui di Martina Andonova. Paperino e il torneo del re è a tutti gli effetti il seguito di Paperino e il sigillo di Papero Magno, a sua volta parte dell’operazione di ripresa del ciclo bottariano. Ancora una volta Carlo Panaro e Marco Palazzi rimettono mano alle atmosfere medieval-umoristiche con una trama molto semplice, che incontra un piccolo colpo di scena solo con l’introduzione di (spoiler) Gedeone Paperingio. Un intervento molto simile a quello della storia precedente, dove lo stacco dalle classiche avventure arrivava sempre dall’introduzione di un personaggio di origine scarpiana. Momento filosofico: l’ombra spicca più della luce Da notare che, al di fuori dell’esplicito richiamo al ciclo originale, mancano del tutto l’atmosfera e il ritmo di Chendi e Bottaro: una lacuna che rende queste storie non diverse da una qualsiasi storia in costume ambientata nell’epoca dei cavalieri, vanificando il senso dell’operazione stessa. Palazzi mostra ancora una volta la propria bravura nel ritrarre i personaggi e le ambientazioni, con simpatiche splash page e una buona recitazione. Meno gradevole, invece, lo scivolone di raffigurare dei pirati di foggia sei-settecentesca nell’Alto Medioevo. Ancora una volta i colori (stavolta di Chiara Bonacini) sono piatti con al massimo un paio di ombre, che sembrano più una macchia casuale che una scelta voluta. In realtà è ben chiaro l’intento di pagina 134, ma nell’economia della storia continua a stonare.

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Topolino 3472

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Anapisa
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PolliceSu

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PolliceSu
    Re:Topolino 3472
    Risposta #45: Domenica 12 Giu 2022, 21:36:15
    Cornelius, perché hai postato il Che Aria Tira della Ziche?  :rotfl:
    Che ridere  ;D
    Però Cornelius hai fatto bene, una Ziche qua e là ogni tanto ci sta  :rotfl:

    esatto! visto che le hanno anche censurato il topokolossal!
    Ho pensato la stessa cosa anche io  ;D !
    Dovremmo postare le sue vignette sparse per il forum in segno di protesta pacifica  ;:)

    scherzo  ;D
    « Ultima modifica: Domenica 12 Giu 2022, 21:38:05 da Anapisa »

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    Samu
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      Re:Topolino 3472
      Risposta #46: Domenica 12 Giu 2022, 22:15:17
      Fa sempre parte del Topo  ;D
      Ah, pensavo che volessi dire qualcosa sulla vignetta della Ziche di questa settimana visto che spesso i tuoi messaggi sono arricchiti da qualche immagine tratta dal numero in questione con un tuo commento al riguardo.
      Nessuna dimenticanza quindi, però - opinione mia - la gag di questa settimana non mi è sembrata molto ispirata ed altre recenti dell'autrice friulana mi hanno convinto di più, mentre questa non mi ha generato quel bel sorriso con cui di solito accolgo la vignetta comica della Ziche in apertura di libretto.  :-)

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      Tenebroga
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        Re:Topolino 3472
        Risposta #47: Giovedì 16 Giu 2022, 09:46:26
        La storia dell'uomo falena non è strabiliante ma nemmeno male, direi nella media. Dal mio punto di vista è stato un po' penalizzante il chiaro intento didattico della storia ovvero la lotta contro le bufale.
        Questo mi ha fatto capire sin dall'inizio che l'uomo falena era una truffa e ha tolto un po' di suspance.
        In ogni caso nel vasto panorama delle storie con VIP questa brilla come una supernova. Fossero tutte così...

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        • Tra un corto e una sciocca sinfonia...
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          Re:Topolino 3472
          Risposta #48: Lunedì 20 Giu 2022, 13:51:11
          Per quanto Zanchi sia spettacolare, mi astengo momentaneamente sulla gastoniana: spero si risolva bene, evitando l'erroraccio di fondo che temo possa essere stato compiuto.

          Se possibile, a che ti riferisci?

          esatto! visto che le hanno anche censurato il topokolossal!

          Questa me la sono persa. A cosa ti riferisci, anche tu?
          « Ultima modifica: Lunedì 20 Giu 2022, 13:52:50 da Dippy »
          Sappiate che tutte le cose sono così: un miraggio, un castello di nubi... Nulla è come appare  -  Buddha

          https://ilnumeroprimopiugrande.wordpress.com

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            Re:Topolino 3472
            Risposta #49: Lunedì 20 Giu 2022, 22:58:55
            Per quanto Zanchi sia spettacolare, mi astengo momentaneamente sulla gastoniana: spero si risolva bene, evitando l'erroraccio di fondo che temo possa essere stato compiuto.

            Se possibile, a che ti riferisci?

            esatto! visto che le hanno anche censurato il topokolossal!

            Questa me la sono persa. A cosa ti riferisci, anche tu?

            Lo spiego nel numero dopo: se cerchi il mio commento a T3473, lo descrivo compiutamente. :thankYou:

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              Re:Topolino 3472
              Risposta #50: Martedì 21 Giu 2022, 13:09:35
              Buon giorno a tutti. Apro questo topolino leggendo la storia di gastone lo sfortunato, ne traggo un discreto plot, si forse, è bene chiedersi perche la strega non ci abbia mai pensato prima??? Cmq viene gestito tutto bene e con una certa linearità per essere il primo episodio....
              Simpatiche le brevi..  ;;D
              L 'ultima l' ho davvero apprezzata.. è tutta la storia che promuovo in toto e con un bel finale papero :)

               

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